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89 commenti

Muore Stephen Hawking. Corriere e Repubblica lo massacrano così

Ultimo aggiornamento: 2018/03/14 20:20.

È arrivata stanotte la notizia della morte di Stephen Hawking, astrofisico di fama mondiale, una delle menti più brillanti dei nostri tempi e ispiratore di innumerevoli carriere scientifiche. Aveva 76 anni. Un uomo immobilizzato per decenni dalla malattia ha esplorato l’intero universo con la potenza della propria mente.

 



Non sto qui a riepilogare tutti i suoi meriti scientifici e le onorificenze che ha ricevuto. Vorrei sottolineare un aspetto di Stephen Hawking che in momenti come questo spesso viene tralasciato: il suo senso dell’umorismo, ricco, sferzante, acuto e geniale.

Il suo libro Breve storia del tempo ha venduto decine di milioni di copie, divulgando le teorie fisiche più complesse con parole ricche di quell’umorismo. Hawking faceva scommesse di fisica mettendo in palio abbonamenti a Penthouse. Organizzava feste per viaggiatori nel tempo (annunciandole pubblicamente dopo averle fatte, in modo da consentire solo ai crononauti di partecipare):



Partecipava volentieri alle serie TV, come Star Trek o Big Bang Theory, come emblema della scienza:



Guardate questa sua intervista concessa a John Oliver:



Se volete qualcosa di più serio, godetevi la sua chiacchierata con un altro grandissimo divulgatore, Neil DeGrasse Tyson. Se non sapete l’inglese, imparatelo: vi regalerete le chiavi per entrare nelle menti più ricche ed emozionanti del pianeta.



La sua opera letteraria è costellata di citazioni citabili (ma occhio a quelle apocrife). La sua immaginazione, la sua determinazione e il suo humour britannico mancheranno infinitamente a chiunque abbia amore per la scienza.

Possiamo solo tentare di onorare la sua vita cercando di fare qualcosa, ciascuno a modo proprio, per rendere meno stupida l’umanità. Per alcuni, questo richiede solo lo sforzo di stare zitti.

---

Due dei principali giornali italiani hanno massacrato così la notizia della morte di Hawking: il Corriere della Sera non è stato nemmeno capace di scrivere giusto il suo nome. Sono sette lettere, per l’amor del cielo. S-T-E-P-H-E-N.



Dopo la mia segnalazione, il Corriere ha corretto senza una parola di scuse ai lettori (“Grazie mille per la segnalazione. Abbiamo corretto”).

Ma Repubblica è riuscita a fare anche di peggio, come mi segnalano Silvio M* e molti altri: il suo articolo sulla morte di Hawking (link intenzionalmente rotto; copia archiviata su Archive.is) ha interi paragrafi identici alla voce di Wikipedia, errori compresi (“cosmologi_c_a quantistica”).

Questa è Wikipedia:




E questa è Repubblica:


Il testo di Wikipedia è antecedente a quello di Repubblica:



Repubblica ha poi riscritto l’articolo da cima a fondo mantenendo lo stesso link, per cui ha fatto sparire ogni traccia del proprio sconcio. Non una parola di scuse per aver rifilato ai propri lettori un copiaincolla da Wikipedia. Ma Internet non perdona e non dimentica).


Non è finita: martinobri mi segnala questa didascalia della gallery di Repubblica dedicata a Hawking, nella quale la moglie dello scienziato viene chiamata da Repubblica “Bride Elaine Mason” (link intenzionalmente alterato; copia su Archive.is).


Ma Bride in inglese vuol dire “sposa”. Un errore del genere rivela che la didascalia è copiata da un testo inglese e che la capra di redazione che l’ha copiata non sa un’acca d’inglese. Lasciamo stare l’ortografia italiana (“al seconda moglie”) e la punteggiatura incoerente.

Ho segnalato questi disastri al direttore, Mario Calabresi. Ho ricevuto solo silenzio. Chi tace acconsente?






Eppure qualcuno insiste ancora a chiamarlo giornalismo.

Me la prendo per troppo poco? Forse. Ma come possiamo educare i nostri figli al rispetto, all’onestà, a non copiare il lavoro degli altri, se vedono esempi di queste furbizie patetiche tutti i giorni nel mondo degli adulti?


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Commenti
Commenti (89)
:-/
Oramai sempre meno persone prendono seriamente il proprio mestiere.
Mi vergogno! E' tutto da ripensare ma non c'è proprio voglia di rimettersi in gioco. Si lavora nelle redazioni digitali esattamente come 30 anni fa si lavorava nelle redazioni cartacee: copiando i comunicati senza un minimo di senso critico. Qui non c'è algoritmo che tenga, sono le teste a dover cambiare.
Per me il fatto che Repubblica faccia l'articolo copiando da Wikipedia è una cosa GRAVISSIMA! È mancanza di professionalità, è prendere in giro i lettori. Credo sia addirittura peggio di scrivere boiate tipo Manlio Sgalambro che ha composto Fra Martino campanaro (cosa sempre presa da Wikipedia, ma in quel caso l'errore è stata la mancata verifica delle fonti)...
E forse era anche un whovian. Nel film "la teoria del tutto" gli hanno fatto simpaticamente simulare un dalek
Ipotesi: non avevano un "coccodrillo" pronto, hanno acchiappare il primo articolista libero, oppure lo hanno estratto a sorte e questo, sapendo poco, ha pensato genialmente di fare copia/incolla pensando: A) chi vuoi che lo legga? B) chi vuoi che se ne accorga? C) ho prenotato la lezione di tennis per le 9, vuoi vedere che mi fanno fare tardi con sta rottura di coglioni?
dovremo rinunciare alla teoria del tutto ancora per chissà quanto
aveva la capacità di far comprendere cose complicatissime a chiunque
una grande perdita per tutti noi
spero solo non venga arruolato suo malgrado tra i credenti
"Anche chi crede nella predestinazione guarda bene, prima di attraversare la strada"
Mi mancherai, Stephen.
"Me la prendo per troppo poco? Forse. Ma come possiamo educare i nostri figli al rispetto, all’onestà, a non copiare il lavoro degli altri, se vedono esempi di queste furbizie patetiche tutti i giorni nel mondo degli adulti?"

Sottoscrivo ogni lettera. Purtroppo, come si è visto da alcuni commenti nel post "dell'insalata" di qualche giorno fa, un concetto simile qualcuno (temo troppi) non sono neanche in grado di concepirlo. E cercano anche di convincerti che hanno ragione loro...
Hanno rimosso i collegamenti ipertestuali dal testo di Wikipedia. È già qualcosa, dai.
Diciamo che per avere un coccodrillo pronto, devi avere un addetto ai coccodrilli che li allevi e li tenga aggiornati.

E i coccodrllai costano.

Mentre la wiki è gratis, no?

(Credo ci fu uno svelto wikipedista che riempì di supercazzola la pagina su X appena saputo che X era morto.
Ritrovò le supercazzola sulle più importanti testate)
i quotidiani di una volta preparavano in anticipo un obituario delle personalità più importanti.

Comunque è stato un grande. Ha "sdoganato", come si usa dire, il concetto di disabile come fallito, isolato, perdente. Ha dimostrato in modo inequivocabile che cosa si può fare con la volontà, senza dover chiedere l'elemosina a qualche divinità. Ancora mi chiedo come ha fatto a produrre così tanto!

Scientificamente forse non era al livello di un Newton o di un Einstein (o di un Majorana) ma certamente ha fatto tanto, tanto, tanto. RIP, nel senso di Rispettiamone Il Pensiero...
E comunque sorriderebbe, penso, sapendo che oggi è il Pi-day.
Non vorrei sbagliarmi, ma ho il sospetto che quel "Bride" della didascalia fosse in origine piu` un ruolo che un nome proprio..

http://www.repubblica.it/scienze/2018/03/14/foto/addio_a_stephen_hawking_la_star_dell_astrofisica-191234432/1/?ref=tblf#14
Il coccodrillo e' morto. Qualcuno ha pronto il coccodrillo per il coccodrillo? Non c'e' nessuno che lo sa.
La cosa più triste è che la notizia è stata snobbata anche da molte università. Tra Torino, Milano, Padova, Pisa, fino ad una paio di ore fa, solo nel sito di quella di Padova c'era un articolo e nemmeno molto in evidenza...
Lessi un paio d'anni fa Dal big bang ai buchi neri. Metà libro non lo capii, troppo grandi le mie lacune in fisica, l'altra metà mi piacque invece molto. Mi spiace che se ne sia andato.
Sempre a lamentarvi! Dite che i giornalisti prima di scrivere devono almeno guardare wikipedia e loro lo hanno fatto!
Disclaimer:sono ironico.
Wikipedia è fatta apposta per essere scopiazzata in lungo e in largo. Perché lamentarsi se poi qualcuno lo fa??
Valerio Di Stefano,

Hai ragione. Che ne dici? Facciamo un referendum per dirottare i fondi destinati all'editoria verso Wikipedia? Quei fondi che paghiamo con le nostre tasche e che invece di far fare i giornalisti ai giornalisti, questi si dimostrano solo buoni a fare copia-incolla.

Così i giornali chiudono e leggiamo solo quella. Ti va?

profonda tristezza per la perdita di uno scienziato così grande, rip

per quanto riguarda i giornalai, beh è difficile sintetizzare a parole il disgusto che si prova verso la loro alfabetizzazione improvvisata; basta non foraggiarli......
E comunque sorriderebbe, penso, sapendo che oggi è il Pi-day.

... che la prode Uicchi"dona2euro"pedia versione italica ha in tempo da primato provveduto a menzionare, come se le due circostanze fossero legate.

Mamma mia, una gara al peggio fra copiator e copiato...
Date una lettura a Spinoza http://www.spinoza.it/2018/03/14/la-teoria-del-lutto/
Chissà se gli sarebbero piaciute. :-)
Dubito che queste siano state copiate.
@Valerio
> Wikipedia è fatta apposta per essere scopiazzata in lungo e in largo. Perché lamentarsi se poi qualcuno lo fa??

Wikipedia ha una licenza ben precisa: CC BY-SA. Che significa "copia pure, ma cita da dove e condividi allo stesso modo".
Quindi:
1. repubblica è in aperta violazione della licenza d'uso visto che wikipedia non è citata come sorgente.
2. se un altro giornale copiasse quella pagina, magari sarebbero pure capaci di fargli causa, quando quella pagina è già di proprietà della comunità
Quando vedo certe cose, la mia gia' scarsissima fiducia in quelli che si autodefiniscono "giornalisti" crolla di brutto...
Gentile Signor "Stupidocane",
nelle mansioni per cui sono pagato per svolgere la mia professione c'è anche quella di stangare chi copia da Wikipedia. Quanto ai fondi pubblici, mi indignerei moltissimo se una parte delle tasse che pago andasse a questa che non è un'enciclopedia, ma una community di individui saccentelli e presuntuosetti che si firmano con pseudonimi, senza lasciarsi individuare (se non dall'indirizzo IP) in caso di inesattezze o, peggio ancora, di diffamazioni. Quindi, non si preoccupi, può tranquillamente continuare a leggere notizie di regime con la stessa tranquillità di prima.
Mi creda Suo

Valerio Di Stefano (ma Lei firmarsi con nome e cognome no, eh??)
Valerio Di Stefano,

Quindi, non si preoccupi, può tranquillamente continuare a leggere notizie di regime con la stessa tranquillità di prima.

"Notizie di regime"? Su Wikipedia? Non ti sembra di essere un po' "saccentello e presuntuosetto"?


Pseudonimi: chi mi dice che "Valerio Di Stefano" sia il tuo vero nome?
Valerio Di Stefano,

dimenticavo: datti una calmata. Se vuoi attaccare briga con un altro commentatore, fallo in privato. Meglio ancora, non farlo del tutto. Grazie.
Ho trovato di pessimo gusto l'intervista a Piergiorgio Odifreddi.
https://www.huffingtonpost.it/2018/03/14/stephen-hawking-lascia-una-grande-eredita-umana-ma-non-scomodiamo-einstein-intervista-a-piergiorgio-odifreddi_a_23385274/
A parte il fuori tempo (se vuoi fare una critica non la fai il giorno stesso in cui avviene il decesso) leggo forse un'ombra di invidia (famoso per l'andicap).
Non Playboy, Penthouse! :-D
Paolo Attivissimo:

> "Notizie di regime"? Su Wikipedia? Non ti sembra di essere un po' > "saccentello e presuntuosetto"?

Certamente, e non ne ho mai fatto mistero. Ma ho una grossa attenuante dalla mia parte: non sono wikipediano.E ammetterai che è una caratteristica che fa la differenza.

> chi mi dice che "Valerio Di Stefano" sia il tuo vero nome?

http://www.valeriodistefano.com/wp-content/uploads/2018/03/documentovalerio.pdf
(viviamo ancora in uno stato di diritto, I suppose)
Silvia Kuna Ballero,

hai ragione. Ho corretto, grazie!
@Valerio Di Stefano:

Ma che polemica sterile e insulsa! Inutile poi nel contesto... Mah
Francesco,
francamente condivido l'opinione di Odifreddi. E non ci vedo nulla di male a dirlo. Lo stesso Hawking la condividerebbe. Troppo intelligente per non saperlo :)
Valerio di Stefano

Wikipedia è fatta apposta per essere scopiazzata in lungo e in largo. Perché lamentarsi se poi qualcuno lo fa??

C'è un problema quando chi scopiazza da Wikipedia fa passare la scopiazzata per sua, cercando di darle più autorità di quello che ha, e c'è un problema se in questo modo tenta di giustificare uno stipendio o un costo per il lettore. O tutti e due.
Valerio Di Stefano,

Vabbè, non hai colto, hai travisato ed hai reagito sparando col cannone. Sbagliando mira.

Irregimentiagite.



Mah, a me il primo post di Di Stefano era sembrato volutamente ironico.
Concordo con Oddifreddi : Richard Feynman e Stenphen Hawking due geniali divulgatori del pensiero scientifico di cui sto sentendo la mancanza !
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Di Stefano ironico? No, visto la reazione.

Quanto a Odiftreddi non mi è mai piaciuto il suo atteggiamento (come quello di molti "atei e razionalisti") che fa del proproo pensiero l'unico degno di considerazione e sminuisce gli altri con fervore che definirei "religioso".
#39: "Wow. Odifreddi, gran venditore di fuffa e scarso ricercatore, che descrive se stesso e la sua opera parlando di Hawking. Wow."

E pensare che su "LeScienze" è così osannato...
Mi dispiace non poter rispondere come vorrei e saprei a chi, pure, mi ha pubblicamente citato, offrendomi le sue osservazioni, ma come sapete sono già stato avvertito dal padron di casa che devo darmi "una calmata" e non "attaccar briga". Cioè, in $oldoni, non esprimere dissensi e smetterla di dare del Lei a chi si rivolge a me. Ringrazio pubblicamente i 100 lettori di questo blog per essersi presi la briga di andare a vedere la mia carta d'identità, che, fondamentalmente, non gliene frega mai niente a nessuno, ed essersi accertati che io sono io. Gli pseudonimi li lascio a chi non è in grado di confrontarsi da pari a pari. So che, se questo intervento verrà approvato (come mi auguro), riceverò altre risposte a cui, a mia volta, non risponderò. Si muore un po' per poter vivere.
E a proposito di morte, quella di Hawking è stata biecamente sfruttata dal popolo dei social network e da chi pagherebbe un prezzo altissimo pur di poter dire che sì, lui Hawking lo conosceva, che lo apprezzava, che era suo amico, qualcuno lo ha chiamato addirittura "Stephen", confidenzialmente, e senza averci preso neanche un caffè insieme. Inflazionatissima la battuta sul "guardare le stelle" e "guardarsi i piedi", probabilmente il primo risultato di Wikiquote. O di Google, vai a sapere... ¡Qué depre!
lucawaldner ha scritto:
"Ma che polemica sterile e insulsa! Inutile poi nel contesto... Mah"

lucawaldner, quoto quanto hai scritto, sono d'accordo con te, ma aggiungo che un po' tutto il contesto lo trovo sterile, inutile, e che inevitabilmente offende il ricordo di Stephen Hawking.

Blaterare sugli errori degli altri non risolve il problema. Corriere e Repubblica sono quotidiani inaffidabili e inattendibili? Basta smettere di leggerli e di navigare sui loro siti online, non mi sembra una cosa molto complicata, è un potere che abbiamo tutti.
"Eppure qualcuno insiste ancora a chiamarlo giornalismo"

Avevo visto da qualche parte un diagramma di Venn con una plausibile spiegazione:

A) Giornalismo TEMPESTIVO + correttezza/completezza dell'informazione = alto costo
B) Giornalismo LENTO + correttezza/completezza dell'informazione = basso costo
C) Giornalismo TEMPESTIVO + basso costo = cazzate e copia-incolla

Per Hawking hanno evidentemente dedicato l'intersezione C, dove per "basso costo" si intendono, in questo caso, scarse risorse intellettuali e scarsa passione.
"Capra di redazione"?
Caro Paolo, solitamente e anche in questo caso concordo con te, per quanto riguarda la grandissima parte dei contenuti di fondo; troppo spesso però mi ritrovo a storcere il naso per i toni esagitati che utilizzi.
In questo caso non hai alcuna informazione sulle circostanze nelle quali ha sbagliato la persona che (indubbiamente) ha sbagliato: non sai se le abbiano assegnato un compito per il quale avrebbe dovuto essere preparata, non sai se abbia avuto scelta, non sai se e quanto sia pagata, non sai nulla, tuttavia non esiti a insultarla. Un insulto non è un argomento: è violenza che inquina la discussione. Questo non si fa, soprattutto se vogliamo "educare i nostri figli al rispetto".

Sono stufo, visto che la vita dura un tempo finito ho quindi deciso di trascurare d'ora in avanti tutti i tuoi testi sul "giornalismo spazzatura". Non te lo dico perché io mi immagini che tu possa rammaricartene - non mi interessa e anche la tua vita dura un tempo finito, comunque - ma nella speranza che la cosa ti faccia riflettere.
Forse non sono l'unico a essere stufo e forse i toni violenti riducono gli spazi di discussione, anche qui, il che è davvero un peccato.

PS: sono della scuola di pensiero che la violenza sia giustificata solo se è quella strettamente necessaria a porre fine alla violenza quindi no, ritengo che qualunque giustificazione del genere "però anch'io non ne posso più, sto solo dicendo/facendo quello che si merita[no]" sia NON valida.
danjar,

non hai alcuna informazione sulle circostanze nelle quali ha sbagliato la persona che (indubbiamente) ha sbagliato: non sai se le abbiano assegnato un compito per il quale avrebbe dovuto essere preparata, non sai se abbia avuto scelta, non sai se e quanto sia pagata, non sai nulla, tuttavia non esiti a insultarla

Sinceramente non riesco a concepire nessuno scenario nel quale chi ha scritto/copiaincollato quell'articolo di Repubblica possa essere ragionevolmente giustificato. Tieni presente che non stiamo parlando dei volontari del Circolo Scout di Vattelapesca, ma di una redazione di un quotidiano nazionale.

Preparata: quanta preparazione serve per sapere che non si copia?

Scelta: l'hanno minacciata di morte?

Pagata: fosse anche lavoro sottopagato o gratuito, questo giustifica copiare?

Insulto: se ora non posso più dare della capra di redazione a chi si meriterebbe ben di più per il tradimento della deontologia, siamo messi male. "Capra", in questo caso, non è un insulto, è una constatazione :-)

Insomma, l'informazione è uno dei collanti vitali di un paese: è un servizio essenziale. Fornirlo in questo modo è l'equivalente giornalistico di un infermiere che lascia le garze nell'addome del paziente e poi si giustifica dicendo che lo pagano poco e aveva fretta.
InMezzoAlCielo,

Blaterare sugli errori degli altri non risolve il problema. Corriere e Repubblica sono quotidiani inaffidabili e inattendibili? Basta smettere di leggerli

Il problema è che moltissimi non si sono ancora resi conto di questa inaffidabilità e li prendono per oro colato. Lo so: vado a fare conferenze sul giornalismo e anche alcuni addetti ai lavori sbiancano di fronte a questi esempi (che a loro sono sfuggiti perché indaffarati altrove). Il grande pubblico non ha idea dei processi redazionali.

Dire "basta smettere di leggerli" è come dire "Il fumo? Mica c'è bisogno di fare campagne di sensibilizzazione. Basta smettere di fumare".
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Io lavoro in una agenzia pubblicitaria, che per le tempistiche é paragonabile a un giornale. Se copio una impaginazione "che ho trovato online" per fare prima MI LICENZIANO IN TRONCO.

Perché sono tutti pronti a giustificare i giornali quando lo fanno?
Corriere e Repubblica sono quotidiani inaffidabili e inattendibili? Basta smettere di leggerli e di navigare sui loro siti online, non mi sembra una cosa molto complicata, è un potere che abbiamo tutti.

Che abbiamo tutti "noi". Noi che abbiamo potuto studiare, per esempio, e quindi abbiamo gli strumenti per vagliare le informazioni. Altri ci credono.

Dissento anch'io su Danjar. Chissà perchè quando sbaglia un chirurgo (idraulico/giudice/muratore/qualsiasialtraprofessione) concordiamo tutti che bisogna intervenire, punire e riparare il malfatto, quando sbaglia un giornalista sono invece pronte mille scuse.
Odifreddi in generale non mi è particolarmente simpatico ma in questo caso non trovo niente di scandaloso o inappropriato in quello che ha detto.
Forse ha insistito un po' troppo sulla disabilità di Hawking ma mi sembra che lo abbia fatto più che altro per omaggiarlo, sottolineando come questa purtroppo gli abbia dato di fronte al grande pubblico più fama di quanto non abbiano fatto i suoi meriti scientifici, come invece sarebbe stato giusto.
Che Hawking non sia paragonabile ad altri grandissimi è comunque opinione diffusa (e magari anche sbagliata, ma certamente legittima) e non mi pare che Odifreddi voglia sminuire i suoi meriti.
Valerio Di Stefano,

Cioè, in $oldoni, non esprimere dissensi e smetterla di dare del Lei a chi si rivolge a me.

No. Non ho mai detto una cosa simile. Ti ho chiesto di evitare i battibecchi. Sei libero di esprimere il tuo dissenso civilmente e senza lanciarti in attacchi personali e polemiche sterili.
Paolo e martinobri,

direi che anche insultare un infermiere o un chirurgo (o idraulico, giudice, muratore, qualsiasi altra professione) che ha sbagliato sia violenza, particolarmente non giustificata se l'errore è avvenuto in circostanze non note.

I miei argomenti sono davvero pochi e banali e non implicano che non si debba criticare chi sbaglia, leggeteli per quello che sono: (1) nessun errore può essere considerato una colpa se non si hanno informazioni sul processo che l'ha generato e (2) insultare è cosa violenta e ben distinta dal criticare.

Per criticare si formulano argomenti, non si distribuiscono male parole e denigrazioni. Nel caso specifico, limitato alla questione della parola "bride", è facile immaginare molteplici scenari nei quali una singola persona abbia commesso un errore ragionevolmente senza colpa.
C'è chi ignora l'inglese e deve comunque portare a termine un compito.
Si può sbagliare un "copia e incolla" da un testo di riferimento (non sto parlando di plagio: alzi la mano chi già conosceva con esattezza nome e cognome della moglie di Hawking!), trascinandosi dietro per errore anche una parola non voluta (qui "Bride").
Senza essere minacciato di morte, uno può avere un capo (che ha il potere di rovinargli la vita) che pretende che faccia sempre di più con risorse sempre più scarse.
Eccetera.

Sottolineo comunque che tutto ciò NON ha a che vedere con l'opportunità di intervenire, punire i responsabili dolosi o colposi e di riparare il malfatto. Repubblica ha sbagliato, copiare non va bene e CRITICARE la redazione e i giornalisti va invece bene. Riusciamo a farlo senza scadere in insulti?
Mah... Questa nouvelle vague della tolleranza degli errori non mi piace. Mi ricorda troppo da vicino la situazione scolastica italiana, dove no si può bocciare un ragazzino che in seconda superiore non sa ancora parlare e scrivere in italiano corretto.

Se la platea di lettori è composta pricipalmente da analfabeti funzionali, è molto probabile che le redazioni abbiano buo gioco nel propinare dei semplici copi-incolla come articoli.

Se la massa è ignorante, che cuoi che sia un articolo copiato da Wikipedia? Per l'ignorante non è necessariamente uma cosa cattiva. È una deriva invece del fatto che questi poveri cristi dovranno pure vivere, no?

In un mondo logico la risposta dovrebbe essere no. Invece non bisogna incolparli perché è la società che è fatta male. Ma la Società siamo noi. Che tolleriamo e cresciamo altri analfabeti.

Mi ripeto: mah...
@danjar
Per capire bene, facciamo un esempio.
Hai lalavatrice che perde acqua. Chiami il tecnico. Arriva smonta la lavatrice. Ci armeggia sopra
Chiude e dice "ora va bene. 90 euro" fa la fattura e se ne va di corsa. Quando accendi la lavatrice questa va in corto circuito brucia motore e compobenti elettroniche e l'unica soluzione È buttarla. Come reagisci oti comporti?
È indubbio che ha lavorato male ma non sai il perché. Cosa fai?
@InMezzoAlCielo

A scanso di equivoci, ribadisco qui che il mio commento sulla sterilità della polemica era diretto a Di Stefano, non al post di Paolo che condivido in toto.
Poi davvero non capisco la tua difesa continua e a oltranza degli errori di Repubblica e del Corriere o di altri quotidiani nazionali spesso qui citati. Non è pignoleria, non è il tuo "Blaterare sugli errori degli altri", è (finalmente!) dire pubblicamente le cose come stanno.
Piaccia o no, è così.
Poi ci lamentiamo che in Italia tutto finisce a tarallucci e vino. Ecco, il tuo ragionamento, qui e in altri post, è parte del problema.
Non sono sterili polemiche, sono sacrosante incazzature volte a chi, pagato per fare il proprio lavoro (e pure un lavoro di responsabilità perché pubblico), non è in grado di scrivere correttamente manco un nome!
E non me ne frega nulla se ha tanto da fare o se ha mille problemi, non gli ho chiesto io di farlo, ma una volta che è lì, che lavori a regola d'arte. Altro che pranzare mentre si guida il metrò (a proposito, il "conducente" è stato reintegrato).
Eppure non mi sembra difficile da capire...
Sono perfettamente d'accordo col signor danjar (minuscolo, sic!).
Fermo restando che copiare (e non attribuire alla fonte il giusto riconoscimento in quel che si copia)è un male, si tratta di un male neanche lontanamente paragonabile a quello dell'infermiera sbadata che lascia la garza nell'addome del paziente. Non si dà l'ergastolo a chi ha rubato una mela.

Inoltre: se un mio alunno copia prende 2. Se copia da Wikipedia prende 1. Ma non mi permetterei mai di dargli della "capra" solo per questo. Si stigmatizzano i comportamenti, non si insultano le persone.
Io voglio ricordarlo con questo!
https://www.youtube.com/watch?v=R8s6P3Tu1QM
Siccome so per esperienza che la maggior parte dei coccodrilli sono dei patchwork da wikipedia, appena ho saputo della morte di Hawkings sono andato a leggere la sua pagina wikipedia.

Hawkings è stato anche il Re dei Nerd, viva il Re.
Anche a me certi toni di Paolo riguardo la situazione giornalistica "urtano" e non li vedo in linea con il suo modo generalmente pacato di scrivere.
Però veramente, stiamo parlando di Corriere e Repubblica, due dei giornali più importanti (o così sembrerebbe) presenti in Italia...
Sono davvero errori grossi, molto grossi.
Credo (spero!) che sarebbero giustamente sanzionati anche da un qualunque insegnante in una banale ricerca come compito a casa....
Conosco pubblicisti che scrivono su giornali locali che non si sognerebbero di scrivere simili cose, anche se arrivano a malapena a ripagarsi le spese con quello che guadagnano.
Non voglio buttarla in politica (ci mancherebbe!) ma come quando si legge di programmi politici scopiazzati anche in questi casi qualche dubbio sul futuro lo si ha...




C'è anche il titolo capolavoro del fatto con la frase "sognava di superare Einstein", in cui il titolista ha scambiato la scienza per una gara automobilistica.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/14/stephen-hawking-sognava-di-superare-einstein-e-scommetteva-enciclopedie-di-baseball-con-il-premio-nobel-thorne/4226537/
Valerio Di Stefano,

Se è vero che non si dà l'ergastolo a chi ruba una mela, vale anche l'assunto che non serve nulla dare 1 ad un giornalista che copia da Wikipedia.

Sto con Paolo. Dare della capra ad un giornalista che copia non è un'offesa. È la verbalizzazione della realtà.
@Valerio Di Stefano,
oggi si arriva a falsificare un filmato inserendo altri volti su quelli originali figuriamoci cosa si può fare con una scansione di un documento.
Ma vero o falso nome e cognome per me significano poco, nel senso che non fa differenza un soprannome o un vero nome.
Francamente non riesco a capire che differenza ci sia fra un nome/cognome e un soprannome in un luogo come questo.
Cosa ti cambia una volta che sai nomi e cognomi?
Come consiglio generale, rendere pubblici dei documenti d'identità è una pessima idea. I criminali vanno a nozze quando possono mettere mano su tali dati.
La "verbalizzazione della realtà" può sconfinare nella diffamazione, e allora non è più né critica né "realtà". In Italia è reato dare del "ladro" a uno che è stato condannato in via definitiva per furto, dare del "mafioso" al mafioso o della "prostituta" alla prostituta. Non si tratta di dare 1 a un giornalista, ma stigmatizzare una condotta. Se poi per farlo si trascende nell'apprezzamento alla persona, mi verrebbe da dire che gli argomenti sono esauriti. I miei alunni che prendono l'insufficienza vengono valutati per il valore della singola prova (non essendoci contributi originali non c'è materiale di valutazione)non per il loro valore di persone, e ci mancherebbe anche altro. Penso che ogni argomentazione che tenda a giustificare il "capra" di Attivissimo sia viziata di per sé, e quindi inutilizzabile.
Poi si lamentano che nessuno compra più i giornali e che "devono" mettere sempre più pubblicità per campare... Come disse Eegon: "la stampa è morta".
Il punto é che se lo studente copia male fa del male a lui, se dei giornalisti copiano, e pure male, fanno del male a tutti quanti,leggendo il loro articolo, crederanno che sia tutto vero e corretto.
Andando al lavoro ho sentito su Radio Due RAI una rassegna stampa la cui conduttrice, nel giustificarsi per non avere riferito gia' ieri della morte, ha ripetuto troppe volte "STIFEN" (con la "f") per non farmi pensare che non l'avesse praticamente mai sentito nominare (e che non abbia troppa dimestichezza con l'Inglese). Le consiglierei questo video: https://www.youtube.com/watch?v=7pX-7IMTPjQ
Però veramente, stiamo parlando di Corriere e Repubblica, due dei giornali più importanti (o così sembrerebbe) presenti in Italia...

il Corriere lo compero qualche volta, Repubblica mai. Comunque le edizioni online non hanno nulla a che vedere con quelle stampate: sul web vince chi arriva primo ed acchiappa più click, a scapito della qualità ovviamente. Penso che i giornalisti più scarsi li mettano a lavorare lì. Le edizioni stampate sono più curate e ogni tanto fa molto bene disintossicarsi dal web.
paolo lo ricorda sempre. A fronte di questo giornalismo c'è chi, nelle stesse testate fa giornalismo di inchiesta, magari rischia la pelle (abbiamo diversi esempi recenti), fa ottimo giornalismo di razza.
il problema è che l'ottimo giornalismo, se accoppiato con sta roba, viene diluito e sparisce.
Io non ci sto con la condanna in toto dei giornali proprio perché poi se il giornalista serie che fa una inchiesta e colpisce il politico che magari ti sta simpatico, questo finisce per non essere preso in considerazione.
Uno colpisce proprio queste schifezze in quanto sono intrecciate in modo indistinguibile al buon giornalismo che risiede nelle medesime testate.
Possiamo discutere sui toni e sull'ironia, ma non possiamo tirare fuori scusanti. Le fonti si citano, non è un'onta, i giornali in media su certi personaggi dovrebbero avere un coccodrillo (si chiama così vero il necrologio fatto ancora da vivi? ), uno che vuole diventare un giornalista deve conoscere l'inglese a livello di capire cosa vuol dire bride.
C'è una tristissima realtà, per mero risparmio non ci sono figure che fungono da controllori e le notizie vengono pagate troppo poco.
Mi dispiace ma:

Sì, te la prendi per troppo poco.
Sì, il tuo tono saccente e aggressivo li mette sempre, tutti, sistematicamente sulla difensiva.
No, queste cose non sono importanti, quando in prima pagina quegli stessi giornali si inventano interviste al Papa o inventano virgolettati di politici che poi ricevono risposte, repliche, ulteriori virgolettati fantasiosi e via andare, scandendo l'agenda e il dibattito politico di un paese con notizie letteralmente inventate.
Sì, il tuo scandalizzarti e parlare di massimi sistemi del giornalismo sempre e solo partendo da notiziole come queste ed evitando accuratamente le notizie sui temi più scottanti (sia perché, giustamente, tecnologia e scienza sono argomenti che ti appassionano di più, sia perché, comprensibilmente, addentrarsi in certi gineprai ti porterebbe una serie inenarrabile di shit-storm totalmente pretestuose da parte di tifoserie di ogni genere), porta il tuo discorso, proprio agli occhi di quel lettore di passaggio che vorresti far riflettere, a venire derubricato come il rantolo di uno dei tanti pedanti fastidiosi di cui internet straborda.

Queste leggerezze saranno anche sintomo dello stesso (non) metodo di lavoro, anzi lo sono sicuramente, ma sai meglio di me che questi giornali dedicano a certi argomenti il 10% del tempo di uno schiavetto non pagato, mentre ad altri il 99% del tempo di tutte le penne di peso della testata.
Morale della favola, non gliene frega niente.
Né a loro, né alla stragrande maggioranza dei loro lettori.

In Italia va così. Fa schifo ma va così.
Il Giornalismo con la G maiuscola sono gli editoriali di direttore e opinionisti in prima pagina, sono le interviste "esclusive", i retroscena politici e poco altro.
O commenti e metti alla berlina quelli, che peraltro hanno gli stessi macroscopici "tradimenti deontologici" delle notiziole scientifiche o di costume, oppure ai loro occhi, e agli occhi della maggioranza del grande pubblico, sarai solo il "vecchio pazzo" che borbotta e prende sul serio ciò che tutti sanno essere una marea di cazzate scritte per fare da riempitivo ai siti dei giornali.

Dopodiché, pretendere le scuse solenni e la cenere sul capo per un banalissimo refuso come quello del Corriere, dopo che hanno corretto e ringraziato, mi sembra più che altro ridicolo.
Probabilmente solo il NYT ha una deontologia così rigida; fior di testate anglosassoni avrebbero fatto lo stesso.

Scusa lo sfogo, se puoi prendila come una critica costruttiva.
ST,
la tua analogia non è molto buona, dato che nel tuo scenario avrei diverse informazioni per valutare il comportamento del tecnico della lavatrice, per esempio che "fa la fattura e se ne va di corsa"... ah ah! :-)
Comunque, probabilmente manderei diversi improperi al suo indirizzo.
Quando lo ricontattassi potrei certamente essere molto duro, muovergli critiche spietate e chiedergli conto del suo comportamento e del terribile fallimento della sua "riparazione", però non lo insulterei e tantomeno lo farei pubblicamente e/o a mezzo stampa.

Per fare un esempio più calzante: quando sono alla guida mi capita (cerco di evitarlo e succede sempre di meno, però ancora mi capita) di rivolgere insulti ad altri automobilisti, il comportamento dei quali mi sembra comporti gravi rischi per me o terzi.
Con ciò? Sbaglio diverse volte: prima di tutto è inutile (non possono sentirmi); poi non so perché si comportino così (uno può anche stare male mentre guida, è capitato); inoltre spreco tempo, fiato ed energie mentali per insultare in modo automatico e stereotipato, del tutto privo di fantasia; infine mi distraggo io stesso dalla guida, diventando quindi a mia volta (sia pur solo lievemente) più pericoloso.

Morale della favola: per carità, un insulto può anche scappare nella foga del momento, certamente anche a me, però non mi spingerei a dire che da questo discenda che gli insulti possano essere costruttivi o comunque accettabili, specialmente a mente fredda e in totale carenza di informazioni. Più semplicemente anch'io sbaglio! :-D
Giacomo Restelli:

"#39: "Wow. Odifreddi, gran venditore di fuffa e scarso ricercatore, che descrive se stesso e la sua opera parlando di Hawking. Wow."

E pensare che su "LeScienze" è così osannato..."

Giacomo e i tanti che criticano Odifreddi,

premesso che non osanno Odifreddi (o altri), però permettetemi un suggerimento: provate a separare i giudizi sulle persone dal vostro parere su loro singole affermazioni. Quello che ha detto Odifreddi di Hawking (o meglio, quello che è stato riportato qui) è corretto e condiviso da molti. Hawking è stato un grandissimo scienziato, ma Einstein e Newton erano un'altra cosa. D'altra parte, dal lato umano Hawking ha raggiunto livelli nettamente superiori ai due di cui prima. E allora? Cosa ha a che fare con tutto questo il vostro parere personale (legittimo, beninteso) su Odifreddi? La tendenza innata ad avere in odio qualcuno per le sue opinioni o credenze personali è perfettamente umana e comprensibile. Proviamo però tutti a fare uno sforzo e a separare quello che dice tizio dall'opinione che abbiamo di tizio. Come voi odiate Odifreddi io ho in odio molti credenti per quello che sostengono e per l'impatto che il loro credo ha sulla società e sulla storia.

Ma se un credente dice una cosa corretta non ho alcuna difficoltà a dirlo. Se poi a vostro parere Odifreddi ha sottostimato il valore scientifico di Hawkings (che è diverso da quello umano) sostenetelo pure. Ma definire Odifreddi "una mezza calzetta" per screditare il suo parere su Hawking non ha alcun senso.

nessun errore può essere considerato una colpa se non si hanno informazioni sul processo che l'ha generato

Semplicemente,non è vero. Il dottore che lascia la garza nell'addome, esempio già citatissimo, può avere tutti i motivi che vuoi, ma è una colpa. Fine.

Nel caso specifico, limitato alla questione della parola "bride", è facile immaginare molteplici scenari nei quali una singola persona abbia commesso un errore ragionevolmente senza colpa.

Scusa, danjar, ma TUTTI gli esempi che riporti di seguito sono esempi di una colpa. Colpa o di chi esegue il lavoro o di chi ha messo lì a fare un lavoro uno che non lo sa fare.


Fermo restando che copiare (e non attribuire alla fonte il giusto riconoscimento in quel che si copia)è un male, si tratta di un male neanche lontanamente paragonabile a quello dell'infermiera sbadata che lascia la garza nell'addome del paziente.

Infatti. E' peggio. Per il caso singolo no, ma moltiplica la sciatteria dell'informazione per i MILIONI di lettori, e pian piano viene fuori una mentalità superficiale che porta a cose come il terrapiattismo e l'antivaccinismo. E se il terrapiattismo è folklore, per l'antivaccinismo qualcuno è morto.


Inoltre: se un mio alunno copia prende 2. Se copia da Wikipedia prende 1. Ma non mi permetterei mai di dargli della "capra" solo per questo. Si stigmatizzano i comportamenti, non si insultano le persone.

Sono insegnante anch'io e concordo con te. Ma bisogna distinguere tra alunni, che stanno imparando e sono nell'età della formazione, e adulti professionisti, ai quali è richiesto un lavoro di qualità senza sconti. In questo secondo caso chi dovrebbe protestare per l'accostamento sono le capre.


Valerio Di Stefano,

"La "verbalizzazione della -CUT- alla prostituta."

Appunto. Persone che compiono azioni che le qualificano ma non possiamo usare le qualifiche che si sono meritati. Solo a me sembra assurdo?


"Non si tratta di dare 1 a un -CUT- e ci mancherebbe anche altro."

Perfetto. Ma chi ha compiuto quella azione meritevole del tuo 1? Una persona. Che si è meritata un voto infimo. Che non è altro che un sistema standardizzato per suggerire all'alunno che il suo operato non vale una cippalippa e, dato che le nostre azioni ci qualificano, per estensione ha compiuto un'azione da persona che non vale una cippalippa. QuestTi vuol dire che non avel nulla come persona? Non necessariamente. In questo caso specifico, però si. Se uno si comporta da st***zo, sarò libero di farglielo notare? Io sospetto di sì.

Il tuo ruolo di educatore (il discorso che segue è puramente ipotetico e speculativo, senza offesa) dovrebbe essere anche quello di formare persone che non copino, non di "limitarti" ad educarle alla ricompensa del bel voto. Per un motivo molto semplice: se uno è furbo, ti frega e si porta a casa un bell'8 senza imparare nulla, se non che può rigirarti come un calzino. O che almeno una volta ci è riuscito.

A quanto pare nel mondo del giornalismo ci sono una marea di furbetti. Fa bene Paolo a stargli col fiato sul collo, dato che sono coloro che hanno scelto come lavoro di tenere informata la popolazione su ciò che succede nel mondo. A parte lo scempio del concetto di deontologia, riallacciandomi al discorso sugli aiuti economici all'editoria, non ti fa saltare la mosca al naso che una parte delle notizie che leggi e che paghi due volte (giornale cartaceo e tasse che vanno a finire anche ai giornali), sono copiate da altri che invece hanno fatto del lavoro vero?

Purtroppo non c'è un'autorità che possa dare qualcosa di simile ad un "brutto voto" in quell'ambiente. Anzi. Sembra proprio che il mondo del giornalismo faccia spallucce quando beccata a copiare e faccia la voce grossa solo quando si toccano i dindini a loro destinati urlando ai quattro venti frasi isteriche sulla libertà di stampa. Come fanno le capre. Belano fortissimo se arriva il lupo. Se arriva una secca condanna del loro operato di scopiazzatura, aria fresca. Continuano a brucare pacifiche.

"Penso che ogni argomentazione che tenda a giustificare il "capra" di Attivissimo sia viziata di per sé, e quindi inutilizzabile."

Parere tuo, condivisibile o meno. Fortunatamente esiste la libertà di espressione, oltre che di stampa. La stessa che mi permette di dare dello st***zo ad uno st***zo. E non sto parlando del grande uccello dal collo lungo.
La spocchia di chi ha imbrogliato, è stato colto in flagrante e ha pure il coraggio di gridare "alla diffamazione!" è sempre divertente. E deprimente.
@Paolo Attivissimo grazie per il tuo articolo.
Certo che quei link rotti sono veramente poco eleganti... Ho visto che in passato facevi uso di donotlink, ma da quanto ha chiuso la prima volta sembra che te ne sia dimenticato...
Sapevi che era riaperto come donotlink.it? Se si, perché non lo hai più usato?
L'unico limite alla mia libertà di espressione, di satira e/o di critica è la legge penale. Basta, non c'è altro. Se do dello "stronzo" allo "stronzo" commetto reato. E chi usa gli asterischi al posto delle parole lo sa molto bene. Quella che viene invocata non è la libertà di "chiamare la realtà col proprio nome", ma quella di restare impuniti davanti a un insulto. E questo è, semplicemente, inaccettabile.
Ieri, quando ho appreso la notizia, ho pensato che praticamente.. delle persone che ho ammirato da sempre.. non è rimasto nessuno..
Dopo la Hack, Levi-Montalcini, Hawking... sic!
@Alexandre

A chi si riferisce con esattezza?
Vi fidereste di una banca in cui parte del personale vi rifila ciofeche perché sottopagato, perché ordinato dal capo, per tutti i motivi che volete?

Quello del giornalista non è un mestiere qualunque, c'è un Ordine per iscriversi al quale bisogna superare un esame.

Inoltre nel Testo Unico del codice deontologico attualmente in vigore
http://www.odg.it/content/testo-unico-dei-doveri-del-giornalista
Articolo 9.
punto d - controlla le informazioni ottenute per accertarne l’attendibilità;
punto e - rispetta il segreto professionale e dà notizia di tale circostanza nel caso in cui le fonti chiedano di rimanere riservate; in tutti gli altri casi le cita sempre e tale obbligo persiste anche quando si usino materiali – testi, immagini, sonoro - delle agenzie, di altri mezzi d’informazione o dei social network;

C'è una violazione del codice deontologico o no?
Questo codice deontologico ha valore o no?

Valerio Di Stefano,

Si usano gli asterischi perché è un blog per famiglie, non per altro.

Sembra proprio che tu abbia intrapreso una sorta di crociata qui, anche se non si è ancora ben capito contro quale nemico.


Si usano gli asterischi perché è un blog per famiglie, non per altro.

Oddio...
@Valerio di Stefano

L'unico limite alla mia libertà di espressione, di satira e/o di critica è la legge penale. Basta, non c'è altro. Se do dello "stronzo" allo "stronzo" commetto reato.

Allora hai una legge che limita la tua libertà di espressione. Se chiamare le cose col proprio nome è un reato (e sto dicendo "chiamare", non "umiliare"), hai una legge pericolosa, perché limita la tua libertà di espressione, satira e/o critica.

E chi usa gli asterischi al posto delle parole lo sa molto bene.

Si tratta invece di rispetto verso gli altri. Se voglio dare dello str***o a qualcuno, ho mille modi per dirglielo, spesso modi che alla lettera sono dei complimenti. Per esempio potrei dirgli: che bel collo lungo e gambe robuste che hai, corri molto veloce! E' quello è subito uno str***o.


Quella che viene invocata non è la libertà di "chiamare la realtà col proprio nome", ma quella di restare impuniti davanti a un insulto. E questo è, semplicemente, inaccettabile.


Questo è il tuo legittimo punto di vista. Ma è sbagliato, anche solo guardando tra i commentatori qui. Se poi ti basi su una legge pericolosa, meglio faresti a combattere quella legge insieme a chi non la ama, invece di usarla come scudo, io penso.

La reiterazione dell'atto trasforma i termini. Una persona che ruba una volta è "il ladro se riferito all'evento x", perché si è comportato da ladro in uno specifico episodio, uno che ruba regolarmente è "un ladro", perché si è comportato troppe volte così. Lo stesso vale per i copioni. in entrambi i casi, il comportamento è pessimo già la prima volta; gli elementi situazionali influiscono su cosa è giusto, utile o efficiente fare, non sul giudizio dell'atto in sé.

In generale, è sempre meglio riferirsi al singolo episodio e caratterizzare il singolo evento piuttosto che la persona, ma questo accade perché è importante tentare di costruire un dialogo e risolvere il problema invece che sprecare energie a umiliare una persona senza ottenere altri grandi benefici. Giustizia, utilità, efficienza.
Arrivo tardi su Odifreddi.

Provo sincera antipatia per il personaggio che ritengo abbia sparlato alla grande di molti argomenti, ma in questo caso quel che ha detto su Hawking è sostanzialmente accurato (quanto all'opportunità del momento non mi esprimo).
Sto qui a smanettare le reti grazie ai quali accediamo tutti ad Internet in Italia, per migliorare la mia conoscenza (fate i bravi o vi spengo il DSLAM...scherzo :-) )

Passo sul sito di Paolo e leggo di Hawking. Nei commenti, sopratutto polemica ... lamento i bei tempi delle flamewar con argomentazioni razionali. Erano i primordi di Internet, era usenet.

Poi penso che Stephen era devastato da un handicap tremendo, eppure la sua mente continuava a viaggiare, forse più di prima. Penso, allora, c'è speranza. Se lui riusciva, allora anche io riuscirò, nel mio piccolo.

E a tante altre menti non geniali come la mia, coraggio: ce la possiamo fare. Stephen ce la faceva.
C'è una cosa interessante che ho scoperto in seguito alla morte di Stephen Hawking: era membro della Pontificia Accademia delle Scienze e la sua figura è stata ricordata con grande rispetto e commozione da diversi organi ufficiali del Vaticano.

Trovo molto confortante che uno scienziato convintamente e fortemente ateo, pronto a difendere apertamente la sua visione non religiosa dell'esistenza, da una parte fosse apprezzato da chi ha una visione diametralmente opposta e dall'altra fosse egli stesso aperto ad un rispettoso dialogo, tanto da incontrare personalmente in diverse occasioni ben 4 pontefici.

Mi sembra una bella lezione di rispetto reciproco per tutti coloro che hanno idee diverse, non solo in campo religioso.
Ciao Paolo, per evitare di favorire i link che non approvi ma vuoi comunque inserire, non potrebbe andare bene scriverlo correttamente aggiungendo però l'attributo HTML "nofollow"?

Grazie Paolo. Saputo della morte di Hawking, volevo condividere qualcosa sui social puntando però non sui suoi grandi meriti scientifici come molti avevano già fatto, ma sul suo umorismo. Bene ho fatto a venire qui. Mi hai praticamente letto nel pensiero :-)
Uff, scusate, la parte sul nofollow nel mio commento precedente era rierito al post sul debunking. Vado a scrivertelo là.