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2018/03/29

Rientro della stazioncina spaziale cinese, molto rumore per nulla

Credit: Aerospace.org.
Fra i tanti tipi di fake news ce n’è uno che si sta facendo sentire parecchio in questi giorni: non è una notizia falsa in senso stretto, ma non è neanche vera, perlomeno non nel modo in cui è stata presentata da molte testate giornalistiche. È una via di mezzo.

Mi riferisco alla notizia dell’imminente rientro incontrollato della stazione spaziale cinese Tiangong-1a, presentata con toni allarmisti e catastrofici da quasi tutti i mezzi di comunicazione generalisti e discussa invece con attenta serenità dagli addetti ai lavori.

La notizia di base è vera: sì, una stazione spaziale abbandonata, che ha una massa di circa otto tonnellate, un po’meno di quella di un autobus, sta per rientrare dallo spazio secondo una traiettoria molto incerta. Ma i rischi che cada sull’Italia sono assolutamente minimi, tanto che questa storia non dovrebbe neanche essere una notizia.

Infatti nella notte tra il 24 e 25 marzo scorso è rientrato dallo spazio uno stadio di un razzo russo, che ha sorvolato l’Italia mentre si disintegrava per il calore prodotto dal rientro, ma non c’è stata alcuna psicosi di massa prima dell’evento: i media ne hanno parlato soltanto dopo che lo stadio, che aveva una massa di circa tre tonnellate, è rientrato senza far danni, come consueto, e ne hanno parlato soltanto perché il suo rientro è stato visto in numerose città d’Italia da varie persone che si chiedevano cosa fosse quella strana scia nel cielo notturno.

La piccola stazione cinese (che non c’entra nulla con la grande Stazione Spaziale Internazionale, che se ne sta salda al suo posto) invece ha scatenato l’allarme mediatico. Eppure i dati parlano chiaro. Prendete un mappamondo e segnate tutta la fascia che va dal Centro Europa fino alla punta meridionale dell’Africa. Poi prolungate quella fascia tutt’intorno al globo: includerete tutta l’Africa, l’Asia meridionale, l’Australia, e buona parte dell’America del nord e del sud, tutta la fascia centrale dell’Oceano Pacifico, dell’Oceano Atlantico e di quello Indiano. La stazione cinese Tiangong-1 può cadere in qualunque punto di tutta questa immensa porzione di terra e acqua, rispetto alla quale l’Italia è minuscola.

La fascia di Terra sorvolata dalla Tiangong-1. Notate le dimensioni dell’Italia.


La probabilità che qualche suo frammento sopravviva alla violenza del rientro e arrivi a terra è già bassa: quella che gli eventuali frammenti colpiscano proprio l’Italia è ancora più bassa. Ma non è zero, ed è per questo che la Protezione Civile ha pubblicato un avviso precauzionale. Solo che quest’avviso, paradossalmente, è stato interpretato dai media come una conferma di un rischio credibile e significativo quando non lo è. La regola giornalistica che le catastrofi annunciate si vendono sempre bene ha fatto il resto.

Per fortuna su Internet ci sono molti siti, come Planetary.org, Gbtimes.com, Aerospace.org, Heavens-above.com, Esa.int o Asi.it, e su Twitter ci sono astronomi come Jonathan McDowell e Marco Langbroek, che consentono di avere dati precisi sul rientro della Tiangong-1, senza allarmismi inutili e con aggiornamenti in tempo reale, e permettono di scoprire che in passato sono rientrati in modo incontrollato oggetti ben più massicci, come la stazione sovietica Salyut-2, le cui venti tonnellate precipitarono sulla Terra nel 1973 senza far danni. Anche lo Skylab statunitense (77 tonnellate) fece un rientro parzialmente incontrollato nel 1979: alcuni frammenti arrivarono al suolo in Australia, ma senza alcuna conseguenza a cose e persone.

Vale insomma la solita regola: per le notizie tecniche, i siti specializzati battono sempre le testate generaliste. Niente panico.


Questo articolo è basato sul testo preparato per il mio servizio La Rete in 3 minuti per Radio Inblu del 27 marzo 2018. Fonti aggiuntive: SpaceAnswers.com, Space.com.

50 commenti:

Unknown ha detto...

Ho subito pensato.. L'immondizia cinese ci arriva pure dallo spazio.

p ha detto...

Ciao Paolo,

giusto un refuso: "persone che si chiedevano cose fosse quella strana scia"

Buon lavoro.

Francesco ha detto...

La fai facile te, che hai il Maniero Digitale a Nord del 43° parallelo!!
Io devo passare la notte in cantina per mangiare l'abbacchio a Pasqua!

Antonio ha detto...

Lo skylab, mi sembra di ricordare uccise una mucca, il governo australiano multò la nasa per abbandono di rifiuti

Gianmaria ha detto...

E' ufficiale: ho dei poteri paranormali. Avevo previsto l'uscita di questo articolo, un secondo dopo aver letto la notizia sui media online.

La vera domanda aimè retorica è: se sono così inattendibili su concetti a noi famigliari, lo sono anche in campi su cui non abbiamo una competenza diretta, e quindi non possiamo confutare direttamente al qualità degli articoli?

P.S. Da un paio di settimane sono in fissa con questo giochino stupido, ma ben fatto, che sono sicuro che farà strage tra i lettori di questo blog:
https://play.google.com/store/apps/details?id=com.StefMorojna.SpaceflightSimulator&hl=it

C'è anche un upgrade a pagamento, ma già con la versione gratis c'è da sbizzarrirsi nel riuscire a mandare un razzo sulla luna e a farlo tornare indietro.

Patrick Costa ha detto...

Mi sarebbe piaciuto vederla disintegrarsi nel rientro... qualcuno avrà fatto un filmato nel momento di massima visibilità e quindi distruzione?! Ormai il passaggio della ISS sopra la mia testa è un evento stra-visto (ma comunque Bello che continuo a fare tutte le volte che mi capita), ogni tanto osservo anche qualche satellite nei momenti più "brillanti", ma un oggetto che si disintegra dal vero non mi è mai capitato, di certo la stazione cinese è molto più piccola della ISS, ma calcolando che questa prendeva fuoco, dalla terra avrà fatto un certo effetto!

Official MaPi ha detto...

Se usassero lo stesso metro, le testate generaliste dovrebbero menarcela dieci volte tanto, e con toni ben più catastrofisti, circa la possibilità di essere colpiti da un fulmine ogni volta che si avvicina un temporale.

pgc ha detto...

Paolo,

Ovviamente non posso che essere d'accordo sul "molto rumore per nulla" ma la proiezione impiegata nella foto non rende conto delle reali dimensioni dell'Italia rispetto al resto del pianeta. E' assolutamente la peggiore proiezione che possa essere impiegata per farlo. Vedi immagine qui di seguito, che mette a confronto le reali dimensioni della Groenlandia con quelle mostrate in proiezione Mercatore.

[img]https://jakubmarian.com/wp-content/uploads/2014/07/greenland-true.jpg[/img]

ST ha detto...

Antonio #3 gli australiani sono dei dilettanti. Da noi: 1 interrogazione parlamentare. 2 fascicoli aperti in magistratura, 3 comitati cittadini e almeno un esposto del codacons!
Scherzi a parte mi spiace solo che stando in lombardia non riuscirei a vedere nulla anche volendo.

Dumdumderum ha detto...

@Official MaPi
Già lo fanno: ogni previsione o servizio che fanno sul meteo è diventata un "record", un "L'inverno più freddo/l'estate più calda degli ultimi [proverbiali] 150 anni", un "bombe d'acqua" (cioè: piovono palloncini pieni d'acqua?), una catastrofe, un evento straordinario tra gli straordinari, bla bla bla. Non hanno bisogno del "caso Tiangong1" (le virgolette per indicare quanta caciara ci hanno ricamato sopra) per mettere in piedi tonnellate - virtuali, ma non meno pesanti - di terrorismo climatico.

Berto ha detto...

"Lo skylab, mi sembra di ricordare uccise una mucca, il governo australiano multò la nasa per abbandono di rifiuti"

E poi c'è chi dice che l'inquinamento non uccide...

Donato ha detto...

@Patrick Costa ha commentato:
> Mi sarebbe piaciuto vederla disintegrarsi nel rientro... qualcuno avrà fatto un filmato nel momento di massima visibilità e quindi distruzione?!

La stazione spaziale non è ancora precipitata sulla Terra e probabilmente non lo farà prima di sabato sera/domenica mattina.

FridayChild ha detto...

Il fatto dello Skylab lo ricordo bene, ero un bambino e rimasi impressionato. Sul fatto che sia una non-notizia non concordo: per quanto il rischio sia tendente a zero, è un fatto rilevante. Poi mi chiedo: e quando sara' il turno della ISS di venire giù? Immagino che nel frattempo sarà stata alleggerita di tutto l'alleggeribile, ma poi?

Donato ha detto...

@Official MaPi ha commentato:
> Se usassero lo stesso metro, le testate generaliste dovrebbero menarcela dieci volte tanto, e con toni ben più catastrofisti, circa la possibilità di essere colpiti da un fulmine ogni volta che si avvicina un temporale.

Penso che sia più probabile essere colpiti da un aereo che precipita piuttosto che da un satellite artificiale fuori controllo. Dovrebbero allora consigliare di non avvicinarsi alle finestre e non soggiornare all'ultimo piano degli edifici (o all'aperto) ogni volta che c'è un aereo in volo!

ivano60 ha detto...

Occhio Paolo... ricordati del meteorite ;)

Mars4ever ha detto...

pgc, infatti la mappa che ha mostrato Paolo non è quello schifo di proiezione di Mercatore, mi pare che sia quella equirettangolare.

Tony ha detto...

Se Paolo dice che possiamo stare tranquilli, allora possiamo stare tranquilli.
https://attivissimo.blogspot.com/2013/02/domani-la-terra-verra-colpita-da-un.html
:p
Joke

Marco Cannavacciuolo ha detto...

Ciao Paolo,
Da quel che ne so, un'opportunità per vedere la Tiangong-1 sui cieli nostrani sarà alle 4:21 di domani sera, a latitudini romane. Fonte: http://www.satflare.com/track.asp?q=37820#TOP Spero comunque che questo non sia un post à la Cheljabinsk, did You remember? ;-)

Grazie!

Gianmaria ha detto...

@pgc

hai ragione, va però detto che nella parte più vicina ai poli questa distorsione è molta, ma avvicinandosi all'equatore le variazioni sono sempre meno significative. Per quanto riguarda l'Italia credo sia poco influente la differenza.

Il vero problema è che qualsiasi rappresentazione "piatta", di una sera, soffre di questo o altri problemi.


Paolo Attivissimo ha detto...

p,

refuso sistemato, grazie.


pgc,

ho considerato i limiti di quella proiezione e per questo ho consigliato di prendere un mappamondo.

Luca Innocenti ha detto...

Marco Cannavacciuolo
ho letto anche io le 4:21 ma se non erro e' un tempo UTC
quindi considerando fuso ed ora legale dovrebbero essere le 6:21 ... o mi sbaglio miseramente??
ringrazio anticipatamente se qualcuno puo' confermare

Diego Laurenti ha detto...

Propongo un gioco.

Ognuno scrive le coordinate del punto in cui pensa che cadrà la stazione, e chi si avvicina di più vince. Non so cosa, ma vince.

Comincio io!

45°26'2.80"N
12°20'19.38"E

Il Lupo della Luna ha detto...

Non me lo ricordo ma ci sono delle proiezioni cartografiche milgiori?

Caleb ha detto...

Paolo, che si dice invece dei satelliti? La stazione durante la sua traiettoria di rientro potrebbe colpirne qualcuno o anche lì la cosa per probabilità è molto scarsa e/o la sua orbita ha quota diversa rispetto a quella dei network di satelliti?

Diego Laurenti ha detto...

@ PGC tuo commento numero 8

Senza entrare in tediosi tecnicismi, che probabilmente conoscerai (anche meglio di me), possiamo affermare che fino ad una latitudine di +/- 45° la deformazione delle terre emerse sulla carta di mercatore, viste le grandezze in gioco, è trascurabile.

Ti (e vi) invito a provare questo giochino,

https://thetruesize.com

che fa comprendere visivamente la comparazione delle terre emerse sulla carta di Mercatore.

Anonimo ha detto...

Come disse il demente che cercò di bloccare l'LHC per paura dei mini buchi neri: se una cosa può accadere o accade o non accade, fifty-fifty.La stazione cinese o cade sull'Italia o non cade sull'Italia: la probabilità che si schianti è quindi del 50% ;)
Mi meraviglio di tutti voi, è l'abc del calcolo delle probabilità :)

Stupidocane ha detto...

Mavco,

Eh certo, dato che l'Italia occupa mezzo globo terracqueo.

Mavaavà ;)

Patrick Costa ha detto...

Grazie Donato, non avevo capito

Paolo Attivissimo ha detto...

Caleb,

Paolo, che si dice invece dei satelliti?

Ormai Tiangong è a una quota di gran lunga inferiore a quella dei satelliti. Il problema non si pone del tutto.

Daniele Delmonte ha detto...

@FridayChild:
Faranno un rientro controllato come fecero nel 2001 per la Mir.

Francesco ha detto...

@Daniele Delmonte
Pare che i cinesi ne abbiano perso da un po il controllo
un bel video del Fraunhofer Institute for High Frequency Physics and Radar Techniques FHR del 27/03/2018
https://twitter.com/Fraunhofer_FHRe/status/978616595609157635

Mars4ever ha detto...

Diego Laurenti, hai già perso perché il range di latitudini dove passa la stazione è entro i 43° per cui la probabilità del tuo posto a 45 è nulla.
PS: ho intuito che si trattasse di Piazza San Marco prima di controllare su Google Earth, può andare per un buon voto in geografia?

Bruno ha detto...

Ecco chi ha ispirato la pubblicità del buondi' motta :-)

EddyKL ha detto...

Tanto per giocare...

N 3°9'54"
E 101°42'57"

Daniele Delmonte ha detto...

@Francesco
Io rispondevo al commento in cui Friday si chiedeva cosa succederà quando dovranno far scendere la ISS. :)

Berto ha detto...

"Ognuno scrive le coordinate del punto in cui pensa che cadrà la stazione, e chi si avvicina di più vince. Non so cosa, ma vince."

Eccomi!
44,4637213, 11,4252143

(Casa di mia suocera)

Berto ha detto...

@mars4ever ACC! Hai ragione, ho fatto lo stesso errore.

Adesso l'unica e' convincere la suocera a fare una bella gita in barca al lago di Bolsena... se va bene ci scappa un mini-tsunami.
^_^

Moreno ha detto...

Ciao

Penso sia il tipico caso di tempesta perfetta che con le condizioni opportune, trasforma un alito di vento in un uragano.

Questa mattina sono morto dal ridere leggendo televideo.
La frase "I serbatoi della stazione spaziale possono contenere idrazina e non vanno toccati, non ci si deve avvicinare, contengono un propellente di origine chimica"
Lo so che sarebbe più roba per Bressanini ma qualcuno dovrebbe spiegarmi cosa non è di origine chimica.
Trattandosi di un virgolettato temo sia stato preso dal comunicato della protezione civile per cui persino i giornalisti sono innocenti (questa volta).

Quindi chimica è implicitamente sinonimo di tossico, corrosivo e cancerogeno cosa che effettivamente l'idrazina è, sarebbe bastato dire "contengono un propellente molto velenoso" ed eravamo a posto.


Ciao Ciao, Moreno

pgc ha detto...

Mars4ever: "Diego Laurenti, hai già perso perché...."

TI sbagli. Se ci pensi bene potrebbe vincere lo stesso.... :)

pgc ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
pgc ha detto...

Moreno: "Lo so che sarebbe più roba per Bressanini ma qualcuno dovrebbe spiegarmi cosa non è di origine chimica."

Sono d'accordo che la frase sia errata, ma... hai torto anche te: esistono infatti propellenti non-chimici. L'autore ha infatti sbagliato nel tradurre, ma la frase originale - "chemical propellant" - era perfettamente lecita.

L'accezione "chimico" si riferisce in questo caso non all'origine del propellente, ma al meccanismo usato per generare la spinta. Se questo meccanismo coinvolge una reazione chimica, come nel caso dell'idrazina, allora il propellente è "chimico". In caso contrario, come nel caso di un palloncino pieno di gas a pressione lasciato uscire attraverso un piccolo orifizio, il gas è chiamato "propellente non chimico".

Altri esempi di "non-chemical propellant" li trovi qui: https://ntrs.nasa.gov/search.jsp?R=19660020158.

pgc ha detto...

Comunque sia qualche quintale di idrazina non è proprio robetta in termini di inquinamento ambientale, in caso di caduta vicino a zone abitate. Se il serbatoio dovesse arrivare a terra integro - improbabile - e aprirsi all'impatto col suolo, l'area a rischio sarebbe molto più grande di quella relativa all'impatto di un oggetto delle stesse dimensioni.

Moreno ha detto...

Ciao

Beh io non ho mai affermato che non esistano sistemi di propulsione non chimici.
Certo che l'esempio linkato da te non è propriamente quello di un palloncino ma di propulsione nuicleare che direi è meglio usare ben lontano dalla Terra.
Molto più "umani" sono i propulsori ionici ma certamente sono poco utili per tenere un satellite in posizione con soli 2900nN di spinta.
L'errore sta tutto in "di origine", bastava dire "propellente chimico altamente tossico" e nessuno avrebbe avuto niente da ridire.

Per il tuo secondo messaggio bisogna vedere l'età della stazione ma così ad occhio direi che i serbatoi sono vuoti altrimenti avrebbero usato il propellente rimasto per riportare la stazione in posizione.
Comunque, siccome la gente che fa queste cose non è di certo stupida, avrà previsto, se necessario, un sistema di scarico d'emergenza dei serbatoi prima dell'impatto in atmosfera.


Ciao Ciao, Moreno

Claudio (l'altro) ha detto...

"Lo skylab, mi sembra di ricordare uccise una mucca, il governo australiano multò la nasa per abbandono di rifiuti"

Storiella che gira da anni ma parzialmente falsa.
Nello stesso periodo del rientro dello Skylab ci fu un altro incidente, un lancio fallito da Cape Canaveral, i cui rottami caddero su Cuba. Il governo cubano sostenne che la caduta di rottami avesse ucciso una mucca e ne nacque un simpatico caso diplomatico.

Per i rottami dello Skylab, mi pare di ricordare che l'unico danno a proprietà private fu la demolizione di un portone: il proprietario di casa abbattè la propria porta per sbrigarsi a portare dentro un serbatoio, nella paura che le autorità glielo confiscassero.

pgc ha detto...

Moreno,

Hai ragione la tua osservazione è corretta, scusami, ma volevo chiarire che i propellenti non-chimici esistono. Molti usano indifferentemente il termine propellente e carburante, mentre si tratta di due oggetti diversi. L'uso del gas (invece di altre tecnologie più "realistiche" come il nucleare) era per mostrare che "propellente" è semplicemente qualsiasi sostanza che provoca una azione-reazione, non necessariamente qualcosa di astruso.

Riguardo all'idrazina, personalmente non ho trovato informazioni su quanta ce ne fosse a bordo. Ho cercato, ma senza successo, perché era un aspetto interessante dell'evento.

Non ho nemmeno capito se i Cinesi decommissionato la stazione è avvenuto a causa di una perdita di controllo o dell'esaurimento di tutto il propellente a bordo. Forse qualcuno ne sa qualcosa?

Moreno ha detto...

Ciao

Ma ci mancherebbe altro, diciamo che non conoscendoci, ci siamo presi le misure.

Incuriosito ho fatto un po' di ricerche partendo da Hydrazine.
Ho trovato un po' di serbatoi generici qui
http://www.space-propulsion.com/spacecraft-propulsion/hydrazine-tanks/index.html
che possono contenerne da 39lt a 132lt.

Andando più sullo specifico ho trovato questa pagina molto dettagliata anche se con qualche supposizione
http://spaceflight101.com/spacecraft/tiangong-1/
dove si parla di 4 serbatoi per una capacità totale di 1000kg però mancano ancora dei dati.

Dato che non che per ottenere la combustione spontanea, occorre miscelare l'idrazina con il tetraossido di diazoto, manca il rapporto di miscelazione e quindi non si può sapere con precisione la ripartizione dei due prodotti nei serbatoi.
Sempre a spanne, avendo solo 4 serbatoi, ci sono solo 3 possibili combinazioni che vanno da 250kg a 750kg di idrazina, propendo per 500kg.
C'è da dire che anche tetraossido di diazoto sembrerebbe una brutta bestia ma essendo un intermedio dell'acido nitrico, non può essere poi così terribile

Ho trovato questa chicca del 1969 https://ntrs.nasa.gov/archive/nasa/casi.ntrs.nasa.gov/19680015493.pdf che conferma il rapporto 1:1.

Per quel riguarda il contenuto residuo sono quasi convinto che i serbatoi fossero vuoti o quasi.
La missione è partita il 29 settembre 2011, e con 2 manovre di correzione per raggiungere l'orbita si è già bruciata un bel po' di carburante.
La vita operativa era calcolata in 2 anni ed invece è andata avanti sino al 2016 più che raddoppiando le previsioni.
Direi proprio che erano a secco 8<))


Ciao Ciao, Moreno

pgc ha detto...

Moreno,

quello che è giusto è giusto e cerco sempre di evitare il "mirror climbing" il più possibile.

Sono convinto anche io che di idrazina a bordo non ce ne potesse essere molta. Ma http://www.aerospace.org/cords/reentry-predictions/tiangong-1-reentry/, che gestisce ill CENTER FOR ORBITAL AND REENTRY DEBRIS STUDIES, quindi non proprio una voce tra le tante, sostiene che comunque ce ne potrebbe essere ("Potentially, there may be a highly toxic and corrosive substance called hydrazine on board the spacecraft").

Inoltre, sostiene che c'è stata una "perdita della telemetria". Il messaggio è assai criptico, il che fa ritenere che i cinesi non vogliano ammettere che la storia della Tiangong si sia conclusa con un guasto, anche perché di solito quello che si fa è di usare l'ultimo propellente disponibile a bordo per inabissare l'oggetto in una zona di oceano disabitato e dopo avere emesso un NOTAN.

Se non l'hanno fatto, probabile che di propellente ce n'era ancora (non sappiamo quanto), ma la perdita di controllo rendesse questa scelta impossibile.

Moreno ha detto...

Ciao

È difficile scavare più a fondo senza una specifica competenza tecnica.

Comunque ho trovato molto interessante il tuo link, specialmente il grafico http://www.aerospace.org/wp-content/uploads/2018/04/04_01_2018_altitude_adjusts.png
Mi son messo li con il righello a misurare, ci sono stati 15 aggiustamenti di quota per un totale di circa 1000km.
Se si conoscesse, anche approssimativamente, il consumo lt/km potremmo calcolare il contenuto residuo dei serbatoi.

Certo è che questo 1000 continua a saltar fuori, 1000Kg, 1000km, proprio una strana coincidenza.

Comunque, come dicono i bergamaschi, "L’è ‘ndàcia la quaia" e comunque a Pasqua con tutte le costine che mi son mangiato ho accumulato tanta di quella acrilammide che un po' di idrazina farebbe solo da digestivo 8<))))

Ciao Ciao, Moreno


pgc ha detto...

"Se si conoscesse, anche approssimativamente, il consumo lt/km potremmo calcolare il contenuto residuo dei serbatoi."

Per gli oggetti in orbita si usano parametri come l'ISP (impulso specifico) di un motore. Il conto si potrebbe fare conoscendo la massa e il delta-v ad ogni altitude adjust, ma non è banale perché la massa varia a sua volta a seconda di quanto il motore consuma e di tanti altri parametri, come il personale a bordo. Non è detto si tratti di variazioni trascurabili.

Inoltre il propellente potrebbero essere stato usato per altre correzioni orbitali, manovre, etc. O aggiunto dopo durante una "visita". Non so se questo rientrasse nelle possibilità della Tiangong. Una valutazione del genere per essere un minimo affidabile credo sia complicata da fare. Non a caso non la si trova in giro, anche se si può tentare, avendo un po' di tempo, di fare una stima.

Moreno ha detto...

Ciao

Come dicevo tutto ciò è al di la delle mie competenze.
Qui http://www.spaceflightinsider.com/organizations/china-national-space-administration/tiangong-1-space-laboratory-containing-hazardous-substance-crash-earth-march/ affermano che si è rotto il caricabatterie e questo è quanto di peggio possa capitare.
Senza energia elettrica nulla funziona per cui, a questo punto, è molto probabile che i serbatoi contenessero ancora idrazina.


Ciao Ciao, Moreno