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65 commenti

Repubblica e la donna a raggi X: la fonte

Repubblica e il copiaincolla del corrispondente


Visto che Repubblica non accenna a voler rettificare l'articolo sulla donna russa con la vista a raggi X di cui ho parlato recentemente o ad ammettere da quale fonte l'ha copiaincollato il suo corrispondente Nicola Lombardozzi, lo faccio io, così ridiamo un po'.

Giusto per chiarire i termini della faccenda: l'articolo è nella sezione Esteri del giornale, non in quella delle notizie frivole, e Lombardozzi è definito "corrispondente" da Repubblica. Quindi, se non sono cambiate le definizioni dei dizionari, non si tratta di un collaboratore qualunque che se ne sta in redazione in Italia, torna a casa la sera e vive a stipendio minimo, ma di un giornalista che invia "articoli o servizi relativi al luogo in cui risiede" (Garzanti online). Vale a dire che Lombardozzi è pagato per stare in Russia e mandare articoli al giornale. E i corrispondenti costano.

Vediamo dunque quale prodotto di qualità viene fornito da questo corrispondente di Repubblica alla sua redazione e quindi ai suoi lettori. Grazie a un lettore del Disinformatico, Ephraim, le ricerche online sulla bizzarra storia di Julia Vorobjova portano a un articolo di Pravda-TV.ru (in russo) del 2009 che racconta pari pari la vicenda presentata da Repubblica e aggiunge altri dettagli: nel 1978 Julia rimase folgorata sul posto di lavoro, fu dichiarata morta e si risvegliò tre giorni dopo quando gli studenti di medicina iniziarono a tagliuzzarla.

Da quel giorno scoprì gradualmente di avere il dono di vedere all'interno degli esseri viventi e diagnosticarne le malattie, diventando famosa. Ha assistito VIP di ogni sorta, da Raissa Gorbaciova a François Mitterrand a Rajiv Gandhi (predicendo anche la morte di quest'ultimo). Ma lei è umile e ha sempre rifiutato ogni dono dei suoi pazienti miracolati, per cui adesso è povera, disagiata e malata. Il suo talento non funziona su di lei.

Come forse avrete intuito, Pravda-TV.ru non è un giornale granché autorevole o una rispettata testata del mondo giornalistico russo. A sua volta, cita come fonte Aif.ru (senza indicare il link preciso, ma una Googlata rivela l'articolo specifico). Eppure Repubblica non ha avuto esitazioni a riprendere da lì la storia di Julia.

Fra l'altro, Pravda-TV.ru linka una foto di Julia che porta il logo Paranormal-news.ru: un nome che forse avrebbe dovuto insospettire un buon giornalista. Sapete com'è, quando sulla testata campeggia un enorme alieno con gli occhi da moscone, magari qualche dubbio sulla credibilità delle notizie riportate può anche sorgere. Ecco l'articolo dedicato a Julia, datato maggio 2010:


Il sospetto che Lombardozzi abbia letto proprio Paranormal News nasce dal fatto che il dettaglio dell'alluce amputato citato nel suo articolo per Repubblica c'è nel testo di Paranormal News ma non in quello di Pravda-TV.ru o Aif.ru (se Google Translate non m'inganna; russofoni all'ascolto, correggetemi).

Altre ricerche portano a video che mostrano interviste a Julia Vorobjova, ma anche a un curioso articolo di pseudofisica in inglese che racconta la storia di Julia e conclude con una segnalazione curiosa: la signora sarebbe morta nel 1989 ("Mrs. Vorobiyova possessed her gift until her death in 1989").

Poi grazie ad un altro lettore, Enrico, salta fuori un sito dedicato a Julia, nel quale c'è, guarda caso, proprio la foto pubblicata da Repubblica:



Nella sezione di questo sito dedicata alle recensioni c'è una citazione di Repubblica (com'è piccolo il mondo) che però non indica date precise di pubblicazione. Altrove nel sito c'è una galleria fotografica in cui vengono citati l'emittente francese Antenne 2 e il convegno mondiale di sensitivi e parapsicologi tenutosi a Basilea nel 1993. Nessun accenno alla sua situazione attuale.

Questo è quello che, con l'aiuto dei lettori, sono riuscito a trovare io, che non sto in Russia ma a Lugano, non mi sono mosso da casa e non sono pagato da una redazione. E queste sono le fonti che Repubblica usa per dispensarci notizie dall'estero grazie ai suoi corrispondenti.

Seriamente qualcuno pensa che la gente sia disposta a pagare per avere online notizie di questo livello?
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Commenti
Commenti (65)
Paranormal News? Andiamo bene, andiamo...
Ma, a parte tutte le ricerche e le contro verifiche del caso, non suona un po' come bufala fin dall'inizio una notizia del genere?

Il che significa che se io dissemino un po' di "fonti" apparentemente non correlate tra loro riesco a fregare un giornalista di Repubblica?
Piccola pignoleria: François Mitterand.

Forse la terminologia universitaria è diversa: ma anziché "medici studenti" non è meglio "studenti di medicina"?
Mi limito a quotare il primo commento, non ho altre parole...
Comunque, Paolo, c'è qualche problema nel titolo dell'articolo, io vedo il tag < i > ... o magari è un problema del mio Firefox?
Inoltre, in:
"Eppure Repubblica non ha avuto esitazioni a riprenderne la storia di Julia."
suggerirei o di togliere "di Julia" o di utilizzare l'infinito semplice "riprendere".
@Accademia dei pedanti: come hai potuto non accorgertene? :|
Battuto! XD
qualcuno pensa che la gente sia disposta a pagare per avere online notizie di questo livello?

Qualcuno paga persino Mazzucco, Blondet e Chiesa. ;)
Refusi sistemati, grazie!
Lombardozzi non è un corrispondente qualsiasi: "Nicola Lombardozzi, caporedattore esteri di Repubblica", si legge qui http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=7728
I giornalai abbondano, i giornalisti scarseggiano.
E non è una questione di testata, fesserie le scrivono tutti.... purtroppo.
Per Sys Req

"Eppure Repubblica non ha avuto esitazioni a riprenderne la storia di Julia."
suggerirei o di togliere "di Julia" o di utilizzare l'infinito semplice "riprendere".
@Accademia dei pedanti: come hai potuto non accorgertene? :|


Perché è giusto. "Ne" significa "da questo", "da ciò", "da esso". Qui il senso è: riprendere da Pravda-TV.ru.
Ma Repubblica non era il quotidiano che si vantava continuamente di essere l'unico a dire la verità? Andiamo bene...
qualcuno pensa che la gente sia disposta a pagare per avere online notizie di questo livello?

Mah, rimango dell'idea che quella di far pagare le notizie online sia un suicidio editoriale a prescindere dai contenuti di qualità o meno. Certo, a maggior ragione quando prendono per il culo i lettori con articoli simili pretendere di ricevere dei soldi. E lo stesso dicasi del "corrispondente" che pretende uno stipendio per fare copia e incolla.
@Accademia dei pedanti: indubbiamente hai ragione (e difatti il solerte Paolo ha corretto con "da lì"), ma mi pare che, in ogni caso, suonasse malissimo, almeno in quella frase... va be', effetti collaterali del classico :D
P.s.: qualcuno sa perché i commenti per email a questo post mi arrivino con un notevole ritardo, e neppure in ordine? Uso un account google e una casella virgilio (il che forse la dice lunga), ma mentre qui già siamo a 10 commenti, a me ne è arrivato soltanto uno, dopo il mio, e per di più quello di Paolo...
Che gli impianti bioplasmatici abbiano la precedenza? :P
ahahaha...
ormai la repubblica serve solo per pulire il parabrezza...

@Accademia
Quoto sys req. Qui secondo me il "ne" non ci sta. Appesantisce inutilmente la frase e la nuova formulazione di Paolo è molto più gradevole. Del resto, sostituendo "ne" con "da questo" ne deriva: "Eppure Repubblica non ha avuto esitazioni a riprendere da questo la storia di Julia" che non ha molto senso, secondo me.

@Paolo
La parte di frase "Mitterrand a Rajiv Gandhi (predicendo anche...su di lei" mi appare con un font più piccolo.

Ciao
PS infatti "da lì" è diverso da "da questo"
Suvvia, ragazzi, siate clementi! In fondo di cosa dovrebbe parlare un corrispondente dalla Russia? Non risiede mica in una superpotenza storica ed economica in grado di cambiare la storia del pianeta! Sicuramente non succede nulla di più interessante laggiù che valga la pena raccontare!
Non ci sono guerre nei dintorni, né tantomeno problemi con regioni confinanti, e poi il territorio non è mica tanto vasto e le probabilità che si verifichino eventi interessanti sono minime.
Quindi, poverino, dategli tregua!
Credo che se ci impiegassimo a montare una notizia falsa ma sufficientemente curiosa da essere appetibile, creando un circuito (anche ristretto) di blog e siti che l'avvallano, basterebbe segnalarla a repubblica che la prenderebbero per buona al volo... Ormai Repubblica, pubblica qualsiasi fesseria, senza un minimo di controllo della fonte..
Mi stavo chiedendo se esiste qualcuno che compie sistematicamente la stessa (ottima) opera di debunking sui media maggiori che Paolo fa limitatamente al paranormale.

Mi irrita l'idea che giornali e tg sparino balzanate sulle vecchine russe con la vista a raggi x, ma ancor più che lo facciano con notizie dll'apparenza più seria (magari abbondantemente condite da "statistiche"), e non trovo mai modo - per mancanza di tempo e capacità- di verificare come vorrei.

Scusate l'OT, e grazie a chiunque volesse rispondere
Per Sys Req e Max Senesi

Che la frase "Eppure Repubblica non ha avuto esitazioni a riprendere da lì la storia di Julia" suoni meglio, siamo tutti d'accordo. Ciò detto, non riesco a trovare una ragione per considerare grammaticalmente errata la formulazione con il "ne".
L'uso del "ne" è complesso, sottoposto a limitazioni e a numerose regole che occupano pagine e pagine. Se qualcuno ne sa di più, intervenga pure.
Sono sempre più contenta che esistano i giornali free press e on line. Di pagare di tasca mia 'sta gente (anche se lo faccio indirettamente) non se ne parla proprio.
Per erre

Mi stavo chiedendo se esiste qualcuno che compie sistematicamente la stessa (ottima) opera di debunking sui media maggiori che Paolo fa limitatamente al paranormale.

Pare di no, almeno non su basi regolari, e non in riviste che si trovano online. Siccome l'argomento mi interessa molto avevo fatto ricerche tempo fa, ma senza alcun risultato.

Mi irrita l'idea che giornali e tg sparino balzanate sulle vecchine russe con la vista a raggi x, ma ancor più che lo facciano con notizie dll'apparenza più seria (magari abbondantemente condite da "statistiche"), e non trovo mai modo - per mancanza di tempo e capacità- di verificare come vorrei.

In un articolo simile Paolo Attivissimo enunciò una regola spannometrica per i lettori di notizie (cito a memoria): "tutto ciò che si legge sul web va automaticamente considerato una sciocchezza fino a prova contraria". Temo che la regola non vada applicata solo al web. :-(

Già in passato alcuni nei commenti avevano fatto notare che qui si punta il dito sulle castronerie scientifiche solo perché la scienza e la tecnologia sono le materie principali: se fosse un sito di antibufale giuridiche, letterarie, cinematografiche o storiche, i risultati (deprimenti) sarebbero uguali.
Per John Wayne jr.

Suvvia, ragazzi, siate clementi! In fondo di cosa dovrebbe parlare un corrispondente dalla Russia?...

Ironia tanto sottile quanto tagliente. :-D
Aggiungo una cosa: visti i precedenti come Anna Stepanovna Politkovskaja, non sempre il coraggio di un inviato è adeguato alla sua mansione. Se uno il coraggio non ce l'ha, non se lo può dare, scriveva il Manzoni; e che almeno stia a casa, però! ;-)
OT sul giornalismo
Ma secondo voi, parlando di Formula Uno, si puo' dire "sopravanzare una vettura"? Questa frase, non so perche', mi fa venir da vomitare.
Premetto che non ho davvero la più pallida idea di cosa facciano gli studenti di medicina nelle loro esercitazioni ma il fatto che, con un cadavere a loro disposizione, comincino dall'amputazione degli alluci mi puzza davvero parecchio.
Ah bene, quindi la fonte delle notizie strambe dei media italiani sono siti stranieri per creduloni dove primeggiano cose come alieni e paranomale.

Quindi presumo che i media stranieri prendano le notizie satrambe da siti italiani come questo:
http://www.segnidalcielo.it/
non suona un po' come bufala fin dall'inizio una notizia del genere?

Appunto, figurati quante balle passano e non ce ne accorgiamo solo perché "sembrano" credibili.

Mi irrita l'idea che giornali e tg sparino balzanate sulle vecchine russe con la vista a raggi x, ma ancor più che lo facciano con notizie dll'apparenza più seria

Avvoia, sul codice della strada riescono a dire delle cavolate immani. Tempo fa avevano scritto che gli italiani ci tenevano di più alla sicurezza perché erano aumentate le revisioni (che sono invece obbligatorie - il fatto è che con la crisi economica ci sono meno auto nuove e le vecchie vanno revisionate più spesso). Recentemente invece hanno scritto (non trovo il link) che in Italia esistono tratti con il limite a 150 km/h, cosa che mi risulta invece falsa.

E poi, limitandomi al campo dell'automobile, non capiscono una mazza di inquinamento, spesso non distinguono fra emissioni di CO2 e normativa Euro#.

È stato già verificato qui che chiunque sia esperto in un dato campo, noterà una bella quantità di strafalcioni dei giornalisti (non solo Repubblica).

A proposito di statistica. A cosa mi serve sapere, ad esempio, il reddito medio degli italiani? Parlassero del reddito mediano e della sua distribuzione, piuttosto! Il mito del pollo di Trilussa nasce da questo tipo di ignoranza.

Se uno il coraggio non ce l'ha, non se lo può dare, scriveva il Manzoni; e che almeno stia a casa, però! ;-)

Arcistraquoto. Non dimentichiamoci delle centinaia di giornalisti che rischiano la pelle per denunciare i veri problemi. E non dimentichiamoci che scrivere panzane su donne a raggi x fregiandosi del titolo di "giornalista", significa anche infangare e svalutare chi questo mestiere lo fa con competenza e dedizione.
Oh mamma, a leggere i commenti seppur autotradotti, vengono i brividi:

Dare l'indirizzo esatto di Julie, molto necessaria, bambino molto malato, i medici non possono pomoch.Ochen nadeyus.Spaibo TUO.
@Luigi

Il che significa che se io dissemino un po' di "fonti" apparentemente non correlate tra loro riesco a fregare un giornalista di Repubblica?

Toglierei il punto interrogativo e sostituirei Repubblica con $giornale :-)

Potremmo disseminare una storia dove Valentin aiuta la X-R-donna a sopravvivere agli inverni polari (grazie alla sua lunghissima esperienza), e lei lo ripaga dei giri in Mercedes facendo guarire la nonna ccecata che sbatte contro i muri.
c'è un blog che raccoglie varie cazzate dei giornalisti di Repubblica, si chiama http://pazzoperrepubblica.blogspot.com/

forse è il caso di segnalargli l'articolo di Lombardozzi, anche se è strano che non se ne siano accorti da soli..
ahahah, Paolo sei troppo forte!
tra l'altro sono arrivato a leggere questo tuo ultimo post tramite il blog TheAppleLounge che lo citava:

http://www.theapplelounge.com/cultura-societa/la-repubblica-ipad-ready/comment-page-1/#comment-117275
(…)quando sulla testata campeggia un enorme alieno con gli occhi da moscone, magari qualche dubbio sulla credibilità delle notizie riportate può anche sorgere.(…)
be', che c'è di male? i giornalisti italiani credono anche a quello che dice il nostro governo e i lettori/gli spettatori credono a emilio fede!
0_0
(non tutti, io ad esempio mi fido anche di un sito quasi sconosciuto, si chiama 'il disinformatico'; ma già, io stesso non sono attendibile;…)
@jcaspar

e non eh i primi paladini dell'antiberlusconismo sono quelli che credono alle donne con la vista a raggi x

facendo due più due qualche dubbio sorge :D :D :D
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Devo dire che un po' mi spiace per Nicola Lombardozzi.
Voglio dire, che altro impiego potrà trovare dopo che domani si troverà in mano la lettera di licenziamento.
Funziona così, giusto? :-/


Seriamente, ne approfitto per un ricordo a chi negli ultimi anni è MORTO in Russia perché faceva il GIORNALISTA.

2009 - Olga Kotovskaïa - Kaskad TV
2009 - Abdulmalik Akhmedilov - Khakikat, Sogratl
2009 - Natalia Estemirova - Organisation ONG Memorial, Novaïa Gazeta
2009 - Vyacheslav Iarochenko - Corruption et Crime
2009 - Anastassia Babourova - Novaïa Gazeta
2008 - Magomed Yevloyev - Ingushetiya.ru
2006 - Anna Politkovskaïa - Novaïa Gazeta
2006 - Evguéni Guerassimenko - hebdomadaire Saratovski Rasklad
2006 - Ilia Zimine - Correspondant pour la chaine de télévision NTV
2005 - Magomedzagid Varisov - Novoe Delo
2005 - Pavel Makeev - Puls d’Azov
2004 - Paul Khlebnikov - Forbes
2004 - Adlan Khassanov - Reuters
2003 - Alexeï Sidorov - Toliattinskoye Obsrenie
2003 - Alikhan Gouliev - TV Tsenter, Kommersant, Severny Kavkaz
2003 - Dmitri Chvets - TV 21
2002 - Roderick John Scott - free-lance
2002 - Sergeï Kalinovski - Moskovsky Komsomolets
2002 - Valery Ivanov - Toliatinskoie Obosrenie / Lada TV
2002 - Natalia Skryl - Nashe Vremia
2000 - Antonio Russo - Radio Radicale

Un ricordo particolare per Antonio Russo che ascoltavo con interesse e piacere nelle sue corrispondenze via telefono alla radio fatte dai posti e nelle situazioni più difficili con passione e al servizio del pubblico per aiutare i più deboli, indifesi e dimenticati.

Michele.
@Acar

se poi leggiamo che un lavoratore dipendente è stato licenziato perché dopo che l'azienda aveva cambiato l'orario di lavoro lui arrivava in ritardo avendo accompagnato il figlio a scuola....

PS la situazione in Russia è terribile ma incredibilmente altrove (Cuba, Iran eccetera) è ancora più terribile
Per theDRaKKaR

c'è un blog che raccoglie varie cazzate dei giornalisti di Repubblica, si chiama http://pazzoperrepubblica.blogspot.com/

Grazie della segnalazione!
Stasera mi ci ficco, vediamo se è fatto bene o, come molti altri weblog, è animato dalle migliori intenzioni ma affetto da dilettantismo e ideologia letali.
Per AcarSterminator

Seriamente, ne approfitto per un ricordo a chi negli ultimi anni è MORTO in Russia perché faceva il GIORNALISTA.
[...]


In effetti, io umanamente posso capire che un inviato in Russia preferisca stare nella stanza d'albergo a spulciare internet anziché compiere inchieste sul campo. E però non credo che Nicola Lombardozzi sia stato inviato là contro la sua volontà. Un giornalista non è un poliziotto o un soldato, a cui si chiede di avere coraggio e che non può contestare gli ordini superiori.
io umanamente posso capire che un inviato in Russia preferisca stare nella stanza d'albergo a spulciare internet anziché compiere inchieste sul campo

be' un attimo eh, i giornalisti stranieri, specie occidentali, sono più difficile da colpire, vengono mazzolati quelli autoctoni

per un sacco di motivi, tra cui anche il fatto che se muore un giornalista occidentale sono cazzi amari, invece se muore un poveraccio russo non frega una ceppa a nessuno
Una volta avevamo come corrispondenti esteri figure del calibro di Tiziano Terzani, e oggi chi ci rimane?
Nicola Lombardozzi
torna in Italia. te lo meriti.
attenzione che sono anche permalosi 'sti giornalisti...
Lombardozzi non è stato costretto. Fare il corrispondente è fantastico: stipendio da caporedattore italiano, in paesi dove la vita costa meno, o adeguato verso l'alto dove la vita costa di più, spesso casa pagata dal giornale, rimborsi spese e benefit a go go, ampia autonomia nella scelta delle notizie. Per ciascun posto da corrispondente ci sono almeno dieci giornalisti competenti prontissimi a partire con il primo volo.
Tiziano Terzani faceva l'inviato, che è diverso: la sua base è la redazione del giornale e viene mandato dal direttore nei luoghi dove succede qualcosa d'importante e non c'è il corrispondente. In particolare faceva l'inviato di guerra, un lavoro davvero per gente con un coraggio pazzesco.
un lavoro davvero per gente con un coraggio pazzesco

davvero... poi mi vengono in mente i romanzi di Hemingway :)
Grazie per aprirci gli ochi ogni giorno di piu!
Per Simone

Grazie per aprirci gli ochi ogni giorno di piu!

Gli ochi? Quelli son buoni in onto.
@Elena:
Tiziano Terzani faceva l'inviato, che è diverso: la sua base è la redazione del giornale e viene mandato dal direttore nei luoghi dove succede qualcosa d'importante e non c'è il corrispondente.

Spiegheresti meglio a un ignorante in materia (me) che differenza c'è tra un corrispondente e un inviato?
È il fatto che il corrispondente sta lì fisso e l'inviato va sul posto solo su richiesta, o c'è dell'altro?

@Paolo Attivissimo:
Questo è quello che, con l'aiuto dei lettori, sono riuscito a trovare io, che non sto in Russia ma a Lugano, non mi sono mosso da casa e non sono pagato da una redazione.

Spero che il tono "sorpreso" con cui lo scrivi sia ironico.
Spero che il tono "sorpreso" con cui lo scrivi sia ironico.

Più sconsolato che ironico.
Se mi è consentito, vorrei fare un discorso un po' più ampio sul giornalismo in Italia: su carta non meno che in video o sul web. Qui ci si accanisce su Repubblica, probabilenbte perché è il più letto, perlomeno dai frequentatori di questo blog (non da me, comunque). Definirei tutto il panorama dell'informazione italiana con un solo aggettivo: sciatto. Questa è evidentemente una bufala, ma in generale tutti i giornali sono inaccurati, viziati da errori di traduzione, imprecisi nei numeri, fatti "ad orecchio", persino mal scritti, in un italiano costellato da mantra linguistici sempre uguali. E vale per tutti: fateci caso, se togliete i servizi di politica interna, non ci sono sostanziali differenze nemmeno fra il TG4 ed il TG3, per citare gli antipodi: stessi servizi, stessi cliché, stesse fonti incontrollate. Mi piacerebbe che qualcuno si preoccupasse di dare un contrappeso critico anche alle numerose panzane montate come notizie "scientifiche", a proposito per esempio delle continue rivoluzionarie scoperte in medicina, che proprio non si capisce come certi disfattisti continuino ad ammalarsi e morire o, incredibilmente, a non ammalarsi né morire, a dispetto delle catastrofi sempre nuove annunciate (SARS, CJD, peste suina, influenza killer, e così via); o a quelle sul riscaldamento globale oggi(pare che lo scandalo delle mail del CRU non sia mai arrivato in Italia, a giudicare dalla doppia pagina dedicata ancora sulla Stampa di qualche giorno fa all'argomento), come ieri sul buco nell'ozono, ed altre evidenti fesserie sempre prese per buone; anche su queste ci vorrebbe, a mio parere una sana attività di debunking, ma qui forse ci sarebbe troppo da fare ("vaste programme", avrebbe detto De Gaulle). La faciloneria con cui si scrive qualunque cazzata, possibilmente allarmistica o sensazionalistica, tanto poi chi va a controllare? Gli inviati all'estero, che non spiaccicano una parola in inglese o in francese; ricordo le imbarazzanti interviste a fine corsa in MotoGP, ove venivano rivolte domande in un inglese da seconda elementare, cui seguiva una traduzione, da parte dell'intervistatore, completamente inventata, in quanto non aveva capito una sola parola della risposta (che ora viene doppiata). Potrei continuare a lungo, ma il succo è questo: il giornalismo in Italia non esiste più, tranne qualche raro esempio - che si può trovare in tutti i giornali, anche i peggiori, ma che sembra sempre casuale. Ho l'impressione che a ciò non sia estranea la presenza di un Ordine dei Giornalisti, ma qui, veramente, non vorrei buttarla in politica.
Qui ci si accanisce su Repubblica, probabilenbte perché è il più letto, perlomeno dai frequentatori di questo blog

non è assolutamente vero... ce n'è per tutti :)
Qui ci si accanisce su Repubblica, probabilenbte perché è il più letto

No. Dispensiamo affettuose pernacchie a qualunque testata si distingua per la pubblicazione di scemenze.
ci deve essere stata una sovrapposizione di impianti bioplasmatici...
Per theDRaKKaR

Il sito Pazzo per Repubblica è divertente, non privo di sottile ironia, ma sulle castronerie più evidenti negli articoli pubblicati sorvola un po' troppo; il tono è quello dell'amorevole buffetto sulla guancia.

Per mostrare, a chi ancora ne dubitasse, che simili scivoloni non capitano solo su argomenti scientifici e solo ad inviati in Russia, ecco una mia rapida analisi di un articolo di Giulia Cerino apparso ieri:

Strillo in prima pagina:

Napolitano: "Impegno contro l'omofobia"
E la Carfagna chiede scusa "per i miei pregiudizi"



Il 17 maggio del 1990 l'Oms cancellava l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Dopo 20 anni le comunità Lgbtq...

Sciogliere questo (orrendo) acronimo per un lettore non addetto ai lavori con lesbiche, gay, bisessuali, transessuali (o transgender, come dicono oggi) & queer, era chiedere troppo?

Oggi, a distanza di vent'anni, le comunità Lgbtq del mondo ricordano quella data. E tornano nelle piazze come ogni anno, dal 2007, per "spezzare, ancora una volta, il velo di omertà che non è mai scivolato via". Facendo, come avvenne nel 2005, un gran baccano.

Tornano nelle piazze facendo un gran baccano dal 2007, o dal 2005?

Per l'occasione, l'Associazione Radicale Certi Diritti ha personalmente consegnato al capo dello Stato le oltre dodicimila firme raccolte attraverso il portale Gay.it

Diamo un nome alle cose: le "firme" raccolte attraverso un sito web, oltre a non avere uno straccio di valore, si chiamano adesioni. In più: specificare a quale scopo erano state raccolte le adesioni, era indiscreto?

Su questo versante, i dati italiani sono preoccupanti: "L'Italia, anche quest'anno, è il primo paese in Europa per violenze e omicidi delle persone transessuali".

Da che fonte proviene questo dato?
Che gli Stati europei, o semplicemente quelli UE, raccolgano statistiche sull'orientamento sessuale delle persone vittime di omicidio, è decisamente improbabile, così come che facciano statistiche sul colore del capelli o sul titolo di studio. Sono strumenti di lavoro degli inquirenti, e nei loro archivi rimangono.

Una situazione "invariata rispetto allo scorso anno" e denunciata da Porpora Marcasciano, vicepresidente del Mit, il Movimento identità transessuale.

Il vicepresidente del Mit ora si sostituisce all'Istat.

Un quadro eloquente e grave che verrà presto confermato dai numeri pubblicati nel rapporto che uscirà fra qualche mese.

Vista la ricorrenza della data, non si capisce perché non si poteva far uscire un rapporto proprio il 17 maggio, anziché lasciar trapelare anticipazioni. In ogni caso: uscirá pubblicato da chi? Dal Mit? Nulla.

Sono circa 80 i Paesi dove gay, lesbiche e transessuali devono vivere nascosti, come Yemen, Uganda, e isola Maurice.

Il nome ufficiale è Repubblica di Maurizio, o Mauritius. Maurice è la forma francese. La legge contro i rapporti omosessuali vige nell'isola omonima come a Rodrigues, Agalega e Saint Brandon: fanno parte dello Stato.

E come in Francia, in Italia e in Spagna, oggi anche in queste zone le comunità manifestano per i loro diritti. Ma, al contrario di molte altre, sono costrette a farlo di nascosto alle autorità.

Come si può manifestare per i diritti di nascosto alle autorità? Nel salotto di casa? Con una marcia circolare in mezzo a un campo di grano? Tenendosi a 24 miglia nautiche dalla costa?

Piccolezze, si dirà. Eppure, non ci voleva tanto tempo e tanto sforzo a fare un articolo ben documentato sulla notizia. La sciatteria e la fretta hanno preso il sopravvento su tutto.
@Accademia dei pedanti:
Per mostrare, a chi ancora ne dubitasse, che simili scivoloni non capitano solo su argomenti scientifici e solo ad inviati in Russia,

Corrispondenti, non inviati. In attesa che Elena ci spieghi meglio la differenza.

Sciogliere questo (orrendo) acronimo per un lettore non addetto ai lavori con lesbiche, gay, bisessuali, transessuali (o transgender, come dicono oggi) & queer, era chiedere troppo?

Tra l'altro non sapevo della Q.

Come si può manifestare per i diritti di nascosto alle autorità?

LOL! Forse bisogna smanettare un po' con le impostazioni di privacy :-D
Per Turz

Per mostrare, a chi ancora ne dubitasse, che simili scivoloni non capitano solo su argomenti scientifici e solo ad inviati in Russia,

Corrispondenti, non inviati. In attesa che Elena ci spieghi meglio la differenza.


Non credo la differenza sia scritta in documenti dell'ordine dei giornalisti o nei regolamenti delle ambasciate italiane. Ogni giornale si regola un po' come crede. So che per coprire eventi improvvisi come catastrofi, colpi di Stato e affini, si usa l'inviato (ma qualcuno ancora ricorda quando si leggeva: "Dal nostro inviato speciale"? Oggi nessuno è più speciale), che rimane sul luogo il tempo necessario alla conclusione degli eventi. Per la cronaca, l'ordinaria amministrazione politica, il colore locale, si usa un corrispondente stabile, ma non credo esista un contratto nazionale che specifichi quanto deve rimanere sul posto per fregiarsi del titolo.
Io poi scrivendo "inviati" non pensavo specificamente a Lombardozzi.
Per rimanere in tema sempre la Repubblica:
http://tinyurl.com/3a8as67
Qui il disegno di legge a cui fa riferimento:
http://tinyurl.com/3y8f9aq

Mi pare che siano 2 cose molto diverse.
Si parla di pagare i contributi a sindaci e assessori durante il mandato (e solo durante il mandato) anche ai soggetti che non hanno alcuna forma previdenziale.
La legge attuale permette di pagare i contributi solo se si dispone già di una qualche forma previdenziale, se nel frattempo si viene licenziati o la ditta fallisce, i contributi non vengono più pagati. Mi sembra un po' diverso dal titolo e anche da quanto detto nell'articolo di Repubblica.

Ciao
VB
Per ValterVB

Mi pare che siano 2 cose molto diverse.
Si parla di pagare i contributi a sindaci e assessori durante il mandato (e solo durante il mandato) anche ai soggetti che non hanno alcuna forma previdenziale.
La legge attuale permette di pagare i contributi solo se si dispone già di una qualche forma previdenziale, se nel frattempo si viene licenziati o la ditta fallisce, i contributi non vengono più pagati. Mi sembra un po' diverso dal titolo e anche da quanto detto nell'articolo di Repubblica.


Infatti. A Repubblica hanno consulenti di diritto del lavoro molto perspicaci.
Se Nicola Lombardozzi uscisse un po' di più dalla sua residenza moscovita e guardasse un po' meno film catastrofici di Hollywood...
L'articolo non è di oggi, ma non cambia niente, l'incredibile è che non leggono neanche il giornale per cui lavorano:
link

Ciao
VB
Per ValterVB

L'articolo non è di oggi, ma non cambia niente, l'incredibile è che non leggono neanche il giornale per cui lavorano:

Veramente l'articolo citato in precedenza era da Repubblica, non dal Corriere della Sera, come del resto l'articolo sulla russa con vista a raggi X. :-|

Però il tuo discorso fila lo stesso se riferito a questo articolo del Corriere della sera di oggi, sempre di Giovanni Caprara.
Rettifico: Non leggo neanche quello che vedo.
Chiedo venia.

Allora è pure peggio. Non si ricorda quello che scrive:
Ottobre '09 "che la probabilità di caderci addosso il 13 aprile 2036 è scesa da una su 45 mila a quattro su un milione"

Maggio '10 "Le probabilità restano comunque poche (una su 250 mila) "

In realtà la Nasa indica 1 su 135 mila
Link

Ciao
VB
@ValterVB

In realtà la Nasa indica 1 su 135 mila

O per meglio dire:

1 in 135,000 chance of Earth impact

or

99.99926000% chance the asteroid will miss the Earth


Trovo più rassicurante una percentuale d'insuccesso del 99.99 % che una probabilità di successo su 135,000, anche se sono la stessa cosa.

;)

Impact Probability
Il sito Pazzo per Repubblica è divertente, non privo di sottile ironia, ma sulle castronerie più evidenti negli articoli pubblicati sorvola un po' troppo; il tono è quello dell'amorevole buffetto sulla guancia.

possibile, tuttavia ha pubblicato il link al primo articolo di Paolo sulla donna a raggi x
Semi-OT: se siete appassionati di astronautica, l'articolo di Repubblica sull'X-37B vi suonerà come le unghie sulla lavagna.

Sarei curioso di sapere cosa sono le "batterie a pannelli solari" e poi è fantastica la frase: "capace di ruotare intorno alla Terra ogni 90 minuti percorrendo l'orbita che passa, appunto, alta sopra Iraq, Iran, Aghhanistan e Pakistan."

Sembra quasi l'unico satellite in grado di farlo... E manca completamente il punto centrale della notizia: si tratta di un satellite spia in grado di ritornare al suolo rapidamente, essere rilanciato in un'orbita diversa con sensori diversi, essere aggiornato, e (speriamo di no) anche armato alla bisogna.
No no, markogts, al contrario è in tema con il livello di articoli che Repubblica espelle quasi quotidianamente: da rivista per servette. Già la seconda riga del titolo è sufficiente a tener lontani: "In orbita il mini-shuttle segreto". Se è segreto, come si fa a saperne nome e caratteristiche?
"batterie a pannelli solari"

Uno dei grandi ostacoli del fotovoltaico :D