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105 commenti

Pirateria e gestori dei media, adattarsi o perire

Copyright, è ora di rendersi conto che i buoi sono scappati. E hanno vinto


J.K. Rowling, l'autrice della fantastilionaria saga di Harry Potter, ha avuto l'illuminazione: rifiutarsi di produrre una versione digitale legale dei suoi libri non ha impedito che i lettori se ne creassero una propria. Che scoperta.

Ieri sera sulla BBC è andata in onda una nuova, magnifica puntata di Doctor Who (Vincent and the Doctor). Neanche due ore più tardi, era già su Rapidshare, in qualità perfetta, da dove l'ho scaricata ad altissima velocità: ci ho messo meno della durata della puntata stessa. E me la sono vista insieme alla mia famiglia.

Sono impazzito e mi sto autodenunciando pubblicamente per pirateria? No. Qui al Maniero Digitale ricevo legalmente la BBC. Pago un canone a una società di telecomunicazioni (Cablecom) per poterlo fare, e il canone include anche i diritti d'autore: sto quindi scaricando un'opera che ho comunque il diritto di vedere. E la legge svizzera (articolo 19 della Legge federale sul diritto d'autore e sui diritti di protezione affini) permette il download puro delle opere vincolate da copyright (ma non la loro condivisione indiscriminata). Quindi scaricare Doctor Who da Rapidshare è legale, perché è un semplice scaricamento senza condivisione. A differenza di eMule e affini, dove chi scarica condivide.

Perché lo faccio? Perché per ragioni inconoscibili, da mesi il segnale della BBC via cavo fa schifo ed è spesso inguardabile. Quando è guardabile, è spesso compresso a livelli indecenti che riportano la televisione ai tempi delle gemelle Kessler. E comunque anche quando il segnale è pulito, registro la puntata e la digitalizzo per conservarla in un formato standard e senza DRM, così potrò riguardarmela quando voglio e sul dispositivo che voglio, e le mie figlie potranno fare altrettanto (e le loro figlie pure). Scaricandola da Rapidshare è già perfetta, pulita e in formato digitale, pronta per la visione e l'archiviazione.

In altre parole, il download "pirata" è più efficiente del servizio ufficiale. Non è questione di costi, perché tanto i diritti li pago lo stesso. Non sono uno scroccone. Sono un cliente disposto a pagare una cifra ragionevole per avere un prodotto che apprezza e che vuole sostenere economicamente. E come me ce ne sono molti.

Titolari dei diritti, rassegnatevi. Avete perso e noi abbiamo vinto. Se non offrite il download immediato, efficiente e senza inutili e costosi lucchetti digitali dei vostri prodotti, non farete altro che perdere un'occasione di fare soldi. Perché se vendete un download legale, liberamente fruibile senza acrobazie e senza vincoli a uno specifico dispositivo di lettura, ci saranno tante persone che lo compreranno perché hanno capito che produrre un fumetto, un libro, un film o un telefilm costa tempo e denaro e che gli autori non vivono d'aria. Persone che capiscono che se vogliono nuove puntate del programma che amano, devono mettere una piccola mano al portafogli. Certo, ci saranno anche gli scrocconi: ma ci sono già adesso. Fatevene una ragione.

Se non vendete un'edizione digitale scaricabile, non illudetevi che questo metta freno alla pirateria e che possiate abolire la distribuzione alternativa a colpi di leggine: non fa altro che inimicarvi i potenziali clienti e non è altro che un'occasione di vendita perduta.

Lasciamo perdere i massimi sistemi e la filosofia del diritto d'autore e guardiamo in faccia la realtà: la tecnologia ha ormai messo in mano a chiunque i dispositivi che permettono la duplicazione di qualunque vostra opera, e indietro non si torna, salvo che vogliate mettere una guardia a sorvegliare ogni fotocopiatrice e introdurre il permesso di stato per i masterizzatori. Parliamo di una cosa che capite. Soldi. Che state perdendo. Volete continuare a farlo? Continuate così.
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Commenti
Commenti (105)
Sottoscrivo plaudendo!
Già, concordo con te. Sarebbe fantastico avere i film su iTunes. Ho la chiara impressione che l'industria audiovisiva cerchi invece di complicarci la vita e di spremerci come mucche. Infine, la TSI dovrebbe fare coma la NBC: mettere in streaming tutte le trasmissioni e le serie TV che ha acquistato.
Qualcuno infatti se ne è accorto: su GoG.com fanno un sevizio di Digital Delivery privo di DRM, peccato sia solo per videogiochi di annata.
il canone include anche i diritti d'autore

Ma sei sicuro di questa cosa?
In effetti tu non compri i diritti d'autore (che sono dell'autore), ma la fruizione dell'opera vincolata da tali diritti.
E le modalità di fruizione dipendono dal contratto che hai firmato con l'azienda che ti fornisce il segnale...
E la fruizione in diretta o la possibilità di archiviazione della trasmissione sono due cose diverse (la seconda ovviamente con più valore), perciò potrebbero decidere di venderti la prima a un prezzo e la seconda a un altro.
Non so fino a che punto l'acquisto della fruizione "in diretta" si estenda anche ad altri usi, benché in ambito privato.
Alcune domande
ma il DRM che utilita' ha?
i diritti d'autore su sopporti digitali (DVD) a cosa servono?
Tecnicamente parlando, mi incuriosisce l'aspetto della creazione della copia digitale di un libro uscito solo su carta. Convertire un brano da vinile o da musicassetta in .mp3, ― lo so perché lo faccio ― prende pochi minuti. Ma la scansione di tutte le pagine dei libri della Rowling, e la correzione di tutti gli errori che inevitabilmente lascia il software OCR, richiede giornate intere, oppure un gruppo nutrito di persone che si dividono il lavoro.
O forse gli "e-book abusivi" pullulano di errori?
Sono anni che sostengo il fatto che chi pirata dei contenuti ha di fatto più diritti di chi li paga, la qual cosa è semplicemente inaccettabile e non può che portare ad un aumento della pirateria se chi distribuisce contenuti a pagamento non si adatta.

Si diceva in altro post che stiamo arrivando all'assurdità di acquistare un libro per ricompensare l'autore e poi fruire dell'edizione non ufficiale elettronica per poterlo leggere più comodamente.

Verrà un giorno in cui questi arroganti signori che amministrano (e somministrano) contenuti subiranno delle bastonate tremende a causa dell'evoluzione tecnologica che loro stessi hanno cercato di ostacolare o negare per aumentare ingiustamente i loro profitti. Il giorno in cui questi signori faranno una brutta fine e finiranno nel cestino dell'immondizia della storia non verserò una singola lacrima.

Com'era la frase di Gandhi? Prima ti ignorano, poi ti combattono e poi hai vinto.
Quando ero piccolo compravo Topolino. Una volta letto scambiavo il mio giornalino con gli amici. Risultato: con una sola copia comprata leggevo molti giornalini (che non avrei mai potuto comprare con al mia paghetta). Questo meccanismo era (ovviamente) conosciuto dagli editori. Le loro contromisure erano i gadget in regalo con la copia acquistata e un'accorta politica dei prezzi. Certamente non si sono mai sognati di inventarsi un giornalino monouso o con un lucchetto per la cui apertura si deve andare ogni volta all'edicola e pagare.
Lo stesso vale per il mondo digitale: si può tenere conto del fatto che per uno che compra ci saranno cento che copiano e incoraggiare l'acquisto di contenuti elettronici con prezzi onesti, gadget (anche "e-gadget"), e, soprattutto, senza lucchetti. I guadagni saranno anche più alti di adesso perché non si spenderanno, i soldi per applicare le protezioni anticopia utili solo a chi le realizza.
Sono d'accordo con chi sostiene che il lucchetto digitale non riduce il fenomeno della pirateria e, anzi, produce un duplice danno: direttamente di d'immagine a chi usa i lucchetti; indirettamente alla sicurezza informatica perché chi cerca le copie pirata di un contenuto spesso contribuisce alla diffusione di virus.
@Giuseppe: non solo si scambiavano i Topolini (e altri), ma li si vendevano e cedevano in blocco e li si rileggevano anche 20 o 30 anni dopo. Quello che gli "editori" e i "distributori" vogliono fare adesso è utilizzare (abusare?) la tecnologia per fare in modo di monetizzare ogni volta che uno legge lo stesso Topolino.
In altre parole, il download "pirata" è più efficiente del servizio ufficiale. Non è questione di costi, perché tanto i diritti li pago lo stesso. Non sono uno scroccone.

E' lo stesso motivo per cui io, pur avendo regolare abbonamento a Sky, mi sono scaricato e guardato l'ultima puntata di Lost intorno alle 17 del giorno stesso, anzichè attendere la prima serata?
Impazienza? Incapacità di attendere poche ore? Anche...
...ma soprattutto non potevo sopportare il terrore di incappare in clamorosi spoiler da parte di tg, deejay radiofonici zelanti (che ovviamente non hanno mai guardato Lost) e qualsiasi altro imbecille che pensava di rendersi utile al mondo spifferando con poche ore di anticipo un finale atteso da sei anni.
E infatti il mio timore era
pienamente giustificato (tranquilli, il link è spoiler-free).

E' vero che Sky non ha colpe, anzi è l'unica tv che -al momento- si è resa conto che non ha senso far aspettare per mesi l'importazione di una serie televisiva; ma infatti non ha ricevuto alcun danno da questo comportamento.

Ma in fondo la stessa regola vale per le tv in chiaro. Se io mi scarico le puntate di Dr House prima che vadano in onda su Italia 1, commetto un reato. Ma se le scarico il giorno dopo (anche se sono dei sat-rip a cui viene aggiunto l'audio italiano) cosa cambia rispetto all'averla registrata su vhs?
Cambia che ad esempio posso vederla senza i tagli operati dalle tv italiane (che a volte si mangiano i recap iniziali o censurano delle scene).
Oppure posso scaricarmela in doppio audio e switchare dall'inglese all'italiano (servizio che TEORICAMENTE dovrebbero offire i decoder del digitale terrestre, ma che funziona una volta ogni tanto...e quasi mai con sottotitoli annessi).
E soprattutto posso saltare la pubblicità che IN OGNI CASO non guarderei, perchè mettere blocchi di 5 minuti a metà delle scene o immediatamente dopo la sigla è un vero e proprio suicidio commerciale.
Quando io ero piccolo ci si "sdoppiava" le cassette, ma non è quello il discorso.
Era illegale scambiarsi i topolini, sdoppiarsi le cassette, come lo è anche registrarsi i programmi dalla tv (sì, anche se hanno sempre venduto i videoregistratori).
Fino a un certo punto queste cose favoriscono la diffusione dell'opera (una specie di pubblicità grautita), ma con l'avvento della digitalizzazione e della banda larga e di conseguenza della perdita di qualità nell'opera copiata i vari editori vedono minacciata la loro quota di guadagni (anche se spesso ho visto statistiche che dicono che i cd/dvd continuano a essere venduti come prima)
Insomma possono fare mille leggi e mille accorgimenti per combattere la pirateria, ma perderanno sempre e comunque.
Concordo con l'articolo. Quanto ci vuole ancora per fargli capire che c'è gente che pagherebbe per fruire di quei contenuti nello stesso modo (facile, veloce, di qualità) in cui i "pirati" fruiscono di quei contenuti a gratis?
Concordo con l'articolo.

La cosa poi va anche oltre. A me, ad esempio, spesso non importa nulla di dover pagare anche il distributore italiano. Anzi! Per quanto riguarda la produzione in lingua inglese (o francese), se il produttore mi mettesse il video direttamente scaricabile in lingua originale, e subito, lo pagherei volentierissimo, e risparmierei un sacco sia in doppiaggio che in pubblicità che in distribuzione che in tempo.

Capito, signori produttori? VOGLIO PAGARVI PER SCARICARE SUBITO, SENZA AGGIUSTAMENTI E SENZA ORPELLI I VOSTRI PRODOTTI, dove posso farlo?

Non posso? Va bene, vorrà dire che scaricherò pirata. Ma non dite che è colpa mia, io ho diritto a fruire di un'opera di ingegno tanto quanto voi a essere pagati per averla realizzata.
Ma siamo sicuri che pubblicare un file senza lucchetti ad un prezzo equo renda pirati solo gli incalliti criminali? Ho pagato e scaricato un paio di giochi casual da 10 euro: i miei amici (tanti) mi han detto se son scemo. Non so quale potrebbe essere una possibile soluzione, ma rendere i file "liberi" senza protezioni non farebbe altro che innalzare la pirateria, perchè renderebbe più facile anche agli inesperti andare a scrocco. Io sarei il tontolone che paga l'idea, moltissimi altri si godranno l'idea e si complimenteranno della loro furbizia. Forse più che drm si/drm no ci vorrebbe un salto culturale che riconosca il dovere (si, fra millemila diritti, un dovere non sarebbe male...) di pagare l'autore e se si ritiene il prezzo alto, visto che non parliamo di pane e latte, non lo si compera invece di rubarlo. Ma, mi rendo conto che questo è come volere la pace nel mondo e che le assemblee condominiali si concludano sempre con rinfresco e/o buffet con sane chiaccherate...
La tecnologia ha reso più semplice rubare i diritti d'autore. Quando c'era Topolino, più in là del prestito non si poteva andare, comperarsi una tipografia era un pò impegantivo...
Sia da musicista (iscritto Siae) sia da programmatore, il problema del diritto d'autore dura da anni. Concordo quanto scritto da Paolo e da alcuni. Il servizio "legale" spesso è di qualità scadente.
Anche la tecnologia favorisce la "pirateria". Non ho mai comprato audio-cassette perché era un surrogato del vinile, della grande copertina, spesso realizzata da artisti incredibili.
Con il cd la sensazione che ho avuto è stata quella della cassetta, tutto troppo in piccolo e meno gratificante, anche se l'audio è gratificante. Però ora compro i cd in download sugli store dedicati e gli ascolto sul computer (è vero che ho un sistema scheda/casse semi-professionale da studio e quindi la qualità è alta).

Però è comunque un problema di cultura. Ho tutti software originali sui miei Mac e non scarico mai musica pirata. Ho anch'io qulache scheletro nell'armadio per il solo fatto che è praticamente impossibile trovare dvd dei film di fantascienza anni '50 ...
C'è chi non prende ancora la RAI col digitale terrestre e gli tocca ripiegare sul servizio via streaming, specialmente per i nuovi canali come RAI4, che trasmette delle belle serie di fantascienza e anime. Andrebbe bene, se non fosse per il fatto che la qualità è pietosa e il video, specialmente la sera, si interrompe spesso per caricare (almeno a me). Come se non bastasse, il portale RAI del cavolo usa Silverlight, che già su Windows zoppica un po' con hardware vecchiotto, ma soprattutto su Linux semplicemente non funziona. E meno male che è la TV di stato! Con Linux, la gente per disperazione aveva creato degli script in modo da poter vedere lo stesso, almeno le dirette (Moonlight uccide il processore, ha tanti problemi o proprio non va col sito RAI) e quelli che gestiscono il portale RAI hanno cambiato ogni volta le cose, rendendo gli script inservibili, finché alla fine sono stati usati altri sistemi... Ma anche su Mediavideo si possono vedere quelle serie ad una qualità maggiore, senza interruzioni di caricamento, insomma è migliore il servizio "pirata" che quello della TV di stato strapagata e paradossalmente con le loro "protezioni" spingono la gente a guardare in altro modo, ciò che avrebbero diritto di guardarsi. Dopo mesi di frustrazione...

Hanno paura che non si veda la stupida pubblicità sul loro portale? A me andrebbe anche bene, anche se pago già il canone e vedo già tanta pubblicità che intermezza le loro trasmissioni... Hanno paura che qualcuno registri? A parte che la TV di fatto la si è sempre registrata e il digitale terrestre si registra benissimo, ma qualunque cosa appaia su un monitor del PC in qualche modo può venire registrata. Paura che qualcuno guardi oltre confine? Che senso hanno i confini con Internet nel 2010? Avete già un "confine": la lingua italiana. Aggiornatevi, inventatevi i diritti per la lingua anziché per regione e guarderanno solo chi capisce l'italiano.
Ma siamo sicuri che pubblicare un file senza lucchetti ad un prezzo equo renda pirati solo gli incalliti criminali?

No, rende pirati solo gli stupidi.

Una persona di buon senso, dovendo scegliere se scaricare gratis da una fonte sconosciuta, senza garanzie di puntualità, di qualità e di completezza (e se a metà film Disney mi hanno infilato un pornazzo?), e scaricare pagando un euro in modo semplice ma con la garanzia di qualità, completezza, fruibilità e la certezza di finanziare altre opere dello stesso autore, non credo abbia molte esitazioni.

Vorrei precisare che razzolo come predico. I miei libri sono scaricabili liberamente online. E devo dire che ci guadagno, in un modo o nell'altro, tanto quanto (o poco quanto) ci guadagnavo con i libri venduti attraverso un editore.

Il concetto fondamentale è passare da una cultura in cui produrre copie costa, e quindi si esige che ogni copia venga pagata, a una cultura in cui duplicare non costa nulla, per cui una copia non pagata non va vista come perdita, ma come pubblicità.

L'importante è che ci sia una massa critica di utenti che pagano quanto basta per permettere all'autore di campare e produrre ancora. Se un milione di persone scarica a scrocco, chissenefrega.

Tanto lo fanno già.
Non posso che sottoscrivere tutto il post. Sul mio blog è un po' che ne parlo visto che grazie alla scarsa diffusione di ebook legali in Italia mi sono spesso scontrato con limiti regionali e altro, consiglio a chi non lo conoscesse un saggio di Cory Doctorow sul Copyright. Content, disponibile sotto Creative Commons in digitale o in cartaceo edito da Apogeo (che sul sito ha l'eBook in italiano). Semplicemente illuminante.

Ah se uno "vende" qualcosa non è stupido pagare per averlo, ma giusto a chi mi desse dell'idiota starei attento a prestargli qualcosa
Vorrei segnalare che i creatori della celebre serie d'animazione 'south park' hanno voluto pubblicare tutte le puntate della loro serie tv.
Non appena la puntata viene trasmessa negli Stati Uniti ( se non erro dalla Comedy Central ) le puntate vengono rese disponibili on line interrotte da due brev annunci pubblicitari. Sono guardabili solo in streaming, ma la qualità non è male! ed il vantaggio è che tutto il mondo le può vedere in inglese appena vengono pubblicate ( cosa molto importante visto che la serie tratta argomenti di attualità molto spesso! ).
Il problema dei lucchetti digitali esiste anche nel mondo dei videogames, anche in quel caso creano agli utenti onesti e paganti più problemi di quanti ne dovrebbero creare ai pirati.
Io acquisto solitamente su Steam o EA store ed il servizio direi che è molto efficiente, tempo fa ebbi la brillante idea di comperare un gioco su dvd (Mass Effect) pagato (molto profumatamente) che nonostante fosse originale non aveva nessuna intenzione di installarsi a causa di un conflitto tra il sistema operativo ed il software anticopia, bug riconosciuto dagli stessi programmatori e che comunque non è mai stato risolto definitivamente.
Soluzione?
Sono stato costretto a craccare il gioco (PAGATO) per farlo girare, a parte il fatto in se che trovo ridicolo, correvo il rischio che il mio cdkey venisse bannato durante il gioco online, sarebbe stato il colmo.
Sembra che questa smania di inventarsi nuovo metodi per "proteggersi" a tutti i costi non faccia altro che creare problemi agli utenti onesti e solo a quelli, prima o poi ci si stancherà di sborsare quattrini per tribolare, ho citato la mia esperienza ma basta dare un occhiata in rete per accorgersi che si tratta di un problema piuttosto comune.
Il punto al momento è che molti consumatori hanno ancora il timore che qualcosa vada storto nella transazione.

Io non ho capito bene la legislazione connessa ai lettori cd virtuali ed agli emulatori della prima playstation. Fermo restando che è impossibile vietarne l'uso... non esiste nessun principio per cui uno sviluppatore non può andare a dire ad un utente a caso di non riprogrammare il proprio computer?
Voglio dire, se uno può vietarmi di virtualizzare un CD con un programma prodotto da una terza parte(in quanto mi secca cambiare i cd nel cassetto) in teoria dovrebbe essermi vietato anche, che so, alzare o abbassare il volume delle casse col comando in basso a destra...
Ma poi quello che dico io... Spendono milioni per lucchetti e DRM nei giochi, nei software, nella musica, nei film... Tanti soldi buttati perchè comunque le copie piratate girano sempre. È inutile pagare un team di 50 persone per fare un DRM quando c'è tutto il mondo la fuori che cercherà di bucarlo, meglio sfruttare quei soldi per aumentare la qualità del prodotto.
@ufopsi
la rsi ti mette 2 link per vedere in streaming i suoi canali. Cmq credo che per l'hd devi dare un piccolo obolo.
Ed è anche l'unico sistema per vedere la rai perché dal suo sito non vi posso accedere perché abito all'estero...anche se in Italia ho il diritto di voto :)
Discorso condivisibile e ragionevole... Ma avendo una fidanzata che per motivi di lavoro ha spesso a che fare con la SIAE mi rendo perfettamente conto che la ragionevolezza in questo ambito è del tutto inascoltata.
Non so come funziona in Svizzera, ma in Italia paghi i diritti d'autore anche per far suonare un pezzo di vivaldi al saggio di danza delle bambine dell'asilo.
Il bello è che alla SIAE non frega nulla dei diritti legittimi degli autori.
Quello che importa è mantenere in piedi un piccolo impero di privilegi nella migliore delle tradizioni clientelari.
Non conosco un modo per esprimere quanto sono d'accordo con la tua tesi.
Quindi termino qui il mio commento.
D'accordo su tutta la linea.

La questione contentuti digitali vs. pirateria è relativamente semplice: chi non ti avrebbe dato 1 lira prima, probabilmente non te la darà neanche adesso.

Chi prima sarebbe stato disposto a pagare per avere dei contenuti, ma non lo faceva perché tale costo era troppo elevato rispetto alla propria disponibilità oppure rispetto al valore che attribuiva all'opera, ora sarà più propenso all'esborso.

Parlando di fatti concreti: io ascolto musica quasi esclusivamente al pc, perché ho un impianto semiprofessionale in quanto bedroom artist, e non ho alcuna voglia di tornare a rippare cd per passarli qui [sebbene ne acquisti ancora, per collezione].
Spero vivamente che sistemi condivisi [e legali] àla Spotify [www.spotify.com] prendano piede - sarei ben lieto di pagare un canone mensile per avere *tutto* lì, senza avere incubi di notte circa un eventuale perdita del mio terabyte di mp3 [still growing atm].

Se si iniziassero a guardare le opere di ingegno come modelli vincenti di marketing moderno, e non come meri oggetti da scaffale, potremo finalmente fruirne in modo ottimale tutti quanti, senza passare per criminali.
visto che siamo in tema, qualcuno conosce http://www.vcast.it? com'è possibile che sono ancora on line?
A differenza di eMule e affini, dove chi scarica condivide.
in eMule o aMule puoi anche scegliere di non condividere e di scaricare e basta. A meno ora non sia cambiato.
theDraKKar
stupendo Vcast...Uso mytv su iPhone da iPhone mi registro e guardo le puntate quando voglio, potendo anche poi scaricarmele sul computer. Sono ancora online perchè la rai li lascia fare e a molte altre tv conviene, e poi è ancora un progetto pilota. Quando c'era anche mediaset era veramente stupendo.
Mmmm... ma se tu hai il "diritto" (???) di scaricarla, Rapidshare non ha comunque i diritti per permetterne il download!!!
La differenza con eMule sarebbe questa: non sei tu che condividi, ma c'è sempre qualcuno/qualcosa che permette la condivisione illegale
Non potrebbe "distinguere", tra l'altro, tra chi questi "diritti" li avrebbe e chi no!
Dovrebbe essere la BBC stessa a dare questa possibilità
P.S. Non ho capito esattamente cosa c'entri la premessa su Harry Potter
Letto il commento 23 verso i miei 2 cent di testimonianza relativa alla realtà SIAE.

Mi capita di dovere allegare CD a varie pubblicazioni; l'ultimo caso riguardava un CD allegato a un volumetto di ricerca storico-musicale.

Volume e CD realizzati in 250 copie; i contenuti del CD e l'esecutore erano esenti da diritti, ma ogni CD deve in ogni caso essere sottoposto al bollino SIAE.

Il costo di ogni bollino è di euro 0,018, che moltiplicato per 250 dà un totale di euro 4,50.

Le mie spese sono state:
- spese di agenzia per svolgere la pratica SIAE euro 70,00 + IVA
- spese per l'applicazione del bollino SIAE da parte del confezionatore euro 20,00 + IVA
- le mie spese vive per telefonate, seguire la pratica, recuperare e portare i bollini le quantifico in euro 70,00

il totale risulta di euro 160,00; a questo costo si deve sommare il costo sostenuto dalla SIAE per evadere la pratica e stampare i bollini: vogliamo dire altri 70 euro?
e arriviamo a 230 euro di spesa a fronte di un introito da parte della SIAE della favolosa somma di euro 4,50 pari a lire ottomilasettecentotredici!

Questo è solo uno dei vari aspetti, conosco solo questo e nulla delle realtà estere. Mi sembra però esemplificativo

Credo debba passare molta acqua sotto i ponti.
ma se tu hai il "diritto" (???) di scaricarla, Rapidshare non ha comunque i diritti per permetterne il download!!!

Vero. Ma questo è un problema loro. Il principio della legge svizzera, da quel che ho capito, è che l'utente non è tenuto a determinare se un sito offre legittimamente o meno un contenuto vincolato dal diritto d'autore. Se trovo un programma TV su Youtube, non sta a me arrabattarmi per sapere se è su Youtube con il permesso dei titolari dei diritti o no.
Stavo facendo una riflessione.
Quando voglio comperare un CD mi guardo un po' di prezzi su Internet, acquisto dal miglior offerente, e attendo una o due settimane che mi arrivi il supporto (non mi piace acquistare musica digitale e trovo che il prezzo dei brani su iTunes sia assolutamente sproporzionato... a volte un CD originale costa meno!)

Se però si tratta di un CD a cui tengo particolarmente, nell'attesa... mi procuro i brani in altro modo.

Non sto facendo una vera e propria violazione di diritti d'autore... diciamo che sto interpretanto i diritti un po' a mio favore... ma alla fine l'artista non ci perde nulla, e la casa discografica nemmeno.

Tutti contenti quindi?
Beh... credo che il negozio qui vicino avrebbe qualche cosa da ridire, in fondo vende i CD a qualche euro in più ma quegli euro potrebbero essere giustificati da un servizio migliore (pronta disponibilità del prodotto).

Quindi alla fine... chi ci guadagna sono sempre le "grandi multinazionali delle vendite per corrispondenza" (mi piace questo termine eheh) e chi ci perde sono sempre i più piccoli.

Titolari dei diritti, rassegnatevi. Avete perso e noi abbiamo vinto.

Ma sì, i titolari dei diritti hanno certamente perso...
Credo sarà sempre più difficile far pagare per la fruizione di qualche cosa che si può trovare gratis, è una cosa che sta sparendo dalla nostra cultura... credi davvero che tutti quelli che scaricano da rapidshare siano nella tua stessa situazione?
Forse per continuare a vendere qualche cosa bisogna che il prezzo da pagare sia ridicolmente basso (es. un euro...), ma ciò vuol dire che i produttori di contenuti dovranno accontentarsi di guadagni molto minori rispetto al passato.

Vorrei precisare che razzolo come predico. I miei libri sono scaricabili liberamente online. E devo dire che ci guadagno, in un modo o nell'altro, tanto quanto (o poco quanto) ci guadagnavo con i libri venduti attraverso un editore.

però per i libri è diverso, la versione digitale è sempre più scomoda di quella stampata; e se guadagni qualche cosa è perché con un blog come questo ti puoi fare molta pubblicità, che prima era a carico dell'editore, e perché comunque non ci sono spese di distribuzione.

Probabilmente nel complesso i tuoi libri incassano molto meno, ma non dovendo dividere gli incassi né con l'editore né con nessun altro, per te diventa vantaggioso.

Forse è il concetto di editore che, col tempo, diventerà obsoleto! :-)
Mmmm... io non conosco la legge italiana, figuriamoci quella svizzera!
Ma non è una cosa tipo "incauto acquisto"? Non so se sia estendibile all'informatica
Ora, quando uno acquista per es. abbigliamento contraffatto, per es. su eBay, non dico neanche dai venditori ambulanti, e supponendo comunque in buona fede, cioè non sapendo che il materiale è comunque contraffatto, se scoperto, è passibile di multa e di denuncia, perché viene a sua volta ritenuto responsabile, per non essersi informato bene sulla sua provenienza
Il principio della legge svizzera, da quel che ho capito, è che l'utente non è tenuto a determinare se un sito offre legittimamente o meno un contenuto vincolato dal diritto d'autore.

che è un principio strano se si pensa che probabilmente anche in Svizzera sei tenuto a determinare se qualcuno ti stia vendendo qualcosa di rubato o meno
Per Nigu

Quando io ero piccolo ci si "sdoppiava" le cassette, ma non è quello il discorso.
Era illegale scambiarsi i topolini, sdoppiarsi le cassette, come lo è anche registrarsi i programmi dalla tv (sì, anche se hanno sempre venduto i videoregistratori).


Sapevo il divieto teorico, e sottolineo puramente teorico, di registrare un film alla tv. Ma scambiarsi i fumetti mi giunge nuova. Mi dai un riferimento alla legge?
@ Oscar
in eMule o aMule puoi anche scegliere di non condividere e di scaricare e basta. A meno ora non sia cambiato.

Tutto ciò che stai scaricando va automaticamente in condivisione, senza che tu possa impedirlo. Quindi, tutte le parti dei file che hai in coda, scaricati tra l'1 e il 99%, sono comunque condivisi.
chi ci guadagna sono sempre le "grandi multinazionali delle vendite per corrispondenza"

prima di versare lacrime :) tieni presente che in Italia queste aziende non hanno grandi profitti... l'acquisto su internet, nonostante in costante crescita, è sempre minoritario

in altre parole tu compri su internet e 9 tuoi vicini comprano al negozietto!
Ma scambiarsi i fumetti mi giunge nuova.

effettivamente... se mi compro un libro poi lo presto a chi mi pare... basta che non mi faccio pagare (altrimenti è nolo e ha regole precise)
poi scusate ma nessuno faceva la collezione di Topolino?! prestarli!??! blasfemia!!! :D
Per Orsovolante

Non so come funziona in Svizzera, ma in Italia paghi i diritti d'autore anche per far suonare un pezzo di vivaldi al saggio di danza delle bambine dell'asilo.

Non capisco esattamente cosa intendi per "far suonare un pezzo di Vivaldi": viene ascoltato in pubblico un CD/DVD musicale? Oppure il brano viene suonato da musicisti? La cosa cambia.
si paga in entrambi i casi

(a coppie di due)
Per Mr Wolf

Mmmm... ma se tu hai il "diritto" (???) di scaricarla, Rapidshare non ha comunque i diritti per permetterne il download!!!
La differenza con eMule sarebbe questa: non sei tu che condividi, ma c'è sempre qualcuno/qualcosa che permette la condivisione illegale
Non potrebbe "distinguere", tra l'altro, tra chi questi "diritti" li avrebbe e chi no!
Dovrebbe essere la BBC stessa a dare questa possibilità
P.S. Non ho capito esattamente cosa c'entri la premessa su Harry Potter


Io, lo dico francamente, non ho capito cosa vuoi dire tu. Puoi esprimerti più chiaramente?
@grammarfone

sconfortante...
Per theDRaKKaR

si paga in entrambi i casi

(a coppie di due)


Era una risposta per me? Io veramente chiedevo a Orsovolante.
Recentemente la SIAE è stata al centro di una polemica proprio per un presunto introito richiesto per l'esecuzione dell'inno nazionale. Si è poi scoperto che l'unica spesa per l'inno era il noleggio dello spartito, che andava alla casa editrice Sonzogno, non so bene a che titolo: una cifra molto modesta, in ogni caso. La Siae, strettamente parlando, in quel caso specifico non speculava.
Era una risposta per me? Io veramente chiedevo a Orsovolante.

hai la coda di paglia evidentemente....
Ah, la SIAE... ricordo come se fosse ieri la necessità di pagare la SIAE (roba da poco, 1,60 euro) per il permesso di mettere in scena SHakespeare in uno spettacolo gratuito... (spese di segreteria) Comunque, se avete avuto problemi solo con la SIAE siete ancora messi bene. Se avete un'attività potreste trovarvi a batter cassa pure la Società Consortile Fonografici.

http://punto-informatico.it/2833600/PI/Commenti/viaggio-nella-giungla-dei-compensi.aspx

brutto paese il nostro, pieno di imbroglioni.
@Accademia dei pedanti

Paolo sostiene di avere il diritto di scaricare e di vedere quella puntata di Doctor Who perché ha l'abbonamento alla BBC, ma il sito da cui l'ha scaricata, Rapidshare, non ha il diritto di distribuire comunque quel materiale e non sarebbe comunque in grado di distinguere chi avrebbe il diritto a scaricarla e chi no.
Per cui, dovrebbe essere la BBC stessa a concedere questa possibilità.
Con eMule, quando scarichi qualcosa, quel qualcosa è messo in condivisione con gli altri utenti, mentre Paolo sostiene che, con Rapidshare, la responsabilità sarebbe del sito stesso che permette il download, mentre chi scarica non condivide niente.
Detto questo, Italia, Svizzera o qualunque altro paese, le normative sono sempre poco chiare...
Paolo sostiene che, con Rapidshare, la responsabilità sarebbe del sito stesso che permette il download,

Aspetta, chiarisco: la responsabilità non è di Rapidshare, ma di chi ha messo su Rapidshare il file.
Sulla pirateria devo aggiungere una nota dolente: molti libri non sono accessibili per persone non vedenti poiché non è possibile avere il file (anche pagandolo quanto il testo "in carta").
Mmmm... Paolo, penso però che la società che detiene i diritti se la prenderebbe comunque contro Rapidshare, vedi il recente caso di Mediaset che ha chiesto un risarcimento danni spaventoso a Youtube a causa della pubblicazione di spezzoni di sue trasmissioni televisive.
O vedi anche il caso di quei dirigenti di Google condannati perché su Google Video era stato pubblicato un video di un disabile umiliato dai compagni di scuola.
Chi fornisce questi servizi viene ritenuto comunque responsabile dei contenuti caricati, ed è tenuto a un controllo.
Chi fornisce questi servizi viene ritenuto comunque responsabile dei contenuti caricati, ed è tenuto a un controllo.

"Ritenuto" dai titolari, ma le leggi dicono diversamente. A quanto mi risulta, chi offre un servizio di hosting di file non è tenuto ad alcun controllo, così come un operatore telefonico non è tenuto a controllare se per telefono tu insulti qualcuno o discuti i tuoi piani terroristici.

Il caso di Google Video, infatti, ha scandalizzato chi si occupa di diritto informatico e la logica di quella sentenza è tutta da capire.
@ Paolo Attivissimo
così come un operatore telefonico non è tenuto a controllare se per telefono tu insulti qualcuno o discuti i tuoi piani terroristici.

Non esattamente:
Telecom Italia SpA - Condizioni generali di abbonamento
Art. 13 - Uso improprio del servizio
1. Il Cliente non può effettuare né può consentire di effettuare dal proprio Punto Terminale comunicazioni o attività che arrechino molestia o che violino le leggi vigenti.
2. omissis
3. Telecom Italia ha la facoltà di sospendere immediatamente la fornitura del Servizio, senza preavviso, qualora il Cliente ne faccia l'uso improprio […] dandone […] comunicazione alle autorità competenti.

Questo è uno dei punti del contratto che si sottoscrive in Italia.

Come poi possa il gestore telefonico controllare le comunicazioni è un altro 'par di maniche'.
A quanto ho letto (non sono riuscito a trovare un articolo al volo e adesso non ho tempo, quindi rimando magari a domani), le majors hollywoodiane sono pronte ad un'offensiva contro i siti di file-hosting come Rapidshare che permettono di scaricare film, etc.
Comunque, c'è da dire una cosa: con Rapidshare i file NON sono direttamente ricercabili sul sito stesso, ci sono dei motori di ricerca appositi che cercano i link su forum, siti, etc.
Secondo me, qua calza fino ad un certo punto l'esempio che hai fatto delle telefonate, nel senso che Rapidshare magari non avrebbe il diritto di "ficcanasare" nei file che vengono uploadati. Però chi conosce il link può comunque scaricare il file. Non mi ricordo se offra un servizio di protezione particolare (magari in più a pagamento), tipo una password per autorizzare il download, anche se, in ogni caso i file possono essere comunque zippati e criptati con relativa password.
Nel caso di Youtube, però, i video sono visibili pubblicamente, (sì, a parte che c'è l'opzione per renderli visibili a un max di tot persone), quindi chi li vede non è che stia "ficcanasando"...
Il caso di Google Video che ho citato sì è sconvolgente, se ne discuterà ancora a lungo.
Io sono dell'idea che in teoria (in teoria, dico), un controllo sarebbe necessario, ma in pratica non è attuabile, visto l'elevatissimo numero di video che vengono caricati di continuo.
Con questo, non dico assolutamente di essere d'accordo con chi ha condannato Google, ma bisognerà stabilire delle normative da rispettare.
Chi offre servizi del genere dev'essere conscio dei rischi che ci sono.
Non esattamente:

Attenzione, quello che citi dice che l'utente è tenuto a non dire cosacce. Non dice che Telecom è tenuta a impedire che l'utente le dica.
Per granmarfone1950

Telecom Italia SpA - Condizioni generali di abbonamento
Art. 13 - Uso improprio del servizio
1. Il Cliente non può effettuare né può consentire di effettuare dal proprio Punto Terminale comunicazioni o attività che arrechino molestia o che violino le leggi vigenti.
2. omissis
3. Telecom Italia ha la facoltà di sospendere immediatamente la fornitura del Servizio, senza preavviso, qualora il Cliente ne faccia l'uso improprio […] dandone […] comunicazione alle autorità competenti.

Questo è uno dei punti del contratto che si sottoscrive in Italia.

Come poi possa il gestore telefonico controllare le comunicazioni è un altro 'par di maniche'.


Infatti hanno l'aria di norme scritte unicamente per proteggersi il podice, non per essere applicate nel mondo reale. Per sapere se una comunicazione arreca danno a qualcuno o costituisce reato bisognerebbe compiere un reato spesso più grave. :-)

Su Rapidshare, Youtube e servizi assimilabili: io so che se qualcuno si accorge che c'è materiale protetto da copyright, loro sono tenuti a rimuoverlo rapidamente dietro segnalazione. E se il detentore di copyright li trascina in giudizio per danni, loro, almeno in linea di principio, possono rivalersi in un secondo tempo sull'utente che quei contenuti ha caricato violando i termini d'uso. Non è previsto, tuttavia, che debbano fornire i dati dell'utente a chi intenta causa. Per questo simili servizi stanno avendo un largo successo: a modo loro, soddisfano un po' tutti.
Per Mr Wolf

A quanto ho letto (non sono riuscito a trovare un articolo al volo e adesso non ho tempo, quindi rimando magari a domani), le majors hollywoodiane sono pronte ad un'offensiva contro i siti di file-hosting come Rapidshare che permettono di scaricare film, etc.

Non sapevo di questa offensiva, ma ci sarà da ridere: Rapidshare è tedesco, Megaupload è cinese. E gli Usa in questo momento non sono nelle condizioni di fare la voce grossa, men che meno con le autorità cinesi. Quindi voglio proprio vedere come si muoveranno.

Secondo me, qua calza fino ad un certo punto l'esempio che hai fatto delle telefonate, nel senso che Rapidshare magari non avrebbe il diritto di "ficcanasare" nei file che vengono uploadati. Però chi conosce il link può comunque scaricare il file.

Va detto che in generale i file di utenti comuni "scadono" automaticamente dopo tre mesi.

Non mi ricordo se offra un servizio di protezione particolare (magari in più a pagamento), tipo una password per autorizzare il download, anche se, in ogni caso i file possono essere comunque zippati e criptati con relativa password.

Spesso lo sono infatti.
Se però l'utente non vuole che il file venga scaricato troppo, lo può cancellare, Rapidshare fornisce un link di cancellazione ogni volta.

Nel caso di Youtube, però, i video sono visibili pubblicamente, (sì, a parte che c'è l'opzione per renderli visibili a un max di tot persone), quindi chi li vede non è che stia "ficcanasando"...

Ricordo che da circa un anno Youtube ha un motore di riconoscimento audio che blocca alla radice i file con canzoni coperte da copyright note a Youtube. Ed è pure piuttosto efficiente. Credo esista anche per i video, ma non ho esperienza sul punto.
In pratica (seppur teoricamente): il gestore telefonico ha facoltà di sospendere il servizio, ma, come qualunque cittadino, ha anche l'obbligo, venendo a conoscenza di un comportamento delittuoso (secondo le leggi vigenti), di farne segnalazione all'autorità, per impedirne la prosecuzione.

Qui si entra nel campo dei "fini giuristi" e io mi fermo.
Per granmarfone1950

In pratica (seppur teoricamente): il gestore telefonico ha facoltà di sospendere il servizio, ma, come qualunque cittadino, ha anche l'obbligo, venendo a conoscenza di un comportamento delittuoso (secondo le leggi vigenti), di farne segnalazione all'autorità,

No, il cittadino non ha l'obbligo di informare le autorità di un comportamento delittuoso, se non un obbligo morale. Solo chi è pubblico ufficiale è tenuto a farlo.
il cittadino non ha l'obbligo di informare le autorità di un comportamento delittuoso

vero, ma è anche vero che ci sono alcuni reati che, se noti, vanno denunciati
Durante gli anni 90 il web era sostanzialmente un insieme di pagine statiche. La logica pertanto suggeriva che, se all'interno di un sito fosse stato trovato del materiale illegale, la responsabilità sarebbe ricaduta direttamente sui gestori del sito.

Non a caso, durante questo periodo, i primi fornitori di spazio web ponevano moltissimi vincoli sul materiale da caricare, ed effettuavano numerosissimi controlli.

Il web statico però stava stretto a molti.
Si voleva che la gente potesse lasciare dei commenti alle pagine, che potesse creare il proprio blog, che potesse allegare immagini, poi video, poi qualsiasi altra cosa...

Se la responsabilità di tutto ciò che gli utenti avessero scritto o caricato fosse ricaduta sul gestore del servizio, senza dubbio il Web 2.0 non sarebbe mai potuto nascere.

Così si è raggiunto questo compromesso:
- un fornitore di spazio web può lasciare che i suoi utenti carichino qualsiasi cosa;
- nel caso di contestazione (per motivi di copyright, ma non solo) il fornitore è tenuto ad effettuare dei controlli ed eventualmente rimuovere il materiale segnalato.

Quindi (tanto per fare un esempio banale): voglio lasciare uno spazio per i commenti nel mio blog?
Lo posso fare... ma se qualcuno mi segnala che alcuni contenuti sono inopportuni li devo eliminare prontamente.
Altrimenti posso essere considerato responsabile.

Il problema è sempre il solito: questa legge è necessaria perché se non ci fosse non potrebbe esistere il web come oggi lo conosciamo; ma ogni volta che si fa una legge con le migliori intenzioni, c'è sempre qualcuno che la sfrutta per altri fini non proprio nobili, come in questo caso lo scambio di materiale protetto.

Non so voi, ma io non ho una soluzione :-)
Per theDRaKKaR

il cittadino non ha l'obbligo di informare le autorità di un comportamento delittuoso

vero, ma è anche vero che ci sono alcuni reati che, se noti, vanno denunciati


Quali? Io avevo letto solo per attentati in preparazione contro il Presidente della Repubblica; improbabile che vengano alle orecchie di un comune cittadino per caso. Ce ne sono altri?
Mi rendo sempre più conto che le aziende che "difendono" i diritti d'autore segano senza dare a noi utenti una che minima possibilità di scelta..

Perchè non far pagare un tot al mese direttamente dalle spesa adsl per poter scaricare o vedere in streaming legalmente da qualunque sito? da qualunque fonte?

Intendiamoci un prezzo equo. Io sarei il primo a pagare, anzi se questo mi garantisce la legalità ancor più volentieri e credo che come me tanti ma tanti altri lo farebbero.

O se non questo metodo un'altro, ad esempio un sito internet dove ti abboni e, a seconda di ciò che guardi / scarichi paghi. Un sito completo, magari anche in inglese ma con la possibilità di aggiungerci sottotitoli..

Secondo me le soluzioni per dar contro alla pirateria ci sono.. La domanda è, perchè non metterle in atto invece che creare uno stato di panico e paura?
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@accademia



- detenzione armi e esplosivi: se sei a conoscenza che dove vivi sono detenuti armi o esplosivi devi denunciarlo, anche se non sono tue
- sequestro di persona: se sai di un sequestro, anche solo tentato, o di una richiesta di pagamento per la liberazione di un sequestrato devi denunciarlo

inoltre per tutti i reati, c'è il favoreggiamento...
@Accademia
"Su Rapidshare, Youtube e servizi assimilabili: io so che se qualcuno si accorge che c'è materiale protetto da copyright, loro sono tenuti a rimuoverlo rapidamente dietro segnalazione..."
Vorrei però sapere il senso che ha tutto questo. Se sono responsabili dei contenuti, dovrebbero controllare se violano il copyright, se non lo sono allora perché rimuoverli?Questo filosoficamente; in pratica è ovvio che non vogliono problemi e quindi li tolgono. Se è responsabile chi mette i contenuti, ne dovrebbe rispondere lui; di fatto c'è una violazione e qualcuno dovrebbe risponderne. Per cui mi viene da dire che, se loro tolgono i contenuti, subiscono le azioni legali e non si rivalgono sugli utenti (forse per non perdere la loro immagine), in pratica si comportano come se fossero loro i responsabili a tutti gli effetti
Uno dei tuoi migliori articoli. Ciò che dici è tutto vero e l'ho sempre pensato, anche se non avrei saputo esprimerlo così bene :)
Il futuro è qui sulla tastiera, non sul telecomando.
@puffolotti

lettori cd virtuali ne uso come il pane, ovviamente, e francamente non mi sono mai posto il problema della "legislazione"... che minchia vogliono?? O_O
Per Max Senesi

"Su Rapidshare, Youtube e servizi assimilabili: io so che se qualcuno si accorge che c'è materiale protetto da copyright, loro sono tenuti a rimuoverlo rapidamente dietro segnalazione..."

Vorrei però sapere il senso che ha tutto questo. Se sono responsabili dei contenuti, dovrebbero controllare se violano il copyright, se non lo sono allora perché rimuoverli?


È difficilissimo stabilire a priori se un video viola qualche diritto, anche avendo periti musicologi o cinefili a disposizione. Se ti faccio sentire una musichetta sei sempre in grado di dire se è di pubblico dominio? E un film in bianco e nero?

Questo filosoficamente; in pratica è ovvio che non vogliono problemi e quindi li tolgono.

Li tolgono su segnalazione formale. Se la segnalazione si rivela infondata, i video vengono ripristinati, e l'utente responsabile della segnalazione fasulla viene sospeso da Youtube, come è già accaduto.
Va aggiunto, ahimè, che alcune contestazioni per questioni di privacy sono (o erano?) a prova di contronotifica, Youtube li rimuove senza rivelare chi si è lamentato né dare spazio alla difesa.

Se è responsabile chi mette i contenuti, ne dovrebbe rispondere lui; di fatto c'è una violazione e qualcuno dovrebbe risponderne.

Andrebbe letta la normativa, ma immagino che ricalchi quella della diffamazione per i giornali: ne risponde il giornalista e il direttore responsabile. In caso di articolo non firmato, e nell'impossibilità di risalire all'autore, ne risponde il solo direttore.
È chiaro che a Youtube non conviene assolutamente spifferare l'IP dell'utente che ha messo materiale protetto. E così a rapidshare e agli altri servizi di file hosting. Ma, almeno sulla carta, suppongo la responsabilità sia di entrambi.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Vorrei però sapere il senso che ha tutto questo. Se sono responsabili dei contenuti, dovrebbero controllare se violano il copyright, se non lo sono allora perché rimuoverli?

questo l'ho cercato di spiegare qualche commento fa; prima del web 2.0 il responsabile dei contenuti era il gestore del sito. Ma in questo modo il web non si sarebbe potuto evolvere.

Il compromesso raggiunto è questo: il gestore può permettere ai propri utenti la pubblicazione di qualsiasi cosa senza effettuare controlli, ma solo a patto che, in caso di contestazione, un eventuale contenuto inopportuno sia rimosso non appena segnalato.

L'accousa a google - che in ogni caso dovrà del tutto essere dimostrata - è che i gestori di youtube hanno aspettato troppo tempo per eliminare i contenuti inopportuni.
Per Federico

L'accousa a google - che in ogni caso dovrà del tutto essere dimostrata - è che i gestori di youtube hanno aspettato troppo tempo per eliminare i contenuti inopportuni.

Non capisco di che fatto specifico stai parlando, tra l'altro Youtube appartiene a Google dal 2006 ed è gestito da Google Inc.: puoi chiarire?
A Giuseppe:
il tuo esempio non è calzante, però. Quando scambiavi la tua copia di Topolino con altre riviste di fumetti, non ne avevi più la disponibilità: per cui non era una condivisione, come con Emule e Rapidshare, ma un baratto (Topolino contro Alan Ford, per dire).

A Paolo:
ma detta in termini brutali, il tuo pensiero è traducibile con: "libertà di copia fin tanto che ci sia qualcuno disposto a pagare per tutti quelli che usufruiscono dell'opera"?
Accademia: si riferisce al video del ragazzo vittima di atti di bullismo.
Google è stata condannata perché, pur essendo stata avvisata (dalle autorità se non ricordo male) di cancellare il filmato, vi ha provveduto con alcune ore di ritardo.
ma detta in termini brutali, il tuo pensiero è traducibile con: "libertà di copia fin tanto che ci sia qualcuno disposto a pagare per tutti quelli che usufruiscono dell'opera"?

No. Libertà di copia comunque, perché tanto per gli oggetti digitali è del tutto inutile, ed è un costo secco e sorprendentemente alto, tentare di impedirla. Per cui l'industria dovrà adattarsi.
Non capisco di che fatto specifico stai parlando, tra l'altro Youtube appartiene a Google dal 2006 ed è gestito da Google Inc.: puoi chiarire?

hai ragione ho sbagliato io... non si trattava di Youtube ma di Google Video... il caso è quello famoso ed è questo:

http://googleitalia.blogspot.com/2010/02/una-grave-minaccia-per-il-web.html
Per Federico e per Rado il Figo

Sono stato il primo a parlarne su questo weblog (forse avrei dovuto commentare, anziché su un articolo che parlava di Youtube, su quello più discusso al momento...).

Ho letto quasi tutte le 111 pagine della sentenza, e non dice assolutamente ciò che hanno attribuito i commentatori del giorno dopo. :-|
L'accusa contro Google Italy srl era per diffamazione e violazione della legge sulla privacy. I quattro imputati sono stati assolti dall'accusa di diffamazione; tre di loro sono stati condannati al minimo della pena, 6 mesi con la condizionale, per violazione degli articoli 110 e 167, comma 1° e 2° del Codice in materia di protezione dei dati personali (cosiddetta legge sulla privacy).
Non è stato il tempo intercorso fra la segnalazione formale e la rimozione del video che ha fatto scattare la condanna, ma le due circostanze che l'attività di Google Italy srl aveva fine di lucro, e che la diffusione di notizie sullo stato di salute di una persona minore di anni 18 aveva provocato un danno. Un'applicazione forse troppo pedissequa della legge, ma quella in vigore in Italia dice proprio cosi. E Google Italy srl aveva sede a Milano.

Ora ci sarà l'appello, ma dubito questa sentenza avrà mai qualche conseguenza pratica: Google video non permette più di caricare dopo che Google inc. ha acquistato Youtube, in pratica ha cessato ogni attività in tutto il mondo; e il reato andrà in prescrizione prima della sentenza di Cassazione.
Errata corrige: dice proprio così.
A Rado il Figo:
Il mio esempio non si riferiva alla condivisione ma alla "violazione del copyright", virgolettato perché, specialmente oggi, il vero significato è mancato guadagno (a loro dire).
Il baratto dei giornalini era conosciuto da tutti. Gli editori lo sapevano ma, ripeto, le loro contromisure erano i gadget e una politica accorta dei prezzi che tenevano conto del fenomeno. In altri termini erano più elastici di pensiero: se non puoi batterli adeguati. Oggi gli editori sembrano aver perso questa elasticità e sembrano andare a testa bassa come un toro nell'arena a inseguire qualcosa di irraggiungibile (per il toro la salvezza).
Un'applicazione forse troppo pedissequa della legge, ma quella in vigore in Italia dice proprio cosi. E Google Italy srl aveva sede a Milano.

non voglio entrare nel merito dell'accusa, ma quello che stupisce è un'altra cosa, ovvero: i fornitori di servizi di hosting sono responsabili di ciò che fanno i loro utenti, oppure no?

Non è così scontato rispondere. Si potrebbe dire di sì, perché sono loro che ospitano i contenuti. Si potrebbe dire di no, perché i contenuti li caricano gli utenti. Il compromesso è: no, non sono responsabili, a patto che collaborino con l'eliminazione di contenuti inappropriati. Ma la separazione tra il si ed il no non è sempre cosa ovvia...
Per Federico

Un'applicazione forse troppo pedissequa della legge, ma quella in vigore in Italia dice proprio cosi. E Google Italy srl aveva sede a Milano.

non voglio entrare nel merito dell'accusa, ma quello che stupisce è un'altra cosa, ovvero: i fornitori di servizi di hosting sono responsabili di ciò che fanno i loro utenti, oppure no?


Nel caso in questione, era secondario. Se ben ricordo (ho letto la sentenza due mesi fa), in un punto si descrivono le modalità con cui questo video era stato messo in evidenza come "video più divertente", e il fatto che beneficiasse della pubblicità adWords. Fra le righe, io ho letto: "Google Italy srl non poteva non sapere", perché il contenuto di quel video particolare, così cliccato e commentato, non era era uguale a mille altri, e perché contribuiva in maniera rilevante al fine di lucro dell'azienda.

Non è così scontato rispondere. Si potrebbe dire di sì, perché sono loro che ospitano i contenuti. Si potrebbe dire di no, perché i contenuti li caricano gli utenti. Il compromesso è: no, non sono responsabili, a patto che collaborino con l'eliminazione di contenuti inappropriati. Ma la separazione tra il si ed il no non è sempre cosa ovvia...

Mi par di capire che una legge precisa e univoca su questi servizi ancora non esista, non dico in Italia, ma in nessuna parte del mondo. Ci sono solo sentenze provvisorie, leggi che sfiorano la questione senza affrontarla nel merito: insomma, una materia in continua evoluzione.
Mi sembra, leggendo i vari commenti, di ritornare al periodo dell'universita', quando nelle copisterie si trovavano i libri gia' fotocopiati. Imho i costi al pubblico dovrebbero essere 'livellati' alle nuove tecnologie.
Esempio banalissimo del film: vuoi vedertelo a casa una volta? PayxView un po' piu' efficace (magari 50 centesimi a film). Lo vuoi da tenere, ma non ti interessano gli extra? Scaricamento della ISO legale (3 euro a copia), e ti masterizzi a casa il dvd. Vuoi l'edizione deluxe, con extra, copertina in tema e quant'altro? Te lo compri da un'altra parte (ovviamente a prezzo piu' alto).

Bye by SixaM 8-]
In UK la BBC si vede anche via Internet a qualità più che decente (non posso provare personalmente ma ho visto qualche "preview"):

http://www.bbc.co.uk/programmes/b00spgsf
Thedrakkar dixit:
"poi scusate ma nessuno faceva la collezione di Topolino?! prestarli!??! blasfemia!!! :D"

Io! Me! Medesimo! E' tuttora l'unica spesa che mi concedo settimanalmente dopo la nascita delle due piccole idrovore.

Però sto per farmi un regalo (forse due).
Dovendo cambiare il lettore di DVD, estremamente provato da dischi rivestiti di minestrine e/o pappine, sto per convincermi a comprare l'ASRock Ion 330HT che potrebbe anche fungere da piccolo computer "casalingo".

Il secondo regalo è un oggettino che dovrebbe piacere molto a Paolo dal quale mi piacerebbe ricevere un'opinione in merito, ovvero l'Onyx Boox 60 che è un lettore di e-book e-ink con anche capacità di navigazione seppur molto basilari.

Spero che nessuno si stia chiedendo perché questi due oggetti siano perfettamente IT con l'argomento del presente articolo :-)

Un saluto ad Accademia dei Pedanti; se ti è d'interesse, chi opera in ambulanza deve, in quanto incaricato di pubblico servizio, riferire alle autorità i reati di cui abbia avuto notizia nell'esercizio o a causa del servizio ad eccezione di quelli che siano soggetti a querela da parte della persona offesa

Se b123ciapachelgh'è fa capolino da queste parti sappia che non mi sento affatto in colpa per il fatto di regalarmi qualcosa di futile perché, come per tutte le cose, è una questione di buon senso e di equilibrio tra quanto si è disposti a fare per sé, i propri cari e gli altri.
Tutto ciò sempre ed ovviamente a mio modesto parere.
Per Epsilon

Un saluto ad Accademia dei Pedanti; se ti è d'interesse, chi opera in ambulanza deve, in quanto incaricato di pubblico servizio, riferire alle autorità i reati di cui abbia avuto notizia nell'esercizio o a causa del servizio ad eccezione di quelli che siano soggetti a querela da parte della persona offesa

Sì, avevo scritto al commento n° 58 che sono tenuti a riferire solo i pubblici ufficiali; specifichiamo anche gli incaricati di pubblico servizio, che sono assimilabili.
Io mi son visto il dr.Who nello splendore degli 8 megabit al secondo del DVB-S. Ed anche gli svizzeri possono, con una Gibertini o Fracarro da 120 cm ed un sacco di pazienza ed il rischio di crisi con i condomini.
Però io in Italia vorrei vedere la TSI. Ma non posso in maniera legale. Una volta si usavano le smartcard farlocche, cosa illegale, adesso han messo una cifratura più avanzata e le card finte non si riescono più a fare. Si è generato quindi un traffico di card originali tra Svizzera ed Italia.
In alcune zone del nord Italia si vedeva TSI1 in PAL. Passati al DVB-T la ricezione è diventata via via più difficile, dove arrivava il segnale DVB di TSI delle emittenti naziuonali e locali hanno iniziato ad accendere impianti DVB che disturbano il segnale di TSI.
Perché? Per dispetto.
Capodistria trasmette in chiaro le trasmissioni proprie. La televisione austriaca fa lo stesso, mentre invece i tedeschi bontà loro trasmettono tutto in chiaro.
Dimenticavo: alla fine già sul satellite, tecnologia tradizionale per un broadcaster il comportamento è schizofrenico ed alla fine è una gran rottura di scatole per l'utente medio. In questo caso la strategia è quella di obbligarlo a comprare tanti scatolini con tanti telecomandi diversi che magari non fanno bene il loro lavoro quando spesso basterebbe seguire gli appositi standard ISO per avere interoperabilità.

Invece si cerca in tutti modi di bloccare sul proprio scatolino anche quando la trasmissione è 'gratis', e nel futuro fanno proposte per il controllo degli scatolini al limite del ridicolo.
a proposito della sentenza contro Gugolo, quando l'ho letta avevo capito che fondamentalmente Iutub non aveva nessun diritto di pubblicare immagini del ragazzo, perché non era una persona pubblica, non erano importanti ai fini del diritto di informazione, inoltre essendo ragazzo e essendo disabile è detentore di ulteriori diritti alla riservatezza rispetto agli adulti

in altre parole, pura e semplice violazione della privacy e questa non è una cosa che puoi ovviare dicendo che non sei responsabile dei contenuti pubblicati dagli utenti: se hai un sito e qualcuno pubblica qualcosa di riservato concorri nella violazione
Per theDRaKKaR

a proposito della sentenza contro Gugolo, quando l'ho letta avevo capito che fondamentalmente Iutub

Il video incriminato era stato caricato su Google Video. Youtube all'epoca non era ancora di proprietà di Google Inc.

non aveva nessun diritto di pubblicare immagini del ragazzo, perché non era una persona pubblica, non erano importanti ai fini del diritto di informazione, inoltre essendo ragazzo e essendo disabile è detentore di ulteriori diritti alla riservatezza rispetto agli adulti

in altre parole, pura e semplice violazione della privacy e questa non è una cosa che puoi ovviare dicendo che non sei responsabile dei contenuti pubblicati dagli utenti: se hai un sito e qualcuno pubblica qualcosa di riservato concorri nella violazione


Peccato che i commentatori improvvisati sul Web si siano sbizzarriti nel prospettare scenari apocalittici sul futuro del commercio elettronico in Italia e simili amenità, anziché andare a fare l'unica cosa sensata: leggere le 111 pagine della sentenza e capire quel era l'illecito commesso.
Il video incriminato era stato caricato su Google Video. Youtube all'epoca non era ancora di proprietà di Google Inc.

ah ok , grazie per la precisazione, eppure sono sicuro di aver letto YouTube sui giornali, poco importa, sappiamo che razza di giornali abbiamo...
e' sempre la stessa minestra, non capicono, farfugliano e dopo piangono perche' le vendite diminuiscono... salvo che non sono diminuite affatto!!

http://allarovescia.blogspot.com/2008/01/download-illegali-chi-li-vuole.html

"Fra un sistema a pagamento limitativo e una completa libertà, gratis, la gente continuerà a preferire la seconda, anche se è illegale."
Chiariglione (l'ideatore dell'mpeg alias mp3)
Tanto tempo fa chi scriveva libri, recitava o cantava era un poveretto che tirava a campare. Poi la tecnologia ha portato la stampa permettendo di produrre libri in gran quantità e ha dato la possibilità agli scrittori di arricchirsi. Ha portato il grammofono e via discorrendo e ha dato la possibilità ai cantanti di arricchirsi. Ha portato il cinema e la televisione e ha dato la possibilità agli attori di arricchirsi. Cioè la tecnologia ha permesso a questi signori di realizzare un originale e vendere milioni di copie. Tra l'altro quasi mai gli inventori di queste meraviglie tecnologiche si sono mai arricchiti e, men che mai, hanno ricevuto soldi da coloro che si sono arricchiti sfruttandole.
Adesso sempre la tecnologia sta dando a tutti quanti la possibilità di farsi in proprio le copie e questi signori vorrebbero che la tecnologia si fermasse per lasciare i vantaggi soltanto a loro. Ma la tecnologia è molto più democratica dell'economia e va avanti nell'interesse generale. Quindi sta a loro inventarsi qualcosa oppure scendere finalmente di nuovo sul pianeta terra e tornare ad un livello di vita simile a quello di chi fruisce dei loro prodotti.
@dakkar
le vendite di un supporto (il CD) che non funziona su nessuna periferica moderna come autoradio, lettori portatili (radioregistratori si chiamavano), compattoni e similia e' un conto. Sarebbe strano che aumentassero le vendite dei floppy da 8", no?
Il fatto che i loro guadagni siano aumentati per svariate cause e' tutt'altro!
@blu

sarebbe utile che ci fornissi i dati di vendite di CD, di musica su internet e dei guadagni delle case discografiche, altrimenti stiamo parlando a vuoto

un fatto che ti ho portato è che la vendita di CD, e relativi guadagni, sono in costante calo
Per Accademia

Scusa in effetti quella dello scambio illegale dei topolini era un po esagerato, non credo esista una legge apposita.
Forse mi son fatto un po prendere la mano...
L'ho assimilato allo scambio dei dvd (che quando parte ti devi sorbire che "il dvd è destinato solo ad uso privato ecc. ecc."
@drakkar
Hai ragione, 2 anni fa mi feci queste domande e andai a ravanare. I dati che trovai si prestavano a troppe interpretazioni ma 2 cose erano certe: In borsa i titoli tenevano bene ed e' sintomo di aziende con prospettive, non avevano pochi introiti e, per quando riguarda il mondo italiano, le statistiche che fornivano le aziende, siae e fimi erano assolutamente inesatte come le statistiche pro-tutor (se lette con gli anni precedenti l'autovelox ha innalzato gli incidenti oppure sono numeri tirati a caso)

http://allarovescia.blogspot.com/2008/12/era-meglio-tacere-2.html

FIMI, per esempio, ha fatto un comunicato stampa strappacapelli, ovviamente ripreso da tutta la stampa, in cui "si dimentica" delle vendite online.
Anche se fosse che quel tipo di vendite non finisse nelle tasche italiane... non va scambiato certo per pirateria.
La domanda giusta e' su circa 6-10 miliardi di brani venduti fino al 2008 non su CD o LP, quanti li mettono in statistica?
@Accademia dei pedanti:
anziché andare a fare l'unica cosa sensata: leggere le 111 pagine della sentenza e capire quel era l'illecito commesso.

Io ho fatto una cosa ancora più sensata: aspettare che Accademia dei pedanti leggesse le 111 pagine della sentenza e ci raccontasse qual era l'illecito commesso da "Gogol" :-P
Per Turz

anziché andare a fare l'unica cosa sensata: leggere le 111 pagine della sentenza e capire quel era l'illecito commesso.

Io ho fatto una cosa ancora più sensata: aspettare che Accademia dei pedanti leggesse le 111 pagine della sentenza e ci raccontasse qual era l'illecito commesso da "Gogol" :-P


Eh, ma i miei commenti specifici stanno in un altro weblog, qui ho lasciato solo piccoli appunti minimali.
Ci vorrebbe un articolo dedicato per commentare la sentenza per esteso senza andare fuori tema.
@Accademia dei pedanti:
Eh, ma i miei commenti specifici stanno in un altro weblog, qui ho lasciato solo piccoli appunti minimali.

Per me sono sufficienti. Però se mi/ci dici su quale altro "weblog" sono i tuoi commenti specifici, quando ho tempo lo visito volentieri.
Per Turz

Eh, ma i miei commenti specifici stanno in un altro weblog, qui ho lasciato solo piccoli appunti minimali.

Per me sono sufficienti. Però se mi/ci dici su quale altro "weblog" sono i tuoi commenti specifici, quando ho tempo lo visito volentieri.


È compresa una litigata furiosa con l'autore dell'articolo e i suoi sostenitori, comunque sono riuscito a esprimere qualche concetto, fra un insulto e l'altro. È qui. Lì mi chiamo leguleio.
@Accademia dei pedanti:
Grazie del link!

Lì mi chiamo leguleio.

Lo dicevo io, che eri un giurista ;-)
Lì mi chiamo leguleio.


per il prossimo weblog suggerisco "L'avvocato del diavolo" :-)
@blu

è chiaro che a sentire le major discografiche hanno dovuto pure vendere le "furniture" per non fallire... il mio appunto aveva solo lo scopo di portare ordine in un argomento dove non tu, ma le parti in causa strillano le loro versioni sperando di avere la voce più grossa...
Sembrerà una banalità, però continuo a chiedermi come mai, data la ormai radicata abitudine a seguire le serie tv straniere con metodi non del tutto legali, non ci sia chi abbia pensato a fornire il servizio in maniera lecita.
Voglio dire: io per poter vedere in contemporanea o quasi le puntate di Doctor Who, pagherei volentieri. Ad esempio, mi chiedi un tanto a puntata e mi dai modo di averla un'ora dopo la messa in onda? Magari con pure il Doctor Who confidential? Ma io pago volentieri!
Per ora, però, che io sappia non esiste un servizio di questo genere e mi sembra assurdo...
@tanachvil

credo che sia legato al fatto che prima deve uscire in TV anche da noi