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2009/11/27

Donna perde sussidio per foto su Facebook

Depressa perde i sussidi di malattia perché ha foto allegre su Facebook


La ventinovenne canadese Nathalie Blanchard, in permesso per malattia da diciotto mesi dal proprio posto di lavoro all'IBM in Quebec per una diagnosi di grave depressione, dice che la sua compagnia assicurativa le ha sospeso i sussidi perché ha trovato nella sua pagina di Facebook delle foto che la mostravano allegra.

Le immagini pubblicate dalla Blanchard la ritraevano in vacanza (foto qui accanto), alla propria festa di compleanno e a un'esibizione degli spogliarellisti Chippendales.

La Blanchard dice in un'intervista (video) che le motivazioni della compagnia assicurativa, la Manulife, le sono state spiegate soltanto per telefono e che il suo medico le aveva consigliato di svagarsi come terapia contro la depressione. Stando a quanto dichiara la Blanchard, la compagnia ha detto che le sue foto allegre dimostravano che non era più depressa ed era in grado di lavorare.

La Manulife finora non ha commentato il caso specifico, ma ha dichiarato genericamente che non è sua prassi negare o sospendere indennizzi soltanto sulla base di informazioni pubblicate su siti come Facebook.

La vicenda è insomma raccontata soltanto da una delle parti, senza conferme indipendenti, per cui va presa con un pizzico di cautela: il caso verrà dibattuto in tribunale l'8 dicembre prossimo, e questo dovrebbe permettere di fare chiarezza. Ma una cosa è certa: pubblicare le proprie foto su Facebook o su qualunque altro sito Internet dove siano associate al proprio nome e cognome può avere conseguenze spiacevoli e inattese, e molti utenti fanno fatica ad immaginare chi altro, oltre ai loro amici, potrebbe sfogliare con occhi non amichevoli le informazioni personali pubblicate.

Facebook è forse più rischioso degli altri social network perché gli utenti tendono ad iscriversi con il proprio nome e cognome e quindi sono facilmente reperibili. Prudenza, dunque.

36 commenti:

.billyBoh ha detto...

Più che riflettere su Facebook, queste vicende mi danno da pensare sulla rete di bugie e ipocrisie su cui si basa la nostra struttura sociale biologica. Consiglierei molta più prudenza in questo ambito che non nella realtà digitale di un sito che potrebbe sparire fra qualche mese per un collasso finanziario/tecnologico.

.billyBoh

Pax ha detto...

Mmm questo fa capire che ormai la "realta' virtuale" ha forti ripercussioni sulla vita reale. Insomma un account non e' piu' cosi' impersonale e cmq con network gruppi come facebook bisogna stare attenti a cosa si scrive e si posta. Vale sempre la regola "se vuoi che qualcosa rimanga un segreto non dirla a nessuno"

John Wayne jr. ha detto...

In pratica, se ho capito bene, si può lasciare il lavoro se questo ti deprime, ti danno una specie di pensione mensile senza fare niente, e il medico anzichè pillole e pastigliette ti prescrive lunghe vacanze con tanto di stripper dell'altro sesso... Tutto questo a patto di lasciare Facebook! Qualcuno di voi sa come si prende la cittadinanza canadese?

L'economa domestica ha detto...

Scusate, sto partendo per Ottawa....

Anonimo ha detto...

Certo che però su FB si può impostare il livello di privacy per ogni album, se non vuoi che sconosciuti vengano a "ravanare" tra le tue foto imposti il livello su "solo amici" e vedrai che hai molto più controllo su chi guarda cosa... Poi ovvio sepubblichi tutti i fatti tuoi su un social network più o meno pubblicamente reperibile, poi non puoi lamentarti che tutti sappiano i succitati fatti tuoi...

Anonimo ha detto...

impostazioni -> impostazioni privacy -> profilo -> mettere solo amici su tutto

idem per altre impostazioni

Pippolillo ha detto...

A me preoccupa molto di più che tutti i nostri SMS o comunicazioni sono continuamente intercettati e questo ben prima che fosse approvato il Patriot Act.
Hanno da poco pubblicato i messaggi scambiati durante le 24 ore successive agli attentati del 11 settembre 2001 in New York e Washington. Su WikiLeaks.

P.S. ma perche in questo campo dove sto scrivendo il commento è disabilitata la funzione "incolla"? Molto scomodo. Sto usando Firefox 3.5.5

axlman ha detto...

La sezione «Posta un commento» non fa parte di questo blog, è una finestra che si apre in un'apposita pagina di Blogger predisposta allo scopo.

Non so perché a te non faccia incollare scritte, a me lo permette, ho appena provato. Resta comunque un problema di Blogger, non di questo blog in particolare.

Rado il Figo ha detto...

"Facebook è forse più rischioso degli altri social network perché gli utenti tendono ad iscriversi con il proprio nome e cognome e quindi sono facilmente reperibili."

che poi sono pronto a scommetterci questi utenti sono quelli che urlano contro il "sistema" che ci sta controllando con scie chimiche, nanochip e microchip sotto pelle e poi sbattono i propri dati sensibili sul primo FB che gli capita sotto mano senza alcuna remora.

p.s.: anch'io riesco a fare copia incolla con FF.

Dan ha detto...

"Vale sempre la regola "se vuoi che qualcosa rimanga un segreto non dirla a nessuno"
E sopratutto, non andarlo a scrivere su un dannatissimo sito web! Altrimenti è come mettere i manifesti con scritto che sei andata a letto con Tizio, e poi lamentarsi se tutta la città lo sa.
E' una delle ragioni principali per cui Facebook non mi piace: col fatto che dovrebbe aiutarti a ritrovare vecchie amicizie perdute, ti chiede di iscriverti con il tuo nome e cognome. E io preferisco tenere identità online e reale ben separate, se non dove voglio io (per es. per lavoro). Non mi piace affatto l'idea che un tizio qualsiasi possa rovistare in rete e scoprire i miei indirizzo e numero di telefono o qualcosa del genere. Ci sono già dei loschi individui che mi chiamano a casa e, senza dirmi dove hanno reperito il numero, mi fanno strane proposte... dicono di essere da parte di una certa Alice, oppure Libero, saranno mica degli scambisti o dei pervertiti?
Beh, non voglio che succeda anche attraverso la rete, grazie mille. I miei dati li dò a chi voglio io.

Domenico_T ha detto...

Paolo,
Facebook è forse più rischioso degli altri social network perché gli utenti tendono ad iscriversi con il proprio nome e cognome e quindi sono facilmente reperibili. Prudenza, dunque.

Più che tendere è altamente consigliabile iscriversi col proprio nome e cognome in quanto questo ci rende reperibili (nel caso lo si voglia essere ovviamente).
In ogni caso ci si può iscrivere con uno pseudonimo (p. es. Paolo Rettiliano :D) in modo da non comparire nelle ricerche ed aggiungere solo persone con cui vuoi realmente avere contatti. Certo è che, prima o poi, una richiesta di amicizia da qualcuno che ci sta antipatico la si riceve lo stesso :D

Guido,
Certo che però su FB si può impostare il livello di privacy per ogni album, se non vuoi che sconosciuti vengano a "ravanare" tra le tue foto imposti il livello su "solo amici" e vedrai che hai molto più controllo su chi guarda cosa... Poi ovvio sepubblichi tutti i fatti tuoi su un social network più o meno pubblicamente reperibile, poi non puoi lamentarti che tutti sappiano i succitati fatti tuoi...

Ti quoto in pieno, questo è un aspetto che molti tendono a dimenticare. Non vuoi che gli altri vedano le tue foto? Benissimo, non metterle. O rendi privato il profilo così sai esattamente chi vede cosa. Fin'ora non è mai uscita una pistola stile cartone animato a costringermi a mettere foto o a pubblicare altre informazioni.

FB ha dalla sua la facilità di utilizzo e questo sembra che favorisca la violazione della privacy rispetto ad un MySpace (anche se ora anche lui si è facebookizzato), ma alla fine il coltello dalla parte del manico la tiene l'utente. Se poi egli è un utonto, lo sarà anche su msn (dando il contatto a chiunque), Netlog (mettendo foto in mutande) e così via.

Giulio GMDB© ha detto...

La gente non impara mai... Già 25 anni fa quando mi dilettavo con il CB ( http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_cittadina per chi non sapesse di cosa parlo) mi ricordo che le prime cose che ti dicevano gli "esperti" era di "non dire mai nulla che non volessi che lo sapesse tua nonna". Perchè non puoi sapere chi in quel momento sta ascoltando (o al giorno d'oggi, leggendo)

Replicante Cattivo ha detto...

Ormai dobbiamo farcene una ragione: il concetto di riservatezza delle persone è cambiato.
Attenzione: ho detto "riservatezza" e non "privacy", perchè in quel caso verrebbero tirati in ballo aspetti legislativi che ora non ci interessano.
Io parlo proprio di quella sfera di informazioni personali che ogni persona ritiene, su propria scelta, di condividere con altri o di tenere per sè.

Fino a 10 anni fa c'erano persone che facevano storie perchè sull'annuario scolastico compariva una loro fototessera e si chiedevano perchè il loro nome doveva apparire in questa specie di schedario.
Voi, quando eravate 20enni, a quanta gente avreste fatto vedere le vostre foto in pigiama o in costume da bagno, specialmente quando nei suddetti abbigliamenti non eravate proprio bellissimi?

Come diceva il saggio: una volta si facevano le foto come ricordo delle proprie esperienze. Oggi si fanno le cose per poter scattare una foto e farla vedere a tutti.
Avete mai visto i ragazzi che si fanno le foto nei pub? Eppure sono amici che si vedono tutti i giorni. Beh, facilmente stanno pensando "questa foto me la carico come avatar o la pubblico su FB, perchè servirà a far aumentare negli altri la considerazione nei miei confronti".

Gli adolescenti di oggi sono nati con le macchine digitali in casa; chi è un po' più grandicello invece ha ancora le sue belle pile di album fotografici. Ecco: voi ai tempi facevate vedere quelle foto a tutti quelli che venivano in casa vostra? Ve li portavate dietro quando uscivate? Non credo: un po' perchè si temeva di ricevere un "chi se ne frega", un po' perchè di molte foto ci vergognavamo, oppure volevamo tenerci per noi certi momenti che gli altri non avrebbero mai capito.

Oggi non è più così. Non mi metto a fare troppi discorsi (che non sempre condivido) sull'incomunicabilità delle persone o sul loro esibizionismo.
Dico solo che oggi il concetto di riservatezza è cambiato. Forse è colpa (ma in certi casi direi anche "merito") di alcuni programmi che hanno sdoganato certi comportamenti: uomini che piangono o si struggono d'amore, donne bellissime che si svegliano con le occhiaie e i capelli arruffati e poi ciondolano verso il bagno, le ubriacature....
Nessuno si sarebbe mai fatto vedere da estranei in questo modo, oggi invece queste cose rientrano nella normalità -perchè in fondo lo sono- e quindi non ci si sente quasi più in dovere di nasconderli.

Mario ha detto...

Ora ho capito perchè su skype c'è l'indicatore di status: "presente" "depresso" "invisibile"...

markogts ha detto...

Mah, la discussione è sempre la stessa. Ammesso che sia vera la storia, le domande sono:
a) come ha fatto questa tipa a concedere la sua amicizia FB alla ditta assicuratrice?
b) come ha fatto, sapendo che tra i suoi amici c'era qualcuno dell'assicurazione, a postare i suoi party in spiaggia?
c) last but not least, aveva la coscienza a posto?

Stupidocane ha detto...

@Replicante

L'unica cosa che non è ancora sdoganata è la flatulenza. O meglio, lo è per i film comici, ma non ho mai sentito un peto nei vari film d'azione, d'amore (tranne che ne "L'uomo bicentenario"), horror (e si che la paura fa quest'effetto), thriller.

Eppure nella vita reale si flatula, eccome se si flatula! E' una funzione corporale al pari di respirare, mangiare, bere, mingere e defecare. Chissà mai perchè il peto è l'unico innominabile del lotto...

Replicante Cattivo ha detto...

@ Stupidocane
(poi chiudiamo queto OT)
Perchè, per fortuna, non tutti 'sgasano' come il miglior Bombolo, cercando di farlo più rumorosamente possibile, con tanto di gamba alzata e leggera torsione del busto. E' chiaro che in un film qualunque cosa accada deve essere funzionale alla trama o al pubblico a cui si rivolge.

Hai mai pensato perchè nei film alcuni personaggi fumano? Semplice: perchè se il gesto di accendere la sigaretta, portarsela alla bocca e far cadere la cenere è il modo migliore per tener occupate le loro mani durante una scena statica, come può essere quella di un dialogo. Del resto è il motivo fondamentale per cui molta gente fuma anche nella realtà: fumare ti permette di fare qualcosa mentre non stai facendo assolutamente nulla, dandoti contemporaneamente un tono.

Tornando In Topic
Io credo che in fondo la depressione della signora in questione possa essere dimostrata proprio dal suo comportamento.
Una persona che di ritorno da un viaggio pubblica immediatamente le sue foto su FB (alcuni le postano MENTRE sono in vacanza, tramite cellulare) denota una costante ricerca dell'approvazione altrui e del desiderio di dover a tutti i costi avere un riscontro di quello che si fa.
Ognuno è libero di fare quello che vuole, ma chi posta le proprie foto in costume per farsi dire "wow che figo/a" da parte di sconosciuti, oppure per farsi dire "tu si che ti sai divertire" o semplicemente ostentare il proprio stile di vita (facendolo sembrare migliore di quello che è realmente) indica una costante insoddisfazione a cui si cerca di sopperire tramite la rete.

Lecta ha detto...

"Stando a quanto dichiara la Blanchard, le foto allegre dimostravano che lei non era più depressa ed era in grado di lavorare."

Forse non ho afferrato bene il senso della frase, ma qui invece di Blanchard non ci andava Manulife?

Domenico_T ha detto...

markogts,
come ha fatto, sapendo che tra i suoi amici c'era qualcuno dell'assicurazione, a postare i suoi party in spiaggia?
Non è così inverosimile. Molte persone accettano CHIUNQUE su FB, altre sono più selettive (come me).
Potrebbe benissimo aver accettato senza sapere chi fosse quella persona oppure, nemmeno inverosimile, aver dimenticato di averla tra gli amici.
Potrebbe essere successa una cosa di questo tipo. (nel caso sia vera)

markogts ha detto...

Io sapevo di questa.

Henry ha detto...

@ domenico:
io vorrei credere che sia una bufala quel link che hai postato.. ma temo sia molto probabile avendo visto delle scenette simili (anche se non cosi terribili) in fb..
certo che volendo si puo usare fb a proprio vantaggio.. lodando il capo nello stato o comportandosi da stressati nel caso di un problema simile a quello del topic!

theDRaKKaR ha detto...

ma in tutti questi commenti nessuno che ha detto la cosa più ovvia cioè

MA COME CASPITA SI FA A FARE UNA DIAGNOSI DI GUARIGIONE DA DEPRESSIONE USANDO LE FOTO SU FACEBOOK?!?!

tra l'altro fa sorridere pensare che un depresso non si diverta mai, non si svaghi mai, eccetera
una visione superficiale della malattia, direi infantile

la compagnia assicuratrice dice che ha altri elementi per provare la diagnosi di guarigione; allora:
1) le foto su FB se le risparmi perché è ridicolo portarle come prove
2) le diagnosi le fanno i medici e solo i medici: se l'assicurato si rifiuta di farsi visitare dai medici dell'assicurazione, automaticamente decade il dovere dell'assicurazione di pagare

in altre parole: ma che cavolo di compagnia di assicurazioni è questa?

Domenico_T ha detto...

theDRaKKaR,
in altre parole: ma che cavolo di compagnia di assicurazioni è questa?

Sinceramente l'ho pensato. Credo che portare come prove le foto sia una vaccata, spero piuttosto che abbia dato il la e segua un'indagine fatta con criteri più seri di un bikini.

motogio ha detto...

@TheDrakkar

la compagnia assicuratrice dice che ha altri elementi per provare la diagnosi di guarigione; .....

...in altre parole: ma che cavolo di compagnia di assicurazioni è questa?


Non è la compagnia di assicurazione che afferma quanto riportato nell'articolo ma la Blanchard.

Differenza non da poco ;)

theDRaKKaR ha detto...

@motogio

verissimo,

ma ha dichiarato che non è sua prassi negare o sospendere indennizzi soltanto sulla base di informazioni pubblicate su siti come Facebook

soltanto?! ma che vuol dire, che è comunque una parte di prova di guarigione da depressione pubblicare su FB le voto di una vacanza?
ma poi.. la tipa è lì, è una tua assicurata: fagli dei cavolo di test, degli esami, delle visite: non andare a spulciare nella sua vita privata in cerca di felicità, che, perbacco, alla fine trovi anche nei più grandi depressi... come è ovvio..

se si rifiuta di farsi visitare e esaminare decade l'assicurazione (oppure mi volete far credere che in quella parte del mondo le assicurazioni pagano sulla parola per poi spiare gli assicurati per vedere se hanno mentito?)
se invece non si rifiuta, se sta simulando un qualsiasi specialista ci mette poco a capirlo
e se non ti fidi di uno la fai visitare da 5 o da 10 specialisti!

non so, a me sembra fuori da ogni senso medico-assicurativo

a questo punto chiamo in causa il buon vecchio wewee che come medico sicuramente ne sa più di me riguardo la simulazione di uno stato depressivo...

Domenico_T ha detto...

theDRaKKaR,
ma che vuol dire, che è comunque una parte di prova di guarigione da depressione pubblicare su FB le voto di una vacanza?

Tra l'altro, pur volendo (per assurdo) portarle come prova, non sarebbero affidabili. Su FB compare la data dell'upload ma nulla vieta che magari le foto sono di 3 anni fa.

John Wayne jr. ha detto...

"non andare a spulciare nella sua vita privata in cerca di felicità, che, perbacco, alla fine trovi anche nei più grandi depressi... come è ovvio.."

Effettivamente non è giusto: per far riapparire come per incanto la depressione bastava fare un test semplicissimo: mandarla a lavorare e postare le foto su Facebook.
Lavoro= depressione. Vacanza = felicità. Io conosco un sacco di malati, nessuno di loro però percepisce un indennizzo!!

CRV§ADER//KY ha detto...

Quello a cui ancora meno gente pensa è che, in vita sua, a meno di non essere stato ESTREMAMENTE accorto, avrà lasciato almeno una volta in giro il proprio nome e cognome in abbinamento al proprio nickname. E il gioco è fatto, digiti nome e cognome in google e risali al nickname; poi digiti il nick e risali a TUTTO.

Per questo motivo mi sono creato di recente un nuovo nick, separato da quello principale, che uso per restare _veramente_ anonimo in rete. Peccato che non possa andare a cancellare le informazioni vecchie.

theDRaKKaR ha detto...

@ john

il discorso è il solito: la depressione viene confusa con la tristezza, la gioia con l'euforia

sono cose diverse, come è diverso un mal di stomaco da un'ulcera perforante...

John Wayne jr. ha detto...

La gente depressa si suicida anche sulle spiagge di Miami, non va a ballare con gli spogliarellisti.
Disturbo bipolare? Possibile.

Ma quando ti rendi conto che la vita fa schifo, non c'è spiaggia o sole o vacanza che tenga, anzi il vedere intorno a te un mare di idioti che si divertono non fa che peggiorare la situazione.

motogio ha detto...

@John Wayne jr.

Purtroppo hai ragione, la depressione è una "brutta bestia".

theDRaKKaR ha detto...

Ma quando ti rendi conto che la vita fa schifo, non c'è spiaggia o sole o vacanza che tenga, anzi il vedere intorno a te un mare di idioti che si divertono non fa che peggiorare la situazione.

cose assolutamente individuali e personali

io mi riempio di gioia ad andare a vedere una nevicata notturna invernale con la macchina, da solo, a 2000 metri di quota a 100 chilometri da casa mia

una cosa assolutamente sfiancante, pericolosa e folle

ma mi dà gioia

proprio per questo motivo non credo a comportamenti e reazioni standard: è assolutamente possibile che la signora, lontana dal suo mondo e lontana dai suoi problemi sia riuscita a gioire

non sarebbe la prima volta, né sarà l'ultima

John Wayne jr. ha detto...

Per favore, non chiamare signora una ragazza di 28 anni, mi fa sentire più decrepito di quanto non mi senta già!


"assolutamente possibile che la signora, lontana dal suo mondo e lontana dai suoi problemi sia riuscita a gioire"

Questa non è depressione, è vita sbagliata. Se faccio cose che non mi piacciono, vivo in posti dove non voglio stare e frequento persone antipatiche, è normale che stia male, ma basta smettere di fare quelle cose, trasferirmi e vedere altra gente.

La depressione è molto peggio. Kurt Cobain aveva soldi, fama e gloria, ma si è ammazzato lo stesso.
Depressione è non trovare niente che ti piaccia. Depressione è non importa dove sono, con chi o quando, dammi una pistola e ridipingo il muro dietro di me di rosso.

Se preferisci stare in spiaggia e ballare piuttosto che lavorare, beh, non è depressione, altrimenti, ti ripeto, conoscerei ben pochi "sani".

theDRaKKaR ha detto...

Questa non è depressione, è vita sbagliata. Se faccio cose che non mi piacciono, vivo in posti dove non voglio stare e frequento persone antipatiche, è normale che stia male, ma basta smettere di fare quelle cose, trasferirmi e vedere altra gente.
La depressione è molto peggio. Kurt Cobain aveva soldi, fama e gloria, ma si è ammazzato lo stesso.


Cobain si è ucciso perché "soldi, fama e gloria" equivaleva al suo "faccio cose che non mi piacciono, vivo in posti dove non voglio stare e frequento persone antipatiche". Semplice...

La signorina (così va meglio?!?! :-D ) uscita dal "faccio cose che non mi piacciono, vivo in posti dove non voglio stare e frequento persone antipatiche" ha comciniato ad uscire anche dalla depressione

Depressione è non trovare niente che ti piaccia. Depressione è non importa dove sono, con chi o quando, dammi una pistola e ridipingo il muro dietro di me di rosso.

depressione e suicidio sono due cose diverse, si può essere depressi e non pensare MAI al suicidio e suicidarsi senza aver mai sofferto di depressione (p. e. alla ricezione di una brutta notizia)

non fare lo stesso sbaglio di quelli dell'assicurazione...

John Wayne jr. ha detto...

La signorina ha trovato un posto dove poter essere felice insieme a della gente che la renda felice, ergo il problema è risolto, ergo non serve più che le venga passato il sussidio.

Lawyered! ;-)

theDRaKKaR ha detto...

ma no, è stato semplicemente provato che ha avuto momenti di felicità in quel contesto... altro che "guarigione da depressione"...

fail....