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2018/03/30

Avventurette in auto elettrica: il primo mese con Elsa

Ultimo aggiornamento: 2018/04/09 19:00.

Il primo mese, i primi mille chilometri: un quarto dei miei viaggi in auto (957 km su 3985) è stato elettrico. Nelle mie stime pre-acquisto avevo calcolato un 20%, ma è andata meglio del previsto.

Infatti dopo le mie titubanze iniziali ho visto che la iOn, nonostante i sette anni d’età, si è dimostrata affidabile, soprattutto nella batteria e nella stima dell’autonomia. Ho anche verificato che le nuove reti di colonnine di ricarica informatizzate in Canton Ticino funzionano bene e permettono di caricare rapidamente e di pianificare le ricariche senza problemi. Di conseguenza ho cominciato ad usare l’auto elettrica anche per percorsi superiori alla sua autonomia, contrariamente alle mie intenzioni originali.

È un’altra lezione da considerare per chi sta valutando un’auto elettrica: la diffidenza passa in fretta e la fiducia viene conquistata sul campo. Ma come dicevo nelle puntate precedenti, tutto dipende dalla disponibilità di punti di ricarica di cui posso sapere con certezza la situazione a distanza, prima di raggiungerle.

Il primo mese è anche bastato a prendere dimestichezza con le varie particolarità delle auto elettriche: le procedure per la ricarica rapida e lenta, sia presso le colonnine sia in garage; i suoni caratteristici che annunciano l’avvio corretto delle ricariche; la strana sensazione di allontanarsi dall’auto lasciandola attaccata a una presa come se fosse un gigantesco telefonino; la nuova abitudine di arrivare a casa quasi “a secco” ma non dover più andare al distributore a fare rifornimento (la attacchi alla presa e la lasci lì per la notte; l’indomani hai il “pieno”); e sì, anche il freddo a bordo (che però c'è solo in inverno e per i viaggi relativamente lunghi).

E soprattutto il silenzio, l’assenza di vibrazioni, l’accelerazione fluida e senza sobbalzi da cambiata. Questo con una city car elettrica di sette anni fa: le elettriche di oggi sono ancora meglio in termini di comodità e autonomia.

In questo primo mese ho risparmiato circa 80 franchi rispetto alla spesa di carburante che avrei sostenuto con la mia auto endotermica. E naturalmente ho inquinato molto meno.

Certo, ci sono dei disagi. Ma mi sono reso conto che i disagi si sopportano, e ci si adatta in fretta a sopportarli, esattamente con lo stesso spirito con il quale lo si faceva (e lo si fa) con Linux, con LibreOffice o con qualunque approccio alternativo e un po’pionieristico: per il piacere di fare qualcosa di differente dalla massa e di scoprire un mondo nuovo (e magari contribuire a tenerlo pulito). Con Linux non trovi la pappa pronta e ti devi ingegnare, ma in cambio non dipendi più dai ghiribizzi di Microsoft o Apple: con l’auto elettrica non dipendi più dai petrolieri. Soprattutto, l’auto elettrica è divertente da guidare.

Un’altra lezione da tenere presente: molti commentatori hanno lamentato la difficoltà di dover pianificare qualunque viaggio se si ha un’autonomia così limitata. Ma la pianificazione diventa più facile man mano che la fai, e una volta che l’hai fatta per un dato percorso che fai spesso non hai bisogno di rifarla.

Per esempio, in questi giorni sono andato a fare lezione per i corsi per adulti (uso avanzato di Google, se volete saperlo) a Biasca, che dista dal Maniero Digitale 56 km. Un’occhiata al percorso su Lemnet.org e il piano è stato fatto: sono andato dal Maniero fino a destinazione senza fare pause, a velocità autostradali (110 km/h), e all’arrivo mi restavano 24 km di autonomia. Nessuna differenza di tempi di percorrenza rispetto a un’auto endotermica.

Ho messo l’auto sotto carica lenta alla colonnina Emoti di Biasca, che ho pagato con l’apposita app, e sono andato a cena con la Dama del Maniero. Un’oretta di carica (2,9 kWh, costo 1,66 CHF, pagato con l’app di Emoti) durante la cena mi ha riportato a 9 kWh, ossia 47 km di autonomia, sufficienti per raggiungere, dopo la lezione, la colonnina veloce GOFAST di Cadenazzo (31 km) lungo la strada del ritorno al Maniero.



Qui ci siamo fermati per 23 minuti, che ci hanno portato all’80% di batteria (6,76 kWh, costati 3,31 CHF, pagati con l’app Swisscharge). Con l’occasione abbiamo verificato che si può caricare un’auto elettrica sotto la pioggia (cosa che alcuni lettori temevano fosse pericolosa).


Fatto questo, siamo tornati al Maniero, dove ho messo l’auto di nuovo sotto carica per l’indomani. Percorrenza totale: 117 km. Tempo extra: 23 minuti, trascorsi lavorando e chiacchierando con la Dama.

Il giorno successivo è stato ancora più semplice: la pianificazione si è limitata a un “quanto dista Bellinzona dal Maniero Digitale?” Risposta: 39 km, quindi andata e ritorno senza ricaricare, andando a velocità autostradali, senza dover cercare colonnine. Sono andato, ho fatto lezione e sono tornato percorrendo in tutto 79 km, arrivando al Maniero con ancora 16 km di autonomia residua. 95 km di autonomia a 110 km/h, dopo sette anni di invecchiamento della batteria, non sono male. Tempo di viaggio in più dovuto all’uso dell’auto elettrica: zero.

Per queste destinazioni e per quelle raggiunte nei giorni scorsi non mi servirà più pianificare: so già quale procedura usare, so dove sono le colonnine, so che l’auto ce la fa. Se fate sempre gli stessi percorsi, come capita a me, i disagi dell’elettrico sono molto modesti.

Se poi fate viaggi nel raggio di autonomia dell’auto, siete a posto: non dovete preoccuparvi assolutamente di colonnine o riscaldamento o altro e potete divertirvi. Ne ho fatti tanti, in questo mese di luna di miele elettrica, che non vi ho raccontato perché non hanno nessuna particolarità: li ho fatti e basta, senza preoccuparmi di autonomia o altro.

Stamattina sono andato alla sede luganese della Radiotelevisione Svizzera a condurre la rituale puntata del Disinformatico (scaricabile qui) e ho colto l‘occasione per girare un breve video e raccontarvi uno di questi numerosi viaggetti elettrici senza ansie, come alcuni di voi mi avevano chiesto. Se vince il premio per il video più noioso dell’anno, ho centrato il mio obiettivo e dimostrato che in elettrico si gira senza tensione (scusate, non ho resistito).


Dopo lunga e attenta valutazione, abbiamo scelto di chiamarla Elsa, come suggerito da Loristeo (grazie) nei commenti di un altro articolo, perché è azzurra e fredda come la protagonista di Frozen, ma anche perché è l’acronimo (o retroacronimo) di ELectric Silent Automobile. Mi sono poi accorto che Elsa è il quasi-anagramma di Tesla.


Due conti di pura convenienza economica


Lasciamo stare la questione inquinamento per un istante: qual è il punto di pareggio economico di un’auto elettrica? Ho provato a considerare la più parsimoniosa auto endotermica, la Opel Corsa Life diesel del 2006, che secondo i dati di Equaindex fa 26,7 km/l, e ho usato il prezzo svizzero del diesel (1,62 CHF/litro). La iOn fa circa 90 km con 16 kWh e un kWh mi costa, in fascia notturna, 0.146 CHF. Se non ho sbagliato i conti, l’auto elettrica costa, in “carburante”, circa la metà della più morigerata auto diesel (non più in produzione e oltretutto Euro 4, con tutti i limiti conseguenti): 100.000 km costano 6067 CHF di diesel o 2595 CHF di elettricità.

Sembra molto incoraggiante, ma la iOn costa parecchio di più della Corsa. Prendendo entrambe nel mercato dell’usato, secondo Autoscout24.ch la differenza è circa 3.000 CHF. Questo vuol dire che si raggiunge il pareggio soltanto dopo 90.000 km.

Proviamo a prendere le auto nuove. La più parsimoniosa auto endotermica attuale che ho trovato è la Opel Corsa Energy AC diesel del 2018 (Euro 6), che secondo Equaindex fa 55 mpg, ossia 23,4 km/l, e costa 20.400 CHF; una iOn nuova costa circa 22.500 CHF. In queste condizioni si raggiunge il pareggio dopo 58.000 km. Va già un po’ meglio, e in questi conti non ho considerato le differenze di prezzo di assicurazione e tassa di circolazione, i tagliandi e le riparazioni (solitamente minori in un’elettrica) ed eventuali vantaggi come accesso a zone a traffico limitato o circolazione durante i blocchi del traffico.

Ma se andiamo sulle auto elettriche meno “mini” della iOn, la situazione cambia molto: una Nissan LEAF 2018, una Hyundai Ioniq o una KIA Soul costano circa 38.000 CHF e una Opel Ampera-e o una BMW i3 costano circa 54.000 CHF. Ipotizzando che consumino quanto la iOn, recuperare rispettivamente circa 18.000 e 34.000 CHF richiede grosso modo 450.000 e addirittura 800.000 km. O macinate chilometri più di un camionista, o con queste auto elettriche non arriverete mai al punto di pareggio, men che meno a risparmiare.

In altre parole, prima che l’utilitaria elettrica sia competitiva in termini puramente economici, serve un calo drastico dei prezzi di vendita. Fino a quel momento, le motivazioni per passare all’elettrico non possono essere economiche (salvo casi limite) e devono essere ben altre.



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56 commenti:

SirEdward ha detto...

Now I imagine Elsa suggesting you "Let go of your range anxiety, Paolo... let it go!"

:-P

Marco ha detto...

La potenza necessaria per l'avanzamento è circa pari al quadrato della velocità (c'è una piccola componente cubica, ma diventa importante ad alte velocità, credo sia dovuta ai vortici).

Se raddoppi la velocità, serve il quadruplo della potenza, ma poichè impieghi la metà del tempo, a parità di percorso consumi "solo" il doppio. Viceversa se dimezzi la velocità.

Idealmente, se il gruppo motore/batteria/inverter avesse lo stesso rendimento a tutte le velocità, la percorrenza aumenterebbe allo scendere della velocità, per tendere all'infinito, al tendere a zero della velocità.

Ovviamente non è così e ad esempio sulle Tesla, sperimentalmente, quelle persone che fanno a gara per il range più lungo mi sembra che abbiano trovato tra i 24/26 km/h il punto di ottimo a 85-90W per Km (contro i 200 circa che hai sperimentato tu se dici che con un Kw fai 5Km).

Se hai tempo potresti sperimentare, anche aiutandoti con l'indicatore eco, qual è la velocità ottimale della tua auto? Immagino che a 25-30 Km/h tu possa arrivare almeno a 150-160 Km di autonomia dichiarata dal computer di bordo.

Pietro Mozzi ha detto...

Ciao,
ho una opel corsa diesel 2015 (presa a Km0 fine 2016)e ti confermo che su strade miste con prevalenza di extraurbano i 23Km/litro sono corretti. In autostrada si va sui 20Km/l più o meno.
In appendice, leggo nel tuo articolo che il gasolio in Svizzera costa meno che in Italia, e lo sapevo, ma credevo che la differenza fosse maggiore.

Donato ha detto...

Bisogna considerare che, a regime, le auto elettriche costeranno molto meno rispetto ad oggi.
Costeranno come le omologhe endotermiche (o forse meno) ma, sicuramente, lo Stato gradualmente riempirà di accise il "carburante elettrico".

Michele ha detto...

Paolo, come hai ben detto non è il risparmio sul carburante a far pendere l'ago della bilancia sull'elettrica, ma le questioni emozionali (condite talvolta da un po' di razionalità).
La mia auto ad esempio mi costa quasi 20 cts/km DI GOMME, ma vuoi mettere il solletico alle parti puramente irrazionali del cervello. Per fortuna faccio pochi km e il mio contributo assoluto all'aumento dell'entropia dell'universo è relativamente ridotto.

Donato ha detto...

Speriamo che le auto elettriche avranno un maggiore successo di quanto ne ha avuto Linux nel settore desktop/notebook (dopo 20/25 anni)!

:-P

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

Mancano i confronti con GPL e metano. Forse in Svizzera non sono convenienti come in Italia?

loristeo ha detto...

onoratissimo

Marco ha detto...

Nel paragrafo aggiunto sui costi, hai dimenticato i tagliandi ed eventuali riparazioni. Immagino che una auto elettrica non avrà costi di filtri aria e carburante, olio motore e cambio, liquido radiatore, dischi, pasticche (o almeno questi ultimi non così frequenti), cinghie di distribuzione e di servizio e mille diavolerie che si cambiano periodicamente. Inoltre le auto standard hanno mille sensori, centraline, sonde lambda, catalizzatori, che statisticamente si romperanno prima o poi. Roba che un'auto elettrica non ha. Metti in conto almeno 500 euro ogni due anni per i tagliandi periodici, più le varie cose che possono rompersi (e mediamente si rompono, sopratutto se non sei delicato o competente di motori) e che costano un botto, perchè le case automobilistiche campano sui ricambi.

balloto ha detto...

Rinnovo il mio interesse per questo filone di post; veramente interessanti! Inoltre apprezzo molto il fatto che non "tiri l'acqua" per l'elettrico a priori mostrando le difficoltà/disagi quando questi ci sono. Credo che essere il più oggettivi possibile rende gli articoli veramente molto apprezzabili.
Aspetto gli altri!

PS Questa volta tocca a me segnalarti un refuso! Nel video, a 13:23, dici "tolgo il piede dal freno" mentre presumo che volevi dire dall'acceleratore ;)!

Shuren ha detto...

Solo un pensiero. Credo che la tecnologia elettrica a batteria per la locomozione sia un passaggio obbligato verso le future celle a combustibile. Ammesso e non concesso che sia così, credo che vada chiarito e che le prime a farlo siano le case automobilistiche, in un mondo utopico e veramente "green".

Fenice ha detto...

Volevo vedere quanto costa una iOn nuova in Italia, ma sul sito Peugeot c'è solo un bottone 'Richiedi preventivo' e chiedono nome, cognome, mail, telefono e tra quanto tempo si intende comprarla. Ho lasciato perdere.

pgc ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paolo Attivissimo ha detto...

Marco,

Nel paragrafo aggiunto sui costi, hai dimenticato i tagliandi ed eventuali riparazioni.

Giusto. Aggiungo subito, grazie.

Marco ha detto...

@pgc
Mi sa che hai ragione... Pensavo che la forza fosse lineare con la velocità e quindi la potenza quadratica con la velocità. Invece è la forza che è quadratica con la velocità e quindi la potenza va con il cubo. Quindi a maggior ragione conviene andare piano...
Questo fa capire ancora come le auto classiche facciano schifo... Ho il computer di bordo sull'auto e il consumo minimo si ha a 60-70 km/h con la sesta. Qualsiasi marcia inferiore o velocità inferiore mi fa consumare di più... Il motore endotermico ha "alto" rendimento in una strettissima fascia di regimi...

Paolo Attivissimo ha detto...

Guastulfo,

Mancano i confronti con GPL e metano. Forse in Svizzera non sono convenienti come in Italia?

Non ne ho idea. Non li ho considerati perché sono comunque opzioni di nicchia e basate sugli idrocarburi.

Paolo Attivissimo ha detto...

balloto,

hai ragione, ho sbagliato. Purtroppo non posso correggere facilmente. YT non supporta più le annotazioni.

pgc ha detto...

@Marco:

"Se raddoppi la velocità, serve il quadruplo della potenza, ma poichè impieghi la metà del tempo, a parità di percorso consumi "solo" il doppio. "

Ripeto con maggiore chiarezza:

Secondo me no. In questa approssimazione (che non tiene conto di vari effetti non lineari importanti dovuti alla meccanica, alla variazione del Cx, al cambio e dell'accelerazione) il risultato si ottiene facilmente dalla formula del lavoro Energia necessaria = Lavoro = Forza x spostamento = =F x s = F x v x t, ma F = Cx x A x v2 ~ v2 ("la Forza di attrito va come" la veloità al quadrato). Quindi L ~ v3 x t. Se si assume che il consumo C ~ L, allora C ~ v3 x t. Siccome t ~ 1/v, allora C ~ v2 a parità di distanza (ripeto: in questa banale approssimazione) e con il cubo a parità di tempo. Ciò significa che il consumo (sempre in primissima approssimazione) quadruplica al raddoppiare della velocità, a parità di distanza.

Non pretendo che tutti capiscano quello che ho scritto eh! :) Ma uno studente di liceo di ultimo anno dovrebbe in teoria essere in grado di ripetere (o correggere) i conti :)

Paolo Attivissimo ha detto...

Fenice,

Volevo vedere quanto costa una iOn nuova in Italia

Circa 28.000 euro.

https://www.alvolante.it/listino_auto/peugeot-ion
https://www.quattroruote.it/auto/peugeot/ion/ion-active-095149201305

pgc ha detto...

Marco: "Ho il computer di bordo sull'auto e il consumo minimo si ha a 60-70 km/h con la sesta."

credo che le utilitarie siano DISEGNATE per consumare al minimo intorno a quelle velocità. Probabile effetto del modo che si usa per misure standard del consumo.

ST ha detto...

Costo elevato, scarsa rete di rifornimento. Di certo non invogliano a comprare una macchina elettrica. Già inquina meno.... Ma devo anche mangiare ;)
Perché non fanno grossi sconti o iper valutazioni dell'usato per chi passa all'elettrico?
Perché le Grandi case automobilistiche non fanno come Tesla e mettono giù una rete di ricarica?
Immagino per costi e ritorno economico loro...

Danilo Rubino ha detto...

Ok, non è un commento costruttivo il mio, ma come fan di Elsa-Frozen devo ricordarvi che lei è anche bella e sexy. La Ion no. È sicuramente tutto quello che dici e anche di più, ma non è né bella, né "sexy". Insomma è come chiamare Brad Pitt un caterpillar!

Paolo Attivissimo ha detto...

Danilo Rubino,

Ok, non è un commento costruttivo il mio, ma come fan di Elsa-Frozen devo ricordarvi che lei è anche bella e sexy. La Ion no. È sicuramente tutto quello che dici e anche di più, ma non è né bella, né "sexy". Insomma è come chiamare Brad Pitt un caterpillar!

E da qualche parte nel mondo c'è sicuramente qualcuno hhe ha chiamato Brad Pitt il proprio caterpillar perché lo trova bello e sexy, così come tu trovi bella e sexy una donna con la testa grande il doppio del normale :-)

I gusti son gusti; io trovo la Ion carina a modo suo perché mi sembra l'uovo dal quale nascono le Tesla. Eccoti un'immagine fetish che forse non avevi considerato, pronta per la Regola 34 :-)

SirEdward ha detto...

@Danilo Rubino

@Paolo Attivissimo

Beh, non è un bruco ma una vespa, però definirla "bella e sexy" è un po' azzardato. Ad ogni modo, ha il nome di "Conobregma Bradpitti".

https://phys.org/news/2016-05-hollywood-star-brad-pitt-wasp.html

Marco ha detto...

@pgc
La mia auto è una Carrera 996, che con la sesta a 3000 giri fa 130Km/h. Se ci fosse un rapporto più lungo probabilmente consumerei di meno. E lei consuma già meno dell'auto che avevo prima: una Dedra integrale, con stesso motore e cambio della Delta integrale 8 valvole. La quinta è cortissima e si arriva a limitatore. Se la macchina è potente, avere i rapporti lunghi ti fa risparmiare parecchio carburante.
La Porsche che ho ha una coppia così spaventosa che posso camminare anche a 40km/h con la sesta (in piano o leggera salita) e consumare forse ancora meno che a 60-70, ma per sfruttare il cut-off devo stare in terza a 40km/h, con conseguente freno motore enorme che ti consente di non usare i freni anche su una discesa dell'8%, cosa che con una utilitaria non posso fare: devo mettere la seconda per avere un freno motore paragonabile... E' tutto un compromesso.
Ho imparato a usare il freno motore e mantenendo una distanza di sicurezza adeguata e prevedendo le code dei semafori o incroci, riesco anche con un'auto normale a usare pochissimo i freni. Le pasticche riesco a farmele durare anche 40000Km... Non ti dico i dischi. Li ho cambiati dopo 60000Km ma perchè ho comprato l'auto usata ed erano già molto usurati...

Jollyjumper ha detto...

Molto interessante. Certo bisogna considerare un aumento dei disagi e degli inconvenienti se non si ha una rimessa privata privata dove ricaricare l'auto di notte. Attendiamo sistemi di ricarica wireless integrati sotto l'asfalto? :-)

Andrea Bertani ha detto...

Paolo,
volevo solo ringraziarti per tutti i tuoi articoli sulle auto elettriche e farti sapere che non cadono nel vuoto.
E' stato grazie a te se un anno fa ho iniziato a interessarmi alle auto elettriche e se oggi sono diventato proprietario di una nuova Renault Zoe 100% elettrica.

Danilo Rubino ha detto...

@ Paolo
@ Siredwards
https://www.theviewscreen.com/wp-content/uploads/2012/04/symbiosis2-600x458.jpg

Jotar ha detto...

Mi pare che le case automobilistiche stiano risolvendo il problema della scarsa rete di distribuzione aumentando l'autonomia della vettura. Già i 350 km della nuova Nissan Leaf coprirebbero quasi totalmente i miei viaggi giornalieri che compio in un anno. Ciò vuol dire che non servirà necessariamente una grande rete di distribuzione, ma potrà essere già funzionale una più piccola, ma strategica.

Kaguya ha detto...

Ecco piano piano emergere il lato emotivo della scelta :-D

Ci sono almeno due dati da aggiungere al confronto perfetto di Paolo.
La dotazione e il prezzo discount della iOn.

La iOn di fatto è una kei car: lo si vede, prima ancora che nelle misure, nel design.
Le kei car sono quelle macchine stranissime e piccolissime che vengono vendute solo in Giappone.
Qualche car-nerd conoscerà di sicuro la Cappuccino e l'Az-1.
La Corsa è un'utilitaria di medio successo con qualche comodità in più.
Sono paragonabili?
Sì. Ma a patto di tener presenti questi elementi:
- lista accessori
- modello più venduto e più aggiornato.
Sono cose abbastanza irrazionali e molto difficilmente misurabili, ma fanno una differenza anche pesante sul prezzo finale.

Molto misurabile è invece il secondo punto, decisivo: la iOn viene venduta a prezzo da discount.
Commercialmente è stata un caos e la vendita è stata sospesa nel 2012.(https://www.lesechos.fr/07/08/2012/lesechos.fr/0202207988420_psa-suspend-ses-achats-de-voitures-electriques-aupres-de-mitsubishi.htm)
Dopo un po' è stata immessa di nuovo sul mercato e venduta a prezzo stracciato per smaltire le rimanenze di magazzino (circa 4.400 esemplari) nell'allestimento base. Ed è per questo che ha un prezzo così basso.
Di listino costava oltre trentamila euro. (https://www.automoto.it/catalogo/peugeot/ion/ion/4538)(http://www.greencarcongress.com/2010/08/mitsubishi-motors-to-premiere-the-european-spec-i-miev-at-the-2010-paris-motor-show.html#more).
Un confronto decisamente più centrato per la Opel è con la Nissan Leaf, che è stata un bel successo commerciale e sarà ripresentata sul mercato.
E i risultati sono quelli che ha elencato Paolo.

Smorzerei decisamente gli entusiasmi anche sui tagliandi e la manutenzione straordinaria
La verità non la sappiamo, ma al momento l'unico studio di una certa attendibilità pare essere quello dell'IMA tedesco (2012) che parla cautamente di un risparmio medio del 35%. Ben lontani dall'azzeramento (https://www.quattroruote.it/news/eco_news/2012/12/06/la_manutenzione_potrebbe_costare_meno.html).
Inoltre, da quello che si legge, un'elettrica dovrebbe essere tagliandata in media ogni 15.000 km od ogni anno, praticamente come una Ferrari. Un'auto normale dopo il primo tagliando può arrivare tranquillamente a 30 o, in certi casi particolari, 50mila km.
Idem per la manutenzione straordinaria.
Vero che ci sono meno parti in movimento, ma i pacchi batteria sono ancora costosissimi. E se partono, altro che costi azzerati.

Tirando le fila del discorso:
Scegliere una iOn oggi conviene?
Per me sì, visto il prezzo stracciato. Ma a patto di aver ben presente che si sta comprando una kei car di sette anni fa, con dotazioni minimali, al prezzo una moderna segmento A correttamente accessoriata.
L'elettrica consuma meno al chilometro?
Sicuramente sì. Con un po' di attenzione si arriva anche a metà. E il tagliando potrebbe costare di meno.
Il gioco vale la candela?
A parità di tutto, il conto è quello che ha fatto Paolo. Servono percorrenze astronomiche per renderle economicamente convenienti. Con ricadute prevedibili sui costi di tagliando, se proprio vogliamo includere questa grandezza.

Per me che le guardo da fuori le elettriche sono l'omologo delle sportive.
Costano tanto di più ma regalano soddisfazioni che non si possono comprare :-D

Fenice ha detto...

Paolo Attivissimo scrive:
Circa 28.000 euro.

Oh, grazie, che gentile! Per la Opel Corsa 1.3 CDTI 5 porte ho trovato prezzi da 17870 € a 19720 € , a seconda degli allestimenti. Quindi, per quanto riguarda l'Italia, punto di pareggio addio, e grazie per tutto il gasolio :-D

AndreasR ha detto...

X ST

Anche i gruppi BMW, Daimler AG, Ford Motor Company e Volkswagen con Audi e Porsche hanno creato una joinventure IOnity http://www.ionity.eu/ per creare una rete di ricarica proprietaria (tipo come Tesla Supercharger) per ricaricare i loro futuri modelli full elettric ed anche velocemente visto che le colonnine potranno arrivare fino a 350 KW riducendo così i tempi di ricarica per le prossime batterie di grande capacità

Dario Zanette ha detto...

Considerazioni in ordine sparso da video e da post:

-Paolo, quando lanci la frecciatina sulle auto a benzina che non ricaricano in frenata, mi hai fatto ricordare di un post sul forum di Teslari di qualche anno fa dove si immaginava, in un mondo di auto elettriche, il lancio di "nuove" auto a benzina. Faceva, tra le altre, la tua stessa osservazione e, alla fin fine, fa riflettere per assurdo;

-Quando le auto elettriche saranno diffuse ci saranno due grandi vantaggi indiretti: le città saranno più silenziose e meno surriscaldate dal calore sprecato dai motori a scoppio (con minor necessità di condizionamento, meno fabbisogno di energia...);

-non posso che confermare il divertimento e il relax della guida elettrica;

-la guida in scia a un camion (meglio ancora una corriera), magica tecnica che mi permetteva di fare 33 km/kg di metano colla vecchia Panda, con la Zoe devo ancora fare dei seri test;

-ho delle perplessità sui conti economici che stiamo facendo.
Confrontiamo la iOn con una Corsa diesel che dichiara 26 km/l ma... aspetta. È giusto confrontare il consumo reale della tua iOn col consumo dichiarato della Corsa? Perché... le auto elettriche stanno tra i 5 e i 9 km/kWh reali, le fossili non credo che si trovino spesso nelle condizioni giuste e col guidatore giusto per raggiungere la massima efficienza;

-inoltre, stiamo confrontando i prezzi di benzina/diesel ed energia elettrica a casa, però in giro si trovano (alcune) colonnine gratuite, magari im cambio della consumazione o nemmeno quella. E se poi uno a casa ha un impianto fotovoltaico l'auto la carica (quasi) gratis una volta recuperato l'investimento iniziale... tutto questo non va considerato?

Fabio Bianchi ha detto...

30.3.18 32 commenti
Avventurette in auto elettrica: il primo mese con Elsa
Ultimo aggiornamento: 2018/03/20 21:25.

???!!!

Paolo Attivissimo ha detto...

Fabio Bianchi,

ho corretto e aggiornato, grazie :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Dario,

È giusto confrontare il consumo reale della tua iOn col consumo dichiarato della Corsa?

Non è il consumo dichiarato dal costruttore.


in giro si trovano (alcune) colonnine gratuite

Qui poche. Non farei affidamento.


E se poi uno a casa ha un impianto fotovoltaico l'auto la carica (quasi) gratis una volta recuperato l'investimento iniziale... tutto questo non va considerato?

Certo: devi appunto includere anche il costo dell'impianto. Fai un po' di calcoli e guarda quanti anni passano prima di arrivare al pareggio.

gius db ha detto...

... nata libera

pgc ha detto...

"Attendiamo sistemi di ricarica wireless integrati sotto l'asfalto? :-)"

Non so se intendi "a casa di Paolo" o in generale. Nel secondo caso già esistono. Il problema è per adesso che tutti i sistemi ad induzione sono molto inefficienti a causa delle perdite. L'unico sistema potrebbe essere quello di usare superconduttori e sistemi criogenici, ovviamente non alla portata di un singolo individuo.

Jotar ha detto...

Hai appurato che con Elsa riesci a coprire il 25% dei tuoi spostamenti, ma che autonomia dovrebbe avere per riuscire a coprire la quasi totalità dei tuoi viaggi? Per ogni persona questo valore cambia, come è normale che sia, ma la Nissan, presentando qualche anno fa la Leaf, disse che un'autonomia di soli 200km copriva il 90% dei viaggi del guidatore medio.

Il Lupo della Luna ha detto...

C'è da augurarsi che i disagi delle auto elettriche vengano risolti, altrimenti se restiamo come nella situazione di Linux c'è poco da stare allegri 😋

pgc ha detto...

Jotar: "presentando qualche anno fa la Leaf, disse che un'autonomia di soli 200km copriva il 90% dei viaggi del guidatore medio."

Interessante. Ma parlavano di viaggi o del chilometraggio? Mi sembra strano che in media una persona faccia un viaggio di oltre 200+ km ogni 10 spostamenti.

pgc ha detto...

ok: forse parlava proprio di viaggi, non di spostamenti quotidiani...

Paolo Attivissimo ha detto...

Jotar,

Hai appurato che con Elsa riesci a coprire il 25% dei tuoi spostamenti, ma che autonomia dovrebbe avere per riuscire a coprire la quasi totalità dei tuoi viaggi?

250 km. Il mio viaggio lungo più ricorrente è Lugano-Pavia-Lugano in giornata, per visite di famiglia. Raramente faccio viaggi più lunghi in auto. Ne ho tenuto traccia, e ho visto che con una Tesla Model 3 Long Range e la rete di ricarica Tesla sarei perfettamente coperto.

matteo ha detto...

Due domande: 1) perché una ricarica lenta di un'ora soltanto durante la cena invece che lasciare l'auto in ricarica durante la conferenza? E' vero che Google Maps stima 15 minuti dalla colonnina alla scuola media (in realtà probabilmente solo 10') ma viaggiando in due sarebbe potuta andare la Dama a riprendere l'auto, oppure viaggiando da solo avresti potuto cenare a casa.

2) E' tecnicamente ed eticamente possibile staccare un'auto altrui già carica (e "abbandonata") dalla colonnina per ricaricare la propria? E in generale come viene gestita la disconnessione? Mi aspetto che la colonnina se ne accorga ed interrompa l'erogazione, ma poi può essere fatta ripartire con un diverso account oppure occorre che sia l'account iniziale a riprendere o chiudere l'erogazione?

Fabio Galletti ha detto...

@Matteo, #44: quella del "distacco di spina altrui" è una delle Grandi Domande a cui la setta degli EVari ancora si divide in varie scuole scismatiche con reciproche scomuniche.

Un sito americano offriva una targhetta simile al "do not disturbi" degli alberghi:
- un lato, verde, dice "staccami pure, sto solo facendo carica extra"
- un lato, rosso, dice "per favore non staccare: senza questa ricarica non torno a casa"

Non c'è ancora una "buona educazione", una netiquette da colonnina.

A Milano, per dire, ci sono alcune colonnine/parcheggi occupati perennemente da un singolo ben identificato veicolo che ha eletto quel servizio pubblico a proprio privato parcheggio, con la spina collegata.

Anche qui, ENEL sta introducendo colonnine con un "semaforo" che indica ai Vigili Urbani che l'auto elettrica non carica più ed è multabile come parcheggio abusivo.

AmiC ha detto...

Cosa vieta ad un malintenzionato di sventrarmi l'auto ed asportare un modulo della batteria?
Io già la bici elettrica non la lascio incustodita perchè la batteria si sfila con un click, e costa più della bici nuova...

Le batterie di un'auto non lussuosa (come la Zoe) costan sugli 8000€, la cronaca ci racconta di rapine in banca per bottini più esigui...

Paolo Attivissimo ha detto...

matteo,

Due domande: 1) perché una ricarica lenta di un'ora soltanto durante la cena invece che lasciare l'auto in ricarica durante la conferenza?

Perché la colonnina era a 1,2 km dal luogo della conferenza. 15 minuti a piedi non sono un problema in sé, ma mezz'ora (fra andata e ritorno) sì, con il materiale per la conferenza. E avrebbero inciso nei tempi di viaggio più dei 20 min seduti in macchina a lavorare durante la ricarica veloce. Avevo pensato di dotarmi di una bici pieghevole o di un monopattino elettrico per queste evenienze, ma poi ho pensato che sarebbe stato più romantico portare la Dama a cena :-)

2) E' tecnicamente ed eticamente possibile staccare un'auto altrui già carica (e "abbandonata") dalla colonnina per ricaricare la propria?

Tecnicamente credo di sì sulle Tipo 1. Sulle altre mi risulta che ci sia un interblocco, ma non ho (ancora) provato. Eticamente è scorretto, ma dipende dalla situazione. Oggi per esempio c'era un'auto a benzina che occupava un posto per la ricarica che sono andato a visitare. Quella, "eticamente", vien voglia di aver la boccetta di pipì di gatto da versargli nelle prese d'aria.


E in generale come viene gestita la disconnessione? Mi aspetto che la colonnina se ne accorga ed interrompa l'erogazione, ma poi può essere fatta ripartire con un diverso account oppure occorre che sia l'account iniziale a riprendere o chiudere l'erogazione?

Non ne ho idea e sono scenari che non sono sicuro di voler esplorare :-)

Jotar ha detto...

@pgc,
Intendevano le percorrenze giornaliere. Sono passati già diversi anni, perciò non giurerei su quel 90%, che è più da intendersi come 'la gran parte delle percorrenze giornaliere'.
Ma io penso che il taglio minimo per pensare di avere una sola auto sia una con autonomia da 350km in su.

Paolo Attivissimo ha detto...

AmiC,

Cosa vieta ad un malintenzionato di sventrarmi l'auto ed asportare un modulo della batteria?

Il rischio di folgorazione mortale, per esempio.

E l'incapsulamento ermetico della batteria.

A parte questo, ma in che postaccio vivi? :-)

alberto cz ha detto...

Una curiosità. Tu sei in contatto con altri utenti di vetture elettriche. Qualcuno di loro ha montato un gancio traino e la usa per trainare carrelli e/o roulotte? Se sì, con quali risultati? L'autonomia crolla drasticamente?

Paolo Attivissimo ha detto...

alberto cz,

Tu sei in contatto con altri utenti di vetture elettriche. Qualcuno di loro ha montato un gancio traino e la usa per trainare carrelli e/o roulotte? Se sì, con quali risultati? L'autonomia crolla drasticamente?

Non conosco utenti che abbiano installato/usato ganci di traino. L'unica elettrica che so che è omologata al traino è la Tesla Model X. Credo che sia comunque molto penalizzante, ma non ho dati precisi.

pgc ha detto...

Ho provato a guardare se esistono off-road AWD elettrici. Per me sarebbe in un certo senso l'ideale: molta coppia, la possibilità di caricare all'osservatorio in quota (dove ci sono dei generatori ma non c'è carburante auto). 200 km di autonomia basterebbero. Ho trovato una "scatola" in fase di design (Bollinger Motor) che però probabilmente costerà un botto, e niente più. Peccato.

ESO a Paranal invece sta comprando 10 elettriche per spostamenti interni e brevi viaggi. Per loro che sono on-grid ma dispongono di un campo fotovoltaico, per cui usufruiscono di prezzi regolati, ovviamente significa molti problemi e di spese in meno.

Qui in Cile il nuovo Governo sembra abbia intenzione di dare grande impulso all'elettrico. Questo Paese ha un grande potenziale fotovoltaico ed eolico ma deve importare via nave tutto il carburante a causa della posizione e di problemi politici con i vicini. Pare che Elon Musk abbia fatto una visita privata qui e parlato con l'allora presidente. Vedremo come va a finire. Potrebbe divenire il paese dell'elettrico se i governanti sapranno capire l'occasione. ENEL GreenPower ed altre aziende stanno costruendo ovunque nel deserto giganteschi campi fotovoltaici, e impianti eolici sulla costa e nelle zone più ventose.

AmiC ha detto...

Paolo Attivissimo
Il rischio di folgorazione mortale, per esempio.

E l'incapsulamento ermetico della batteria.

A parte questo, ma in che postaccio vivi? :-)



Milano, ma non credo che a Roma o Bologna una bici (elettrica e pieghevole, per giunta) duri molto di più!

Forse la domanda (retorica) è dove vivi tu! :D

Come dicevo, la cronaca ci racconta di individui pronti a rapinare banche e/o gioiellerie per 1000/3000€ di bottino (totale, da spartirsi), credo che aprire una scatoletta sia meno rischioso (e più remunerativo)!

Cercando in rete ho trovato uno studio di una compagnia di antifurti (...) ripreso anche da quattroruote e corsera, dove si accenna appunto al furto delle batterie delle ibride (slide 8 e 10)
https://goo.gl/kfyVcB

Insomma, non mi sembra poi così impossibile!

Paolo Attivissimo ha detto...

AmiC,

Milano, ma non credo che a Roma o Bologna una bici (elettrica e pieghevole, per giunta) duri molto di più!

Rubare un piccolo pacco batterie di una bici è ben più agevole che sventrare un'auto e portarsi via 400 kg di batterie.


Forse la domanda (retorica) è dove vivi tu! :D

Vero. In Svizzera non ci sono tutte queste ansie (le mie auto hanno le targhe rimovibili con un semplice incastro, come moltissime auto svizzere, ma le parcheggio senza angosce e non ci sono bande di indemoniati che vanno a razziare le targhe.

In ogni caso, è a questo che servono le assicurazioni. Impossibile, no. Improbabile, sì. Del resto, se lasci la tua auto per strada, cosa impedisce a qualcuno di versarci sopra una tanica di benzina e darle fuoco? O di versarle sopra 50 kg di cemento a presa rapida? O di spaccarle i vetri? O di iniettare brodo di pollo attraverso la capote?

Se ti fai di queste angosce, allora non vivi più.

Dario Zanette ha detto...

Paolo,
scusa se torno sull'argomento dopo un po' di tempo ma sono stato decisamente impegnato...
Tra le altre cose, ho partecipato a un raduno di auto elettriche dove i proprietari di una iOn e una C0 mi hanno confermato più o meno le stesse percorrenze, lo stesso stato di salute della batteria dopo sei-sette anni di vita. Giunti a questo punto direi che possiamo cominciare a smettere di farci eccessivi problemi sulla durata operativa delle batteria.
Ho anche fatto un giro in Tesla, ma questo c'entra poco!

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Qui poche. Non farei affidamento.
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No, non si può mai fare affidamento su quelle, ma si possono considerare come alternativa. Nel senso che io programmo il viaggio in base alle colonnine che posso controllare, poi SE a una distanza accettabile dal mio itinerario ce n'è una gratuita, allora si può tentare la fortuna (mal che vada ho il piano B ovvero la colonnina a pagamento di cui conosco lo stato via app). Finchè siamo in pochi generalmente va bene, in futuro vedremo...


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Certo: devi appunto includere anche il costo dell'impianto. Fai un po' di calcoli e guarda quanti anni passano prima di arrivare al pareggio.
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Non potendo usare casa mia come esempio per le troppe variabili in gioco, ho tentato di fare un calcolo molto semplificato (facciamo anche semplicistico) con tutti i suoi difetti (non considero bollo, assicurazione, manutenzione etc...)

Considero da una parte un investimento unico auto elettrica + impianto FV da 3 kWp, dall'altra un'auto normale; ho poi preso i due casi estremi.

Caso estremo a vantaggio del fossile: un'usata che consuma pochissimo VS impianto e auto elettrica nuova che consuma tanto.
Auto fossile: 7.000 euro usata, 26 km/l con 1,35 €/l.
EV+FV: 8.000 € di impianto (con detrazioni al 50%) e auto da 30.000 € che percorre 5 km/kWh.
Volendo ricaricare l'auto esclusivamente dall'impianto (si può fare, aggiungendo ulteriori complicazioni che non sto qui a considerare) significa percorrere al massimo 17.500 km l'anno e riprendere l'investimento dopo 490.000 km.

Caso estremo a vantaggio dell'elettrico.
Impianto FV da 5500 € (un'offerta enel che ho visto quasi per caso), con auto che percorre 9 km/kWh (ovvero 31500 km/anno) al prezzo di 20.000 euro VS un'auto a benzina nuova da 15.000 € che percorre 15 km/l. In questo caso l'investimento lo ripago in 71.000 km.

Due casi estremi e poco realistici, ovviamente, ma supponendo che la realtà stia nel mezzo, a me non sembra poi così male. Utilizzando come parametri numeri un po' più realistici ottengo il ritorno dell'investimento in 130.000/180.000 km; non pochi, ma nemmeno tantissimi.
Sbaglio qualcosa?

pgc ha detto...

Paolo A.: "Rubare un piccolo pacco batterie di una bici è ben più agevole che sventrare un'auto e portarsi via 400 kg di batterie."

Molte e-bike permettono di staccare il pacco e portarselo dietro. Soprattutto per poter ricaricare la batteria in casa o al lavoro.