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9 commenti

Gli smartphone Android hanno tracciato la posizione anche a localizzazione spenta

È piuttosto ben noto che gli smartphone hanno funzioni di geolocalizzazione, utili per esempio per orientarsi in una città o per trovare il ristorante più vicino. Ad alcuni utenti questa localizzazione dà fastidio perché significa regalare alle aziende la cronologia di dove vanno, per cui la spengono usando le apposite opzioni del telefonino. Problema risolto? No.

È emerso che Google ha raccolto le coordinate di localizzazione dei telefonini Android, e quindi dei loro utenti, anche quando le opzioni di localizzazione erano spente, non c’era inserita una SIM e non c’erano app installate. La scoperta riguarda qualunque telefonino Android e questa raccolta di dati non è in alcun modo disattivabile dall’utente se non spegnendo completamente il telefonino o mettendolo in modalità aereo.

Google ha confermato, ammettendo che dall’inizio di quest’anno ha raccolto questi dati usando i segnali delle antenne delle reti cellulari e facendo triangolazione. Secondo Google, questi dati servivano per provare a recapitare meglio le notifiche e i messaggi, non sono stati conservati e non verranno più raccolti a partire dalla fine di novembre 2017. Peccato non aver pensato di avvisarci che i nostri dispositivi non rispettavano i nostri desideri.

Google non è nuova a questo genere di raccolta di dati non annunciata: nel 2010 era stata colta a raccogliere per anni password, nomi utente e mail private tramite i Wi-Fi delle sue auto usate per creare le mappe e le foto di Street View, finendo davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti e ricevendo sanzioni e proteste da Francia, Australia, Regno Unito e molti altri paesi. Anche in quell’occasione, Google aveva detto che non raccoglieva e conservava questi dati, ma poi era emerso che lo faceva eccome.


Fonte aggiuntiva: Engadget.

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Commenti
Commenti (9)
E' una cosa che mi da molto fastidio... a tutt'oggi sul mio smartphone spesso (ma non sempre) ad ogni abilitazione del Wi-Fi mi ritorna selezionata l'opzione "Scansione sempre disponibile: Consenti al servizio di geolocalizzazione di Google e ad altre app di eseguire la scansione delle rete, ANCHE QUANDO IL WI-FI NON E' ATTIVO".... una porcheria lasciare di default questa opzione e ancora peggio il fatto che malgrado la sua disabilitazione, allo spegnimento e alla riaccensione del Wi-Fi ritorni attiva....
Il sistema funziona anche sulla rete cellulare italiana?
Com'era il motto di google? "Don't be evil"...
A me non sembra una novità.
Il primo livello di localizzazione è basato sulle celle dal GSM in su. Questa informazione è resa disponibile almeno da Android 2.3.6 tanto che veniva usata da app come G-Mon. E' disponibile sempre, anche senza SIM.
Poi c'è la localizzazione tramite WiFi basata sulla raccolta dei dati durante il giro delle macchine Google per le foto di StreetView. Per disattivarla va spento il WiFi.
Infine la localizzazione tramite GPS.

Le versioni più recenti di Android dovrebbero riattivare il GPS occasionalmente (si spera) anche quando è stato disattivato e forse senza neanche avvertire l'utente ma sta scritto da qualche parte.

Parte di queste informazioni mi sa che è utilizzata per stimare il traffico nelle strade fornito da Google Maps.

Tutte le applicazioni Google raccolgono dati. Se cancello i dati di Maps, tutti, dopo una settimana trovo che ha raccolto qualche decina di megabyte di dati anche se non l'ho mai usata né ho mai attivato il GPS. Ho però la cronologia delle posizioni attiva ma se mi vado a scaricare i dati da Google Maps non raggiungo le decine di Mb.
Poi c'è Google Play Service, l'app Google e altri servizi che accumulano dati a Mb.

Altrimenti vai di CyanogenMod/LineageOS e ti fai il cloud a casa. Magari non sfuggi a chi ti prende di mira ma sfuggi alla raccolta di massa.
@Patrik La localizzazione con Wi-Fi spenta serve allo smartphoone a sapere dove si trova.
@Scatola cosi come la triangolazione delle celle GSM.
Tutt'altra storia e inviare questi dati a Google. Se ho capito bene nel caso citato nell'articolo la trasmissione dei dati era fatta tramite la stessa rete gsm in quanto in America Google è operatore telefonico e possiede anche le antenne. Non penso lo stesso sia possibile in altri paesi senza una accordo con gli operatori nazionali.
Nell'articolo di Naked Security citato si afferma che il telefono trasmette l'indirizzo delle cellule cine. Ora questa sola informazione può' permettere di individuare l'area in cui un utente si trova ma non e' sufficiente per un triangolazione. Per quest'ultima sarebbe necessaria come minimo la potenza del segnale ricevuto (RSSI), anche questa informazione sarebbe comunque piuttosto approssimativa per calcolare la distanza del telefono dalla torre di trasmissione (l'attenuazione del segnale e' dovuta a molti fattori e non solo alla distanza). Quasi tutti i sistemi di localizzazione non basati su GPS utilizzano in genere il flight-time del pacchetto ossia calcolano quanto tempo impiega un messaggio ad arrivare a destinazione.
Ripeto, la localizzazione via celle GSM l'ho vista alcuni anni fa su Google maps e Android 2.3.6. Non era affatto precisa ma mi ha piazzato nel paese giusto e la cosa mi sorprese perché avevo acceso lo smartphone al chiuso e con GPS disattivato. Quindi tecnicamente è possibile da anni.
Se apro Maps in effetti me lo aspetto, quello che non mi aspetto è la trasmissione dei dati anche quando Maps non è aperto sebbene lo trovi sempre fra le applicazioni in esecuzione e, anche se mai attivato, noto che i file che fanno riferimento a Maps, che avevo azzerato, aumentano di dimensioni.
La mia ipotesi è che usino tali dati aggregati per stimare il flusso del traffico e probabilmente per sapere quali sono le principali direzioni di spostamento della gente nel tempo.
I dati che ha a disposizione un telefono dai segnali GSM sono le posizioni delle reti (quindi delle cellule) a cui e' collegato e il livello del segnale (RSSI). A partire dal livello di segnale si puo' stimare la distanza del telefono da ogni torre e quindi fare una triangolazione.Da un punto di vista matematico basterebbe che il telefono fosse collegato ad almeno 3 torri per avere una soluzione al problema della triangolazione. All'atto pratico intervengono molti fattori ed errori nell'attenuazione e nella misure della RSSI per cui sono necessarie piu' stazioni per avere un risultato più' corretto (e questo e' anche il motivo per cui la geo localizzazione via GSM funziona meglio nelle aree urbani).
Diverso e' il caso dell'operatore telefonico che vuole localizzare un telefono; quest'ultimo ha a disposizione dati piu'accurati rispetto alla RSSI come per esempio il filght-time ossia il tempo che impiega il telefono a rispondere ad un messaggio della rete.
"Altrimenti vai di CyanogenMod/LineageOS e ti fai il cloud a casa."
Quindi Lineage risolverebbe almeno questo problema di raccolta dati? Per il resto garantisce più riservatezza di Android standard?
Non ho capito la questione del cloud a casa...