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18 commenti

Falcon Heavy, che fine ha fatto lo stadio centrale caduto in mare? Questa

Probabilmente avete già visto il video realizzato da SpaceX per celebrare il debutto del Falcon Heavy, il vettore che ha portato nello spazio, come zavorra tecnica un po’ speciale, una Tesla Roadster dotata di telecamere.

Il Falcon Heavy usa tre stadi Falcon collegati, per un totale di 27 motori. I due stadi laterali sono rientrati alla base senza problemi, con un atterraggio verticale coordinato da pura fantascienza. Il terzo degli stadi, quello centrale, è invece precipitato nell’oceano vicino alla nave appoggio sulla quale doveva atterrare. A 1:12 si vede quanto vicino.


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Commenti
Commenti (18)
Più che fantascienza, questa è pura poesia.
E' semplicemente impressionante vedere i razzi che atterrano in "retromarcia" :P
Peccato che non hanno messo (a quanto sembra) un pannello solare da qualche parte, così da continuare lo streaming più o meno indefinitamente (fino a quando le telecamere e l'elettronica reggevano, ma con un po' di ridondanza e overprovisioning si poteva continuare per anni, visto che le sonde voyager lo fanno da 40...)
Ciao,
quale è il motivo di complicarsi la vita con un atterraggio in mare, quando c'è relativamente tanto spazio sulla terra?
Pura sperimentazione o c'è un motivo tecnico?
Nel video si nota anche un altro livello di complicazione: quando atterri le fiamme dei motori dei razzi TI VENGONO CONTRO!!! ^__^
Ed ancora mi commuovo.
Marco,
le Voyager e tutte le sonde dall'orbita di Giove in poi non fanno uso più di pannelli solari ma di un generatore nucleare. Dentro c'è un po' di roba radioattiva che produce calore che viene convertito direttamente in elettricità.
Quello che non sapevo è che tali generatori sono presenti anche in sonde che devono affrontare lunghi periodi di buio, ad esempio sulla Luna, per evitare che congelino. Non so se sono usati anche per generare elettricità.
Interceptor,

motivo tecnico. Per tornare sulla terra ferma in una rotta verso Est (la più conveniente perché la rotazione terrestre aiuta) bisogna invertire la velocità. E questo costa molto propellente, che in alcuni casi non ci si può permettere di avere a bordo. Raggiungere l'altra sponda dell'Atlantico è impensabile per la stessa ragione.
"Almost there... almost there" Ka-boom (cit.)
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
la scorsa domenica sono ripassato per Hawthorne, alla fabbrica di SpaceX. Ci ero già stato il giorno dopo che avevano messo li il primo Falcon 9 mai rientrato intatto - scrissi un articolo su questo blog tempo fa - ma adesso ci hanno messo un bel vetro di fronte al vettore che permette di godersi appieno la vista.

Il vettore non è gigantesco e inquietante come il Saturn V o lo Space Shuttle. ma è un oggetto difficile da figurare mentre rientra come una candela a velocità ipersonica. Sembra quasi finto... un alieno... non so, talmente è insolita la forma.

Inoltre a pochi metri c'è anche l'hyperloop test pod, un semplice tubone lungo qualche centinaio di metri dove si svolge la competizione di progetti per l'hyperloop. Sembra una condotta qualsiasi e ci ho messo un po' a realizzare di che si trattava. Emozioni garantite per ogni space & tech geek.

p.s. A Roma, la mia città, puoi vedere i Caravaggio (sei!) e gli obelischi egiziani "aggratis". A Los Angeles si paga pure l'aria, ma questo spettacolo incomparabile è gratis. Se passate di lì vi consiglio caldamente una visita. Che io sappia è il più bel museo aerospaziale gratuito del pianeta.
@pgc

"Se passate di lì vi consiglio caldamente una visita. Che io sappia è il più bel museo aerospaziale gratuito del pianeta"

Direi che questa è un'esagerazione, visto che lo Smithsonian Air & Space Museum a Washington DC è gratis, e contiene delle gemme della storia dell'industria aerospaziale. Ancora il migliore che abbia mai visto, gratis o no.
Daniel,
hai pienamente ragione. Dimenticavo che molti musei sono gratuiti in UK, USA ed altri paesi.
però.. è pur sempre una vittoria, mancare di una manciata di metri una "barchetta"..
Magari è stato proprio quello il problema.. la barca che non era immobile..
MacLo, #13
"We gonna need a bigger boat!" (cit.)

In realtà, con un solo motore acceso, avrebbe avuto un "unscheduled rapid disassemblament" (aka, esplosione) come quello dei voli di prova.
Da quel piccolo urto, la chiatta si chiama “Of Course I Still Love You” - certo, cara, che ti amo ancora.
Quelli che erano sulla "barchetta", vedendolo arrivare a quella velocità, devono aver ringraziato ogni divinità passata presente e futura per aver mancato l'obiettivo...
@Mammina
credo (e spero!) che la barchetta in questione non abbia nessuno a bordo in quei momenti! :-D
È un battello drone mica per niente.

Va bene entusiasti, ma scemi no.
Conte hai ragione, pistola io a non averci pensato, dato il rischio ribaltamento e il rischio di finire arrostiti!! XD XD