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2007/07/03

Repubblica e cartelli di chiese, NON mi sono sbagliato (*aggiornamento*)

Ho preso un granchio?


Grazie ai controlli incrociati di alcuni lettori, è emerso che stavolta potrei essere stato troppo cattivo nel criticare Repubblica. La verifica è in corso: nel frattempo ho aggiornato l'articolo per tenere conto dei nuovi dati.

Appena ci saranno novità, ne parlerò nel blog.

Aggiornamento (2007/07/03 21:40): Ricevo adesso la conferma lapidaria via e-mail da Robert Ernsting, Associate Pastor della Noland Road Baptist Church: "It has been faked!". Quindi nessun granchio: Repubblica ha effettivamente pubblicato una foto falsa.

19 commenti:

mastrocigliegia ha detto...

Ho l'impressione che le scritte brillanti (chiamiamole così) delle chiese, all'inizio siano state autentiche. Sono piaciute e si sono diffuse.
Ho sentito che non so dove, in Italia, il parroco abbia scritto sul portone della chiesa "aperto anche la domenica".

Diventando di moda, le scritte sono entrate nel mirino dei falsari (buontemponi, in questo caso).

Credo che l'articolo sia quindi il frutto di un incrocio tra un granchio e una bufala, con un po' dell'uno e un po' dell'altra.

Con l'ingegneria genetica, al giorno d'oggi, si fa proprio di tutto.

mc

whale_hunter ha detto...

Paolo, sei una persona seria: ammettere una svista ti rende merito.
Del resto nessuno è infallibile.

Per questo leggo volentieri il tuo blog.

Ciao.
WH

CyberPenguin ha detto...

> ammettere una svista ti rende
> merito.

Gia' ;-)
Errare humanum est

Anonimo ha detto...

Beh potrebbe non essere un errore allo stato attuale di cose...
cmq complimenti perchè ammettere un errore non è da tutti...
e conferma l'opinione che mi sono fatto di te...
Ancora compliments!!! :)
P.S. Se non era per questa rettifica sarebbe potuto parere che tu ce l'avessi avuta con Repubblica :)

Infinity ha detto...

Io non credo che si tratti di un tuo errore, Paolo! :-)
ChurchSignGenerator esiste DA ANNI, e Repubblica ne parla solo adesso, come se avesse scoperto l'acqua calda.
Magari potra' anche essere capitato che in passato qualche chiesa abbia esposto qualche cartello, ma di sicuro quelli di Repubblica NON si riferivano a questo, nel loro articolo... parlavano proprio dei cartelli-burla, prendendoli per veri.
Ad ogni modo, sei un GRANDE.
Nessuno piu', di questi tempi, ammette un (possibile) errore, e per di piu' pubblicamente.
Ce ne vorrebbero molti di Giornalisti con i tuoi attributi, e non solo a Repubblica.
Ciao! :-)

Unknown ha detto...

C'è da dire che però Repubblica ha pubblicato una sola foto falsa in mezzo a molte autentiche.
Cadere in errore, tra l'altro non era difficile.
Quindi si può dire che stavolta non si è trattato di chissà quale toppata madornale.

IlTremendo ha detto...

Si, stavolta hai voluto cercare il pelo nell'uovo: però il lavoro di cronista comporta proprio il fatto di verificare costantemente le fonti.
p.s. sistema la data dell'aggiornamento, siamo a luglio...
p.p.s mi baso sempre su quello che dici, quando penso a come si fa informazione.
Non l'ho imparato da te, l'ho imparato penso nell'unico corso di laurea che lo insegna, informatica umanistica presso l'università di Pisa, ma giornalmente me lo ricordi. Fossero tutti come te...

Paolo Attivissimo ha detto...

Sistemata la data, grazie!

Unknown ha detto...

Forse la foto falsa e' una sola, di fatto la notizia e' priva comunque di fondamento. Hanno preso una foto (un pretesto) per poi scrivere un articolo che non rispecchia la realta' delle cose. Un tipico modo di fare di giornalisti troppo abituati a manipolare la realta' in modo poco obiettivo.

Admin ha detto...

e così Paolo ha dimostrato che anche nei giornali come Repubblica ci sono un sacco di bufale, e nel blog non ci sono granchi, mi dispiace, ma per stavolta dovremo ancora stare a digiuno...

Dan ha detto...

Questa è l'onestà intellettuale che fa onore ad un giornalista serio e degno di questo nome come è Paolo Attivissimo. Ancora prima di avere la conferma del possibile errore, ci avverte della possibilità che la notizia fosse falsa... meglio di così! Mica come certa altra gente, piena di prove "incontrovertibili" che cambia versione un giorno sì e uno no, o certi giornalisti strapagati con la macchina per scrivere come il culo, che la dentologia professionale neanche sanno come si scrive.

pltz ha detto...

Mica come certa altra gente, piena di prove "incontrovertibili" che cambia versione un giorno sì e uno no, o certi giornalisti strapagati con la macchina per scrivere come il culo, che la dentologia professionale neanche sanno come si scrive.


Definire "strapagato" un giornalista che lavora per l'edizione web di un quotidiano non è solo arroganza, ma anche ignoranza.

E la "dentologia" (sic) prova che tu non sei adatto a prendere il loro posto.

a_lounge_lizard ha detto...

In ogni caso, la galleria generava una falsa impressione in chi vedeva le foto. Parlo ad esempio della famosa foto della Baptist Church; un lettore che veda una foto del genere, cosa penserebbe di una chiesa che scrive sui suoi cartelli "la posizione piu' potente e' quella in ginocchio" ???

Sarebbe indotto a pensare "ah questi americani maiali, pure i preti sono rozzi e volgari" ?

Per me l'indagine di Paolo e' piu' che giusta (nonostante io non sia imparziale, ho contribuito a segnalarla...;)

Dan ha detto...

"Definire "strapagato" un giornalista che lavora per l'edizione web di un quotidiano non è solo arroganza, ma anche ignoranza."
Mentre pensare che un giornalista usa la macchina per scrivere per l'edizione web invece è cultura e attenzione, vero..? Non fare l'offeso se non capisci il contesto.
E comunque che sia web o cartaceo, che sia strapagato o no, se è un giornalista serio certe perle di approssimazione o disinformazione dovrebbe cercare di evitarle...

"E la "dentologia" (sic) prova che tu non sei adatto a prendere il loro posto."
Certo serve un bello sforzo per capire quando c'è un refuso... ti capisco.
Perlomeno io prima di pubblicare un testo che leggeranno centinaia di persone, mi assicuro di stare scrivendo qualcosa di veritiero e mi documento, non vado sull'ispirazione del momento che tanto poi forse facciamo la rettifica. Scommettiamo che "il loro posto lo prendo" eccome? Se non altro, risparmierei una congrua quantità di figuracce da ignoranti alla redazione...

Unknown ha detto...

Bufala o meno c'e' una cosa interessante che noto in tutta questa questione: verificare l'attendibilita' del materiale richiede tempo.
Ponendo che l'insegna pubblicata fosse vera, il solo fatto che sopra vi sia riportato il nome di un sito che genera insegne false dovrebbe condurre almeno a due strade: o si verifica l'autenticita' del materiale che si vuole usare, o lo si scarta a priori perche' i tempi sono troppo stretti per verificarne l'attendibilita'.

Questo a mio parere e' da ritenersi - da parte di un giornalista - un comportamento onesto e corretto.

Ma tu Paolo la dici giusta nel primo post quando scrivi "specialmente quando le foto soddisfano la voglia di scoop e si adattano ai preconcetti dell'articolista" (qui spezzerei una lancia a favore dell'articolista dicendo che e' molto piu' probabile che si adattino ai preconcetti della linea editoriale).

Ma a me angoscia sosprattutto il fatto che - in pratica - per la testata non ha nessuna importanza cosa sia falso e cosa no: una volta pubblicato il tutto, quel materiale diventa la realta'... infatti non solo quel materiale si adatta ai preconcetti dell'articolista (o della linea editoriale) ma soprattutto si adatta ai preconcetti del lettore tipo di quella testata che, sentendosi confermati i propri preconcetti, ancora meno sara' disposto, primo, a metterne in dubbio la fallacita' e, secondo, a ritenere quella testata meno affidabile di quel che in realta' e'.

Questo e' - ne piu' e ne meno - la manipolazione dell'opinione pubblica. Siamo quindi certi, e anche tu Paolo, che "bufala" sia il termine adatto? Qui si tratta di manipolazione della realta'... manipolazioni che poi hanno come conseguenze non - ad esempio - il contrapporsi di opere letterarie, ma l'enfatizzare la creazione di fazioni a livello della societa' che poi si scontrano sul serio.

Io dubito che tu, Paolo, non abbia notato quanto e' piu' spinoso il muoversi in questi frangenti (come in quello di Sex crimes and the Vatican) rispetto alle scie chimiche o al complottismo dell'undici settembre. Ad ogni modo apprezzo moltissimo il fatto che tu abbia dedicato posto a queste cose... sarebbe molto bello avere un servizio antibufala - o meglio antimanipolazione - sulle notizie di attualita' dove si affrontano gli argomenti con lo spirito di questo blog. In Italia... ci vorrebbe tanto coraggio e io, ad esempio, non ce l'ho.

Ciao

Unknown ha detto...

non so perchè ma non avevo dubbi

pltz ha detto...

@dan

Perché invece per l'edizione cartacea la macchina da scrivere si usa?

@tutti

È vero che i giornali sono pieni di strafalcioni, di bufale e di notizie false; è anche vero che alcuni sono peggio degli altri.

Ma alla fine un solo vero reportage, una foto sul campo, una intervista vera con un leader vero conta più di mille foto sbagliate, pubblicate con leggerezza.

È ben chiaro a tutti che le gallerie fotografiche di repubblica sono intrattenimento, non informazione.

Questo puntarsi su dettagli scemi (ma chissenefrega se il cartello è vero o no) è un atteggiamento tignoso, saccente, privo di contatto con la realtà; nerd, ma in senso cattivo.

Se in Paolo tollero una certa presunzione (anche perché Paolo ci dona ogni settimana degli ottimi articoli), il presuntuoso di seconda mano è veramente irritante, meschino.

Paolo Attivissimo ha detto...

>Questo puntarsi su dettagli scemi (ma chissenefrega se il cartello è vero o no) è un atteggiamento tignoso, saccente, privo di contatto con la realtà; nerd, ma in senso cattivo.

Non sono d'accordo. Pubblicare una foto falsa spacciandola per vera, specialmente se accompagnata da una chiara didascalia moraleggiante ("guarda che bestie capitaliste che sono gli americani"), è comunque una violazione della deontologia.

Vuol dire che comunque il giornalista, anche nelle piccole cose, se ne infischia di rispettare il lavoro altrui (scopiazzandolo senza neppure dare credito all'autore) e se ne infischia del rispetto verso il lettore.

E se te lo fanno nelle piccole cose, come fai a essere sicuro che non lo facciano in quelle grandi?

Ti ricordi la foto del grande blackout del 2003 "visto dal satellite", pubblicata a piena pagina da Repubblica? Falsa. Rubata da Internet. Da una pagina che diceva che era un fotomontaggio.

Altrove, quando un giornalista o un fotoreporte viene colto a manipolare una foto (tipo aggiungere del fumo a un bombardamento), la sua carriera è finita. Dettagli scemi? Per chi prende sul serio la propria responsabilità verso i lettori, no.

Bastava che Repubblica dicesse "tratte dal sito ChurchSignGenerator.com". Invece, nascondendo la fonte (per fare la bella figura di aver raccolto le foto), s'è presa la responsabilità della loro autenticità.

E fa fare pessima figura a tutta la categoria.

Dan ha detto...

Amen, Paolo. Proprio quello che intendevo anch'io. Uno che di mestiere e come codice di categoria ha il dover riportare notizie, non è semplicemente ammissibile che abbia tale superficialità.

"Perché invece per l'edizione cartacea la macchina da scrivere si usa?
Secondo te, citando una macchina per scrivere, a quale è più probabile mi riferissi? E come ho già detto, anche se non fosse? L'essere un giornalista professionista, anche sul web o col ciclostile, ti lega ad un codice (e a un pubblico) da rispettare.