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2010/06/16

Show di Fabio Fazio, niente viola in studio [UPD 2010/06/17]

Perché è vietato il viola a Che Tempo Che Fa?


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

"Non è permesso l’ingresso in studio con alcun capo di colore viola". Ma come: la superstizione, in un programma come Che Tempo Che Fa che più di una volta ha dileggiato le pseudoscienze (con memorabili interventi della Littizzetto), esce dalla porta ma rientra dalla finestra?

L'avvertenza è infatti scritta a chiare lettere nelle prenotazioni su Ticinonline per assistere alla trasmissione e anche in questo articolo dello stesso sito, datato 6 maggio 2010). E stando sempre al succitato Ticinonline la norma viene fatta rispettare, spiegando, secondo un "addetto ai lavori" non meglio identificato, che si tratta di superstizione (o di imprecisate esigenze di "uniformità dei colori in studio", secondo una costumista del programma).

Nessun divieto del genere viene riportato nelle istruzioni per partecipare alla trasmissione come pubblico presenti sul sito di Endemol Italia, ma dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo ho ricevuto da Ruggio81 copia delle mail, datate 2006, 2007 e 2008, con le istruzioni inviate al fan club di Laura Pausini per la selezione del pubblico: "Portare carta di identità (indispensabile) e, requisito IMPRESCINDIBILE, non indossare NULLA di colore VIOLA" (2006), "Documento di Identità personale + divieto ASSOLUTO di indossare indumenti di colore VIOLA" (2007), "divieto ASSOLUTO di indossare indumenti di colore VIOLA" (2008). Sempre Ruggio81 ha trovato questo commento nel newsgroup it.fan.musica.battiato, datato 2009, che ribadisce il divieto del viola indossato.

Non sembrano esserci motivi tecnici plausibili per questa norma, e pare improbabile che Ticinonline s'inventi una storia del genere, ma comunque ho scritto ai responsabili della gestione del pubblico di Che Tempo Che Fa per avere conferme o smentite di quanto pubblicato dalla testata ticinese. Non ho ancora avuto risposta.

Sta di fatto che il divieto scaramantico indossare il viola è un'antica tradizione teatrale e di tutto il mondo dello spettacolo e quindi è forte il sospetto che la motivazione sia decisamente poco razionale. Chi si fa portavoce della cultura intelligente e vuole presentarsi come compassato dispensatore di motti arguti dovrebbe lasciarsi alle spalle certi scivoloni.


Se in televisione lavora e comanda gente che è convinta che un colore possa portare iella, non c'è troppo da stupirsi se poi viene dato spazio a oroscopi, cartomanti, sensitivi e cialtroni assortiti, con licenza di rimbambire il pubblico perpetuando il business delle scemenze.

457 commenti:

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Anonimo ha detto...

Ma parli di Fabio "Zerbino" Fazio?

Sarbyn ha detto...

Superstizione...ma no. Per me è solamente per evitare qualsiasi richiamo al Popolo Viola

Pier ha detto...

Non è che il colore viola può causare problemi all'immagine in televisione? (riflessi, disturbi o quant'altro). Altrimenti sarebbe assurdo.

Giako ha detto...

Sono andato a cercare sul sito di "che tempo che fa" e si dice solo di telefonare a un numero. Non vorrei che fosse un'indicazione dell'agenzia che organizza il viaggio come linea generale, visto che ci sta che in qualche trasmissione / spettacolo facciano storie. La butto lì, ci vorrebbero delle conferme dirette.

Hammer ha detto...

Voglio sperare che la motivazione non sia la superstizione. Non riesco a immaginarne un'altra, ma spero che ci sia.

Antar ha detto...

Però dai, io non paragonerei la superstizione con le altre cose che citi a fine post. A volte è più un portare avanti tradizioni di famiglia o ambiente che altro.
Voglio dire, pure io a tavola evito di posare il pane sottosopra. Ma mica credo che se lo faccio chissà quale sciagura si abbatterà su di me. Semplicemente lo faceva mia nonna, lo fa mio padre e lo faccio anche io.
Poi, mi pare che la selezione all'ingresso si faccia un po' ovunque. Ognuno con le proprie regole.
O ti eri comprato una cravatta viola per andare a assistere a una puntata e ci sei rimasto male? [l'ultima frase è una battuta, eh?]

Salvatore ha detto...

Ma che articolo è? Che c'entra??
Reputare l'intelligenza di una persona per una superstizione BANALE e di uso comune..bah!

Enrico Francese ha detto...

@Antar: concordo in pieno, secondo me il motivo è di folklore, non di ideologia o altro. Io stesso ho fatto teatro per anni, ed evitavo il viola, battevo il copione quando cadeva a terra, non nominavo mai il famoso dramma di Calderon, ecc. Ovvio che non ci credevo, ma lo consideravo parte del "linguaggio" dell'ambiente :-)

Giako ha detto...

Quanto scritto prima si riferiva a vecchie edizioni del programma. Ora si deve scrivere a pubblico.chetempochefa@rai.it

Anonimo ha detto...

@Salvatore
Se sei superstizioso, non sei intelligente.

Giako ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Enrico Francese ha detto...

Aggiungo: il viola nel teatro non è semplicemente "superstizione" nel senso che "si crede che porti sfortuna". Quello contro il viola è proprio un odio quasi razionale. Il viola è il colore della quaresima, e un tempo durante la quaresima erano vietate le rappresentazioni teatrali. Per i teatranti quindi il "viola" significava 40 giorni di disoccupazione e fame nera. Questa a quanto ne so è la motivazione, la sfortuna non c'entra niente :-)

Anonimo ha detto...

Sul sito della Endemol c'e' scritto solo:
"Se vuoi assistere come pubblico al programma condotto da Fabio Fazio, manda un'e-mail all'indirizzo raitre.chetempochefa@rai.it . Verranno accolte tutte le richieste fino all'esaurimento dei posti disponibili."
senza restrizioni apparenti,
non e' che e' una scritta standard del sito di prenotazioni www.tio.ch ?
Alberto

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Tra l'altro c'è scritto anche che "la trasmissione potrebbe non andare in onda in diretta ed essere registrata nel pomeriggio".

Ma a me risulta che la trasmissione non sia mai andata in onda in diretta, e che sia sempre stata registrata.

Però potrei sbagliarmi. o_O

Anonimo ha detto...

@ ǚşå÷₣ŗẻễ

a me risulta invece che sia sempre in diretta al sabato e spesso registrata la domenica, ma anch'io posso sbagliarmi

Alberto

Mauro ha detto...

Credo che il discorso abbia veramente a che fare col vecchio "odio" per il viola quaresimale.
Quindi tradizione più che superstizione.

Per quanto riguarda eventuali problemi tecnici... no. Il viola non ne porta di particolari per l'immagine, a meno che non sia "metallizzato" (ma il problema vale per tutti i colori in questo caso).
Un tempo, prima dell'avvento delle tecniche digitali, c'erano problemi con l'azzurro.

Io comunque sono attore teatrale dilettante... una volta mi sono presentato alla prova generale con una cravatta viola... la premiere è stata un trionfo :-)

Saluti,

Mauro.

Paolo Attivissimo ha detto...

Per me è solamente per evitare qualsiasi richiamo al Popolo Viola

No. E' scritto chiaramente nell'articolo di Ticinonline.

Non è che il colore viola può causare problemi all'immagine in televisione?

No.


Però dai, io non paragonerei la superstizione con le altre cose che citi a fine post. A volte è più un portare avanti tradizioni di famiglia o ambiente che altro.

Giusto. Muriamo un gatto nero dentro ogni casa in costruzione, è tradizione.


Reputare l'intelligenza di una persona per una superstizione BANALE e di uso comune

Non conosco metro migliore.


Il viola è il colore della quaresima, e un tempo durante la quaresima erano vietate le rappresentazioni teatrali.

Un tempo.

Giuliano47 ha detto...

"alcun capo di colore viola"

Nemmeno questo?
http://tinyurl.com/36jvh7y

Hammer ha detto...

Aspetta Paolo, l'articolo di Ticinonline parla di "uniformità del colore in studio". Quella della superstizione sembra una sparata della costumista (magari per scaricare la colpa su Fazio e liberarsene).

Bisogna almeno concedere il beneficio del dubbio.

Hammer ha detto...

PS

La norma riguardante il capo viola per me va interpretata così: se lavori per Barbapapà e lui è il tuo capo, non può venire con te in trasmissione. :-D

Bera ha detto...

A volte quando si stima qualcuno si tende a difenderlo anche se fa/dice ca**ate.Mi sembra qualcuno stia facendo questo.
La superstizione sul colore viola è una ca**ata anzi l'essere superstiziosi è una stupidata, e può diventare dannosa (in certi paesini esiste gente rovinata dalla fama di "Jettatore"). Detto questo posso capire/tollerare alcuni comportamenti scaramantici compulsivi frutto della debolezza umana in condizioni di stress, però non includerei lo stampare il divieto di vestirsi di viola tra questi.

Elena ha detto...

@Enrico Francese
non solo il viola, ma più o meno tutte le supertizioni hanno matrici razionali. Poi della causa si perde memoria e restano solo parte del folklore, per nulla pericolose o sintomo di stupidità fintanto che non si cade nel fanatismo.

Luca ha detto...

Semplicemente è vietato ogni rimando al Popolo Viola, movimento antiberlusconiano in Italia.

yupswing ha detto...

questa è un po' tirata per i capelli.
il viola non entra in teatro da tempi immemori, è un gioco, una forma di superstizione come gridare "merda, merda, merda" prima di uno spettacolo.

non mi stupisce che arrivi in tv, ma non ne farei un caso.

Paolo Attivissimo ha detto...

Aspetta Paolo, l'articolo di Ticinonline parla di "uniformità del colore in studio"

Che è una foglia di fico, perché non esiste alcun problema tecnico che impedisca di indossare il viola. Se ci fosse, come si potrebbero trasmettere le partite della Fiorentina?

Viola. Guarda caso il colore che secondo gli artisti porta iella. Ma è solo una coincidenza :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

non ne farei un caso.

Non lo faccio. Segnalo soltanto.

Hammer ha detto...

Paolo,

Che è una foglia di fico, perché non esiste alcun problema tecnico che impedisca di indossare il viola.

Ma infatti non si parla di problema tecnico, io lo interpreto come un problema estetico.

Non li sto difendendo. Voglio solo dire che non ci sono prove incontrovertibili (come direbbe una persona poco raccomandabile che sta a LA) del fatto che sia dovuto a superstizione. E fino ad allora bisognerà concedere il beneficio del dubbio.

Kaiser Dornkirk ha detto...

Ma in quella foto di che colore è vestita la Littizzetto?

Elena ha detto...

@Attivissimo
Giusto. Muriamo un gatto nero dentro ogni casa in costruzione, è tradizione.

ma che esagerazione, non c'è mica violenza nell'usanza del viola.
Al limite grattiamoci i cabasisi o facciamo le corna.

baglio ha detto...

Spero sia per una questione di colori e luci. Ad esempio per l'Eredità di Rai Uno non vogliono in studio vestiti arancioni, credo per motivi legati al colore delle luci e delle scenografie (tendenti al blu).
Altrimenti non ci sono proprio speranze.... ;)

Enrico Francese ha detto...

@yupswing
non mi stupisce che arrivi in tv,

Infatti: arriva in tv perché la tv è un'evoluzione del teatro, le dinamiche di lavoro sono le stesse, per tradizione.

ma non ne farei un caso
E' quello che dico anch'io: è soltanto bizzarro (per usare un eufemismo) che venga riportato nella nota ufficiale. Che sia un atteggiamento degli artisti o dei tecnici va bene, che il pubblico si adegui per "costume" va bene, ma chelo si scriva addirittura nero su bianco pare un po' sproporzionato ;-)

Marco ha detto...

Vittorio De Sica era estremamente superstizioso e non poteva assolutamente vedere il viola.

Si racconta che un'attrice avesse appena comprato un nuovo vestito tutto viola (e a quei tempi comprarsi un vestito buono non era cosa da tutti i giorni) De Sica insistette tanto che la poverina, non potendolo cambiare, lo fece tingere di un altro colore.

Quindi, la superstizione rende irrazionali persone altrimenti molto capaci.

Elena ha detto...

anche l'amore rende irrazionali :)

Elena ha detto...

anche il culto dei morti è irrazionale :/

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Al limite grattiamoci i cabasisi"

Ma quella è un'usanza a prescindere dalla presenza o meno di una componente di superstizione :D

Kaiser Dornkirk ha detto...

Anche la religione è irrazionale :-P

Anghelos ha detto...

Premesso che io distinguerei tra la superstizione convinta e quella "di abitudine" (per dire, se sin da bambino uno vive tra persone che quando versano il sale ne gettano un pizzico alle spalle, non c'è nulla di strano se questa abitudine rimane come una sorta di tic anche se la persona diventa totalmente razionale), secondo me non si può stabilire un nesso logico così diretto tra una superstizione che viene utilizzata nel backstage e i contenuti trasmessi dalla tv pubblica. Anche perché non credo che siano gli autori del programma ad occuparsi del pubblico in studio, no?

Yume ha detto...

l' estate comincia a farsi sentire e gli argomenti furbi scarseggiano? ;)

appigliarsi a queste cose è davvero sinonimo di poca apertura mentale nei confronti di usanze innocue e addirittura simpatiche, accostarle poi ad altri comportamenti/credenze invece di un certo peso va oltre il buon senso

tant'è.. il blog è tuo e le figure che fai pure, see ya

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Ecco, è arrivato anche il troll, ci siamo tutti! :D

Mayday ha detto...

Io so di altre trasmissioni in cui erano vietati altri colori (tipo il blu scuro o il grigio o il nero) per via della scenografia, su cui non avrebbero avuto risalto. Il conduttore, per lo stesso motivo, è invece sempre vestito di nero.
Spero sia lo stesso per Che tempo che fa (magari il viola risalta troppo in mezzo al pubblico), visto che la Littizzetto nella foto ha proprio un vestito di un colore molto vicino al viola (molto più vicino del fucsia di cui si parla nell'articolo).
Ripeto, spero che sia così.

dyk74 ha detto...

Se io dovessi indossare un paio di mutande viola cosa succede?

gareth ha detto...

Andiamoci piano a sottovalutare questo genere di cose, perché certi fenomeni sono comprovati: ad esempio che essere superstiziosi porta una sfiga incredibile.

Elena ha detto...

@dyk74
verresti bocciato in italiano

Marco ha detto...

A me sembra veramente assurdo che uno faccia un gesto scaramantico "per abitudine". Se mio padre si butta il sale alle spalle faccio già fatica ad accettarlo, giacché già mi ribollirebbe il sangue, figurarsi se lo rifaccio io, per "tradizione/abitudine".
Cerchiamo di evolverci!!

dyk74 ha detto...

@Elena:
Hai perfettamente ragione... mi e' rimasto incastrato nella tastiera un "...rebbe"

Yume ha detto...

@ dyk74

nulla, come se metti il pane al contrario, non vai in chiesa, nn credi in dio, passi sotto una scala, un gatto nero ti attraversa la strada, ecc..

ciò nn toglie che questa del colore viola è un argomento che non dovrebbe neppure meritare considerazione vista la pochezza dello stesso o, al limite, essere considerato con benevola indulgenza

qui ci si crede tutti vulcaniani, quando invece ognuno di noi è più umano e "credente" (nel senso che ha credenze proprie basate sull' irrazionalità) di quanto si autovaluti

Anonimo ha detto...

Per ǚşå÷₣ŗẻễ

Ecco, è arrivato anche il troll, ci siamo tutti! :D

Ora che ci penso, anche credere a gnomi, fate, nani, gatti mammoni e in questo caso, folletti, è una forma di superstizione. Sono esseri immaginari, non esistono nella realtà.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Beh, il non passare sotto una scala è una elementare regola di prudenza, ancor prima che una superstizione.

Tombovo ha detto...

Credo che, molto piu' semplicemente, sia legato a problemi quale il cromakey.
Di solito si utilizza lo sfondo verde, o blu tendende al violetto. Nessuno si ricorda di Felice Caccamo (Teo Teocoli in mai dire goal) con la cravatta dello stesso colore del fondale?

dyk74 ha detto...

Yuma: non parlavo di superstizione ma di regolamento... ;)

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

@Tombovo

Naaa, non c'entra una mazza. Il problema col croma key ce l'hai se utilizzi un fondale, lo studio di Che tempo che fa non ha fondali.

Anghelos ha detto...

Marco, guarda che tradizione e abitudine sono due cose ben diverse. La tradizione è una pratica che uno segue coscientemente, l'abitudine è qualcosa che si fa senza pensarci (o senza pensarci troppo su).
Quello che intendo è che ci sono gesti superstiziosi che vengono fatti da chi superstizioso non è solo perché li ha interiorizzati sin dall'infanzia.

yupswing ha detto...

la verità, che Paolo qui cerca di nascondere, è che la IELLA esiste davvero. ed è per questo che dovrete affrettarvi!!!
per soli 100 mila miliardi di dollari dello Zimbabwe vi offro un anello di fortuna e immortalità, un kilo di sale, una bottiglia di acqua di mare viola e i numeri vincenti del superenalotto della settimana scorsa.
videochiamami!!!

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"videochiamami!!!"

Argh! L'avevo rimossa e me l'hai fatta tornare in mente, sèntiti in colpa! :|

yupswing ha detto...

si ma io intendevo con FaceTime... eh eh eh

Paolo Attivissimo ha detto...

io lo interpreto come un problema estetico.

Anche quest'ipotesi è implausibile. Un vestito viola in mezzo a tanti altri si perde. Non è giallo canarino o verde fluò.

Paolo Attivissimo ha detto...

ma che esagerazione, non c'è mica violenza nell'usanza del viola.

Neanche nell'oroscopo.

mattia ha detto...

Pensa che casino se dovessero invitare il brooklyn tabernacle choir

Paolo Attivissimo ha detto...

secondo me non si può stabilire un nesso logico così diretto tra una superstizione che viene utilizzata nel backstage e i contenuti trasmessi dalla tv pubblica

Crei un ambiente. Se incentivi una credenza cretina, le incentivi tutte.

"No, Mia Martini no, porta sfiga".

Paolo Attivissimo ha detto...

poca apertura mentale nei confronti di usanze innocue e addirittura simpatiche

Marco Masini ti vuole parlare.

Paolo Attivissimo ha detto...

ognuno di noi è più umano e "credente"

Parla per te. Io sono un rettiliano.

Mau ha detto...

per tutti quelli che pensano che sia un problema tecnico o di luci, vorrei far notare che il pubblico non viene quasi mai inquadrato e non è illuminato,quindi queste tesi mi sembrano ridicole,diciamo che qualcuno (Fazio?) è superstizioso?

Anonimo ha detto...

"No, Mia Martini no, porta sfiga".

Marco Masini ti vuole parlare.


Gino Paoli in un'intervista di alcuni anni fa che rievocava proprio la figura di Mia Martini ha raccontato che all'inizio della carriera qualcuno aveva cominciato a spargere la voce che la sua musica portasse sf...ortuna. Soltanto che lui è corso ai ripari, è riuscito a risalire alla fonte e lo ha riempito di botte (dice lui). Segno che nel mondo artistico simili procedure sono abbastanza frequenti.
Mia Martini e Marco Masini non ci sono riusciti, invece.

Mayday ha detto...

Paolo,

Un vestito viola in mezzo a tanti altri si perde. Non è giallo canarino o verde fluò

la signora costretta a coprire l'abito era in effetti vestita di fucsia, non di viola, e il fucsia spicca molto (è uno dei colori degli evidenziatori).
La signora è inoltre l'unica ad affermare che sia successo a causa della superstizione di Fazio (che ce l'ha anche col fucsia quindi).

Io non voglio dire che Fazio non sia superstizioso e tantomeno che la superstizione non sia da condannare (ne sanno qualcosa, oltre ai personaggi citati, anche tanti gatti neri, presi a bastonate), ma io lo chiederei a lui. Non mi fido ciecamente di questa signora (che magari si è lamentata col sito con cui ha prenotato il biglietto e che ora ha aggiunto di non indossare il viola) visto che non la conosco e potrebbe anche essere una pazza mitomane.

SirEdward ha detto...

Si tratta sicuramente di una questione superstiziosa.

Però non è affatto detto che il superstizioso sia per forza Fazio.

Ci sono talmente tante persone che lavorano dietro a un programma che basta poco per far saltare fuori queste superstizioni. A volte esistono anche solo per quieto vivere. Soprattutto quando sono superstizioni da poco, come la replica "12B", la camera 17 negli alberghi, il numero 13 nelle corse e via andando.

Dal mio medico, per esempio, ci sono i numeri per la fila. Non esistono né il 13 né il 17, e credo che il motivo sia da ricercare più nei pazienti che nel medico.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Si tratta sicuramente di una questione superstiziosa. "

Io non ho mai visto una questione superstiziosa :D

SirEdward ha detto...

Io non ho mai visto una questione superstiziosa :D

tsk, pivellino... io ho visto cose che tu non puoi nemmeno immaignare!

Come una questione superstiziosa, appunto...

:P :P :P

Salvatore ha detto...

@Pierluigi
Quindi mi stai dicendo che Isaac Newton non era intelligente?

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

In ogni caso queste questioni sono di scondaria importanza:

Spagna-Svizzera 0-1 !

ROTFL! :D

mastrocigliegia ha detto...

Vittorio De Sica era estremamente superstizioso e non poteva assolutamente vedere il viola.
Io non posso vedere il rosso.
Però sono daltonico.

Se in televisione lavora e comanda gente che è convinta che un colore possa portare iella...
C'è un qualche motivo per cui il lavorare in televisione dovrebbe rendere immuni alla superstizione?
A parte (forse e parzialmente) le simpatie politiche dovute alla lottizzazione, non vedo perché i dipendenti di una emittente non possano distribuirsi tra le varie categorie sociali al pari del resto della popolazione.
La frase fa pensare ad una critica agli autori o allo stesso Fazio (che, nonostante sia quasi un mio concittadino, non lo apprezzo particolarmente). Potrebbe esserci qualche tecnico, o costumista o chissachè che è superstizioso, e che lavorerebbe male in quelle condizioni; e l'organizzazione ne tiene conto. E allora che fare? Assegnarlo ad un altro programma che non sia il segnale orario sposterebbe il problema senza risolverlo. Licenziarlo? Non mi pare il caso: sarebbe la dimostrazione che il viola porta veramente male.

Temo che la superstizione, il complottismo, i criminali, la malattia e altro siano che pene accessorie oltre alla morte che sono state date con cacciata dal paradiso terrestre.

mc

Paolo Attivissimo ha detto...

C'è un qualche motivo per cui il lavorare in televisione dovrebbe rendere immuni alla superstizione?

Il buon senso? Il fatto che viviamo nel ventunesimo secolo?


non vedo perché i dipendenti di una emittente non possano distribuirsi tra le varie categorie sociali al pari del resto della popolazione.

Perché affidiamo loro, a suon di tasse, il compito fondamentale di informarci sul mondo.


Potrebbe esserci qualche tecnico, o costumista o chissachè che è superstizioso, e che lavorerebbe male in quelle condizioni; e l'organizzazione ne tiene conto. E allora che fare?

Dirgli di crescere.


Temo che la superstizione, il complottismo, i criminali, la malattia e altro siano che pene accessorie oltre alla morte che sono state date con cacciata dal paradiso terrestre.

Solo se ci crediamo :-)

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Temo che la superstizione, il complottismo, i criminali, la malattia e altro siano che pene accessorie oltre alla morte che sono state date con cacciata dal paradiso terrestre."

Ma allora la superstizione è figlia del mito! :O

Paolo Attivissimo ha detto...

Paolo, la differenza e' che Apple non sto impedendo l'accesso ad un'opera artistica: ne sta solo limitando la fruizione attraverso le sue periferiche.

Se chi limita la fruizione è un monopolista di fatto, non c'è alcuna differenza.

Metti che Google decida di non indicizzare un sito. Lo "braghizza" soltanto, mica lo distrugge.

Certo, puoi decidere di usare un altro motore di ricerca. Ma come ti può venire in mente di usarlo per cercare una cosa, se non sai nemmeno che quella cosa esiste?

Microsoft e il suo monopolio di fatto nei formati dei documenti e nel Web con IE non se li ricorda nessuno?

zio Feng ha detto...

Niels Bohr e Wolfgang Pauli erano superstiziosi, o meglio non credevano nella superstizione ma nei suoi effetti.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Microsoft e il suo monopolio di fatto nei formati dei documenti e nel Web con IE non se li ricorda nessuno?"

Se non ce li ricordiamo significa che il regime è finito (o sta finendo)! ;)

martinobri ha detto...

Temo che la superstizione, il complottismo, i criminali, la malattia e altro siano che pene accessorie oltre alla morte che sono state date con cacciata dal paradiso terrestre.

Ehi, non buttiamola sulla religione! Parliamo piuttosto del vaso di Pandora :-)

myollnir ha detto...

OT, ma non del tutto. Aereo AirOne in volo dagli States in Italia, costretto ad un precipitoso rientro per rottura di un motore. Sentita oggi al TG2. A bordo anche il nostro amico Giacobbo (controllava che non rilasciassero scie chimiche?), che ha commentato che probabilmente era scoppiata una gomma. In volo? Un chiodo volante? Noto che è stato presentato come "conduttore TV", non come "il nostro vicedirettore". :p

Turz ha detto...

Scusate, ma ora che c'entra Apple con Fazio?

O per caso Apple ha deciso di non accettare applicazioni con icone viola? :-D

Turz ha detto...

In volo? Un chiodo volante?

Sicuramente un oggetto volante non identificato.
La risposta, con mille altri dubbi e congetture, nella prossima avvincente e trasecolante puntata di Voyager :-)

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Eddai, abbiate pietà di me e di Paolo! O perlomeno di me ! :D

Matt ha detto...

Magari agli autori e a Fazio non può fregar di meno della superstizione, ma spesso in trasmissione vengono ospitati artisti, alcuni anche decisamente "originali".. Può essere che abbiano avuto problemi in passato e preferiscano tagliare la testa al toro?

Mayday ha detto...

Ho provato a cercare immagini della trasmissione con Google.
Nella maggior parte, lo sfondo e addirittura il pavimento dello studio sono di sfumature di rosa, fucsia, indaco, viola, violetto.
Mi sembra strano che uno che ha il terrore del viola riesca a condurre una trasmissione così.
Un esempio(ma ce ne sono tanti altri)

44rivax ha detto...

No...non ci posso credere!!!!

Il viola porterebbe sfiga? Non lo vogliono in televisione?

Assurdo!!!


Ci sono persone che affermano che l'uomo per sua natura deve credere in qualcosa (la religione, la scienza, il nulla, ecc....)..

Purtroppo è l'amara realtà.

ps: MA NON E' CHE IL POPOLO VIOLA è SFIGATO PER QUESTO??

martinobri ha detto...

Scusate, ma ora che c'entra Apple con Fazio?

Gli ultimi due thread si sono ibridati

Turz ha detto...

@Elena:
ma che esagerazione, non c'è mica violenza nell'usanza del viola.

Fazio: "I violenti non possono entrare".
[...]
Buttafuori: "Ehi tu, devi cambiarti, ha detto il boss che i violetti non possono entrare!"

@Matt:
Magari agli autori e a Fazio non può fregar di meno della superstizione, ma spesso in trasmissione vengono ospitati artisti, alcuni anche decisamente "originali".

Tipo Sting :-)

martinobri ha detto...

Buttafuori: "Ehi tu, devi cambiarti, ha detto il boss che i violetti non possono entrare!"

LOL!

IlBarbone ha detto...

probabile che qualcuno l'abbia già fatto notare, ma temo che questa volta bisognerà segnare un epic fail per il nostro Paolone :)

a mio modestissimo parere, temo che il motivo sia molto più serio della mera superstizione.

http://it.wikipedia.org/wiki/Popolo_Viola

http://www.ilpopoloviola.it/

http://www.facebook.com/popviola

Paolo Attivissimo ha detto...

a mio modestissimo parere, temo che il motivo sia molto più serio della mera superstizione.

Se la tua ipotesi fosse giusta, sarei quasi contento di avere torto.

IlBarbone ha detto...

@Paolo: Ma sbaglio o si parlerebbe di censura?
Ignoranza vs Censura?

Anonimo ha detto...

ma non sara' dovuto alla volonta' di evitare un eventuale effetto di chromakey?

myollnir ha detto...

@ Turz
Sicuramente un oggetto volante non identificato.


Forse "the flying Spaghetti MOnster"?
http://www.venganza.org/

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

@Long John Silvr

Come ho già detto in precedenza, no. A parte che che a Che tempo che fa non ci sono i fondali, ma poi nessuno si sognerebbe di colorare un fondale di viola. Ecco perchè i fondali sono di solito verde o azzurro fluò :)

Replicante Cattivo ha detto...

Senza entrare nel merito del caso specifico (che effettivamente è abbastanza ridicolo, se viene addirittura fatta una richiesta "ufficiale") vorrei solo spezzare una piccolissima lancia a favore di quella che molti considerano superstizione nel mondo dello spettacolo.

E'vero: è ridicolo pensare che se cade la cartelletta/copione devi sbatterla a terra tre volte o sputarci sopra. Intanto però ho visto fare questa cosa da Claudio Bisio, che mi sembra una persona decisamente intelligente.

E' ridicolo pensare che urlare "m***a" prima di un'esibizione ti permetta di -letteralmente- buttarla fuori PRIMA di salire sul palco.
Però intanto tutti lo fanno.

Perchè? Perchè questi piccoli gesti servono a scaricare la tensione e a placare il nervosismo. Quando si sta su un palco, davanti ad una platea, basta un piccolo inconveniente per far perdere la concentrazione o per far andare nel pallone una persona.
Se per anni mi hanno detto che far cadere la cartelletta porta sfiga, nel momento in cui questa mi cade durante la conduzione posso far finta di niente, oppure posso "sdrammatizzare" il piccolo inconveniente; il rituale dell'antisfiga è un po' come se mi dessi una virtuale pacca sulla spalla per dirmi "non è successo niente".

E' chiaro che se la cartelletta cade a un presentatore che sta intervistando il Dalai Lama, forse non è opportuno sputare sui fogli o cristonare per la sfortuna imminente :)

E, comunque, se volete veramente sapere cos'è la superstizione, vi conviene seguire qualche partita di baseball dell'MLB.

Replicante Cattivo ha detto...

Mia Martini e Marco Masini non ci sono riusciti, invece

Se non ricordo male, mi sembra che le voci su Mia Martini siano state rese note al pubblico solo dopo la sua morte; prima di allora, mi pare che queste circolassero solo nell'ambiente.

Al contrario, l'idea che Masini portasse sfiga è derivato dal fatto che nei primi anni di carriera pubblicasse canzoni non propriamente allegre, (e l'aspetto un po' trasandato di Masini non è certo stato d'aiuto) e quindi, tra battute e imitazioni, questo è diventato un clichè.

Però, dopo alcuni anni, Masini è riuscito a uscirne. Innanzitutto perchè lui, a dispetto dell'apparenza, è sempre stata una persona molto solare e simpatica. Quindi, davanti alle persone intelligenti che non si fermano all'apparenza, ha saputo abbattere fin da subito il muro di superstizione. Ma quando la situazione si è fatta insostenibile, ha deciso di fare "outing" prima di cadere nel baratro.
Non so chi si ricorda il suo intervento, nel 2001, al programma di Adriano Celentano, in cui raccontò la sua situazione.

Mi ricordo che, in quel frangente, davanti ai due cantanti c'era un tavolo volutamente addobbato con una tovaglia viola. E Celentano, ridendo, disse: "ok, non siamo superstiziosi...ma questo è davvero TROPPO viola, pare un funerale". :D

grAz ha detto...

Beh, nel caso specifico, Paolo, secondo me esageri un po'.

Non tanto per l'innocenza della cosa in sé (tante credenze, come giustamente hai fatto notare, sono in sé innocue ma di fatto contribuiscono ad alimentare il clima di antiscienza che può, in altri contesti, fare danni seri). Quanto piuttosto perché, secondo me, nessuno degli autori/produttori/presentatori di quello o di altri programmi crede VERAMENTE che il colore viola possa portare sfortuna o altre amenità del genere. Come già alcuni hanno detto, è più che altro tradizione, folklore, modo per rafforzare l'appartenenza ad un determinato gruppo o categoria.

Per dire un esempio mio, anche io quando ci sono alcune partite di calcio cerco di andare a vederle in quel locale dove l'ultima volta la mia squadra ha vinto, e possibilmente di sedermi nello stesso posto e ordinare le stesse cose... o, viceversa, di cambiare locale se invece la partita era andata male. Naturalmente non credo assolutamente che il luogo dove io vedo o non vedo un match sportivo possa minimamente avere influenza sull'esito dell'evento stesso, non concedo nemmeno il beneficio del dubbio a questa cosa. E' una fesseria, punto. Ma tant'è, mi piace, dove si può fare in maniera del tutto innocua, concedermi a volte il piccolo lusso di fare scientemente delle cose irrazionali. Per essere razionale, lucido e intransigente ho tutto il tempo che voglio, al lavoro.

grAz ha detto...

Naturalmente, quando la superstizione, anche "folkloristica", diventa un modo per discriminare e danneggiare anche gravemente i vari Martini, Masini,o Chiarchiaro del caso, allora il discorso cambia, e di brutto.

Questi piccoli cliché pseudo-superstiziosi (giacché raramente si tratta di autentiche superstizioni, ovvero cui le persone CREDONO veramente) sono accettabili secondo me fintantoché sono circoscritti ad ambiti innocui, in momenti scherzosi o situazioni comunque tali da non danneggiare oggettivamente niente e nessuno.

Un altro esempio frequente (anche sul lavoro): chi non conosce la legge di Murphy? Sappiamo tutti che non è vero che "se qualcosa può andar male, lo farà", o meglio, è vero solo se intendiamo "lo farà con una frequenza relativa che approssimerà per un elevato numero di prove la probabilità teorica che l'evento ha di andare male".
Eppure lo ripetiamo spesso, perché per la nostra percezione un evento positivo e uno negativo non hanno lo stesso peso. Voglio dire, non è vero che "la chiave giusta è sempre l'ultima", ma quella volta che è davvero l'ultima il nostro stato d'animo è tale (incazzoso) che ci porta a registrare l'evento con molta più attenzione che non nei casi in cui è la prima o la seconda, che quasi ignoriamo.

Superstiziosi anche tutti quelli che invocano la legge di Murphy?


P.S. sì, lo so che esistono studi fisico-matematici per cui è VERO che la fetta di pane ha effettivamente maggiori probabilità di cadere sul lato imburrato. :D

Yari Davoglio ha detto...

Qualcuno ha già tirato in ballo il nazismo per caso? XD

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

Se non ricordo male, mi sembra che le voci su Mia Martini siano state rese note al pubblico solo dopo la sua morte; prima di allora, mi pare che queste circolassero solo nell'ambiente.

No no, io le conoscevo benissimo già prima, e durante la giovinezza ci ho anche scherzato su.
Mi è stata raccontata la presunta origine di questa diceria: per una giro di interviste al peperoncino, una tv libera dell'epoca (anni Settanta) aveva chiesto a varie cantanti se avrebbero comprato un disco della Rettore. Mia Martini, a cui evidentemente non stava simpatica, rispose: "Ah, perché, i dischi della Rettore si comprano? Io ho sempre saputo che li regalano coi sacchetti delle patatine!" [NdR: all'epoca una marca di patatine regalava a sorte oggetti di poco conto].
Venne riferita la risposta di Mia Martini a Donatella Rettore, e le venne rifatta la domanda: "Lei comprerebbe un disco di Mia Martini?". Al che la bionda di Castelfranco Veneto: "Ma per carità! Già lei mi porta una di quelle sf...e, figuriamoci i suoi dischi!".

L'aneddoto televisivo mi è stato raccontato da un fan sfegatato della Rettore. Relata refero.

Nella trasmissione in cui ripercorrevano la sua vita, invece, facevano riferimento a un gruppo di strumentisti che aveva suonato a un concerto di Mia Martini fino a tarda notte; col loro furgoncino, al ritorno a casa ebbero un incidente mortale.

Paolo Attivissimo ha detto...

secondo me, nessuno degli autori/produttori/presentatori di quello o di altri programmi crede VERAMENTE che il colore viola possa portare sfortuna o altre amenità del genere

E allora perché imporre la regola?


Superstiziosi anche tutti quelli che invocano la legge di Murphy?

Soltanto se ci credono.


Qualcuno ha già tirato in ballo il nazismo per caso? XD

Sì, tu in questo momento :-)

Lorenzo Breda ha detto...

Ma dico, stiamo scherzando?

Non è una questione di superstizione, è una questione di tradizione di costume.

In scena non si indossa il viola, come ad un matrimonio non si va in mutande e canottiera. L'origine è il viola quaresimale, poi è diventata una tradizione che molti considerano superstizione. Ma è solo una questione di costume.

Replicante Cattivo ha detto...

L'aneddoto televisivo mi è stato raccontato da un fan sfegatato della Rettore. Relata refero.

Chissà perchè, ma non ho dubbi a credere all'aneddoto. Donatella Rezione (quella di "Sc-plentito Sc-plentente) mi ha sempre dato l'idea di una persona orribile -al di là delle canzoni- e, nonostante io abbia poca memoria degli anni in cui la suddetta era "famosa", questo comportamento è perfettamente in linea con quelli che la cantante tiene da qualche anno a questa parte (dopo che un reality show l'ha resuscitata, trasformandola da meteora degli anni 80 a paralume televisivo del 21esimo secolo).

Nella trasmissione in cui ripercorrevano la sua vita, invece, facevano riferimento a un gruppo di strumentisti che aveva suonato a un concerto di Mia Martini fino a tarda notte; col loro furgoncino, al ritorno a casa ebbero un incidente mortale.

E giustamente la trasmissione mette in correlazione le due cose. Voyager e Mistero non hanno inventato niente.
La cosa brutta è che ognuna di queste persone, dalla rettore a chi ha realizzato quel servizio, ha contribuito ad uccidere (volutamente non metto le virgolette) Mimì. Ma ovviamente, immagino che nessuno di loro provi sensi di colpa.

Paolo Attivissimo ha detto...

In scena non si indossa il viola, come ad un matrimonio non si va in mutande e canottiera

Confondi galateo e superstizione.


Ma è solo una questione di costume.

Come già detto, Mia Martini e Marco Masini la pensano un po' diversamente.

Replicante Cattivo ha detto...

Non è una questione di superstizione, è una questione di tradizione di costume.

In scena non si indossa il viola, come ad un matrimonio non si va in mutande e canottiera. L'origine è il viola quaresimale, poi è diventata una tradizione che molti considerano superstizione. Ma è solo una questione di costume.


Stai facendo un minestrone.
Non è che in scena non si indossa il viola perchè è brutto da vedere o è maleducazione (come invece sarebbe andare ad un matrimonio in mutande e canottiera): non si indossa perchè qualcuno pensa che porti sfortuna.

Le radici di questa superstizione ormai la sanno quasi tutti (chissà se la sanno anche gli stessi artisti), ma giustificare un comportamento sbagliato dicendo "è tradizione" è un ragionamento fallace.
Non si può giustificare un comportamento perchè "c'è sempre stato".

Sara ha detto...

Io sono del parere che sia davvero a causa del Popolo Viola...

Replicante Cattivo ha detto...

Per gli amanti dell'heavy metal, vorrei citare il gruppo toscano dei Death SS, sui quali da anni circola la voce che portino una sfortuna incredibile.
Nell'ambiente vengono chiamati "gli innominabili" e, se vi capita di discutere con un metallaro, facilmente alla pronuncia di quel nome lo vedrete fare gesti scaramantici.

C'è anche da dire che questa dicerìa, in questo particolare mondo musicale, può quasi portare una fama ulteriore (visto che il look di suddetta band è comunque molto tetro, anche se al limite del pacchiano) e infatti la stessa band fa buon viso a cattivo gioco. Di sicuro, su questo aspetto, il mondo del metal si dimostra molto più maturo, in quanto tale band non viene ostracizzata per via di queste dicerie.

Replicante Cattivo ha detto...

Io sono del parere che sia davvero a causa del Popolo Viola...

Scusate, ma a me sembra esagerato pensare che ai piani alti della Rai qualcuno dovrebbe preoccuparsi di un colore che POTREBBE far pensare ad un particolare movimento (quando invece per molta gente il viola è solo il colore della Fiorentina) in una trasmissionc che va in onda su Raitre -covo di comunisti-) in cui ogni sera, tra Gramellini e la Litizzetto, sparano frecciate poco velate verso il governo.

E'come se al Tg4 mettessero uno sfondo azzurro e qualcuno pensasse che sia un modo per pubblicizzare il PDL.

SirEdward ha detto...

Scusate, ma ora che c'entra Apple con Fazio?

Gli ultimi due thread si sono ibridati


Quindi è possibile godwinizzarli entrambi con una sola citazione?

Lorenzo Breda ha detto...

Confondi galateo e superstizione.

Non confondo un bel nulla, il viola era un colore malvisto dai teatranti, e quindi era maleducazione indossarlo. E lo è tutt'ora per tradizione, e non mi andare a citare gatti neri murati e corride, perché mi pare evidente che non si tratta di una tradizione sadica o dannosa.

Se ti pare troppo estremo il concetto di matrimonio in canottiera e mutande, ci sono anche cose molto più sottili: cosa non si può mettere dipende moltissimo dal tipo di cerimonia, con cose anche molto contorte e dipendenti dalle personalità invitate. Alcune di queste cose hanno origini complicatissime, che spesso si sono perse, ma nessuno si sognerebbe di abolirle per questo.


Come già detto, Mia Martini e Marco Masini la pensano un po' diversamente.
E dove ho negato questo? A me pare di averlo affermato...
Ma non è che se alcuni credono che il viola porti sfiga, allora bisogna bollare una tradizione di costume come superstizione...

Nel mondo dello spettacolo ci sono moltissimi riti, e molti di questi sono chiaramente scaramantici o di superstizione. Non si guarda il pubblico prima che salga il sipario, si grida tre volte "merda" prima che salga il sipario, si evitano determinate frasi... Queste cose le puoi attaccare. Ma attaccare il viola, che non è un rito e non è di origine superstiziosa, denota solo scarsa familiarità con l'ambiente. E come dici spesso tu, quando non si conoscono bene i fatti, è opportuno studiare o non parlare.

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

Chissà perchè, ma non ho dubbi a credere all'aneddoto. Donatella Rezione (quella di "Sc-plentito Sc-plentente) mi ha sempre dato l'idea di una persona orribile -al di là delle canzoni- e, nonostante io abbia poca memoria degli anni in cui la suddetta era "famosa", questo comportamento è perfettamente in linea con quelli che la cantante tiene da qualche anno a questa parte (dopo che un reality show l'ha resuscitata, trasformandola da meteora degli anni 80 a paralume televisivo del 21esimo secolo).

Chi l'ha conosciuta di persona me l'ha descritta come una persona volgare, in effetti. Ma non divaghiamo.

Nella trasmissione in cui ripercorrevano la sua vita, invece, facevano riferimento a un gruppo di strumentisti che aveva suonato a un concerto di Mia Martini fino a tarda notte; col loro furgoncino, al ritorno a casa ebbero un incidente mortale.

E giustamente la trasmissione mette in correlazione le due cose. Voyager e Mistero non hanno inventato niente.


No, mi hai frainteso: la trasmissione era di almeno 10 anni posteriore la sua morte. E ipotizzava che questo avvenimento fosse alla base della diceria, non la giustificava affatto. In effetti, nel periodo in cui si faceva chiamare semplicemente Mimì Bertè, quindi i primi 8 anni di carriera, questa diceria non circolava. Ha preso a diffondersi più o meno dopo l'episodio dell'incidente al furgone. È chiaro che i responsabili sono quelli dell'ambiente musicale che per primi l'hanno diffusa: un incidente a strumentisti non è un avvenimento che fa il giro dei suoi fan, e nemmeno dei fan della Rettore o qualsiasi altra antidiva.

Lorenzo Breda ha detto...

Non è che in scena non si indossa il viola perchè è brutto da vedere o è maleducazione (come invece sarebbe andare ad un matrimonio in mutande e canottiera): non si indossa perchè qualcuno pensa che porti sfortuna.

Non è affatto vero. Nella compagnia di cui facevo parte, nessuno era superstizioso, al punto che un'attrice venne con degli orecchini viola senza pensarci, lo fece notare e nessuno si fece problemi. Ma nessuno di noi, volontariamente, avrebbe mai indossato il viola. Non si fa, semplicemente perché è un colore tradizionalmente "brutto" per chi fa teatro.

ValterVB ha detto...

ǚşå÷₣ŗẻễ: Perché escludi che possa essere un problema di Croma key? E' la prima cosa che mi era venuta in mente, purtroppo non sono riuscito a trovare delle foto dello studio per capire se usano fondali da qualche parte.

Ciao
VB

Anonimo ha detto...

Per Lorenzo Breda

Confondi galateo e superstizione.

Non confondo un bel nulla, il viola era un colore malvisto dai teatranti, e quindi era maleducazione indossarlo. E lo è tutt'ora per tradizione,


Un conto è la maleducazione che talvolta bisogna anche sopportare, un conto è ordinare ufficialmente alla maschera di un teatro di non fare entrare gli spettatori con capi viola. Che è esattamente ciò che fa il comunicato, web canta.

e non mi andare a citare gatti neri murati e corride, perché mi pare evidente che non si tratta di una tradizione sadica o dannosa.

Ah, se non è sadica o dannosa, allora va incoraggiata.

Se ti pare troppo estremo il concetto di matrimonio in canottiera e mutande, ci sono anche cose molto più sottili: cosa non si può mettere dipende moltissimo dal tipo di cerimonia, con cose anche molto contorte e dipendenti dalle personalità invitate.

Io sono invece d'accordo con chi ti accusa di fare un gran minestrone. Gli Studi della fiera di Milano non sono un teatro. E il pubblico in sala non è assimilabile né allo spettacolo teatrale né agli invitati al giuramento del Presidente della Repubblica. Andiamo, tutte le trasmissioni ormai hanno un pubblico presente, ma questa regola per ora l'ho vista scritta nero su bianco solo per Fabio Fazio.

Queste cose le puoi attaccare. Ma attaccare il viola, che non è un rito e non è di origine superstiziosa, denota solo scarsa familiarità con l'ambiente. E come dici spesso tu, quando non si conoscono bene i fatti, è opportuno studiare o non parlare.

Domani tutti a leggere "Antropologia e fenomenologia dei conduttori tv" di Claude Levy-Strass, edizioni Laterza!!!
Altrimenti poi facciamo commenti rozzi e impreparati, e Lorenza Breda ci sgrida.

Guido ha detto...

ciao a tutti.. ma ad esempio, l'abito della littizzetto in questo video di che colore è?
http://www.youtube.com/watch?v=cTEYgCK6awo

(se non è viola è rischiosissimo) :D

Camicius ha detto...

Confondi galateo e superstizione.

In scena non si indossa il viola, come ad un matrimonio una ragazza non va vestita solo di bianco.
Galateo o superstizione?
Non può rimanere un semplice retaggio del passato, visto che non è per nulla dimostrato che il motivo sia la superstizione?

Replicante Cattivo ha detto...

@ Lorenz Breda

Non confondo un bel nulla, il viola era un colore malvisto dai teatranti, e quindi era maleducazione indossarlo.

Ma non è assolutamente vero.
Il viola era un colore che non amavano perchè per loro evocava un periodo di non-lavoro, e quindi di fame.
Ma qual è il problema se una persona indossava un abito viola a luglio, quando non avevano alcun problema di quaresima?
Nel momento in cui un teatrante si incacchia o si offende perchè a luglio uno spettatore indossa un abito viola, questa è SUPERSTIZIONE. Niente di più.

Il viola, oggi come oggi, può al limite essere considerato di cattivo gusto, perchè potrebbe riportare alla mente gli ornamenti di un funerale. Ma allora non si devono tirare in ballo eventi negativi causati DAL colore.
Se una donna si presenta ad un matrimonio con un abito rosso fiammeggiante o particolarmente scollato, è un gesto di cattivo gusto. Qualcuno può farglielo notare e avrebbe ragione; ma se qualcuno sostenesse che che lei rischia di mandare all'aria il matrimonio, si ricade nella superstizione.


E lo è tutt'ora per tradizione, e non mi andare a citare gatti neri murati e corride, perché mi pare evidente che non si tratta di una tradizione sadica o dannosa.


Ah sì? Lo sai che Pavarotti era una persona superstiziosa e non voleva vedere alcun oggetto viola prima di uno spettacolo?
Immagina se tu sei un operaio che si fa il c**o tutto il giorno e poi ti senti maltrattare perchè mentre stai portando una bottiglia d'acqua al sig. Pavarotti il tenore si incazza con te.
Oppure immagina di gestire il teatro Regio di Torino e non puoi invitare alcuni artisti perchè il teatro ha il soffitto viola (non so se sia ancora così).

Oppure immagina se tu vai a vedere il programma di Fazio con la tua compagna, ma questa -vestita di fucsia- viene OBBLIGATA a cambiarsi d'abito perchè a Fazio gli gira così. Sei sicuro che per lei non sia un'umiliazione di poco conto?


Ma non è che se alcuni credono che il viola porti sfiga, allora bisogna bollare una tradizione di costume come superstizione...


Siccome per gli attori non c'è più il rischio di fare la fame durante la quaresima, la tradizione non ha più senso di esistere.
Se oggi un ragazzo si avvicina al mondo del teatro e nessuno gli racconta che il viola portava sfiga per i motivi che tutti sappiamo, di sicuro questo non si farà alcun problema in merito.
Perpetrare questa tradizione, giusfiticandola con "c'è sempre stata e noi ci adattiamo" la trasforma in superstizione.

Nel mondo dello spettacolo ci sono moltissimi riti, e molti di questi sono chiaramente scaramantici o di superstizione. Non si guarda il pubblico prima che salga il sipario, si grida tre volte "merda" prima che salga il sipario, si evitano determinate frasi... Queste cose le puoi attaccare.

E' invece è il contrario. Quelli sono comportamenti che aiutano l'artista a darsi fiducia e forza prima di affrontare una performance.
Se un'artista guarda il pubblico prima di salire sul palco, potrebbe accorgersi che la sala è mezza vuota e farsi prendere dallo sconforto.
Allo stesso modo, cacciare un urlo prima di iniziare è un modo per caricarsi e farsi coraggio.

Ma nessuno di noi, volontariamente, avrebbe mai indossato il viola. Non si fa, semplicemente perché è un colore tradizionalmente "brutto" per chi fa teatro.


Tradizionalmente
Appunto, dici che è un colore brutto perchè "è sempre stato brutto". Anche se, da qualche secolo a questa parte, questa bruttezza non ha più senso di esistere.
Anche perchè il viola è un colore stupendo.
Come mai un bellissimo mazzo di fiori viola diventa brutto se è collocato una scena? Per superstizione.

Mayday ha detto...

Scusate se insisto (anche se il fatto di essere stata ignorata finora dovrebbe dirmi qualcosa, ma io sono testona e finché non mi si spiegano le cose io non capisco) ma vorrei di nuovo evidenziare che:
-sappiamo della presunta paura del viola che Fazio avrebbe solo dal resoconto di una signora a cui l'avrebbe riferito un tale addetto allo studio dopo che la costumista aveva dato una versione diversa
- il divieto ad entrare con capi viola è riportato solo in un sito svizzero, lo stesso in cui presumibilmente la signora aveva prenotato il biglietto (quindi è possibile che sia derivato dalle rimostranze della stessa)
-nella maggior parte delle foto del programma presenti in rete lo studio è VIOLA (fate la prova col filtro dei colori della ricerca immagini di Google)
-all'Eredità ad un mio collega che ha partecipato hanno bocciato tutte le tre camicie che si era portato (una in effetti era color prugna, ma le altre no) e gliene hanno fornita una quarta, per esigenze di armonia coi colori dello studio e col look del conduttore, rispetto al quale i concorrenti devono risaltare
-il vestito della signora era fucsia (ed è specificato anche che era un vestito elegante, anche se il fucsia non mi sembra un colore molto elegante, nonostante tra gli evidenziatori sia il mio preferito)
Poi magari Fazio è terribilmente superstizioso, ma da quello che si sa io non me la sento di sostenerlo

Replicante Cattivo ha detto...

No, mi hai frainteso: la trasmissione era di almeno 10 anni posteriore la sua morte. E ipotizzava che questo avvenimento fosse alla base della diceria, non la giustificava affatto.In effetti, nel periodo in cui si faceva chiamare semplicemente Mimì Bertè, quindi i primi 8 anni di carriera, questa diceria non circolava. Ha preso a diffondersi più o meno dopo l'episodio dell'incidente al furgone.

Ah ok.


È chiaro che i responsabili sono quelli dell'ambiente musicale che per primi l'hanno diffusa: un incidente a strumentisti non è un avvenimento che fa il giro dei suoi fan, e nemmeno dei fan della Rettore o qualsiasi altra antidiva.


Quindi, da quel che ho capito (ammesso che l'evento scatenante delle dicerie su Mimì sia proprio quello) le voci su Mia Martini sono nate prima tra gli addetti ai lavori, per poi diffondersi ai colleghi e, solo dopo, al pubblico.

Al contrario, per Masini, furono pubblico e comici/imitatori i primi a schernirlo per via dei suoi testi. E infatti nei primi anni di carriera, comunque i brani di Masini avevano una diffusione radio/televisiva molto elevata (anche quando, con molto coraggio, pubblicò un bellissimo brano intitolavo "Vaff..." e la celebre "Bella str...")

Secondo me il suo progressivo allontanamento da radio e tv derivò proprio dal fatto che si temeva che le sue apparizioni potessero essere accolte con scherno e ironia da parte del pubblico.
Mia Martini non veniva invitata in studio perchè si pensava portasse sfiga, anche se poi il pubblico andava in delirio
Marco Masini non veniva invitato in studio, non perchè si pensava che portasse sfiga, ma perchè si temeva che la gente potesse cambiare canale (per lo stesso motivo).

Invertendo l'ordine dei fattori il risultato non cambia. Se non per il fatto che Mimì non c'è più e Masini ha rischiato di fare la stessa fine.

Andiamo, tutte le trasmissioni ormai hanno un pubblico presente, ma questa regola per ora l'ho vista scritta nero su bianco solo per Fabio Fazio.

Per il pubblico non saprei, ma immagino che chi lavora dietro le quinte con certi "artisti" (tra cui il già citato Pavarotti) potrebbe scrivere dei libri su queste cose.

Infinity ha detto...

Non so se la storia della superstizione ne sia la causa, ma confermo integralmente che è tassativamente vietato andare in TV con qualunque cosa di colore viola. Lo zio di mia moglie, di recente, ha partecipato al telequiz "L'Eredità", e gia hanno espressamente detto di NON portare nulla di quel colore, perchè non avrebbe potuto indossarlo!

Anonimo ha detto...

Concordo con quanto detto da mayday. ecco che anche il buon Attivissimo, che io leggo e spesso apprezzo, cade nella trappola in cui cadono quelli di repubblica e del corriere e altre testate che vengono accusate di non verificare le fonti.
l'articolo del ticino non mi pare piu' serio dell'ansa sulle banconote, ultima sbufalata di Paolo.

commentiamo la frase:
Prima le dice che è a causa dell'uniformità dei colori in studio. Poi però salta fuori che il motivo in realtà è un altro: Fabio Fazio è superstizioso e il viola lo inquieta. questo è quanto ci ha riferito un addetto ai lavori.

Un addetto ai lavori.. una costumista.. eh beh, deve essere senz'altro vero. poco importa se il viola compare spesso nelle scenografie e colori dello studio, se la littizzetto indossa a volte abiti che hanno del viola.. se lo dice l'addetto ai lavori alla signora che poi l'ha detto al ticinonline, deve essere vero.

poi tra il viola e il fucsia, a casa mia ci sta 'n'abisso proprio...
taggo questo articolo come giornalismo spazzatura, cosi' sta in buona compagnia

Replicante Cattivo ha detto...

@ Infinity
confermo integralmente che è tassativamente vietato andare in TV con qualunque cosa di colore viola. Lo zio di mia moglie, di recente, ha partecipato al telequiz "L'Eredità", e gia hanno espressamente detto di NON portare nulla di quel colore, perchè non avrebbe potuto indossarlo!

UN programma non fa testo per tutti.
Ora ho dei vaghi ricordi di quel programma, ma se non sbaglio i fondali e le luci tendono ad un blu-quasi-viola, quindi è facile probabile (o comunque non andrebbe escluso) che sia un divieto dovuto a motivazioni tecnici.

Ad esempio, in tv sono anche vietati i Pied-de-poule perchè sugli schermi televisivi (specialmente nelle vecchie tv) creavano un effetto visivo bruttissimo e fastidioso. Eppure nessuno urla al sacrilegio per questa scelta.

SaraS ha detto...

Mi sembra piuttosto sensato quello che dice Mayday e aggiungo un'ulteriore considerazione: negli ultimi due o tre anni, il viola è stato ufficialmente sdoganato dalla moda e lo si è visto indosso ai più diversi tipi di persone.
Possibile che la signora sia stata la prima in assoluto a portarlo in trasmissione? Statisticamente lo ritengo improbabile, ma allora episodi del genere avrebbero già dovuto accadere in passato, magari persino più volte, e ne saremmo venuti a conoscenza, come è accaduto in questo caso, no?

Anonimo ha detto...

ultima cosa poi mi taccio. interrogato con le seguenti parole "fabio fazio superstizione viola" lo zio google riporta l'articolo del ticino e un pacco di altri risultati che sono la copia esatta del post di Paolo (se lui non lo ha preso da un altra parte, ma non mi pare il tipo). Io non trovo altri risultati di una qualche attinenza.

Se cosi' fossero le cose, ecco un'altra cosa su cui qui, giustamente, si pontifica: una notizia incompleta o sballata si diffonde senza controllo, tirando in ballo un personaggio preciso e minando la credibilita' della trasmissione che dirige e del suo staff... mi ricorda qualcosa... spetta... ah si, il post sulla bici dopata di Cancellara.

Anonimo ha detto...

Per Andrea Minoia

poco importa se il viola compare spesso nelle scenografie e colori dello studio, se la littizzetto indossa a volte abiti che hanno del viola.. se lo dice l'addetto ai lavori alla signora che poi l'ha detto al ticinonline, deve essere vero.

Tutto andrebbe verificato, è vero, anche se mettere in giro una voce falsa così sciocca e insulsa... se proprio volessi danneggiare Fazio o la sua trasmissione, io ne inventerei di ben più compromettenti. :-)

Staremo a vedere chi ha ragione. Superstizione a parte, decidere a priori come il pubblico ospite in studio debba vestire, o non vestire, sfiora l'estetica talebana. Il pubblico fa da sfondo, è colore, teste che si muovono, voci che si levano. Chissenefrega di che colore sono, anzi, più variopinti sono meglio rendono.
Capisco un concorrente a un quiz o alla Corrida. Ma per quei due o tre stacchi di pochi secondi che fanno in genere, quand'anche ci fosse un problema di sfondo sbagliato...

Anonimo ha detto...

Accademia dei pedanti, di dicerie stupide e insulse su cose e persone ce ne sono tante, purtroppo :)

io non difendo Fazio eh, critico il metodo usato nello scrivere l'articolo, dove mi pare si sia riportata una notizia senza verifica. Se si pontifica, non si puo' poi sperare che affezionati lettori facciano passare uno scivolone di questo genere, solo perche' viene dalle ditina, spesso molto piu' precise e accurate, di Paolo ;)

Paolo Attivissimo ha detto...

ad un matrimonio una ragazza non va vestita solo di bianco.
Galateo o superstizione?


Galateo. Mai sentito di qualcuno che dicesse "non si va vestite di bianco al matrimonio perché porta male."


non è per nulla dimostrato che il motivo sia la superstizione?

Non direi. Il viola è da tempo immemorabile legato alla sfortuna in teatro. Guarda caso, l'ordine di Chetempochefa riguarda proprio il viola.

Replicante Cattivo ha detto...

Comunque mi sembra che questo articolo non faccia alcun riferimento ad una presunta colpevolezza di Fazio.
E' Ticinonline che si prende il diritto di fare questa affermazione -senza avere fonti certe- dicendo che la decisione provenisse da Fazio in persona.

Anonimo ha detto...

eh no Replicante Cattivo... ci sono centinaia di post per l'articolo sul video che velatamente pone sospetti su cancellara e la sua bici. non si e' mica andati da cassani a lamentarsi, cel a si e' presa con chi il video lo ha messo insieme e lo ha diffuso senza verifica. ora, io nell'articolo di Paolo vedo una notizia dubbia che e' stata riportata paro paro, senza ulteriori verifiche.
non usiamo due pesi e due misure per favore. Uno scivolone capita a tutti ed e' perdonabile se gestito con classe e rimediato (cosa che si accusa sempre le varie testate giornalistiche di non fare mai, leggi rettifiche).

Replicante Cattivo ha detto...

@ Andrea Minoia
ci sono centinaia di post per l'articolo sul video che velatamente pone sospetti su cancellara e la sua bici. non si e' mica andati da cassani a lamentarsi, cel a si e' presa con chi il video lo ha messo insieme e lo ha diffuso senza verifica. ora, io nell'articolo di Paolo vedo una notizia dubbia che e' stata riportata paro paro, senza ulteriori verifiche.

I commenti riportano le opinioni dei rispettivi autori; e tra i commentatori non necessariamente ci sono dei giornalisti, ma persone comuni che -non lo nego- possono aver espresso un giudizio su Fazio basandosi su semplici impressioni.
E quindi la tua osservazione, se fatta ai commentatori, potrebbe avere senso.

Ma Paolo ha postato l'articolo di Ticinonilne non per dire che Fabio Fazio è superstizioso, ma per far notare che il divieto di indossare il viola viene fatto rispettare, obbligando le persone a cambiarsi d'abito.

Dopodichè, se tu metti un divieto tassativo di indossare quel colore puoi anche avere delle motivazioni tecniche (e infatti non è da escludere), ma visto che il viola è storicamente legato a una superstizione, perchè non precisare queste motivazioni?

Immagina se ad un concorso di animali tu leggessi il divieto di iscrivere gatti neri. Se io non specificassi che la motivazione è "i gatti neri non li vogliamo perchè per loro ci sarà una serata a parte", chiunque si sente legittimato a pensare che il motivo sia semplice superstizione (non necessariamente del presentatore della serata).

Mayday ha detto...

Le ditina non lo sentivo più da anni ^_^

Vorrei precisare che io non sto difendendo Fazio né sto dando della bugiarda alla signora o all'autore dell'articolo. Dico solo che non c'è al momento materiale per propendere per l'uno o per l'altra.

Per quanto riguarda l'Eredità, mi sbagliavo: il mio collega è stato ad un'altra trasmissione (estiva) di Conti. Comunque a lui non hanno detto niente a proposito del viola e gli hanno bocciato due camicie perché troppo scure e una perché a righe sottili, che "friggono", come i quadretti, e infastidiscono l'occhio.

Inoltre, rileggendo l'avviso nel sito delle prenotazioni, si parla di ingresso vietato a chi indossi un capo viola. Alla signora vestita di fucsia invece è stato solo dato qualcosa che coprisse il vestito (immagino che non fosse un burka, quindi qualcosa si vedeva di sicuro) e le è stato consentito comunque di assistere.

bubbococco ha detto...

tempo fa sono stato fermato dalla polizia mentre percorrevo in auto una strada della mia città. La mia ragazza è stata arrestata e portata via (con la forza) dagli agenti perché indossava un abito viola.

motivazione: oltragio a pubblico ufficiale!

martinobri ha detto...

(anche quando, con molto coraggio, pubblicò un bellissimo brano intitolavo "Vaff..." e la celebre "Bella str...")

Ehi, che è questa autocensura dei titoli? Non siamo mica sull'Ipad!

martinobri ha detto...

Deduco che Fazio non inviterà mai Spielberg:
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=5753

Anonimo ha detto...

Senza intenzioni di fare polemiche sterili, ma si e' verificato che sta cosa sia vera prima di riportare l'articolo?

Io leggo dai commenti precedenti e da quanto ho trovato su internet che:

1) la scritta compare su un'agenzia che organizza viaggi e vende biglietti, mentre e' stato fatto notare che sul sito della trasmissione non c'e' scritto niente a riguardo.

2) si puo' facilmente verificare che il viola ricorre nella scenografia del programma: un po' bizzarro se non si volesse il viola per superstizione. non avrebbe senso

3) ticino online riprende quanto detto da una signora che aveva un vestito fucsia, non viola, che dice che una costumista le ha detto che e' per esigenze di programma, ma poi un oscuro addetto ai lavori dice invece che e' fazio.

4) e' stato fornito un link dove la littizzetto veste un vestito che ha ben piu' di una traccia di viola


5) la mia ricerca su google non ha sortito altri risultati attinenti alla notizia, che non siano il ticino online, questo articolo e copie di questo articolo su altri blog/siti.

Ora, siamo onesti: qualsiasi altro articolo scritto in questo modo avrebbe fatto ridere Paolo e sarebbe stato criticato, cosi' come sarebbe stata criticata qualsiasi testata che si fosse limitata a riportare tale articolo.

Ripeto: io non sto dicendo che la notizia e' falsa, non sto dando del bugiardo a Paolo. Sto dicendo che a pelle, l'articolo presenta parecchie lacune che paiono essere in contraddizione con quanto emerge da una banale ricerca online. Quindi, la sostanza dei miei interventi e' per dire che si predica benissimo, si razzola anche meglio, ma stavolta mi pare ci sia stato uno scivolone che meriterebbe ulteriori indagini e, al limite una rettifica. Perche' se e' vero che e' ticinonline che accusa fazio, e' pur vero che Paolo, sulla base di cotale articolo, ha espresso giudizi sulla trasmissione e sulla sua serieta'/coerenza. E siccome Paolo e' Paolo, il suo post e' stato gia' ripreso e amplificato da altri siti e blog e si sta diffondendo.
Tanto piu' la fonte e' solitamente accurata e famosa o fa presa sulle persone, tanto piu' i sui giudizi hanno peso e tanto piu' le sue parole dovrebbero essere caute in assenza di elementi certi. Non e' forse questa l'essenza del 90% dei contenuti di questo blog? :)

Replicante Cattivo ha detto...

Ehi, che è questa autocensura dei titoli? Non siamo mica sull'Ipad!

Eh, ma sai...io sono cresciuto con gli 883.
Quelli che infarcivano i testi di parolacce, però nel libretto (e nei loro videoclip-karaoke) scrivevano le xxxxxx perchè dicevano che certe parole erano più offensive da leggere che da ascoltare.

Inoltre ai tempi mi dissero -e non avendo il cd non ho mai potuto verificare- che Masini nel libretto scriveva "waffancoolo".

Un po' come Elio e le storie tese, che nel libretto esaltavano "la visione della FIBRA da vicino", ma nella canzone parlavano di tutt'altro :)

Mayday ha detto...

Il divieto di indossare capi viola io l'ho letto solo nel sito Ticinonline, quindi non mi sento di affermare che si tratti di un divieto di Chetempochefa, come dice Paolo.
L'articolo che fa notare questo divieto è nello stesso sito e parla di una signora a cui è stato fatto coprire un vestito fucsia, non che è stata fatta spogliare, o cambiare d'abito o che addirittura è stata costretta a rimanere fuori.
Quindi rimane da verificare:
-che il divieto provenga effettivamente dallo staff della trasmissione
-che la disavventura della signora, che non ha potuto sfoggiare il suo abito fucsia, sia legata a questo divieto
-che il divieto, se esiste, dipenda dalla superstizione del presentatore. Perché se così non è l'autore dell'articolo ha scritto cose false senza verificarle (mentre in questo blog si parla effettivamente solo della trasmissione, non di Fazio in particolare)

Anonimo ha detto...

poi vo a nanna: faccio notare che l'articolo titola:

fabio fazio fa spogliare una ticinese

poi si legge che
La povera signora è dunque costretta a coprirsi il suo elegante abito (che tra l'altro era più sul fuxia)

ma s'e' spogliata o no? ah... sti giornalisti che fanno i titoloni per catturare l'attenzione di chi legge..

Mayday ha detto...

Andrea Minoia,
ho scritto le stesse cose che avevi scritto tu prima di me ma non volevo plagiare il tuo intervento. Non l'avevo proprio letto :)

Alessandro ha detto...

@ Paolo Attivissimo

Credo che il tono dell'articolo andrebbe ridimensionato!

La Rai di vaccate ne fa davvero tante. Trovo controproducente concentrarsi su casi trascurabili come questo.

Basta googlare 30 secondi e si capisce subito che la redazione di Che tempo che fa (Fazio compreso) non ha nulla in contrario all'uso del colore viola in scena.

Ci sono immagini in cui l'intero studio è colorato di viola:

pavimento viola

sfondo e pavimento viola

qui addirittura la camicia di Saviano sembra essere viola, ma potrebbe essere un riflesso prodotto dalle luci

Insomma, mi sembra evidente che il viola può tranquillamente entrare in studio, semmai può avere senso che gli organizzatori chiedano di non vestirsi di viola, esattamente come gli organizzatori di certe feste chiedono di indossare la cravatta e in chiesa si chieda di non entrare in pantaloncini.

In questo caso mi sembra davvero che si possa parlare più di tradizione e di galateo che di superstizione vera e propria.

Doduz ha detto...

@myollnir
>> Noto che è stato presentato come "conduttore TV", non come "il nostro vicedirettore". :p

L'ho notato anch'io (http://www.youtube.com/watch?v=oYX4wrGaNuo da 1:15).
Forse si vergognano :D

Paolo Attivissimo ha detto...

Un addetto ai lavori.. una costumista.. eh beh, deve essere senz'altro vero

Mi sembra che si stia dimenticando che le dicerie non sono l'unica fonte. C'è l'ordine esplicito nella pagina di prenotazione biglietti su Ticinonline e anche in un altro articolo della stessa fonte.

Vero, non ho conferme indipendenti o di altre fonti, ma mi pare improbabile che Ticinonline s'inventi una storia del genere due volte. Ho scritto all'indirizzo per la gestione del pubblico (pubblico.chetempochefa chiocciola rai.it) chiedendo conferma o smentita e motivazioni eventuali.


Trovo controproducente concentrarsi su casi trascurabili come questo.

Guarda che qui non si sta concentrando nessuno. Ho scritto un trafiletto che segnala il fatto curioso e le sue implicazioni. Tutto qui.

Alessandro ha detto...

Guarda che qui non si sta concentrando nessuno. Ho scritto un trafiletto che segnala il fatto curioso e le sue implicazioni. Tutto qui.

Infatti io non mi riferisco al trafiletto e al fatto curioso (effettivamente molto curioso), ma alle "implicazioni" che hai segnalato.

Hai chiaramente presentato l'episodio come una contraddizione interna al programma e un segnale di ignoranza/superstizione, quando è piuttosto chiaro che il viola in studio entra a palate e che non bisogna essere superstiziosi per imporre regole di questo tipo: basta essere rispettosi delle più comuni norme di costume (nemmeno io mi vesto di viola quando vado a teatro, così come non mi vestirei di bianco a un funerale o di nero a un matrimonio)

A mio parere non sono questi i casi in cui la Rai mostra al pubblico i segni della sua decadenza...sotto ogni punto di vista.

Mayday ha detto...

A dire la verità le fonti sono:
1) un divieto riportato in una pagina di Ticinonline ove si prenotano viaggi a pagamento in cui è compresa la partecipazione (gratuita) alla trasmissione Chetempochefa, pagina che però non ha altro legame con la trasmissione stessa. Immagino che quelli di Ticinoonline mandano alla trasmissione i nominativi tramite l'indirizzo di posta riportato nel sito della trasmissione o in quello della Endemol e ricevano da loro conferma. Se il divieto deriva da chi risponde a questa mail, non è detto che lo staff della trasmissione ne sia a conoscenza, visto poi che lo studio è tutto una sinfonia delle innumerevoli sfumature di viola.
2) La frase di un non meglio specificato addetto ai lavori che contraddice quanto detto da una costumista e riferita a un evento che non c'entra nulla col divieto, a meno che non si siano dimenticati di dire che a qualcuno con indosso un capo viola sia stato impedito di entrare in studio

Forse in effetti le fonti sono un po' scarsine... io comunque ho scritto anche al conduttore, tanto per capire se lo staff della trasmissione sa di questo divieto e che cosa eventualmente ne pensi.
Se poi questo divieto esiste e se Fazio non ne sa nulla, magari possiamo fare in modo che sia revocato.

Lorenzo Breda ha detto...

@Accademia dei pedanti ♂
Un conto è la maleducazione che talvolta bisogna anche sopportare, un conto è ordinare ufficialmente alla maschera di un teatro di non fare entrare gli spettatori con capi viola.

Vallo a spiegare a tutti i locali ed eventi in cui non entri se non sei vestito in maniera adatta a ciò che si svolge dentro.

Ah, se non è sadica o dannosa, allora va incoraggiata.

Spiegami dove lo ho detto. Io qui sto criticando un post che già solo dal topic accusa Fazio di una cosa che molto probabilmente è falsa, solo perché altri sono superstiziosi nei confronti del viola. Quello che voglio far capire è semplicemente che nel mondo dello spettacolo non si tratta di una superstizione, ma di un costume. Poi oh, ognuno continui a credere ciò che vuole e a fondare critiche sul nulla, non è certo il mio problema principale, ora come ora.

Gli Studi della fiera di Milano non sono un teatro. E il pubblico in sala non è assimilabile né allo spettacolo teatrale né agli invitati al giuramento del Presidente della Repubblica.

Sono spettatori di uno spettacolo, analogamente a quelli di uno spettacolo teatrale. La differenza è che tra il pubblico ci sono delle telecamere.

Domani tutti a leggere "Antropologia e fenomenologia dei conduttori tv" di Claude Levy-Strass, edizioni Laterza!!!
Altrimenti poi facciamo commenti rozzi e impreparati, e Lorenza Breda ci sgrida.


Oltre ad aver sbagliato il mio nome, ti sfugge che non si studia necessariamente sui libri, ma come Paolo fa in altri campi, si chiede a chi ne sa. Non mi risulta, peraltro, che tu derida Paolo quando critica i giornalisti disinformati.

@Replicante Cattivo
Ah sì? Lo sai che Pavarotti era una persona superstiziosa e non voleva vedere alcun oggetto viola prima di uno spettacolo?
Ecchissenefrega, scusa, tu per questo dai del superstizioso a chiunque chieda di non avere abiti viola in scena?

Come mai un bellissimo mazzo di fiori viola diventa brutto se è collocato una scena? Per superstizione.
Ti ricordo che parlo di abiti. Non sono vietati oggetti viola in scena, e mai lo sono stati. Tra l'altro, stiamo parlando di un programma che, come fatto notare, fa ampio uso del viola nella scenografia.

Si sta basando una critica, tra l'altro riguardo la coerenza di una persona, sul nulla totale. Se vi piace, bene, ma questo blog di solito è di tutt'altro ordine...

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

@Lorenzo

Si sta basando una critica precisa e circostanziata: dato che questa scelta non è dovuta ad impedimenti tecnici, gli scenari sembrano essere soltanto due:

- la superstizione
- il popolo viola
ed entrambi paiono risibili.

Domenico ha detto...

Per qualche strano motivo mi è venuto in mente una cosa ovvia ma che sicutamente non ho mai visto trattato in alcun articolo: che danni fa il complottismo? Che danni fa inventare quelle storie dove si mettono gli ebrei dietro a complotti di ogni genere?
bè la storia ci mostra i danni del complottismo: i nazisti per credere in una bufala complottistica, che identificava gli ebrei in un improbabile complotto, finirono per massacrare brutalmente miglioli di ebrei.
Mi piacerebbe che qualcuno facesse un articolo su questo argomento, magari frenerebbe un pò il diffondere indiscriminato di certe idiozie complottistiche.

Mayday ha detto...

A dire la verità, pare che Pavarotti avesse rinunciato a cantare al Teatro Regio di Torino per via del soffitto viola. Non per un indumento.
Quindi chi è superstizioso credo non voglia niente di viola in scena, fosse anche il soffitto.
Immagino che Pavarotti non avrebbe mai messo piede nello studio di Fazio

Mayday ha detto...

ǚşå÷₣ŗẻễ,
qui di certo c'è solo il divieto riportato da Ticinonline nella pagina delle prenotazioni del viaggio organizzato
Questo divieto, ne convengo, è molto probabilmente dettato dalla superstizione, ma dalla superstizione di chi?
E questo divieto è mai stato fatto rispettare? Il caso riportato non ha proprio nulla a che fare con quel divieto, il legame l'ha insinuato in un secondo momento un addetto ai lavori (che lavori poi?)e l'autore dell'articolo che ha letto il divieto di cui sopra. Un cane che si morde la coda.
Servirebbe invece il caso di qualcuno vestito di viola a cui sia stato impedito di entrare.

Lorenzo Breda ha detto...

@ǚşå÷₣ŗẻễ
gli scenari sembrano essere soltanto due:

- la superstizione
- il popolo viola
ed entrambi paiono risibili.


Ce ne è un terzo, il fatto che nello spettacolo non si indossa il viola, ed è quindi più che normale che chi organizza una cosa del genere chieda di non indossarlo.

@Mayday
A dire la verità, pare che Pavarotti avesse rinunciato a cantare al Teatro Regio di Torino per via del soffitto viola. Non per un indumento.
Quindi chi è superstizioso credo non voglia niente di viola in scena, fosse anche il soffitto.


Ma Pavarotti e le sue superstizioni non c'entrano nulla. Qui si chiedeva solo di non indossare il viola, che a teatro e in TV è una richiesta assolutamente normale, che lo si sappia o no.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Adesso sarò additato come Blondet oppure come Hitler (così godwinizziamo e chiudiamo), ma sento di dire con forza che l'Olocausto non può e non deve essere trasformato dagli Ebrei ( o dallo Stato di Israele) come un salvacondotto eterno che giustifichi e renda inoppugnabile ogni loro comportamento o atto.

Tanto mi sentivo di dire e tanto, spero con rispetto, ho detto.

Anghelos ha detto...

ǚşå÷₣ŗẻễ

Più che Blondet o Hitler, questo è un argomento per Norman Finkelstein (su cui gli amici di Perle Complottiste hanno preso una sonora cantonata, accomunandolo ai sostenitori delle teorie del complotto).

Anonimo ha detto...

Per Lorenzo Breda

Un conto è la maleducazione che talvolta bisogna anche sopportare, un conto è ordinare ufficialmente alla maschera di un teatro di non fare entrare gli spettatori con capi viola.

Vallo a spiegare a tutti i locali ed eventi in cui non entri se non sei vestito in maniera adatta a ciò che si svolge dentro.


Locali in cui per principio non metto piede. Ma non è questo il punto.
Che esistano locali e circoli esclusivi, basati anche sull'abbigliamento, è lecito. Che una trasmissione in una tv di Stato possa fare sistematicamente selezione sulla base di un abbigliamento, no.

Ah, se non è sadica o dannosa, allora va incoraggiata.

Spiegami dove lo ho detto.


Diciamo che il tono era "se non è sadica o dannosa, non dà fastidio a nessuno". Altre letture non ne vedo. Il "va incoraggiata" era una provocazione mia, ma difendere un divieto irrazionale solo con l'argomento che non nuoce presta il fianco a molti attacchi.

Io qui sto criticando un post che già solo dal topic accusa Fazio di una cosa che molto probabilmente è falsa,

Non necessariamente Fabio Fazio, ma la Endemol, o la struttura di Raitre.

solo perché altri sono superstiziosi nei confronti del viola. Quello che voglio far capire è semplicemente che nel mondo dello spettacolo non si tratta di una superstizione, ma di un costume. Poi oh, ognuno continui a credere ciò che vuole e a fondare critiche sul nulla, non è certo il mio problema principale, ora come ora.

Puoi chiamarlo come vuoi: superstizione, costume, credenza, ethos: quando viene imposto dall'alto e senza spiegazioni, non è mai giustificabile.
Aggiungo che sono d'accordo con il ragionamento di Replicante Cattivo: se fosse davvero causa superstizione sarebbe più grave; mentre se si trattasse di pure questioni tecniche (che a me paiono implausibili), sarebbe stato meglio spiegare i motivi in due parole.

Gli Studi della fiera di Milano non sono un teatro. E il pubblico in sala non è assimilabile né allo spettacolo teatrale né agli invitati al giuramento del Presidente della Repubblica.

Sono spettatori di uno spettacolo, analogamente a quelli di uno spettacolo teatrale.


A me ricorda più un circo itinerante, guarda un po'. :-)
Ora, non so se in un teatro che riceve finanziamenti dallo Stato si possano imporre regole sull'abbigliamento degli spettatori. Ma in una tv pubblica, sicuramente, no. Nessuno farà mai una questione politica per una piccolezza del genere, ma questo comportamento ha un nome: discriminazione.

La differenza è che tra il pubblico ci sono delle telecamere.

...E che in genere a teatro e al circo il pubblico paga, mentre in tv non solo è gratuito, ma so che ci sono organizzatori per queste visite perché uno studio vuoto fa tristezza. Io, almeno, so cosi.

Oltre ad aver sbagliato il mio nome,

Ti faccio le mie scuse: è stato un errore di battitura. :-( Fa fede l'intestazione in grassetto Per Lorenzo Breda, che era corretta.
Ho già tirato le orecchie a persone che storpiavano il nome altrui.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Questo é perché gli amici di Perle Complottiste hanno, innegabilmente, una loro linea politica-filosofica. Il ché non è censurabile in sé stesso, ci mancherebbe, basta averne la cosapevolezza! :)

Mayday ha detto...

@ Lorenzo Breda
Forse mi sono espressa in maniera contorta, ma volevo dire la stessa cosa. Per quanto mi sembri stupida questa cosa (e sinceramente non posso escludere di essere andata a testro con qualcosa di viola), chi è superstizioso come lo era Pavarotti va ben oltre gli indumenti indossati.
Però addirittura vietare l'ingresso rientra a mio parere nella superstizione. Al matrimonio di una mia amica (vestita color champagne) un'invitata (sudamericana) era completamente vestita di bianco (era luglio e il bianco è il colore principe dell'estate) ma nessuno, pur criticando la scelta, ha pensato di cacciarla.

Fabio ha detto...

Sappiamo bene tutti che le superstizioni portano male...

Raffaele David ha detto...

Credo che alla fin fine, tutto si possa ridurre a due semplici considerazioni che poi ben si inquadrano nei discorsi generali che su questo blog spesso si affrontano e che nel corso di questa discussione si sono intrecciati più volte:

1. TUTTI hanno diritto alle loro abitudini, credenze religiose, piccole manie, superstizioni, rituali scaramantici e quant'altro. Pertanto se un attore non vuole vestirsi di viola quando va in teatro, si sente spinto a dire "merda,merda,merda" e tutte queste belle cose, perchè in questo modo si sente più sereno e felice, chi siamo noi per imporgli di non farlo?

MA

2. NESSUNO dovrebbe pensare di avere il diritto di imporre ad ALTRI determinati comportamenti in funzione delle sue personali convinzioni di cui sopra. Pertanto se uno spettatore, ossia il motivo per cui io faccio il programma o lo spettacolo, mi si presenta con un bel vestito viola come posso permettermi di costringerlo a cambiare vestito altrimenti lo caccio o non recito?

Analogamente se io mi voglio curare il mal di testa con gli effetti benefici dell'aria in scatola di Napoli saranno fatti miei ma quando IMPONGO tale cura a mia figlia, per esempio, ho passato il limite.

Detto alla romana: "se vuoi essere superstizioso fallo pure ma non mi rompere le scatole se non lo sono anche io."

Alessandro ha detto...

@ Raffaele David

NESSUNO dovrebbe pensare di avere il diritto di imporre ad ALTRI determinati comportamenti in funzione delle sue personali convinzioni di cui sopra

Trovo il tuo intervento completamente fuori tema.

Se a casa tua vuoi vestirti di viola dalla testa ai piedi, nessuno te lo impedirà, ma se vai in un luogo in cui tutti per tradizione evitano il viola (indipendentemente da quale sia il motivo), questi avranno il sacrosanto diritto di cacciarti a pedate, perché in quel caso saresti tu a voler imporre un tuo capriccio personale a tutti gli altri.

Se sei così convinto che sia sbagliato imporre regole di "etichetta" valide per tutti, prova a entrare in costume da bagno in un ristorante di alto livello...vediamo se ti accolgono a braccia aperte o se chiamano la Polizia!
Se chiamano la Polizia, la superstizione non c'entra nulla...te lo assicuro...

Si sta davvero facendo troppo rumore per nulla con questa discussione!

Anonimo ha detto...

@ Paolo

suvvia, pare improbabile che ticinoonline si inventi una storia del genere. E allora invece repubblica, il corriere e le altre testate invece? lo sai benissimo che non serve inventare di sana pianta, basta scrivere per fare sensazionalismo, e il titolo dell'articolo del ticino e' il classico titolo che richiama l'attenzione e non c'entra niente con quanto e' successo, anzi... e' proprio FALSO e il titolo viene sbugiardato dall'articolo.

Punto due, a quanto ho capito NON sono due fonti indipendenti. A quanto ho capito NON sai chi e perche' ha riportato tale divieto. Puo' essere un dvieto che serve per ragioni tecniche, visti i fondali dello studio, che e' poi stato travisato dalla signora.

Poi scusa, tu hai due fonti collegate e un po' bizzare nei contenuti (almeno una lo e'), su internet non si trova niente che suffraghi tali notizie, eppure sparari a zero su chi si fa paladino della cultura intelligente e poi e' superstizioso senza aspettare a pubblicare a dopo la risposta della endemol italia, o fare una verifica? andiamo non nascondiamoci dietro quel dito che di solito hai sempre puntato verso gli altri.

Ultimo... ma la signora il vestito l'aveva fucsia non viola! e, come il viola, il fucsia ricorre neli fondali dello studio che, imho, sono fatti al computer. Se fosse cosi', una ragione tecnica potrebbe esserci.

giovanni ha detto...

Mi piace pensare che la vera motivazione del divieto sia un omaggio al grandissimo Beppe Viola, splendido giornalista Rai/comico/paroliere scomparso ormai da tempo. Dopo di lui, nessun altro viola.
;-)

Ruggio81 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paolo Attivissimo ha detto...

l'Olocausto non può e non deve essere trasformato dagli Ebrei ( o dallo Stato di Israele) come un salvacondotto eterno

La porta è aperta, non c'è bisogno di sfondarla :-)

Ruggio81 ha detto...

Fino a poco tempo fa ero iscritto al Fan Club di Laura Pausini, che organizza anche la partecipazione dei fans a queste trasmissioni televisive.

Vi posso confermare che, quando la Pausini andava a "che tempo che fa", ai fans invitati veniva proibito di vestirsi di viola. Pensavo ad un motivo tecnico ma non avrei mai pensato che fosse per scaramanzia.

Se volete ho ancora le mail di richiesta di partecipazione (gli inviti venivano poi sorteggiati dato il numero di richieste) dove viene indicato il divieto.

Ciao*.*

Paolo Attivissimo ha detto...

Ruggio81,

Se volete ho ancora le mail di richiesta di partecipazione (gli inviti venivano poi sorteggiati dato ik numero di richieste) dove viene indicato il divieto.

Sì, grazie!

Anonimo ha detto...

http://www.clipscorner.net/didattica/la-regia-dei-programmi-tv-4.html

si parla di regia e si analizzano 4diversi programmi. al paragrafo Musica scenografia luci, si legge:

"Un’altra osservazione la facciamo riguardo alle luci e ai colori dei vari studi. La scenografia e la fotografia sono molto importanti per sottolineare l’atmosfera o la drammaticità, la serietà dei temi trattati. Lo studio di “Ricomincio Da Qui” è rosa e azzurro, a sottolineare atmosfere affettuose e intime, la luce è diffusa; apparentemente simili sono i colori di [b]“Che Tempo Che Fa”, ma c’è una prevalenza di viola[/b], un colore che richiama l’intrigo, che sottende una certa ironia, ironia profusa a piene mani dal conduttore, lo studio è illuminato da luci diffuse e da qualche faretto multicolore diretto verso il pavimento.

Secondo me, la ragione del divieto di vestirsi di viola, quando sei nel pubblico (perche' la Littizzetto s'e' vestita di viola), dipende da esigenze di sceneggiatura

Ruggio81 ha detto...

Mail inviata Paolo :)

Ciao*.*

LeIntrovabili ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
LeIntrovabili ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Per Andrea Minoia

http://www.clipscorner.net/didattica/la-regia-dei-programmi-tv-4.html

[...]apparentemente simili sono i colori di [b]“Che Tempo Che Fa”, ma c’è una prevalenza di viola[/b], un colore che richiama l’intrigo, che sottende una certa ironia, ironia profusa a piene mani dal conduttore, lo studio è illuminato da luci diffuse e da qualche faretto multicolore diretto verso il pavimento.

Secondo me, la ragione del divieto di vestirsi di viola, quando sei nel pubblico (perche' la Littizzetto s'e' vestita di viola), dipende da esigenze di sceneggiatura


Anche se a me come motivazione pare implausibile, sarebbe bello se fosse veramente così.
Riprendo l'argomentazione di Replicante Cattivo: se a una mostra di gatti c'è un divieto di far esibire quelli neri, la cosa lascerà sgomenti molti e solleverà polemiche. Se si dice subito che i gatti neri saranno esibiti in una mostra a parte, la musica cambia.
Se è come dici tu, due righe di spiegazione nel comunicato non guastavano certo. :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Ho ricevuto le mail di Ruggio, che confermano quanto detto da Ticinonline sull'esistenza del divieto (non sulle sue motivazioni).

Da un altro Mondo ha detto...

Do i miei "2 cents".
Io ho partecipato a "Passaparola" nel 2004 e 2005: il pubblico non aveva divieti particolari (anche perchè era praticamente al buio e quindi invisibile), noi concorrenti avevamo il divieto di vestirci di bianco o colori molto chiari perchè nella "ruota finale" risultavamo al centro di un cerchio formato dalle lettere dell'alfabeto di colore bianco e si sarebbe confuso. C'era poi il suggerimento di non vestirsi di verde perchè "sbatte" e fa sembrare un po' lividi, per il resto uno poteva vestirsi come voleva.
Al mattino portavamo i nostri vestiti alla costumista che decideva gli abbinamenti per le tre edizioni che venivano registrate ogni pomeriggio: una volta sola la mia roba è stata scartata, ma soltanto perchè messa (e vista!) troppe volte, e mi hanno prestato una maglietta (che poi purtroppo ho dovuto restituire, sigh! era bellissima)
Non ricordo niente a proposito del viola, anzi un paio di volte ho indossato camicette di questo colore senza che nessuno facesse una piega.

Anonimo ha detto...

Per Alessandro

NESSUNO dovrebbe pensare di avere il diritto di imporre ad ALTRI determinati comportamenti in funzione delle sue personali convinzioni di cui sopra

Trovo il tuo intervento completamente fuori tema.

Se a casa tua vuoi vestirti di viola dalla testa ai piedi, nessuno te lo impedirà, ma se vai in un luogo in cui tutti per tradizione evitano il viola (indipendentemente da quale sia il motivo), questi avranno il sacrosanto diritto di cacciarti a pedate, perché in quel caso saresti tu a voler imporre un tuo capriccio personale a tutti gli altri.


No. Le trasmissioni di Fabio Fazio sono su un'emittente pubblica, non si può escludere a capriccio chi si veste in un modo o in un colore, fatta salva la pubblica decenza.

Se sei così convinto che sia sbagliato imporre regole di "etichetta" valide per tutti, prova a entrare in costume da bagno in un ristorante di alto livello...vediamo se ti accolgono a braccia aperte o se chiamano la Polizia!

Se è per questo in qualsiasi ristorante, tranne forse quelli ubicati proprio sulla spiaggia. Fuori dalla zona balneare, in Italia, non si potrebbe proprio circolare in costume da bagno: che sia viola o meno :-)
Ma non è un divieto stabilito dalla Rai.

gfranza ha detto...

Quando lavoravo in RAI (1980) il colore bandito era il verde, come a teatro.
Ma magari ero daltonico ;-)

Giovanni

Turz ha detto...

@Paolo Attivissimo:
Ho scritto all'indirizzo per la gestione del pubblico (pubblico.chetempochefa chiocciola rai.it) chiedendo conferma o smentita e motivazioni eventuali.

Ecco, probabilmente in questo caso sarebbe stato più cauto prima scrivere a quell'indirizzo e poi pubblicare l'articolo (dopo la loro conferma) o un articolo ben diverso (dopo la loro eventuale smentita).

Camicius ha detto...

Quello che in questa faccenda stona, secondo me sono 2 punti:
- ok per il "divieto" (anche se la signora è stata fatta entrare, con un "copriabito" fornito dalla produzione), due fonti indipendenti ci sono, ma manca una fonte attendibile sulle motivazioni. L'unica fonte è un oscuro tecnico che ha riferito a una altrettanto oscura figura che il motivo era la superstizione di Fazio, e questo mi sembra un po' pochino
- il fatto che per tradizione non si gradiscano (con vari gradi, dipendenti dall'intelligenza delle persone) capi di colore viola a teatro, c'entra poco o nulla con la superstizione. Non si portano perché ricordano tempi in cui quando tutti portavano capi viola, i teatranti facevano la fame.

Questo, ovviamente, IMHO...

So' L'enigmista ha detto...

PS

La norma riguardante il capo viola per me va interpretata così: se lavori per Barbapapà e lui è il tuo capo, non può venire con te in trasmissione. :-D


Barbapapà è rosa, può entrare, il problema è per sua figlia Barbabella.

So' L'enigmista ha detto...

Mia Martini e Marco Masini non ci sono riusciti, invece.

Il problema non è Marco Masini, è il "raggio Masini" ! O.B. One Per Hobby aiutaci tu!

So' L'enigmista ha detto...

Avevo letto tanto tempo fa da qualche parte che una volta Nino Manfredi avrebbe recitato (in un film? a teatro?) vestendosi sempre di viola per dimostrare che non credeva alla superstizione: vero o bufala? L'unico collegamento che ho trovato tra Manfredi e il viola è questo ma qui si parla di cravatte e delle superstizioni di Wanda Osiris, non c'entra un tubo...

Paolo Attivissimo ha detto...

probabilmente in questo caso sarebbe stato più cauto prima scrivere a quell'indirizzo e poi pubblicare l'articolo

Sicuramente. Ho pubblicato quando ho ritenuto di avere indizi sufficienti.

Non stiamo parlando di alieni o di banconote di valore milionario in euro, ma di uno scenario ben più plausibile e normale. L'esigenza di verifiche è proporzionata alla (non) straordinarietà dell'evento.

So' L'enigmista ha detto...

Non è che il colore viola può causare problemi all'immagine in televisione? (riflessi, disturbi o quant'altro).

Sapevo del rosso. Infatti l'incommensurabile Neil il Grande Artista racconta di aver avuto i suoi bravi problemi visto che si ostinava a volersi vestire di rosso in TV...

Turz ha detto...

@Camicius:
- il fatto che per tradizione non si gradiscano (con vari gradi, dipendenti dall'intelligenza delle persone) capi di colore viola a teatro, c'entra poco o nulla con la superstizione.

Anche se fosse per "tradizione", sarebbe comunque una tradizione che oggi non ha (più?) un motivo razionale. Ciò che Paolo giustamente (assumendo che la notizia venga confermata) contesta è che proprio coloro che si fanno paladini del razionalismo, che prendono in giro le pseudoscienze, ecc. poi vengano colti a far rispettare una vecchia tradizione irrazionale.

E no, non è come l'invitata a un matrimonio che si veste di bianco: lì c'è il rischio che i biscugini dello sposo vadano a fare gli auguri a lei anziché alla sposa vera. Mi sembra più come il non poter entrare in chiesa con le maniche corte. Ripeto: in chiesa.

E ripeto quanto detto a pagina 30 del Thread Epico: per me ognuno può imporre le regole che vuole all'interno della propria "giurisdizione".
Quello che si contesta qui non è la regola in sé, ma l'incoerenza tra il predicare (chi viene esaltato / preso in giro in CTCF) e il razzolare (con quali criteri si può entrare a vedere CTCF).

So' L'enigmista ha detto...

concordo in pieno, secondo me il motivo è di folklore, non di ideologia o altro. Io stesso ho fatto teatro per anni, ed evitavo il viola, battevo il copione quando cadeva a terra, non nominavo mai il famoso dramma di Calderon, ecc. Ovvio che non ci credevo, ma lo consideravo parte del "linguaggio" dell'ambiente :-)

Non sapevo di Calderon, per quale motivo non andrebbe nominato? Io sapevo che non bisogna nominare la Tragedia Scozzese dello Scuotilancia (forse perché parla di streghe e simili?). Mitica la scena dei Simpson in cui Homer la nomina di continuo e il povero Sir Ian McKellen viene ripetutamente colpito da fulmini!

So' L'enigmista ha detto...

Yari:
Qualcuno ha già tirato in ballo il nazismo per caso? XD

Paolo:
Sì, tu in questo momento :-)

Niente paura, il Thread Epico ci ha insegnato una cosa importante: l'idea che la Legge di Godwin ponga fine ai thread è solo una leggenda!

Turz ha detto...

@Paolo Attivissimo:
Non stiamo parlando di alieni o di banconote di valore milionario in euro, ma di uno scenario ben più plausibile e normale. L'esigenza di verifiche è proporzionata alla (non) straordinarietà dell'evento.

Diciamo allora che hai fatto una scommessa, in cui però la probabilità di vincere è piuttosto buona :-)

Camicius ha detto...



Anche se fosse per "tradizione", sarebbe comunque una tradizione che oggi non ha (più?) un motivo razionale. Ciò che Paolo giustamente (assumendo che la notizia venga confermata) contesta è che proprio coloro che si fanno paladini del razionalismo, che prendono in giro le pseudoscienze, ecc. poi vengano colti a far rispettare una vecchia tradizione irrazionale.

è quell'assunto, che secondo me stona. Sicuramente è vietato il viola, ma non si sa per quale motivo, o per lo meno non si sa ancora.

E no, non è come l'invitata a un matrimonio che si veste di bianco: lì c'è il rischio che i biscugini dello sposo vadano a fare gli auguri a lei anziché alla sposa vera. Mi sembra più come il non poter entrare in chiesa con le maniche corte. Ripeto: in chiesa.

Al Quirinale non entri se non hai il vestito o l'abito talare. Togliamo anche questa limitazione?

E ripeto quanto detto a pagina 30 del Thread Epico: per me ognuno può imporre le regole che vuole all'interno della propria "giurisdizione".

Mi sembra che lo staff di un programma possa sentirsi all'interno della sua "giurisdizione", applicando questa regola.
Nel senso, non si sta vietando l'ingresso alle donne o ai neri, ma si preferisce che la gente non sia vestita di viola, e ci si adopera perché comunque possa assistere alla registrazione dello spettacolo.
Non riesco proprio a vedere qual è il problema.

So' L'enigmista ha detto...

Sempre per Enrico Francese: anch'io ho fatto un po' di teatro, molto amatoriale certo (@Turz lo Sgamatore: eh eh questa ti mancava su di me, eh? Non la troverai da nessuna parte su Internet... almeno spero!), nessuno ha mai nominato queste usanze, curioso! Si vede che era PARECCHIO amatoriale ;)

Anonimo ha detto...

Permettimi Paolo, ma il tono dell'articolo mina, e nemmeno troppo velatamente, la serieta' di una trasmissione di successo e spesso equilibrata. la necessita' di verifica non dipende solo dalla (non) importanza di una notizia, ma dipende anche da chi la notizia la riporta. Se tu sei considerato nel panorama internettiano, se la gente sa che operi in maniera accurata, allora prendera' per oro colato e acriticamente quanto le tue ditina scrivono: "Eh, l'ha detto Attivissimo, figurati... sti cialtroni".
La prova? fai una ricerca e vedi in quanti siti e blogs il tuo articolo e' stato riportato in maniera acritica.

Ora, ti sei infervorato (giustamente) per qualcuno che metteva in dubbio le prestazioni di Cancellara sulla base di quanto detto da CAssani, che ha saputo da uno che non si puo' nominare che.... Si e' parlato di diffamazione di un personaggio importante, pubblico, si pretendevano conti da ingegnere per sto motore elettrico da Cassani e da chi diffuse il video, etc.

Chiedo Cassani non e' autorevole in materia? perche' inventare di sana pianta tutto? perche' allora il riportare quanto dice e' grave se non si fanno verifiche?

Sostituisci a Cassani Ticinonline, al divulgatore sostituisci Attivissimo e hai la stessa situazione.
Il Ticino accusa fazio, sulla base di un non meglio specificato informatore, e tu decidi che l'informatore, al contrario di quanto sostenuto dalla costumista, debba essere attendibile e quindi entro a gamba tesa con la superstizione. Questo mina la credibilita' dello staff di una trasmissione di successo. In che modo questo tuo approccio e' diverso da quello di chi ha postato e diffuso il video sulla vicenda Cancellara?
Solo dopo aver pubblicato, hai iniziato a cercare conferme, e questo, data la tua posizione nel panorama internettiano e fama, non te lo puoi permettere, anche se la notizia e' poco piu' che un fatto di costume. Non te lo puoi permettere perche' accusi, smascheri e ridicolizzi chi fa quanto hai fatto tu in questo articolo.

Magari hai ragione, non discuto su questo, magari il divieto esiste per superstizione o per TRADIZIONE INNOQUA e FOLKLORISTICA (cosa spesso demonizzata qui come origine di tutti i mali... sic!). Ma permettimi di farti notare le mie perplessita' sul metodo usato per questo articolo.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Lorenzo Breda
"Ah sì? Lo sai che Pavarotti era una persona superstiziosa e non voleva vedere alcun oggetto viola prima di uno spettacolo?"

Ecchissenefrega, scusa, tu per questo dai del superstizioso a chiunque chieda di non avere abiti viola in scena?


SI'
Perchè nel momento in cui non viene stabilita una motivazione tecnico-logistica al divieto di tale colore, non è altro che una superstizione o un rimando ad essa.

Se mi vieti il viola (o un qualsiasi altro colore) perchè stona con i fondali e le luci, la motivazione ha senso.
Se mi vieti il viola perchè, in qualche modo, fa pensare a qualcosa di triste (un tavolo con na tovaglia viola fa pensare agli ornamenti di un funerale) ci può stare, esattamente come non è opportuno che un'invitata ad un matrimonio si vesta di bianco o con i colori del Brasile.

Ma se mi vieti il viola perchè, a causa di una superstizione, qualcuno pensi che sia un colore che "sta male" in scena, allora non si fa altro che perpetrare questa superstizione, cambiandole solo di nome.
E' come quanto una persona vede un gatto nero e si tocca le palle dicendo "non ci credo, ma lo faccio lo stesso". Questa persona è più superstiziosa di chi lo ammette candidamente?

E comunque hai decontestualizzato la mia frase. Io citavo Pavarotti perchè tu mi hai chiesto che danni poteva fare la superstizione: bene, ci sono tanti artisti famosi che, davanti ad un oggetto viola, sono in grado di annullare uno show o mandare nei casini intere organizzazioni.

Ti ricordo che parlo di abiti. Non sono vietati oggetti viola in scena, e mai lo sono stati.

Tu parli di abiti, altri non vogliono in scena oggetti viola, altri ancora non vogliono il soffitto viola. Come vedi non esiste una regola universale in quella che tu chiami "tradizione".
Tu probabilmente definirai superstizioso chi addirittura si lamenta del soffitto del teatro.
E allora devi accettare di essere definito superstizioso da parte di chi accetterebbe un'intera compagnia teatrale vestita di viola.

Ma Pavarotti e le sue superstizioni non c'entrano nulla. Qui si chiedeva solo di non indossare il viola, che a teatro e in TV è una richiesta assolutamente normale, che lo si sappia o no.

E' "normale" esattamente come toccarsi le palle quando si vede un gatto nero, gettare il sale alle spalle quando si rovescia la saliera (fatelo a casa d'altri, mi raccomando...) o incazzarsi se ci fanno gli auguri prima di un esame.
Ovvero è un comportamentoa assolutamente insensato e privo di qualsiasi utilità; e nel momento in cui diventa una sorta di obbligo da rispettare anche quando risulta inopportuno o maleducato (vedi il gesto di toccarsi o gettare il sale) trattasi di mera superstizione.
Il fatto che un attore decida in partenza di non indossare volontariamente un abito viola è un auto-condizionamento generato da una superstizione.
Se poi questo condizionamento viene riversato anche su altri (un attore/spettatore/tecnico a cui viene impedito di indossare quel colore) vuol dire che siamo tornati in pieno medioevo, anche se qualcuno dice che le superstizioni non fanno male a nessuno...

Turz ha detto...

@So' L'enigmista:
Niente paura, il Thread Epico ci ha insegnato una cosa importante: l'idea che la Legge di Godwin ponga fine ai thread è solo una leggenda!

È una stupida superstizione :-)
La Legge di Godwin in sé invece è un teorema socio-matematico facilmente dimostrabile come corollario del Teorema della Scimmia Instancabile.

Faccio anche notare che il vero godwinizzatore "naturale" del thread è stato Domenico, quando ha detto:

bè la storia ci mostra i danni del complottismo: i nazisti per credere in una bufala complottistica, che identificava gli ebrei in un improbabile complotto, finirono per massacrare brutalmente miglioli di ebrei.

Nota accademicopedante: non avevo mai visto scrivere così la parola "milioni" :-D

Ruggio81 ha detto...

Segnalo che ho trovato un altra conferma. Secondo il newsgroup it.fan.musica.battiato, in occasione della visita del cantante alla trasmissione, era specificata la stessa richiesta.

La discussione qui:
http://groups.google.it/group/it.fan.musica.battiato/browse_thread/thread/be29cb96d4494582/4e904c00a50d8a92?hl=it&ie=UTF-8&q=%22fabio+fazio%22+superstizioso

Paolo Attivissimo ha detto...

Andrea,

Sostituisci a Cassani Ticinonline, al divulgatore sostituisci Attivissimo e hai la stessa situazione.

No, non è la stessa situazione. Nel caso Cancellara, si teorizza un dispositivo dalle proprietà straordinarie che nessuno ha finora mai documentato. E si fanno accuse di frode sportiva gravissime nei confronti di una persona precisa. Prima di fare accuse del genere ci vogliono prove schiaccianti.

Nel caso CTCF, ci sono (ora) due fonti indipendenti che documentano che il viola è tassativamente proibito. Non stiamo parlando di un fenomeno mai visto: il viola è notoriamente associato alla superstizione teatrale. E vorrei sottolineare che ho volutamente evitato di fare nomi specifici, cosa che invece Ticinonline ha fatto (assumendosene la responsabilità).

Mi sembra che ci siano differenze più che abbondanti.

Paolo Attivissimo ha detto...

Ah, dimenticavo: non si può paragonare un'accusa di frode sportiva con quella di fare gli intellettuali ma poi toccare cornetti antisfiga.

Turz ha detto...

@Camicius:
Al Quirinale non entri se non hai il vestito o l'abito talare. Togliamo anche questa limitazione?

Non mi pare che sia un posto dove ci si vanti di essere moderni e di criticare liberamente l'establishment.

@So' L'enigmista:
anch'io ho fatto un po' di teatro, molto amatoriale certo (@Turz lo Sgamatore: eh eh questa ti mancava su di me, eh? Non la troverai da nessuna parte su Internet... almeno spero!)

Allora non avevo tutti i torti quando ti paragonavo a Lon Chaney :-)
Ma ora non sei più un attore, sei un agente ;-)

Anonimo ha detto...

Per Andrea Minoia

magari il divieto esiste per superstizione o per TRADIZIONE INNOQUA e FOLKLORISTICA

Se è innoqua, può fare morti e feriti. Prima vittima, la lingua italiana.

Luca ha detto...

Penso di poter parlare di questo argomento con un po' di "competenza", visto che a tempo perso sono attore teatrale, cinematografico (amatoriale) e ho un passato da musicista.
Sul periodo musicale sorvolo, visto che avevo un chitarrista daltonico e la sua fender stratocaster (secondo lui) verde mare, era in realtà un bel viola acceso... per la cronaca sono stati anni pieni di successi e soddisfazioni... sempre con la chitarra viola...
Sul periodo teatral-cinematografico invece posso dire che non è superstizione, ma semplicemente rispettare una tradizione che non si chiama galateo, ma se venisse scritto l'equivalente del galateo dello spettacolo, questa norma ci finirebbe subito.
Non sono superstizioso, per niente, ma prima di ogni spettacolo mi riunisco a cerchio con gli altri attori e con una mano sopra l'altra gridiamo "merda merda merda!". Anche questo è tradizione, infatti l'espressione "tanta merda" è l'equivalente di "in bocca al lupo"... e nessuno vorrebbe davvero finire in bocca al lupo! Ma non vedo nessun invettiva contro l'"in bocca al lupo".
Tutti abbiamo i nostri ritmi, le nostre piccole intime "tradizioni", abitudini. E il mondo dello spettacolo è un microcosmo che se ne è create di sue, cercando con queste piccole (paolo metti un nome tu) con la voglia di non perdere il contatto con quel teatro antico che è il suo papà.

Turz ha detto...

Nel link postato da Ruggio81 si legge, fra le altre cose, un ottimo riassunto di molti dei commenti di ieri/oggi:

Purtroppo è vero. Sono le stesse stronzate per cui si diceva che Mia
Martini portasse male. Dà particolarmente fastidio che in questa
robaccia caschi anche un sedicente progressista-illuminista come
Fazio. Io, comunque, qualcosa di viola se andassi alla trasmissione la
indosserei, fossero anche le mutande. Solo per sfregio a Fazio.

26 Nov 2009, 16:26

vale56 ha detto...

OT

Altra vaccata di repubblica, in questo articolo il titolo dice:
San Francisco, sui cellulari
l'etichetta rischio radiazioni
La città californiana è la prima al mondo che per consentirne la vendita a imporre l'obbligo di indicare il livello radioattivo e le sue conseguenze per il consumatore



Fine OT
Secondo voi PAOLO PONTONIERE sa la differenza tra radiazioni e Radioattività?

lufo88 ha detto...

Posso spezzare mezza lancia in favore delle superstizioni? A mio parere finché non condizionano la vita di una persona sono anche cose simpatiche, al limite delle consuetudini tra le persone, come salutarsi. A meno che non ci siano crocifissioni o roghi o perdite di tempo e denaro il problema non si pone.
Tanto più che il sottoscritto è un superstizioso al contrario, ovvero l'unica volta che ho giocato al superenalotto ho messo 13, 17 e 5 (porta iella in Cina mi pare), se posso, apro l'ombrello nei luoghi chiusi, mi faccio attraversare apposta la strada dai gatti neri, i gufi sono animali simpaticissimi per me ecc ecc. Se non ci fossero mi divertirei di meno nel prendere in giro gli altri :-D

Dal mio punto di vista l'avrei messo tra le notizie che non sono mai potute diventare articoli, più di un paragrafo la storia non meritava (anche se il *divieto* di portare vestiti è semplicemente ridicolo).

Gian Piero Biancoli ha detto...

"in un programma come Che Tempo Che Fa che più di una volta ha dileggiato le pseudoscienze"

è più che altro un programma per chi deve vendere un libro o un CD o sponsorizzare un proprio film al cinema...

Anonimo ha detto...

Per Camicius

Sicuramente è vietato il viola, ma non si sa per quale motivo, o per lo meno non si sa ancora.

Aspettiamo che arrivi la risposta di CTCF. Il divieto riguarderebbe il pubblico ma non Luciana Littizzetto, a giudicare da alcune immagini di repertorio. Un bell'esempio di uno staff di una trasmissione tv forte con i deboli e debole con i forti. :-|

Al Quirinale non entri se non hai il vestito o l'abito talare. Togliamo anche questa limitazione?

Il vestito? Caso mai il completo di giacca e cravatta, il vestito è anche quello che indossa un hip hop. Per inciso l'obbligo di cravatta è stata abolito al parlamento tre anni fa, e forse anche al Quirinale.
Non sono situazioni paragonabili: nei luoghi e nelle residenze ufficiali si entra per ragioni ufficiali (è obbligatoria la giacca e cravatta anche per le visite guidate al Quirinale delle scolaresche? non credo proprio). Di tutt'altro tenore è una trasmissione come CTCF, con comici estrosi e ospiti di ogni tipo.

E ripeto quanto detto a pagina 30 del Thread Epico: per me ognuno può imporre le regole che vuole all'interno della propria "giurisdizione".

Mi sembra che lo staff di un programma possa sentirsi all'interno della sua "giurisdizione", applicando questa regola.
Nel senso, non si sta vietando l'ingresso alle donne o ai neri, ma si preferisce che la gente non sia vestita di viola, e ci si adopera perché comunque possa assistere alla registrazione dello spettacolo.


Le cose non stanno proprio così: anche se tutti quanti lavorano a una trasmissione (autori, tecnici, truccatori, addetti stampa) sono responsabili nel loro ambito, la trasmissione Rai non è casa loro. La Rai è ancora tv di Stato. Possono imporre una serie di regole e di limitazioni che siano dovute a questioni tecniche, come qualcuno ha già proposto. Ma non imporre una superstizione, scrivendo nero su bianco.

Non riesco proprio a vedere qual è il problema.

Bene, si spera che il sottoscritto e Replicante Cattivo e Paolo Attivissimo e altri te lo abbiano illustrato, ora.

Anonimo ha detto...

Per Gian Piero Biancoli

"in un programma come Che Tempo Che Fa che più di una volta ha dileggiato le pseudoscienze"

è più che altro un programma per chi deve vendere un libro o un CD o sponsorizzare un proprio film al cinema...


Preparati a un processo con molti PM: per aver scritto cose appena più specifiche in un altro articolo, sono stato subissato di critiche. :-)

Turz ha detto...

@Gian Piero Biancoli:
è più che altro un programma per chi deve vendere un libro o un CD o sponsorizzare un proprio film al cinema...

C'era un altro thread dove sostenevo proprio questa teoria: Accademia dei pedanti probabilmente si ricorda ancora qual è.

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