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2018/03/21

Facebook e il disastro di Cambridge Analytica

Ieri la TV commerciale britannica Channel 4 ha mandato in onda e pubblicato su Youtube le riprese nascoste dei massimi esponenti di Cambridge Analytica mentre offrono i loro servizi (informatici e non solo, prostitute comprese) per manipolare l’opinione pubblica e si vantano di aver influenzato il corso di numerose elezioni nel mondo usando i dati estratti dai social network.

In particolare, è emerso che Cambridge Analytica ha abusato dei dati e delle funzioni di Facebook per profilare circa 50 milioni di utenti e dedurne gli orientamenti politici, creando per Donald Trump una campagna presidenziale estremamente mirata, con spot online su misura per i singoli utenti.

Al centro di questa profilazione c’è un’app per Facebook, This Is Your Digital Life, creata dal ricercatore Aleksandr Kogan insieme a Cambridge Analytica e immessa nel social network nel 2014, che invitava gli utenti a scoprire il proprio profilo di personalità: uno di quegli stupidi sondaggini che andavano di moda a quell’epoca e che già allora si sconsigliava di usare.

Quest’app, usata da circa 270.000 persone, accedeva anche ai dati degli amici di queste persone, come era prassi di Facebook in quel periodo, e quindi ha permesso di raccogliere informazioni su circa 50 milioni di utenti. Questi dati, secondo Christopher Wylie, ex dipendente e ricercatore principale di Cambridge Analytica, sarebbero stati venduti all’azienda e usati per la campagna Trump. L’azienda nega pubblicamente di aver usato questi dati.

Gli Stati Uniti, inoltre, non sono l’unico paese nel quale Cambridge Analytica ha avviato campagne politiche di manipolazione delle opinioni, secondo le dichiarazioni dei suoi stessi responsabili, registrate di nascosto dai giornalisti di Channel 4. Su questi altri paesi stanno emergendo molti dettagli.

Questa è una parte dell’indagine di Channel 4. Dedicatele venti minuti: non ve ne pentirete, ma il disgusto sarà forte.



Se reggete, qui c’è un’intervista con Christopher Wylie, il ricercatore di Cambridge Analytica che ha rivelato tutta la vicenda:


Questo è un elenco di chi ha pagato i servizi di Cambridge Analytica secondo Opensecrets.org, sulla base dei dati della commissione elettorale federale statunitense:

Credit: Kevin Beaumont.

Facebook si chiama fuori, anche con un messaggio personale di Mark Zuckerberg di oggi, dicendo di aver rimosso l’app quando è emerso che i dati raccolti venivano usati per scopi differenti da quelli dichiarati. Ma non può fare la santarellina:

  • l’idea che un’app potesse accedere ai dati degli amici di chi faceva il sondaggio era evidentemente una violazione di ogni principio basilare di tutela dei dati. Come nota la Electronic Frontier Foundation, Facebook all’epoca era fatta apposta così.
  • Facebook sapeva da tempo (dal 2015, come ammesso dallo stesso Zuckerberg) di questa vicenda e non ne ha parlato fino a quando l’hanno tirata fuori i giornalisti. Quelli bravi e testardi, che esistono nonostante tutto. Quelli che lavorano per un anno per tirar fuori un’indagine devastante, come Carole Cadwalladr e Emma Graham-Harrison del Guardian e dell’Observer, che vi consiglio di leggere qui.

In pratica è andata così:


2013: Cambridge Analytica [fingendo di essere solo un ricercatore]: “Salve Facebook, sono Aleksandr Kogan, un ricercatore universitario, vorrei accedere ai dati dei vostri utenti tramite un sondaggino. OK se già che ci sono mi prendo anche i dati dei loro amici?”

Facebook: “Certo, perché no, li diamo a tutti. Vai tranquillo.”

2015: Giornalisti: “Ehi, Facebook, quel ricercatore al quale avete dato allegramente accesso ai dati dei vostri iscritti e anche a quelli dei loro amici li ha condivisi tutti con Cambridge Analytica, quell’azienda che si vanta di manipolare le elezioni.”

Facebook: “Cosa? Ops! Ehi, ricercatore e Cambridge Analytica, era contro le nostre regole; non avviseremo gli utenti violati e non diremo niente a nessuno, ma vi banniamo l’app e ci dovete promettere che farete i bravi e cancellerete i dati raccolti.”

Cambridge Analytica: “Cerrrrrtoooo, promesso, come no.....” [rumore di milioni di dollari che cadono nei conti di Cambridge Analytica dalla campagna Trump]

2018: Giornalisti: “Ehi, Facebook, Cambridge Analytica non ha mica cancellato i dati.”

Facebook: “Opperdindirindina, state dicendo che abbiamo sbagliato a fidarci della promessa di quelli che avevano barato?”


In queste ore le azioni di Facebook hanno perso circa il 9%, togliendo grosso modo 50 miliardi di dollari dal valore di mercato del social network.

Certo, tutti i social network raccolgono dati personali. Lo fa anche Google. Ma nessuno si avvicina alla quantità e varietà di dati raccolta da Facebook. Nessuno controlla anche la più grande piattaforma di messaggistica del pianeta (WhatsApp), raccogliendo dati su chi comunica con chi e quando lo fa. Nessuno aspira in maniera così megalomane a gestire le notizie dei giornali. Nessuno si vanta di poter coordinare campagne d’influenza politica di grande successo (in pagine che Facebook ha ora rimosso o de-listato silenziosamente, come scoperto da The Intercept).

Fonte: Facebook (pagina non rimossa ma de-listata)

Non dimentichiamo, inoltre, che la campagna Obama del 2008 fu chiamata, non a caso, “the Facebook election”. Anche in quell’occasione Facebook consentì il microtargeting degli utenti (con la differenza che i dati per farlo non furono ottenuti con l’inganno).

Certo, i governi e i movimenti politici da sempre cercano di influenzare l’opinione pubblica. Ma stavolta i dati per farlo glieli abbiamo forniti noi, non una polizia segreta o un ente governativo di sorveglianza.

Ancora una volta la disinvoltura di Facebook nel “proteggere” i dati dei suoi due miliardi di utenti conferma il principio che se non paghi per un servizio, non sei un utente e non sei un cliente: sei il prodotto in vendita.

Bisogna tenere presente, infatti, un concetto che molti in queste ore stanno sbagliando: Facebook non si è fatta rubare i dati degli utenti. Li ha ceduti volontariamente.


Non dimentichiamo questo celebre scambio di messaggi di un giovane Zuckerberg agli esordi di Facebook, secondo Business Insider:




Il brusio che sentite in sottofondo, in questa vicenda perfettamente prevedibile, è il coro dei “ve l’avevamo detto” inascoltati di tutti questi anni.

E allora adesso che si fa? Questa è un’altra storia.


Fonti aggiuntive: BBC, The Guardian, Snopes.com.

26 commenti:

Carson ha detto...

E' UNA FAKE NEWS!
Nego assolutamente di aver dato 438065$ a chicchessia in America.

Ciao

Carson

InMezzoAlCielo ha detto...

Attivissimo:
"Ancora una volta la disinvoltura di Facebook nel “proteggere” i dati dei suoi due miliardi di utenti conferma il principio che se non paghi per un servizio, non sei un utente e non sei un cliente: sei il prodotto in vendita."

Un concetto chiaro, oggettivamente vero, scritto da un giornalista, che si rovolge a tutti, lettori ma anche giornalisti.
Il che però mi fa pensare che forse il problema, uno dei problemi, della nostra società non sono i giornali, la qualità dell'informazione, la politica, etc., ma noi, noi che accettiamo passivamente di essere trattati come "un prodotto in vendita".

Ma come ho scritto in un altra discussione, noi abbiamo un grande potere che non richiede troppe chiacchiere, nemmeno andare in piazza a protestare: i giornali cialtroni? basta non leggerli. I social che ci sfruttano? basta uscirne o smettere di usarli. La politica che ad ogni stagione ci fa promesse che anche un bambino che passa ore a giocare a GTA si rende conto sono delle balle? Basta non votare, la forma di protesta più pacifca e intelligente che una persona possa fare.

Eppure, nonostante siamo tutti, ma proprio tutti, consapevoli di questo enorme potere, non lo usiamo.
Quindi forse il problema non sono i giornali, i giornalisti, i social e mille altre cose che condizionano la nostra vita negativamente, il problema siamo noi che piuttosto che affrontare le cose preferiamo sfogarci criticando questo o quello.
Quindi forse è giusto che ci meritiamo tutto questo :)

Livio Fabris ha detto...

Quando non c'erano i social personalmente comunicavo meglio, con semplici mail.

Il Lupo della Luna ha detto...

Facebook ha venduto i dati in modo forse disinvolto, ma CA lì ha usati in modo diciamo illecito. Dico bene?

Non so, ho l'impressione che ce la stiamo prendendo con la casa automobilistica per gli incidenti. O col produttore di armi per gli omicidi.

"Facebook si può usare per fare campagna elettorale" ok, anche TV e giornali, perché ci si indigna? Non capisco.

Fra ha detto...

Tutto sacrosanto, però non puoi usare Business Insider come fonte!!

Gherardo Infunti ha detto...

Grande Paolo!
Si, la tentazione di fare del lavevodettismo è fortissima.
Sarebbe utile leggere i Terms & Conditions che accetti quando ti iscrivi ad un social network.

InMezzoAlCielo ha detto...

Lupo della Luna:
"Facebook si può usare per fare campagna elettorale" ok, anche TV e giornali, perché ci si indigna? Non capisco.

Perché ti sfugge che giornali, radio e tv ti offrono informazione in cui il tuo ruolo è in un contesto molto passivo.
Nei social invece sei in un ruolo molto attivo, le tue scelte, preferenze, condivisioni, etc, non solo creano un flusso dati ai fini di analisi ma ma genera una struttura informativa che molto facilmente può essere percepita come una realtà oggettiva, in realtà non lo è ma ha un potere di condizionamento decisamente superiore.

Moreno ha detto...

Ciao

Sto diventando logorroico o non ho proprio voglia di lavorare.

Sarà che temevo questo che:
- Non ho nessun profilo Social potenzialmente pericoloso
- Che ho installato WhatsApp solo da poco dopo essere stato ragionevolmente certo che fosse realmente cifrata (da buon paranoico a volte, per cose particolarmente delicate, cifro i messaggi prima di inviarli con WhatsApp).
- Che controllo periodicamente che non ci siano tracce evidenti della mia presenza (se uno è abbastanza furbo da trovarmi non può che essere mio amico)
- Che aborrisco i Cloud (non è che ci vorrebbe molto per fare dei filesystem cloud cifrati ad accesso cifrato)
- Che tengo tutti i miei dati (persino la cache del browser) su archivi cifrati
- Che mi sono scritto un programma apposito per generarmi le password casuali di cui solo io conosco l'algoritmo (eh sì anche i numeri casuali generati dai computer non sono poi così assolutamente casuali)

Il mondo è pieno di avvoltoi molto evoluti, l’unica arma per difendersi è la Conoscenza perché Conoscenza è Potere.

Ciao Ciao, Moreno

Fabio ha detto...

Non so, magari sbaglio io, ma non riesco a sentirmi sfruttato da FB. Quando sono dovuto andare a Roma in treno e ho fatto qualche ricerca su internet, poi per due settimane mi apparivano le pubblicità (inutili, il treno lo prendo una volta l'anno più o meno) di Italo e Trenitalia... devo indignarmi per questo? O perchè FB sa che ho votato +EU? Non è una cosa di cui mi vergogno o che tengo particolarmente a tenere nascosta. E non è che se mi profilavano e mandavano pubblicità/post/fake news/ecc mirate mi convincevano a votare invece Lega.
Poi, sono perfettamente d'accordo che devono esserci regole sul trattamento dei dati e che devono essere fatte rispettare, ma che in cambio di un servizio gratuito venga informato Italo che sto cercando e/o ho preso recentemente un treno Brescia-Roma, sinceramente mi sta bene e non mi allarma.

Anonimo ha detto...

Posso dire che era già tutto arcinoto da più di UN ANNO?
Certo, per chi avesse voluto spednere mezz'ora a leggere...
https://motherboard.vice.com/en_us/article/mg9vvn/how-our-likes-helped-trump-win
Più ancora del fatto in sè sono atterrito che nessuno abbia dato risalto alla cosa prima di oggi.

juventin87 ha detto...

Tempo fa ebbi modo di ritrovare una mia ex compagna di scuola su Facebook. Iniziammo a chattare e proseguimmo per diverso tempo. Quando le chiesi se fosse stato il caso di incontrarsi mi rispose che lo avremmo fatto di certo il prima possibile. Una serata - però - me ne uscii con una frase infelice su Facebook. Dissi che non aveva senso continuare a sentirsi sulla chat del social che Facebook, come molti altri social e chat, stava rendendo le persone più sole, che ci stava impigrendo. Lei mi rispose che non avrei dovuto mai e poi mai offendere Fb. Il giorno dopo mi tolse dai contatti, mi bloccò l'account e cancellò mio numero di telefono.
Sono trascorsi 8 anni e non ho più avuto modo di sentirla.
Ho saputo poi da alcuni amici che lei si è sentita profondamente offesa perché per lei FB è come un figlio e ha considerato la mia critica come una critica alla sua persona. Si è sentita violata.
Mi mandò poi un'email in cui mi intimava di considerarla morta. C'era scritto: "ti ho considerato ai tempi del liceo il mio miglior amico e lo saresti stato ancora ma certe cose non possono essere perdonate. Lo hai offeso e queste offese non meritano né rispetto né niente. Addio"

Da quel giorno ho chiuso l'account. Questo è Facebook per molte persone...
evidentemente.

shyguy ha detto...

Questo è un articolo dell'anno scorso, tradotto da un articolo in tedesco uscito poco dopo le elezioni.
https://antidotezine.com/2017/01/22/trump-knows-you/
Il fatto che ci sia voluto quasi un anno e mezzo perché esplodesse il caso pubblicamente mi ha stupito molto.

ST ha detto...

Fabio #9 ti sei risposto da solo. Pubblicità mirata sui tuoi gusti e tendenze = mai ti sarebbe arrivata pubblicità della lega. Ma prendi uno come te, leggermente indeciso anche solo se votare o chi votare e viene letteralmente bombardato di messaggi pro ×eu. Secondo te poi cosa farà? Penso che la questione del voto sia "relativa" e va solo per gli indecisi ma schierati che sono sempre tanti e possono decidere l'esito delle elezioni. Poi c'è l'aspetto commerciale. Prodotti che non sai che esistono ma rispondono ai tuoi requisiti-gusti. In un certo senso può anche essere un favore fatto a te, ma qualcuno ci guadagna molto è qui il marcio perché va oltre il passaparola o il consiglio di un amico.

Il Lupo della Luna ha detto...

@InMezzoAlCielo anche i giornali e TV li leggo in base al loro orientamento. Cioè anche leggendo mi creo una "bolla" in cui la realtà diventa oggettiva.
Il mezzo non influisce sul risultato, secondo me...

Mars4ever ha detto...

>" O perchè FB sa che ho votato +EU? Non è una cosa di cui mi vergogno o che tengo particolarmente a tenere nascosta. E non è che se mi profilavano e mandavano pubblicità/post/fake news/ecc mirate mi convincevano a votare invece Lega."

Beh, per prima cosa chi hai votato veramente non lo può sapere nessuno, la segretezza dell'urna serve apposta per garantire che ognuno possa sempre fare diversamente da ciò che dichiara.

Però sono d'accordo sui dubbi di come funzioni questo meccanismo di influenza. A cosa serve mandare bufale mirate a persone che hanno già idee radicali ed estremiste? Non si può spostare il loro voto, era già prefissato.
Se io seguivo Grillo dai V-day del 2007, voto sempre 5 stelle dal 2009 ma mi sono iscritto a facebook nel 2012, non si può certo dire che sia sua la "colpa" delle mie idee, giuste o sbagliate che siano.

D'altro canto però c'è il caso della lega che è passata dal 4 al 18% in cinque anni, per cui sarebbe interessante chiedere a quel 16% di elettori cosa li abbia convinti. È stato sicuramente bravo Salvini in campagna elettorale e sicuramente girano tante bufale contro gli immigrati, ma questo discorso NON C'ENTRA niente coi dati degli utenti! Le bufale girano perché la gente le condivide tra cerchie di altre persone con la stessa ignoranza e pregiudizi, è un meccanismo già oliato e automatico che funziona bene da solo, quindi in che modo i dati trafugati risultano utili ai politici? C'è un cortocircuito tra causa effetto, chi riesce a spiegarmi?

Fx ha detto...

Il "ve l'avevamo detto" per l'utilizzo improprio di dati:
a) per la targetizzazione mirata di annunci pubblicitari / propagandistici, non per rubarti la carta di credito / l'identità / in casa quando non ci sei (*)
b) su 50 milioni di utenti che rappresentano meno dello 2,5% degli utenti attivi che Facebook ha
c) anche grazie a questi incidenti i social continuano a offrire garanzie migliori in termini di privacy

Mi suona un po' come il "ve l'avevamo detto" degli antivax quando sono state pubblicate le statistiche sugli effetti avversi dei vaccini.

E mi suonano un po' antivax anche le frasi ad effetto "tu sei il prodotto", se si attacca la logica, beh, lo siamo anche se guardi la TV,
se fai una ricerca su Google, se vai in giro per strada e ti trovi la pubblicità;
com'è che da una parte ci si straccia le vesti e dall'altra no? Forse perché si ha un'ostilità preconcettuale verso una parte,
il che non significa che non si debba stare attenti, ma tra qui e il tono perennemente allarmistico esiste la via di mezzo.

*: a scala macro c'è il problema, gravissimo, della manipolazione della democrazia;
se però si individua che tutto inizia e tutto finisce con i russi o Cambridge Analytica, beh, non si sa mettere al posto giusto causa ed effetto,
la causa prima è che nel 2018 abbiamo un sistema di governo che è fortemente manipolabile, e che garantisce forti vantaggi a chi è più bravo nel farlo.
In Italia non c'è Cambrdige Analytica, Facebook non ha fatto cose strane eppure tutte le elezioni si basano su argomenti che servono unicamente a muovere la pancia dell'elettore e spesso sono persino privi di fondamento.

Se caso sono io che dico da almeno un decennio che la democrazia, come qualsiasi forma di governo della storia, ha avuto un inizio, un corso e avrà una fine, perché arriverà qualcosa di meglio; oggi lo scenario rispetto anche solo a 50 anni fa è radicalmente cambiato, i limiti della democrazia sono ormai insopportabili, prima ci sbrighiamo a pensare qualcosa di meglio prima ne beneficeremo degli effetti positivi (tra cui, come conseguenza secondaria, che le varie Cambridge Analytica verranno tagliate fuori perché non avranno più mercato).

Il Lupo della Luna ha detto...

Intendevo scrivere "bolla in cui la realtà SOGGETTIVA diventa oggettiva"

Fabio ha detto...

ST... qualcuno ci guadagna molto? Buon per lui. A me che cambia se mi vengono mostrati banner a caso o banner mirati? Meglio nel secondo caso, no?

Antonio ha detto...

Ho il dubbio che l'efficacia di queste campagne sia stata sopravvalutata. Cruz ha speso quanto Trump, ma aoltanto per le primarie ma è stato trombato alla grande

Antonio ha detto...

Secondo il guardian nel 2012 Obama usava profilare la rete sociale sei suoi sostenitori, non mi sembra molto diverso. Sicuramente non avevano dato il loro consenso
https://www.theguardian.com/world/2012/feb/17/obama-digital-data-machine-facebook-election

Kaizenware ha detto...

https://medium.com/@azael/dati-personali-e-altre-cazzate-che-vi-hanno-rubato-5bba724f9e43

io personalmente, come qualcuno sa, lavoro nel settore e questa cosa non mi sorprende. FB aveva un'idea abbastanza "lasca" della condivisione dei dati con app di terze parti ma la motivazione era, almeno in teoria, oggettivamente onesta (perché FB è smepre stata gelosa dei suoi dati, per il semplice fatto che se escono, loro fanno meno soldi). Un certo partner che conosco io è stato buttato fuori 3 anni dal programma partnership di FB perché aveva (secondo FB) violato queste regole e non è MAI stato fatto rientrare, nonostante fosse ai tempi assolutamente leader di settore. Per dire che FB era (ed è) davvero molto attenta al data leakage.

Fino al 2014 c'era appunto il concetto di "condivisione massima" delle relazioni anche a terze parti, cosa poi rimossa, ed è un bene (sottolineo: non si paga per accedere al programma sviluppo terze parti di FB ne' si pagano i dati, quindi FB non fa soldi direttamente con queste condivisioni dei dati, anzi).

Tuttavia mi preme di sottolineare una cosa: non è che percaso bisogna prendersela con NOI che condividiamo peni e mazzi su fb e con NOI che decidiamo chi votare in base ad una pubblicità di fb e NOI che ci informiamo su fb? Magari eh, dico, è il caso di educare la gente ad andare in profondità dei temi invece che fermarsi agli 80 euro di renzi, al milione di posti di lavoro di Berlusconi o al reddito di cittadinanza dei 5S (per essere bipartisan)?

In ogni caso prevedo più che una morte di FB (che non avverrà oggi e non a causa di questo #deletefacebook, ma magari a causa del fatto che la popolazione su FB è vecchia e i giovani non lo usano) un restringimento in america della privacy, sulla falsa riga della GDPR in europa.

Fx ha detto...

Per inciso da quel che ho letto nessun esperto del settore considera davvero efficace il microtargeting;
in altri termini il fatto che CA abbia avuto un ruolo determinante nell'elezione di Trump è quello che vuole far credere CA stessa, ma sembra che non ci sia nulla di scientificamente provato sull'effettiva efficacia.
Se effettivamente è così:
1) ha fatto spendere soldi a cazzo a Trump
2) non ha portato un vantaggio a Trump
oltre a
3) ha messo un tassello importante nell'incrementare la privacy e le tutele per l'utente su FB (per inciso, è vero che Obama l'ha fatto in modo più trasparente, ma il principio era lo stesso; se non lo facevano in modo losco la possibilità di accedere ai dati degli amici sarebbe andata avanti a lungo)
4) non lavorano più

Non so, è come quando sbagli qualcosa ma fai pochissimi danni e soprattutto hai imparato la lezione;
tutto sommato sei contento perché t'è andata bene e perché ora ne sai una di più di prima,
poi sbaglierai ancora per cose / in modi che ancora non ti immagini, ma per intanto un passo in avanti l'hai fatto.

Andrea ha detto...

Il piu grande sistema di messaggistica del mondo non è whatsapp, è wechat, che ha problemi simili, se non peggiori. Stanno nascendo alternative... conosci www(punto)wire(punto)com? È in beta adesso, basato in Svizzera. Saluti

InMezzoAlCielo ha detto...

Kaizenware:
"mi preme di sottolineare una cosa: non è che percaso bisogna prendersela con NOI"

Direi proprio di sì e come ho scritto nel mio precedente commento: "Quindi forse è giusto che ci meritiamo tutto questo"

Ho letto, molto velocemente, di nuove iniziative, pagine, gruppi, per uscire da Facebook.
Quasi tutte queste iniziative sono state avviate su Facebook.
Direi che è più che sufficiente per farsi un'idea più chiara della situazione.

Dovremmo avere tutti (in realtà io non ho un account Facebook ma mi tiro dentro anch'io) un minimo di decenza, proprio quanto basta per renderci meno imbarazzanti agli occhi di una possibile civiltà aliena che ci osserva, magari da una tv aliena su Netflix alieno mangiando popcorn alieno ed esclamando in lingua aliena: "che popolo imbarazzante questi umani"

Credo che un film che può descriverci sia Idiocracy, illuminate e lungimirante.
Siamo di fatto entrati nella prima fase descritta da questo film. Che ridere :)

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Fx
[...]i limiti della democrazia sono ormai insopportabili, prima ci sbrighiamo a pensare qualcosa di meglio prima ne beneficeremo degli effetti positivi

pgc tempo fa suggerì un modello più efficiente. Vediamo se riesco a svilupparlo.

Innanzitutto niente elezioni: chi si darà alla politica lo farà per tutta la vita

Chiunque voglia intraprendere la carriera di amministratore della Cosa Pubblica dovrà affrontare un percorso di studi che terminerà con la sua "ordinazione" a consigliere circoscrizionale (o consigliere in un piccolo comune) e verrà destinato in una città

Il suo operato sarà vagliato dal sindaco che lo potrà promuovere al grado di assessore. L'operato dell'assesore sarà vagliato dal presidente della provincia che lo potrà, eventualmente, "ordinare" sindaco.

I presidenti provinciali vengono "ordinati" dai parlamentari.

Tra i parlamentari, il Presidente, sceglierà i presidenti regionali.

Ogni quattro anni i presidenti regionali presentano una rosa di nomi di sindaci che si sono distinti nel loro operato e per la loro reputazione. Tra questi vengono scelti i presidenti provinciali.

I parlamentari sono nominati dal Presidente ma su proposta dei presidenti provinciali, sindaci e assessori. Può diventare parlamentare un sindaco o un assessore con un certo numero di anni d'esperienza.

Il Presidente è eletto tra i parlamentari e resta in carica per tutta la vita o fino alle dimissioni motivate.

Un Presidente che dia segni di malattia debilitante dal punto di vista cognitivo può essere fatto decadere ma solo dopo il consulto di un'apposita commissione medica.

Ogni politico, di ogni ordine ha l'obbligo del celibato. La modifica di questa norma fa decadere automaticamente tutto l'impianto normativo relativo alle cariche a vita e i meccanismi di nomina.

A colui il quale fosse attribuito un figlio o una compagna o un compagno scatta la decadenza dall'incarico e la nullità di ogni eventuale provvedimento messo in atto per favorire il compagno/a.

Che ne dici come "sega mentale"? :-D

Non è un sistema nuovo però, qualcosa di simile la fa la chiesa da un po' di secoli :-D

Moreno ha detto...


@Fx
Il fatto che siano riusciti o meno ad influenzare il voto politico è irrilevante dato che quello che non riesce oggi può riuscire domani.
Quello che è assolutamente grave è che solo ci abbiano provato e questo va punito con la massima severità.


@Guastulfo
Anche io ho la mia ricetta, ho meglio avevo (ho ben capito, come lo hanno ben capito i Greci, che sarebbe un disastro, si chiama Democrazia Diretta Intermediata.
Tutto ovviamente si basa su Internet, in confronto quella dei 5s è roba amatoriale).

0) Esisterà un unico governo mondiale che a seconda dell'argomento ed altre contingenze potrà limitare le votazioni ad aree geografiche specifiche più o meno grandi.

1) Ogni essere umano ha diritto un voto in qualsiasi votazione che si tenga nella propria area geografica.
Chiaramente tutti gli esseri umani non possono passare la vita a votare.

2) Non esiste il voto segreto, ogni individuo è semplicemente nascosto dall'enorme numero dei votanti.

3) Esisteranno un certo numero di intermediari che saranno pagati in base alla loro rappresentatività.
Chiunque ovviamente è libero di eleggersi ad intermediario per uno o più argomenti

4) Ogni essere umano potrà delegare uno o più intermediari a rappresentarlo per uno, più di uno tutti gli argomenti.
Il mandato può essere revocato in qualsiasi momento per tutte le votazioni o anche per una singola votazione.

Rimangono comunque problematiche irrisolte:

- chi decide le aree di voto
- tipo di maggioranza richiesto
- quorum o non quorum
- digital divide
- barriere culturali, religiose, etc. etc.

Insomma sarebbe un casino pazzesco.


Ciao Ciao, Moreno