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15 commenti

Dopo Cambridge Analytica, ecco come ridurre la propria esposizione su Facebook

Le rivelazioni riguardanti Cambridge Analytica e Facebook e la passata disinvoltura del social network di Zuckerberg nel dare a chiunque i dati dei propri utenti stanno suggerendo a molti di ridurre il proprio uso di Facebook o addirittura di chiudere il proprio profilo per protesta.

La chiusura drastica e totale è probabilmente un gesto poco praticabile per chi ha riversato in Facebook la propria rete di contatti e gran parte della storia della propria vita: ci sono delle soluzioni di compromesso molto più accessibili.

Comunque per chi vuole eliminare definitivamente il proprio account Facebook, sono ancora validi i passi descritti in questo mio articolo (potete anche seguire le istruzioni di Aranzulla.it). Il link per iniziare l’eliminazione è sempre questo:

https://www.facebook.com/help/delete_account

Se invece preferite non essere così drastici, potete invece ridurre i dati che offrite agli inserzionisti e a gente senza scrupoli in questo modo.


Togliere la geolocalizzazione


Su dispositivi Apple che usano iOS 11, andate in Impostazioni - Privacy - Localizzazione, scegliete Facebook e poi Mai. Ripetete per Messenger.

Su dispositivi Android 8.1, scegliete Impostazioni - App e notifiche - Facebook - Autorizzazioni e disattivate Geolocalizzazione. Ripetete per Messenger.


Bloccare le ricerche nei vostri post


Da dicembre 2014, Facebook consente di fare ricerche di testo nei post pubblici e in quelli condivisi dagli amici, come spiegato qui.

Per impedirlo, andate alle Impostazioni di Facebook e scegliete Privacy - Le tue attività. Qui cliccate su Limita i post passati e su Modifica e poi Amici in Chi può vedere i tuoi post futuri?


Eliminare le app ficcanaso


Cambridge Analytica si è presa i dati di circa 50 milioni di utenti usando una app di Facebook. Quando vedete l’invito “Registrati con il tuo profilo Facebook” su un sito, state usando queste app; anche alcuni giochi in Facebook sono app. Queste app possono accedere ai vostri dati personali.

Per vedere quante app hanno accesso ai vostri dati e decidere quali eliminare, andate nelle Impostazioni di Facebook, scegliete App e mettete il cursore del mouse sopra le icone delle app che non riconoscete o non vi servono più: questo fa comparire una crocetta che consente di rimuoverle.

Sempre nella sezione App, guardate anche Applicazioni usate dagli altri cliccando su Modifica e preparatevi a una sorpresa: “le persone che possono vedere le tue informazioni, possono condividerle con le applicazioni che usano”, dice la finestra di dialogo che compare. In altre parole, se uno dei vostri amici usa un’app, quell’app può leggersi i vostri dati riservati agli amici, anche se non avete dato il vostro consenso all’app e neanche sapete che il vostro amico la usa. Fra questi dati ci sono anche l’orientamento politico e quello religioso. Consiglio di disattivare tutto e poi cliccare su Salva.


Disabilitare la Piattaforma


Se volete essere più drastici, andate nelle Impostazioni di Facebook, scegliete App e poi Applicazioni, siti Web e plugin, cliccando sul suo pulsante Modifica e scegliete Disabilita. La Piattaforma è uno dei metodi di raccolta di dati personali usati da aziende terze tramite Facebook. Disabilitarla significa bloccare questa raccolta, ma significa anche che non potrete più accedere ad altri siti usando il vostro login Facebook o giocare per esempio a Farmville.


A parte tutto questo: ripensare l’uso di Facebook


Ora che è chiaro a chiunque che i social network sono delle gigantesche macchine di schedatura e profilazione usabili non solo per scopi commerciali ma anche per operazioni di manipolazione politica e di sorveglianza di massa, oltre a cambiare queste impostazioni di privacy è probabilmente il caso di ripensare come si usa Facebook e riportarlo a quello che era inizialmente: un posto per condividere barzellette, foto di gattini e altre frivolezze che non fanno male a nessuno.

Per esempio, non fidatevi delle promesse di privacy condividendo foto intime con gli amici. E provate a tenere per voi le vostre opinioni politiche e sociali e magari discuterne altrove. Magari, se mi passate l’eresia, faccia a faccia con gli amici invece che con la faccia rivolta a uno schermo.


Fonti aggiuntive: Electronic Frontier Foundation.
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Commenti
Commenti (15)
Buongiorno,
mi permetto di segnalare https://plusprivacy.com/ e la relativa estensione per chrome e mobile attraverso cui è possibile effettuare un assessment delle impostazioni di privacy di app e social e definire un'identità fittizia (@plusprivacy.com) per le registrazioni a siti o mailing list senza usare il proprio indirizzo di posta elettronica. È un progetto gratuito e open source e "... is funded by the European Union as part the OPERANDO project".
Una soluzione più drastica consente di bloccare l'accesso al nostro computer degli oltre 900 domini che appartengono a facebook.
E descritta qui:
https://qz.com/1234502/how-to-block-facebook-all-the-urls-you-need-to-block-to-actually-stop-using-facebook/
e qui:
https://www.macobserver.com/tips/how-to/block-facebook-completely/
Per esempio, non fidatevi delle promesse di privacy condividendo foto intime con gli amici. E provate a tenere per voi le vostre opinioni politiche e sociali e magari discuterne altrove. Magari, se mi passate l’eresia, faccia a faccia con gli amici invece che con la faccia rivolta a uno schermo.

Sarebbe bello se la gente ascoltasse questo consiglio, ma purtroppo, a parte i più smanettoni (che probabilmente sono corsi ai ripari già molto tempo fa), gran parte della gente continuerà a reclamare il proprio diritto a pubblicare i fatti suoi -e quelli altrui- sui social.

E quindi continueranno a postare foto dei loro figli o nipoti in ogni momento della giornata, foto della propria casa, informazioni sulle proprie attività settimanali (lavoro, palestra, supermercato, gita fuori porta...con sommo piacere per i ladri), a lamentarsi del proprio datore di lavoro o dei propri professori/alunni, lanciare minacce di morte contro il politico di turno e dare l'accesso a stupide applicazioni che promettono di dirti a quale attore somigli o in quale anno ti sposerai...e poi te li ritrovi a frignare perchè qualcuno li ha denunciati o perchè, semplicemente "oddio, mi spiano il profilo!!!1!!".

E' triste sapere che, dopo anni in cui abbiamo cercato di imparare come usare al meglio internet e i social, ora tutto questo è stato mandato all'aria dalle nostre zie o dai nostri genitori, che tra un buongiornissimo ed un kaffèèè schiaffano la loro vita (e la vostra) su un cellulare che fino a ieri nemmeno sapevano accendere. Lungi da me dal dire che è solo colpa loro, ma non si può nemmeno negare il fatto che, con la diffusione degli smartphone, sia stato dato l'accesso ai social ad una moltitudine di persone che non sanno/vogliono rendersi conto della potenza e della pericolosità dello strumento che hanno in mano.
Intanto secondo il Corriere Elon Musk fa lo sgambetto a Zucchenberg cancellanfo GPI account fessbukk di Tesla e SpaceX.

http://www.corriere.it/tecnologia/18_marzo_23/elon-musk-gamba-tesa-zuckerberg-cancellate-pagine-facebook-tesla-space-x-884ce484-2eb8-11e8-bf8b-26a1a7e4d9dd.shtml
Io non userei mai e poi mai plusprivacy.com, un servizio quanto meno opaco.
Ne ho già scritto...
https://www.maragines.com/2017/09/05/fidarsi-ad-occhi-chiusi/
sono anni che ho disabilitato la piattaforma delle app e ne sono contenta, niente più richieste di giochi e amenità varie :) e in Applicazioni usate dagli altri ho tolto tutte le spunte.

"operazioni di manipolazione politica e di sorveglianza di massa".
Andrebbe dimostrato che sia possibile una cosa del genere.
Prendiamo il caso di Trump.
Trump ha vinto nonostante quasi tutti i massi media nonché gli apparati degli unici due partiti esistenti gli sono andati contro.
Perché?
Proprio perché gli sono andati contro.
In Italia si è andati avanti per mesi a sostenere che qualunque partito poteva andare al Governo tranne i 5Stelle data la loro conclamata inadeguatezza.
Risultato: i 5Stelle sono il primo partito.
Nel caso della Brexit si è detto e ripetuto che i seguaci del Leave hanno organizzato la loro campagna su dati e/o affermazioni falsi, dimenticando di registrare il fatto che i media e gli opinion maker erano per la maggioranza a favore del Remain.
Quindi la propaganda del Leave ha fatto breccia nonostante tutti i più autorevoli mezzi di informazione sostenevano il contrario.
Anche qui, è bastato che il pensiero mainstream si schierasse per il Remain a spingere la gente a votare Leave.
Conclusione, se esistono operazioni di manipolazione politica di massa, a metterle in atto, da che mondo e mondo, è chi detiene il potere.
Solo che ci sono della fasi storiche, e noi ne stiamo vivendo una, in cui la gente non abbocca più.
Non sa cosa vuole e se sa cosa vuole non sa come ottenerlo.
Ma soprattutto sa chi e cosa non vuole.
> Su dispositivi Android 8.1, scegliete Impostazioni - App e notifiche - Facebook - Autorizzazioni e disattivate Geolocalizzazione. Ripetete per Messenger.

Quindi io che ho il telefono con la 4.4.2 che non si può aggiornare e non ha questa voce di menu, sono fregato?
Armando,

ci sono anche casi recenti in cui la gente ha votato per quello che controllava la stampa e i media: Elezioni presidenziali Russe, pochi giorni fa. Ti vorrei far notare inoltre che non tutti i media pesano uguale.

In UK, dove abitavo durante il referendum, il gruppo Murdoch, che controlla un vasto impero di media popolarisssimi, ha fatto una campagna spudorata pro Brexit. Contro c'era il Guardian.

Foxnews negli USA, un canale popolare tra certe fasce sociali, appoggia da sempre Trump. Il proprietario è sempre lo stesso.

Infine, ricordiamoci che Trump ha preso diversi milioni di voti in MENO della Clinton.

Insomma, i dati non sono così facili da leggere. Il problema non sono tanto gli zoccoli duri rispettivi, di cui sia, ma le fonti da cui si informa l'enorme esercito degli incerti e delle persone poco coinvolte.
Continuo a non capire a che rischi mi esponga discutere di politca su FB.
Continuo a non capire a che rischi mi esponga discutere di politca su FB.

Perchè la politica va a solleticare alcune corde molto delicate delle persone, specialmente se si toccano temi come immigrazione, sessualità, medicina, infanzia ecc.... Pertanto, esprimere pubblicamente le proprie opinioni su un social network (che, ricordiamo, è esattamente come mettersi ad urlare in mezzo ad una piazza affollata, a prescindere da quanti "amici" abbiate) ti espone a rischi non indifferenti.
Nel peggiore dei casi potresti ritrovarti mobbizzato sul luogo di lavoro o nei ritrovi sociali, con gli amici, con i genitori dei compagni di classe di tuo figlio, o addirittura durante le cene con i tuoi parenti.
Ma anche senza arrivare a queste situazioni estreme, quasi sempre ti ritrovi a discutere animatamente con persone con cui, nella vita reale, magari vai d'amore e d'accordo (e lo fai proprio perchè non parlate di certi argomenti) oppure con perfetti sconosciuti che non incontrerai mai. Tutto questo si trasforma in enormi perdite di tempo e pazienza, per di più inutili, perchè tanto alla fine ognuno resterà della propria opinione, convinto che sia quella giusta.
Tieni conto che io, da alcuni anni, ho smesso di parlare di politica anche con alcuni miei cari amici, vista la loro totale incapacità di affrontare una discussione senza provocare, senza tentare di prevalicare l'interlocutore, senza rispondere con frasi fatte. E se questo succede nelle discussioni a voce, figurati quando lo si fa attraverso un social, dove vengono infrante tutte le barriere di educazione e rispetto del prossimo.
E' sbagliato? Certo. Difatti sarebbe bello poter discutere di qualsiasi cosa senza scannarsi e senza temere ripercussioni. Ma prendendo atto che questa cosa è impossibile, uno si regola e sa che certi discorsi potrà farli solo con un numero ristretto di persone, con le quali può davvero nascere un confronto interessante.
@ pgc

Un momento, nel caso della Brexit la divaricazione era fra media "autorevoli" e media popolari.
I primi erano per il Remain e i secondi per il Leave.
Ora, se io devo decidere chi ha il più bel lato B della nazione, il Daily Mail va bene.
Ma se devo giudicare sulle conseguenze economiche e sociali di una scelta radicale come la Brexit è chiaro che devo tenere in maggior conto i media "autorevoli".
Questa distinzione è evidente a tutti, compresi i lettori del Daily Mail.
Il problema è che quel tipo di stampa ha cessato di essere autorevole.
Il motivo è semplice, le condizioni di vita di ampi strati di popolazione europea si sono deteriorati.
E' questa la ragione della rivolta populista, non certo il chiacchiericcio sterile dei social, anche se periodicamente insaporito con qualche bufala.
@Replicante cattivo: ma mi pare tu mi abbia dato delle ragioni per non parlare di politica mai. Nè con gli amici al bar, nè coi parenti a pranzo, assolutamente mai coi colleghi di lavoro, non per non parlarne su FB.
@Armando
"Questa distinzione è evidente a tutti"
Non ne sarei sicuro. Altrimenti che senso avrebbero certi articoli se non quell di attirare e convincere persone? Basta pubblicare persone scollacciate.
Se pubblicano anche altro un motivo ci sarà.
Anche sull'autorevolezza dei quotidiani ci sarebbe da discutere.
@Fabio
ma mi pare tu mi abbia dato delle ragioni per non parlare di politica mai. Nè con gli amici al bar, nè coi parenti a pranzo, assolutamente mai coi colleghi di lavoro, non per non parlarne su FB.

Più o meno sì. Nel senso che il "non parlarne su FB" è un sottoinsieme di un discorso più esteso.
In generale io sono dell'idea che di politica bisognerebbe parlarne il meno possibile e, soprattutto, bisognerebbe farlo esclusivamente con quelle persone (purtroppo, sempre meno) che ti danno la sicurezza:
- di poter discutere in maniera civile
- di saper rispettare le tue opinioni e, soprattutto, di non fartele "pesare" in alcun modo

Come ho detto prima, io ho dei cari amici con cui possiamo parlare di qualunque cosa, ma mi risulta impossibile fare un qualsiasi tipo di discorso politico (ti lascio immaginare quale partito seguano....) e non si fanno alcun problema a diventare arroganti o aggressivi. E allora con loro non tiro mai in ballo il discorso, per evitare che una serata tra amici si trasformi in un litigio.
Se diventa difficile dialogare con 3-4 persone che si conosce bene e che puoi guardare negli occhi, figurati cosa può succedere quando ti trovi a dialogare attraverso un monitor, con gente che conosci a malapena.

Senza contare che nel mondo reale, a meno che non si urli a squarciagola, solitamente il discorso resta confinato tra quelle persone, mentre sui social, quando ti trovi a discutere con un singolo utente, non puoi sapere sai chi e quante persone lo stanno seguendo.