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2010/06/09

“Repubblica” colta a usare i traduttori automatici. E pure male

Repubblica: perché sapere le lingue? Tanto c'è il traduttore automatico


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "ranieri" e "franz" e alla segnalazione di RobertGh*.

Questa schermata di Repubblica, tratta da qui, rivela il metodo di lavoro altamente professionale utilizzato dalla redazione: invece di sapere almeno l'inglese, i suoi giornalisti usano i traduttori automatici. E li usano anche male. Prendono la notizia in inglese, la danno in pasto al traduttore automatico, e pubblicano qualunque cosa ne venga fuori. Senza neanche pensarci su, evidentemente. Osservate attentamente la schermata qui sotto (immagine e didascalia). Se siete increduli, ascoltate anche l'audio del servizio.


La nonnina supersportiva australiana viene chiamata Dorothy De Basso da Repubblica. Lontane origini italiane? Macché. Guardate come si firma sulla racchetta. Dot (diminutivo di Dorothy) De Low.

E a noi chiedono di delegare a questi mestieranti il compito di informarci su quello che succede nel mondo. Pagandoli per questo privilegio. Spiritosi.

125 commenti:

Luigi Rosa ha detto...

A quando un articolo su repubblica intitolato "Il server di traduzione non e' disponibile in questo momento"?

Gian_Ibanez ha detto...

ahahaha epic fail

Caffeine Lack ha detto...

Veramente, gente di infimo livello...

Anonimo ha detto...

:D
senza parole
grosse grasse risate

oscar ha detto...

Paolo
ultimamente hanno molti problemi con la traduzione :)

L'economa domestica ha detto...

Ricordo con terrore "Così fan tutte" tradotto come "Così ventaglio tutte". Povero Gottlieb!!!

theDRaKKaR ha detto...

ridicoli cialtroni

alessandro ha detto...

muhahah, non ci credo X°D

theDRaKKaR ha detto...

@econome

scusa dove??!?!?!

Manuel ha detto...

Io in questi quotidiani online trovo sempre errori di battitura e non solo, basterebbe fare copia incolla su word e guardare dove è sottolineato in rosso...

0disse0 ha detto...

il servizio, pari pari tradotto male, e' andato in onda anche sul Tg1 di mezzogiorno. E poi dovrei pure pagare il canone ... mah!?

Alessandro Pilotto ha detto...

Dear Paul Very Active, I do not see what's strange to use automatic translators...

Rodri ha detto...

Buahuhauhauhauhauhauhauhuhauhauaha!!!

Loris ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Loris ha detto...

Veramente incredibile !
La cosa più assurda è sono riusciti a sbagliere le poche cose che hanno scritto a mano. Nell'articolo di Repubblica viene scritto che la cenenaria "De Basso" ha perso in Cina contro la padrona di casa, la 91enne Matsuoka.
Peccato che la Matsuoka (come lascia intendere anche il nome) non sia cinese ma giapponese.

In questo sito potete trovare l'aricolo della CBS e soprattuto il divertente filmato della sfida con l'arzilla vecchietta.

http://www.kmov.com/video/featured-videos/100-year-old-woman-sweeps-ping-pong-tournament-in-China-95920679.html

Giornalisti di Repubblica, con il ping pong è andata male...datevi all'ippica!

theDRaKKaR ha detto...

@ale p

Dear Paul Very Active, I do not see what's strange to use automatic translators...

se ti consola Attivissimo lo interpretano "molto attivo" in molti e senza bisogna di nessuna traduzione O_o

TNT ha detto...

Se siete increduli, scattisi qui!

Denis ha detto...

ciao paolo scusa se vado OT ma volevo solo accertarmi che tu abbia visto questo:
http://faceinspace.nasa.gov/index.aspx

the job hunter ha detto...

Those so-called journalists offend the language of Giving Alighieri :-P

abeaS ha detto...

Il nome intero di Dante era Durante, quindi possiamo tradurlo come While Alighieri...

mattia ha detto...

Paolo, il problema è semplice: quando provano a tradurre "a mano" generano cappellate anche peggiori.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Those so-called journalists offend the language of Joseph Littlehungarians :P

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Those so-called journalists offend the language of Alexander Bigsteers :D (questa è ancora meglio della precedente, ma non so se l'ho tradotta correttamente :P)

Giovanni ha detto...

ciao, questo post mi ha ricordato un altro strafalcione che notai un bel po' di tempo fa, sempre da repubblica:
http://tinyurl.com/2wtl9cr

Nella didascalia si parla di "distrofia di Rod e Cone", come se Rod e Cone fossero due persone, mentre in realtà "cones" e "rods" non sono altro che "coni" e "bastoncelli" della retina! :D:D

martinobri ha detto...

Those so-called journalists offend the language of Giving Alighieri

And the one of Alessandro Big-Beef too

Teodoro Di Stasi ha detto...

Muahhhhhhh, non ci posso credere!!!! Non ci posso credere!!! Eppure...
:-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Volevo solo accertarmi che tu abbia visto questo:

Visto, grazie!

Giuliano47 ha detto...

Ricordo vagamente che anni fa un'ambasciata italiana tradusse un testo in inglese e che nel testo italiano vi fosse il cognome del giornalista Del Noce che venne tradotto automaticamente in Walnut.
Qualcuno se lo ricorda con maggior precisione?

theDRaKKaR ha detto...

@Giovanni

Nella didascalia si parla di "distrofia di Rod e Cone", come se Rod e Cone fossero due persone, mentre in realtà "cones" e "rods" non sono altro che "coni" e "bastoncelli" della retina! :D:D

che bestie
senza offesa per le vere bestie

VAM189 ha detto...

Ahhhh, scoperti in four and four eight !!!

Federico ha detto...

ma mi sono sempre domandato una cosa... perché a scuola tutti i nomi dei personaggi storici stranieri vengono tradotti in italiano?

SixaM ha detto...

Beh, non hanno fatto poi molta strada, se pensiamo che tutto e' partito dal "modo micromorbido del topo "...

Bye by SixaM 8-]

eSSSe ha detto...

Sti giornalisti sono proprio dei somaro buchi.

Ciao a tutti

Paolo ha detto...

Meno male che questo blog ci ricorda ancora che ci si puo' indignare per queste situazioni.
Ormai ci siamo talmente assuefatti a ogni genere di porcherie (per lo piu' ben peggiori di queste) che abbiamo un po' perso la capacita' di indignarci...

Mr.Jones ha detto...

Ah ah ah. Bravo Attivissimo a smascherare questi cialtroni che si arrogano il compito di aiutare i miseri mortali a decodificare la realtà. A parziale loro discolpa c'è una tradizione per cui in italiano London fa Londra e Paris fa Parigi. Ma questo non vuol dire che dobbiamo perpetuare questa tradizione che farebbe diventare il tuo nome Paul Overactive.

Sbronzo di Riace ha detto...

Dorothy De Low viene tradotto Dorothy De Bassa

Dorothy de (con d minuscola) Low invece viene tradotto Dorothy de Basso

quindi hanno avuto compiere una scelta per il cognome (Bassa o Basso)

immagino il dilemma

Ema ha detto...

@Mr Jones e @Federico: i nomi delle città e i nomi storici probabilmente sono legati a un tempo in cui già era un lusso conoscere l'italiano, figuriamoci una lingua straniera, e sicuramente qualche storico sa dare una spiegazione più corretta. Ma in ogni caso il nome veniva solo ADATTATO, non TRADOTTO. E così Francis Bacon è diventato Francesco Bacone. Questi invece l'avrebbero probabilmente chiamato Ciccio Pancetta!!!

mattia ha detto...

Ma questo non vuol dire che dobbiamo perpetuare questa tradizione che farebbe diventare il tuo nome Paul Overactive.

Ti correggo, Paul Sunday Overactive

archivit ha detto...

Quelli di Repubblica seguono il corso di lingua inglese per i romani all'estero promosso da 610.

Anonimo ha detto...

Per Federico

ma mi sono sempre domandato una cosa... perché a scuola tutti i nomi dei personaggi storici stranieri vengono tradotti in italiano?

Quasi tutte le lingue traducevano, e Michelangelo in francese diventava Michel-Ange. All'epoca era accettabile farlo, non c'era l'anagrafe né il passaporto, e se per un italiano era più facile ricordare Guglielmo Grossatesta anziché William Greathead, gli si veniva incontro.
Preciso che quando studiavo storia io, i due riformatori rispettivamente inglese e boemo Wycliffe e Hus conservavano il nome originale, solo la mia insegnante, se ben ricordo, pronunciava uaiclif. Non tutti i personaggi storici venivano tradotti di sana pianta.
La stessa insegnante, credo che fosse l'unica in tutta la scuola che si era informata presso un'amica danese e sapeva pronunciare Søren Kierkegaard correttamente. Per pronunciarlo completamente sbagliato, tanto vale tradurlo in Severino Camposanto.

theDRaKKaR ha detto...

@acca

vero che certi nomi erano proprio intraducibili...

mattia ha detto...

Preciso che quando studiavo storia io, i due riformatori rispettivamente inglese e boemo Wycliffe e Hus conservavano il nome originale, solo la mia insegnante, se ben ricordo, pronunciava uaiclif.

Forse perché la gente di solito non sa a quale nome corrisponde Jan?
Sì, i nomi cechi hanno corrispondenze spesso insospettabili (Jiri per Giorgio, Jitka per Giuditta, Vojtech per Adalberto...)

theDRaKKaR ha detto...

@mattia

ho letto il tuo blog e ora so un sacco di cose sui cechi :)

Anonimo ha detto...

Per Ema

Ma in ogni caso il nome veniva solo ADATTATO, non TRADOTTO. E così Francis Bacon è diventato Francesco Bacone.

Talvolta adattato, talvolta tradotto: ho fatto l'esempio di Guglielmo Grossatesta. Potrei continuare con Benedetto Spinoza, che in originale ebraico era Baruch.
Sull'onda dell'umanesimo molti tradussero spontaneamente il loro nome in latino, e René Descartes scelse Renatus Cartesius, mentre l'olandese Geert Geerts (in altre fonti ho trovato Gerrit Gerritszoon) optò per uno pseudonimo latino totalmente indipendente: Desiderius Erasmus Roterodamus. Dal latino si formarono poi le versioni nazionali.

Zio Scriba ha detto...

I traduttori automatici (e i giornalistucoli raccomandati) sono la principale fonte di umorismo del ventunesimo secolo... So di gente che ci si balocca per farsi delle grasse risate (io lo provai sulla recensione in spagnolo di un mio romanzo, e mi venne il mal di pancia dal ridere).
Magari Repubblica ha scelto la linea "ridere per non piangere", e ha deciso di trasformarsi in foglio satirico...

Mike J. Lardelly ha detto...

Søren Kierkegaard però è dell'Ottocento. L'abitudine di tradurre i nomi stranieri è più che tutto medievale e umanistica e si perde nel corso del Seicento e del Settecento, tranne rare eccezioni.
Io ritengo che sia legata al periodo in cui si scriveva in latino e quindi i nomi venivano latinizzati. Non a caso molti nomi del Cinquecento e del Seicento sono oggi conosciuti in italiano attraverso la loro nominazione latina.

Domenico ha detto...

Visto che è in tema, vorrei sottoporre all'attenzione di tutti questa notizia pseudo-scientifica che campeggia nell'area news di portali internet frequentatissimi come quello di Alice e virgilio:

http://notizie.virgilio.it/tecnologia/sos-terra-si-va-verso-fornace-galattica.html

theDRaKKaR ha detto...

si perde nel corso del Seicento e del Settecento, tranne rare eccezioni

c'è stato anche il picco estemporaneo del fascismo

Anonimo ha detto...

Per Mike J. Lardelly

Søren Kierkegaard però è dell'Ottocento. L'abitudine di tradurre i nomi stranieri è più che tutto medievale e umanistica e si perde nel corso del Seicento e del Settecento, tranne rare eccezioni.

Per i nomi dei sovrani europei, la tradizione è rimasta fino agli anni Settanta. E quindi sui giornali abbiamo il paradosso di una regina Elisabetta II, di un principe Carlo e del nipote William. :-/
Lo stesso in Danimarca: la regina Margherita II e il principe Frederik.

L'economa domestica ha detto...

Per i nomi dei sovrani europei, la tradizione è rimasta fino agli anni Settanta. E quindi sui giornali abbiamo il paradosso di una regina Elisabetta II, di un principe Carlo e del nipote William. :-/


La buonanima di Diana ci dava meno problemi, a parte la pronuncia del nome... E qui ripartiamo con mass media e massi mIdia: Diana o DAIana???

SirEdward ha detto...


La buonanima di Diana ci dava meno problemi, a parte la pronuncia del nome... E qui ripartiamo con mass media e massi mIdia: Diana o DAIana???


C'è una sola vera possibilità: la pronuncia che lei (e immagino tutti i britannici) usavano e usano tuttora.

I nomi propri sono correttamente pronunciati così come li pronuncia chi li ha assegnati o chi li porta.

Det. Bullock ha detto...

Ma assumere qualcuno che sappia le lingue con tutti quei laureati in lingue che ci sono in giro no, eh?

L'economa domestica ha detto...

C'è una sola vera possibilità: la pronuncia che lei (e immagino tutti i britannici) usavano e usano tuttora.

I nomi propri sono correttamente pronunciati così come li pronuncia chi li ha assegnati o chi li porta.


Infatti, era semplicemente un richiamo alla mega discussione su mass media. Comunque per la cronaca a Londra il mio nome lo pronunciavano con la forma inglese.

Emanuele Ciriachi ha detto...

Fresca di giornata! Secondo Repubblica, "been a bad girl" si traduce con "essere una cattiva ragazza"!

link

SirEdward ha detto...


Infatti, era semplicemente un richiamo alla mega discussione su mass media.


(d'oh... mi perdo anche le battute, ora... :( )


Comunque per la cronaca a Londra il mio nome lo pronunciavano con la forma inglese.


Beh, anche gli stimati stranieri strafalcionano stupidamente.

Ma mi fai venire la curiosità su quale sia il tuo nome... Alice? Anna? Elisabetta? Paola? Laura? Maria?

Turz ha detto...

Ma assumere qualcuno che sappia le lingue con tutti quei laureati in lingue che ci sono in giro no, eh?

Ma quelli li hanno già assunti, solo che li mettono freschi di laurea a fare le traduzioni di informatica. E poi il minaccioso "Security Warning" diventa un languido "Avviso di Protezione", e così via...

Anonimo ha detto...

Per Emanuele Ciriachi

Fresca di giornata! Secondo Repubblica, "been a bad girl" si traduce con "essere una cattiva ragazza"!

Letto. Non so se in questo caso è più scandalosa la crassa ignoranza dell'anonimo redattore, o il "redazionale" sfacciato al nuovo disco di questa qui. Tra l'altro mi sembra di ricordare che la pubblicità redazionale è proibita anche per la carta stampata.

Turz ha detto...

@L'economa domestica:
Comunque per la cronaca a Londra il mio nome lo pronunciavano con la forma inglese.

LOL ;-)
(e il povero SirEdward schiatta ancor di più dalla curiosità)

Anonimo ha detto...

Det. Bullock

Ma assumere qualcuno che sappia le lingue con tutti quei laureati in lingue che ci sono in giro no, eh?

Non assumono più nessuno ai giornali, costa troppo. A parte editoriali e articoli "importanti" scritti da persone assunte 10 o 20 anni fa, tutto il resto dei quotidiani è scritto da precari, giovani e meno giovani.

zio Feng ha detto...

I trattati scientifici e filosofici venivano scritti in latino, l`autore aveva l`esigenza pratica di latinizzare il proprio nome per poterlo declinare correttamente all`interno dell`opera o per citare e farsi citare da altri colleghi.

Un esempio:

"Nicolai Copernici Torinensis De Revolutionibus Orbium Coelestium"

Bacone invece segue la III declinazione:
Baco, Baconis.

L'economa domestica ha detto...

Per Accademia dei Pedanti
Letto. Non so se in questo caso è più scandalosa la crassa ignoranza dell'anonimo redattore, o il "redazionale" sfacciato al nuovo disco di questa qui. Tra l'altro mi sembra di ricordare che la pubblicità redazionale è proibita anche per la carta stampata.


Tutto giusto. A parte il fatto che nessuno abbia ancora punito in maniera esemplare il parrucchiere della "bad girl" in questione. A zappare. Subito.

majestic886 ha detto...

è capitato anche a voi di avere insegnanti che pronunciavano il latino con regole inglesi o pseudotali?

la mia insegnante pronunciava:

"rebus" (ribàs)

"pro capite" (pro chèpit)

"referendum" (riferandam)

"in media stat virtus" (in midia stet vertius)

"carpe diem" (chirpe daglim)

ecc ecc

zio Feng ha detto...

L`errore peggiore e` `out out`!

C`e` gente addirittura che lo cita come opera Kierkegaard!

Anonimo ha detto...

che tristezza...

zio Feng ha detto...

Di Kierkegaard.

Provate a cercare `out out` kierkegaard e rimarrete sciocchizzati dall`ignoranza di certe persone!

L'economa domestica ha detto...

Perchè voi non avete mai fatto aiuto compiti alle superiori...

Ho sentito cose che voi umani.

Tipo Sirmione è in Turchia e Londra è vicina a Inghilterra.

grAz ha detto...

Io persi ogni fiducia nei traduttori automatici nel lontano 2000, quando al liceo dovetti fare una ricerca di scienze e, nel tentativo di tradurre "era geologica" uscì un triste "she was geologic".

Comunque, Google Translate è uno strumento veramente utile e che uso spessissimo, anche al lavoro (soprattutto per lingue diverse dall'inglese, e ovviamente con l'obiettivo di "capire cosa diavolo c'è scritto", non di "comporre una corretta lettera commerciale"...). L'importante è percepire oltre alle potenzialità i limiti di questi strumenti. E usarli di conseguenza.

Anonimo ha detto...

Per L'economa domestica

Perchè voi non avete mai fatto aiuto compiti alle superiori...

Ho sentito cose che voi umani.

Tipo Sirmione è in Turchia e Londra è vicina a Inghilterra.


Però sei un po' masochista, eh!?
Quindi è corretto ipotizzare che una volta adulte queste persone a cui avevi fatto aiuto compiti vadano a scrivere articoli di geografia per Repubblica?

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"pro capite" (pro chèpit)"

Ma queste non sono regole inglesi, sono regole Baresi! :D

Anonimo ha detto...

Per zio Feng

Di Kierkegaard.

Provate a cercare `out out` kierkegaard e rimarrete sciocchizzati dall`ignoranza di certe persone!


Sciocchizzati? Non conosco questo verbo.

Il danese Enten/eller in danese va tradotto con O... o (cfr. la vecchia pubblicità O così o Pomì), ma mi rendo conto che è un titolo troppo breve.

L'economa domestica ha detto...

Per Accademia dei Pedanti

Però sei un po' masochista, eh!?
Quindi è corretto ipotizzare che una volta adulte queste persone a cui avevi fatto aiuto compiti vadano a scrivere articoli di geografia per Repubblica?


Ohmamma, non è che l'abbiano passata proprio liscia dopo aver partorito questi capolavori.

E non fatemi parlare del latino... o dell'inglese/francese.

Anonimo ha detto...

Errata corrige: in italiano

Emanuele Secco ha detto...

XD

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Sto ottenendo una caterva di errori bX quando ricarico le pagine del blog, capita anche a voi?

L'economa domestica ha detto...

Sì.

theDRaKKaR ha detto...

beati voi.. io non riesco ad accedere a mezzo mondo google a partire dalla pagine di ricerca, è un miracolo che riesca a postare questo commento

Il rospo dalla bocca larga ha detto...

Mio dio che figure di merda riescono a fare... E non è il "cioè" o "donna più"... Parliamo di Repubblica... ASSURDO.

theDRaKKaR ha detto...

OT a Google sono impazziti, hanno messo l'immagine di sfondo MA NON C'È POSSIBILITÀ DI TOGLIERLA E TORNARE ALLO SFONDO BIANCO

ma che sono diventati scemi tutti d'un tratto?!?! O_O

zio Feng ha detto...

Accademia dei pedanti ♂:
Sciocchizzati? Non conosco questo verbo.

Lo scrive pure Little Gipsies:
sciocchizzare

L'economa domestica ha detto...

OT a Google sono impazziti, hanno messo l'immagine di sfondo MA NON C'È POSSIBILITÀ DI TOGLIERLA E TORNARE ALLO SFONDO BIANCO

ma che sono diventati scemi tutti d'un tratto?!?! O_O


Io ci sono riuscita: vai su "scegli la tua immagine" e fai scorrere. In fondo c'è il bianco.

Anonimo ha detto...

Per zio Feng

Sciocchizzati? Non conosco questo verbo.

Lo scrive pure Little Gipsies:
sciocchizzare


Interessante, devo procurarmi quel volume che avevo sentito solo citare. Tengo a precisare che l'autore del Prontuario della lingua selvaggia è Zingarelli, sì, ma Italo. Nulla a che fare con il più blasonato Nicola.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Io ci sono riuscita: vai su "scegli la tua immagine" e fai scorrere. In fondo c'è il bianco."

Mmmmh...però è sempre un'immagine, tanto è vero che rimane il logo di Google "scavato" :P

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Probabilmente è solo per oggi, comunque se proprio non lo reggi, inserisci direttamente l'IP di Google nella casella degli indirizzi, ad esempio

http://72.14.234.104/ per Google.it ;)

capodoglio ha detto...

Qualche giorno fa, in un servizio di Studio Aperto, hanno fatto vedere Obama che, durante un comizio, invitava i presenti a mettersi al riparo da un improvviso nubifragio (intensità pazzesca davvero), perchè avevano "fear of lightening". Il giornalista ha tradotto "paura per il sistema elettrico". Non ha usato neppure il traduttore di Google, perchè quello dà la risposta giusta!

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
CARLO DA MISTRETTA -VIAREGGIO ha detto...

Sono un lettore di repubblica.Paolo ti chiedo:il direttore e la redazione di repubblica sanno di questo tuo post?-scusami,ma mi piacerebbe vedervi in contradittorio.Sai prima di commentare ,sono abituato a sentire le due campane.
carlo di figlia pignatello viareggio-mistretta

Anonimo ha detto...

Paolo ti chiedo:il direttore e la redazione di repubblica sanno di questo tuo post?-scusami,ma mi piacerebbe vedervi in contradittorio.Sai prima di commentare ,sono abituato a sentire le due campane.

E non fai prima a mandar loro il link?

Mike J. Lardelly ha detto...

Notoriamente, i redattori di Repubblica tengono sempre d'occhio questo blog per fare sparire articoli scomodi comq questo (e chissà se c'è ancora) ma non so se si siano mai palesati.

gareth ha detto...

Ho sentito cose che voi umani.

Tipo Sirmione è in Turchia e Londra è vicina a Inghilterra.


Aneddoto pubblicato sull'inserto domenicale del Sole 24 Ore: un'insegnante delle superiori, dopo aver citato più di una volta Vercelli, si chiede se la classe abbia ben presente dove si trovi e fa un rapido sondaggio. Facce sgomente, sguardi nel vuoto, qualcuno dà risposte insensate (nel Lazio?). A un certo punto, qualcuno ha un'illuminazione, dai cassetti della memoria tira fuori che deve essere più o meno vicino ad Alessandria e prova a rispondere: ... "In Egitto?"

Anonimo ha detto...

Per Mike J. Lardelly

Notoriamente, i redattori di Repubblica tengono sempre d'occhio questo blog per fare sparire articoli scomodi comq questo (e chissà se c'è ancora) ma non so se si siano mai palesati.

Sì, in un singolo caso si è palesata una giornalista, precisamente Giuditta Mosca:

http://attivissimo.blogspot.com/2010/01/repubblica-e-le-foto-di-onde-ghiacciate.html#c8500426672731125610

Ma alla richiesta di chiarimenti precisi da parte di un utente è sparita di nuovo (segui la discussione per i dettagli).

Paolo Attivissimo ha detto...

Sono un lettore di repubblica.Paolo ti chiedo:il direttore e la redazione di repubblica sanno di questo tuo post?

Probabilmente sì. So che qualcuno in redazione legge.


-scusami,ma mi piacerebbe vedervi in contradittorio.

Ti piace il sangue :-)

Piccola Romana ha detto...

L'incubo dei miei anni universitari era assolutamente Walter Benjamin, che la maggior parte di noi pronunciava Uolter Bengiamin. Peccato che il Sor Uolter fosse tedesco, e i prof ci cazziavano sempre "Si dice Valter Beniamin!!".
Ma la brutta figura è sempre in agguato coi nomi stranieri e con la leggerezza di non incuriosirci per scoprire di più.
Ma infine, qualche tedesco che possa illuminarmi definitivamente?
E anche, son curiosa, come si dice soren kierchegard in verità?

Guga ha detto...

A proposito di traduzioni automatiche, noi a lavoro ci facciamo delle grassissime risate con Bad Translator, se non lo conoscete fateci un salto. Praticamente effettua una rotazione di traduzioni dall'inglese a qualsiasi altra lingua disponibile su Google e di nuovo all'inglese, ma i risultati sono veramente esilaranti... per dire, se provate a tradurre "attivissimo", dopo 54 iterazioni diventa "Seriously".

A lavoro lo si usa principalmente per tradurre i titoli degli articoli su cui stiamo lavorando :P

Det. Bullock ha detto...

[i]L'incubo dei miei anni universitari era assolutamente Walter Benjamin, che la maggior parte di noi pronunciava Uolter Bengiamin. Peccato che il Sor Uolter fosse tedesco, e i prof ci cazziavano sempre "Si dice Valter Beniamin!!".
Ma la brutta figura è sempre in agguato coi nomi stranieri e con la leggerezza di non incuriosirci per scoprire di più.
Ma infine, qualche tedesco che possa illuminarmi definitivamente?
E anche, son curiosa, come si dice soren kierchegard in verità?[/i]

Se è tedesco è sicuramente pronunciato come diceva il professore ovvero Valter Beniamin.

Anonimo ha detto...

Per Piccola Romana

L'incubo dei miei anni universitari era assolutamente Walter Benjamin, che la maggior parte di noi pronunciava Uolter Bengiamin. Peccato che il Sor Uolter fosse tedesco, e i prof ci cazziavano sempre "Si dice Valter Beniamin!!".
Ma la brutta figura è sempre in agguato coi nomi stranieri e con la leggerezza di non incuriosirci per scoprire di più.
Ma infine, qualche tedesco che possa illuminarmi definitivamente?


Questa parte della domanda non l'ho capita.

E anche, son curiosa, come si dice soren kierchegard in verità?

Søren Kierkegaard? Ecco: ˈsœːɐn ˈkʰiɐ̯kəˌɡ̊ɒˀ

Ma non so se ti ci raccapezzi nei simboli dell'IPA.

Diana ha detto...

per rimanere in tema 'traduzioni fantasiose', vi segnalo anche la "pila a disco" (a bottone, presumo) dell'articolo del Corriere:

http://www.corriere.it/salute/10_giugno_02/bambino-muore-per-pila-litio_5a7802ca-6e39-11df-b855-00144f02aabe.shtml

Piccola Romana ha detto...

@Accademia
sì cercavo qualcuno conoscitore del tedesco che mi confermasse "Valter Beniamin".
E per ˈsœːɐn ˈkʰiɐ̯kəˌɡ̊ɒ, preferisco Kant! :-D

Rado il Figo ha detto...

majestic

io ho avuto il prof di economia a Ca' Foscari che diceva sempre "i bots".

ho invece apprezzato un "out out" nella Gazzetta e di fronte alle mie risate, i miei amici (tutti liceali) mi guardavano stupiti chiedendosi dove fosse l'errore. Anzi uno disse pure: "ma l'hanno scritto giusto, mica aut aut come si pronuncia".

martinobri ha detto...

nel tentativo di tradurre "era geologica" uscì un triste "she was geologic".

AH AH AH! Incredibile!

Søren Kierkegaard? Ecco: ˈsœːɐn ˈkʰiɐ̯kəˌɡ̊ɒˀ

Ah, beh, allora...

Aggiungo: una mia alunna con la madre russa (nel senso che era di Mosca: visto l'argomento, meglio precisare) mi diceva che Mendeleev, quello della tavola periodica, si pronuncia Mendeleìv

Anonimo ha detto...

Per martinobri

Søren Kierkegaard? Ecco: ˈsœːɐn ˈkʰiɐ̯kəˌɡ̊ɒˀ

Ah, beh, allora...


La trascrizione è troppo "stretta". Te la semplifico: 'sœən 'kʰiɐkəɡɒˀ

Aggiungo: una mia alunna con la madre russa (nel senso che era di Mosca: visto l'argomento, meglio precisare) mi diceva che Mendeleev, quello della tavola periodica, si pronuncia Mendeleìv

Credo piuttosto Mendeleief. Io l'ho sempre pronunciato così, forse ho avuto insegnanti di scienze che, pur non sapendo il russo, si erano informati.

theDRaKKaR ha detto...

@Paolo


Sono un lettore di repubblica.Paolo ti chiedo:il direttore e la redazione di repubblica sanno di questo tuo post?-scusami,ma mi piacerebbe vedervi in contraddittorio.Sai prima di commentare ,sono abituato a sentire le due campane


ma che campana vuoi sentire? what campana do you listen?

Halo. We are The Republic end we have ration.

suvvia...

theDRaKKaR ha detto...

ehr era per Carlo

zio Feng ha detto...

Accademia:
Interessante, devo procurarmi quel volume che avevo sentito solo citare. Tengo a precisare che l'autore del Prontuario della lingua selvaggia è Zingarelli, sì, ma Italo. Nulla a che fare con il più blasonato Nicola.

Non ho letto il libro ma sicuramente l`autore cita questo verbo per mettere in risalto la bruttezza di certi neologismi; leggendo oltre (fintanto che google lo permette):

Il mio scopo, non lo nascondo, è quello di sciocchizzare chi mi legge come da un pezzo ha sciocchizzato o scioccato me chi insiste nel servirsi di un orribile adattamento del verbo inglese to shock che significa: urtare, scuotere, impressionare, offendere, ferire, colpire, scandalizzare ...


Italo Zingarelli "il figlio del vocabolario" :-)

theDRaKKaR ha detto...

L'incubo dei miei anni universitari era assolutamente Walter Benjamin,

il libro di Benjanim "La rappresentazione blabla yaddayadda" lo odio, cazzo avrei voluto dirgi "PARLA CHIARO MALEDIZIONE TI PIACE O NO?!??!?!"

Soleil / Mamma Oggi Lavora ha detto...

mi ricorda il genere di sproloqui che usciva fuori quando i miei colleghi di universita' (ennemila anni fa) traducevano il manuale della Turtle Beach con il traduttore automatico :)

ebonsi ha detto...

Spero che Accademia non me ne voglia se mi permetto di occupare brevemente il suo posto e di pedanteggiare a proposito delle “traduzioni” (a orecchio) o traslitterazioni dei nomi di persone o di luoghi.

E’ una cosa che si è sempre fatta per quelli che un tempo erano motivi di praticità (ma come si scrive ‘sta roba!?) oppure per deliberata volontà di standardizzazione (uso del latino come lingua franca della scienza e dell’arte), e che ha nel tempo portato alla formazione di terminologie nei vari linguaggi nazionali, che sarebbe stupido voler oggi cambiare in nome di non so quale esterofilia linguistica.

Noi diciamo, e abbiamo tutto il diritto di dire, Londra, Parigi, Colonia, Ratisbona, Magonza e la Regina Elisabetta esattamente come all’estero dicono Rome, Mailand, Leghorn, Michel-Ange, Raphael, Victor Emmanuel e Sicily.

Anche perchè poi, in certi casi, i “nostri” nomi sono in realtà molto vicini a quelli “veri” (cioè originali), mentre quelli attualmente in uso nel paese in questione sono solo delle storpiature a orecchio. “Magonza” ricorda “Magontium” molto meglio che non “Mainz”, e “Colonia” è appunto “Colonia Claudia Ara Agrippinensis”, mentre “Köln” non vuol dire nulla (e difatti, a Colonia tra la gente con un certo livello di cultura fa fino dire “Colonia” invece che “Köln”).

Senza contare poi che se ci si riferisce a luoghi o persone, in cui nomi nella lingua originale sono scritti con caratteri diversi dall’alfabeto latino, se si vuole rispettare rigidamente l’originale bisognerebbe allora anche evitare di traslitterare. Si dovrebbe quindi scrivere non Pechino ma 北京,, non Mosca ma Москва́, non Rabindranath Tagore ma রবীন্দ্রনাথ ঠাকুর.

Altrimenti , si finisce per fare come certi paesi asiatici che, nell’ansia della decolonizzazione, sono scaduti nel ridicolo. Si pretende infatti non solo di ripristinare i nomi originali storpiati o cambiati dai colonizzatori (cosa pienamente giustificata), ma anche di imporre come questi e altri nomi debbano essere traslitterati nell’alfabeto latino e resi in inglese, cosa che giustificata non è. Donde la pretesa che si debba scrivere Bagan e non Pagan, Varanasi e non Benares, Mumbai e non Bombay, Bangon e non Rangoon, eccetera.

Guido ha detto...

Kant...? Max Weber...?
Esame di maturità (nei lontanissimi anni '80...), domanda della commissaria esterna (la profe che interrogava e giudicava): "Il giudizio estetico nel pensiero di CHEINT...".
Sempre quella deliziosa signorina: "Max UEBAAR sosteneva che l'anima della politica è la competizione. Puoi commentare?" (non vi dico il commento che mi era venuto in mente... ma non pensavo ad Andreotti o Craxi...)

Anonimo ha detto...

Per Guido

Kant...? Max Weber...?
Esame di maturità (nei lontanissimi anni '80...), domanda della commissaria esterna (la profe che interrogava e giudicava): "Il giudizio estetico nel pensiero di CHEINT...".
Sempre quella deliziosa signorina: "Max UEBAAR sosteneva che l'anima della politica è la competizione. Puoi commentare?" (non vi dico il commento che mi era venuto in mente... ma non pensavo ad Andreotti o Craxi...)


E nemmeno a Forlani per completare il CAF...

Siamo famosi per la nostra scarsa propensione per le lingue estere, poi è chiaro che è importante che un docente conosca bene il pensiero di un filosofo anziché la pronuncia.
Pochi ormai pronunciano Freud come è scritto. Ma in Francia, mi dicono, tutti lo pronunciano alla francese, cioè /fʁœd/.

Turz ha detto...

@Accademià dei pedantì (come direbbero in Francia):
Siamo famosi per la nostra scarsa propensione per le lingue estere, poi è chiaro che è importante che un docente conosca bene il pensiero di un filosofo anziché la pronuncia.

Sono d'accordo. A meno che non faccia l'interprete a una conferenza :-)

@ebonsi:
(e difatti, a Colonia tra la gente con un certo livello di cultura fa fino dire “Colonia” invece che “Köln”)

Fino? Mah, a me sembra più carneval-calcistico...
http://www.fisbach.com/vivacoloniatext.html

Guido ha detto...

Per Accademia dei Pedanti

CAF? Ehehehe oggi ti chiederebbero cos'è il sieièf...
Concordo: un docente deve anzitutto conoscere il pensiero dei filosofi, più che la pronuncia esatta dei loro nomi.
Però, pensate che spasso se (cfr. commento 37) in un ipotetico questionario europeo mal tradotto, si chiedesse agli studenti di liceo classico di parlare di Ciccio Pancetta... Ahahaha troppo bello...

martinobri ha detto...

Aggiungo: una mia alunna con la madre russa (nel senso che era di Mosca: visto l'argomento, meglio precisare) mi diceva che Mendeleev, quello della tavola periodica, si pronuncia Mendeleìv

Credo piuttosto Mendeleief. Io l'ho sempre pronunciato così, forse ho avuto insegnanti di scienze che, pur non sapendo il russo, si erano informati.


Sì, infatti è quello che ho sempre fatto. Ma poi la ragazza mi ha messo la pulce nell'orecchio

Anonimo ha detto...

Per martinobri

Sì, infatti è quello che ho sempre fatto. Ma poi la ragazza mi ha messo la pulce nell'orecchio

Insomma, non ho capito: la consonante finale si pronuncia -f o -v?

gareth ha detto...

A tutti quelli che come me sono ossessionati dalla corretta pronuncia delle lingue straniere: ma voi conoscete questo divertente strumento?

http://www.oddcast.com/home/demos/tts/tts_example.php?sitepal

Da un altro Mondo ha detto...

A proposito di nomi italianizzati, credo che il colmo sia rappresentato dalla mia antologia delle scuole medie (tre volumi dai titoli Primi Passi, In Cammino e L'Approdo che forse qualcuno ricorda) dove un'intervista con l'Astronauta John Glenn lo citava disinvoltamente come Giovanni Glenn...

SaraS ha detto...

Il mio insegnante di sceneggiatura ci spiegò invece che il cognome del regista si pronuncia BerIman.
Il problema è che, se provi a usare certe pronunce durante le normali conversazioni, bene che ti va la gente si allontana lentamente con le mani alzate...

martinobri ha detto...

Insomma, non ho capito: la consonante finale si pronuncia -f o -v?

Qui in paese c'abbiamo una russa, arrivata per matrimonio. Appena la vedo glielo chiedo

Mayday ha detto...

Io capisco di più l'italianizzazione di alcuni nomi (o comunque la pronuncia "all'italiana") che l'uso di una pronuncia inglese che non c'entra nulla. Penso ad esempio a Maicol Schumacher: se dobbiamo storpiargli il nome, chiamiamolo Michele o pronunciamo Micael.
Mi ricordo poi di un collega di nome Walter in trasferta in Germania: gli altri colleghi italiani si riferivano a lui chiamandolo Uolter. Ancora mi chiedo il perché, e se lo chiedono anche i colleghi tedeschi.

Anonimo ha detto...

Per Mayday

Io capisco di più l'italianizzazione di alcuni nomi (o comunque la pronuncia "all'italiana") che l'uso di una pronuncia inglese che non c'entra nulla. Penso ad esempio a Maicol Schumacher: se dobbiamo storpiargli il nome, chiamiamolo Michele o pronunciamo Micael.

Lì è l'anglocentrismo: essere convinti che passati i confini dell'Italia, in qualsiasi direzione si vada, si parli sempre e solo inglese. Poi credo che Schumacher in Ferrari accettasse pacificamente di essere chiamare màicol (credo eh? qualche appassionato di Formula 1 potrebbe confermare).

Ho già parlato della pronuncia che andava nella radio fino agli anni Cinquanta del compositore austriaco sciubèr. All'epoca non si immaginava che un cognome straniero potesse avere regole di pronuncia diverse da quelle francesi.

Mayday ha detto...

Accademia dei pedanti ♂ ,
in effetti anche il mio collega Uolter era rassegnato ;)

Turz ha detto...

Poi credo che Schumacher in Ferrari accettasse pacificamente di essere chiamare màicol (credo eh? qualche appassionato di Formula 1 potrebbe confermare).

Tra l'altro dicono "Màicol Sciumàker" (e i tedeschi non riescono ovviamente ad associarlo alla voce nella loro tabella mentale che dice "Mìsciael Sciùmaha").

Ma presto vedremo articoli che parlano di Michele Calzolaio :-)

Anonimo ha detto...

Anche se è solo parzialmente in tema, segnalo questo articolo su Repubblica di oggi, che rivela molto più di quanto vorrebbe:

http://tinyurl.com/2deu5wk

Vien voglia di scrivere a Ezio Mauro: con quello che pagate i vostri giornalisti, persone che sanno l'italiano non ne troverete mai. Che sanno l'inglese men che meno. Adottate ufficialmente il globish: tanto, ormai la differenza è minima.

Turz ha detto...

@Accademia dei pedanti:
L'articolo dice, fra le altre cose:

Nerrière ha calcolato che il "globish", l'espressione da lui coniata per l'inglese "decaffeinato", come lo chiama ironicamente, ha un vocabolario di appena 1500 parole, e sono più che sufficienti.

Il che significa che sta parlando di un pidgin, più che di una lingua.
Ooooooh, che scoperta! Esistono i pidgin e i più diffusi sono quelli che derivano dall'inglese.

Peccato che non esistano solo francesi e cinesi (e giapponesi e italiani e sudamericani). Esistono anche tutti quei Paesi del cosiddetto "Nord Europa" che, sarà per l'affinità delle proprie lingue con l'inglese, sarà perché lo studiano un po' di più, lo sanno parlare molto meglio e sanno dire anche "nephew" facendosi capire dagli indiani, che magari non saranno madrelingua in senso stretto ma sono comunque fluenti... proficienti... insomma lo parlano con scioltezza e competenza :-)

Turz ha detto...

Insomma i tedeschi, i danesi, i belgi, gli indiani, ecc. non parlano un pidgin ma parlano un altro tipo di "globish", un po' più simile a una o più varianti dell'inglese.

Poi ci sono coloro che sanno scegliere se parlare inglese britannico o inglese americano, ma quelli effettivamente potrebbero essere una specie in via di estinzione.

Va be', dopo tutto questo giro di parole, quello che volevo dire era semplicemente questo: secondo me non stiamo andando verso un mondo in cui la lingua più diffusa è un pidgin con 1500 lemmi, ma verso un mondo in cui la lingua più diffusa è l'inglese, parlato a diversi livelli ma con un livello medio in aumento.

Van Fanel ha detto...

Ieri ho ripensato a questo post, perché ho rivisto quella che ritengo essere l'apoteosi della babelfishomania cinematografica... "Nave fantasma"! Che dovrebbe essere un film dell'orrore, ma per chi sa l'italiano fa ridere per via dell'EPIC FAIL. Ambientato sul relitto di un transatlantico italiano, non ha una, dico UNA scritta che sia in italiano sensato! Eppure nel cast c'è Francesca Rettondini, non potevano chiedere a lei invece di usare babelfish? A meno che anche lei non sia convinta che si dica "cabina di capitano", "veleno di attenzione" e altri fantastici strafalcioni...

Per chi non l'ha visto, ecco alcuni fotogrammi incriminati. Io sto ancora piangendo dalle risate...

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

ROTFL! Grazie per la perla Van :)