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2009/03/03

Discorso sullo Stato della Blogosfera :-)

Intervista per Affaritaliani, due righe di chiarimento


Pochi giorni fa Affaritaliani.it ha pubblicato un'intervista al vostro servitore in cui viene virgolettato un sunto di quello che ho detto telefonicamente all'intervistatore, Michele Bisceglia. Prima che ci siano fraintendimenti che suggeriscano un mio delirio megalomane di pretendere di diagnosticare lo stato dell'italica blogosfera, vorrei chiarire che quando dico "la blogosfera compete con l'informazione ufficiale" e simili, non intendo tutta la blogosfera, ma mi riferisco ai suoi punti di eccellenza. Anche se molti blog sono un fiume di autocompiacimento onanistico, lo strumento del blog consente ai talenti di affinarsi e di emergere secondo le regole della deontologia che purtroppo i media "tradizionali" hanno in gran parte perso per strada o venduto all'inserzionista o al partito.

Chiarisco anche cosa intendevo per differenza fra blog professionale e amatoriale: era in realtà una differenza fra blog individuale e blog di gruppo. Quando un blog viene gestito da un singolo, la sua prontezza di reazione batte quella di una redazione professionale proprio perché non c'è una redazione alla quale chiedere approvazioni. Se un blog viene gestito da un gruppo di autori, secondo il modello della redazione tradizionale, ha gli stessi problemi della redazione tradizionale e quindi la sua freschezza e velocità ne possono risentire.

Infine, a proposito del paragone con radio e TV, aggiungo che le leggi che permetterebbero di regolamentare il settore ci sono già e non ne servono altre. Il problema è che chi amministra la legge non è capace di farla rispettare neanche nei settori tradizionali. Inutile caricare ulteriormente l'asino se già non si regge in piedi.

28 commenti:

Anonimo ha detto...

Il solito problema dell'Italia.
Non è la legge in sè quanto il rispetto di essa, se poi vogliamo aggiungere che abbiamo una quantità di legge nonsoquanto superiore agli altri Paesi il gioco è fatto

diventa impossibile rispettare la legge perchè diventa un'impresa conoscere la Legge e senza la conoscenza non ci può essere rispetto...

P.S. Primo... :D

Luigi Rosa ha detto...

In merito alle leggi italiane il problema e' che il mondo sta andando ad una velocita' diversa da quella a cui vanno legislatori, politici e giornalisti. Alcuni di loro, s'intende, non tutti; ma sicuramente la maggior parte, almeno per ora.

Quando sento $famoso_giornalista che, parlando con $famoso_politico, si vanta di non conoscere Facebook e $famoso_politico dice di non conoscerlo e aggiunge che che e' pericoloso (successo la scorsa settimana in una trasmissione radiofonica) e' chiaro che anche qui si applica la regola "non lo conosco, quindi e' pericoloso", altrimenti nota come "paura dell'ignoto".

I politici non riescono ad imporre la loro autorita' su Internet: il "lei non sa chi sono io" provoca come risposta "un newbie!", senza contare che il potere di persuasione piu' o meno occulta di un politico e' limitato all'ambito di azione del politico, mentre Internet e' globale.

I giornalisti sanno che stanno perdendo il monopolio dell'informazione e, anziche' aumentare la qualita' degli interventi per sottolineare la loro professionalita', copiano i blog partendo dagli errori e dalla superficialita'.

I legislatori non capiscono un tubo di tecnologia e pretendono che la tecnologia si adatti al diritto, non il contrario. In Australia il progetto del Grande Firewall e' stato fatto naufragare silenziosamente, quasi all'italiana. Qui da noi ci sono legislatori che pensano che con Internet si possa fare come quando nei primi anni '80 avevano oscurato i trasmettitori di Canale 5 con editti pretoriali.

Antonio ha detto...

Mah, scusate ma se devo dire che internet vada bene così faccio un po' fatica. Certo a me va benissimo, ma che ci siano persone (e molte più di quanto si pensi) che raccontano balle su praticamente tutto, riuscendo alle volte a guadagnare anche la notorietà (tipico il caso di chi viene poi invitato a Voyager, ma anche chi si vanta di curare il cancro con il bicarbonato, ecc...) e ci sono altre persone che per ignoranza (non conoscono l'argomento), per disperazione, per essere facilmente suggestionabili, vanno dietro a questi farabutti. Qual'è il confine tra scelta libera e cosciente oppure circonvenzione? L'obiezione più comune è che su internet si trovano tutte le risposte, è vero ma quasi sempre le risposte tecnico-scientifiche sono noiose e presuppongono un minimo di studio della materia, quante persone si prendono la briga di verificare loro stessi, oppure prendono per vera una parte o l'altra?
La soluzione sarebbe creare una maggiore coscienza critica nelle persone, ma sappiamo che questa è un'utopia o per lo meno non è realizzabile a breve.
Per cui se verrà fatta una legge come si deve, per me sarà la benvenuta.

gianco ha detto...

C'è un errore Paolo, hai scritto "qando".

Paolo Attivissimo ha detto...

Grazie gianco, chiedo sqsa per il refuso.

gianco ha detto...

Don't mention it ;-)

Giuliano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giuliano ha detto...

Un piccolo appunto all'intervista: il blog personale è forse un esercizio di vanità, ma sempre più spesso nel blog di chiunque ci va a finire l'opinione su un fatto di cronaca/politica, senza contare quando il blogger vanitoso (perché parla soprattutto dei fatti suoi) va a sbugiardare, saltuariamente, cose scritte sui quotidiani nazionali o sentite in tv. E capita sempre più spesso.

Insomma, da chiunque può partire un articolo importante, no? Dire che son solo un esercizio di vanità personale mi sembra riduttivo

Gian Piero Biancoli ha detto...

@ Antonio
Io invece penso che il grande vantaggio del web in termini di capacità di informare, rispetto ai media tradizionali, sia proprio questo: la visibilità sul web te la devi guadagnare e te la guadagni con l'attendibilità.
L'attendibilità sul web è la parola d'ordine, il comandamento massimo.
Se sei attendibile e serio sopravvivi, altrimenti il blog chiude.

Studio aperto invece continuano a guardarlo milioni di italiani... nonostante tutto.

Salutoni

Dan ha detto...

Non per contraddirti Gian Piero, ma se quello che dici è vero Luogocomune o Tankerenemy dovevano essere strachiusi da quel dì... e invece son sempre lì a far danni.
Forse più che alle "leggi per l'Internet" dovremmo fare appello al senso di decenza dei provider...

"I politici non riescono ad imporre la loro autorita' su Internet: il "lei non sa chi sono io" provoca come risposta "un newbie!","
Molto più probabile che ottengano un "Shut up n00b"; d'altronde, la nostra "classe politica" è formata per la maggior parte da gente più o meno avanti con gli anni, se non proprio vecchia: cosa volete che ne capiscano della rete, se non che fornisce porno e che la usano i ragazzini per piratare gli emmepitrè? Loro sono maneggioni in altri ambiti, gli smanettoni non li capiscono.

"I giornalisti sanno che stanno perdendo il monopolio dell'informazione e, anziche' aumentare la qualita' degli interventi per sottolineare la loro professionalita'.."
Come fai a sottolineare quello che non c'è?

"Grazie gianco, chiedo sqsa per il refuso."
Se è per questo, ci sono dei
"maschera d'ossigeno"
e
"..sarà a vostra disposizione per ricevere il pagamento la vostra tassa di sbarco d'emergenza.."
nell'articolo della vignetta sulla Ryanair... eh eh eh.

Paolo Attivissimo ha detto...

Santo cielo, sto diventando dislessico. Grazie, Dan, correggo subito.

Gian Piero Biancoli ha detto...

"Non per contraddirti Gian Piero, ma se quello che dici è vero Luogocomune o Tankerenemy dovevano essere strachiusi da quel dì... e invece son sempre lì a far danni."

Chiuderanno. Tempo al tempo... Chiuderanno prima di facebook. Attivissimo invece rimarrà.

Antonio ha detto...

@Gian Piero,
mi auguro che chiuderanno, ma intanto i loro danni li hanno fatti. Lasciando perdere i vari turlupinati che hanno fatto donazioni, anche alcuni politici e/o partiti hanno abboccato alle fandonie raccontate da questi spacciatori di balle. Senza contare la gente comune che facilmente viene portata a credere al complotto solo per attitudine a non fidarsi delle istituzioni. Conosco persone che credono (spero credevano) che effettivamente qualcosa venga irrorato nel cielo, questo perchè tramite un conoscente che ha parlato con un amico che ha letto su internet come stanno in realtà le cose. Purtroppo il passaparola o viral marketing, esiste e molte volte coinvolge persone che non hanno interesse a cercare di informarsi, è più comodo bersi la finta informazione precostituita. Niente di diverso dalla tv, certo che alcuni siti necessiterebbero il disclaimer "quello che trovate all'interno è frutto di pura fantasia".

PTendas ha detto...

Fosse così, Paolo... la verità è che l'Italia NON E' un paese normale, e basta guardarsi attorno per capirlo. In Italia non si vuole "regolamentare" i Blog e i Social Network in generale per "punire l'apologia di reati" (ad esempio i famosi "Totò Riina Fans Club" su Facebook, certamente di cattivo gusto ma senza dubbio ironici... quale mafioso andrebbe DAVVERO a sbandierarlo su Facebook? Andiamo!), quanto piuttosto, come il 99,9% di tutte le leggi che vengono promulgate in Italia, a garantire l'autoperpetuazione della nostra gerontocratica classe (o meglio CASTA) dirigente/politica a danno di tutti gli italiani. La proposta di legge D'Alia, che obbligherebbe alla chiusura i Blog dove si "incita a non rispettare le leggi", è direttamente mirata a colpire il Blog voglioscendere.it di Marco Travaglio, Pino Corrias e Peter Gomez, che da mesi hanno lanciato l'iniziativa "Arrestateci Tutti" con la quale hanno annunciato la loro intenzione di violare, se sarà approvata, la famosa/famigerata "legge sulle intercettazioni".
Come hai detto tu, Paolo, le leggi per prevenire il Cybercrimine in tutti i suoi aspetti (dalla pirateria informatica alle truffe alle pedo-pornografia) ci sono già; quelle nuove servono solo ed esclusivamente a regolamentare la comunicazione e l'informazione in Rete in chiave censoria al solo fine di riparare il potere, e chi lo detiene, dalla legittima opinione pubblica che, in questo mondo di Media tradizionali viziati ed asserviti al potere, si forma sempre più grazie all'informazione alternativa che viene dal primo e più grande dei New Media liberi, la rete. C'è poco di "sicurezza pubblica", molto poco di democratico, e invece molto di CINESE e di BIRMANO nei provvedimenti che stanno prendendo piede in Italia.

E te ne accorgerai anche tu, Paolo, anche tu che ti prodighi tanto a fustigare una persona come Beppe Grillo, che per carità, qualche grossa cantonata la prende anche di suo (vedi Biowashball) ma a fin di bene, essendo uno dei pochi ad impegnarsi per un nuovo modo di pensare il progresso, l'ambiente, il mondo, e l'informazione; te ne accorgerai, Paolo, quando ti ritroverai il Blog chiuso per aver magari criticato VOYAGER, che non è un programma "cialtrone per caso", anzi, è il tipico esempio di divulgazione pseudo-scientifica berlusconiana.

Paolo Attivissimo ha detto...

te ne accorgerai, Paolo, quando ti ritroverai il Blog chiuso per aver magari criticato VOYAGER

Ptendas, informarsi prima di parlare aiuta a non rimediare figure imbarazzanti. Blogger non è in Italia. Io non sono in Italia. L'Italia può legiferare fino al giorno del giudizio e a me non cambia un emerito piffero.


, che non è un programma "cialtrone per caso", anzi, è il tipico esempio di divulgazione pseudo-scientifica berlusconiana.

Certo, perché le scemenze prima non c'erano.

Vogliamo ripescale Lorenza Foschini e il suo Misteri? Giusto per fare il primo nome che mi viene in mente?

Se pensi davvero che l'idiozia e l'antiscienza abbiano preferenze politiche, sbagli di grosso.

PTendas ha detto...

Ptendas, informarsi prima di parlare aiuta a non rimediare figure imbarazzanti. Blogger non è in Italia. Io non sono in Italia. L'Italia può legiferare fino al giorno del giudizio e a me non cambia un emerito piffero.

Neanche Facebook e MySpace lo sono. Eppure il senatore D'Alia ha più volte parlato esplicitamente di chiudere l'accesso anche a siti Internet stranieri. Per intenderci, Paolo: se è un sito italiano, lo fanno chiudere; se è straniero, impediscono l'accesso dall'Italia. A quel punto, l'unico modo di rimanere informati sarà aggirare il blocco usando Proxy Server a loro volta stranieri... ma in quanti hanno la competenza per farlo? E se anche questa pratica viene vietata? Non c'è mai limite al peggio. In tanti hanno "minacciato" di riparare all'estero, lo stesso Beppe Grillo per dirne una. Ma del resto il "Golden Wall" cinese e il suo omonimo sistema di filtraggio birmano riescono perfettamente ad impedire che gli utenti di quei paesi possano accedere (facilmente, quantomeno) a siti stranieri con contenuti "scomodi".
Non sei al sicuro neanche tu, Paolo.

Certo, perché le scemenze prima non c'erano. Vogliamo ripescale Lorenza Foschini e il suo Misteri? Giusto per fare il primo nome che mi viene in mente? Se pensi davvero che l'idiozia e l'antiscienza abbiano preferenze politiche, sbagli di grosso.

Ovviamente. Ma MISTERI è un conto, VOYAGER è un altro. Per intenderci, VOYAGER è oggi volutamente inserito in un contesto di svilimento dell'offerta qualitativa/culturale della TV pubblica allo scopo di livellarlo ai (bassi) standard della TV commerciale.

Il controllo dell'informazione in Rete ha SEMPRE preferenze politiche, invece. Che in genere sono quelle di chi comanda al momento.

Paolo Attivissimo ha detto...

Ptendas,

oscurare non è far chiudere. Tu parlavi di chiusura.

E come dici anche tu, coi proxy ci si gira intorno.

Non saranno tutti capaci di usarli? Chiederanno a qualcuno di farlo per loro o di forwardare (ammesso che i miei post siano così meritevoli).

Ma io continuerei a pubblicare. Se poi c'è gente contenta di vivere in uno stato dove qualcuno si sveglia la mattina e decide di togliere una fetta di libertà perché qualcuno ha pestato i calli a un beota, s'arrangi. Io le mie scelte in questo senso le ho già fatte e pagate :-)

Fozzillo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
theDRaKKaR ha detto...

apro posito (poi lo chiudo)

per ovviare agli oscuramenti itnernettiani del nostro Bel Paese è sufficente usare un servizio DNS straniero come OpenDNS o DNS Advantage

chiudo posito

Antonio ha detto...

@PTendas,
pure il processo alle intenzioni? All'epoca difesi il ministro Gentiloni, ora difendo D'Alia, primo non è ancora legge e poi credo che un minimo di regolamentazione ci debba essere. Mi spiego, io posso scrivere quello che voglio ma dovrei farlo secondo le regole, se scrivo che esistono le scie chimiche e falsifico filmati e dati, dovrei scrivere in chiare lettere che il mio blog esprime opinioni personali non supportate da fatti, se faccio giornalismo scrivo che il mio blog è paragonabile a una testata giornalistica e nel caso che diffami o insulti qualcuno ne subirò le conseguenze come tutti i giornalisti. Per me senza arrivare a censura basterebbe obbligare la gente a mettere un avviso che spiega il contenuto del blog (intrattenimento, giornalistico, personale, ecc) in quel caso la gente saprebbe già cosa aspettarsi e non ci sarebbero più scuse per i "boccaloni del web". Poi il controllo dovrebbe essere fatto dalla postale su segnalazione degli utenti. Ricordiamo ci che spesso in alcuni blog si offendono persone e si spacciano informazioni false (vedasi caso Simoncini), adescare un disperato senza speranza dovrebbe essere un reato tanto per chi usava la televisione (Vanna Marchi) quanto chi usa internet, altrimenti rischiamo che internet diventi terra di conquista per tutti i ciarlatani di questo mondo.

PTendas ha detto...

Per Antonio:

Non esiste nessun "processo alle intenzioni", perchè tale concetto starebbe ad indicare che magari le proposte Gentiloni/D'Alia non abbiano come proposito proprio QUELLO. Invece il loro proposito E', e ripeto, E', proprio QUELLO e nient'altro che QUELLO. CENSURA. Punto.
Per "quel minimo di regolamentazione" che ci deve essere, basta applicare le leggi che ci sono già, quelle che puniscono le truffe, le ingiurie, le minacce, e che si applicano sia al "mondo reale" che al Cyberspazio. Questa "sovrastruttura" non è necessaria, anzi, è dannosa per la libertà della rete, ed è proprio per questo, perchè è dannosa alla libertà di uno spazio che non possono al momento controllare (leggi: tenere in mano a piacimento), che vorrebbero applicarla.
Non sono assolutamente d'accordo a paragonare un Blog d'informazione ad una testata giornalistica a mezzo stampa, o meglio lo sarei se in Italia non avessimo strutture quali l'Ordine dei Giornalisti, il registro delle pubblicazioni d'informazione ecc., che sono tutti residuati (lasciati in vita non a caso!) del sistema con cui il regime fascista regolamentava la stampa. Non sono neanche d'accordo con la semplice esistenza del reato di "diffamazione a mezzo stampa", basta la diffamazione semplice. Il mestiere di giornalista in Italia è super-irregimentato, per i motivi appena esposti (lo so in prima persona, mi sto affacciando alla professione), tanto che IN EFFETTI in Italia la libertà di stampa NON ESISTE. Basta proprio la semplice esistenza di queste due cose (l'Ordine dei Giornalisti e il reato di "diffamazione a mezzo stampa", che negli altri paesi non esiste, è diffamazione semplice e si contesta ad un giornalista come ad un qualsiasi altro cittadino) per limitarla fortemente al punto da estinguerla. Applicarle anche al Cyberspazio significa ammazzare l'informazione in Rete. Il che è esattamente ciò che queste persone sognano di fare.

Hartley ha detto...

PTendas,
questo solo per ricordarti che il tuo campione di liberta', da Presidente del Consiglio,
denuncio' un famoso vignettista, chiedendo un risarcimento *milionario*, per poi ritirare la querela (guarda un po') solo due giorni prima delle elezioni.
Un altro dei tuoi campioni di liberta', quello che molti paragonano ad un insaccato molto buono, denuncio' un commerciante che aveva appeso al bagno del suo esercizio la fotocopia di una vignetta satirica di un giornale "non allineato alla Pravda di regime" che lo ritraeva in compagnia dei suoi ministri come la Banda Bassotti...
E' proprio il caso di dire "Da che pulpito..."

Chiuso l'OT "politico"...

Antonio ha detto...

Non voglio farne una questione politica.
Chi ha detto che per aprire un blog d'informazione debba essere necessario iscriversi all'albo dei giornalisti? Ho detto che i blog che fanno "giornalismo" dovrebbero contenere una dicitura a riguardo e assumersi le responsabilità. Se vieni sul blog di Paolo sai che trovi un blogger che scrive cose serie e responsabili, se vai su altri blog non sei sicuro di questo. Mi spiego "l'etichetta" dovrebbe servire a chi naviga ad essere sicuro che quel sito sia attendibile, mentre un sito di puro intrattenimento non può essere considerato una fonte di informazioni attendibile, per cui se spari delle cretinate (es curare tumori con il bicarbonato) lo fai sotto la scritta " Quello che c'è scritto qua non ha nessuna valenza scientifica e volge alla sola funzione di intrattenere il lettore". Per il fatto che di leggi ne esistano anche troppe sono d'accordo, il problema è che su internet troppo spesso ci si appella al diritto di essere liberi quello che si vuole, se poi si dicono falsità varie per essere puniti ci vuole una denuncia. E anche in tal caso ci si appella al diritto di satira o al fatto che il sito è un sito personale e non informativo. Per questo che secondo me "un'etichetta" ai siti internet potrebbe essere una buona idea, almeno chi si appellerà al fatto che il sito non è fonte di informazioni lo dovrà mettere in bene in evidenza.

PS
@PTendas,
come fai a dire che l'intento della legge è diverso da quello descritto nella legge stessa? Stai facendo un processo alle intenzioni. Dalle tue parole mi sembra di capire che condividi il "Grillo-pensiero", se fosse così sappi che penso che il primo che dovrebbe rispondere delle falsità spacciate dal suo blog è proprio Grillo.

PTendas ha detto...

Difatti ho detto testualmente:
Il controllo dell'informazione in Rete ha SEMPRE preferenze politiche, invece. Che in genere sono quelle di chi comanda al momento.

[...]come fai a dire che l'intento della legge è diverso da quello descritto nella legge stessa? Stai facendo un processo alle intenzioni.

Per Antonio: caro amico, sappi che, SI, secondo uno dei precedenti DDL sul tema, la proposta Levi dell'ottobre 2007 (quindi con mio grande piacere presentata dai "miei campioni di libertà"), poi riproposta il 9 giugno 2008 (quindi dai VOSTRI "campioni di libertà") col titolo di “Progetto di Legge 1269: Nuova disciplina del settore dell'editoria e delega al Governo per l'emanazione di un testo unico delle disposizioni legislative in materia di editoria”, prevedeva che:
- Ogni Blog fosse equiparato a un prodotto editoriale;
- Ogni Blog che si autofinanzi tramite Banner pubblicitari o tramite servizi pubblicitari quali Google AdSense potesse essere chiamato a rispondere degli introiti davanti all'Agenzia delle Entrate;
- Ogni Blog dovesse essere iscritto al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione), e i Blogger i cui siti non siano iscritti al ROC potrebbero essere perseguiti per il reato di “Stampa clandestina”, che prevede pene detentive e sanzioni economiche.

Quando una proposta di legge viene abbandonata perchè è liberticida, e ne viene proposta sulla sua scia un'altra che vorrebbe sortire gli stessi effetti o effetti analoghi, a casa mia si chiama MALAFEDE.

Guardiamo in faccia la realtà: questo non è un "Off-Topic politico", questo E' un "discorso sullo stato della blogosfera" nel nostro Paese. E' lo stato attuale (di conservazione, per chi è pratico della "Lista Rossa" IUCN) è: CRITICALLY ENDANGERED, a rischio d'estinzione. La minaccia viene da chi, in posizioni di potere, preferisce distruggere le potenzialità di questo Medium in quanto troppo sconfinato e libero per poter essere imbrigliato dai meccanismi di controllo dei Media tradizionali (e credo sinceramente che il "modello di propaganda" di Chomsky e Herman resti il più valido per esaminare la situazione dei Mass-Media italiani).

Dalle tue parole mi sembra di capire che condividi il "Grillo-pensiero", se fosse così sappi che penso che il primo che dovrebbe rispondere delle falsità spacciate dal suo blog è proprio Grillo.

Il fatto che Beppe Grillo prenda le sue brave cantonate (Biowashball in primis) non deve distogliere dal fatto che lui e Travaglio sono tra i pochissimi (assieme a Piero Ricca, ad Antonio di Pietro, e ad un pugno di altri coraggiosi) che dicono le cose come stanno. Almeno Grillo ha il coraggio di scagliarsi contro il clientelismo, contro il malaffare, contro le scelte energetiche che ci portano indietro di trent'anni rispetto all'America di Obama (centrali nucleari... voi sapevate che non ne costruiscono di nuove negli USA da 30 anni, e che gli impianti che vorremmo farci costruire dai francesi sono di "Terza generazione" quando a casa loro quelli si costruiscono già la QUARTA? Sapevate che i principali paesi del "club nucleare" sostengono gli enormi costi dell'energia atomica soltanto perchè i materiali di risulta sono funzionali al mantenimento degli arsenali nucleari? E che nessuno dei paesi che oggi ha centrali nucleari ha risolto il problema delle scorie, fatte salve l'Unione Sovietica che li intombava nel mare artico e la Cina che probabilmente le nasconde da qualche parte nel deserto del Gobi?).

Resta il fatto che, se considerate "campioni di libertà" quelli attuali... poracci voi... teneteveli pure. Ve li lascio.

PTendas ha detto...

Oh, scusa, Antonio, dimenticavo: il DDL Levi, all'art. 7, prevedeva ECCOME che i siti Internet dedicati all'informazione di qualsiasi sorta fossero registrati presso i Tribunali, analogamente alle pubblicazioni cartacee, e che nominassero un giornalista professionista come Direttore responsabile.

Ho letto numerosi commenti, e sono francamente allarmato dalle vostre opinioni:

Il solito problema dell'Italia.
Non è la legge in sè quanto il rispetto di essa, se poi vogliamo aggiungere che abbiamo una quantità di legge nonsoquanto superiore agli altri Paesi il gioco è fatto, diventa impossibile rispettare la legge perchè diventa un'impresa conoscere la Legge e senza la conoscenza non ci può essere rispetto...


In merito alle leggi italiane il problema e' che il mondo sta andando ad una velocita' diversa da quella a cui vanno legislatori, politici e giornalisti. Alcuni di loro, s'intende, non tutti; ma sicuramente la maggior parte, almeno per ora.

Ad esempio solo questi, i primi due, sono testimoni di una buona fede, per carità innocente, ma MOLTO pericolosa. Si tende a sottovalutare sia la natura di questo genere di "sovralegislazione", sia i suoi effetti. In Italia NULLA accade senza un motivo; e il motivo generalmente NON E' l'interesse comune, ma quello di chi governa. Si vuole legiferare su Internet? Prima di discutere i pro e i contro di tale legislazione, bisogna andare ad indagare approfonditamente su CHI presenta la proposta di legge, sullo schieramento politico a cui appartiene, sui legami con mondo affaristico e mediatico, in pratica su CHI, in soldoni, ha interesse a che la Rete venga regolamentata. E questo vale bene o male per TUTTE le leggi che vengono promulgate in Italia. In fondo abbiamo i parlamentari più pagati e privilegiati del mondo, che di fatto dopo l'"elezione" (se si può parlare di "elezione" con l'attuale legge elettorale) possono anche permettersi di incrociarele braccia e disertare gli scranni del parlamento il più possibile (devono solo mantenere un conveniente numero legale di presenze), quindi capirete che l'interesse nel promuovere proposte di legge, portarle avanti in commissione, ecc., è praticamente nullo...

Hartley ha detto...

PTendas: "...teneteveli pure. Ve li lascio."

Quando parti, ce lo dici cosi' ti veniamo a salutare?
Attento pero', che un cotal nemico del regime italiano puo' rischiare di essere catturato dai perfidi agenti nemici ;)

Ancora con 'ste centrali nucleari???
Cominciate a diventare noiosi...
Per me la possono fare anche nel giardino di casa mia, contento??
Potresti essere cosi' gentile da staccarti dalla rete elettrica nazionale, e andare a PIEDI, fare tutto a mano, ecc ecc???
Comodo vero?

Hartley ha detto...

Ah, scusa, dimenticavo:


PTendas: "...Il fatto che Beppe Grillo prenda le sue brave cantonate (Biowashball in primis) non deve distogliere dal fatto che lui e Travaglio sono tra i pochissimi (assieme a Piero Ricca, ad Antonio di Pietro, e ad un pugno di altri coraggiosi) che dicono le cose come stanno..."

Per la serie: "Diranno pure delle fregnacce, ma siccome sono dalla mia parte politica (o sono contro quelli che io "non sopporto") gli do' ragione!"

Antonio ha detto...

@PTendas,
come immaginavo ti sei documentato unicamente dal blog di Grillo.
Per favore evita di darmi una parte politica, non mi conosci e non puoi dire se ho votato e per chi ho votato. Visto che hai citato la legge Levi, ti faccio notare che l'articolo 8, comma 3 della citata proposta di legge recitava:
"Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro."

Detto questo direi che decadono tutte le teorie di Grillo che da bravo seguace riporti fedelmente, senza preoccuparti della veridicità.

Comunque mi permetto di farti notare che in quanto a balle Grillo ne ha sparate diverse, ma non è questo il posto in dove discuterne.