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2010/06/03

Habbo, mobili virtuali, crimini reali

Come si cercano dei mobili virtuali rubati?


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "clodo" e "giorgio.im*".

Una bella demolizione del luogo comune che separa "reale" e "virtuale" arriva dalla Finlandia, dove la polizia ha perquisito numerose case in cinque città e sequestrato materiale informatico nel tentativo di recuperare oggetti rubati e acciuffare i ladri. La cosa è interessante perché si tratta di oggetti virtuali, impalbabili, ma pagati con soldi reali.

Secondo Yahoo e Sophos, le indagini riguardano fino a 400 episodi di furto avvenuti all'interno del social network giovanile Habbo, che ha 118 milioni di utenti registrati ed è nato appunto in Finlandia nel 2001. Gli utenti di Habbo hanno infatti denunciato il furto dei loro furni, i mobili virtuali con i quali si arredano gli ambienti di questo social network (una sorta di Second Life meno ambizioso e più sorvegliato), per importi che arrivano a mille euro per singolo utente.

Verrebbe da chiedersi quale livello di ossessione possa portare a spendere mille euro per una collezione di pixel in un social network, ma un furto è un furto, anche se l'oggetto rubato è virtuale, e quindi la polizia indaga.

I furti sono avvenuti usando delle pagine Web attrezzate per il phishing (imitazioni della pagina di login di Habbo nelle quali gli utenti immettono le proprie credenziali di accesso, regalandole al malvivente) e dei programmi spia che registravano le digitazioni degli utenti giocatori. I ladri si sono quindi sostituiti agli utenti legittimi e ne hanno venduto i furni, intascandosi i proventi tutt'altro che virtuali della vendita.

Non è la prima volta che Habbo viene preso di mira in questo modo. Nel 2007, un diciassettenne olandese aveva rubato quasi 6000 dollari di mobilio virtuale. E il problema tocca qualunque social network nel quale si investa denaro in un modo o nell'altro: nel Regno Unito, la polizia ha arrestato nel 2009 un ventitreenne per aver rubato personaggi virtuali dal gioco di ruolo online RuneScape. Già quattro anni fa, un gruppo di ladri coreani fu arrestato per aver accumulato denaro illegalmente  rubando le credenziali degli utenti del gioco di ruolo Lineage.

Ma forse l'esempio più drammatico di quanto siano poco virtuali i crimini commessi nei giochi online arriva dalla Cina, dove nel 2005 Qiu Chengwei, un giocatore del gioco Legends of Mir 3, accoltellò e uccise un altro giocatore, Zhu Caoyuan, quando scoprì che la "spada drago" che gli aveva prestato era stata invece venduta da Zhu.

Sperando di non arrivare a queste assurdità, episodi come questi rendono chiaro il concetto che anche nei giochi online, come in qualunque attività su Internet che coinvolga denaro vero o beni reali, occorre adottare comportamenti cauti e sicuri e conoscere le trappole informatiche tese dai malviventi.

24 commenti:

Luca ha detto...

impalbabili?

:-)

tj ha detto...

Altrettanto impalpabile, giusto un esempio fra i tanti, è un abbonamento alla pay tv. Ci scandalizziamo eguale?

Tyltyl ha detto...

A me un giorno è sparito il clock widget di OSX, ma nessuno ha fatto nulla!

PerAsperaAdAstra ha detto...

TJ, premesso che ognuno ha il pieno diritto di spendere soldi come vuole, la differenza i mobili di habbo e un abbonamento è palese: un abbonamento ti permette di usufruire di servizi. Quindi il tuo paragone non è pertinente. Se vuoi un paragone + adatto, ci sono le stampe per abbellire le case

Iilaiel ha detto...

Furti simili avvengono quotidianamente anche in world of warcraft. Conosco diverse persone che hanno subito il furto dell'account. I ladri poi rivendono gli oggetti e le valute del gioco ad altri giocatori in cambio di denaro vero.
Normalmente segnalando ai sys admin si riesce a riavere l'account e quasi tutti gli oggetti in qualche giorno.

Era molto peggio su Guild Wars... lì come raggiungevi il livello 20 eri quasi certo punto che prima o poi ti ritrovavi con l'account rubato. Tutto perchè in Cina c'era gente che voleva fare la figa con personaggi potenti ma non sapeva giocare, quindi comprava account scippati.

Che tristezza.

P.S.: Ma come si fà a spendere 6000 euro in mobili virtuali? Io con l'abbonamento di WOW ci metterei decenni a spendere una tale cifra.

SirEdward ha detto...

mmhhh... aspetta... dov'è che l'ho già viste delle scene simili?

Ah, sì!

http://www.youtube.com/watch?v=OEkmO3gQQAs

granmarfone1950 ha detto...

La polizia di SàChel'diiss indaga invece per il rapimento di un'ombra. I rapitori minacciano di accendere la luce per provocarne l'annichilimento; chiesto un riscatto.

theDRaKKaR ha detto...

@Iilaiel

perché sono giochi in cui per comprare oggetti si necessita di crediti, crediti che guarda caso hanno un cambio con le monete più importanti del mondo :)

coregimi se sbajo ma WoW non prevede un sistema di questo tipo, è solo ad abbonamento

Lady Lillina ha detto...

Ma anche il più innocuo Pet Society su Faccialibro è sempre sotto la minaccia di furto virtuale. Ti fregano la PW dell'account (basta tenere l'e-mail visibile a tutti) entrano nel gioco e fanno razzia della roba che hai collezionato per mesi e mesi. I più bastardi addirittura ti sradicano gli alberi per lasciarti nella disperazione più nera. -.-

majestic886 ha detto...

un mio amico è stato in galera 10 anni per aver violentato una donna virtuale che aveva costruito con un programma di grafica.

myollnir ha detto...

...che se poi l'ha violentata su un divano virtuale, si sarà anche fatto male! E magari si è anche preso un brutto virus (trojan?):)

theDRaKKaR ha detto...

caso mai slut :D

Anonimo ha detto...

Per majestic886

un mio amico è stato in galera 10 anni per aver violentato una donna virtuale che aveva costruito con un programma di grafica.

E nella galera virtuale avrà sicuramente giocato a Fuga di mezzanotte, anzi, Midnight express, e sarà stato a sua volta stuprato da qualche compagno di cella.

theDRaKKaR ha detto...

io sono antico, mi viene in mente Escape from Colditz

Grezzo ha detto...

Scusate, ma qui ci vuole questo poster.

Secondo me dice tutto.

Francesco ha detto...

Successe anche a me una volta quando giocavo a Lineage 2, ma mi presero la password per forza bruta. E io che credevo che Banana non la indovinasse nessuno :D Fortunatamente riacquistai tutto l'avere.
Meno male che dove ci sono dati veramente importanti uso password alfanumeriche + simboli, indecifrabili

Roberto ha detto...

In quanto a truffe nei giochi on-line questa ne batte parecchie
http://tinyurl.com/38to3sp

theDRaKKaR ha detto...

non ho capito la chiosa finale, che vuol dire "Forse perché vige una s"?!?!?!

theDRaKKaR ha detto...

mi riferisco all'articolo postato da Roberto

Turz ha detto...

@theDRaKKaR:
non ho capito la chiosa finale, che vuol dire "Forse perché vige una s"?!?!?!

Semplicemente perché al mondo ci sono due categorie di persone: quelli che finiscono le frasi, e quelli che invec

theDRaKKaR ha detto...

:D

Roberto ha detto...

@theDRaKKaR:
forse perchè chi ha archiviato l'articolo della stampa aveva la manina corta, anche tutti gli altri articoli archiviati sono stati tranciati, alcuni ben prima della chiosa finale.

Roberto ha detto...

Non volevo essere così catastrofico! ovviamente l'articolo era de "La Stampa"

Iilaiel ha detto...

@the drakkar

WoW ha un abbonamento di base. Nello store vendono alcune sia oggetti fisici (chiave di criptazione degli accessi & co), che software (cavalcature, evocazioni ecc). Diciamo che non sono diffusissimi i gadget software... dico se sei un hunter e non riesci a trovarti un pet senza pagare sei uno sfigato di prima categoria.
Tirando molto di più i vari merchandising (magliette, tazze, ecc), i libri e i gdr pen & paper.
Diciamo che la mentalità media dei giocatori è diversa.... il divertente sta nel costruirsi il personaggio.
Poi ci sono i ciula che comprano oro (valuta wow) in cambio di euro veri dai vari goldseller, per poi trovarsi l'account scippato poco dopo.