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2018/03/06

I miei primi, cauti passi in auto elettrica

Ultimo aggiornamento: 2018/03/11 11:15.

Pochi giorni fa ho comprato un’auto elettrica, una Peugeot iOn usata (costo circa 10.000 euro), e sto cominciando a usarla. Queste sono le mie prime impressioni sparse d’uso concreto.

In sintesi: funziona egregiamente nel modo in cui serve al mio caso particolare, permettendomi di portare agevolmente la spesa davanti a casa e di sgusciare nel traffico e nei parcheggi, ma ora comincio a capire molto meglio le difficoltà e le esitazioni di chi si affaccia all’auto elettrica.

Soprattutto ora mi è concretamente chiaro che l’usabilità di questo tipo di veicolo non è soltanto questione di batterie: senza una campagna di alfabetizzazione, senza un coordinamento delle infrastrutture e soprattutto senza il contributo dell’informatica, l’auto elettrica non può aspirare a un successo di massa. Questi fattori sono essenziali per la sua diffusione. Ed è per questo che l’idea di Tesla (basata in grandissima parte sul software nell’auto, nell’app e nella rete di ricarica dedicata) ha fatto la differenza rispetto a tutti i tentativi precedenti, anche se per ora è limitata al segmento di prezzo medio-alto.


1. Usare l’elettrica ben entro i suoi limiti per evitare gli stress


La prima cosa che mi sono ripromesso, quando ho acquistato la iOn, è che non mi sarei fatto prendere dall’ansia da autonomia (range anxiety, nel gergo inglese del settore). Avendo comunque un’auto a benzina, ho deciso di usare l’elettrica esclusivamente per viaggi che posso fare tranquillamente andando e tornando senza dovermi fermare a ricaricare in giro. Non ho tempo e non ho voglia di trovarmi a piedi o penalizzato in alcun modo perché la colonnina di ricarica su cui dovrei contare è guasta o occupata da un cretino con un’auto a carburante fossile. Se ho il minimo dubbio che l’elettrica non abbia autonomia sufficiente, vado con l’auto a benzina. La Dama del Maniero mi sta spingendo verso avventure elettriche più spavalde, ma queste ve le racconterò prossimamente.

L’autonomia dichiarata dal computerino di bordo della iOn, basata sul mio attuale stile di guida tutt’altro che ottimizzato, è 80 chilometri (anche se sta migliorando man mano). Quindi faccio solo viaggi a non più di 40 chilometri di distanza, così posso sicuramente tornare a casa anche senza ricaricare in giro. Questo può sembrare estremamente penalizzante, ma visto che i miei percorsi abituali (andare a fare la spesa, andare alla radio, andare nelle scuole del Canton Ticino) sono solitamente ben al di sotto di questo limite, per me non è affatto un problema. Ho risolto l’ansia da autonomia usando l’auto elettrica in maniera estremamente prudenziale e tenendomi ampi margini.

Lezione numero uno: se volete vivere assolutamente senza ansie, prendete l’autonomia dichiarata dai costruttori (secondo i generosissimi criteri NEDC, di solito) e dimezzatela. Se è comunque sufficiente, siete a posto. Altrimenti rassegnatevi, perché l’ansia da autonomia sarà vostra compagna.

Con questi criteri molto prudenziali mi godo serenamente l’auto elettrica: accendo il riscaldamento (elettrico) tutte le volte che mi serve (in questi giorni fa un freddo cane anche intorno al Maniero Digitale), faccio le partenze veloci ai semafori, accelero e sorpasso quando voglio e non mi faccio prendere dall’ansia, ma anzi mi diverto: la iOn non è un fulmine, ma ha la giusta dose di grinta in città. Arrivo a casa, attacco l’auto alla presa, e l’indomani mattina riparto col “pieno” senza neanche andare al distributore.


2. C’è tanto da (re)imparare. Anche le cose più banali


Cambiare auto richiede sempre un periodo di apprendimento, ma qui è tutto diverso.

  • Il riscaldamento è elettrico (dietro le bocchette di ventilazione c'è una resistenza che scalda l’aria, come un phon, e il sedile è riscaldabile) e consuma moltissima energia, quindi incide pesantemente sull’autonomia, visto che la batteria è da soli 16 kWh. Qui non c’è un motore endotermico che genera quantità esagerate di calore da smaltire. La neve sul cofano non si scioglie, perché il cofano resta freddo. Conviene coprirsi bene in auto.
  • L’auto è totalmente silenziosa quando è accesa e ferma. All’inizio è disorientante, poi diventa un piacevole promemoria che stai viaggiando in elettrico.
  • Togliere il piede dall’acceleratore frena la macchina, perché interviene la rigenerazione che ricarica la batteria.
  • Anche la prima parte della corsa del pedale del freno attiva la rigenerazione. Trovo meravigliosa la consapevolezza che invece di buttare via stupidamente energia sotto forma di calore e consumo dei freni a ogni rallentamento, come avviene con un’auto endotermica, genero un po’ di energia che ricarica la batteria. Una discesa diventa una fonte di energia invece di una causa di consumo dei freni. Mi rendo conto di quanto sia stupidamente inefficiente qualunque auto tradizionale.

Il problema di fondo, però, è dove imparare queste cose. C’è una generale mancanza di informazioni pratiche e precise.

  • Non ci sono, che io sappia, corsi di preparazione offerti dai concessionari o dai fabbricanti: tutto è lasciato alla passione e all’iniziativa personale.
  • Il manuale della iOn, per esempio, non spiega affatto che il connettore per la carica domestica in realtà è usabile anche con le colonnine pubbliche di ricarica e dà l’impressione che solo il connettore veloce (CHAdeMO) possa essere usato per caricare in giro. Se neanche chi fabbrica le auto informa correttamente, siamo messi male.
  • Le informazioni fornite dal manuale sono davvero laconiche per tutta la parte di trazione elettrica e di gestione della batteria.
  • Se non avessi avuto la rete di amici che hanno già un’auto elettrica non avrei avuto modo di scoprire molte delle cose che ho descritto qui sopra e che è indispensabile sapere per usare in modo efficace questo genere di auto.


3. Carica domestica: una pacchia, ma migliorabile


Arrivare a casa con il “serbatoio” quasi vuoto e “riempirlo” semplicemente attaccando una spina a una presa, come se l’auto fosse un telefonino, è splendido. Certo, la carica completa sulla presa domestica richiede circa cinque ore, ma tanto avviene di notte, per cui la durata non è un problema. In emergenza ho sempre l’auto a benzina. L’indomani mattina avrò il “pieno” elettrico senza sprecare neanche un minuto al distributore (foto qui accanto). E avrò speso circa un quarto di quello che mi sarebbe costato un rifornimento equivalente di benzina.

Sempre come un telefonino, l’auto ha un indicatore di carica in corso sul cruscotto e visualizza le tacche di carica anche quando è spenta. Comodo.

Piccolo problema: devi ricordarti di mettere l’auto sotto carica, altrimenti l’indomani mattina sarai appiedato. Idem se per caso scatta il salvavita o s’interrompe la corrente durante la notte. All’inizio questo gesto di collegare l’auto alla presa potrebbe non venire automatico. Cosa peggiore, una volta diventato automatico potresti non ricordare se l‘hai fatto o no, e quindi ti toccherà tornare in garage a vedere se l’auto è sotto carica o no. Sto pensando di mettere una webcam.

Questo è uno dei casi nei quali il software fa una grande differenza: avere un’app che dialoga con l’auto tramite la rete cellulare e ti informa sullo stato di carica è decisamente più rassicurante ed evita di doversi rimettere il cappotto per andare a vedere come sta l’auto. Non solo: un’app di controllo remoto permette di programmare l’orario di inizio della ricarica in modo da sfruttare le tariffe notturne ridotte. Confesso che con questo freddo non ho nessuna intenzione di uscire di casa dopo le 22 per andare ad avviare la carica quando inizia la tariffa ridotta; se potessi farlo dal mio telefonino, cambierebbe tutto. Se si vuole rendere appetibile l’auto elettrica, queste piccole grandi comodità ci devono essere. Sì, le Tesla le hanno, dannazione: le paghi care, ma in cambio ti danno molto.

Venerdì scorso per la prima volta sono andato a lavorare alla Radiotelevisione Svizzera, a Lugano, in auto elettrica. È stato il primo viaggio fatto per ragioni pratiche, di lavoro, e non per prova: venticinque chilometri tra andata e ritorno, senza inquinare e senza fare rumore. Da oggi per le strade svizzere c’è un’auto a benzina in meno. Non ho neanche acceso l’autoradio per godermi il silenzio di bordo.


4. Carica in viaggio: un delirio frustrante


Le cose cambiano completamente se si tenta di ricorrere alle ricariche in viaggio. Se riuscite a immaginare un mondo nel quale le auto a benzina o diesel vanno usate a queste condizioni:

  • fra un distributore di carburante e l’altro ci sono duecento chilometri;
  • per rifornirsi è necessario avere fatto in anticipo un abbonamento che varia da catena a catena;
  • ci sono diciassette tipi di carburante differenti, di cui solo due sono compatibili con la vostra specifica auto;

avete un’idea di cosa significa oggi usare un’auto elettrica di qualunque marca se si dipende dai punti di ricarica delle varie reti municipali e commerciali (con l’eccezione, ancora una volta, di Tesla, che ha semplificato il tutto).

Per curiosità ho provato a fare una carica presso un punto di ricarica della rete ticinese Emoti. Mi sono documentato prima: sono andato sul sito, ho consultato la cartina delle colonnine di questa rete, cercando quelle compatibili con uno dei miei due connettori (CHAdeMO e Tipo 1). Poi ho installato l‘app di Emoti sul mio smartphone, ho creato un account e vi ho caricato del credito usando la mia carta di credito.

Sono arrivato alla colonnina, che sapevo essere libera grazie all’app, ho collegato il cavo Tipo 1 (l’unico compatibile con la mia auto fra quelli disponibili) e ho tentato di avviare la carica dall’app. Non ha funzionato. Ho ricontrollato tutto, scollegato tutto e riprovato. L’app si è piantata in continuazione. E così sono iniziati i dubbi del principiante.

Sarà che l’auto va spenta completamente? Devo togliere le chiavi dall’avviamento? Devo chiudere a chiave le portiere? Devo prima tentare di avviare la carica dall’app e poi collegare il cavo, come si fa con una pompa di benzina self-service, o viceversa? Sarà che non è vero che posso usare il connettore domestico per caricare in giro (visto che il manuale non dice che si può)? Boh.

Non c’era nessun manuale che me lo dicesse. Non c’era un “benzinaio” che mi facesse assistenza. C’era soltanto un numero di telefono da chiamare.

Solo dopo vari esperimenti e tentativi ho scoperto due cose fondamentali. La prima è che l’app che comanda la colonnina chiama sinistro e destro i connettori (ce ne sono due serie) dal punto di vista di chi sta davanti alla colonnina e guarda la colonnina, non dal punto di vista di chi sta davanti alla colonnina e guarda la propria auto. Per cui stavo cercando di attivare il connettore sul lato sbagliato, e la mia inesperienza mi faceva pensare a chissà quale altro mio errore ben più tecnico o a un’incompatibilità dell’auto. Scemo io, certo, ma come ergonomia sarebbe meglio chiamarli A e B (etichette assolute) invece di sinistro e destro (etichette relative).

Non è vero che gli altri due connettori (Cavo tipo 2 e Domestica CH) sono collegati a delle auto, ma dalle diciture parrebbe di sì.

Sì, la carica di questo tipo è lentissima (va bene se parcheggi e vai a fare altro) e cara.

Il display della colonnina Emoti. Pulsanti misteriosi, e non è vero che devo presentare una tessera (ho l’app).


La seconda, una volta decifrata la questione sinistra-destra, è che il connettore non si era innestato bene perché il cavo sospeso lo tirava leggermente. Ho scollegato il tutto e ho ricominciato. Stavolta ha funzionato e sono riuscito a caricare (lentamente, ma ci sono riuscito).

Indicatore di carica in corso e di livello di carica presenti anche ad auto spenta e chiave disinserita. Comodo.

Ma che fatica: e questo nonostante io mi fossi preparato prima. Immaginate uno che è in giro e sta cercando di caricare, o un turista elettrico che arriva dall’estero: pensate che si metterà a scaricare l’app, creare un account e caricarvi del credito? Ovviamente no.

È esattamente quello che è successo mentre stavo caricando (la carica è lenta: la colonnina eroga 7 kW sul connettore Tipo 1, ma la iOn è in grado di assorbirne solo 3,2, praticamente come a casa). È arrivata una Tesla, il cui proprietario era incuriosito dalla colonnina nuova, ma quando ha saputo da me quanto era complessa la procedura per usarla ha lasciato perdere. Un cliente perso.

Tutto questo è semplicemente ridicolo.

  • Ci sono almeno cinque connettori differenti sul mercato: Tipo 1, Tipo 2/Mennekes, CHAdeMO, CCS, Tesla. Se non hai i cavi adattatori, che costano un botto e sono ingombrantissimi, o trovi la colonnina compatibile col connettore della tua auto o sei fregato: la colonnina c’è ma non la puoi usare. Decidersi per uno standard unico no?
  • Non c’è un’opzione di pagamento diretto (con carta di credito), come c’è da millenni presso le stazioni di servizio self-service tradizionali: bisogna passare dall’app, e per usare l’app bisogna creare un account e metterci del credito, oppure avere una tessera prepagata. Di nuovo, se non hai tutte queste cose, la colonnina c’è ma non la puoi usare. Perché?
  • Dopo che hai fatto tutta la trafila dell’account e dell’app o ti sei procurato in anticipo la tessera, puoi comunque usare solo le colonnine di quella rete. Tutte le altre ti restano inaccessibili. Il roaming fra questa rete e le altre non c‘è. Geniale.
  • L’app di Emoti, fra l’altro, è instabile e macchinosa, con parti in tedesco frammiste all’italiano (ho già scritto ai gestori con alcuni commenti costruttivi). Se crasha mentre stai caricando, come è successo a me, che si fa? La carica si interrompe? Solo a furia di tentativi ho scoperto che non si interrompe e che bisogna rifare login nell‘app riavviata, andare poco intuitivamente sotto Cariche (che sembra un log delle cariche fatte ma include anche la carica in corso) e toccare il pulsante Arrestare. Non oso immaginare cosa sarebbe successo se nel frattempo mi si fosse scaricato lo smartphone.

Se volete che la gente non usi l’auto elettrica, continuate così, state andando benissimo.

Di nuovo, Tesla insegna come si fa a eliminare tutti questi problemi: ha costruito una rete dedicata di punti di ricarica Supercharger o Destination Charger (le cui ubicazioni sono indicate sul navigatore dell’auto). Così inserisci il connettore standard della colonnina e sei a posto. Puoi persino prenotare la colonnina in anticipo. L‘app sul telefonino ti avvisa quando la carica è finita, così sai quanto tempo ti resta da aspettare anche se sei lontano dall’auto. Tutto qui. È questo il segreto del suo successo: la semplificazione di servizi che già esistevano, ma in forma scomoda e macchinosa. In altre parole, Tesla è l'iPhone delle auto elettriche (anche nel prezzo). Speriamo che i concorrenti imparino da questo esempio.

Intanto questa storia ha un seguito.


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144 commenti:

rico ha detto...

Ti ricordo la legge di Murphy sull'elettricità: Funziona meglio se attacchi la spina.
(e se ti assicuri che la spina sia ben inserita, aggiungerei) ;)

iomestesso sempreio ha detto...

Ottimo resoconto, sono sicuro che aiutera i pionieri come noi che stanno lottando contro sistemi demenziali e menefreghismo generale. io sono solo elettrico da un anno e vivo in montagna. ieri ho fatto 160km e non ho potuto caricare a meta viaggio per colonnina guasta (3 volte su 4 e quando funziona devo mettermi di traverso davanti al solito cafone fossile che occupa l'unico parcheggio con ricarica, ma e 5 metri piu vicino alla porta degli altri vuoti.....) rientro con ansia, tutta salita, ma alla fine sono arrivato con il 10%. ora so che il freddo non incide coosi tanto sulla resa delle batterie.

Alessandra ha detto...

Toglimi una curiosità : i pedoni che attraversano la strada, come reagiscono alla tua auto SILENZIOSA? Conosco persone che attraversano "ad orecchio" che se non cambiano abitudini avranno vira breve, immagino. ..

Marco ha detto...

Io sono ingegnere e non avrei nessun problema... E le cose che hai detto all'inizio le auspicavo in un'auto elettrica, compresa la prima parte della corsa del pedale del freno che non usa pasticche e dischi... Negli anni passati, con la disponibilità di quei kit di motori a pasticche, mi sono divertito a immaginare e progettare le varie fasi di marcia...
Mi immagino uno come mio padre, 71-enne, che non sa usare nè computer, nè telefonino, ma a stento la TV e l'auto (bene quest'ultima solo perchè è un ex meccanico), come reagirebbe a tutte queste complicazioni. Probabilmente la caricherebbe solo a casa e via...
Io sono ciclista e sono andato al lavoro in bici (bici da corsa), ma gli ultimi km sono una salita al 10% e mi scoccia arrivare al lavoro tutto sudato... Prima o poi comprerò una bicicletta a pedalata assistita, che nel traffico tentacolare di Napoli e qualsiasi grande città e se non devi portare carichi troppo pesanti (io comunque porto uno zaino con i vestiti, scarpe e altre cose con la bici classica) può essere l'ideale... Con il cestino davanti puoi anche andare a fare una piccola spesa...

barbagianni (°v°) ha detto...

Mi tengo la ibrida ancora per un po'...

antoniodecesare ha detto...

ho sempre pensato che la lezione sugli standard (acquisita dai computer) fosse stata imparata ormai da tutti. quando si é cominciato a parlare di auto elettriche pensai che i produttori avrebbero trovato un accordo su uno standard di batteria. il distributore smonta la batteria e ne monta un'altra: tanto sono tutte uguali. nessuno ha prosposto uno standard?

Matteo Filippini ha detto...

Paolo,

dovresti (e forse ci hai gia' pensato, conoscendoti) raccogliere tuttel e tue (dis)avventure elettriche e spedirlo alle case produttrici, hai visto mai...
Sta cosa della ricarica (costi domestici + praticit' + disponibilità) mi pare il collo di bottiglia piu' stretto per la diffusione delle auto elettriche. In citta' come Roma ad esempio, dove il suo utilizzo avrebbe un impatto enorme, i proprietari che hanno un garage o cmq un posto auto autonomo per una ricarica "comoda" sono pochissimi, il resto lascia l'auto in rimesse, posti auto comuni o - la grandissima maggioranza - in strada perche' lo sviluppo urbanistico/edilizio ha preso una certa piega a suo tempo (=garage zero).
...sssoprobblemi!! :-)

ciao,
Teo

Jotar ha detto...

Ai Vogon piace questo sistema di colonnine.
Il massimo della tecnologia disponibile (smartphone, app, sistemi satellitari) a servizio di una burocrazia medievale alla 'Non ci resta che piangere'.

Fabio Galletti ha detto...

Dici che faccio ancora in tempo a cambiare e prendere un diesel?

(Scherzo: ho in arrivo un furgone con 22kWh di batteria e zero app. Cercherò di fare il tester di conferma.
Temo anch'io che il passaggio dalla teoria alla pratica non sarà indolore)

Rigongia ha detto...

Ti segnalo quello che mi pare un piccolo refuso : "Tesla è l'iPhone degli smartphone" . Se ho capito bene il filo del discorso penso tu intendessi "Tesla è l'iPhone delle auto elettriche"

Il Lupo della Luna ha detto...

Ma in questo modo Tesla ha una rete solo per le proprie vetture, il che risolve alcuni dei problemi ma non quello di ricaricare al bisogno ed in un qualsiasi "rivenditore" come con la benzina.

ST ha detto...

Una curiosità. In salita come si comporta? Ad esempio la salita che c'è fra locarno e monteceneri provenendo da locarno.
Grazie in anticipo.

Francesco ha detto...

Ciao Paolo, se nel tuo box arriva il segnale wifi di casa esistono sistemi di prese elettriche connessi, che ti permettono di attivare/disattivare la presa e di verificare l'assorbimento (che risolverebbero il tuo problema di far iniziare comodamente la carica dopo le 22 e di verificare di aver attaccato la spina). I più "seri" supportano 16A (3.5kW, circa) e hanno un costo accessibile. Non sarà come avere l'app dell'auto, ma fanno il loro lavoro!

Carlo Recagno ha detto...

"Rigenerazione". Già mi piace... :-D

Patrick Costa ha detto...

Beh, guarda il lato positivo, quando avrai la Tesla (se deciderai poi di andare fino in fondo), sarai un super guru dell'elettrico... ti sarai fatto "le ossa"!
Bellissimo articolo, molto chiaro e dettagliato, peccato che le cose funzionino ancora così, spero che nel giro di qualche anno le procedure miglioreranno. Posso chiederti il prezzo di questo mezzo usato? Quando compri un auto del genere, più che i Km fatti dalla macchina presumo sia più importante capire lo stato delle batterie... si può sapere lo stato (quante ricariche, data primo utilizzo, ecc..?) La farai mai andare completamente a zero con la batteria?! Magari lasciando appositamente le luci o l'autoradio accese tanto per fare un "reset"?!? Dico bagianate?!? Se si rimane a piedi, c'è la possibilità di avere un supporto temporaneo con una batteria "tampone", come si fa con lo starter e le auto a scoppio? Giusto per darti un paio di Km di "riserva"?!

Sigisto ha detto...

Ciao Paolo,
qui in Italia c'è un gruppo di acquisto solidale che si chiama GAI ( gruppo acquisto ibrido ) che oltre ad ottenere sconti sui modelli di diverse case, organizza anche corsi "interni" per gestire al meglio l'autonomia e la resa della macchina ibrida. Sull'elettrico totale che sappia io nulla... ;) Sei un grande!! Ciaoo

Paolo Attivissimo ha detto...

Rigongia,

hai ragione. Ho corretto, grazie!

Paolo Attivissimo ha detto...

Patrick Costa,

è indicato nell'articolo precedente: circa 10.000 euro. Lo stato delle batterie è verificabile procurandosi un connettore OBD e un software diagnostico (non l'ho fatto; mi sono basato sul fatto che l'auto aveva 22.000 km ed è sempre stata usata solo con la ricarica lenta domestica).

No, non la farò mai andare a zero. No, non c'è una batteria tampone. Se arrivi agli sgoccioli dell'autonomia, entra in "modalità tartaruga", che ti fa fare circa 20 km a velocità obbligatoriamente ridotta e spegnendo tutti i sistemi di bordo tranne la propulsione.

Ricordiamoci che è una city car: se sei a più di 20 km da casa, stai già uscendo dai suoi limiti di progetto :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Francesco,

ho già provato: il segnale del mio Wi-Fi non arriva alla rimessa. Ma ho una soluzione alternativa in cantiere per monitorare la carica.

Per la commutazione: la differenza di prezzo fra carica diurna e notturna non giustifica l'investimento di un interruttore remoto. Non su una macchina che si ricarica completamente con 16 kWh.

Paolo Attivissimo ha detto...

ST,

in salita si comporta benissimo: l'unica accortezza, che ho imparato sul campo, è che devi premere a fondo l'acceleratore e lasciare che l'auto pensi a regolarsi. Ho già collaudato l'arrampicata fra Lugano e Bellinzona, sia in autostrada sia sulla strada normale, e l'ha gestita senza problemi a 100-120 km/h a seconda del limite.

Paolo Attivissimo ha detto...

Il Lupo,

Ma in questo modo Tesla ha una rete solo per le proprie vetture, il che risolve alcuni dei problemi ma non quello di ricaricare al bisogno

La rete proprietaria ti garantisce che lì trovi da ricaricare senza complicazioni di connettori e pagamenti. Ma se vuoi e ti attrezzi bene, puoi caricare anche presso le colonnine di altre reti, come facemmo io e Tiziano quando andammo a Roma in Tesla (storia raccontata in questo blog).

Paolo Attivissimo ha detto...

Matteo,

dovresti (e forse ci hai gia' pensato, conoscendoti) raccogliere tuttel e tue (dis)avventure elettriche e spedirlo alle case produttrici

Grazie, ma ho l'impressione che per ora i costruttori di auto fossili stiano facendo le elettriche solo per questioni normative ("compliance car" californiane) o per motivi di immagine. Non ci stanno mettendo l'anima, tranne ovviamente quelli che fanno solo auto elettriche.

I costruttori sanno benissimo come stanno le cose. Ma per ora a loro non interessa abbastanza investire o fare accordi per cambiarle.

Massimiliano Donati ha detto...

"Tesla è l'iPhone degli smartphone" credo tu volessi dire delle auto elettriche :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Antonio,

il distributore smonta la batteria e ne monta un'altra: tanto sono tutte uguali. nessuno ha prosposto uno standard?

Il metodo del "cambio di cavalli" è stato esplorato ed è un incubo di logistica. Ci ha provato anche Tesla, arrivando al prototipo funzionante, ma i costi sono altissimi e l'interesse è poco se hai 300 km di autonomia e la ricarica completa in 40 minuti.

Paolo Attivissimo ha detto...

Alessandra,

i pedoni che attraversano la strada, come reagiscono alla tua auto SILENZIOSA?

Per ora non ho visto reazioni pericolose, anche perché in Svizzera mi sono abituato a considerare ogni pedone sul marciapiedi come un pedone che potrebbe decidere di attraversare in qualunque momento (specialmente i bambini e gli adulti con le cuffie sulle orecchie).

La cosa bella è sentire, come mi è capitato qualche giorno fa, una mamma indicare la colonnina e la mia auto e spiegare alla figlia piccola che quella è un'auto elettrica che si ricarica e non inquina. Le ha spiegato che vivrà in un futuro leggermente migliore. Per me queste cose contano.

Marco Polenta ha detto...

Ciao Paolo, ti seguo con ormai da molti anni senza (mi pare) aver mai commentato. Volevo solo segnalarti che l'interoperabilità (quella che tu chiami roaming) tra i vari operatori su di una piattaforma comune europea è in fase avanzata di sviluppo, mentre diversi accordi tra player singoli sono già attivi o si stanno attivando in questi mesi.
Lavoro in una grande azienda di produzione e distribuzione di energia del Nord Italia (nello specifico mi occupo di graphic design) e per quello che so l'interoperabilità è un punto cardine di tutte le aziende che si occupano di Smart Mobility.

Patrick Costa ha detto...

:-) La mia giornata tipo è casa/scuola (1km), scuola/lavoro moglie (3km dalla scuola), lavoro moglie/lavoro mio (2km dal lavoro moglie) e senso inverso! L'auto elettrica sarebbe pienamente compatibile con lo stile di vita famigliare che abbiamo. In ogni caso non ho in previsione di cambiare auto o di aggiungerne una, ma l'elettrico mi intriga molto e penso che sarei pienamente in grado di affrontare questo cambio... il grosso sarebbe convincere mio suocero :-p (poco incline alle novità, e il suo parere mi influenza "psicologicamente" parecchio :-) ).

Nick ha detto...

Grazie paolo, questo resoconto di prima mano vale piu' di mille pubblicità o articoli pro/contro l'elettrico.

Glauco Silvestri ha detto...

I miei dubbi sulle auto elettriche sono per l'appunto quelli da te evidenziati, soprattutto quelli legati alla rete di colonnine per la ricarica. Poi ho dubbi anche sulla vita delle batterie. Essendo agli ioni di Litio, quanti cicli di ricarica mi concedono prima di avere drastici cali di autonomia? E le condizioni climatiche? Come reagiscono le batterie al caldo afoso estivo e al freddo gelido dell'inverno?
Sono abituato a tenere un'auto per più di 10 anni, visti i costi di acquisto, per cui non vorrei trovarmi con una vettura che invecchia in fretta a causa delle batterie, e con un 'tagliando' delle batterie dal costo superiore del valore dell'auto usata. Ahimé non conosco nessuno che abbia una full-electric, ho invece molti conoscenti con una ibrida, e sono tutti molto contenti. E' per questo che, per ora, la scelta di un ibrido elettrico - per le mie esigenze - sembra essere ancora la scelta migliore. E visto che a breve dovrò cominciare a pensare a un auto nuova... :-)

Nota a margine: Per la ricarica in Garage, visto che ti attacchi a una presa standard casalinga, hai pensato a usare una presa comandata per accendere e spegnere la ricarica da remoto? Ovvio che il garage deve essere coperto dal wifi di casa ma, non dovrebbe essere un problema... Alla peggio la Netgear fa dei "routerini" che vanno con una scheda cellulare e si alimentano a 220V.

Guido Pisano ha detto...

coordinamento delle infrastrutture e soprattutto senza il contributo dell’informatica, Io penso che quando i tempi di ricarica saranno paragonabili a quelli di un pieno di carburante fossili sia come tempi sia come capillarita' dei distributori potrai viaggiare senza preoccupazioni esattamente come fai adesso con un'auto a carburante fossile.

dani1967 ha detto...

Noto sempre di più dei toni alti nella discussione, come si creasse un mondo di fossili vs elettrici, e non mi pare un bene, abbiamo a questo mondo sin troppi muri e non è il caso di crearne altri. Bene fa Paolo a cercare pregi e indubbi difetti del sistema.
Una domanda, quale affidabilità la misura della carica residua ? Premetto, non sono un ingegnere per cui non ho molta competenza in merito, ma mi risulta che non è facile misurare la carica residua di una batteria e quanto di questa è effettivamente disponibile ai voltaggi necessari. Insomma, non è un galleggiante in un serbatoio.
Avevo anche una domanda sul rapporto tra Ah e KwH, ma la rete mi ha dato un'ampia risposta.

Donato ha detto...

In pratica l'auto elettrica è un'ottima opzione... se hai anche un'auto a benzina!

Un po' come la generazione di energia elettrica massiva: ottima scelta l'eolico ed il FV, però è sempre meglio avere pronte le fonti "sicure" fossili o nucleare.

ebonsi ha detto...

Se non vado errato ne abbiamo già discusso, ma comunque: resto dell'opinione che il principale fattore per la diffusione (o meno) delle auto elettriche consisterà nelle decisioni dei governi per favorire o all'opposto ostacolare la cosa. Questo per l'ovvia considerazione che queste decisioni, essendo imposte per legge, faranno ampiamente aggio su qualsiasi sviluppo tecnologico, sulla comodità d'uso e sugli orientamenti degli acquirenti.

Per metterla sul personale: attualmente posseggo un'auto a GPL, che per l'uso che ne faccio rappresenta il migliore compromesso tra la praticità d'uso e il desiderio di inquinare un po' di meno. Ma in Germania, dove vivo, il precedente Ministro delle Finanze Schäuble intendeva eliminare le attuali riduzioni sul carico fiscale del GPL alla fine di quest'anno, il che mi avrebbe costretto a rottamare immediatamente la mia vettura. Adesso l'accordo di coalizione estende invece queste riduzioni sino al 2022, ma visto che in media tengo una vettura per ben più di quattro anni, è chiaro che non potrò più acquistare un'auto a GPL - e lo stesso vale per migliaia e migliaia di altri automobilisti. Ecco quindi che nemmeno una probizione diretta, ma una semplice decisione di natura fiscale ha di fatto "ucciso" il mercato tedesco per le auto a GPL.

Con l'elettrico accadrà lo stesso, in un verso o nell'altro. Anche perché rimane indiscutibile il punto che nessun governo potrà mai rinunciare agli introiti fiscali attualmente garantiti dagli idrocarburi: la progressiva diffusione delle auto elettriche, pur se desiderabile da moltissimi punti di vista, sarà per forza di cose accompagnata da un altrettanto progressivo aumento della pressione fiscale su di esse (tasse di possesso, ecc.).

Manuela ha detto...

Trovo molto interessante e utile questo 'esperimento' di cui ci rendi partecipi. Mi chiedo cosa possa accadere, in temini di ansia da ricarica, a chi come me è costretta al traffico di Roma, in cui spesso non sono i chilometri il problema (oddio anche quello qui è tutto dilatato), ma soprattutto il tempo perso fermi nel traffico

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Paolo Attivissimo
mi sono basato sul fatto che l'auto aveva 22.000 km ed è sempre stata usata solo con la ricarica lenta domestica).

Sì ma le batterie hanno comunque 7 anni e non sono pochi.

Se poi la concessionaria non è stata molto attenta a mantenere la carica intorno al 50% nei periodi di non utilizzo, o, peggio l'ha fatta scaricare troppo, i km effettivi contano poco.

Ecco, per questo io farei il test di scendere un po' con la carica della batteria, anche senza farla andare a zero.

Se il misuratore del livello di carica funziona come quelli dei computer o degli smartphone, ci si potrebbe trovare con l'autonomia stimata che precipita quasi istantaneamente da 40 a 10 km.
Se ti trovassi anche a 20km da casa non sarebbe molto divertente. :-)

Io ho una vecchissima UNO D che dopo "solo" mezzo milione di Km si sta "stancando" e pensa seriamente di lasciarmi per strada.

Nonostante le obiezioni su esposte stavo pensando anch'io di prendere un'elettrica. Lavoro a 40Km da casa. In azienda c'è il trifase e il mio capo non farebbe obiezioni a farmi "attaccare" l'auto per ricaricarla.

Per gli spostamenti lunghi potrei noleggiare un'auto tradizionale: i costi risparmiati con la benzina, il bollo e la manutenzione coprirebbero la tariffa del noleggio e avanzerebbero pure soldi.

Il problema è che potrei permettermi solo un usato, per via del mio mutuo, e non certo una Tesla. Ma se le batterie fossero rovinate quanto costerebbe sostituirle?

Io, in rete, ho trovato questo tizio che andrebbe in giro per l'europa proprio con una iOn. Nell'articolo afferma che il pacco batterie della iOn costa ben € 18.510!.

Potrei aver letto male e non ho abbastanza capacità per capire se è un fake ma se non lo è...

Fabio Galletti ha detto...

Mini-chiosa su problema prese diverse/colonnine con app balorde e Vogon.
Tutto vero, tutto esatto.
Ma.
Ma se si usa l'auto elettrica da progetto (cioè dentro un raggio, non per lunghe tratte) alla fine la moltitudine di standard e app si riduce alle due/tre varianti all'interno del percorso normale.

Io ho individuato nel mio raggio normale due paline libere tipo2 senza cavo e una ENEL con cavi tipo2, CSS, CHAdeMO con loro app.
Per le paline basta un cavo tipo1/tipo2, alla rapida non posso usare il loro cavo tipo2 ma solo la CHAdeMO.
Assurdo? Senz'altro.
Ma le mille folli combinazioni app+spine si riducono nel mio piccolo a un cavo + una app.

Uscissi dalla comfort zone, è purtroppo il delirio.

Stefano Destro ha detto...

Ciao Paolo, durante la prima lettura dell'articolo mi pareva di aver trovato dei link su modifiche da apportare all'auto. Li ho letti e sono interessanti. Non so come funzioni in Svizzera però una modifica del genere in Italia credo comporti la necessità di una nuova richiesta di omologazione e in caso non la si faccia problemi in caso di sinistro.....

Anonimo ha detto...

Bel resoconto. Futuro tecnologico e medioevo burocratico. Anche in Svizzera.

Paolo Attivissimo ha detto...

Stefano,

Non so come funzioni in Svizzera però una modifica del genere in Italia credo comporti la necessità di una nuova richiesta di omologazione e in caso non la si faccia problemi in caso di sinistro

Bella domanda: anche se in realtà non stai cambiando parti meccaniche del cambio o altro. Comunque non ho intenzione di farla.

Paolo Attivissimo ha detto...

Guastulfo,

Io, in rete, ho trovato questo tizio che andrebbe in giro per l'europa proprio con una iOn. Nell'articolo afferma che il pacco batterie della iOn costa ben € 18.510!.

Lo seguo anch'io e sembra affidabile. Lui stesso dice che il venditore non è dei più economici. Chiedo in giro, giusto per curiosità.


Ecco, per questo io farei il test di scendere un po' con la carica della batteria, anche senza farla andare a zero.

Quanto intendi per "un po'"? Sono sceso fino a 14 km di autonomia residua (prima della riserva).

Paolo Attivissimo ha detto...

Manuela,

Mi chiedo cosa possa accadere, in temini di ansia da ricarica, a chi come me è costretta al traffico di Roma, in cui spesso non sono i chilometri il problema (oddio anche quello qui è tutto dilatato), ma soprattutto il tempo perso fermi nel traffico

Se sei ferma, il consumo dell'auto è sostanzialmente zero. Il motore è fermo e spento: non gira in folle come nelle auto fossili. Restano i consumi di luci, radio, ventilatore, riscaldatore / aria condizionata. Questi ultimi due incidono parecchio.

Paolo Attivissimo ha detto...

Donato,

In pratica l'auto elettrica è un'ottima opzione... se hai anche un'auto a benzina!

Oppure una seconda auto elettrica grande a lunga autonomia, che è il mio obiettivo :-)

Come dicevo nell'articolo precedente, ho scelto questa perché è piccola (soprattutto stretta).

E comunque da subito il mio consumo di benzina è diminuito.

rico ha detto...

@ ebonsi: Non esageriamo col "peso" fiscale. Se anche non avessi l'esenzione dal bollo prevista per le auto GPL in Lombardia e Piemonte, comunque spenderei la metà e inquinerei quattro volte meno degli equivalenti motori diesel o solo benzina.
Insomma, me la terrei lo stesso, la mia auto "gasata".

Appassionato ha detto...

Le è mai venuto in mente che tesla fa cose così carine perchè ha generato 11 miliardi di dollari di perdite, mentre gli altri devono far quadrare i conti?

fizz ha detto...

Non è nell'interesse diretto di Paolo, ma per la conversione in Italia hanno introdotto un decreto per cui in caso di conversione con un kit omologato la macchina può essere re-immatricolata in modo relativamente facile.
Alcune ditte sembrano essersi specializzate in queste operazioni, come per esempio questa: https://www.kitnewtron.it/index.php/auto
Per un certo tipo di uso a basso costo può avere senso, se si vuole un pò più di varietà sul modello di auto da convertire rispetto alle poche elettriche native in circolazione sul mercato dell'usato.
Io lo sto considerando come seconda auto per il "commute" casa-ufficio in alternativa ad una moto elettrica come la Zero (http://www.zeromotorcycles.com: nella fascia giusta per il livello di spesa, ho anche un concessionario vicino a casa, ma che mi preoccupa per la questione sicurezza).

Mauro ha detto...

Sono elettrizzato dal 2006....
Mai usato una colonnina, mi rifiuto! (per le ragioni perfettamente esposte da Paolo)

vale maio ha detto...

Secondo questo articolo, circa l'85% della popolazione italiana vive in condominio; non so quanto sia affidabile ma prendiamolo momentaneamente per buono. La domanda sorge spontanea: esiste già un qualche modo per chi abita in un condominio e parcheggia per strada, per ricaricare un'auto elettrica di notte? Io stesso ho vissuto per tanti anni a Torino, in un grande condominio con un centinaio di nuclei famigliari, ovviamente senza garage. Personalmente non vedo soluzioni, per ora, ma posso (e spero vivamente) di sbagliarmi.
Anche ora che abito all'estero in una casa di mia proprietà avrei un problema simile: non ho un garage ma parcheggio su strada di fronte casa. Potrei installare un punto ricarica sul muro esterno, ma il cavo dovrebbe attraversare il marciapiede pubblico. Il mio non è un caso isolato in questo paese, come me molti avrebbero questo problema. Ha senso o sono solo poco informato?

ebonsi ha detto...

"Se anche non avessi l'esenzione dal bollo prevista per le auto GPL"

Non, per me in Germania non si tratta di questo: il bollo lo pago comunque, ed è quello dell' auto "base" a benzina. Il problema sono le tasse e le accise sul carburante alla pompa. Queste sono attualmente più basse sul GPL che non per il diesel o la benzina super, per cui il GPL viaggia sui 0,55-0,65 euro al litro contro gli 1,12-1,20 per il diesel e 1,35-1,50 per la benzina. L'abolizione delle facilitazioni fiscali nel 2022 porterà il prezzo del GPL ad un valore intermedio tra quello del diesel e quello della benzina - rendendolo così del tutto improponibile, visto che il consumo di GPL è un buon 20% superiore a quello dello stesso motore quando va a benzina.

Il Lupo della Luna ha detto...

Non ho capito bene sta cosa della ricarica: mettiamo che io abbia una Tesla che carico sulle colonnine Tesla, devo pagare? Se la carico su colonnine di altro gestore?

Invece il discorso degli adattatori e delle prese: è una precisa volontà dei produttori per vincolarti (thunderbolt/usb-c anyone?) ad alcune colonnine, presumo. Usare lo stesso standard per tutti per ora è controproducente per i produttori (no pun intended).

Tony ha detto...

"non ho nessuna intenzione di uscire di casa dopo le 22 per andare ad avviare lacarica quando inizia la tariffa ridotta"
Non basta un semplice interruttore temporizzato?
Come quelli che si usano per il riscaldamento o, volendo, per le luci natalizie. Lo regoli e dopo le 22 fa passare corrente. Costa sotto i 10 euro.

"Questione sinistra-destra".
Credo che basti fare riferimento all'auto.
Per convenzione, si considera il lato sinistro quello del guidatore ed il destro quello del passeggero.
Insomma, come se si fosse seduti all'interno della vettura.
Quindi arrivando con l'auto di muso avanti alla colonnina, si identifica il lato.
Forse è così.

burglar ha detto...

Io la macchina non ce l'ho perché per tutti i giorni uso i mezzi e mi limito al car sharing quando mi serve. Una di quelle volte ho preso una Volvo V30 anch'essa con un'autonomia dichiarata di 80km (poi a 70km era al 5% ma quello è un altro discorso) ed ho pensato che un ingegnere si dovrebbe vergognare a immettere una cosa simile nel mercato.
In pratica fa circa 1/3 dei km di una Vespa 125 a fronte di un tempo di ricarica di 300 volte tanto.

Io capisco benissimo il discorso di inquinamento (ma poi fra la produzione dell'energia elettrica e la produzione e smaltimento delle batterie davvero l'impatto è superiore a quello di un motorino?) e capisco ancora di più il discorso di nerditudine che rende affascinanti questi veicoli, ma ingegneristicamente parlando a me sembrano estremamente carenti (ad eccezione della Tesla che sembra aver fatto un lavoro apposito per rendere tutto il sistema funzionante).
Come dici tu non sembra esserci un reale interesse nella costruzione di questi veicoli se non per motivi estranei al voler vendere a tutti l'auto elettrica. Penso che i fossili continueranno a bruciare ancora per molto tempo, almeno fino a quando i costruttori tradizionali non sentiranno il mercato minacciato dalle aziende emergenti specializzate in auto elettriche.

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

Quanto intendi per "un po'"? Sono sceso fino a 14 km di autonomia residua (prima della riserva).

Non posso risponderti su questo. Posso solo dire che se, ad un certo punto, non hai incontrato bruschi cali nella stima dell'autonomia residua non giustificati da un cambio di stile di guida o da una salita, allora la batteria dovrebbe essere in buono stato nonostante i 7 anni.
In caso di batteria in cattive condizioni, l'autonomia a batteria carica dovrebbe apparire sempre la stessa salvo, poi, "fare un gradone" e scendere, per esempio da 50km a 15 durante l'uso dell'auto.

Resta il fatto che l'acquisto del pacco batterie è una brutta botta per le tasche e spero anche che si trovi al riparo delle brutte botte. Un incidente che potrebbe danneggiarlo significherebbe buttar via l'auto.

Paolo Attivissimo ha detto...

Guastulfo,

non hai incontrato bruschi cali nella stima dell'autonomia residua non giustificati da un cambio di stile di guida o da una salita, allora la batteria dovrebbe essere in buono stato nonostante i 7 anni.

In effetti non ne ho notati. Speriamo in bene. So che è un azzardo e sono consapevole del rischio.

Paolo Attivissimo ha detto...

Tony,

Non basta un semplice interruttore temporizzato?

Considerata la potenza che passa e passerà continuativamente (soprattutto per la futura Tesla-o-equivalente), temo di no.

Paolo Attivissimo ha detto...

vale maio,

esiste già un qualche modo per chi abita in un condominio e parcheggia per strada, per ricaricare un'auto elettrica di notte?

In alcuni paesi (Norvegia, GB) si stanno attrezzando per convertire i lampioni in punti di ricarica lenta. Oppure installano file di colonnine per la carica lenta lungo i marciapiedi. Le ho viste a Trondheim: sono piccolissime e non danno fastidio. Ovviamente un'auto lasciata fuori, elettrica o meno, si presta a vandalismi. Dipende quanto è civile la gente dove abiti.

Non credo sia legale far passare un cavo elettrico su un marciapiedi pubblico.

Paolo Attivissimo ha detto...

il Lupo,

mettiamo che io abbia una Tesla che carico sulle colonnine Tesla, devo pagare? Se la carico su colonnine di altro gestore?

1. Dipende dalla Tesla che hai. Una Model S o X acquistata fino ai primi del 2018? Non paghi a vita. Acquistata dopo, o una Model 3? Paghi a consumo, dopo un forfait annuale: l'addebito è automatico sulla carta di credito che hai associato all'auto.

2. Paghi quello che chiede il gestore.

Paolo Attivissimo ha detto...

Appassionato,

Le è mai venuto in mente che tesla fa cose così carine perchè ha generato 11 miliardi di dollari di perdite, mentre gli altri devono far quadrare i conti?

1. Quadrare i conti: elencami le case automobilistiche che non hanno mai preso sussidi governativi per risanare i bilanci. Aiutino: l'elenco è molto, molto breve.

2. Tesla reinveste i ricavi in nuove fabbriche e nuovi modelli. Potrebbe limitarsi a fare Model S e X, che vanno a ruba come i bomboloni appena sfornati, e guadagnare. Invece preferisce spendere per fare la linea di produzione di Model 3, Model Y, e Semi. Sono scelte.

3. Tesla ha venduto 300.000 auto da 80.000 euro in su. Scusa se è poco. Confronta con Porsche, per esempio.

4. Meno strafottenza aiuta al dialogo.

Camicius ha detto...

Lezione numero uno: se volete vivere senza ansie, prendete l’autonomia dichiarata dai costruttori (secondo i generosissimi criteri NEDC, di solito) e dimezzatela. Se è comunque sufficiente, siete a posto. Altrimenti rassegnatevi, perché l’ansia da autonomia sarà vostra compagna.
Lezione numero zero: l'auto elettrica va bene per chi ha un'altra auto (a combustibili fossili) per fare quei (pochi) viaggi che richiedono una autonomia decente. Se l'autonomia di Tesla (ho guardato il simulatore della ModelS) è di 300-500 km, ma quelli utilizzabili senza ansia sono 150-250, vuol dire fare un viaggio a tappe di 150-200 km. Che non è un viaggio, è un calvario.
Capita di farli? A me sì, una ventina di volte l'anno, principalmente per piacere.

Esempio recente: da Brescia a Bologna per uno spettacolo teatrale, 400 km. E a Bologna per tre o quattro ore, quindi una ricarica lenta aiuta, ma non risolve il problema.
Oppure da Brescia a Trieste, per gli Iron Maiden, 655 km andata e ritorno, complicato da fare anche ricaricando a Trieste, se ti fermi 4 ore per il concerto. E non è un dramma da fare: in autostrada 330 km si fanno in 3 ore, fattibile anche da solo. In alternativa si può dormire a Trieste, ma non costa poco (soprattutto in caso di eventi) e c'è un solo hotel che consente la ricarica.
Nota bene che anche un viaggio semplice, tipo Brescia-Milano è vicino al limite della capacita ansia-free, soprattutto se non parti con il pieno (magari vai a Milano la sera dopo il lavoro).

Questo è il vero problema dell'auto elettrica.
Il fatto è che il flusso di energia (chimica) di un pieno di benzina/gasolio/gpl/metano è un paio di ordini di grandezza superiore rispetto al più alto flusso elettrico fattibile su un'auto.
Un normale distributore ricarica 40 litri al minuto, sufficienti a circa 800 km di viaggio. Quindi il "flusso" è di 800km di autonomia al minuto.
Un supercharger dà 270km in 30 minuti, dandone quindi 8 al minuto. E ci sono grossi limiti fisici per salire tanto di più (connettori e interruttori tendono a diventare enormi aumentando le potenze in gioco).

Poi oh, se a qualcuno va bene spendere 45000 euro di auto e non potere andare manco a un concerto a Bologna senza ansia, liberissimo di farlo...

FridayChild ha detto...

"E' molto meglio essere il secondo che il primo. Il primo apre tutti i cancelli, il secondo e' il più vicino al primo ma li trova già aperti" (Paul McCartney)

Stefano Destro ha detto...

Correzione [quote-"Paolo Attivissimo"]Tony,

Non basta un semplice interruttore temporizzato?

Considerata la potenza che passa e passerà continuativamente (soprattutto per la futura Tesla-o-equivalente), temo di no.[/quote]

Esistono temporizzatori "industriali" di qualunque tipo. Io ne uso uno sovradimensionato per la mia Peugeot ed è costato 15€, installazione di pochi minuti che è sempre meglio far fare ad una persona competente. Auto più evolute credo abbiano la carica programmabile o comunque in caso di ricarica rapida necessitano l'installazione di una colonnina dedicata

Fabio Galletti ha detto...

@Il Lupo Della Luna, #48.

La fase in cui ognuno si faceva la propria spina è passata da tempo: si sono cristallizzati presto degli standard USA/Giappone ed Europei.
La CHAdeMO era uno standard giapponese per colmare la richiesta del mercato di ricariche "fast" mentre gli europei e USA cincischiavano sugli standard.

In realtà, i produttori han capito che standard è meglio.
Ci sono solo Tesla ed i Cinesi che han scelto un "proprio" connettore, gli altri stanno più o meno tutti convergendo sulle "combo".

Il fatto è che migliaia di auto e molte colonnine sono pre-standard, e ci vorrà tempo.

Sulle app, invece, il casino c'è e non pare così accidentale.
Al di là della "fidelizzazione" molte sono semplicemente colpevolmente malfatte e arzigogolute.

francesco v. ha detto...

Bella auto ma il costo netto dell'energia non mi sembra bassissimo. Prendendo come base il prezzo di 0,42 Franchi/KWH (0,35 eu al cambio odierno) il prezzo di carica della batteria (arrotondiamo la capacità a 15 KWh) è di circa 5,40 euro. Se l'autonomia è di 80 Km il costo chilometrico è di circa 6,8 eurocent/Km. La mia multipla a gas sta sotto i 5 e non inquina molto, emissioni CO2 a parte ...

Fabrizio ha detto...

Paolo,
Considerata la potenza che passa e passerà continuativamente (soprattutto per la futura Tesla-o-equivalente), temo di no.

Col senno di poi... visto che hai rifatto l'impianto del garage per collegare la macchina, avresti potuto farti montare nel quadro un temporizzatore per comandare due teleruttori/contattori, uno per la 230v e uno per la 400v trifase della tesla.
Un contattore 230v 16€ costa 30€ più il costo (basso) del temporizzatore, circa il doppio per uno da 16A e 400V 4P.

rico ha detto...

@ ebonsi : Si, capisco il problema, le accise governative.
Anche se, sui motori moderni, che nascono già con la doppia alimentazione (ho il livello del GPL nel cruscotto, non separato e posticcio) La resa è quasi equivalente (15 Km/l a benzina, 14,6 Km/l a GPL).
Tassare in questo modo un combustibile molto meno inquinante è un suicidio ecologico.

blu-flame ha detto...

"Tesla ha venduto 300.000 auto da 80.000 euro in su. Scusa se è poco. Confronta con Porsche, per esempio."
Che costi, ci siamo.
Ma un conto sono il caddy o il furgone grosso, comprati per ragioni di machismo da un branco di gente poco furba.
Altro sono le porsche come la cayman
Altro ancora una tesla S che e' una berlina di buon livello, ma non eccezionale.

la tesla S mi piace molto ma non va paragonata con tali cose.

Io penso che la tesla debba ancora trovare un suo ambito.
Alla fine e' meglio di una serie 5 ma una merc classe E e' un'altra cosa.
Pero costa come delle leggende, siamo nei parametri di robe come
di una cadillac,
di una aero 8,
di una nsx
GTR
panamera
vette
aston
maserati

Forse si vende per lo stesso motivo per il quale i ricchi usavano le prius: Farsi vedere cool ed ecologisti. Poi salivano su cigarette (3000 litriora) pr farsi un paio di digiri

marco ha detto...

beh magari è come agli inizi del 20° secolo, quando le prime automobili hanno iniziato a circolare in strade affollate da cavalli, asini, buoi e quant'altro. Non c'era difficoltà a trovare un posto con biada, fieno o altro mangime, ma per la benzina? Si quale benzina poi, chissà a quei tempi quanto fosse differente (ottani, raffineria, ecc..)

Chi possiede un'auto elettrica oggi è una "cavia" per il mondo di domani, quando tutto sarà più standardizzato e semplificato, affinchè anche la semplice massaia (o pensionato) non avrà difficoltà ad usare un auto elettrica.
E' un early adopter, fan della nuova tecnologia, disposto a sopperire ai difetti con l'entusiasmo che lo anima, ma è grazie a queste persone che domani l'auto elettrica sarà per tutti, come la TV, lo smartphone, ecc...

Ma magari con l'avvento delle auto autonome, che da sole andranno alle postazioni ricarica, anche il "pieno"
(e l'ansia da autonomia) diventerà un lontano ricordo, come l'avena per i cavalli ;-)

vale maio ha detto...

Paolo Attivissimo,

In alcuni paesi (Norvegia, GB) si stanno attrezzando per convertire i lampioni in punti di ricarica lenta. Oppure installano file di colonnine per la carica lenta lungo i marciapiedi.

Oibò, vivo in Galles e ammetto che non ne sapevo nulla. Mi informerò, anche perché spero che anche la mia prossima aiuto sia un'elettrica.
Sempre con la speranza che i prezzi continuino a scendere. Come forse hai già detto tu, economicamente parlando, comprare un'auto elettrica non è (per ora) alla portata di tutti.

Paolo Attivissimo ha detto...

Fabrizio,

avresti potuto farti montare nel quadro un temporizzatore per comandare due teleruttori/contattori, uno per la 230v e uno per la 400v trifase della tesla.

Posso sempre farlo in un secondo momento, ma volevo fare un impianto semplice e presumo che la Tesla-o-equivalente futura, che sarà la vera consumatrice di corrente, sarà programmabile. Per la iOn, i consumi sono troppo modesti e la differenza fra tariffa notturna e diurna è troppo bassa da giustificare l'impegno di caricare solo dopo le 22 e fino alle 6. Adesso carico quando ho bisogno, senza pensare agli orari.

Paolo Attivissimo ha detto...

Francesco,

Bella auto ma il costo netto dell'energia non mi sembra bassissimo. Prendendo come base il prezzo di 0,42 Franchi/KWH

Quello è il prezzo alla colonnina. A casa pago 0.146 di notte e 0.189 di giorno, IVA e tasse comprese.

Paolo Attivissimo ha detto...

Stefano Destro,

Auto più evolute credo abbiano la carica programmabile

Appunto. Non ho fatto installare timer perché la "più evoluta" che prenderò lo renderebbe inutile.

Paolo Attivissimo ha detto...

Camicius,

non è un viaggio, è un calvario.

Se lo pianifichi, non hai bisogno di fermarti ogni 150-200 km. Io ho un approccio molto prudenziale, ma ho fatto Lugano-Verona, per esempio (229 km) serenamente senza tappe in Tesla (Model S).

Brescia-Trieste, secondo il simulatore di Tesla, lo fai senza fermarti a caricare anche con una Model 3 Long Range. Ma la strategia sensata è fare tappa per pipì e caffé (o pranzo/cena) a metà strada, per esempio al Supercharger di Mogliano Veneto, così arrivi a Trieste, fai quel che devi fare senza preoccuparti della ricarica, e torni fino a Mogliano durante il ritorno.

È solo questione di pianificare e non farsi prendere dalla foga di arrivare nel minor tempo possibile, tipico della guida endotermica. L'auto è silenziosa, la guida assistita riduce lo stress, a bordo chiacchieri comodo o ascolti musica o un buon audiolibro, e arrivi senza affaticarti.

Nessuno dice che sia a buon mercato, adesso, o che non comporti degli adeguamenti nello stile di vita. Ma anche i primi computer non lo erano e li comportavano, e guarda cosa è successo :-)

Kaguya ha detto...

"Il motore è fermo e spento: non gira in folle come nelle auto fossili. "

Paolo perdona la pedanteria. Ma te per auto fossili intendi le Marbella a nafta agricola?
No perché lo start and stop ormai se l'è brevettato pure Tata da due anni eh. :-)
Lasciando stare la roba nostalgica delle Fiat Energy saving, sono almeno 13 anni che sulla grande serie viene montato quasi di default.


"Mi rendo conto di quanto sia stupidamente inefficiente qualunque auto tradizionale."

Piano.
Calma.
Lezione numero 6 di scuola guida: senza rivangare memorie di bolle d'aria nell'impianto, frenare senza consumare il freno è gesto di classe antica.
Ed è noto, più prosaicamente, che i grossi bestioni, come anche i normali bus, hanno un bel manopolone (spesso chiamato "Retarder") che li fa rallentare senza toccare i freni. Col motore. Come con l'elettrico.
La bistrattata Prius, brutta come la fame e fossile come il T-Rex, ha la rigenerazione in frenata da quando Musk ancora c'aveva ancora solo paypal e la brontosauresca Peugeot 908 veniva allegramente defenestrata dalla Le Mans per aver montato un gingillo simile.
Giusto qualche annetto prima che il kers venisse boicottato in F1 perché nel continuo accelera-frena non restituiva nulla, non frenava, si surriscaldava e mandava a muro i poveri cafoni al carbonfossile :-D
Gli ingegneri meccanici di tram e metropolitane conoscono bene il problema di queste inefficienze in frenata dei motori elettrici, tanto che ci montano sotto dei bei pastiglioni presocratici. Con buona pace del terzo millennio.
Non so. Io ho qualche remora a dire che le Formula E siano "stupidamente inefficienti" sol perché, pur essendo il picco dell'ingegneria automobilistica elettrica, montano dei freni a dispersione termica e hanno due pedali.
(scusa il tono Paolo. Ma su stupidi cafoni endotermici nessuno che abbia vestito un'ignifuga se le tiene :-D ci si sfotte in allegria).


Per il resto è la stessa agonia, ricordo, dei primi possessori di auto a gas negli anni '80.
Allora non c'era internet, ma c'era il bar. E i discorsi erano uguali.
E chi aveva le mappine di Quattroruote coi distributori era giusto un gradino sotto Long John Silver.

pgc ha detto...

Sono d'accordo con ebonsi che molto dipenderà dalle "policy" applicate.

Agli inizi dello scorso secolo (temo che non molti lo sappiano) le auto più vendute a New York, anche se con i modesti numeri di allora, erano elettriche. Purtroppo il produttore applicò una policy protezionistica favorendo così la diffusione di auto a combustibili fossili (https://jalopnik.com/5870808/how-a-new-york-taxi-company-killed-the-electric-car-in-1900). Il mondo magari forse sarebbe stato un po' diverso se questo non fosse accaduto. La ragione è che la diffusione delle infrastrutture è un aspetto fondamentale nella diffusione dei mezzi di trasporto.

Qui un sito http://www.eafo.eu/electric-vehicle-charging-infrastructure con statistiche sulle infrastrutture per i veicoli elettrici. Come dice Paolo è essenziale che l'EU, i produttori, e ogni singolo Paese si muova e rapidamente.

La diffusione dei EV non è da dare per scontata.

Sullo stesso tipo c'è un interessante simulatore dei costi per veicoli elettrici: http://www.eafo.eu/i-cvue che mostra l'impatto di certe policy sui costi per varie categorie di proprietari.

Lois99 ha detto...

Una domanda (probabilmente molto stupida): come funziona con la ricarica alle colonnine in caso di pioggia, magari anche forte?
E' possibile? Servono delle precauzioni? E' perfettamente normale e non cambia niente?
Non vorrei che, se ci fossero problemi, fosse un'ulteriore limitazione all'uso della ricarica in viaggio. O comunque una scocciatura in più.

Paolo Attivissimo ha detto...

Lois99,

non ti preoccupare: non esistono domande stupide in un settore nuovo e complesso come questo. Al massimo possono essere stupide le risposte :-)

come funziona con la ricarica alle colonnine in caso di pioggia, magari anche forte?

Beh, l'operatore si bagna, ma a parte quello non succede nulla :-)

I connettori sono piuttosto ben protetti contro la pioggia e la neve, per cui se non sta diluviando (e se sta diluviando dovresti avere un ombrello per ripararti e riparare il connettore sull'auto) non ci sono problemi. Una volta collegato il cavo, il connettore ha un labirinto di tenute antiacqua che rendono estremamente difficile il contatto dei conduttori con l'acqua.

I cavi, fra l'altro, non portano corrente se non sono collegati, quindi prendere la scossa richiede un impegno notevole.

Paolo Attivissimo ha detto...

Kaguya,

lo start and stop ormai se l'è brevettato pure Tata da due anni eh. :-)

Lo so, ma quante auto lo montano? Avere l'auto silente al semaforo non è ancora un'esperienza diffusa.

Paolo Attivissimo ha detto...

Kaguya,

i grossi bestioni, come anche i normali bus, hanno un bel manopolone (spesso chiamato "Retarder") che li fa rallentare senza toccare i freni

Ma io non sto parlando di "grossi bestioni". Mi riferisco alle auto personali.


La bistrattata Prius, brutta come la fame e fossile come il T-Rex, ha la rigenerazione in frenata da quando Musk ancora c'aveva ancora solo paypal

Lo so. Ma è un'ibrida. Io sto facendo il confronto con l'auto tradizionale, ossia endotermica pura.


Io ho qualche remora a dire che le Formula E siano "stupidamente inefficienti" sol perché, pur essendo il picco dell'ingegneria automobilistica elettrica, montano dei freni a dispersione termica e hanno due pedali.

Di nuovo, sto facendo il paragone con le auto comuni, non con le Formula E. Comunque anche le Tesla hanno freni a disco, e li ha anche la mia piccola iOn. Ma servono per i casi estremi: di solito rallenti rigenerando invece di consumare le pastiglie e buttar via in calore l'energia cinetica che hai impartito all'auto consumando carburante (o batteria).

Concordo sul paragone con l'ambiente delle auto a gas :-)

MR ha detto...

Nella mia memoria di bambino la cartina stradale dell'ACI con i distributori di metano era sinonimo di vacanze: che tenerezza :-)

Anectodal evidence: nemmeno a me pare che lo start/stop sia cosa diffusa. Ne' nel Reggiano (da dove vengo) ne' a Londra (dove vivo da 3 anni). Spero di sbagliare e che questa caratteristica sia diventata comune come l'ABS... :)

A Londra ci sono colonnine di ricarica lungo i marciapiedi in parecchie zone, non solo in centro (viste fino in zona 3, oltre mi spingo raramente). Spesso in una fila di 5/10 colonnine ci sono sotto carica un paio di minicar elettriche a noleggio...
Se riesco a ricordarmi, la prossima volta che ne vedo una mi avvicino per annotare qualche dettaglio (connettore/i, modalita' di pagamento).

Lois99 ha detto...

- come funziona con la ricarica alle colonnine in caso di pioggia, magari anche forte?

Beh, l'operatore si bagna, ma a parte quello non succede nulla :-)


Ottimo, grazie :D

Kaguya ha detto...

"Lo so, ma quante auto lo montano? Avere l'auto silente al semaforo non è ancora un'esperienza diffusa."

Le nuove praticamente tutte, da molti anni.
Purtroppo il nostro parco auto è "vecchio" ed è per questo che non te ne accorgi.
Quando lo start e stop non c'era, l'elettrica era poco più che un fenomeno da motorshow.


"Ma io non sto parlando di "grossi bestioni". Mi riferisco alle auto personali."

Sono certo che hai afferrato il senso, quindi non mi dilungo. :-D
Se fosse così facile ed utile, sarebbe già stato rimpicciolito e montato di serie.

Perché il paragone con la Formula E?
Perché si vede bene come la frenata col motore elettrico non sia efficiente (e sicura) tanto quanto quella tradizionale coi pastiglioni di ferodo.
In parole più chiare, le auto "vecchie" non erano stupidamente inefficienti. Rispondevano e rispondono all'esigenza di non farci schiantare.
Alla Tesla spacciano le pinze dei freni termici verniciate di rosso come succulento dettaglio. Esattamente come gli altri.
Sono stupidamente inefficienti?
No.
Ed ecco perché spunta sempre la Prius, perché ha già dato prova che queste inefficienze si possono tranquillamente limare anche con un motore a tirannosauri morti e ad un prezzo ragionevole.
Non è un'esclusiva delle costosissime elettriche.
E torno a dire che nel motorsport, dove non ci sono grandi problemi di costi e l'efficienza energetica è una delle chiavi di volta perché dà immediatamente vantaggi competitivi, la cosa non ha mai preso veramente piede.
Segno che non è così utile come a primo sguardo può apparire.

Sintetizzando: se la guardiamo sotto il profilo dell'efficienza energetica, il recupero dell'energia in frenata è stato già reso utilizzabile da molti anni sotto un'auto termica di grande serie; se la guardiamo sotto il profilo dell'efficacia della frenata, quella elettrica non passa l'esame e ha bisogno della tecnologia stupidamente inefficiente dei freni termici per non mandarci nell'aldilà :-D

Camicius ha detto...

Se lo pianifichi, non hai bisogno di fermarti ogni 150-200 km. Io ho un approccio molto prudenziale, ma ho fatto Lugano-Verona, per esempio (229 km) serenamente senza tappe in Tesla (Model S)
L'hai scritto tu che bisogna prendere l'autonomia dichiarata e dividerla a metà. Non ho trovato il simulatore della Model3, ma quello della ModelS, giocando con velocità, temperature esterne e riscaldamento/condizionamento mi dà autonomie tra i 300 e i 500 km. Che ho diligentemente diviso per due.
Resta comunque il discorso che, se ti avvicini troppo al range teorico, il tutto diventa meno flessibile, e un imprevisto (incidente, deviazione, consumo anomalo per qualche motivo) ti può far fermare senza elettricità.

Ma la strategia sensata è fare tappa per pipì e caffé (o pranzo/cena) a metà strada, per esempio al Supercharger di Mogliano Veneto, così arrivi a Trieste, fai quel che devi fare senza preoccuparti della ricarica, e torni fino a Mogliano durante il ritorno.
Sarà anche una strategia sensata, ma spacciare per progresso l'obbligo a una tappa di mezz'ora dopo meno di due ore di viaggio mi sembra molto azzardato. Soprattutto se l'auto è una berlina di classe media che costa più del doppio di una ibrida non plugin (ho pagato la mia Ioniq 22000 euro) e poco meno del doppio della stessa ibrida plugin (che viene intorno ai 27000).
Che è silenziosa al semaforo, ha la guida assistita, e dove posso stare senza giacca d'inverno (e non crepare di caldo l'estate) perché il riscaldamento riduce l'autonomia.

È solo questione di pianificare e non farsi prendere dalla foga di arrivare nel minor tempo possibile, tipico della guida endotermica. L'auto è silenziosa, la guida assistita riduce lo stress, a bordo chiacchieri comodo o ascolti musica o un buon audiolibro, e arrivi senza affaticarti.
Quindi, guidare è più rilassante (è vero, ho un cruise control intelligente e un sistema di mantenimento della corsia e in autostrada è effettivamente funzionale e toglie carico di lavoro), ma devi fermarti comunque mezz'ora ogni due o tre.



SirEdward ha detto...

Visto che parlate di auto a dinosauri, anche loro evolvono e sviluppano tecnologie davvero interessanti.

Sono passato da pochissimo da un'auto progettata più di quindici anni fa, con un motore progettato più di venti anni fa, a un'auto progettata l'anno scorso con un motore progettato due anni fa (indicativamente). Da diesel a benzina.

Le differenze sono eclatanti. Pesa meno, consuma uguale o meno (in l/100km medi), va più o meno uguale (il paragone è comunque difficile perché sono due auto molto diverse), inquina molto meno, ha di serie lo Start & Stop e il recupero dell'energia in frenata (anche se non sono certo che sia paragonabile a quello dei motori elettrici).

Valgono le considerazioni precedenti, però la tecnologia ha fatto passi da gigante anche sulle auto ICE.

a_m ha detto...

Paolo, leggo sempre con interesse i tuoi articoli sulle elettriche perché - anche se dubito arriverò mai a guidarne una - reputo che attualmente sia l'unica opzione percorribile per la mobilità dei privati.
Tuttavia, e con la massima serenità, devo fare un piccolo appunto: negli articoli degli elettrodevoti si avverte una certa spocchia spesso ben esibita nei confronti degli elettroscettici o elettroavversi, considerati al pari di trogloditi incapaci di restare al passo con i tempi. L'impressione è quella di una cricca di autoeletti, dove si scrive facendo continue strizzatine d'occhio ai propri simili e sottintendendo un "noi siamo meglio di loro". Sembra di leggere i blog dei vegani, per capirci. Se l'idea è quella di parlare di auto elettriche non solo per rafforzare le convinzioni degli adepti ma anche per convincere qualche elettroperplesso, temo stiate sbagliando qualcosa.

PS: come già scritto sopra, praticamente tutte le auto prodotte negli ultimi anni montano lo start&stop, se non lo avverti ai semafori la ragione è, in parte, perché funziona solo in determinate circostanze (temperatura esterno entro un range, climatizzatore spento, batteria sufficientemente carica, ecc). Ma anche perché in molti lo disattivano perché fondamentalmente inutile: a meno di soste prolungate difficili da prevedere (tranne quando ti scatta il rosso davanti al naso) il presunto risparmio di uno spegnimento di pochi secondi è compensato in peggio dal più elevato consumo di carburante necessario per il riavvio. Senza contare l'usura al motorino di avviamento e alla batteria che non a caso è del tipo rinforzato e quindi molto più costosa da sostituire. Lo s&s serve soprattutto alle case automobilistiche per far rientrare le vetture entro i limiti (virtuali) di emissioni.

Lampo13 ha detto...

[quote-"Paolo Attivissimo"-"/2018/03/i-miei-primi-cauti-passi-in-auto.html#c2202029241978441438"]
Tony,

Non basta un semplice interruttore temporizzato?

Considerata la potenza che passa e passerà continuativamente (soprattutto per la futura Tesla-o-equivalente), temo di no.

[/quote]
Volendo si può collegare un relè per alti amperaggi che fa passare o meno la corrente comandato da un semplice timer che non dovrebbe gestire alte correnti ma solo il segnale per il relè...

Paolo Attivissimo ha detto...

Camicius,

Non ho trovato il simulatore della Model3

https://www.tesla.com/trips, scegli il modello dell'auto, il punto di partenza e quello di arrivo.


L'hai scritto tu che bisogna prendere l'autonomia dichiarata e dividerla a metà

Vero. Lo raccomando per chi non vuole assolutamente rischiare o avere disagi (quindi riscaldamento, aria condizionata, accelerate folli, ecc. quando e come ti pare). Ma chi dedica un po' di tempo all'ottimizzazione può ottenere autonomie drasticamente superiori.


un imprevisto (incidente, deviazione, consumo anomalo per qualche motivo) ti può far fermare senza elettricità.

Vero. E' appunto come se i distributori di benzina fossero uno ogni 200 km. Servono molti più punti di ricarica veloce sparsi sul territorio.


spacciare per progresso l'obbligo a una tappa di mezz'ora dopo meno di due ore di viaggio mi sembra molto azzardato

Non credo che nessuno spacci questo obbligo per progresso. È semplicemente un modo per integrare in modo indolore una limitazione delle auto elettriche. Il progresso sta nel fatto che non inquini e hai un'auto silenziosissima, per te e per gli altri. Non dimentichiamoci che tutta questa storia dell'elettrico si fa perché l'inquinamento da gas di scarico ha raggiunto livelli non più tollerabili; non si fa per gioco.

Ibrida plug-in: ben venga qualunque soluzione che riduca le emissioni inquinanti. L'ibrida è un'ottima soluzione per chi si muove in zone poco coperte dalla rete di ricarica elettrica. L'ho considerata anch'io (la prima Ampera, più recentemente l'Outlander PHEV e anche la tua Ioniq), ma ho il sospetto che sia una tecnologia di transizione che durerà relativamente poco, e nei miei piani (che non pretendo valgano per tutti) quando avrò finito il leasing dell'attuale auto a benzina pura ci saranno sul mercato auto puramente elettriche a prezzi accettabili e con prestazioni altrettanto accettabili.

Fermarsi mezz'ora ogni 2-3: dipende da che auto hai, che viaggio fai e come guidi. Considera anche il risparmio in denaro: quasi tutti i Teslari hanno la carica gratis, per cui il costo del "carburante" per un viaggio lungo è esattamente zero (contro le decine di euro della benzina). Fare Lugano-Roma-Lugano e spendere zero di "carburante", come ho fatto io, è notevole. Vogliamo dire 200 euro? In cambio ti devi fermare in tutto due ore? Vedila così: due ore del tuo tempo valgono 200 euro? :-)

Roberto Ferrero ha detto...

Ciao Paolo, buongiorno a tutti, volevo portare a conoscenza la mia esperienza del tutto fallimentare con lo start&stop: ebbene per l'uso che faccio io dell'automobile è del tutto inutile al punto che per mesi se non anni mi sono chiesto se funzionasse ancora, ma mi spiego meglio posseggo da 7 anni una Giulietta 1400 turbo benzina 170CV che uso veramente poco difatti ci ho percorso circa 32.000 Km quindi circa 5.000 Km/anno, ed è per questo che seguo con attenzione la avventure di Paolo con le auto elettriche perché io potrei esserne un felice utilizzatore, ma torniamo allo start&stop, usando così poco l'auto se la batteria non è in perfetta carica magari sono passati 15 giorni dall'ultima volta che l'ho usata, se le condizioni climatiche non lo permettono, troppo caldo o troppo freddo, se entra in funzione un tot di volte poi si disabilita e il tipo di percorso abituale che faccio privo di semafori stop e altri rallentamenti capitava a volte che entrasse in funzione mentre attendevo che si aprisse il cancello elettrico quindi 20" su di un percorso di 15Km, per carità meglio che niente però ripeto per la mia esperienza del tutto insignificante. Tornando all'uso che faccio dell'auto mi sto sempre più convincendo che potrei essere un felice possessore di auto elettrica: sporadico, brevi percorsi, un tot di volte all'anno a Spotorno (120Km da casa) per week end o periodi più lunghi dove l'auto avrebbe tutto il tempo di ricaricarsi e un paio di gite lunghe senza stress dove potrei pianificarmi il viaggio con tutta calma ...

Camicius ha detto...

Vogliamo dire 200 euro? In cambio ti devi fermare in tutto due ore? Vedila così: due ore del tuo tempo valgono 200 euro? :-)
Ti rigiro la domanda: quanto ti fai pagare per il tuo lavoro?

E poi devi recuperare i 20000 euro abbondanti che hai speso in più. E con la Model 3 i supercharger si pagano, quindi non spendi zero.


Quello che sostengo è che l'auto elettrica è una bella cosa ma ha limitazioni che, per ragioni fisiche, non potranno essere aggirate.
Non è che è una cosa nuova: si spostano da anni già grandi quantità di corrente, e si fa nelle centrali elettriche. Alcuni limiti (le dimensioni dei conduttori e la loro distanza devono aumentare all'aumentare di tensione e corrente, che non possono non aumentare se voglio aumentare la quantità di energia per la ricarica) non sono fisicamente aggirabili. Si è già fatta una marea di ricerca sul campo, si fa da una marea di tempo, non è un campo inesplorato.


Ti giro anche un'altra riflessione: quanti proprietari di una Tesla ce l'hanno come unica auto? Perché come auto "complementare" può andare bene (a patto di avere denaro in abbondanza), ma come unica auto è comunque limitante.

Paolo Attivissimo ha detto...

Camicius,

Ti rigiro la domanda: quanto ti fai pagare per il tuo lavoro?

Solitamente meno di 200 euro l'ora, ma non sempre.


devi recuperare i 20000 euro abbondanti che hai speso in più

Vero, ma in cambio ho un'auto silenziosa, con guida assistita, che si aggiorna OTA invece di invecchiare appena la ricevi, e che probabilmente durerà almeno 300.000 km perché è semplice. Alcune Model S sono state portate oltre i 300.000 senza degrado significativo. Consideralo un investimento a lungo termine, come i pannelli solari.


Quello che sostengo è che l'auto elettrica è una bella cosa ma ha limitazioni che, per ragioni fisiche, non potranno essere aggirate.

Perfettamente d'accordo. Almeno per ora, queste limitazioni sono significative. Ma sono gestibili a patto di accettare alcuni adattamenti del proprio stile di vita. E' come passare dal caccia all'aliante. Da un lato hai prestazioni spaventose con consumi e inquinamenti esagerati; dall'altro impari ad assecondare il vento e ti godi un'esperienza eccezionale in armonia con il mondo.


quanti proprietari di una Tesla ce l'hanno come unica auto?

Moltissimi. Fra quelli che conosco, alcuni hanno una seconda auto: un'altra Tesla :-)

positiveday ha detto...

Per me è proprio la tecnologia sottostante l'auto elettrica attuale che è circa zero.
Stanno vendendo automobiline a batteria come quelle giocattolo che usavo nel 1965.
L'idea di generare corrente elettrica "altrove" e quindi di immagazzinarla in batterie e portarsela in giro è la cosa più arcaica che ci sia.
E' la scalabilità a livello nazionale di un modello di autotrazione del genere che non vedo molto possibile.
Poi mi faccio sempre una domanda e non so bene quali siano i conti.
Immagino l'Italia tutta con autotrazione elettrica.
Benissimo, quanta energia elettrica è necessaria oltre quella attualmente distribuita?
Quanti Gwh vengono consumati attualmente in Italia sotto forma di combustibili fossili nell'autotrazione?
Diciamo che un 30% di quel valore dovrebbe invece essere erogato dalla rete elettrica nazionale.
Ce la farebbe così come è? Quanta energia in più dovrebbero immettere? Dove la reperirebbero? Da combustibili fossili?
Per me la soluzione sarebbero le celle a combustibile, anche fossile perchè no.
La benzina è un ottimo sistema per portare in giro energia, va solo convertita in energia elettrica col minimo spreco energetico.
Sapevo di molte aziende che ci lavoravano ma non se ne sa molto circa i risultati.

Paolo Attivissimo ha detto...

positiveday,

Stanno vendendo automobiline a batteria come quelle giocattolo che usavo nel 1965.

Mentre la tecnologia dei pistoncini che vanno su e giù è nata da poco? :-)


Poi mi faccio sempre una domanda e non so bene quali siano i conti.

Invece di farti tante domande, hai provato a cercare le risposte? Potresti scoprire che i problemi che paventi hanno in gran parte delle soluzioni non traumatiche.

Tieni presente che l'obiettivo è ridurre l'inquinamento.

Camicius ha detto...

E' come passare dal caccia all'aliante. Da un lato hai prestazioni spaventose con consumi e inquinamenti esagerati; dall'altro impari ad assecondare il vento e ti godi un'esperienza eccezionale in armonia con il mondo.

Con l'aliante non fai le stesse cose che fai con un caccia (altrimenti tutti i governi avrebbero degli alianti intercettori, non dei caccia intercettori).
Con un'auto elettrica (a maggior ragione visto che costa il doppio di un'auto normale) ti aspetti di poter fare tutte le stesse cose (e magari anche di più). Ma purtroppo non è così.

Marco Grassi ha detto...

Interessante il fatto che il riscaldamento si basi su una resistenza elettrica. Questa è sicuramente più semplice da realizzare, ma una pompa di calore (che potrebbe servire sia per il caldo d'inverno che per il fresco d'estate) sarebbe molto più efficiente.
Domanda da ignorante: Le auto elettriche più moderne/costose hanno sempre una resistenza per il riscaldamento?
Marco.

morit2578 ha detto...

Ciao,
credo che il mio commento precedente sia andato perduto per cui lo riformulo.

Sebbene per le mie percorrenze, 40.000 km anno, l'auto elettrica non è nemmeno ipotizzabile stavo valutando con mia moglie una auto elettrica per lei che la usa essenzialmente in città.

Mi confermi che senza un garage o comunque un luogo citato di proprietà dove effettuare la ricarica domentica l'uso di questo tipo di auto è quasi inusabile.

Mars4ever ha detto...

Posso fare una piccola obiezione? Dove dici che frenando "genero" energia, per me è meglio dire "recupero" una parte di quella usata prima per accelerare.

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

A proprosito delle colonnine per la ricarica, non capisco per quale motivo si debba usare un'app, attivare il pulsante B tenendo il piede sul pedale T mentre si recita una poesia su Leopardi.

Non si potrebbe fare come al distributore?
- Inserisco la carta di credito,
- faccio il pieno,
- mi addebitano l'importo.

Oppure

- inserisco le monete
- mi ricaricano la quantità di corrente corrispondente alle monete inserite.

Poi, opzionalmente potrebbero fare gli abbonamenti in cui c'è unbo sconto aggiuntivo.

Chissà perché chi vende carburanti fossili non propone abbonamenti :-)

Il Lupo della Luna ha detto...

Io ho una Punto del 2012 e c'è l'ho. Dal 2010 è abbastanza diffuso e praticamente dai 2015 e comune anche sui motori piccoli: ricordo che oggi ci sono dei 900 cc da 100 cavalli e oltre, quindi direi che un bello sviluppo c'è stato, la mia ha 75cv per 1400 cc

Il Lupo della Luna ha detto...

Paolo io ho guidato un'auto elettrica (quelle del car sharing) ma non ho notato grandi differenze: per frenare devo usare i freni come su una auto tradizionale. Rallenta ma è come scalare le marce

balloto ha detto...

Come detto nel primo post apprezzo molto questi resoconti.
Non sono un grande fan delle elettriche ma sicuramente sono il futuro quindi questo è tutto materiale utile! Considerando poi che sono un fan Peugeot non posso non gradire.

Ivaldo Cervini ha detto...

Ho reperito le coordinate del maniero digitale grazie a questo articolo. Da me non hai nulla da temere ovviamente, ma ti consiglio di oscurare la targa.

DvD ha detto...

Oh basta scuse: l'elettrico è il futuro e i diesel non mantenuti puzzano da morire.
Io sono stufo di respirare i veleni puzzolenti dell'ennesimo diesel scarburato* che mi capita davanti.
*: lo so: non ce l'ha il carburatore

Mars4ever ha detto...

Riguardo alle prese diverse, mi pare di capire che la faccenda sia anche peggiore degli adattatori per il GPL, ma se questa tecnologia è nuova, l'occasione giusta per creare uno standard è ADESSO, altrimenti dopo è più complicato oppure nasce una guerra stile VHS vs betamax.

markogts ha detto...

Paolo, due note:

1) nella pratica, gli standard di ricarica si riducono parecchio: le colonnine lente (AC) pubbliche in Europa sono perlopiù Tipo 2, quindi, da utente di giapponese ti basta un cavo Tipo 2/Tipo 1. Per la ricarica veloce, in genere le colonnine sono multistandard (ChadeMo, CCS e 43kW AC) e sono "tethered", quindi non serve portarsi dietro il cavo. L'unico inghippo per chi ha la Tipo 1 lato auto (come noi due) è nel caso delle colonnine AC tipo 2 tethered (es. i destination Charger di Tesla): in questo caso non è previsto dalla norma un adattatore per passare dal cavo tipo 2 alla presa lato auto tipo 1. Cioè l'adattatore esiste, ma non è a norma.

2) io capisco che non ti piace l'idea del sistema più complesso, ma per evitare di dover avere due auto e poter sopravvivere comunque all'infrastruttura di ricarica catastrofica che c'è attualmente in Italia, la soluzione "ponte" migliore resta, a mio avviso, l'ibrida PHEV o EREV. Che, se vivessimo in un mondo lineare, sarebbe nient'altro che la naturale evoluzione delle auto ibride verso le elettriche pure, mano a mano che costi e prestazioni delle batterie migliorano. Io ce l'ho da quattro anni e devo dire che si comporta benissimo*per il mio tipo di utilizzo* (pochissima autostrada). Conti alla mano, faccio più chilometri "elettrici" così che se avessi due auto, di cui una elettrica pura ma "con ansia".

Se volete che la gente non usi l’auto elettrica, continuate così, state andando benissimo.

condivido la critica soprattutto nei riguardi delle "utility", che hanno un'inerzia inspiegabile nello sviluppare un modello di business che dovrebbe invece essere nel loro interesse. Per quanto riguarda i costruttori c'è da dire che, Tesla a parte, Mitsubishi, soprattutto adesso che fa parte del gruppo Renault/Nissan, è fra i più impegnati nella mobilità elettrica. Anche qui però l'inerzia al cambiamento è notevole.

Fabio Galletti ha detto...

@Marco Grassi, #92.
Il furgone Kangoo ZE del 2017 ha una pompa di calore al posto delle resistenze.
Credo sia una evoluzione che arriverà man mano su tutti i veicoli.

bigo72 ha detto...

Ti seguo da anni in generale, ma in particolare sto seguendo tutte le esperienze che fai con l'elettrico, son davvero interessato e son convinto che sarà il futuro.
Vero che si deve cambiar vita ed io che ho la range anxiety anche per lo smartphone, non oso immaginare come vivrei il rapporto con un'auto del genere.
Tuttavia mi chiedevo un paio di cose. Anxiety o non anxiety, cause di forza maggiore, problemi vari .... ad un certo punto resti per strada. Con un'auto tradizionale ti munisci della classica bottiglia o tanica e vai a piedi al distributore più vicino. Come funziona con l'elettrica? Devi per forza farti trainare?
E poi mi chiedevo, l'energia solare, viene sfruttata in qualche maniera? Per dire, se l'intero tettuccio fosse un pannello solare, aiuterebbe molto ... o mi sbaglio?
Quesiti un po' idioti, lo so, ma leciti, credo.

Paolo Attivissimo ha detto...

bigo72,

ad un certo punto resti per strada. Con un'auto tradizionale ti munisci della classica bottiglia o tanica e vai a piedi al distributore più vicino. Come funziona con l'elettrica? Devi per forza farti trainare?

Sì. Per questo le elettriche hanno vari sistemi per prevenire questa possibilità. Primo, il guidatore pianifica il viaggio con ampi margini (se hai 300 km di autonomia e devi fare 100 km, la range anxiety la lasci allegramente a casa). E comunque usa le app per sapere dove sono i punti di ricarica veloce per gli imprevisti. Secondo, l'auto ha una riserva di alcuni km di autonomia, che si attiva in caso di emergenza: si spengono tutti i sistemi non essenziali e la velocità viene limitata.

Certo, sono limitazioni. Dovute in gran parte alla scarsità di punti di ricarica veloce: se fossero dappertutto come lo sono i distributori di benzina, il problema non si porrebbe. Persino con il mio trabiccolino, ti fermi venti minuti a un punto di ricarica veloce e riparti con il "pieno" all'80%.

Grezzo ha detto...

Domanda, il riscaldamento è elettrico con una resistenza, e questo è mi sa il metodo meno efficiente in termini di consumo/prestazioni, ma d'estate come si climatizza l'auto? C'è un compressore elettrico? E se sì non sarebbe stato meglio una pompa di calore visto che l'ingombro è lo stesso? Sulla Tesla la climatizzazione dell'auto come è erogata?

roberto ha detto...

Ciao, si può far partire il riscaldamento e contemporaneamente ricaricare l'auto?

robinet ha detto...

Camicius,

"Ti rigiro la domanda: quanto ti fai pagare per il tuo lavoro?

Solitamente meno di 200 euro l'ora, ma non sempre."

occhio che i 200 euro erano per due ore.... ;)

ebonsi ha detto...

Visto che pgc mi ha dato ragione (commento #73), cosa che per me non è priva di significato visto che in passato ci siamo invece accapigliati per bene su altri argomenti, vorrei – con il permesso del padrone di casa – allargare un po’ il discorso a proposito delle possibili/probabili/sperate/temute politiche governative circa le auto elettriche per uso privato. Questo è un punto che é stato sinora pressoché ignorato in questa discussione, e che invece secondo me costituisce e sopratutto costituirà il fattore essenziale.

Tutte le considerazioni che sono state espresse, qui e in altre discussioni parallele sul tema, vertono essenzialmente sulle scelte personali che ciascun acquirente ritiene di compiere, in vista sia delle sue esigenze e abitudini, e sia del suo particolare atteggiamento nei confronti di certe grandi tematiche (inquinamento, riduzione della dipendenza da combustibili fossili ecc.). E quindi, vi sarà sempre chi giudicherà che le molteplici limitazioni e svantaggi di un’auto elettrica siano accettabili in vista di altre considerazioni, e chi invece sarà di parere opposto. Certi sviluppi tecnologici – prevedibili o solo sperati – potrebbero certo contribuire ad abbassare, diciamo così, l’asticella di accettabilità – ma si tratterà pur sempre di un mercato di nicchia più o meno ampia, un po’ come oggi c’è chi continua a preferire le berline a tre volumi sebbene non offrano assolutamente alcun vantaggio pratico nei confronti delle giardinette con portellone.

Se invece si vuole vedere l’auto elettrica come una specie di rivoluzione sociale, o addirittura un avvento messianico in vista di un mondo migliore, questo sarà/sarebbe possibile solo mediante l’adozione di deliberate politiche governative di “bastone e carota” per scoraggiare questo, incoraggiare quest’altro e se del caso proibire quell’altro ancora.

La metto sul personale: come già detto, attualmente possiedo un’auto a GPL, che ho acquistato unicamente a causa del suo ridotto impatto ambientale (i miei costi d’uso complessivi, e cioè tenendo conto di consumi, tassa di circolazione e assicurazione, più o meno coincidono con quelli di un diesel di pari potenza, cha sarebbe di uso più pratico). La ridotta autonomia è certo un fastidio, che però dal mio punto di vista è ancora accettabile per le considerazioni di cui sopra – a parte il fatto che se davvero necessario, passo a benzina. Quello che invece per me sarebbe del tutto inaccettabile, e che non mi fa nemmeno prendere in considerazione l’idea di un’auto elettrica, è il doversi non solo fermare ogni 250km, ma anche aspettare mezz’ora per la ricarica – più il rischio di restare a piedi se solo si commette un piccolo errore di calcolo.

(continua)

ebonsi ha detto...

(segue)

Ma questo è (per me) “inaccettabile” solo perché ho delle alternative, valide ed economicamente praticabili. Posso però molto facilmente immaginare tutta una serie di disposizioni e regole, che mi convincerebbero o costringerebbero a passare all’elettrico, e ad accettarne le limitazioni come un qualcosa di normale e logico – un po’ come già oggi, se devo percorrere più di 1200-1300km in autostrada trovo normale e logico prevedere una sosta notturna, e se devo fare un viaggio di 5000km trovo normale e logico prendere l’aereo, non la macchina.

La palla è quindi nel campo dei governi. E a questo proposito,e necessario vedere come qualsiasi decisione o azione governativa in questo settore sarà condizionata, per non dire dettata, da tre fattori base:

- Le grandi tematiche di cui sopra, e cioè relative all’inquinamento, alla necessità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, l’indipendenza strategica, e così via. Con un’avvertenza: queste tematiche influiranno su decisioni e azioni non tanto e non solo in vista dell’ apprezzamento del loro significato da parte delle forze politiche, ma anche e direi sopratutto in base alla valutazione che le suddette forze faranno della diffusione dell’importanza di queste tematiche nell’opinione pubblica, e perciò delle possibili conseguenze – positive o negative – di certe mosse per quanto riguarda la tenuta di governi, la possibilità di un partito di arrivare al potere facendo leva su promesse in merito, al limite le prospettive di carriera politica personale. Per dirla spiccia e portando le cose all’estremo: se mai si arriverà a imporre per legge l’uso di sole auto elettriche, questo avverrà non per “salvare il Pianeta”, ma piuttosto perché questo sarà diventato politicamente “vincente”.

- Le pressioni che vari gruppi di potere finanziario e/o industriale saranno in grado di esercitare, in un senso o nell’altro. Non credo sia necessario soffermarsi su questo punto, la cui evidenza mi sembra ovvia.

- Ma più importante di tutto, è il fatto che nessun governo potrà o vorrà mai rinunciare agli importantissimi introiti che vengono attualmente forniti dale varie tasse e accise sugli idrocarburi per autotrazione, tanto più che questi introiti non richiedono alcuno sforzo per essere raccolti e l’evasione è di fatto impossibile. Nessuna considerazione ecologica, nessuna pressione di alcun tipo riuscirà mai a fare aggio sul desiderio, per non dire necessità, di preservare a tutti i costi questa fonte inesauribile di danaro.
Tanto per capire quale sia l’aria che tira, ho già raccontato di come qui in Germania si vogliano ridurre le facilitazioni fiscali sul GPL per autotrazione, che di fatto lo renderanno improponibile. Non esiste alcuna ragione ecologica o di altro tipo per voler buttare il GPL fuori mercato (anzi, dovrebbe essere il contrario), ed è impossibile immaginare un qualsiasi interesse industriale o finanziario che spinga in questa direzione. L’unica ragione, che è stata espressa abbastanza apertamente in questi termini, è che “non si può più tollerare” che gli oltre 400.000 automobilisti tedeschi che viaggiano a GPL paghino meno tasse e accise sul loro carburante di quanto dovrebbero.

(continua)


ebonsi ha detto...

(segue)

Ne consegue che tutte le varie arzigogoli circa il costo per kW, a casa o alla colonnina ecc. sono, e spero di poterlo dire senza offendere nessuno, di un’ingenuità disarmante. Se davvero l’auto elettrica – vuoi per le sue caratteristiche intrinseche, o vuoi per azioni politiche – è destinata ad una diffusione sempre maggiore, questa diffusione sarà accompagnata (o quanto meno strettamente seguita) da un parallelo aumento delle varie forme di tassazione sul possesso e/o sul consumo, che sia tale da quanto meno replicare, e se possibile incrementare, gli introiti attualmente garantiti dalle auto con motori endotermici. Questa non è un’ipotesi, ma una delle uniche due certezze assolute possibili agli uomini (l’altra essendo come noto la morte).

I governi si trovano quindi a dover gestire un problema di non poco conto. Da un lato, probabilmente vorrebbero incoraggiare la diffusione di auto elettriche, il che allo stato attuale delle tecnologie richiederebbe l’adozione di misure di “incoraggiamento” sul piano fiscale; ma dall’altro, proprio questa diffusione li costringerebbe ben presto non solo a stringere i cordoni della borsa, ma anzi a penalizzare finanziariamente il possesso e l’uso di auto elettriche.
E’ possibile che la soluzione venga trovata nell’uso del solo bastone, a preferenza della carota: iniziare a proibire l’ingresso nelle città ai diesel, poi a tutti i motori endotermici, poi magari anche sulle strade extra-urbane, ecc. In questo modo, la gente sarebbe costretta ad acquistare auto elettriche, anche se super-tassate. Però con la consolazione di star “salvando il Pianeta”.

(fine)

Stefano Vajna de Pava ha detto...

Posso chiederti una cosa che va un po' oltre la mobilità elettrica?
Leggo che ad oggi il 40% circa dell'elettricità elvetica è di origine nucleare. Nucleare che però è stato deciso di abbandonare col referendum dell'anno scorso...
Cosa si prevede di fare in CH per sostituire questa fonte? Leggo che siete discretamente energivori e quindi immagino ci sia un po' di margine per ridurre i consumi domestici, ma basterà?
E poi, tornando alla questione delle auto, il surplus di energia richiesta per alimentare il parco veicoli sarà notevole: finchè si tratta di una minoranza non ci sono problemi, ma a regime si può pensare di reintrodurre il nucleare?

Max Slo ha detto...

Per la miseria,
io l'unica volta che 'ho viaggiato' in autostrada senza emettere alcun rumore è stata quando la Yamaha a 13000 giri ha pensato bene di verificare se poteva espellere parti di motore da ogni pertugio.
No, non poteva, ma il risultato è stato disastroso comunque. :)

In effetti credo siamo molto abituati al rombo, lo usiamo persino per guidare (in moto magari di più).
Non sentirlo di solito è una condizione improvvisa che non è esattamente foriera di belle notizie, nella mente del guidatore medio.

Mi spiace però che l'elettrico ad oggi non ponga solo una 'frenata' mentale al passaggio, ma sia effettivamente ancora un pò troppo sbatti...
E pensavo che almeno i connettori (magari non sulla Peugeottina di 7 anni) fossero porca padellina UGUALI PER TUTTI! o.O

Io sono troppo ignorante su queste questioni e mi tengo la Peugeottina Fossile e la Motoretta Sparapezzi ancora per un pò. :(

Cioè, porca padellina, io resto a piedi perché finisco la benzina... figuratevi se vado in giro con la macchinina da 80Km a pile... naaa...

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Bigo72
Con un'auto tradizionale ti munisci della classica bottiglia o tanica e vai a piedi al distributore più vicino.

Ma manco per sogno!
Non con le auto nuove e nemmeno con le vecchie diesel, amenoché tu non sia in grado di fare lo "spurgo" :-)

Mi dispiace di averti aumentato l'ansia :-)

Guga ha detto...

Paolo, una domanda: come mai non hai nascosto la targa della tua auto nella foto? Non è un dato sensibile che sarebbe meglio evitare di pubblicare?

Locomotiva ha detto...

@bigo72,#104.
Una cosa particolare del muoversi in elettrico è la grandissima differenza di consumo in base alla velocità.
Quindi l'essere "a secco" è relativo: 3Km di autonomia calcolati sulla velocità media precedente diventano facilmente 10 se passi a velocità tartaruga per strisciare alla prima presa a tiro anche prima che l'auto stessa ti imponga di bruciarti l'ultimo watt a velocità lumaca.

E no, i pannelli solari sono un gingillo in cui tanti si son baloccati: C'è una SION che danno per presto in commercio che ha l'intera carrozzeria a pannelli.
Ma un pannello produce un'energia debole: non tanto come Watt, quanto come tensione.
Quindi un pannello sul tetto potrebbe guadagnare "10" di energia ma buttarne via "7" per pompare i "3" rimasti nelle batterie.

Ad oggi, auto come la Nissan Leaf hanno un pannellino sullo spoiler che carica la batteria 12V di servizio, per tenere accesa la radio o le ventole (non il condizionatore) anche ad auto ferma: perché cacciare energia dentro ad una batteria da 12V è facile, dentro una batteria trifase 400V no.

Unknown ha detto...

Non é un pelo limitante scegliere un'auto in base al suo essere elettrico o meno, una volta esistevano le auto con diverse caratteristiche e soluzioni meccaniche, ora esistono i compratori ecologici cui si da la scelta limitata di 4 auto in croce. Spendere uno stipendio annuo in funzione del 'non fa fumo e rumore' e 'prendo quello che mi danno'.....mi sembra ferocemente limitato

Andrea Albanese ha detto...

Paolo, ma alla fine di auto elettriche in europa quali sono? cioè io al momento conosco la leaf, prius e tesla, c'è ne sono altre?

Paolo ha detto...

Riguardo al recupero dell'energia in frenata alle elettriche del Car Sharing, io conosco ed ho usato molte volte quelle di Share'ngo.
Il rilascio del acceleratore non sembra sortire una frenata, o se lo fa è modesta o per me poco avvertibile.
La frenata con il pedale del freno sembra di tipo tradizionale, non so se c'è il recupero ma anche qui non posso giurarlo.
So che sono delle auto elettriche cinesi, delle ZD1 della "Xin Da Yang Electric Vehicles", ma non ho trovato dettagli tecnici in merito.
Posso dire che pur essendo delle vetture veramente minimali, mi hanno fornito un feeling molto piacevole.
Per l'autonomia, per il normale uso che ne faccio (quasi sempre breve), no problem.
Ma una volta che dovevo fare un andata e ritorno da 25+25 km fuori Milano (quando non era ancora esplicitamente vietato), ed aveva la carica a 100% alla partenza, ho dovuto lasciarla poco dopo rientrato a Milano con il 3%, altrimenti rimanevo in mezzo alla strada...
Dichiarano 100 km di autonomia, ma evidentemente andando molto piano.
Visto che si fanno pagare a minuti e non a consumo, questo di certo non incentiva un uso "parco"...

Ho guidato più volte delle Prius, e le ho trovate molto piacevoli e comode. Ma è un'altro discorso.

Per la cronaca, vivo a Milano, e non ho più un auto di proprietà da più di 6 anni. Quindi sono abbonato a tutti i Car Sharing possibili (a parte quelli inutilmente costosi o scomodi...)
Se mi sarà possibile vorrei continuare a non dovere possedere un auto.

Purtroppo, per dove abito, un auto elettrica temo non sarebbe possibile (no box!)

Fozzillo ha detto...

La potenza viene ridotta a batteria scarica soprattutto per evitare che questa scenda sotto il voltaggio minimo.
Mettiamo che ogni singola cella del pacco batteria sia carica a 4,20V e scarica a 3,00V.
Caricarla o scaricarla oltre questi limiti comporta una maggiore usura e rischi di incendio.
Se da carica (4,20V) premo l'acceleratore a tavoletta, ogni singola cella scende istantaneamente a 3,90V, appena lascio l'acceleratore torna quasi carica, diciamo 4,18V. Questo appunto perché si "siede" durante la richiesta di energia.
Sel la batteria è quasi scarica, diciamo 3,10V a cella, non posso richiedere la massima potenza perché la cella scenderebbe (anche se temporaneamente) sotto i 3,00V danneggiandosi.

Lo stesso vale durante la ricarica, appena attacco la corrente per una ricarica veloce la batteria che sta 3,10V a cella sale subito diciamo a 3,40V, ma non è subito così carica, si sta caricando, se la stacco subito la trovo appena a 3,12V.
Per questo a fine carica non posso più caricarla velocemente, se la batteria è a 4,10V, quasi carica, non posso caricarla velocemente perché andrebbe sopra i 4,20V a cella.
Per questo si parla sempre di 80% della carica in tot minuti, perché a fine carica bisogna rallentare per forza.
Invecchiando le batterie perdono capacità e perdono anche potenza (aumenta la resistenza interna), quindi si siedono di più e bisognerà ridurre la potenza quando sono ancora al 30%-40% e rallentare la carica prima del tipico 80%.

MaurizioS ha detto...

Di fronte a tutte queste complicazioni, app. per trovare il punto di ricarica, calcolo delle tappe, penso che per le lunghe distanze il treno resta di gran lunga la soluzione più' comoda, veloce ed ecologica (senza intasare le strade). Personalmente il mio futuro ideale non e' quello che ognuno possieda una o piu' auto elettriche ma quello in cui la maggior parte delle persone NON possiede l'auto ma utilizza una combinazione di mezzi pubblici e car-sharing/mobility.

GG ha detto...

mi domando cosa accadrebbe alla rete di distribuzione elettrica se per ipotesi le auto elettriche diventano tutto ad un tratto diffusissime, ci metti 5 ore a notte per ricaricare la batteria ( 3.2 kwh come minimo). nei quartieri con 500 o più macchine significa che bisogna erogare 1600 kwh per un periodo di molte ore ogni notte... non sono un esperto ma non la vedo molto fattibile come cosa... significa portare l'alta tensione in ogni quartiere, con tutti i problemi che ne derivano. già in estate basta qualche condizionatore per mandare in crisi la rete elettrica, figuriamoci con questi mostri che assorbono per 5 ore di fila 3 kwh.

SirEdward ha detto...

ebonsi

Se invece si vuole vedere l’auto elettrica come una specie di rivoluzione sociale, o addirittura un avvento messianico in vista di un mondo migliore, questo sarà/sarebbe possibile solo mediante l’adozione di deliberate politiche governative di “bastone e carota” per scoraggiare questo, incoraggiare quest’altro e se del caso proibire quell’altro ancora.


Brrr... le mosse auotitarie dei governi che cercano di imporre comportamenti alle persone sono spaventose, oltre ad avere dimostrato più volte di non funzionare, perché le scelte governative non cercano di capire la realtà ma vogliono forzarla verso un'idea preconcetta.

Valga per tutti l'idea di scoraggiare le auto riducendo i parcheggi e riempiendo le città di semafori. Traffico e inquinamento alle stelle, il contrario esatto dell'obiettivo teorico. Gran risultato, non c'è che dire.

I cambiamenti si hanno incentivando il comportamento desiderato, non vietando o inventando limitazioni sadiche, stupide (e controproducenti) ai comportamenti non desiderati.

Fozzillo ha detto...

Quando le auto viaggeranno autonomamente sarà il paradiso del car sharing, molti potranno fare a meno di possederne una e pochissime famiglie ne possederanno più di una.
Per il momento credo che la scelta più ecologica sia quella di tenersi stratta la propria vecchia auto, la produzione di un'auto nuova inquina tantissimo!
Però il mercato delle auto aiuta l'economia...
Quanto inquina la produzione e lo smaltimento di un'auto? Quanto percorrere 100.000 chilometri?
Io non vedo l'ora di possedere una auto elettrica, la prenderò appena posso, ma rimango scettico sul fattore ecologico, migliora nei centri abitati ok, ma globalmente credo che non cambi molto.
Panda elettrica per tutti e centrali nucleari, questo potrebbe ridurre l'inquinamento, siamo messi male!

ST ha detto...

Unknown
Il tuo ragionamento è sbagliato. Non esisto 4 modelli e stop. Ogni modello ha i suoi allestimenti.
Poi una cisa che non capisco. Molti dicono che chi compra una tesla o altra elettrica lo fa per dire " ho i solfi per farlo". Perché chi compra un duv maserati no? Porsche, ferrari, bmw i7 e altro no? La carrera non ha un bagagliaio, sei rispetti i limiti non puoo neppure dfruttare il motore e quindi?

markogts ha detto...

Andrea Albanese #118: Paolo, ma alla fine di auto elettriche in europa quali sono?

Una panoramica del mercato inglese, che è molto simile a quello italiano, la trovi qui: https://ev-database.uk/

Locomotiva ha detto...

@Stefano Vajna de Pava, #112.
Mi permetto di autocitare il mio blog morente:
[url]http://locomotiva-blog.blogspot.it/2011/05/gli-svizzeri-non-piu-atomici-ed-il.html[/url]

[quote]Gli svizzeri, che le centrali nucleari le hanno già, han messo giù un piano per spegnere quelle esistenti, non costruire le nuove centrali previste dal 2007 ed investire per far saltare fuori l'energia da altre fonti.

Con i reattori esistenti che forniscono il 40% dell'energia necessaria alla Confederazione, non è un piano da poco: verrà spalmato nel tempo, con la prima centrale che finirà la vita operativa nel 2019 e l'ultima chiuderà definitivamente nel 2034.
E non a costo zero: il governo prevede un costo tra lo 0,4 e lo 0,7% del PIL, nuove tasse per pagare l'ammanco (che il 63% degli elvetici è disposta a pagare), e addirittura un rientro dei combustibili fossili (gas e cogenerazione) e conseguente inquinamento, se necessario all'indipendenza energetica nazionale.[/url]
Appena dopo Fukushima.
Purtroppo l'articolo della Stampa non si trova più, ma ricordo che nel ragionamento (quello che costava tra 0,6 e 0,9 del PIL elvetico) c'era anche un potente piano per ammodernare gli edifici pubblici in modo che il loro consumo energetico calasse di una percentuale importante che non ricordo.
E mi pare anche qualcosa che incentivasse/obbligasse anche il privato a calare gli sprechi.

ivano60 ha detto...

@Locomotiva
Sui oannelli fai un errore madornale, quello che ne limita l'utilizzo sulle auto elettriche è proprio la limitatezza dei watt a disposizione rispetto a quelli richiesti.
Il problema della conversione in stepUP della tensione è stato ampiamente risolto con i moderni regolatori switching ed abbiamo a disposizione convertitori con rendimenti superiori al 90%

ST ha detto...

In giappone a chi compra una leaf entro fine mese viene regalato un impianto fotovoltaico. Così almeno ho letto.

Un punto di forza delle elettriche è la ricarica domestica. Peccato però che non sia sfruttabile da molti. Dove sbito io su 28 appartamenti ci sono 8 box (uno usato come magazzino da un negozio) dove abitano i miei su 36 appartamenti i box sono 24 e credo che questo sia comune a tutti i condomini.
Penso che questo sarà ilvero fattore limitante. Non il trasporto della corrente o le colonnine in città o nei distributori.

Gianni Comoretto ha detto...

L'esperienza è abbastanza analoga a quella del mio scooter. In particolare il silenzio e il fatto che recuperi in frenata, o in discesa. Facendo una salita/discesa tutti i giorni verificare che alla fine ho consumato quasi esattamente come se avessi fatto quei km in piano è una goduria.

Per i viaggi lunghi, ho imparato che si può usare mezzi pubblici (treno) e a destinazione noleggiare un'auto. Alla fine dell'anno, se non sei un commesso viaggiatore, non hai speso quello che avresti speso con un'auto, assicurazione, bollo, benzina ecc. Soprattutto se finisci in una città dove esiste il car sharing della stessa compagnia che usi nella tua.

Recentemente (ieri :-) ) l'ENEL mi ha comunicato che esiste una direttiva europea per cui le colonnine non saranno più a consumo (ho un abbonamento di quel tipo, che mi verrà cancellato) ma a tempo. Il che per uno scooter è mortale, non puoi pagare come se caricassi una Tesla quando hai attaccato alla colonnina un cinquantino. E quindi pur vivendo nella città con più colonnine di ricarica d'Italia non le potrò più usare. Qualcuno ne sa di più?

violetta ha detto...

Per la ricarica delle auto succederà qualcosa di analogo a quello che abbiamo visto per i condizionatori: non è stato necessario costruire centrali apposta (gas o carbone), in diversi casi è stato necessario adeguare l'impianto elettrico di utenza e, talvolta, anche la rete pubblica di distribuzione. Se volete dei numeri sul caso italiano, potete vedere la monografia sul sito di RSE (ricerca sul sistema energetico), a breve dovrebbero uscire i numeri relativi allo scenario della strategia energetica nazionale dello scorso novembre.

@Gianni Comoretto: potresti dirmi per favore a quale direttiva fa riferimento la comunicazione di Enel? Che io sappia in Italia è vietato il cosiddetto sub-metering, ossia non puoi rivendere l'elettricità ma fai pagare il servizio di ricarica. Ma di fatturazione solo a tempo non ne avevo sentito parlare..

Unknown ha detto...

Dear ST: Io parlavo di auto 'operaie' non da ceo, allora quali alternative di buon gusto abbiamo entro i 25.000 euro? Quattro schifezze in croce....e Io dovrei non scegliere un'auto come mi garba perché c'è disponibile una schifezza ma elettrica. Quindi oltre a sobbarcarmi la marea di problemi citati da Paolo devo anche pagare per avere un'auto???? che non mi piace? Rispondi pure.

architetto ha detto...

una sola domanda :

quanto combustibile fossile occorre "bruciare" per produrre la quantità di energia "pulita" che l'auto elettrica consuma ? ? ?

solo quando riusciremo ad avere una PRODUZIONE di energia pulita potremo parlare di evoluzione ecologica

io sto comperando un catamarano di 15 metri e ho previsto che tutta la barca funzioni con energia pulita:
- pannelli fotovoltaici
- idrogeneratori
- generatore eolico

avrò un generatore diesel solo per l'emergenza

e anche i motori saranno elettrici

solo se si fanno interventi integrali si può pensare di migliorare la situazione

comunque io non ho automobili, mi muovo a piedi e in bicicletta e uso i mezzi pubblici, anche in Italia funzionano . . .

Vittorino

Stupidocane ha detto...

Architetto,

Spero che tu abbia scelto un catamarano di legno ecosostenibile, con gomene in canapa e vele di lino.

Farebbe brutto se fosse fatto di vetroresina e nylon...

Giusto per essere un cincinìn ecochic pure io.

Grezzo ha detto...

@ Architetto

Innanzitutto, centralizzare e distribuire l'energia è certamente più efficiente che avere tanti generatori a combustibile fossile. Se centralizzato, il rendimento subisce perdite alla fonte, la perdita di resa sui motori a combustione è distribuita su tutte le vetture che usano combustibili fossili, amplificando il fenomeno. Ovvio i motori moderni hanno una resa più efficiente, ma è lo stesso anche per le centrali elettriche. Detto questo, se il parco macchine fosse costituito solo da motori elettrici, avresti innanzitutto il vantaggio di avere un'atmosfera pulita nei centri abitati, che saranno anche meno preda delle polveri sottili, quindi ancor prima di eliminare la combustione dalle centrali elettriche, hai comunque risolto un problema di vivibilità mica da ridere

Scatola Grande ha detto...

Ma di litio ce n'è abbastanza per tutti?

markogts ha detto...

solo quando riusciremo ad avere una PRODUZIONE di energia pulita

Ma perché deve essere tutto estremo, bianco nero, oggi/domani? La vita media di un'auto è di 12/14 anni. Se anche domani mattina ci mettessimo a vendere SOLO auto elettriche, prima del 2030 non avremmo completato la transizione. E siccome domani mattina NON venderemo solo auto elettriche, questa data è sicuramente sbagliata per ampio difetto. Nel frattempo, la produzione da energie rinnovabili cresce più o meno dappertutto. Con un po' di ottimismo, possiamo pensare che nel 2040 la quota di energia prodotta da fonti fossili sarà trascurabile. Cosa dobbiamo fare secondo te? Aspettare il 2040 e poi cominciare a introdurre l'auto elettrica, perdendo vent'anni di tempo, o è meglio cominciare ad aggredire il problema su più fronti? In altre parole: quando compri un'auto a combustibili fossili, sai che col passare del tempo, per via dell'usura e dell'invecchiamento, consumerà e inquinerà di più; per le auto elettriche è vero il contrario, man mano che la rete diventa più pulita, essa inquinerà di meno sia localmente che globalmente.

L'ottimo è nemico del buono.

markogts ha detto...

Ma di litio ce n'è abbastanza per tutti?

La quantità di litio in una batteria al litio è abbastanza piccola, circa il 7% in peso. In una batteria da 10.000$ il litio vale circa 100$. Il collo di bottiglia logistico più grande è semmai il cobalto, e infatti ci sono molte ricerche mirate a ridurne il contenuto.

Senza polemica, ma prima di fare questa domanda, hai provato a guardare su google l'argomento? Il primo link che trovo io è questo. Mentre è appena uscito questo articolo articolo su Cleantechnica sull'argomento cobalto.

Non è facile, ma non è nemmeno impossibile.

Scatola Grande ha detto...

Markogts,
Grazie sia per la gentile risposta che per la bacchettate sulle mani ampiamente meritata.

SirEdward ha detto...

@markogts

quando compri un'auto a combustibili fossili, sai che col passare del tempo, per via dell'usura e dell'invecchiamento, consumerà e inquinerà di più

Se le stai dietro e fai una manutenzione corretta, consumerà e inquinerà sempre uguale.
E' che un'auto ICE richiede di essere mantenuta, cosa che moltissime persone trascurano di fare. Il problema, dunque, è cercare di vendere come un elettrodomestico qualcosa che elettrodomestico non è.

Da un certo punto di vista la diffusione delle auto elettriche sarà un bene, toglierà molte possibilità di fare inquinamento a tutti quelli che, in fondo, dell'auto non gliene frega niente. Sempre che non emergano questioni di manutenzione legati alle elettriche.

(per esempio, ed è una domanda vera: al calare della capacità di immagazzinamento di una batteria, quindi dell'autonomia dell'auto, cala in maniera lineare anche l'energia richiesta per caricarla? O di meno, o non cala proprio?)

pgc ha detto...

Markogts: "prima di fare questa domanda, hai provato a guardare su google l'argomento? Il primo link che trovo io è questo"

Hai ragione da vendere. Su tutto quello che hai scritto.

Scatola Grande ha detto...

markogts
Sono andato a leggere la pagina che hai trovato e testualmente dice che il litio per adesso non è un problema. Per adesso. Ma io ho scritto "per tutti" non per adesso che l'elettrica la hanno in pochi.
La pagina dice anche che il litio delle batterie non è riciclabile a basso costo per produrre altre batterie, estrarlo costa meno. A me pare strano ma se le cose stanno così significa che dovremo trovare un'altra fonte di litio o cambiare tecnologia.
Dice anche che prima che si presenti il problema litio si presenterà il problema terre rare usate per produrre i magneti permanenti dei motori elettrici.

Allora sono andato a cercare per il futuro e ho trovato parecchi articoli. Per cui mi è venuto il sospetto che la domanda che ho posto non è banale e non ha una risposta banale.

Per scremare un po' ho usato Google Scholar invece di Google.

Questo
The future of lithium availability for electric vehicle batteries
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1364032114002457
afferma che per il futuro questa certezza non c'è affatto. Gli autori affermano anche che visti gli attuali ritmi di crescita si dovrebbe arrivare tranquillamente al 2050. Ma dopo?

Vediamo un altro articolo
Lithium availability and future production outlooks
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0306261913002997
qui gli autori concludono nello scenario Blue Map di elettrificazione dei trasporti dell'International Energy Agency il litio potrebbe essere un problema.

Questo invece è più ottimista
Lithium-Ion Battery Supply Chain Considerations: Analysis of Potential Bottlenecks in Critical Metals
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2542435117300442
Qui gli autori affermano che se le cose vanno come stanno andando il litio non sarà un problema ma lo sarà il cobalto. PErò dicono anche se se l'elettrico dovesse avere un rapido successo il problema si porrebbe anche per il litio, almeno nel breve termine. Gli autori parlano di materiali della purezza richiesta per le batterie.

Questo
Recycling of Traction Batteries as a Challenge and Chance for Future Lithium Availability
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/B9780444595133000224
Ribadisce più o meno le stesse cose, niente problemi fino al 2050, dopodiché le cose possono cambiare.

E' anche vero che decenni fa scrivevano che il petrolio sarebbe finito presto.

Mammiiiinaaa?! ha detto...

Può anche darsi che in futuro anche il recupero del litio dalle batterie esauste possa diventare economicamente (più) conveniente, vuoi per innovazione/miglioramento dei processi industriali, vuoi per la quantità di batterie esauste da trattare (in fondo i dispositivi che usano questo tipo di immagazzinamento cominciano ad essere tantini).

Scatola Grande ha detto...

L'analogia con il petrolio di cui ho scritto c'è.
Il petrolio da scisti era noto da decenni ma solamente l'aumento di prezzo degli anni 2000 unito alla nuove tecniche di trivellazione ha potuto rendere questi giacimenti sfruttabili.

A questo punto spero che qualcosa del genere capiti con il litio delle batterie esauste che viene si riciclato ma non per altre batterie, quello che viene fuori non è abbastanza puro, a quanto pare.

Può anche succedere che spunti fuori qualche altra tecnologia.