Cerca nel blog

2007/07/31

Antibufala: il gatto che “prevede” i pazienti morituri

Lo strano caso del gatto che fiuta la morte


I giornali si sono buttati a pesce sulla storia del "gatto sensitivo": Oscar, un felino che abita in una casa di riposo del Rhode Island, lo Steere House Nursing and Rehabilitation Center di Providence.

Secondo la notizia, il gatto (foto qui accanto, tratta dalla BBC) "è stato trovato accanto al letto di più di 25 pazienti poco prima della loro morte". Oscar non è particolarmente socievole, ma ha una spiccata tendenza ad accucciarsi accanto ai degenti poco prima della loro morte, racconta la BBC. Da qui la teoria che Oscar sia in grado di percepire infallibilmente l'imminenza della morte dei degenti. Gatto con poteri paranormali? Fiuto per un particolare segnale biochimico emesso dal corpo di chi si sta spegnendo?

Il bello di Internet è che permette di andare alla radice della notizia, che in questo caso è stata pubblicata sul New England Journal of Medicine (volume 357:328-329, 26 luglio 2007, numero 4). Nonostante la fonte autorevole della pubblicazione, la notizia va valutata tenendo presente il modo in cui è presentata: non si tratta di un articolo medico basato su test di laboratorio o controlli in doppio cieco, ma di un semplice aneddoto, riferito come curiosità e non come fatto scientificamente acclarato. Ma la notizia ha tutti gli ingredienti per assumere proporzioni mitiche: tocca un tema di cui tutti abbiamo bene o male timore (la morte), offre un'apparente prova di sensibilità forse ultraterrene che hanno un effetto consolatorio, e parla di un animale carino. In più ha l'avallo apparente di una rivista medica.

Senza scomodare il paranormale, è perlomeno plausibile che Oscar sia particolarmente abile nel fiutare qualche emissione biochimica degli organi in rapido deterioramento. Questo articolo della BBC segnala uno studio del 2004, scritto dal medico John Church, che sembra dimostrare che i cani sono in grado di rilevare il cancro della vescica annusando l'urina del paziente. Ci sono aneddoti di cani che hanno fiutato la presenza di tumori al seno, ai polmoni o alla pelle prima della diagnosi formale. L'abilità dei cani nel rilevare i sintomi precursori di un attacco epilettico è conclamata e viene utilizzata da almeno un ente benefico inglese, Support Dogs.

Considerata la proverbiale condizione disastrosa della sanità britannica (che posso confermare per esperienza personale), ci sarebbe da fare qualche battuta sui cani medici più affidabili di certi medici cani, ma mi trattengo. Il problema della teoria biochimica è che qui si tratta di un gatto, non di un cane. I cani vengono addestrati a segnalare le loro "diagnosi" mediante un meccanismo di premi. Nel caso di Oscar, questo addestramento e questo meccanismo non sono presenti (anche se non si può escludere che Oscar si comporti in questo modo per una sua personale solidarietà interspecie, cosa rara ma non eccezionale).

I fatti, per ora, sono troppo scarsi per poter dire con certezza che Oscar fiuta infallibilmente la morte, checché ne dicano i giornali. L'unico dato relativamente scientifico pubblicato nell'articolo (ripeto, un articolo aneddotico, non uno studio rigoroso) è che Oscar:

finora è stato presente alla morte di oltre 25 residenti del terzo piano [della casa di riposo]. La sua semplice presenza accanto al letto viene interpretata dai medici e dal personale paramedico come un indicatore quasi assoluto di morte imminente, che consente al personale di avvisare le famiglie adeguatamente. Oscar ha anche fornito compagnia a coloro che altrimenti sarebbero morti soli. Per il suo lavoro, è stimato dai medici e dal personale della Steere House e dalle famiglie dei residenti che assiste.

Tutto qui. Non si sa quanto volte si è accucciato accanto a pazienti che poi non sono morti subito e non si sa quale sia il suo tasso d'errore. Forse qui il vero diagnosta è l'essere umano: bisogna infatti tenere presente che le persone tendono a ricordare le coincidenze molto più delle non coincidenze, e il personale medico conosce le condizioni dei vari degenti.

Prima di diventare celebre, se Oscar si accucciava accanto a qualcuno che non moriva, nessuno ci faceva caso, mentre se si metteva vicino a chi poi moriva, la coincidenza rimaneva impressa, e così è nato il mito del suo talento "quasi assoluto". In mancanza di controlli più rigorosi, prima di accettare l'ipotesi dell'odore della morte, occorre tenere presente questa possibilità alternativa, forse meno accattivante e consolatoria ma maggiormente supportata dai fatti.

Una cosa è certa: se mai Oscar finisse per essere cacciato dall'ospedale perché credono che porti sfiga, può venire ad accucciarsi sul mio letto tutte le volte che vuole.

16 commenti:

john_wayne ha detto...

Proposta: perché non facciamo adottare Oscar al Senato? Magari é l'occasione per svecchiare un po' la nostra politica...

Sergio ha detto...

Secondo me il problema non si pone, data l'altissima probabilità di decessi in un luogo come una casa di riposo. Per assurdo - visto il rischio della toxoplasmosi - se fosse invece un reparto maternità sarebbe il gatto che "fiuta" la nascita dei bambini, e magari qualcuno noterebbe una certa predilezione per le femminucce... Certo, una notizia del genere può sembrare curiosa ma è probabile che sia del tutto casuale, direi quasi "naturale", o comunque sarebbe difficilissimo dimostrare il contrario in una casa di riposo, e soprattutto il fatto che sia proprio l'imminenza della morte ad attirare la bestiola. Si sa che gli animali hanno una sensibilità diversa dall'uomo, ma tendiamo a paragonare il loro comportamento al nostro, senza contare che il nostro concetto della morte è estremamente più complesso del loro. Magari è vero che l'animale manifesta questa tendenza, ma può essere un motivo differente dalla dipartita del malato.
Comunque è da escludere che questo micio porti sfiga (non essendo nero).

Sergio ha detto...

In ogni caso le domande interessanti sono: a quanti pazienti poi defunti non è andato a fare visita Oscar, preferendo una ciotola di crocchette?
A quanti pazienti che poi non sono morti è andato a fare visita?
E poi, perché proprio al terzo piano della clinica? Non sarà magari il piano dei malati terminali?

Giuliano ha detto...

ma quale sfiga! Non ne ho la certezza, ma di certo fiuta qualche molecola che non sappiamo. La sorte non c'entra nulla, e se qualcuno facesse qualcosa di male ad Oscar per paura della sfiga, beh... gli lancerei una maledizione!

Picopage ha detto...

Non ho idea di quanto il comportamento di Oscar sia legato alla cosa, probabilmente è più erratico di quanto intenda far capire l'articolo, ma sono convinto che i gatti, come la gran parte degli animali, percepiscano lo stato fisico che i medici chiamano "agonia".

Lo percepiscono istintivamente, e possono quindi avere dei comportamenti "strani" a fronte di questo.

Se parli con un bravo medico ti potrà dire che in una morte non traumatica ci sono molti segni che lui può osservare per stimare la prossimità della morte. Se mi ricordo bene nell'articolo originale o in uno che riportava l'intervista di un medico del nosocomio dove si trova in gatto in questione, c'era una specie di "gara" tra medico e gatto....

Personalmente posso dirti che il mio gatto, cresciuto da sempre insieme alla mia cagna, era perfettamente consapevole dell'imminenza della morte di quest'ultima ed aveva avuto un comportamento pazzoide (pianti continui, nervosismo, piccoli morsi al cane) per ore prima che io portassi la cagnolina ormai sfinita dal veterinario. Ma è un discorso ben diverso da quello di cui sopra...

Comunque il mio gattone si accuccia ogni sera sul mio letto eheheh

Sergio ha detto...

A proposito di gatti, mi sono appena imbattuto in questa pagina:
http://www.infinitecat.com/

Sergio ha detto...

Ok, ok... prometto che questo è l'ultimo. E' che non resistevo:

cliente n. 1: "...il cane, nella vita l'amico più sicuro. Il primo a darti il benvenuto e soprattutto a difenderti" - Lord Byron.
barista: E' quello che dico anch'io.
cliente n. 2: Io ho un labrador e un barboncino.
barista: Io ne ho cinque di cani. Sono il miglior amico che un uomo possa avere!
cliente n. 1: Chi ama me ama il mio cane.
Ciccio Freddy: A me invece piacciono i gatti! I cani sono FASCISTI!
cliente n. 1: Come puoi fare un'accusa così ESPLICITA e RADICALE?
barista: Non sai quel che stai dicendo.
cliente n. 2: Come puoi parlare di politica con i cani?
Ciccio Freddy: Avete mai visto un gatto poliziotto?

(Gilbert Shelton, da The fabulous furry freak brothers - Storie di fine secolo, Stampa Alternativa)

Andrea Sacchini ha detto...

> Una cosa è certa: se mai Oscar finisse per essere cacciato dall'ospedale perché credono che porti sfiga, può venire ad accucciarsi sul mio letto tutte le volte che vuole.

Anche sul mio. Volentieri. Farebbe così compagnia alle nuove arrivate. :-)

giambo ha detto...

Hmmm ... Pure quella del cane che odorava l'urina mi pare fosse una bufala.
Test piu' controllati hanno dato risultati previsti dalla teoria delle probabilita'.

Dan ha detto...

Beh, tutto può essere... dopotutto il luogo è una casa di cura di Providence...

Comunque, credo bene che il gatto non è socievole... con una fama del genere, ci pensate che ciabattate tutte le volte che un vecchietto se lo vede arrivare sul letto..?

DeXXiS || SiXXeD ha detto...

se ragionassero tutti in modo razionale e scientifico come te sarebbe un mondo migliore per tutti! continua così! W la scienza, ABBASSO il "medioevo" culturale!

giovanni ha detto...

penso che la stragrnde maggioranza delle cose che avvengono possono essere trattate scientificamente. delle rimanenti è inutile trovare spiegazione scientifica. il caso di questo gatto comunque penso che possa essere spiegato scientificamente non solo con l'emissione di odori dei moribondi, ma anche di qualche altra cosa che gli umani non percepiscono. gli animali dal punto di vista delle percezioni hanno qualcosa di più dell'uomo. ricordate quando c'è stato il maremoto verso natale di qualche anno fa? gli animali avevano avuto un comportamento strano rifugiandosi sui luoghi alti verso l'entroterra molto prima che l'uomo iniziasse a realizzare quello che stava succedendo. vi prego di non attaccarmi (come spesso succede) per aver detto all'inizio che alcune cose non sono spiegabili razionalmente
ciao

Dan ha detto...

Se ben ricordo una delle ipotesi è che gli animali riescano a sentire le vibrazioni a bassa frequenza che precedono il terremoto. In questo caso però il sisma vero e proprio è stato molto lontano sul fondale, quindi non saprei...
Può darsi che animali abbiano una maggiore sensibilità contro i nostri movimenti e segnali involontari e inconsci.

senza_nick ha detto...

Ne ho sentito parlare con dei miei amici: dicevano che sente qualche ora prima la morte del paziente vicino al quale si sedeva.

Sarà vero? Sarà falso? Sarà Ferguson?
Fatto sta che io andrei lì e mi siederei vicino al gatto dicendo: "Prendete una pala, ci sarà da scavare una buca." Ahahaha

Ah, lo humor nero...

piero ha detto...

L'intervento di Sergio (il secondo dall'alto) è molto saggio. Mi ha fatto venire in mente il romanzo "Il fantasma di Canterville" quando mr Otis osserva che non solo il fantasma ma anche il medico di famiglia appare poco prima che muoia qualcuno.
Quanto la''ipotesi di qualche secrezione dei moribondi che possa attrarre il gatto non saprei, ma posso testimoniarvi che i malati terminali di certi tumori emettono effettivamente un odore caratteristico, molto fastidioso per gli umani.
Se questo sia gradevole per i gatti, francamente non so dirlo.

Maurizio ha detto...

Domenica scorsa (13-2-2011) questo fatto è stato raccontato nella puntata di 'Alle falde del Kilimangiaro' durante una parte della trasmissione dove si parlava di gatti