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2018/03/01

Repubblica mette online un’insalata di parole spacciandola per un articolo

“Il racconto di una mattinata cominciata alle 6 del mattino con il carabiniere che ferisce l'ex moglie nel garage al volto alla spalla e all'addome e terminati poco prima delle 14, con l'ultimo colpo contro se stesso. Nel mezzo la speranza vana per le due bambine, che invece erano già state ferite a morte del padre. E una trattativa inutile. L'inviata Federica Angeli racconta sette ore da incubo sotto casa dell'appuntato Luigi Capasso. e colpi. speranza che il vicino si fosse confuso. Invece è salito a casa e ha sparato prima a bmba piccola nel lettone poi alla ragazzo di 13 anni. Lunghissima trattattiva col mediatore del gis. Alle 13 ha chiuso ogni contatto ocn il mediatore dei carabinieri. Poco prima delle 14 sparo con cui si è tolto la vita. Lì irruzione colleghi e l'hanno trovat morto. Per tutta la mattina arrivo mamme compagne bambine. Capasso è rimasto in casa con le”.

Questo è quello che secondo Repubblica è un testo pubblicabile (e pubblicato) come articolo. Sì, l’ho trascritto fedelmente. Non è più online su Repubblica, ma se ne trovano ancora tracce nella cache di Google.

Forse non è neanche più giornalismo spazzatura, ma siamo al fallimento totale del processo redazionale, per cui può finire online qualunque porcheria.

Ho chiesto chiarimenti a Repubblica:



Per ora ho ricevuto solo un eloquente silenzio.


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63 commenti:

InMezzoAlCielo ha detto...

Paolo Attivissimo ha scritto:
"Ho chiesto chiarimenti a Repubblica
Per ora ho ricevuto solo un eloquente silenzio."

Ma secondo te cosa dovrebbe risponderti Repubblica? Che per errore è stata pubblicata la bozza di un articolo, forse la trascrizione di una registrazione vocale, invece del definitivo?
Non è per fare polemica ma a volte mi dai l'idea di voler a tutti i costi dar da mangiare a quel pubblico di gente che ama distruggere chiunque, verbalmente almeno.

Scatola Grande ha detto...

Scritto da uno smartphone?

contekofflo ha detto...

A differenza dei casi degli ultimi giorni, qui sembra proprio che una parte della bozza dell'articolo, con qualche appunto scritto velocemente, sia finita per errore nell'articolo finale. Il che è comunque una grave dimostrazione di trascuratezza.

Paolo Attivissimo ha detto...

InMezzoAlCielo,

Ma secondo te cosa dovrebbe risponderti Repubblica?

Per esempio potrebbe spiegare come è successo e dire che ha preso misure tecniche per impedire che succeda ancora. Oppure "Scusate, correggiamo, grazie". Considerato che so che mi leggono (v. correzione di oggi su "l'ano successiva", fermo da 7 anni e corretto proprio oggi dopo il mio tweet), potrebbero anche avere la cortesia di rispondere. Tre parole, mica un rapporto tecnico.


Non è per fare polemica ma a volte mi dai l'idea di voler a tutti i costi dar da mangiare a quel pubblico di gente che ama distruggere chiunque, verbalmente almeno.

1. Non distruggo, critico.

2. Non critico chiunque: solo quelli che si atteggiano a depositari del Grande Giornalismo, guardano Internet dall'alto in basso, e poi fanno porcate come questa.

3. Per non farsi criticare basterebbe lavorare bene. Che magari qualcuno se l'è dimenticato, ma dovrebbe essere la norma. Specialmente visto che stiamo parlando di un giornale nazionale, non del bollettino del circolo di cucito di Casalpusterlengo.

ST ha detto...

Che poi... Il bollettono del citcolo del cucito, essendo fatto con passione sarà privo di errori ed essendo scritto da appassionati di cucita non conterrà castrinerie sul cucito... Quindi circolo del cucito batte Giornalismo 2 a 0.

@inmezzoalcielo... Fammi capire, secondo me sta roba pubblicata da repubblica andava letta e basta? Magari pensando "poveri chissà quanto lavoro hanno da fare".
Ti cito una frase scritta da un peer review ad un articolo che ho revisionato anch'io "authors should edit the english language style of the manuscript" questo come punto negativo all'articolo (che per altri motivi è stato poi rigettato).

Se un bambino sbaglia glielo si fa notare in un modo. Se lo fa un adulto lo si fa notare in modo più crudo, non facendo spallucce.... A meno che repubblica non vada considerata come il bambino.

Max Slo ha detto...

Ah ah ah, Circolo del cucito, ma poi perché proprio a Casalpusterlengo!
Eh niente... m'ha fatto ridere. u.u

P.S: Ho googlato e non pare essercene uno comunque.

Dumdumderum ha detto...

E i correttori di bozze erano lì a scaccolarsi il naso?

Daniele Delmonte ha detto...

Intanto proprio oggi https://m.youtube.com/watch?v=qZaup1j88UE

InMezzoAlCielo ha detto...

Paolo Attivissimo ha scritto:
"Per non farsi criticare basterebbe lavorare bene."

Una disattenzione, distrazione, che può comportare un refuso, un errore di stampa anche la sostituzione di un intero articolo, non conferma o meno l'inaffidabilità di un quotidiano, al massimo si può parlare di trascuratezza, la stessa trascuratezza, per lo più causata quasi sempre dalla fretta, di cui molto spesso sei anche tu vittima.

La differenza è che tu pubblichi l'errata corrige perché è relativamente facile farlo, molto più difficile quando le persone coinvolte sono tante e spesso dislocate in diverse zone.




Paolo Attivissimo ha detto...

InMezzoAlCielo

Una disattenzione, distrazione, che può comportare un refuso, un errore di stampa anche la sostituzione di un intero articolo, non conferma o meno l'inaffidabilità di un quotidiano, al massimo si può parlare di trascuratezza

Ma quando la trascuratezza diventa sistematica e abitudinaria, allora vuol dire che la redazione lavora male.

Considera che un quotidiano nazionale ha un sistema di gestione degli articoli che è incapace di gestire gli apostrofi nei titoli, per cui escono porcate come "luomo". Considera che i correttori di bozze non esistono più. Considera che interi inserti di giornali escono senza essere riletti da un fact-checker.


la stessa trascuratezza, per lo più causata quasi sempre dalla fretta, di cui molto spesso sei anche tu vittima.

Perdonami ma stai confrontando un singolo individuo, che fa volontariato, con le risorse economiche e umane di un giornale nazionale.


La differenza è che tu pubblichi l'errata corrige perché è relativamente facile farlo, molto più difficile quando le persone coinvolte sono tante e spesso dislocate in diverse zone.

Suvvia, credo che a Repubblica abbiano i telefoni, per parlarsi fra zone diverse, e forse anche Internet per lavorare in gruppo :-)

E se non sanno lavorare in gruppo, vuol dire che lavorano male. CVD.

Dei Moni ha detto...

Secondo il mio modesto parere, è il tipico articolo di Repubblica: aggiunte fatte all'articolo originario a furia di copia/incolla, fino a rendere il tutto incomprensibile. Oddio, spesso anche "l'articolo di base" è scritto coi piedi.
A questi signori mica interessa informare, se non scrivono articoli di propaganda, a loro basta formare un minestrone di parole che porti ad una pagina con un sacco di pubblicità. Tutti byte a perdere.

Ormai i quotidiani italiani fanno tutti schifo e pure tanto. Non è un'opinione, è un fatto.

InMezzoAlCielo ha detto...

Paolo Attivissimo ha scritto:
"Perdonami ma stai confrontando un singolo individuo, che fa volontariato, con le risorse economiche e umane di un giornale nazionale."

Quando un lavoro viene gestito da più di una persona le cose si fanno via via sempre più complicate, questo perché le persone coinvolte sono appunto persone non macchine.

Il fatto poi che oggi la tecnologia ci offra il vantaggio di prolungare i nostri sensi a grandissime distanze, vista, udito, etc, implica solo che i tempi di reazione e di risposta siano più veloci non che la tecnologia possa predire o evitare l'errore umano.

Se per distrazione invii a me un articolo da pubblicare sul tuo blog invece che al tuo webmaster, io leggo la posta una volta al giorno, anche se possediamo un Tricorder di Star Trek se nessuno è a conoscenza di questo errore tale rimarrà per un tempo più o meno lungo.
Se sei da solo scrivi e pubblichi e nonostante questo non sei esente da commettere errori.

Andrea Sacchini ha detto...

Non voglio certo fare paragoni impropri, perché si tratta evidentemente di due cose diverse, ma non posso fare a meno di pensare come io, piccolo blogger di campagna con quattro lettori, rilegga un post svariate volte prima di pubblicarlo, cercando refusi, errori di concordanza, svarioni sintattici che sono sempre dietro l'angolo. Ripeto, è cosa diversa da una redazione caotica in cui magari la padrona di tutto è la fretta, ma trovo che un testo del genere non sia giustificabile nemmeno se partorito frettolosamente nella redazione più caotica del mondo.

saxintosh ha detto...

Mah... io sono abbastanza d'accordo con InMezzoAlCielo.
Paolo, fai la stessa cosa anche con Apple e Microsoft o se preferisci, con iOS e Android. In questo caso, da una parte metti quelli che chiami iCosi e lo fai dando alle frasi una connotazione negativa. Dall'altra parte invece trovi spesso (non sempre, spesso) il modo di esprimere il tuo messaggio con più equilibrio.
Quello che percepisco (evidentemente non sono l'unico) è che applichi due metri diverse. Potresti farlo senza accorgertene visto che sono tanti anni che scrivi qui e che ti occupi di tantissime cose...(io ti ho conosciuto ad uno splendida conferenza che ai tenuto a Torino parlando della Luna, tanti anni fa). Oppure lo fai apposta e allora mi piacerebbe sapere da te il motivo senza dover cercare di indovinarlo da me!

smartiz ha detto...

Secondo me e' un bot...

Ippocampo ha detto...

Paolo, ti seguo da sempre ma non condivido i toni di questo post e dei tuoi commenti: era solamente una bozza con tutti gli appunti del futuro articolo battuti velocemente e pubblicati per errore. Che misure tecniche dovrebbero prendere? E perché? Aggiungere un clic in più per questo singolo episodio che non ha causato danni né disinformazione? Chiedere scusa? Nemmeno io ti risponderei se mi segnalassi un errore di distrazione con un post dal titolo provocatorio come questo

Unknown ha detto...

Non conosco i dettagli ma presumo che anche dietro gli account twitter/facebook & co di Repubblica ci sia un presidio stipendiato, non gente ai lavori socialmente utili. Quindi se uno scrive su questi canali, lo trovo normale aspettarsi risposte. Se Repubblica non vuole sentire critiche, che chiuda i suoi account social. Che seguano l'esempio di Al Bano, che stufo di spalare la merda in arrivo ha chiuso baracca e burattini. Social sì, ma nel bene e anche nel male.

FridayChild ha detto...

Per me la giornalista per sbaglio ha inviato alla redazione gli appunti invece del pezzo, e nessuno se n'e' accorto.

Paolo Attivissimo ha detto...

Ippocampo,

era solamente una bozza con tutti gli appunti del futuro articolo battuti velocemente e pubblicati per errore. Che misure tecniche dovrebbero prendere? E perché?

Perché? Perché se Repubblica annuncia "per errore" che Trump è morto in un attentato o che c'è stato un terremoto magnitudo 6 a Palermo, cosa vuoi mai che succeda? Perché mai dovrebbero preoccuparsi di non dare notizie sbagliate o pubblicare bozze? :-)

In fin dei conti, quando qualcuno "per errore" lancia l'allarme per un missile nucleare in arrivo, non succede mica niente, no? Nessuno reclama la pelle o almeno il licenziamento del cretino che ha cliccato Invio, giusto? E nessuno pretende un sistema di gestione degli allarmi meno idiota, no?

Forse non è chiara una cosa: un giornale nazionale ha in mano le sorti di un paese. Viene letto da milioni di persone che si aspettano che pubblichi informazioni corrette. Questi milioni di persone prendono decisioni sulla base di quello che leggono. Sbagliare a questi livelli è inaccettabile. Francamente non capisco questa smania di perdonare.

Ma se l'idraulico viene a casa vostra e "per errore" collega lo scarico del water al lavandino, cosa gli dite? "Poverino, ha sbagliato, paghiamogli comunque la fattura"? :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

saxintosh,

Quello che percepisco (evidentemente non sono l'unico) è che applichi due metri diverse

Due metri diversi per due situazioni diverse. Lavori onestamente, sei modesto, fai del tuo meglio e sbagli, è un conto. Chi lavora sbaglia.

Ma se te la tiri, se ti vanti di essere il migliore sulla piazza, di offrire prodotti "magici", se dici di essere la soluzione contro le fake news e poi ti becco a farti fregare da un carattere indiano o a pubblicar balle, allora è un'altra storia.

Paolo Attivissimo ha detto...

InMezzoAlCielo

Quando un lavoro viene gestito da più di una persona le cose si fanno via via sempre più complicate, questo perché le persone coinvolte sono appunto persone non macchine.

Allora spiegami come mai i miei colleghi della Radiotelevisione Svizzera (o quelli della BBC) non pubblicano così tante cazzate, non si fanno sfuggire articoli in bozza e non raccontano balle. Sono macchine? no, semplicemente controllano prima di andare online. Hanno una procedura. Leggiti le linee guida operative della BBC (che sono pubbliche: http://www.bbc.co.uk/editorialguidelines/), guarda quelle dei giornali italiani e piangi. Perché non solo non sono pubbliche: non esistono. E si vede.

martinobri ha detto...

I giornalisti dovrebbero essere selezionati con alcuni criteri. Essere svegli, onesti, avere molte conoscenze. E conoscere bene la loro lingua madre.
Chi conosce bene la sua lingua madre scrive senza errori anche se deve scrivere di fretta. Sissignori.
O perlomeno ne fa così pochi che il testo può essere riletto e corretto in tempi compatibili con la pubblicazione veloce.

ST ha detto...

Per chi difende repubblica, cosa pensate quando sentite di medici che dimenticano pinze e bende nel corpo di un paziente (magari dopo un operazione di 8 ore), quando leggete di pazienti rimandati a caso dal medici di turno (magari in servuzio da 11 ore) e poi a casa muoiono? Oppure cosa pensate quando un vigile vi fa una multa perche avete lasciato l'auto in divieto solo per 2 minuti? O del panettiere che nella torta al posto dello zucchero ha messo il sale? Sicuramente penserete "poverino era stanco, un errore può capitare a tutti".
Argomenti diversi? La salute non è un articolo di giornale? Bene e se al posto del none di un mafioso "per ertore/era solo una bozza" ci mettessero il vostro? O cosa pensavate quando pavarotti faceva una stecca?
Quindi chi usa due pesi due misure?

cheo ha detto...

Io concordo con Paolo, non stiamo parlando di un blog o di un post su facebook, stiamo parlando di repubblica. Non ricordo di aver mai letto niente di simile nei siti della BBC, CNN,etc. Ricordo che ci sono però eccezioni Italiane, che pur essendo a diverso target pubblicano le correzioni e le smentite: vedi il Post.

Guido Pisano ha detto...

Hai presente quando in Ia media devi scrivere un tema su qualcosa che conosci ma solo vagamente?

lucawaldner ha detto...

Sono d'accordo con Paolo su tutta la linea. Non condivido assolutamente questa smania del "bisogna capire", del perdonismo a tutti i costi, specie verso chi dovrebbe essere d'esempio. Molto italico e molto dei tempi attuali, nasconde la mancanza di una parola (concetto) oggi ormai inesistente in Italia: responsabilità.

Dei Moni ha detto...

Ma pietà, veramente qualcuno vuol far finta che questo sia solo un errore e non un metodo di lavoro standard dei quotidiani italiani? Standard bassissimo, ma sempre standard.

Vogliamo discutere dell'infame colonna destra che ormai impesta qualsiasi portale di informazione? gli articoli copia/incolla? i titoli acchiappaclick? gli articoli di propaganda politica? gli articoli marchette? gli articoli tradotti con google translate? le gallerie di immagini messe insieme senza alcun criterio? gli articoli su più pagine per poter visualizzare altra pubblicità?

Fingere che tutto questo non sia la realtà fattuale è pura malafede.

hfswuiwee shjeqshdnvmqqer ha detto...

"Allora spiegami come mai i miei colleghi della Radiotelevisione Svizzera (o quelli della BBC) non pubblicano così tante cazzate"

Curiosamente il signor Attivissimo nella solita foga di gettare fango sull'editoria italiana cita come esempi da imitare la tv pubblica inglese e quella della svizzera italiana.
Si dimentica però di citare i quotidiani più venduti nella stessa Inghilterra, cioè "The Sun" e "Daily Mail", e in Svizzera, cioè "20 Minuten" e "Blick". E forse si dimentica di farlo perché in quanto a "cazzate" pubblicate questi quotidiani riescono da soli a fare peggio de "La Repubblica" e "Il Corriere della Sera" messi insieme.

"Per chi difende repubblica, cosa pensate quando sentite di medici che dimenticano pinze e bende nel corpo di un paziente"

Per chi attacca "La Repubblica", lasciare le pinze nel corpo di un paziente, mettere il sale al posto dello zucchero in una torta, collegare lo scarico del water al lavandino causa un danno materiale all'utente del servizio. Pubblicare per errore per qualche minuto una bozza al posto dell'articolo finale non causa nessun danno all'utente (che ha decine di altri siti ugualmente gratuiti sui quali informarsi), ma solo all'immagine del giornale.

saxintosh ha detto...

@ST,

credo che non hai capito il punto delle critiche. Sembra non averlo capito nemmeno Paolo ( "Francamente non capisco questa smania di perdonare").
Qui non si sta cercando di difendere Repubblica! E' indifendibile. Ha fatto una cazzata. Non è certo né la prima né l'ultima. E' grave? Abbastanza, visto che è un importante quotidiano italiano. Va anche notato che questo particolare caso è meno grave di quando pubblicano una fake news o di quando scrivono con superficialità di una cosa raccontando un sacco di balle... ma rimane comunque una brutta cosa, una pessima figura ed un indice del fatto che lavorano male! Non c'e' dubbio!
Il punto? Il punto è che sembra che molti fan di Paolo (me compreso) vorrebbero più attenzione all'equilibrio, al bilanciamento delle parole, ai modi. Non mi interessa uno che urla addosso a tutti, sempre o con supponenza. Internet è già piena di queste cose.
Insomma, mi lamento dei modi e mi preoccupo dell'equilibrio che troppo spesso Paolo trascura.

InMezzoAlCielo ha detto...

ST ha scritto:
"Bene e se al posto del none di un mafioso "per ertore/era solo una bozza" ci mettessero il vostro?"

Ammesso che tu non lo abbia fatto per "provocazione", a quanto pare nemmeno tu sei esente da scrivere errori.
Ma certamente ti giustificherai dicendo che tu non sei la redazione di un quotidiano, quindi a te è permesso fare errori. Tu sei tu, loro sono Loro.
Ci indigniamo, ci sfoghiamo pubblicamente, e non ci rendiamo conto che ci mettiamo a un livello nettamente inferiore dimostrando a chiunque tutte le nostre vulnerabilità.
C'è un fattore che accomuna tutti: quello di essere Umani.

A fronte di un errore, criticare, indignarsi, sparare sentenze, condannare, naturalmente comodamente seduti davanti a un monitor, oltre che risibile, fastidioso e imbarazzante per chi legge, conferma ulteriormente quanto siamo umani, per meglio dire tanto fragili e vulnerabili e così bisognosi di qualcuno che sia migliore di noi, ma secondo i nostri canoni, a cui posiamo affidare la nostra cultura, la nostra informazione, ma anche la nostra vita se parliamo di un medico.

Il giornalista, ma anche il chirurgo, il pilota, il prete, il cuoco, dev'essere selezionato, pretendiamo che sia un essere superiore in tutto, una specie di Dio a cui possiamo affidarci, ma se sbaglia vai con indignazioni, critiche, condanne.
Ma non c'è differenza tra me e il giornalista quando entrambi riceviamo una telefonata che ci comunica la morte di un familiare o al contrario che abbiamo vinto un premio da milioni di Euro. Tutto ciò che accadrà dopo sarà fortemente influenzato da questi eventi.
Anche un forte mal di testa può condizionare e stravolgere il futuro di una persona e di tutte le persone a questa collegate.

In sintesi, quando capiremo tutti che sparare giudizi e sentenze, come in questo caso, equivale a dimostrare quanto siamo simili, se non peggio, di chi critichiamo, avremo il diritto di sentirci più Umani.
Che non significa diventare tolleranti a fronte di "errori" di questo genere: XXXXXX
perché qui non si tratta di errori ma di veri e propri danni informativi, costruiti con tanto di ragionamento.
Forse già comprendere la differenza tra questi due errori aiuterebbe e non poco.

Altrimenti poi si arriva a casi estremi come (finalmente) ad esempio la decisione di ANSA di mettere uno STOP allo scempio dei commenti da facebook per la maggior parte delle notizie, che chiamarlo scempio è un eufemismo.
Io personalmente, ma sicuramente altre migliaia di persone, ho reclamato più volte affinché disattivassero fiumi di commenti di una violenza verbale fuori ogni umana comprensione. Qualsiasi notizia, anche la più leggera, diventava il ring su cui la gente sfogava la propria rabbia (e vulnerabilità).

Si parla di fake news e ci si indigna, ma non si parla di quanta gente, davvero tanta, ha serissimi problemi con se stessi e con gli altri perché non riesce a comprendere il fattore che ci accomuna tutti.
E io stesso che ora sto mettendo in rilievo questo aspetto verrò ulteriormente criticato, accusato e condannato perché sicuramente faccio parte della categoria dei buonisti.

Andrea Fontanelli ha detto...

ST

"Per chi difende repubblica, cosa pensate quando sentite di medici che dimenticano pinze e bende nel corpo di un paziente (magari dopo un operazione di 8 ore)"

Che hanno fatto un errore grave

"quando leggete di pazienti rimandati a caso dal medici di turno (magari in servuzio da 11 ore) e poi a casa muoiono?"

Che probabilmente è stato fatto un errore, più o meno grave a seconda delle condizioni specifiche (che non sono precisate), ma che sarebbe bene saperne di più prima di giudicare

"Oppure cosa pensate quando un vigile vi fa una multa perche avete lasciato l'auto in divieto solo per 2 minuti?"

Che l'infrazione non dipende dal tempo. Se lascio la macchina in seconda fila e la presenza inaspettata della mia auto sulla corsia di marcia provoca un incidente, la mia infrazione non è meno grave se dopo 30 secondi riparto.

"O del panettiere che nella torta al posto dello zucchero ha messo il sale? Sicuramente penserete "poverino era stanco, un errore può capitare a tutti". "

Che ha fatto un errore da dilettante, ma siccome non ci ha messo del cianuro, non è molto grave.

"Bene e se al posto del none di un mafioso "per ertore/era solo una bozza" ci mettessero il vostro?"

Che avrebbero fatto un errore grave.

"O cosa pensavate quando pavarotti faceva una stecca?"

Che aveva sbagliato, ma che anche i migliori a volte steccano (se lo fanno ripetutamente non sono i migliori)

Cosa penso di tutti gli errori che hai messo nel testo? Capita, non è grave.
Cosa penso dell'errore di repubblica in questo caso? Che hanno fatto un errore da dilettanti, reso possibile dalla mancanza di una procedura corretta, come giustamente fatto rilevare da Paolo.

Donato ha detto...

Non se sia peggio la cialtronaggine (dei giornalisti) di Repubblica o chi la difende a spada tratta.

InMezzoAlCielo ha detto...

Donato ha scritto:
"Non se sia peggio la cialtronaggine (dei giornalisti) di Repubblica o chi la difende a spada tratta."

Addirittura, mi stai dando del cialtrone perché hai stabilito che sto difendendo Repubblica.
Ma non mi infastidisce questo tuo commento, è solo l'ennesima conferma del perché ANSA ha deciso di accogliere la mia e quella di non si sa quante altre migliaia di persone, stufe di leggere gente che sfoga i propri problemi sugli errori degli altri. Stufa di leggere commenti che sono tutto tranne che costruttivi.

Paolo Attivissimo, per quanto possa valere per te il mio punto di vista, per quanto tu possa accettare una critica che mi auguro tu colga come amichevolmente costruttiva, penso che l'errore più grande che commetti sia proprio quello di stimolare volutamente le reazioni dei tuoi lettori, cosa che più utenti spesso ti hanno fatto presente anche in passato.
Molta gente ama vedere D'Agostino che tira uno schiaffone a Sgarbi e ama soprattutto sfogarsi su uno dei due, o anche entrambi. Ma chi propone il tormentone dello schiaffo a Sgarbi alla fine si abbassa allo stesso livello dei leoni di tastiera.

Una decina di giorni fa ho dovuto passare un po' di tempo a leggere Medium e Medium Italia, una delle cose che mi ha colpito è che per alcuni articoli che a volte mettevano in evidenza situazioni terribili, altro che una bozza pubblicata per errore, dalla politica al sociale, quasi tutti i commenti per quanto alcuni fortemente critici, erano costruttivi.

Sperando di non sbagliarmi, credo che questo succeda non perché gli autori che scrivono su Medium siano esseri soprannaturali, ma semplicemente perché impostano lo scritto in modo da stimolare una discussione, anche appunto fortemente critica, non le reazioni della gente.


ST ha detto...

A chi critica i miei errori di battitura. Chiedo venia e mi cospargo il capo di ceneri. Scrivere sul cell in autobus nentre nevica alle 6 del mattino non è come farlo dalla scrivania del lavoro.
E non è il mio lavoro... Manco per hobby. Ci si dimentica forse qual'è il lavoro di un giornalista. Ma forse è troppo chiedere che venga fatto non bene, ma decentemente.

Paolo Attivissimo ha detto...

hfswuiwee shjeqshdnvmqqer,

Curiosamente il signor Attivissimo nella solita foga di gettare fango sull'editoria italiana cita come esempi da imitare la tv pubblica inglese e quella della svizzera italiana

Curiosamente il signor hfswuiwee shjeqshdnvmqqer ha problemi a capire che una testata non è valida o no in base al paese di appartenenza o che bisogna guardare l'affidabilità della testata più venduta in un paese. Ogni testata è responsabile della propria qualità a prescindere dal paese al quale appartiene. Avrei potuto citare anche i colleghi di Le Scienze, o tanti articoli ottimi di giornalisti italiani. E se il signor shjeqshdnvmqqer si degnerà di leggere qualche post di questo blog, noterà che segnalo spesso le cazzate del Daily Mail e simili.

Io non getto fango sull'editoria italiana. Semmai lo getto sull’editoria cialtrona. Di qualunque paese.

ST ha detto...

Dimenticavo... Cosa differenzia voi che criticate me più o meno ironicamente (io signor nessuno), da paolo che critica repubblica (giornale nazionale)?

martinobri ha detto...

Pubblicare per errore per qualche minuto una bozza al posto dell'articolo finale non causa nessun danno all'utente (che ha decine di altri siti ugualmente gratuiti sui quali informarsi), ma solo all'immagine del giornale.

E' però il sintomo di un modo sciatto di lavorare. Che prima poi porterà al danno.
Per lavorare bene dobbiamo aspettare il danno?


In sintesi, quando capiremo tutti che sparare giudizi e sentenze, come in questo caso, equivale a dimostrare quanto siamo simili, se non peggio, di chi critichiamo,

Per nulla d'accordo. Dirai che sono simile quando mi mostrerai errori altrettanto gravi e con la stessa frequenza commessi da me o dagli altri che criticano.


(se lo fanno ripetutamente non sono i migliori)

Detto tutto. Che errori non da punta di iceberg come questo ma comunque da scuola elementare siano non episodici ma lo standard è ampiamente documentato. Fate un giro sulle pagine internet che li raccolgono e vedrete.
Oppure aprite il sito del Corriere (lo cito perchè è quello che leggo io).

Edoloz ha detto...

Volevo solo fare un appunto a Paolo: hai ragione a segnalare errori/refusi/leggerezze da parte di chi si erge a testata giornalistica seria e che spara ad alzo zero contro internet (qualunque cosa voglia dire...) e capisco perfettamente il tuo fastidio... ciononostante una delle (tante) cose che ho sempre apprezzato in questo blog è la modalità definirei "british" nello scrivere, ovvero calmo, pacato e mai sgarbato o sopra le righe.
Ora come non mai c'è bisogno di questo atteggiamento "diverso" dal modo mainstream urlato e volto al sensazionalismo... almeno tu resisti!!! :-)

lucawaldner ha detto...

[quote-"InMezzoAlCielo"]In sintesi, quando capiremo tutti che sparare giudizi e sentenze, come in questo caso, equivale a dimostrare quanto siamo simili, se non peggio, di chi critichiamo, avremo il diritto di sentirci più Umani.[/quote]

Pericolosa impostazione di pensiero. Di chiaro stampo cattocomunista, deresponsabilizzante e livellante al basso. I frutti li abbiamo sotto gli occhi.

Certo, come facciamo a prendercela con quel povero conduttore di metrò che affamato pranzava al posto di guida mentre il convoglio da lui guidato tritava una incolpevole e pagante passeggera?
Chi siamo noi per giudicare?

Certo, come facciamo a prendercela con chi (ma davvero ancora non si sa chi) è responsabile del crollo di un ponte che per incuria e stupidità ha schiacciato come un insetto un poveretto che per sfiga passava lì sotto?
Chi siamo noi per giudicare?

Potrei continuare all'infinito...
Chi di voi ha mai visto un conduttore di treno locale giapponese, uno da pendolari, uno di quelli per noi poveri st***i che non meritiamo un sedile pulito, non dico un cesso o un riscaldamento. Sono in due, impeccabili nella divisa e nell'aspetto, nei gesti, nel loro ruolo di conduttori e responsabili del treno che trasporta centinaia di vite che sono state affidate nelle loro mani, iper-attenti, uno conduce l'altro controlla ad alta voce, confrontando orari, cartelli, manovre del conducente, controllando su un foglio il percorso dell'intero viaggio. Sembra un film di arti marziali. Ti senti sicuro. Un protocollo rigidissimo. Responsabilità. Anche nelle minime cose, nei minimi gesti, perché si è una cosa sola con ciò che si fa, e lo si deve fare bene, per se stessi e per gli altri.
Da noi? Non si deve giudicare...
Teniamoci schettino, allora: 32 morti affogati... Ci fosse stato al comando uno di quei due giapponesi erano ancora vivi.
Ma chi sono io per giudicare?

Quando capirai tu/voi, che esiste una responsabilità, un dovere, un'etica dettati anche dal ruolo che si è scelto di ricoprire le cose andranno meglio in Italia. Altro che "non si deve giudicare".
Una cazzata cosmica. Il tuo pensiero è parte del problema.

Paolo Attivissimo ha detto...

Edoloz,

almeno tu resisti!!! :-)

Ci sto provando. Ma sta diventando sempre più difficile. Gli anni passano, la dose di pazienza si esaurisce.

InMezzoAlCielo ha detto...

lucawaldner ha scritto:
"Certo, come facciamo a prendercela con quel povero conduttore di metrò che affamato pranzava al posto di guida mentre il convoglio da lui guidato tritava una incolpevole e pagante passeggera?"

Semplice, almeno per me lo è: tu tiri in ballo un caso che non può essere paragonato a un errore umano, ovvero il macchinista non ha avuto un malore, non si è sentito male, ma pranzava ergo NON svolgeva il suo lavoro.
Non so da te, da me questo non si chiama un errore umano.

lucawaldner ha scritto:
"Chi siamo noi per giudicare?"

Tu non lo so, dagli esempi che hai riportato non mi pare tu sia in grado di dare dei giudizi sensati ma solo giudizi di pancia (e di stampo populista). Al contrario un perito è in grado di fare una valutazione attendibile che aiuterà la Legge a giudicare e punire i responsabili.


lucawaldner ha scritto:
"Teniamoci schettino, allora: 32 morti affogati"

E anche qui è la stessa cosa. Non mi pare che Schettino sia stato vittima di un errore umano visto che la scelta di navigare in quell'area è stata intenzionale. Che poi Schettino sia stato "obbligato" a farlo (come dice lui) o meno lui era il comandante della nave.
Io personalmente non posso dare giudizi e faccio moltissima attenzione ai clamori mediatici e a cosa scrive la stampa in generale, non ho nemmeno la più pallida idea di come si fa per mettere in moto i motori di una nave figurati se posso capire le dinamiche per cui un comandante di una nave decide di navigare in un'area ad altissimo rischio di incagliamento.

lucawaldner ha scritto:
"Pericolosa impostazione di pensiero. Di chiaro stampo cattocomunista, deresponsabilizzante e livellante al basso."

Come fosse antani, insomma.


Dei Moni ha detto...

Della serie "Poverini, sono umani", perché non commentare questo bellissimo articolo de "La Stampa" che ci parla del primo missile a propulsione nucleare: http://www.lastampa.it/2018/03/01/esteri/la-nuova-minaccia-di-putin-un-super-missile-nucleare-invulnerabile-BOtUtdw67JohlKqk1zAmqL/pagina.html
Cito dall'articolo, modificato proprio oggi 2 marzo alle 00:38: "E tra queste armi spicca un nuovo super-missile a propulsione atomica, con volo illimitato e praticamente “invulnerabile” perché viaggia con una traiettoria imprevedibile."

Lo stesso errore lo abbiamo sul "Corriere della Sera": http://www.corriere.it/esteri/18_marzo_01/nuove-armi-nucleari-putin-super-missile-sarmat-missile-crociera-invulnerabile-7ea28ec0-1d74-11e8-816c-92c77108475f.shtml?refresh_ce-cp
Cito: "un nuovo missile da crociera con un sistema di propulsione nucleare, invulnerabile ai sistemi anti-aerei"

Il Fatto Quotidiano: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/01/russia-putin-presenta-il-super-arsenale-a-3-settimane-dalle-elezioni-ecco-sarmat-il-missile-capace-di-colpire-ovunque/4196565/
Cito: "Viene descritto come missile da crociera “invulnerabile” che segue una traiettoria imprevedibile e, grazie a un rivoluzionario propulsore atomico, può volare per un tempo indefinito raggiungendo “qualsiasi punto del mondo”"

Pagina Wikipedia di 'sto benedetto missile: https://it.wikipedia.org/wiki/RS-28_Sarmat
Cito: "è un missile intercontinentale pesante bistadio a propellente liquido, lanciabile a freddo da silos" e ancora "gittata: 11.000Km"

Curiosamente La Repubblica, pur mantenendo i toni da apocalisse degli altri giornali, non parla di missile a propulsione nucleare, ma di un drone subacqueo a propulsione nucleare (già più verosimile). Ovviamente il missile: "stando alle sue parole, ha una gittata illimitata" http://www.repubblica.it/esteri/2018/03/01/news/putin_mostra_un_nuovo_super-missile_invulnerabile_e_agli_usa_ora_ascoltateci_-190085868/

11mila km equivale a "gittata illimitata", vabbè.

Eh, ma sono umani poverini.

giubbe ha detto...

InMezzoAlCielo:
[...] il macchinista non ha avuto un malore, non si è sentito male, ma pranzava ergo NON svolgeva il suo lavoro.
Non so da te, da me questo non si chiama un errore umano.

perchè secondo te chi ha letto e pubblicato "l'articolo" stava facendo il proprio lavoro? Se il suo lavoro è leggere prima di pubblicare allora è evidente che stava facendo altro; se non esiste il lettore, ma solo il pubblicatore è evidente che qualcosa va cambiato nella redazione. Quindi o è qualcuno che ha sbagliato ad eseguire il proprio compito, o c'è una lacuna nelle procedure editoriali.
Trovo che entrambi siano gravi errori. In questo caso è evidente lo sbaglio, lo capisco anch'io, ma in altri casi può essere più sottile e quindi sfuggirmi. Mi è successo in passato di divulgare inconsapevolmente errori letti sui giornali ed accorgermene solo qualche giorno dopo proprio per la superficialità (o totale mancanza) del controllo che in un giornale professionale non deve essere presente.

lucawaldner ha detto...

InMezzoAlCielo:

E vabbuò... :-/

InMezzoAlCielo ha detto...

Dei Moni ha scritto:
"Della serie "Poverini, sono umani"

NESSUNO ha mai detto "poverini sono umani", ma solo che questo tipo di errore fa parte delle limitazioni umane, non ci possiamo fare nulla.

Publicare una bozza al posto di un definitivo NON è un errore intenzionale è al pari di infilare una penna biro nel temperamatite. A me fa ridere, è una cosa che può succedere a chiunque, soprattutto non causa gravi danni a nessuno.



giubbe ha scritto:
"perchè secondo te chi ha letto e pubblicato "l'articolo" stava facendo il proprio lavoro?"

Io non lo so, tu lo sai? Sai ricostruire esattamente le dinamiche che hanno causato questo errore? Se è così, se tu sai già tutto, perché non ti rechi nella redazione di Repubblica e proponi una riorganizzazione affinchè non si verifichino mai più errori del genere?
Poi prendi la persona che ha sbagliato, la chiudi in una stanza, le punti in faccia un faretto e per le successive 48 ore le chiedi a ripetizione: "perché hai sbagliato? Chi ti paga?". Ogni tanto dai un pugno sul tavolo (spaventa e fa sempre effetto), fino a che non crolla.

L'unica cosa che so io è che qualcuno nella redazione di Repubblica ha fatto una cazzata, per fortuna di tipo non dannoso, ma come sia stato possibile io appunto non lo so, per questo evito di fare pubblicamente il saputello spara sentenze, punto.

Però mi incazzo, restando in tema di giornalismo, ad esempio leggendo errori INTENZIONALI come questi:

https://attivissimo.blogspot.it/2018/02/lastronauta-e-lintervista-fantasma.html
https://attivissimo.blogspot.it/2018/03/vincenzo-borgomeo-su-repubblica-critica.html
https://attivissimo.blogspot.it/2018/02/la-stampa-carlo-grande-neil-armstrong-e.html


Dan ha detto...

Calma.
Io posso capire l'errore umano, posso capire che sfugga una bozza in un contesto così frenetico come l'editoria online (anche se capire non significa accettare), però qui stiamo assistendo ad un fenomeno diverso, rispetto ad una distrazione.

Io tutt'ora sull'articolo della tragedia di Latina (http://archive.is/ykKFI) leggo cose come "che in precedenza sulle scale della rampa di scale", o "al'addome e a una spalla" (si, con una sola elle, e con tre vocali una in fila all'altra), per non parlare del fatto che ad un certo punto dell'articolo le lettere accentate vengan totalmente sostituite dalle normali lettere seguite da apostrofo.

Questa è semplicemente sciatteria, roba che, se avessi un blog amatoriale, non permetterei di pubblicare. E qui stiamo parlando di una delle maggiori testate giornalistiche italiane, facente parte del gruppo editoriale più importante del bel paese.

Il Lupo della Luna ha detto...

Ai difensori d'ufficio di Repubblica ricordo solo che se io che impagino materiale promozionale "faccio stampare per sbaglio una bozza" finisco licenziato e mi fanno pure pagare i danni.

giubbe ha detto...

InMezzoAlCielo
Certo che lo so cosa è successo, è palese: hanno pubblicato un articolo errato perché non è stato letto prima di mandarlo in stampa. Tu non ci vuoi arrivare a questa semplice verità.
Perché non è stato letto? Perché il processo non lo prevede o se lo prevede non è stato fatto.
Non chiedo né la punizione né il licenziamento, chiedo maggiore attenzione.
Se è da parte dell'uomo il direttore dovrà capirne i motivi, se è sbagliato il processo, il direttore ne deve parlare con gli azionisti. Non vedo perché dovrei essere io a dare soluzioni gratis ad una azienda... Io da lettore evito i giornali generalisti ad eccezione del post. Sono loro che devo migliorare, mi hanno confuso troppe volte con i loro strafalcioni, come già detto, ma tu questo concetto non vuoi capirlo...

lucawaldner ha detto...

@Il Lupo Della Luna

Evidentemente vivi in un ambiente... disumano! :-D
Sai, io sono in proprio e nessuno mi licenzia, ma controllo mille volte prima di "uscire" con qualcosa. Non lo faccio solo per i miei clienti, lo faccio in primis per me. E i danni, anche di immagine, li pago direttamente sulla mia pelle.
Poi sai, siamo nella società liquida, il conducente del metrò "non stava lavorando", quindi non ha commesso alcun errore. Come schettino. Strano che però stesse percependo lo stipendio e fosse sul posto di lavoro. Forse dovevano punirlo per assenteismo! :-D
Siamo oltre i confini della realtà, ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere...

Sono cose che spiego a mio figlio che spesso cerca di giustificarsi dicendo "non l'ho fatto apposta"!
Gli dico "ok, ma non è una giustificazione, ti riconosco la buona fede, l'errore umano, ma la responsabilità rimane. Se per incidente metti sotto uno con la macchina, non è che scendi e al poveretto che è steso sotto l'auto gli dici non l'ho fatto apposta e finisce li. No, hai l'attenuante del colposo, ma l'hai messo sotto tu, e tua è la responsabilità. Così come se ti dimentichi le cose o se commetti una sciocchezza".
Credo che alcuni dovrebbero essere presi per mano ed educati, con pazienza e rigore, come si fa con i bambini, con concetti ed esempi semplici, facili da capire, un passettino alla volta, per non stressargli troppo la mente... ;-)

InMezzoAlCielo ha detto...

Il Lupo della Luna ha scritto:
"Ai difensori d'ufficio di Repubblica ricordo solo che se io che impagino materiale promozionale "faccio stampare per sbaglio una bozza" finisco licenziato e mi fanno pure pagare i danni."

Questa tua affermazione in pratica è un po' come andare in giro per strada con un megafono e urlare alla gente: "oh guardate che se io arrivo in ritardo al lavoro quelli mi licenziano!".
Eh ma cosa ti possiamo rispondere? Cerca di arrivare puntuale o fatti cambiare orario!

A parte gli scherzi, ribadisco che le cose che riguardano il giornalismo che dovrebbero farci indignare tutti, anche protestando a gran voce, non sono certo queste cazzate.

Abbiamo dei gravissimi problemi che riguardano l'informazione, pur essendo in un paese democratico cioè il privilegio di poter pubblicare acquistare e leggere un qualsiasi quotidiano che segue una precisa linea editoriale e politica senza correre il rischio di finire in galera, eppure l'informazione è sofferente, carente di affidabilità.

Il problema dell'informazione non è la grammatica, gli errori in generale, sono i CONTENUTI.
Non mi si fraintenda, pubblicare un articolo pieno di errori grammaticali magari da parte di una testata autorevole è qualcosa di terribile, dimostrazione di sciatteria, grande mancanza di rispetto nei confronti dei lettori.
Ma qui il problema riguarda l'AFFIDABILITA' dei contenuti e di tutta la stampa in generale.

Articoli come questo: https://attivissimo.blogspot.it/2018/03/vincenzo-borgomeo-su-repubblica-critica.html
non dovrebbero nemmeno essere publicati.

Come ha scritto pgc, che condivido in pieno:
"Grazie quindi, Sig. Borgomeo, a nome delle decine di migliaia di persone che, ogni anno, muoiono prematuramente a causa dell'inquinamento ambientale, soprattutto nelle grandi città. "

L'articolo scritto da Borgomeo non è una cazzata è una cosa gravissima, un contenuto che oltre ad essere offensivo e arrogante dichiara apertamente che sia Repubblica che lo stesso giornalista se ne sbattono alla grande di uno dei problemi in assoluto più gravi e importanti che riguarda il pianeta Terra, e che si colloca tra la mancanza di acqua e cibo e la sovrappopolazione e probabilmente come una delle cause, oltre a quelle naturali, di un cambio delle condizioni climatiche.

Nessun giornalista serio dovrebbe scrivere un articolo del genere, ma il tentativo ci potrebbe anche stare, ma nessuno quotidiano che si definisce "serio" dovrebbe decidere di pubblicare il suo articolo, se lo fa come ha fatto Repubblica è come ho scritto sopra: perché se ne sbatte, dimostrando che il target a cui si rivolge sono lettori ignoranti, superficiali e menefreghisti.

Ma tu Lupo Della Luna mi accusi di difendere Repubblica, e pure d'ufficio.
Siamo al livello dei sostenitori delle scie chimiche, convinti che il problema dell'inquinamento siano queste e non quello industriale, automobilistico, senza contare quello navale che non considera mai nessuno. E quando glielo fai notare ti dicono che è perché non hai a cuore il problema dell'inquinamento, sei pagato dai governi, dai servizi segreti, sei un troll.

Come ha scritto lucawaldner:
E vabbuò...

pgc ha detto...

InMezzoAlCieo,

dici due cose scorrelate tra loro, NON alternative: da un lato che il problema sono i "contenuti". Dall'altra che "pubblicare un articolo pieno di errori grammaticali [...] è qualcosa di terribile".

Allora perché non occuparsi ANCHE di questo aspetto, che indica sciatteria e disorganizzazione? Io non comprerei un'auto da una fabbrica che fa errori marchiani nelle pubblicità o nei volantini, perché sarebbe segno di cattiva gestione interna. Non voterei volentieri un politico che non conosce bene italiano (solo un esempio eh, mica che esiste veramente!). Non è implicito che non possa essere un grande politico, ma è un segno di possibile ignoranza e disorganizzazione.

Perché allora, al di là dei contenuti, mi dovrei accontentare di un quotidiano che fa CONTINUAMENTE errori madornali?

Il bello è che rispetto a quello che ho visto in giro per il pianeta, i grandi quotidiani italiani (quelli cartacei) non sono affatto male rispetto alla media: sono le loro pagine web che fanno spavento, come se le considerassero un aspetto marginale. Invece sono la business card del quotidiano. E bisogna spingere il più possibile che lo capiscano, pena un fallimento che non auguro a nessuno.

Mammiiiinaaa?! ha detto...

Sono anch'io dell'idea che pubblicare una bozza invece dell'articolo (almeno si spera fosse la bozza...) sua un errore tutt'altro che poco importante, perché denota una tale sciatteria nella gestione dei processi da far pensare che non possa non coinvolgere anche i contenuti.
Una cosa però non mi spiego: se davvero è stata pubblicata una bozza o, più verosimilmente, degli appunti, significa che la giornalista stessa ha commesso l'errore (quindi non ha controllato che cavolo stava inviando)e poi, successivamente, chi avrebbe dovuto controllare (ammesso che i correttori di bozze esistano ancora) era preso da altro; oppure (ipotesi agghiacciante!) è prassi che i giornalisti spediscano in redazione quel genere di materiale e che, poi, esso venga sistemato da un altro soggetto (stagista, borsista, donna delle pulizie) pur uscendo col loro nome

InMezzoAlCielo ha detto...

pgc ha scritto:
"dici due cose scorrelate tra loro, NON alternative: da un lato che il problema sono i "contenuti". Dall'altra che "pubblicare un articolo pieno di errori grammaticali [...] è qualcosa di terribile"."

Sono scorrelate perché non hai capito che ho dato diversi livelli di importanza. L'errore della bozza è un errore se non privo di importanza decisamente irrilevante rispetto alla qualità dei contenuti. Gli errori grammaticali sono ben più importanti dell'errore della bozza pubblicata per sbaglio, gravi ma comunque meno importanti della qualità dei contenuti.

pgc ha scritto:
"Allora perché non occuparsi ANCHE di questo aspetto, che indica sciatteria e disorganizzazione?"

Libero di farlo tu o chiunque altro, però avvisate quando si verificherà nuovamente.
Al contrario, gli errori grammaticali li scopre chiunque e praticamente tutti i giorni su quasi tutte le testate, in particolare quelle online.

pgc ha scritto:
"Il bello è che rispetto a quello che ho visto in giro per il pianeta, i grandi quotidiani italiani (quelli cartacei) non sono affatto male rispetto alla media"

Perfetto.
Facciamo allora le 2 domande giuste:
1) perché è stato commesso l'errore della bozza su un quotidiano online?
2) perché gli errori grammaticali sono presenti quasi unicamente nelle testate online?

Improbabile un errore nella pubblicare di un listino prezzi su catalogo cartaceo, a meno che non se ne sia occupato Lupo della Luna (scherzo naturalmente), molto probabile che un ecommerce pubblichi prezzi sbagliati, o che pubblichi il PDF delle proprie memorie al posto del listino prezzi. Succede tutti i giorni si può dire a chiunqe.

Prendiamo Paolo Attivissimo, sono numerosi gli errori nei suoi articoli, link errati, errori grammaticali, refusi ed errori di vario genere. Eppure nei suoi libri non mi pare ci siano errori di alcun tipo. Sono perfetti.
Così abbiamo un Attivissimo sciatto per quello che riguarda il blog Disinformatico, mentre lo stesso Attivissimo serio e rigoroso sulla carta stampata.
Eh perché, seguendo i commentatori di questo articolo, se è sciatta e poco seria la redazione online che pubblica per errore una bozza, allora lo è anche Attivissimo, senza girarci troppo intorno.


giubbe ha detto...

Mammiiiinaaa?!:
sono perfettamente d'accordo, se pubblicano tale obbrobrio possono benissimo pubblicare un qualsiasi pezzo con errori concettuali informando di conseguenza male. Se la materia è poco conosciuta è anche difficile capire che sono errori gravi, di conseguenza il giornale online diventa inattendibili. Quello che è accaduto rende palese che tali errori possono essere all'ordine del giorno.

pgc:
d'accordo su tutto, ma errori concettuali esistono anche nella carta stampata semplicemente perchè la moda di non rileggere gli articoli è diffusissima da anni. Ricordo ancora quando non riuscivo a capire la dinamica di un incidente ferroviario perchè il giornalista aveva sbagliato gli orari... per non parlare di quando scrivono di scienza o matematica...

Paolo Attivissimo ha detto...

InMezzoAlCielo,

Prendiamo Paolo Attivissimo, sono numerosi gli errori nei suoi articoli, link errati, errori grammaticali, refusi ed errori di vario genere. Eppure nei suoi libri non mi pare ci siano errori di alcun tipo. Sono perfetti.

Semplice: quello che scrive gli articoli è mio fratello gemello scemo :-)


Eh perché, seguendo i commentatori di questo articolo, se è sciatta e poco seria la redazione online che pubblica per errore una bozza, allora lo è anche Attivissimo, senza girarci troppo intorno.

Continua a non esserti chiara la differenza fra redazione di testata nazionale commerciale e singolo giornalista su blog gratuito?

Provo:

1. Una redazione ha le risorse umane ed economiche per avere un CMS professionale, un revisore, un fact-checker e qualcuno che rilevi gli errori segnalati dai lettori e li corregga.

2. Io no.

I miei libri sono "perfetti" (grazie, ma non è vero) perché ogni pagina ha subìto numerose iterazioni, riletture mie, riletture da parte dei lettori che si offrono come revisori. Gli articoli del blog no. Li rileggo, ovviamente, ma non ci sono così tante persone che li leggono prima che diventino pubblici e quindi il loro tasso di errori è più alto. I revisori dei miei articoli siete voi lettori. Non ho assistenti, redattori, fact-checker stipendiati o altro.

Spero che ora la differenza sia più chiara.


InMezzoAlCielo ha detto...

Paolo Attivissimo ha scritto:
"Continua a non esserti chiara la differenza fra redazione di testata nazionale commerciale e singolo giornalista su blog gratuito?"

e

Paolo Attivissimo ha scritto:
"Leggiti le linee guida operative della BBC (che sono pubbliche: http://www.bbc.co.uk/editorialguidelines/)"

Sono due visioni completamente opposte, la britannica BBC non ha aperto la sua testata online dal cartaceo, la BBC è un servizio pubblico televisivo, e la televisione viaggia di pari passo con tecnologia e quindi Internet prima ancora di diventare una sua estensione informativa era uno dei primari strumenti di lavoro.

Per la BBC non è stato un salto epocale estendere l'informazione dalla TV a Internet.
Al contrario, per Repubblica (che cito ad esempio) si può paragonare prendere l'auto per andare da Roma a Milano con entrare nella capsula del teletrasporto per andare su Marte.

La mentalità italiana nei riguardi di Internet è indietro di oltre 10 anni, considerando poi che il tempo su Internet scorre in modo relativamente più veloce, molto più veloce.
Non perché noi italiani siamo più stupidi ma perché abbiamo recepito con grandissimo ritardo le opportunità che Internet avrebbe offerto quindi infrastrutture realizzate con estrema lentezza.

Per le nostre testate online, buona parte di queste, è stato molto più semplice affidarsi ad agenzie esterne con tutti i vantaggi ma anche con tutti i problemi che questo comporta.
Sono molto poche le testate che hanno esteso online la propria informazione mantenendo l'iter della redazione classica.

Quindi alla domande:
1) perché è stato commesso l'errore della bozza su un quotidiano online?
2) perché gli errori grammaticali sono presenti quasi unicamente nelle testate online?

che credevo chiarissero i motivi per cui è stata pubblicata la bozza, ma evidentmente non è così, si deve solo comprendere perché è appunto online, noi in Italia lavoriamo così online.

Però a costo di essre noioso ribadisco che pubblicare per errore una bozza, fatto che a quanto mi risulta si è verificato per la prima volta, non è così grave come i problemi che hanno quasi tutte le nostre testate, anche su carta intendo.

Per la BBC non c'è alcuna differenza tra TV e Internet, lo spettatore o il lettore online sono trattati allo stesso identico modo. Qui da noi invece, colpa l'arretratezza, il lettore online è solo ed uncamente un numero statistico che genera flusso di utenza, quindi potenziale guadagno economico.

Per usare la tua battuta: o Repubblica ha un "fratello scemo" che "ci capisce di Internet e fa i siti", oppure non è in grado di lavorare online. I suoi errori non sono giustificati ma sono la normalità.

E anche se le maggiori testate giornalistiche dovessero gestire l'informazione online, internamente, o al pari della redazione "classica", avremmo comunque il problema della inattendibilità delle informazioni.
Questo credo sia il problema, ma a quanto pare vedo solo io, qui almeno.

martinobri ha detto...

Perchè dici che lo vedi solo tu? Lo vediamo tutti, però sappiamo, a differenza tua (incomprenisbile), che la leggerezza sulla forma è spia di una leggerezza anche sui contenuti.

Il problema dell'informazione non è la grammatica, gli errori in generale, sono i CONTENUTI.

Sì, ma, ripeto, se uno non sta attento alla prima non sta attento neanche alla seconda. E' già stato sottolineato, ma lo ripeto perchè da insegnante lo vedo di continuo.


Paolo Attivissimo, sono numerosi gli errori nei suoi articoli,

Una fonte?
Serve la scelta casuale di due-tre articoli, il conteggio degli errori e soprattutto il paragone con il contenuto (a parità di righe) delle pagine web di qualche grande quotidiano. Stai sicuro,per dire solo l'ultima, che in una settimana di articoli di Paolo non trovi cinque volte la virgola dopo il soggetto, come è appena successo al Corriere.

Mammiiiinaaa?! ha detto...

@inmezzoalcielo. Il tuo punto di vista è chiaro e anche ben motivato.
Su una cosa dissento: che strafalcioni (grammaticali, ortografici, logici) siano presenti solo nelle testate online. Guarda che non è vero , sui giornali cartacei si leggono certi sconci che nemmeno mia figlia di 6 anni!! Concordanze ad mentula canis, punteggiatura messa a caso, periodi non conclusi... Ok, la maggior parte delle volte che mi capita sottomano un quotidiano cartaceo è "il resto del carlino" che non è mai stato un giornale prestigioso e qualitativo, ma mi è capitato di leggere bestialità da far accapponare la pelle anche con Repubblica e Corriere: errori perfino nei titoli!

giubbe ha detto...

[quote-"InMezzoAlCielo"]
Però a costo di essre noioso ribadisco che pubblicare per errore una bozza, fatto che a quanto mi risulta si è verificato per la prima volta, non è così grave come i problemi che hanno quasi tutte le nostre testate, anche su carta intendo.[/quote]
ti sfugge, si per dire..., che se scappa una intera bozza, scappa anche un errore madornale.
Tu stesso hai detto che errori come quelli commessi da Borgomeo sono più gravi (hai usato addirittura "intenzionali", cosa quantomeno da dimostrare) rispetto ad una bozza pubblicata, ma il problema è lo stesso: nessuno ha letto l'articolo. Se lo avessero fatto almeno due errori sarebbero stati corretti.
Aver pubblicato una bozza è solo la punta dell'iceberg di un problema enormemente più grave: la mancanza di controlli.

Dei Moni ha detto...

InMezzoAlCielo ha scritto: "Publicare una bozza al posto di un definitivo NON è un errore intenzionale è al pari di infilare una penna biro nel temperamatite. A me fa ridere, è una cosa che può succedere a chiunque, soprattutto non causa gravi danni a nessuno."

Ho già scritto che ti considero in malafede, nel caso tu non abbia colto lo ripeto.
L'articolo de La Repubblica di cui l'oggetto non è una bozza, non è stato pubblicato per sbaglio, è un articolo standard: sono scritti quasi sempre così, col culo.

Questi scribacchini non commettono nessun errore, fanno esattamente il lavoro per cui sono pagati: riempire pagine di minchiate e raggiungere quante più visualizzazioni possibili. Il pubblico è esattamente all'altezza di questo standard.

Ti ho portato l'esempio di altri articoli scritti da diversi quotidiani sullo stesso argomento, scritti col culo (trad. "zeppi di errori sintattici"), articoli copia/incolla dell'articolo originario dell'ansa (che chissà da chi cacchio ha copiato a sua volta): articolo tecnico sbagliatissimo e di bieca propaganda. Visto che c'ho messo ben dieci minuti per mettere insieme il mio post precedente (link, copia/incolla di citazioni, formattazione del testo), potevi leggere qualcosina di più di "Poverini sono umani".

... e potrei portare tutti gli esempi che servono, viste le condizioni pietose in cui versa l'informazione italiana.

Purtroppo nemmeno a portarvi i fatti desistete, motivo per il quale non sprecherò altro tempo. Raccoglie le tue briciole.

Paolo Alberton ha detto...

Il fatto che ci siano persone pronte ad ammettere, giustificare, a farsi andare bene tutto, dimostra semplicemente che i giornali soddisfano un certo tipo domanda utilizzando un metodo molto discutibile.

Io ha detto...

Riguarda al commento 42, il "plutosky" è una cosa completamente diversa dal Sarmat, e se esistesse davvero, sarebbe una "Doomsday Weapon", che ha senso solo per un first strike.

https://en.wikipedia.org/wiki/Project_Pluto

Un po' diversa è la "Torpedine Transpacifica"... https://en.wikipedia.org/wiki/Status-6_Oceanic_Multipurpose_System

E*

InMezzoAlCielo ha detto...

martinobri ha scritto:
"Perchè dici che lo vedi solo tu? Lo vediamo tutti, però sappiamo, a differenza tua (incomprenisbile), che la leggerezza sulla forma è spia di una leggerezza anche sui contenuti."

Perché mi sembra una paranoia mentale attaccarsi a una cosa del genere a fronte di problemi ben più importanti. Capisco che uno ha bisogno di sfogarsi contro qualcun altro, ma non capisco perché farlo su cose che si verificano così raramente.


Mammiiiinaaa?! ha scritto:
"Su una cosa dissento: che strafalcioni (grammaticali, ortografici, logici) siano presenti solo nelle testate online."

Ho scritto che "gli errori grammaticali sono presenti quasi unicamente nelle testate online", non ho mai scritto solo unicamente.


giubbe ha scritto:
"Tu stesso hai detto che errori come quelli commessi da Borgomeo sono più gravi (hai usato addirittura "intenzionali", cosa quantomeno da dimostrare)"

L'articolo scritto da Borgomeo non è un errore, è intenzionalmente scritto al fine di creare dubbi riguardo l'auto elettrica, usando a supporto uno studio di 5 anni fa.
Se poi Borgomeo non si è accorto che lo studio non è abbastanza recente quindi non è attendibile questo io non lo so. Ma in ogni caso questo non lo giustifica perché il senso dell'articolo è appunto quello di, se non dimostrare, creare forte dubbio riguardo il livello di inquinamento di un auto elettrica a volte superiore a un auto diesel, già il titolo è chiarissimo: "Ma quanto inquina davvero un'auto elettrica? A volte più del diesel"

L'indignazione ma anche un po' di "rabbia" che scatena l'articolo di Borgomeo è molto più che giustificata.
Qui non parliamo di pura fake news ma poco ci manca, ma comuque è un contenuto che mira a deviare la realtà.

Poi ripeto, uno vuole concetrare tutta la sua indignazione su una bozza pubblicata per errore, per un tempo così breve che chi si è accorto è solo per un caso "fortuito", ci mancherebbe, libero di farlo, così come io penso di essere libero di poter dire che secondo me ci si attacca a una vera e propria cazzata.