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Avventurette in auto elettrica: l’importanza di una rete di ricarica informatizzata

Ultimo aggiornamento: 2018/03/30 7:30.

Sto man mano esplorando i limiti di un’auto elettrica ad autonomia limitata come la mia Peugeot iOn usata (90 km reali, secondo il computer di bordo). L’ho comprata pensando di usarla esclusivamente come city car, per viaggi brevi entro il limite della sua autonomia, ma visto il successo dell’avventuretta precedente a una distanza senza ritorno garantito ho proposto alla Dama del Maniero una sfida leggermente più spinta: andare in un luogo che possiamo raggiungere soltanto facendo tappa per caricare e dove c’è una sola colonnina di ricarica, dalla quale dobbiamo dipendere per poter tornare a casa. E fare tutto questo non per diletto, ma per lavoro, con orari di arrivo da rispettare.

Il luogo è Cevio, dove ho tre lezioni di sicurezza e privacy per gli studenti della Scuola Media locale. Cevio dista dal Maniero Digitale 72 chilometri, per metà autostradali. Ci potremmo arrivare senza far tappa per ricaricare, ma con margini ridottissimi, e fa freddo, per cui servirà un po’ di riscaldamento, che intacca l’autonomia. Troppo rischioso. Girare con soli 16 kWh di batteria richiede una certa arte nel pianificare e bilanciare le esigenze.

L’ottimo Lemnet.org mi segnala che lungo il percorso di andata ci sono ben tre colonnine di ricarica rapida con connettore CHAdeMO (quello della iOn) a circa 33 km dal Maniero. Rispetto all’avventuretta precedente, ne è spuntata una nuova, quella di GOFAST a Cadenazzo, che avevamo trovato in allestimento appunto durante quel giro esplorativo ed è stata inaugurata da poco. Decidiamo di provarla, visto che è nuova e abbiamo ancora un po’ di carica gratis offerta dal gestore Swisscharge. Una fermata di venti minuti e avremo energia più che sufficiente per arrivare a destinazione. Calcoliamo quindi di partire con mezz’ora di anticipo rispetto a un analogo viaggio a carburante.

Il problema sarà il ritorno. Una volta arrivati a Cevio, distante 42 km, per il ritorno dipenderemo da un’unica colonnina Emoti, che secondo Lemnet sta a 450 metri dalla scuola e non ha il connettore veloce CHAdeMO ma ha (per la iOn) solo il Tipo 1, che è a carica lenta. Dovremo assolutamente ricaricare lì almeno un po’, perché altrimenti non avremo autonomia sufficiente a raggiungere di nuovo la colonnina veloce usata all’andata. Fra l’altro, non ce ne sono altre di nessun genere nel raggio di 40 km da Cevio.

Il piano di viaggio è insomma questo: partenza dal Maniero col “pieno” (fatto durante la notte con la presa domestica), tappa per ricaricare rapidamente a metà strada, arrivo; poi carica lenta durante le lezioni, tappa a metà strada per ricaricare di nuovo e tornare al Maniero. La durata prevista del viaggio, fra andata e ritorno, si allunga quindi in totale di circa 40 minuti rispetto a un viaggio a benzina, ma il tempo non è un problema, visto che durante la carica possiamo lavorare.

Come sempre, quando si viaggia con un’auto elettrica ad autonomia limitata la pianificazione è tutto. Ma le cose non andranno esattamente come pianificato.


Andata: tutto liscio


Partiamo quindi dal Maniero la mattina presto. Fa freddo (8 gradi e c’è vento gelido), e il riscaldamento (elettrico) della iOn rischia di intaccare la nostra autonomia, per cui lo teniamo basso. Ma anche così consuma parecchio: il computer di bordo che segnava 101 km di autonomia alla partenza scende dopo pochi minuti a 47. Poi si ridimensiona, ma sono piccoli momenti di angoscia.

La Dama del Maniero inaugura la coperta che teniamo in auto proprio per questo motivo e conferma che è efficace: tenuta sulle gambe, fa una notevole differenza. Altra lezione imparata: se avete una piccola auto elettrica, vi serve una coperta. Farete la figura dei nonnini, ma fa niente. Prossimamente proverò anche a preriscaldare l’auto mentre è ancora sotto carica, usando il riscaldatore interno oppure una soluzione esterna.

Arriviamo spediti al nuovo punto di ricarica di Cadenazzo, viaggiando intorno ai 110 km/h (il limite autostradale in Svizzera è 120 km/h) e lo inauguriamo senza problemi: l’app Swisscharge sul mio telefonino dialoga con la colonnina e attiva la carica.



Dopo 18 minuti (trascorsi produttivamente lavorando) abbiamo già l’80% di carica. La colonnina si spegne automaticamente, ma prima che io riesca a riporre il computer c’è una sorpresa: è già partita la seconda carica, che è lenta e porterebbe la batteria al 100% in 50 minuti. Non sapevo di questa funzione. Comunque non ci serve e non abbiamo 50 minuti di tempo, per cui interrompo la ricarica e il viaggio prosegue. Abbiamo speso 1,52 franchi.

C’è molto traffico, ma questo non fa aumentare i consumi: l’auto elettrica è praticamente spenta quando è ferma in coda. Il silenzio a bordo è splendido.

La strada da Cadenazzo a Cevio è ricca di curve e ha quasi ovunque un limite di 60 km/h, che è ottimale per auto da città come la iOn, che non hanno un’aerodinamica esasperata e consumano parecchio a velocità elevate. È anche una strada molto pittoresca, in mezzo ai boschi, e sto già pregustando l’idea di girare con l’auto da queste parti a finestrini aperti, in estate, accompagnato solo dai suoni dell’ambiente e dal fruscio delle ruote, senza il baccano e le vibrazioni del motore a benzina.

Arriviamo a destinazione puntuali e con 36 km di autonomia residua. Facciamo le lezioni del mattino e dopo la pausa pranzo porto l’auto alla colonnina Emoti, che è libera e funzionante: lo so perché me lo ha detto l’app. Altra lezione molto importante: sapere in che condizioni sono le colonnine prima di visitarle è fondamentale per evitare ritardi e disagi ed è dannatamente rassicurante. Arrivo, collego l’auto, avvio l’app e attivo la ricarica.

Non parte. Panico.

Sto già valutando a chi chiedere una presa elettrica che regga 10 ampere (è il mio piano C ed è il bello delle elettriche: mal che vada, ricarichi ovunque ci sia una presa elettrica decente, anche se ricarichi lentamente). Poi mi ricordo il trucco: con queste colonnine bisogna prima far partire la ricarica e poi inserire il connettore. Poco intuitivo, perlomeno per chi come me viene dal mondo delle pompe di benzina, ma basta non farsi prendere dall’ansia e non presumere subito che ci sia qualche problema di app o di compatibilità.

Riavvio l’app, attivo la ricarica e poi collego l’auto, che saluta il rifornimento con il suo consueto rumore momentaneo di ventole (è il controllo termico della batteria). Altra lezione di questo viaggio: niente panico e memorizzare bene la sequenza in cui vanno fatte le cose.



Torno a scuola per proseguire le lezioni: mezzo chilometro è piacevole da fare a piedi, vista la giornata, ma sotto la pioggia (o la neve, visto che siamo in zona di montagna) sarebbe stato molto meno divertente. Ma online ho visto, prima di partire, che sul posto c’era bel tempo: un altro vantaggio dell’informatica che elimina le preoccupazioni.


Ritorno con sorpresa


Tre ore e mezza dopo finiamo le lezioni e raggiungiamo la iOn, che ha caricato 8,2 kWh con una spesa di 3,46 franchi.


L’app mi consente di monitorare i costi ed è accompagnata anche da una mail e da un SMS che contengono le informazioni sulla carica effettuata. Ripartiamo così con tranquillità con un “pieno”, con 87 km di autonomia per un viaggio di 71. Ma qui cominciano le sorprese.

Alla partenza il computerino di bordo prevede appunto 87 km:



Ma dopo alcuni chilometri sembra essere impazzito: l’autonomia aumenta invece di diminuire. Una decina di minuti dopo la partenza l’autonomia è salita a 99 km.



Cominciano le ansie. “Ecco”, mi metto a pensare, “vedi cosa succede a comperare un’auto usata? Sarà mica che le cariche veloci hanno sballato il computerino? E adesso come faccio a fidarmi delle indicazioni di autonomia? Cosa sto sbagliando?”

Poi guardo l’indicatore dello stato di carica della batteria (sulla sinistra nelle foto e noto che dopo parecchi chilometri dice che ha consumato soltanto una tacca. Impossibile. Stai a vedere che è guasta anche la batteria. Angoscia.

Poi, finalmente, mi si accende la proverbiale lampadina sopra la testa. O come dicono qui, mi scende il ventino (la moneta da venti centesimi era quella tipica per far funzionare i distributori automatici).

Siamo in discesa.

Fra Cevio e Cadenazzo, dove abbiamo caricato, c’è una differenza d’altitudine di circa 200 metri (trucco: per sapere la variazione altimetrica fra due luoghi in Google Maps basta impostare la bici come veicolo). Di conseguenza, adesso stiamo scendendo: l’auto consuma meno del normale e quindi il computer di bordo stima un’autonomia maggiore per via dei consumi ridotti. Dopo 28 chilometri, arrivati a Locarno, l’autonomia prevista è addirittura salita a 107 km.

Ed è a quel punto che ti rendi conto veramente che la Svizzera non è piatta e per un’auto elettrica l’altimetria conta. In auto a carburante queste differenze quasi non si sentono: qui le percepisci molto chiaramente.



Il risparmio di energia è talmente vistoso che possiamo addirittura saltare la tappa di ricarica veloce prevista per il ritorno. Torniamo al Maniero senza fermarci, risparmiando così anche venti minuti sulla tabella di marcia. All'arrivo restano ancora 31 km di autonomia: sufficienti per fare un altro giretto serale in città, per poi mettere la iOn sotto carica per la notte e trovarla l’indomani di nuovo col “pieno”.


Facciamo due conti


Se avessi percorso i 145 km di quest’avventuretta con la mia auto a benzina (Opel Mokka), avrei speso circa 16 franchi di carburante. Andando in auto elettrica, invece, ho speso un ”pieno” notturno domestico (2,3 CHF) più una ricarica veloce (1,52 CHF) più una ricarica lenta (3,46 CHF): in totale 7,28 franchi. In altre parole, pur caricando presso le colonnine, dove la corrente costa molto più che a casa, ho speso meno della metà di quello che avrei speso a benzina, senza particolari disagi. In realtà stavolta ho speso anche meno, perché la ricarica veloce è pagata dai 30 CHF di omaggio per i nuovi utenti Swisscharge, ma lasciamo stare. Ah, e ho anche inquinato molto meno.

So che sto confrontando due auto di categorie ben diverse e che il confronto andrebbe fatto con un’auto a benzina/diesel equivalente alla iOn, ma per me la scelta è fra andare con una Mokka e andare con una iOn, e poi non ho dati precisi su un’auto paragonabile alla iOn. Secondo Equaindex (scovata nei commenti da Kaguya, che ringrazio), l’auto endotermica pura più parsimoniosa è la Opel Corsa Life diesel del 2006 (Euro 4), che fa 26,7 km/l. Per fare 145 km avrebbe consumato circa 5,5 litri, al costo (in Svizzera) di 1,62 CHF/litro, quindi 8,91 CHF. Un franco e mezzo in più rispetto alla iOn,* ma inquinando molto di più.

*Con un’auto elettrica ad autonomia maggiore avrei potuto evitare la carica alle colonnine e usare solo energia domestica. In questo caso avrei speso 4,23 CHF contro gli 8,91 della Opel diesel.

Tutto questo è possibile, persino con un’auto ad autonomia ridotta come questa, perché la rete di ricarica è informatizzata: posso sapere se una colonnina è attiva e libera direttamente dal telefonino, e spesso posso addirittura prenotarla, quasi come fanno le Tesla sul loro gigantesco display da 17 pollici. Se si vuole incoraggiare l’uso delle auto elettriche, è fondamentale fornire una rete di punti di ricarica affidabile e capillare, e soprattutto dare agli utenti il modo di essere sicuri di trovare un posto dove caricare prima di arrivarci. L’informatica, abbinata alla telefonia mobile, è la soluzione ideale.

La Dama del Maniero è contenta della nuova avventuretta: vuole trovare un nome per la iOn. La Mokka, per via dei suoi sensori di parcheggio e dei suoi allarmi anticollisione piuttosto striduli che si attivano continuamente e spesso a sproposito, è stata battezzata Petula (perché è petulante, appunto). Avete qualche suggerimento?


Aggiornamento (2017/03/27): Dopo lunga e attenta valutazione, abbiamo scelto di chiamarla Elsa, come suggerito da Loristeo nei commenti, perché è azzurra e fredda, ma anche perché è l’acronimo di ELectric Silent Automobile. Grazie!


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Commenti (127)
Benvenuto nel club della "discesa rigenerativa".
Questa tua scoperta si rende utile quando si hanno montagne impegnative da fare. Se ho un percorso con continui (ma piccoli) saliscendi, alla fine il consumo medio è paragonabile ad andare in piano e non è una gran problema. Diversamente se ho una salita molto impegnativa da fare (che so, valicare l'appennino) l'importante è avere causa sufficiente per arrivare in cima; arrivati lì, non importa se si ha poca carica, tanto si rigenera. Questo implica che durante un viaggio non serve caricare al massimo se si prevedono discese.
Partii da Postumia diretto verso Villesse con 10 km di margine positivo di autonomia, arrivai con 30.

Paolo, c'è un sito (ora non ricordo il nome, ma posso cercare) che ti aiuta a pianificare il percorso considerando anche le specifiche dell'auto e i consumi dati dall'altimetria del percorso. Interessa?

Inoltre Paolo, sai come il computer di bordo calcola l'autonomia? Sulla Zoe si basa sugli ultimi 200 km e stima l'autonomia in base a quelli (lo si chiama affettuosamente indovinometro). Sulla iOn come funziona?

Un nome per la iOn...
mi sto rivedendo in questi giorni la saga di Harry Potter, la prima cosa che mi viene in mente è "Silente"!
Mi hai convinto: comprerò un'elettrica. Tra 10 anni, però ;) Se la prendessi ora, avrei troppa ansia per l'autonomia, e di ansia ne ho già sin troppa per molti altri motivi. E il fatto di dover usare le coperte quando fa freddo proprio non riesco a digerirlo. Tutta la mia ammirazione per i pionieri come voi, comunque.
"Riserva"
Mi sembra adatto....
:-)
Come mai sulle fiancate hai gli adesivi del garage?

PS: Mokka è già un modello Opel. Forse è meglio scegliere qualcosa di più originale :-)
Voltina?
Proporrei Miss Ansia!
Per chi mi chiede delle scritte del concessionario: le ho fatte togliere ieri perché molti pensavano che io fossi sponsorizzato, e deontologicamente questo mi causa conflitti. Inoltre la iOn mi sembra più carina senza.
Leggo volentieri questi diari di bordo, grazie.

LaZitta
Spinotta
Charged2Charge o c2c
Electra

il servizio di Report di lunedì scorso sulle auto elettriche e le reti di ricarica in Italia... http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-b5fa53af-afab-45ec-b38c-ba6b3ad90324.html
Se il SUV ha nome "Petula", la piccola elettrica librandosi sulle strade in silenzio a me fa venire in mente una "Libellula".
^_^
Io la chiamerei "Ansia"... :)

Scherzi a parte, sono perfettamente d'accordo che serva un'affidabile rete informativa a supporto delle colonnine ed anche una standardizzazione più efficace dei connettori di ricarica per non parlare di quanto sarebbe utile una specie di "roaming" delel colonnine, magari integrato alla bolletta elettrica casalinga, tipo, per esempio, quei contratti telefonici che offrono telefonia fissa, internet a casa e telefonia mobile.

D'altra parte penso agli anziani ed a chi è meno abile nell'uso della tecnologia e che si troverebbero spiazzati nell'uso delle colonnine, che dai tuoi racconti mi pare un po' complesso: ci sono persone che ad oggi si rifiutano di usare i distributori di benzina self-service, figuriamoci come si troverebbero a dover fare registrazioni online ai servizi, usare app per prenotare e far funzionare le colonnine, etc...

---Alex
Hai visto il servizio di Report del viaggio milano-roma in elettrico?
Suggerisco "Torpedo"
Un po' perche' le torpedini sono elettriche, sono il nome di siluri e la tua iOn e' alquanto veloce, un po' perche' e' blu come la Torpedo della vecchia canzone.
Il motore che si ricarica mentre cammina è il primo passo verso il motore a improbabilità infinita. Io la chiamerei la "Cuore d'Oro" o anche "Heart of Gold", ha anche vagamente la forma di una scarpa da corsa, anche se non è bianca.
[scarabocchio barocco],

Hai visto il servizio di Report del viaggio milano-roma in elettrico?

Finito poco fa. Hanno sbagliato praticamente tutto quello che potevano sbagliare. Capisco le esigenze televisive di drammatizzare, ma informarsi prima sull'apertura del ristorante? Sullo stato e l'ubicazione delle colonnine?
E' azzurra e fa freddo... Elsa.
l'auto potrebbe chiamarsi missCarico :P

E' azzurra, fa freddo, se canta "let it go / all'alba sorgerò" è Elsa
Chiamala "hope". Perché speri di tornare :D
Per la Mokka basta uccidere il cicalino o tagliare qualche filo. La mia aveva solo 2 suoni, ma uno era insopportabile: una bella trapanata al centro del cicalino l'ha ucciso senza possibilità di resurrezione. Mi ha dato soddisfazione farlo.
Ho pensato la stessa cosa, Paolo. Da quanto capisco e da quanto dici sempre tu, bisogna organizzare il viaggio prima di partire, con piani A, B e C. Questi sono partiti e a metà strada si sono messi a cercare colonnine (sempre nella finzione televisiva).
Io mi sto interessando seriamente all'acquisto di un'auto ZE usata (ci sono diverse Leaf da 30Kwh a circa 20k€, tanto ma non irraggiungibili) e sto valutando se riuscirei a percorrere i tragitti a lunga distanza per le vacanze (circa 250-300Km).
Già solo il fatto che la cosa non sia impossibile è un buon segnale.
Sono OT ma vi è questa notizia di un incidente con una TESLA, il proprietario/guidatore italiano ha preso in pieno un cantiere vicino al lago di Viverone e ne è uscito illeso, sembra.
http://torino.repubblica.it/cronaca/2018/03/21/news/distrugge_l_auto_da_100_mila_euro_in_un_incidente_sulla_ivrea_-_santhia_-191882774/
Una domanda, al tirorno hai lasciato l'auto alla colonnina per tre ore e mezzo ed è l'unica colonnina presente, poniamo che fosse stata occupata sin dalla mattina da altri utenti, poi qualcuno l'ha agganciata al pomeriggio prima di te e l'ha tenuta li quattro ore, Tu avresti finito le lezioni e avresti avuto l'auto scarica, inoltre se chi l'ha messa prima di te avesse avuto impegni per altre due ore tu saresti dovuto rimanere li in attesa, con perdite di tempo notevoli. Sbaglio?
Io credo che questo sia l'unico vero problema dell'elettrico puro. Per adesso hai fatto due viaggi di prova e, per fortuna, ti è andata bene, ma se uno è sfigato quanto tempo rischia di perdere per una ricarica? (e sei in CH, figurati in IT!)
Ciao Paolo,
è entrato un nuovo giocatore nell'arena. Che ne pensi?
http://www.hdmotori.it/2018/03/17/sion-auto-elettrica-solare-16000-euro-2019/
Quanto costano gli ansiolitici in Svizzera?
:-)
@ Paolo Attivissimo

per un’auto elettrica l’altimetria conta. In auto a carburante queste differenze non si sentono

Se si è interessati a ottimizzare i consumi, si sentono molto bene anche su un'auto ICE. Come l'aria condizionata.

I tuoi racconti sono i primi che mi interessano davvero, perché sono abbastanza obiettivi da essere utili. Finora le auto elettriche erano pubblicizzate solo dai fan sfegatati.

Mi piace la tua scelta di scambiare tempo per inquinamento, ma non sottostimarne il valore: fa anch'esso parte dei costi di ricarica, anche se puoi lavorare nelle pause. E' un peccato che l'elettrico non sia ancora abbastanza avanzato da poter essere per tutti.
Non so se sia conveniente rispetto a un'auto a GPL. Tu risparmi perchè hai un'auto a benzina. In Italia il GPL costa circa 60 eurocent al litro e una auto moderna, nelle condizioni mista+autostrada, dovrebbe fare abbondantemente i 15 al litro con il GPL, consumando circa 6 euro di GPL, che non so quanti franchi siano... Il GPL è molto meno inquinante della benzina, praticamente solo CO2 e H2O, ma comunque non zero, considerando che in svizzera avete molte centrali nucleari e sicuramente almeno qualche diga e altre fonti rinnovabili. Ma dal punto di vista dei costi non so se sia la soluzione più economica. Non so qualto il GPL sia diffuso in svizzera e quanto costi.
secondo me l' ansia sparira' e restera' la qualita' del tempo goduto alla guida con la scelta del momento giusto per al ricarica quindi propongo come nome: kairos
ho proposto alla Dama del Maniero una sfida leggermente più spinta
Kinky...

Ricordati che la I-ON è grossa come una 126 e che la tua schiena non è quella di una volta, birbaccione.

:-P :-P :-P
Per spostamenti ridotti, e per chi può lavorare durante le pause di ricarica, abitando in un luogo civilizzato come la Svizzera l'auto elettrica può essere un primo passo verso la riduzione delle emissioni in atmosfera. Magari affiancata ad un auto tradizionale per gli spostamenti più lunghi e nei quali il tempo di percorrenza diventa un fattore essenziale. Però io abito in provincia di Grosseto, territorio di 4500 kmq, il più vasto della Toscana, che vanta secondo Lemnet la presenza di ben due (2) postazioni di ricarica, fra l'altro in luoghi lontanissimi dalle strade più percorse del territorio. Capisci bene che purtroppo in queste realtà l'auto elettrica come auto di tutti i giorni è davvero un miraggio da film di fantascienza. A meno di accontentarsi dell'autonomia garantita dalla ricarica notturna domestica, che francamente mi sembra un po' troppo poco per giustificare adesso un acquisto del genere...
E con l'"hackeraggio leggero" come sei messo?! Raccolto interessanti dati?
@ czg_usr, #22: proprio l'ipotesi che la colonnina sia occupata - e le colonnine lente tendono ad essere occupate a lungo - richiede una rete informatizzata delle colonnine stesse.
Se tu sai già, a distanza, che la colonnina che puntavi all'arrivo è occupata, non ti spari la roulette russa di arrivare là e sperare che la Forza ti assista e l'occupante si tolga.
Quando sei al punto di non ritorno della colonnina precedente, vedi "luce verde, libera" e vai, o ti fermi per una carica imprevista.

Alcune app di alcuni gestori permettono persino di "prenotare" la colonnina, se sei nel raggio di circa 15 minuti dall'arrivo.
Così, appunto, sai che nessuno ti fregherà il posto dal momento in cui hai superato i piani B e C e non hai alternative.
Pika, scintilla in giapponese...
Questa Sion mi ricorda un po' la Eolo, l'auto ad aria.....

Tra l'altro parlano di 30 km "solari" in condizioni ideali, quindi realisticamente saranno... quanti? 10?
@ Parallax, almeno stando alla foto del cofano non mi sembra particolarmente accartocciata.
Sembrerebbe che abbia preso un ostacolo di spigolo con la parte destra del muso.
Comunque la fotografia fa pena, dovrebbero licenziare il fotografo 8>)))

@Joevanni, Per amore del Cuore d’Oro appoggio in pieno la tua proposta. Fortunatamente per noi però il rendimento è sempre inferiore a 1.


Non posso che ammirarti, sprizzi logica e razionalità da ogni poro.
(Una incensatina. Quando ricevo Le Scienze la tua è la prima pagina che leggo, persino prima di quella di Odifreddi 8<))) )

Anche io sto valutando di cambiare auto.
Per i miei usi andrebbe benissimo un Car Sharing o un autonoleggio vicino ma abitando in zone amene (si fa per dire) non ve n’è traccia.
Non posso permettermi 2 auto per cui dovrò ripiegare su di una ibrida che non è ne carne ne pesce però è il massimo dell’ecologico che riesca a gestire e permettermi.
Sto intrattenendo una discussione molto meditata al riguardo su di un forum e qualcuno è arrivato a dirmi “che la vita non è un foglio excel”.
Tu sei la prova provata che bisogna essere analitici quando ci si trova in una situazione che richiede un’attenta analisi.

Grazie

Ciao Ciao, Moreno
Chiamarla "model iOn P16D" è troppo scontato, immagino :P
ciucciOna
^_^
Nuvola? Leggera e silenziosa
La moglie di Shrek, fIONa
Tina?

Contrazione di auto con copertina inclusa.

Peraltro: coperta a bordo rigorosamente plaid a quadrettoni in sintetico che fa scintille per sfregamento (fonte alternativa d'energia)

E questa cosa della ricerca pubblica del nome te la rubo.
Un nome? Chiamala Damoclette.
Perché suona bene, perché è un nome gentile e chic che ricorda la Dama del Maniero, perché ricorda anche una cyclette silenziosa che non inquina e, soprattutto, perché l'ansia della sua autonomia pende sulla tua testa come la famigerata spada di Damocle.
:D
@Paolo: in questa tua affermazione

"Girare con soli 16 kWh di batteria richiede una certa arte nel pianificare e bilanciare le esigenze."

mi ti immagino come Ken Mattingly mentre tenta di fare power saving al fine di salvare i colleghi di apollo 13! ;)
Grazie per condividere le tue avventure "elettriche": il futuro è lì. Mi sorge un dubbio che, temendo sia stato già sollevato, cercherò di riassumere: nelle varie comparazioni "auto elettrica/auto tradizionale", si sottolinea spesso che l'auto elettrica era inquinante soprattutto al momento della sua fabbricazione, mentre l'auto tradizionale continua a inquinare durante tutta la sua vita. Giusto. Com'è pure lapalissiano che con l'auto elettrica si azzera l'inquinamento locale, ripulendo l'aria cittadina. Ma, e vengo al dubbio, durante tutti i viaggi in cui si usano le prese per ricaricare le auto elettriche, qual è l'impatto ambientale di tutta questa elettricità che, col crescere dei veicoli elettrici appunto, aumenterà sempre più? Nel chiudere colgo l'occasione per porgere i complimenti per il lavoro di qualità svolto in questo blog.
@czg_usr

tra gli "elettrici" sta prendendo piede l'usanza di lasciare, in bella vista dentro l'auto, un biglietto/foglio col proprio numero da poter chiamare in caso di necessità.
Ciò non risolve il problema, ma almeno in caso di bisogno ci si può venire incontro a vicenda.


@Paolo
Mi dicono che un coprisedile riscaldato, da attaccare alla presa da 12 V, potrebbe aiutarvi a combattere il freddo consumando molto meno del "phon".
Sul nome non ci sono dubbi e non ammetto repliche: KeepCalm!
Se ogni macchina per fare benzina ci mettesse 20 minuti ai benzinai ci sarebbero file chilometriche... Purtroppo finché le ricariche non si velocizzeranno l'auto elettrica non sarà una realtà praticabile...
Cold Sweat?
mediando altrui proposta: AnsiOn
Un nome? Uhm..qualcosa come Fiatocorto? :D

Una curiosità: Se non avessi avuto il vincolo delle dimensioni quale altra auto avresti valutato? Sto osservando le Zoe, ma mi lascia perplesso il noleggio della batteria.
Andrea, cosa ti perplime?
Magari posso aiutarti.
Un attimo: "In auto a carburante queste differenze non si sentono: qui le percepisci molto chiaramente."
Con la mia Passat Common Rail (Diesel) fatto il pieno ad Airolo e iniziata la discesa autostradale del Gottardo, arrivato a Biasca il computer di bordo indicava un'autonomia di 3'000 km. Ma solo perché di più non poteva segnare :-)
Max Slo, #44: oppure Dipì, Don't Panic.
(E invece dell'asciugamano, la coperta)
Complimenti Paolo per gli ottimi, utili e divertenti resoconti di viaggio!
Alberto (Leaf in arrivo a giugno)
Anch'io ho la Opel Mokka, però a GPL, così comunque spendo poco più di metà che andando sempre a benzina.
Un'elettrica per me sarebbe off limits perché ho il garage condominiale ma è sprovvisto di prese. E il palazzo ha solo 12 anni mica è vecchio. Manca proprio la lungimiranza nei costruttori di prevedere le cose necessarie nel futuro prossimo.
io la chiamerei 'angoscia' e soprattutto non la vorrei mai.

Per l'idea di estate e rumori della natura, ricordo che già a 40 km/h e anche meno aprendo i finestrini gli unici rumori che si sentono sono gli pneumatici, a velocità superiore anche l'aerodinamica....mai dico mai il motore che senti solo quando sei fermo al semaforo. Quindi quello espresso è un concetto infelice e forzato perchè utilizzando parimenti un' auto a combustibile organico (non una supercar) potresti girare le tue valli svizzere a finestrini aperti e NON sentire alcun motore. Poi se guidi scassoni di 40 anni fa è diverso.
Estremizzare i concetti non è utile alla causa. Suggerisco nell'attesa dell'estate due coperte, ciao
Luke,
tu sei costretto ad andare dal benzinaio perché non puoi fare il pieni a casa. Inoltre installare una colonnina penso richieda meno norme da rispettare visto che ne puoi realizzare una anche a casa.
Ah ah
Sei proprio un principiante!!

CMQ hai ragione: gli "indovinometri" non tengono conto dei dislivelli.. Sarebbe ora che 'sti navigatori si evolvessero.

P.S.
1. Caricare (quasi) completamente una batteria prima di una discesa impegnative è molto stupido.
2. La ricarica rapida (che io non ho mai fatto) invecchia le batterie (le mie hanno 13 anni)
Non sono così convinto della praticità di _guidare_ con addosso una coperta.
FridayChild,

Non sono così convinto della praticità di _guidare_ con addosso una coperta.

Premesso che non ho indossato io la coperta, che invece ha usato la Dama del Maniero (che non guidava), comunque la coperta si tiene in grembo, non te la avvolgi intorno, per quello ci sono giacconi e cappotti :-)

Considera che comunque con un'elettrica, come con una fossile a cambio automatico, hai pochi movimenti da fare con le gambe e con il braccio che normalmente gestirebbe il cambio, per cui la coperta non intralcerebbe comunque.
Mauro,

Ah ah
Sei proprio un principiante!!


Certo, e sono il primo a dirlo. Per questo ho fatto solo il piccolo passo di un'elettrica usata.


CMQ hai ragione: gli "indovinometri" non tengono conto dei dislivelli.. Sarebbe ora che 'sti navigatori si evolvessero.

Mi sembra che quello di Tesla e di alcune altre marche lo faccia.


P.S.
1. Caricare (quasi) completamente una batteria prima di una discesa impegnative è molto stupido.


Vero. Ma bisogna rendersi conto che la discesa esiste. 200 m di dislivello su circa 30 km sono una "discesa impegnativa"?


2. La ricarica rapida (che io non ho mai fatto) invecchia le batterie (le mie hanno 13 anni)

Sì, lo sospettavo; lo faccio il meno possibile. Che auto hai?


Waiting,

ti ci voglio proprio vedere a dormire 2 ore (ma anche 5 minuti) in macchina mentre il software ti porta a lavoro.

Già fatto, grazie. Ho dormito in una Tesla con l'Autopilot inserito. E ho dormito benissimo. Esattamente come dormi in treno. O in aereo.
Problemi di copyright a parte, io la chiamerei Policar :-D
Se l'auto è collegata a un caricatore, si può pensare di accendere il riscaldamento e lasciarlo andare per un 15-20 minuti senza intaccare le batterie? Ovviamente la vera comodità sarebbe poterlo fare via app (tipo prima di mettersi in viaggio).
Finalmente qualcuno che parla delle elettriche con obbiettivita.... d'altronde cos'altro aspettarsi da te. Aggiungo 2 considerazioni, per il riscaldamento basta vestirsi come se si stesse fuori e non usarlo. Io vivo in alta montagna ( Cortina ) sono solo elettrico da 1 anno e ho il riscaldamento rotto, prima o poi lo riparo ma solo per sbriinare il ghiaccio, l'unico fastidio e guidare con il cappellino di lana, ma e per necessita.
Per quanto riguarda la rigenerativa in discesa, oltre al piacere di recuperare energia, e molto piaceviole scendere da un passo dolomitico senza praticamente toccare i freni, altro inquinamento risparmiato oltre ai costi.
Continua cosi che magari qualcuno capisce la comodita di attaccare il mezzo alla presa di casa ed andare al distributore solo per lavarla. Per il nome non saprei, ho visto ottimi consigli ma scaramucca e gia preso.
Pensa a dover fare tutti i giorni una cosa del genere...
Sull'importanza della pianificazione mi preme ricordare l'importanza di fare affidamento su una cartografia libera e utilizzabile per qualunque scopo nonché modificabile dagli utenti questa è openstreetmap che non a caso viene utilizzata da lemnet.org. Direi che Google si è comportata piuttosto bene finora, ma i suoi algoritmi non sono pubblici e mi fa sempre un certo effeto sapere che decide lui quale strada consigliarmi...
Non sapevo il trucco dell'altitudine e di impostare bicicletta. Ho provato a Roma dentro la città: "percorso in bicicletta non disponibile". Ho provato Roma-L'Aquila, idem. Ho provato Milano-Bergamo, nulla. Ho provato Ginevra-un posto a caso nella mappa: funziona. Mi sa che in Italia, oltre a non avere le colonnine che ci sono in Svizzera non abbiamo nemmeno le bici :-)
Scatola Grande,

il fatto di ricaricare a casa e doverti chiedere quando parti "Riuscirò a tornare?" limita l'auto elettrica ai soli appassionati.
Eh il vantaggio di vivere al sud! :-D

Cappellini! Copertine! Riscaldamento in auto! E chi li ha usati mai! :-D

Anzi, ho sempre pensato che il riscaldamento in auto sottoponga a sbalzi di temperatura non indifferenti che poi si pagano con gli acciacchi.

Per me e per la mia zona e spostamenti un'elettrica (ma usata: non ho i soldi per una nuova) sarebbe perfetta ma mi spaventano i 18.000 "Euri" del pacco batterie se dovesse rompersi. Ma queste batterie sono ben protette o basta un colpo al fondo dell'auto (una grossa pietra che finisca sotto la macchina, una sporgenta o una buca profonda) per costringerti a comprare un'altra auto elettrica (sempre usata)?
Luke & Scatola Grande.

"il fatto di ricaricare a casa e doverti chiedere quando parti "Riuscirò a tornare?" limita l'auto elettrica ai soli appassionati."

Diciamo che è il non aver provato nelle proprie specifiche tratte + questo maligno incubo del "restare a piedi" che incombe + il fatto (segnalato dall'Attivissimo) che nessuno nasce imparato su una EV ed anzi vieni lasciato solo a scoprirti da te, tra esperienza e siti (in cui trovi di tutto, dall'iperprudente al pazzo), sono tutte cose che limitano l'EV dal lato psicologico.

Aggiungi che la effettiva - fisica, incontrovertibile - copertura di colonnine, e le informazioni di come/se/quando funzionano sono anch'esse sparpagliate nel meandri del cyberspazio e non aiutano dal punto di visto materiale a questo passo.

Quindi non so se sia solo da appassionati: è da persone che fanno lo sforzo di raccogliere i dati, vedere se con le medie ci stanno, e poi scoprire man mano quanto devianti dalla media si è.
La parola forse non è passione: è impegno.

Vero anche che, al costo attuale di una EV, uno dovrebbe comunque impegnarsi sul serio a far due conti: non tanto di comparazione con una equivalente ad idrocarburi, quanto a ragionare "se la compro e scopro che con le mie percorrenze divento matto, la rivendo? Ci perdo quanto?"
Io il panno in macchina l'ho sempre avuto, ci sono molte occasioni in cui torna utile...soprattutto quando hai vent'anni!
Sul nome...non c'entra niente con l'essere elettrica, ma "pulce" mi piace. Mio figlio però la chiamerebbe "macchinino scatolino"; mia figlia sarebbe d'accordo con Loristeo, ed Elsa starebbe bene.
Mi togli una curiosità? Come funziona la prenotazione? Se qualcuno arriva alla colonnina dopo che l'hai prenotata prima di te, che succede? Gli è preclusa la ricarica?
Poi, facile pianificare se siete solo tu e la gentile dama, niente pargoli piccoli come i miei, chiamati non a caso "gli scassapiani" che riescono (con bisogni corporali dell'ultimo istante, cose ASSOLUTAMENTE da portare con sé che però non si trovano, vestiti e scarpe che non vanno bene, ecc) a farti uscire anche con 20 minuti di ritardo sulla tabella di marcia 😁 😁
Risposta al commento #59
https://attivissimo.blogspot.it/2018/03/avventurette-in-auto-elettrica_22.html#c4597383700056806350


1. Caricare (quasi) completamente una batteria prima di una discesa impegnative è molto stupido.

Vero. Ma bisogna rendersi conto che la discesa esiste. 200 m di dislivello su circa 30 km sono una "discesa impegnativa"?
Direi ben di no.
Lo vedi da quanto rigeneri.
Notare che la ricarica veloce si ferma all'80% proprio perché oltre questa soglia le batterie non gradiscono.
Certo la discesa esiste, se non si puo evitare di percorrere una discesa con carica>80% si puo accendere il riscaldamento od il condizionatore!


2. La ricarica rapida (che io non ho mai fatto) invecchia le batterie (le mie hanno 13 anni)

Sì, lo sospettavo; lo faccio il meno possibile. Che auto hai?
Ho una Saxo (fine anni '90)
Vecchie batterie Ni-CD
@Lumiere e a molti altri

Fa male pensare solo al presente, l'unica speranza di sopravvivenza (della specie) è pensare al futuro.

Cosa vuol dire "si sottolinea spesso che l'auto elettrica era inquinante soprattutto al momento della sua fabbricazione, mentre l'auto tradizionale continua a inquinare durante tutta la sua vita." Prova ad immaginare quanto inquinava produrre una Ford modello T, robe da brividi, ma se non le avessero prodotte probabilmente oggi staremmo ancara andando a cavallo.

Per la produzione d'energia elettrica non c'è quasi più problema. In un paesino vicino al mio, su fattorie e piccole aziende hanno installato recentemente pannelli per 3,4GWh annui, non so se mi spiego (l'ho scoperto con GoogleMap ed ho contato i pannelli (sono pazzo lo so)).
Oramai i pannelli solari sono in vendita a prezzi di saldo (csota più l'installazione che l'impianto), 20 anni fa costavano un patrimonio e li mettevano solo nelle calcolatrici tascabili.

Problema più complicato è l'accumulo d'energia ma proprio a questo potrebbero servire le auto elettriche. Le opzioni in campo sono limitate solo dalla fantasia, fotosintesi artificiale, accumulatori a volano e chi più ne ha più ne metta.

Anche il problema delle colonnine è solo una questione temporanea. E' un po' come la conquista del Far West, prima ci andavano solo i pionieri ora anche la casalinga di Voghera.

Come diceva un grande "è difficile fare previsioni, specialmente sul futuro". E' anche possibile che l'elettrico sia un vicolo cieco e che ne so, si ritorni a biocarburanti prodotti per fotosintesi artificiale.
E' proprio questo il bello del futuro, è un film di cui non si conosce il finale (Questa è mia spero).


Ciao Ciao, Moreno
A monza (non chissà dove) ogni ricerca che ho fatto (non molte a dire il vero) in rete per vedere quante colonnine ci sono ha dato lo stesso risultato=0
Fortunatamente è prevista ora l'installazione di 32 colonnine. Quindi, di fatto, a monza sarebbe un suicidio avete un'elettrica... Purtroppo.
Mammiiiinaaa?! non è la prima volta che leggo delle tue SPLENDIDE battute, mi piace quando una donna scherza così peccato non hai un profilo pubblico un po' più curato! .p
Proposta per il nome dell'auto: Kegel (perché mi pare che vi abbia fatto contrarre e rilassare i muscoli dell'area perineale piuttosto di frequente, durante il viaggio)
"Poi mi ricordo il trucco: con queste colonnine bisogna prima far partire la ricarica e poi inserire il connettore. Poco intuitivo, perlomeno per chi come me viene dal mondo delle pompe di benzina".

In Italia è la norma, prima paghi per attivare la pompa e poi inserisci la pistola: se la pistola non è alloggiata correttamente nella pompa quest'ultima non si attiva. In Svizzera è diverso?
E per il traffico? Ok che se non ti muovi non consumi ma un minimo di energia verrà comunque dedicato alle luci ed ad altro: come si comporterebbe l'auto in un tranquillo lunedì mattina in tangenziale?
NK,

In Italia è la norma, prima paghi per attivare la pompa e poi inserisci la pistola: se la pistola non è alloggiata correttamente nella pompa quest'ultima non si attiva. In Svizzera è diverso?

Boh, io qui quando vado al self-service inserisco la pistola, faccio rifornimento e poi vado alla cassa a pagare.

Forse ti riferisci al rifornimento pagato alla pompa quando il distributore è chiuso? Non lo faccio quasi mai, non mi ricordo quale sia la procedura qui.
Patrick Costa, ti ringrazio molto dell'apprezzamento. In realtà è già molto che io abbia un profilo! Seguo questo ed altri blog da millanta anni, ma mi sono messa a tediare le persone da poco...la verità è che sono sotto copertura: il mio moroso, che segue questo blog, si sta ancora chiedendo se sono io o no a commentare! 😁 Perché togliergli questo dubbio, aggiungendo più informazioni? È divertente quando chiede "sei tu o no?'" e io metto una espressione granitica e impenetrabile come una sfinge!!
Vabbe, forse stavolta mi sgama...
@Moreno (commento n°72)
Grazie della risposta. Purtroppo sono stato confuso nel mio testo. La mia curiosità è solo capire cosa potrebbe succedere in un futuro prossimo, quando auspicabilmente molti più conducenti avranno un'auto elettrica e la richiesta di elettricità sarà notevolmente maggiore. Se ,per fortuna, l'inquinamento locale sarà assai ridotto, quale sarà invece l'impatto ecologico a livello globale di questa accresciuta domanda energetica?


Paolo Attivissimo:

"Boh, io qui quando vado al self-service inserisco la pistola, faccio rifornimento e poi vado alla cassa a pagare. "

In molti paesi del "primo" mondo funziona così: UK, USA, Canada, quasi tutta l'EU. In altri (Cile per es.) devi spesso cacciare i soldi prima alla cassa, poi vai alla pompa e fai rifornimento da solo (laddove consentito). Se fai il pieno ti rimborsano la differenza.
@Lumiere
In Italia:
Dicono che se caricassimo tutti di notte arriveremmo al bilanciamento... Ovvero tanti kW consumati di giorno come di notte.
Il calcolo è facile: la percorrenza media degli italiani è 11'000km all'anno che fanno 30km al giorno... Circa quindi a seconda delle automobili e della pesantezza del piede si va da 3 a 5kWh al giorno.
Confronta con la tua bolletta e già di accorgi che non è tantissimo.

Se poi un intelligenza superiore organizzasse punti di ricarica nelle postazioni lavorative potremmo caricare di giorno sfruttando il fotovoltaico.
Tecnologie per modulare la potenza (=velocità) di carica in base alla disponibilità di energia esistono già.
(Io ho un modulatore di potenza su riscaldamento elettrico di casa che mi consente di consumare solo l'energia prodotta da FV che altrimenti venderei al gestore.)

Detto questo e tenuto conto che per elettrificare anche solo il 50% dei veicoli ci vorranno tanti anni è palese che i problemi ci saranno solo se non ci organizziamo quel poco che serve.

P.S. Mi piacerebbe vedere un confronto tra il costo di un distributore di H2 ed una "colonnina" veloce CHAdeMO
altro possibile nome: Co-iOn-e.

magari letto all'inglese. La "e" sta per elettrico. Co si riferisce al fatto che nelle decisioni tu e la Dama collaborate.
Viene bene, ti assicuro, soprattutto letto in inglese, come i cojoni che ti farai morendo di freddo d'inverno, aspettando ore alla colonnina e programmare ogni viaggio come se dovessi traversare l'Atlantico a vela.

Con la fonetica italiana invece non te lo consiglio. Potrebbe essere scambiato per un'implicita ammissione da parte del proprietario di avere comprato un veicolo non esattamente all'altezza delle sue esigenze...

:)

pgc,

i cojoni che ti farai morendo di freddo d'inverno, aspettando ore alla colonnina e programmare ogni viaggio come se dovessi traversare l'Atlantico a vela.

Con la fonetica italiana invece non te lo consiglio. Potrebbe essere scambiato per un'implicita ammissione da parte del proprietario di avere comprato un veicolo non esattamente all'altezza delle sue esigenze...



Ho visto la faccina sorridente, ma a scanso di equivoci di terzi che ci leggono, ho già scritto che il mio uso abituale di quest'auto è per i viaggi brevi che non richiedono fermate alle colonnine. Quindi la iOn è assolutamente all'altezza delle mie esigenze: stamattina sono andato alla radio a Lugano con il riscaldamento a palla e facendo le partenze lampo ai semafori (restando nei limiti di velocità) e mi sono divertito un mondo. Sono tornato e non ho neanche messo l'auto sotto carica perché ho ancora oltre metà batteria. Queste avventurette "estreme" sono piccoli esperimenti al di fuori dell'inviluppo standard, tutto qui.
scusa Paolo,

ma quando m'è venuto in mente questo "simpatico" acronimo (e verificato che non era venuto in mente a nessuno dei tuoi critici più salaci) non ho resistito... :)
Beh @Mammiiiinaaa?! non voglio farti sgamare, comunque non infastidisci nessuno (ho cercato il significato di tediare perchè io sono un qualunquista abbastanza ignorante lo ammetto). In ogni caso sono io che non voglio infastidire Paolo con questi commenti che dovrebbero essere privati. Detto questo, apprezzo molto una donna che scherza e "seduce" senza troppo nascondersi anche con semplice battute... ah già, ma tu ti stai nascondendo... :-p
Guastulfo,

Ma queste batterie sono ben protette o basta un colpo al fondo dell'auto (una grossa pietra che finisca sotto la macchina, una sporgenta o una buca profonda) per costringerti a comprare un'altra auto elettrica (sempre usata)?

Sono protette da blindatura e dalla garanzia.
peppe,

Se l'auto è collegata a un caricatore, si può pensare di accendere il riscaldamento e lasciarlo andare per un 15-20 minuti senza intaccare le batterie? Ovviamente la vera comodità sarebbe poterlo fare via app (tipo prima di mettersi in viaggio).

Ho provato. Con questa no. Con altre sì.
Guido Pisano,

Pensa a dover fare tutti i giorni una cosa del genere...

Se devi fare una cosa del genere tutti i giorni (150 di pendolarismo), non ti prendi un'auto con 80 km di autonomia, ti pare? :-) Ti prendi una Nissan LEAF del 2018, cosi vai e torni senza aver bisogno delle colonnine.

Davvero non è chiaro che questi sono esperimenti al di fuori della mia normale intenzione d'uso dell'auto che ho comprato?
Scusa Paolo, ma la proposta di Pgc è inarrivabile!! XD XD XD. Anche la motivazione è da standing ovation!
Sarà l'aria rarefatta?
Luke,

il fatto di ricaricare a casa e doverti chiedere quando parti "Riuscirò a tornare?" limita l'auto elettrica ai soli appassionati.

O a quelli che ne capiscono i limiti e li rispettano per averne i vantaggi, invece di denigrarle magari senza averle mai provate :-)

Anche a te dico quello che ho detto a Guido: davvero non è chiaro che questi sono esperimenti al di fuori della mia normale intenzione d'uso dell'auto che ho comprato? Non ho spiegato a sufficienza che ho comprato un'auto elettrica usata con soli 80 km di autonomia per usarla entro il suo raggio di autosufficienza di andata e ritorno?

E sì che ho pure scritto un articolo intero per spiegarlo. Anzi due.
Aneddoto sulle batterie blindate.

Richard Hammond (Top Gear e The Grand Tour) con una Rimac ci ha lasciato quasi la pelle. Se l'è cavata con una gamba rotta e tanto spavento. L'auto è uscita di strada, si è cappottata varie volte ed infine ha preso fuoco. Ed ha bruciato per tre giorni, se non ricordo male. Devo rivedermi la puntata di The Grand Tour in cui succede.
Nome per la nuova vettura?

LIoNella.

CarIoN (carillon)

IoNobenz

Stupidocane,

L'auto è uscita di strada, si è cappottata varie volte ed infine ha preso fuoco

ULTIME NOTIZIE: Anche le auto elettriche dovranno rispettare le leggi della fisica.

Se lo schianto avviene ad altissima velocità, non c'è blindatura che tenga.

Con tutto il rispetto per Hammond, lanciare una hypercar che non conosci a velocità folle su una strada dove normalmente andresti pianin pianino anche con un trattore non è uno scenario d'uso abituale per un'automobile. Né elettrica né a carburante.

Paolo,

"Anche le auto elettriche dovranno rispettare le leggi della fisica."

Il che era proprio ciò che ho voluto (malamente) puntualizzare.

Per fare una similitudine, il giubbetto antiproiettile funziona bene contro i piccoli calibri ma non può nulla contro uno grosso.

La similitudine sta nel fatto che il senso di falsa sicurezza è dietro l'angolo. Chiaro che anche le vetture a trazione fossile vanno a fuoco, molto più spesso di quanto si creda, ma altrettanto c'è la possibilità che succeda ad una a trazione elettrica. Blindatura o meno.

:D
"Forse ti riferisci al rifornimento pagato alla pompa quando il distributore è chiuso? Non lo faccio quasi mai, non mi ricordo quale sia la procedura qui."
Hai ragione: intendevo il self-service quando il distributore non è presidiato (presumo che le colonnine elettriche non siano presidiate).
Invece per il problema "traffico"? Farai esperimenti futuri (al cardiopalma)?
[quote-"ST"-"/2018/03/avventurette-in-auto-elettrica_22.html#c3739073982300096183"]
A monza (non chissà dove) ogni ricerca che ho fatto (non molte a dire il vero) in rete per vedere quante colonnine ci sono ha dato lo stesso risultato=0
Fortunatamente è prevista ora l'installazione di 32 colonnine. Quindi, di fatto, a monza sarebbe un suicidio avete un'elettrica... Purtroppo.
[/quote]
Attenzione che questo è, a mio avviso, un falso problema.
Dando per scontato che normalmente ricarico a casa, di notte, in realtà le colonnine nella mia città sono quelle che probabilmente non userò MAI. Anche se abito in periferia e devo andare in centro per lavoro o per la spesa, l'autonomia è sempre sufficiente e mi basta la ricarica notturna.
Le colonnine mi servono quando vado in ALTRE città, a una distanza tale per cui non riesco a fare andata e ritorno con una sola carica.
sarebbe interessante capire quanto avresti speso (parlando di mera economia) con un'auto a metano ;)
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Questo è successo qualche tempo fa:

https://electrek.co/2017/10/18/tesla-model-s-fire-high-speed-crash-video-impressive-operation/

in Austria, una Tesla S ha urtato una barriera e ha preso fuoco. Tesla suggerisce di usare MOLTA acqua per spegnere il fuoco generato dalle batterie e di monitorare con una camera IR la macchina per un'ora dopo che il fuoco si è estinto. Dopodiché l'auto va messa in quarantena per DUE GIORNI per scongiurare rischi che il pacco batterie riprenda fuoco. L'operazione di spegnimento non fu facile, anche se l'incendio non si estese a tutto il pacco batterie: 5 mezzi dei VdF e 35 persone coinvolte.

E proprio... IERI un'altra Tesla S ha preso fuoco in California, dopo un incidente grave. L'autista è morto, sebbene non è chiaro se a causa dell'impatto o dell'incendio o di tutti e due. Ci sono dei ritardatori nei pacchi batteria di Tesla che impediscono agli incendi di propagarsi rapidamente attraverso il pacco.

https://electrek.co/2018/03/23/tesla-fire-battery-pack-model-x-crash/

Tesla ha inviato i suoi ingegneri (la fabbrica di Fremont non è molto lontana) per contribuire rimuovere le batterie.

Situazione diversa da molti anni fa. Ricordo che per i voli di pallone stratosferici scientifici circa 30 anni fa bisognava saldare pacchi abbastanza grandi di costosissime batterie al Litio, che non avevano fusibili di sicurezza, una ad una. Una volta, in Sicilia, mi occupai di farlo io e debbo confessare che non fu proprio banale visto che queste batterie, di forma molto più grossa di quelle usate da Tesla per inciso (simili alle "D"), se cortocircuitate o surriscaldate notoriamente esplodevano trasformandosi in curiosi giochi pirotecnici. Una volta (successe ad un collega) una partì come un razzo, attraversò un muro attraverso l'hangar, per fermarsi a diverse decine di metri di distanza.

Evidentemente le Li-Ion della Tesla non hanno questo problema, altrimenti sarebbe stata una strage.
Vedo che ci sono stati diversi casi di incendi di Tesla. Per esempio:

https://electrek.co/2016/09/10/tesla-fire-firefighters-behind-the-scene-disable-battery/
https://electrek.co/2016/09/07/tesla-driver-dies-burning-model-s-hitting-tree-tesla-investigation/

Interessante notare che poiché le Tesla restano sempre accese e non c'è un modo banale di togliere la corrente dalle componenti ad alta tensione, bisogna sfilare un nastro di sicurezza dal retro del veicolo per spegnere completamente il sistema. La cosa è indicata in uno degli articoli.

Detto questo, non vorrei alimentare panici. Il problema è che come con tutte le tecnologie, vanno sviluppate e bisogna imparare sul campo quali sono i rischi. Al momento, tuttavia, non vi sono indicazioni che la probabilità di incendio sia superiore a quella di un veicolo a combustibili fossili.

Purtroppo quando metti insieme interventi come questo, anche se lo scrivi esplicitamente, è inevitabile che qualcuno li interpreti comunque come un modo per dire "vedi? Le auto elettriche sono MOLTO pericolose". No, non necessariamente: l'aneddotica non fa statistica.
@MacLo
In famiglia abbiamo un auto a metano ed un elettrica.
Sulle strade pianeggianiti e scorrevoli il costo energetico è uguale.
Nel traffico od in discesa l'elettrica è in vantaggio.
Non ti parlo ovviamente di tasse e manutenzione.
Poi io nel tragitto casa lavoro ho 3 distributori di metano e nessuna colonnina ma in giro per il mondo è il contrario.
@Mauro (commento n°81)

Grazie per la delucidazione. Concordo che virando sul fotovoltaico si affiancherebbe la "rivoluzione dell'auto elettrica" alla questione, altrettanto necessaria, del cambio energetico.


NK,

Invece per il problema "traffico"? Farai esperimenti futuri (al cardiopalma)?

Non credo. Come dicevo, il mio scopo con quest'auto è usarla solo caricando a casa, con occasionali cariche in giro.
Utilissima e interessantissima questa tua serie sulle "avventure elettriche".

Grazie Paolo!

Sarebbe interessante leggere anche delle esperienze piu' divertenti che hai avuto. Sto pensando ad un tuo commento in cui menzioni un viaggio breve e quindi "senza pensieri", in cui ti sei concesso di giocare un po' con le prestazioni del motore elettrico.
Sarà un po' scontato, ma mi viene da pensare ad Opportunity:
Sia perché questa è un occasione per capire se queste auto cambieranno veramente il futuro dei trasporti, sia per fare un omaggio al rover marziano ad energia solare, che, superando molte avversità, scorrazza sul pianeta rosso da più di 14 anni.
Spero che anche voi possiate superare tutti i problemi che vi capiteranno con questo velivolo ;)
MR,

Sarebbe interessante leggere anche delle esperienze piu' divertenti che hai avuto. Sto pensando ad un tuo commento in cui menzioni un viaggio breve e quindi "senza pensieri", in cui ti sei concesso di giocare un po' con le prestazioni del motore elettrico.

Grazie! Ne ho fatta una proprio stasera (un giro per andare a teatro, in quattro, con il riscaldamento ben acceso e le "sgommate" ai semafori).

Prossimamente le racconterò e mostrerò in un video.
Nice! Can't wait :)
@Paolo
"Grazie! Ne ho fatta una proprio stasera (un giro per andare a teatro, in quattro, con il riscaldamento ben acceso e le "sgommate" ai semafori"

Non ha l'ASR? In un'auto dove la coppia, anche se bassa, é al 100% sempre sarebbe il minimo...
(continuo di qua. Mi scuso per l'errore, ma evidentemente ho inviato il commento al post errato).

"Se provi a immaginare una persona che guida un'auto a benzina tenendo sempre nel serbatoio solo i litri della riserva (che è come si vive su una mini-elettrica), capisci quanto diventa importante l'indicatore di autonomia."

Cioè è più visibile perché chi guida ci fa caso. E' costretto a farci caso. Cioè ha l'ansia da autonomia.
Magari avrò male interpretato il passaggio, ma agganciato col prosieguo "il risparmio di energia è talmente vistoso" sembrava fossi contento che l'autonomia aumentasse con la rigenerazione in discesa.
Non me lo spiegavo altrimenti. :-)


"Ma è l'auto che ho, e quindi i confronti li faccio rispetto a quella."

Paolo sai cosa volevo dire. ;-)
Non inficia il ragionamento in generale ma è un confronto molto impreciso quello con la Mokka.
Lo sai anche tu.
Sono auto diverse, progettate in modo diverso ed è ovvio che abbiano dei risultati diversi.
I consumi reali delle citycar sono disponibili su internet.
E' come se Mazzucco ti rispondesse "sono le foto che ho e i confronti le faccio su quelle".
Sai fin troppo bene che la credibilità dipende dal metodo.
Perché se concludi "ho speso meno della metà", sappiamo benissimo chi legge come conclude. E non è una conclusione corretta fino in fondo.

Ti faccio un esempio.
Per lavoro mi sposto moltissimo e cambio spesso auto.
Sulla stessa distanza di circa 270 km (autostrada, statale e urbano tutti a livello del mare) ho rilevato:
Audi q7 (3.0 turbodiesel, 4wd meccanica perm., automat.): € 50
Fiat Panda (1.2 benzina, trazione anteriore, manuale) : € 22-25
Nissan Juke (1.6 turbo benzina, 4wd disins., automatica): € 60-65
(sono circa un annetto di rilevazioni; sul serie 7 non ho ancora una stima attendibile)
Se mi limitassi ai primi due e concludessi "con un motore benzina ho speso meno della metà di quanto avrei speso con un diesel" e qualcuno mi facesse notare, balanogratitudinamente, che la prima è un mostruoso cassone a sette posti col cx di un grattacielo e una trazione integrale meccanica permanente, pensi sarei sensato nel concludere "io quelle ho, e quelle uso"?
Naturalmente la distanza fra la ion e la mokka è decisamente inferiore a quella fra una panda e un q7.
E allora prendiamo la prima e la terza: con la panda (equivalente alla Ion) ho speso fra la metà e un terzo rispetto al juke (rivale diretta della mokka).
E allora diventa fin troppo chiaro, banale, che il dato del consumo su modelli diversi può essere enormemente alterato dalle caratteristiche del mezzo: alimentazione, motorizzazione, trazione, peso, cambio, cruise control, traffico etc.*
Nessuno dice che il risparmio non ci sia (con l'elettrico si risparmia quasi per certo), ma dovendo esporre il risultato al di fuori della mia economia domestica io avrei scelto una conclusione diversa e magari avrei aggiunto per precisione i dati di consumo reali di un'omologa a benzina (e magari diesel) con il prezzo alla pompa.
Non è affatto una critica al risultato, ci mancherebbe, ma all'accostamento. Che mi ha fatto sobbalzare sulla sedia. :-)
Non siamo su quattroruote ed è un blog di campagna, lo so.
Ma so che sui temi a te cari sei molto più preciso di così.

*come nota personale e non scientifica, l'esperienza mi ha finora suggerito che su una macchina più grande e più comoda si tende ad andare più veloci. E quindi spannometricamente a consumare di più su quasi tutti i motori in commercio. Il che altera anche di molto la spesa sulla grande distanza.
ST (commento 73):

Non vedi colonnine a Monza? Possibile? Io ne trovo circa una decina.
Fammi capire, con cosa le hai cercate?



@Paolo

Non per farti i conti in tasca, ma sono curioso riguardo i consumi della iOn.
Se con 16 kWh ti stima 80 km di autonomia, significa che percorri 5 km/kWh.
Sei già arrivato ad una autonomia stimata di 96, ovvero 6 km/kWh.
Da una parte la iOn è piccina, quindi in città dovrebbe avere consumi più bassi. L'aerodinamica invece ti penalizza in autostrada.
Insomma il succo del discorso è: prima o poi farai anche una prova (senza arrivare all'estremo hypermiling) per vedere quanti km riesci a spremere da un kWh?
Dario,

Insomma il succo del discorso è: prima o poi farai anche una prova (senza arrivare all'estremo hypermiling) per vedere quanti km riesci a spremere da un kWh?

Senz'altro, è già nelle mie intenzioni. Ma devo trovare il tempo di farla, e questo è un periodo nel quale il tempo non mi abbonda.
Unknown,

Non ha l'ASR?

Sì, ed è per quello che ho scritto "sgommate" fra virgolette.
Kaguya,

Magari avrò male interpretato il passaggio, ma agganciato col prosieguo "il risparmio di energia è talmente vistoso" sembrava fossi contento che l'autonomia aumentasse con la rigenerazione in discesa.
Non me lo spiegavo altrimenti. :-)


Sicuramente aumentava l'autonomia _prevista_. Ma direi che è aumentata anche quella reale, visto che al ritorno non abbiamo dovuto far tappa per ricaricare.


è un confronto molto impreciso quello con la Mokka.
Lo sai anche tu.


Certamente. Infatti non sto confrontando le due auto come se fossero di pari categoria. Sto solo dicendo che se io avessi fatto il viaggio con l'altra mia auto, avrei speso di più.

Perché se concludi "ho speso meno della metà", sappiamo benissimo chi legge come conclude. E non è una conclusione corretta fino in fondo.

Chi legge concluda dopo aver letto meglio, allora :-) Sottolineo: il confronto è fra le mie due alternative di scelta d'auto. Non sto paragonando Mokka e iOn. Sto facendo un conto sul mio budget di spesa personale.

Nessuno dice che il risparmio non ci sia (con l'elettrico si risparmia quasi per certo), ma dovendo esporre il risultato al di fuori della mia economia domestica io avrei scelto una conclusione diversa e magari avrei aggiunto per precisione i dati di consumo reali di un'omologa a benzina (e magari diesel) con il prezzo alla pompa.

L'ottimo è nemico del buono :-)


Ma so che sui temi a te cari sei molto più preciso di così.

Certo (e grazie dell'apprezzamento). Faccio quello che posso nel poco tempo che ho. Questi raccontini non hanno pretese statistiche o scientifiche e non presumono neanche un'applicabilità generale.
@Paolo

Capire i limiti e rispettarli è un modo più delicato per dire che quando parti devi farti i calcoli per sapere se riuscirai a tornare...
iOnon
Io non inquino (quanto le auto a benzina)
Io non faccio rumore
Io non pago agli sceicchi e allo stato 1.55€ per un litro di benzina
Io non devo uscire di casa per far rifornimento
Io non posso fare viaggi lunghi :)
Riporto un importante aggiornamento: alcune indiscrezioni suggeriscono che al momento dell’incidente uno dei sistemi di rilevamento dell’auto, il lidar (telerilevamento laser), fosse spento. Una scelta tecnica che potrebbe essere stata dettata dalla volontà di sperimentare un autopilota più economico da costruire e da vendere. L’ipotesi deve ancora essere confermata ma, se vera, farebbe aumentare le responsabilità a carico di Uber.
Scusate, ho postato nella discussione sbagliata...
"Certo (e grazie dell'apprezzamento). Faccio quello che posso nel poco tempo che ho. Questi raccontini non hanno pretese statistiche o scientifiche e non presumono neanche un'applicabilità generale."

Non si tratta di scientificità, stiamo chiacchierando.
E' che da Paolo in genere mi aspetto un rigore fuori della norma.
Conosci troppo bene certi meccanismi perché io stia qui a sottolinearli ;-)

A margine, se può interessare, ci sono alcuni abbozzi di consumi reali con i quali è molto facile fare raffronti conoscendo il costo dell'energia elettrica e del carburante alla pompa.
http://www.omniauto.it/magazine/24980/le-auto-che-consumano-meno-la-classifica-del-roma-forli
(anche lì il commentarium si è accapigliato fino alla morte, ma in genere sono discretamente affidabili).

Per misurazioni più attendibili, ma solo sulle auto a fossili http://equaindex.com/equa-fuel-economy-index/

Avessimo avuto noi, all'epoca, tante informazioni a portata di click e di qualche secondo di tempo, le discussioni al bar sarebbero morte sul nascere.
Kaguya,

ho colto il tuo suggerimento e ho aggiunto un paragrafo di confronto con l'auto endotermica più parca che ho trovato su Equaindex. Grazie della fonte.
Scusate,

qualcuno conosce un sito che aiuti a trovare i tempi di percorrenza con un'elettrica includendo le soste per la ricarica e il percorso ottimale per minimizzare i tempi?

Cercato ma non ho trovato nulla che sia un minimo affidabile e comprensibile.
Come mai, a parte la Prius, i primi 50 modelli sono tutti di anni passati? Non è strano che in cima ci sia un modello del 2006?
Grazie Paolo.
Non per la citazione - che anzi mi imbarazza non poco - quanto per essere anche in questo campo uno dei pochi baluardi della precisione.
Ti seguo da sempre proprio per questa ragione.

In effetti con un franco e mezzo ogni 140 km, ammortizzare il costo di un'elettrica diventa molto più difficile. A spanne si va astronomicamente oltre la vita media del veicolo (qualcuno mi corregga nel caso, sono andato senza calcolatrice).
Onestamente pensavo fosse più risparmiosa.

Sulla rete: no, non credo ci siano siti affidabili. Però come buona notizia *pare* che i generalisti ci si stiano buttando in massa, avendo intuito - come Paolo - che la chiave è la distribuzione.

http://www.ilsole24ore.com/art/motori/2018-03-29/tesla-inizia-declino-troppi-guai-elon-musk-102252.shtml?uuid=AElZLtPE&refresh_ce=1
Paolo: "Un franco e mezzo in più rispetto alla iOn."

A onor del vero anch'io, come Kaguya, sono rimasto sorpreso. Considerato poi che è possibile che i prezzi dell'energia elettrica per autotrazione aumentino una volta che la conversione all'elettrico sarà avviata e i mezzi a combustibili fossili cominceranno ad andare fuori mercato. In quel momento gli investimenti saranno sostanziosi nell'energia, e una volta aumentati i prezzi, come si sa, difficile che calino (anche se quello che probabilmente calerà è il prezzo dei veicoli).

Un futuro elettrico lo continuo a sperare, ma soprattutto per motivi ambientali, sorpattutto nelle città (inquinamento chimico ed acustico). E - lasciatemelo dire - per togliere un po' di soldi facili ad alcuni dei paesi produttori.
1.3 euro ogni 145 km significa 1300 euro risparmiati ogni 145 mila km. Difficile da ammortizzare, anche raddoppiando il risparmio. Tra l'altro questa è una vettura piccola. Se la tua stima è corretta, Immagino che avere una Tesla in California - dove la benzina costa poco - non sia un grande investimento, anche rispetto ad auto piuttosto potente.
Kaguya, pgc,

Il franco e mezzo è poco perché ho fatto cariche alle colonnine, che sono ben più care della carica domestica. Questo falsa un po' i conti. Ho aggiunto una nota per chiarire che se avessi usato solo energia domestica avrei speso 4,23 CHF, ossia quattro franchi e spiccioli in meno della Opel Corsa diesel. Questo riduce molto i tempi di ammortamento. Farò dei conticini più dettagliati prossimamente. Anche perché sta emergendo che la iOn, nonostante sette anni di vita, ha un'autonomia più elevata rispetto alle mie stime prudenziali.
Anche io come Kaguya comincio ad avere il sospetto che Tesla sia attualmente in declino. Anche a guardarle le Tesla S cominciano a non avere più quello "splendore"
rivoluzionario che avevano qualche anno fa: la clientela si stanca presto, e il non avere allestimenti o modelli diversi (batterie a parte), né reali aggiornamenti da diversi anni cominciano a penalizzare le S e la X. La 3 non è un passo in più, ma un passo in meno. E si vede.

Può essere che questo declino si interrompa, o che Tesla cambi completamente strategia, ma se dovessi scommettere non vedo un futuro rosa per Tesla. Anche Musk mi sembra più interessato da SpaceX che dalle auto elettriche. Mel primo caso ormai è ancora un leader di mercato, nel secondo la concorrenza comincia a farsi sentire.

Non mi stupirei se in capo a qualche anno, non appena la 3 è a regime, vende Tesla a BMW, Tata o altro, così che potrebbero coprire il mercato USA senza rischi di ulteriori dazi. Just a feeling...
Preciso. Il link all'articolo era per la parte finale.
Su Tesla non ho un'opinione, vado per modelli più che per case
Anche se il degrado di Moody's sul debito con outlook negativo è una brutta, brutta cosa. Potrebbe non sopravvivere e finire schiacciata dal peso dei suoi stessi investimenti. Chi lo sa.
Certo bisogna tener scissa la parte tecnica da quella finanziaria. Come dicevo qualche tempo fa, la storia dell'automotive è ricolma di case con idee geniali e portafogli vuoto: Bugatti e DeLorean, tanto per buttar lì i casi più conosciuti (cui ahinoi ora si sta aggiungendo Lotus).
Non essendo favorevole né contrario all'auto elettrica, come ha detto Marchionne sfottendo Musk, per ora sto alla finestra e aspetto che finisca il beta test.

Sui consumi.
Io a spanne direi che con un'elettrica si risparmia fra un terzo e la metà. Ma è una sensazione più che un calcolo.
A questo proposito mi piace sempre ricordare la battuta di un (allora giovane) ingegnere che lavorava alla Brembo: "Quando compri un'auto a benzina ti danno in omaggio un sacco di taniche di carburante. Se riesci a fartele bastare, a che ti serve il naftone?".
Credo valga lo stesso criterio per l'elettrico.
Anche perché più è basso il chilometraggio giornaliero, più - intuitivamente - si allunga il termine per ammortizzare il maggior costo. E con un'autonomia limitata è facile che gli spostamenti siano necessariamente brevi.
Però a differenza del diesel l'elettrico ha un enorme vantaggio: a quanto ne sappiamo ora, richiede una manutenzione molto più bassa e quindi non ci sono iniettori e turbine spaccate a far lievitare i costi.