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2018/03/01

No, la BBC non ha detto che gli operatori ONU abusano delle donne in Siria

Fonte: Sky TG24 / Archive.is.
Vi siete mai chiesti come nasce una fake news? Possiamo vedere questo processo andando a prendere la recentissima, terribile notizia degli abusi sulle donne in Siria da parte di operatori dell'ONU in cambio di aiuti umanitari, che è falsa anche se è stata pubblicata da molte testate giornalistiche cartacee e televisive, come nota Bufale un tanto al chilo.

Quasi tutte le testate che hanno pubblicato la notizia errata hanno citato la fonte, che è un servizio della BBC, quindi con un alto livello di credibilità. La citazione ha comprensibilmente dato ai lettori e agli spettatori l’impressione che non ci potesse essere alcun dubbio di autenticità.

Ma andando a recuperare questa fonte emerge che il testo originale della notizia non parla affatto di “operatori dell’ONU”, ma di “uomini del posto che consegnavano gli aiuti per conto delle Nazioni Unite e di organizzazioni di beneficenza internazionali in Siria”. La BBC precisa che sono stati proprio gli operatori dell’ONU a denunciare questi abusi. Questi “uomini del posto” hanno il controllo politico delle aree bisognose di questi aiuti e il personale dell’ONU deve per forza passare tramite loro.

Fonte: BBC.


C'è una grande differenza fra accusare di abusi contro le donne il personale dell’ONU e le persone del posto, ma questa differenza si è persa nella traduzione dall’inglese da parte di chi ha riportato la notizia in italiano. In altre parole, la notizia falsa è nata per un errore di chi l’ha tradotta.

Ma come è possibile che tutte le testate giornalistiche in italiano abbiano commesso lo stesso errore? In teoria ognuna dovrebbe attingere alla fonte originale, tradursela e poi scrivere il proprio articolo o servizio, ma la realtà della produzione giornalistica è molto differente dalla teoria.

In moltissime redazioni si pratica infatti il cosiddetto “giornalismo copiaincolla”: non si va alla fonte originale, ma si copia e si incolla il testo di qualche agenzia di stampa (o, in alcuni casi, di qualche testata concorrente), gli si aggiunge qualche aggettivo e qualche considerazione generale, e il lavoro è fatto. I moderni mezzi informatici rendono questo copia-e-incolla estremamente semplice e conveniente, e la tentazione di usarli senza fare i controlli che invece sarebbero necessari è sempre molto forte per via della fretta e della pressione di pubblicare.

Il risultato è che se un giornalista o un’agenzia di stampa sbaglia e tutti copiano da lì, l’errore si propaga. I lettori, poi, vedono la stessa notizia ripetuta da varie fonti apparentemente indipendenti e quindi credono che sia autentica e verificata, anche se in realtà non è vera o è gravemente travisata, come nel caso della notizia sugli abusi contro le donne in Siria.

Conoscere questi meccanismi di produzione delle notizie è utile per non incappare in fake news come questa; conoscere le altre lingue, in particolare l’inglese, per poter andare alla fonte originale di una notizia è un antidoto prezioso a questo genere di errore a catena, sia come lettori, sia come giornalisti. In un mondo perfetto questo controllo da parte dei lettori non dovrebbe essere necessario, ma i fatti dimostrano, purtroppo, che anche il giornalismo contribuisce alle fake news e quindi occorre difendersi.


Questo articolo è basato sul testo preparato per il mio servizio La Rete in 3 minuti per Radio Inblu dell’1 marzo 2018.

7 commenti:

Patrick Costa ha detto...

Meno male che ci sei tu va... Avevo letto in questi giorni solo i titoli di questo "scandalo" e mi ero già fatto un'idea di che marcio sia anche il mondo del volontariato/aiuti umanitari, ma non avevo approfondito. A questo punto, meno male che non l'ho fatto visto che non era vero il coinvolgimento diretto dell'ONU...

Max Slo ha detto...

Ma se non sono nemmeno capaci di scrivere in italiano... pretendi sappiano tradurre dall'inglese (e riportare bene il significato in italiano)?

L'auto elettrica ti sta dando alla testa, ti nutre di false speranze! :)

max ha detto...

Da quello che leggo stai passando una settimana di m...iele.
Leggiti questo....
http://www.alien-origins.com/

Armando ha detto...

Beh, io non so quanto il giornalismo sia fatto di copia-incolla.
Per quanto riguarda le politiche commerciali - un argomento che a dispetto dell'evidente tecnicismo impatta la vita di milioni di persone - il 100% di quello che scrivono i giornali è un semplice copia incolla di comunicati stampa, rilasciati per lo piu dalle IFI (istituzioni finanziarie internazionali), da economisti politicamente schierati o da think tank tank finanziati dalle imprese.
I giornalisti non hanno la minima cognizione tecnica per giudicare la validità dei modelli né l'attendibilità delle ipotesi che vi sono sottese (i giornalisti non sanno che i modelli sono infarciti di ipotesi.)
Conclusione: l'informazione che desideri è solo funzione di quanto sei disposto a pagare.

Unknown ha detto...

Dare addosso all'ONU va di moda ultimamente, per cattiveria o per ignoranza. L'amministrazione Trumpita lo ritiene un ente inutile, sprecone e rompiballe. Lo hanno detto chiaro e tondo nel palazzo di vetro: ci segneremo i nomi di chi vota contro di noi e ce lo ricorderemo nel momento in cui ci verrete a chiedere soldi.

JohnWayneJr ha detto...

Ma se per ogni notizia bisogna fare ricerca alla fonte, a che cosa serve il tramite dei giornali?

Mammiiiinaaa?! ha detto...

Anche se in un articolo brevissimo il Post, al solito, era invece stato preciso https://www.ilpost.it/2018/02/27/siria-donne-sfruttate-sessualmente-siria/