Cerca nel blog

2009/03/04

Il passaggio dell’asteroide formato Tunguska

Video dell'asteroide di passaggio: un giorno per evacuare un'area d'impatto sarebbe bastato?


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Queste immagini mostrano il passaggio dell'asteroide 2009DD45 il 2 marzo scorso a circa 60.000 km dalla Terra. È il puntino che si trova inizialmente vicino al bordo destro dell'immagine e si sposta verso sinistra diagonalmente.


Considerato che l'oggetto è stato avvistato due giorni prima del suo passaggio e che c'è voluto un giorno per calcolarne la traiettoria con precisione, se fosse stato in rotta di collisione con una città o una regione costiera, l'unica reazione possibile sarebbe stata l'evacuazione.

Come dare una notizia del genere senza creare panico, come evacuare una città in ventiquattr'ore e come vuotare nello stesso lasso di tempo musei, biblioteche, data center e altre risorse insostituibili? Avete ventiquattr'ore per vuotare il Louvre, o gli Uffizi. Da che parte si comincia? Cosa lasciamo e cosa evacuiamo? Una bella sfida per i nostri cosiddetti politici. Katrina docet. Chissà se esiste un piano di questo genere.

Quest'asteroide è un colpo di avvertimento di Madre Natura, che si rivela sempre più una matrigna severa con i suoi figli. Ed è un promemoria di una celebre citazione di Arthur Clarke Larry Niven: "I dinosauri si sono estinti perché non avevano un programma spaziale".

60 commenti:

Luigi Rosa ha detto...

Il problema non e' se i politici siao pronti, ma se sia pronta la popolazione. In caso di eventi calamitosi, i politici sono gli ultimi ad intervenire, mentre intervengono le autorita' locali o alla peggio la protezione civile (o il suo omologo).

Perro' fare dei piani d'emergenza per un asteroide che picchia e' abbastanza dispendioso e di fatto inutile per la varieta' del tipo di impatto e per la probabilita' ridottissima che avvenga. Tieni presente che ce ne accorgiamo adesso che ci passano vicino dei sassi perche' abbiamo gli strumenti per farlo,ma non sappiamo quanti eventi simili a questo ci siano stati (diciamo) negli ultimi 5000 anni per poter avere una base statistica su cui ragionare.

Se nel 1000 a.C. un asteroide tunguska-like avesse colpito l'Amazonia o le foreste canadesi o il centro dell'Australia potresti adesso capire che si e' verificato quell'evento?

Giovanni Toffolon ha detto...

Per rispondere alla tua domanda bisogna sapere se esiste già un piano di evacuazione di una determinata area, se tale piano è mai stato testato attraverso esercitazioni coinvolgenti sia gli enti preposti a metterlo in pratica che la popolazione (molto importante). Generalmente l'esistenza di un piano di evacuazione di un'area è collegato alla tipologia di rischio presente sul territorio; certamente nei piani di emergenza non viene contemplato il rischio di caduta di un meteorite, bensì il rischio idraulico, idrogeologico o collegato ad incidenti industriali e/o dei trasporti di sostanze pericolose (tutti questi possono comportare la necessità di evacuazione da un'area). Comunque credo che sapendo con certezza l'ora e la posizione della caduta sia possibile evacuare tutta la popolazione dell'area con un preavviso di 24 h, ma sia molto difficile poter salvare opere d'arte, biblioteche, beni personali.

Massimo M. ha detto...

Ci sono eventi più probabili che potrebbero richiedere misure simili (incidenti nucleari, chimici, vulcani ...) un piano di emergenza da eseguire in 24/48 ore sarebbe utile a tutti. Il problema che queste cose costano e bisogna fare delle esercitazioni. Se adesso arrivasse la protezione civile nella vostra città e dicesse "entro domani dobbiamo evacuare tutti per fare un'esercitazione" quali sarebbero le reazioni?

Rodri ha detto...

In Svizzera comunichi "Ad Attinghausen oggi non si paga!" e dopo 4 ore hai 7 milioni di persone riunite in un posto solo :-)

amis ha detto...

Credere di poter evacuare centinaia di migliaia di persone e' impossibile ci hanno provato in varie parti del mondo ed e' sempre andata male.
In Italia nell'area del Vesuvio gravitano 400.000 persone, pensare di evacuarle per una eruzione, ben sapendo che la parte piu' pericolosa sarebbero i gas con relativi venti di spostamento, sarebbe puro previsione cartacea. Aggiungiamo poi la paura che fa compiere gesti impensati (non avete mai sentito racconti di chi c'era nella famosa partita della Juventus di coppa dei campioni ?), come si farebbe a dire ad una persona : tu aspetta parti tra otto ore oppure no il cane non ci sta non puoi portarlo o devi lasciare l'auto ed usare un treno, etc.
Forse ci sarrebbe solamente San Gennaro a protezione.

Luca ha detto...

Immagino già cosa potrebbe succedere nel caso di un'eruzione improvvisa del Vesuvio. Figurati se siamo in grado di prepararci all'arrivo di un asteroide.
Comunque non preoccupatevi, vedrete che con l'arrivo delle nuove centrali nucleari avremo tempo per fare queste famose esercitazioni.

vyger ha detto...

in quanto volontario di protezione civile vi assicuro che si fanno costantemente esercitazioni, che impegnano anche un paese intero, ovvio si parla di paesini.
Purtroppo in un caso del genere puoi fare tutte le prove e le esercitazioni che vuoi, ma ti troveresti in una situazione cosi caotica che nessuno riuscirebbe a gestirla.

Forse in 24 ore puoi riuscire ad evacuare buona parte di Milano (resterebbero gli irriducibili i delinquenti e i non auto sufficienti), ma scordati i musei, perche' non potresti mai far arrivare decine di camion al museo, e poi farli ripartire con tutto il caos per le strade.

Giovanni Toffolon ha detto...

Nel caso di un vulcano tipo Vesuvio l'evacuazione può essere comunque organizzata per tempo: la rete di monitoraggio esistente permette di conoscere con largo anticipo i segnali premonitori di un'attività vulcanica pericolosa. Probabilmente il problema reale è che molte persone non seguirebbero l'indicazione di evacuare le loro case, ma questo è un altro discorso.

archivit ha detto...

Scusa Paolo,

ma la citazione che riporti:
"I dinosauri si sono estinti perché non avevano un programma spaziale"
non era di Carl Sagan?

BigFab ha detto...

In un libro della formidabile coppia La Pierre - Collins dal titolo "New York brucia?", rifacimento in chiave moderna di un altro libro di La Pierre con una tematica simile scritto da lui oltre 30 anni prima (no, non "Parigi brucia?", titolo simile ma di tutt'altro genere), si teorizza la necessità di evacuare New York nel caso di scoppio di una bomba atomica nascosta da terroristi con un preavviso di 24 ore. Risultato: dopo il rapporto di tragicomici studi di scienziati (preparati accuratamente durante il periodo della Guerra Fredda), analisi di Vigili del Fuoco, forze dell'ordine ecc. ecc. ecc., sorvolando la metropoli con l'elicottero, l'illuminato sindaco concluse con un laconico "non si può"!

DigitalJail ha detto...

24 Ore... impossibile evacuare una grande città.
Anche avendo in mente un piano sarebbe difficile metterlo in pratica per mille ragioni... non sarebbe mai stato provato , (chi direbbe a tutta milano oggi si fa evacuazione?) avrebbe da affrontare anche problemi come il panico diffuso, la criminalità (decine sarebbero gli obbiettivi dei criminali di supermercati alle caserme dalle armerie alle gioiellerie/banche), il caos insomma... a meno di avere a disposizione il teletrasporto :D

Andrea 'Shand' Cozzolino ha detto...

@archivit, Paolo ... spiacente di contraddirvi entrambi ma pare proprio che la frase sui dinosauri sia di Larry Niven.

Da un intervista del 2001 ad Arthur C. Clarke: "I'm very fond of quoting my friend Larry Niven: 'The dinosaurs became extinct because the didn't have a space program. And if we become extinct because we don't have a space program, it'll serve us right!"

http://www.space.com/peopleinterviews/aldrin_clarke_010227.html

LLP, Andrea

Slowly ha detto...

@Vyger:
"In quanto volontario...[...]"

Decisamente vero.
Però vedo anche difficile evacuare buona parte di Milano. Manca totalmente nel nostro Paese una mentalità che altrove hanno già per ovvi motivi climatici.
Secondo me verrebbe fuori un distrastro!
Una domanda, forse stupida: ma come avverrebbe l'allarme?

Un abbraccio a te e a tutti gli insostituibili Volontari!!! ;)

grAz ha detto...

Se mai l'evacuazione di una metropoli come Milano o New York sia effettivamente possibile, così a naso dico che occorre un preavviso di ALMENO un mese per avere speranze di successo. Tre settimane ma tirando al massimo.

Certo, le cose cambiano se devi evacuare una zona meno densamente popolata, qualche paesino e un po' di campagna... non sarebbe semplice lo stesso, ma sarebbe meno tremendo.

Alessandro ha detto...

a mio parere, seppur dal valore inestimabile e patrimonio miliare dell'umanità, nel caso di un'evacuazione lo sgombero di musei et similia è assolutamente secondario.
le opere dell'uomo si posso ricostruire, ricordare, idolatrare.. ma senza un essere umano in grado di far questo, non avrebbe senso. =)

comunque io confido nella tempestività e nell'affidabilità degli astronomi. un mega-asteroide minaccia di impattare contro la Terra? lanciamo un paio di testate all'idrogeno e polverizziamolo.

sembra stupido, ma vorreste restare inermi di fronte ad un evento del genere? io no. ;)

vyger ha detto...

COME AVVIENE L?ALLARME?

be perdonate il post lunghetto, ma vado a spiegarvi come funziona la prot civile in Italia, anche perche' quando alla televisione sento le solite polemiche sui ritardi dei soccorsi mi viene voglia di menare qualcuno.

Ogni comune piccolo grande che sia ha l'obbligo per legge di avere una proprio protezione civile su base volontaria, percui i comuni dovrebbero fornire i locali e un minimo di mezzi i volontari del comune.

questi volontari durante l'anno svolgono un'operazione di controllo del territorio, ad esempio nel mio caso rischio idro geologico, in pratica controlliamo i fiumi e le pompe, che siano sempre in ottimo stato, e se non lo sono avvertiamo chi di dovere, cosi che un domani non possa dire NOI NON SAPEVAMO, e da quando ci siamo messi ad inviare i fax i lavori vengono fatti.
I centri di prot civile sono connessi con il centro regionale di comando, ogni regione ne ha piu' di uno, tramite fax email e cellulari, abbiamo anche una nostra rete radio di ripetitori, perche' non si puo' contare sul filo o sul cellulare.
Quando in TV sentite allerta meteo allora a noi cominciano ad arrivare i fax, e se siamo a rischio cominciamo a girare per i fiumi a controllare che non ci siano perdite o oggetti che impediscono il defluire dell'acqua.
Quando avviene una catastrofe noi siamo in prima linea, forniamo i soccorsi di prima mano e avvisiamo la prot civile nazionale di come siamo messi, ossi triage, in provincia o a roma arrivano tutti i dati e se la catastrofe e' enorme (terremoto) devono decidere a chi mandare per primi i mezzi, quindi valutano le segnalazioni dei vari comuni e decidono dove intervenire, ed in ogni caso prima di 24/48 ore non arriva quasi nessuno, perche' sono i tempi tecnici, e' impensabile dopo un disastro tipo vajont avere 1.000 uomini sul posto dopo 2 ore, anche perche' se prima non sai di preciso cosa e' successo, non sai chi mandare e dove.

quando arrivano i soccorsi noi del posto forniamo supporto logistico, ossia siamo siamo le guide che devono portare gli uomini sul posto, perche' magari arriva gente dall'altra parte d'italia.
Nel caso del meteorite probabilmente al centro nazionale della prot civile di Roma arriva l'allarme che lo passa alle zone preposte, e il nostro presidente viene svegliato dal trillo del suo cellulare, quindi tramite sms ci avvisa del pericolo e in capo a 2 ore siamo in associazione.

quindi cosa facciamo?

nel mio caso comune di 15.000 anime si chiama il comune che usa i suoi pullman per spostare anziani e non auto sufficienti (lo abbiamo gia fatto 2 volte per pericolo inondazione), poi chiama tutte le ditte di autotrasporti della zona e li precetta.

i cittadini?

be loro vengono avvisati da un tabellone luminoso in piazza e da uno in comune, dai nostri altoparlanti, e da sms e radio.

i carabinieri e i carabinieri volontari, e i volontari delle ronde cittadine (si le abbiamo anche noi da anni) si dovrebbero occupare degli sciacalli.

mentre la gente evacua.......ma alla fine ognuno pensa per se, ad esempio io credo che dopo un allarme meteorite sarei a caricare la famiglia in auto non certo a dirigere il traffico

Nathan Never ha detto...

Ricordo che in un vecchio speciale di Martini Mystere (Ultimatum a New York, del 1990), visto che un gruppo supersegreto alle dipendenze del governo era a conoscenza di un attacco che avrebbe subito New York da parte di un potente telepate entro un mese circa, per evuacuarla in maniera quanto più soft possibile fu resa la vita impossibile ai cittadini (lavori in corso ad ogni angolo di strada, ecc.) e li mise in condizione di poter partire agevolmente (sconti favolosi sui viaggi nel periodo incriminato). All'epoca la trovai decisamente suggestiva come possibilità.

Dan ha detto...

A parte la mentalità egoista degli italiani, in situazioni di emergenza il panico prende le persone in qualsiasi parte del mondo. Se mai dovesse presentarsi un'emergenza del genere, la vedo brutta nel caso di evacuazione di un supermercato, figuriamoci di un'intera città. Si avrebbero scenari da film apocalittico con terza guerra mondiale, invasione di zombi o alieni.
Personalmente, a parte il fatto che vivo in periferia, probabilmente a seconda del pericolo mi barricherei in casa o scapperei in mountain bike dopo aver preso le cose più importanti e indispensabili.

"In Svizzera comunichi "Ad Attinghausen oggi non si paga!" e dopo 4 ore hai 7 milioni di persone riunite in un posto solo :-)"
Ah, ma se è per questo si può fare anche in Italia: "Esenzione tasse per il 2009-2010 al primo milione che si presenta in [luogo al sicuro]". Il problema è che si creerebbe il caos comunque...

"Comunque non preoccupatevi, vedrete che con l'arrivo delle nuove centrali nucleari avremo tempo per fare queste famose esercitazioni."
Più che altro avremo *la necessità*... a tal proposito io avrei una proposta innovativa: centrali nucleari sì, ma nelle immediate vicinanze delle abitazioni dei politici che le hanno approvate, con obbligo di residenza per la maggioranza del tempo (senza trasferirsi nella villa in Sardegna, per esempio). Così saremmo sicuri che una volta tanto si assumano la responsabilità di quello che fanno...

Per alessandro:
ci sono ancora testate all'idrogeno in circolazione..? A me sembrava di no.

(P.S. ATTIngHAUSEN? Non è che..?)

Alessandro ha detto...

@Dan e Vyger
già, alla fine ognuno penserebbe per sé. la cosa brutta è che, psicologicamente, se non c'è nessuno che "dirige", è inevitabile che si formi del caos.. più caos c'è, più panico si diffonde e, a meno che non si abbia una flemma d'acciaio, chiunque si sentirebbe abbandonato, disperato.. provocando il fallimento totale di qualsiasi piano di "salvataggio/evacuazione"...

nel caso di grandi città, è pressoché impossibile coordinare un'attività del genere.
mi viene in mente il film Indipendence Day (in quel caso però, v'era un'invasione di alieni ostili).. migliaia di persone in auto, moto o a piedi che si riversavano sulle principali arterie stradali che portavano fuori città.. assurdo, non ci sarebbe scampo per nessuno.

io confido in una reazione "alla base", cioé intervenendo sul meteorite. non nello stile hollywoodiano di Armageddon, ma con qualcosa di più programmabile.. usare testate nucleari per salvare l'umanità, anziché distruggerla, avrebbe quasi più senso. :D

non so se esistano ancora delle testate all'idrogeno (o se siano state tutte smantellate), ma se ci sono, in disuso, sono conservate per quei casi di "emergenza" (aka "fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio").. ma tanto noi non potremmo mai saperlo. :p

Nino ha detto...

@Dan:
"centrali nucleari sì, ma nelle immediate vicinanze delle abitazioni dei politici che le hanno approvate, con obbligo di residenza per la maggioranza del tempo (senza trasferirsi nella villa in Sardegna, per esempio). Così saremmo sicuri che una volta(...)"

Piu' che giusto!
Aggiungerei pero' anche la clausola di tagliare i fili elettrici a chi non le vuole, che si arrangino con bastoncini da sfregare e candele...
Ah dimenticavo, olio di gomito e sudore per fare il lavoro delle macchine elettriche!!!

Giggi ha detto...

Mi ricordavo che c'era stata in passato un'esercitazione in larga scala per l'evacuazione della popolazione a causa dell'eruzione del Vesuvio.
Googlando un po' ho letto che effettivamente un'esercitazione, chiamata Vesuvio Mesimex si e' tenuta nel 2006, coinvolgendo mezzi e persone a livello nazionale ed europeo. qui un po' di info.
Ecco come e' andata: link
Il maltempo e qualche curioso intoppo ( i mezzi di soccorso che devono pagare il pedaggio, rotfl!) ci hanno messo lo zampino, movimentando un po' la "scampagnata" ;-)
Mi ricordo anche, ma non ho trovato riscontro nei link, che l'Italia era stata suddivisa in zone di accoglienza, pero' forse mi sbaglio con qualcos'altro.

Paolo Attivissimo ha detto...

Grazie della correzione, rimedio subito.

Giuliano ha detto...

Io penso sia un problema per il 99% economico. Si potrebbe pianificare prima e esercitarsi poi su un piano di evacuazione anche di grandi metropoli (come già adesso si fanno piani di disaster recovery nel mondo IT, adesso obbligatorio nelle banche).
La questione però è quanto costa. Si tratterebbe di creare un piano molto dettagliato passo passo sul da farsi verificare la presenza di infrastrutture e mezzi adeguati, fare delle esercitazioni e non ultimo insegnare nelle scuole a tutti i livelli la cultura del reciproco aiuto. Penso che per l'Italia costerebbe più del Pil della Cina.
Una cosa da non sottovalutare è la possibilità che ciò avvenga, nel senso che se anche un governo si facesse carico di questi costi enormi sarbbe giustificato per il 0,000000001% di probabilità che accada oppure conviene sperare che non avvenga?
Costi/benefici il mondo ormai gira così

PS: NO NUKE

Paolo Attivissimo ha detto...

lanciamo un paio di testate all'idrogeno e polverizziamolo

Prego che i politici e gli altri responsabili siano un po' più ferrati in fisica vera di chi propone queste cose e non si lascino incantare dalla fisica di Hollywood.

Le storielle nucleari di Armageddon e simili sono idiozie, divertenti se tieni presente che sono finzione, ma non sono un manuale di lotta agli asteroidi.

Se mandi una bomba H contro un asteroide grande diciamo come una montagna, che fai? Mica si disintegra e scompare.

La massa si frammenta ma non svanisce. Così invece di avere un oggetto grande come una montagna che cade nel posto X, ne hai cinque grandi come colline che cadono nei posti A, B, C, D ed E.

Geniale, bel risultato.

Piantiamola con queste sciocchezze da cowboy e usiamo la scienza, non le sceneggiature con Bruce Willis.

Basta la pressione solare o una piccola massa adiacente che alteri la traiettoria.

Basta avere una rete di allerta precoce che dia il tempo di prevedere e intervenire. A questo servono la scienza e la ricerca spaziale. Quella stessa scienza e ricerca che vengono sempre bistrattate e lasciate senza fondi dai benpensanti fino a quando ne hanno disperatamente bisogno perché si sono fidati delle promesse dei ciarlatani.

Fosse per me, in caso di arrivo di un asteroide, darei questo comunicato: "Gli scienziati dicono che cadrà alle coordinate X, Y. Chi crede che gli scienziati facciano parte del complotto per nascondere Nibiru, scie chimiche, cura del cancro col bicarbonato, missioni lunari finte, Atlantide, parapsicologia e alieni nell'Area 51 sa che gli scienziati sono contaballe e quindi stia pure dov'è, che ci fa una corteesia."

Alessandro ha detto...

eh, ma sarei il primo a supportare un rimedio meno drastico e più efficace.

l'idea è quella di frammentare il più possibile l'asteroide. i pezzi più piccoli si disintegrerebbero piano piano nell'atmosfera, mentre i pezzi più grossi cadrebbero, ma se -putacaso- l'asteroide principale fosse diretto su una metropoli, è possibile deviarne così l'impatto.
ma c'è comunque troppa casualità.


ma il mio punto era, tralasciando tutte le balle da cinema e dei ciarlatani, che non me ne resterei passivo ad aspettare l'impatto.

se qualcosa si può fare, che almeno si tenti. =)

Luigi Rosa ha detto...

Purtroppo, Paolo, complottisti e assimilati sarebbero i primi a credere che il pericolo e' reale.

E sarebbero anche i primi a dire che gli scienziati hanno sbagliato di "ben" 100 metri nella previsione del punto d'impatto e "dimostrerebbero" che loro l'avevano predetto con estrema precisione (clikcare a destra per l'acquisto del libro in cui si spiega la cosa).

Paolo Attivissimo ha detto...

Alessandro,

è per questo che questo genere di cose viene affidato agli esperti di settore, alla scienza, e non a John Wayne: perché il buon senso porta a conclusioni sbagliate.


l'idea è quella di frammentare il più possibile l'asteroide. i pezzi più piccoli si disintegrerebbero piano piano nell'atmosfera

Dimentichi che l'energia di moto dell'asteroide è ancora tutta lì come prima della frammentazione. L'impatto della massa di una montagna (calcola quanti milioni di tonnellate sono) contro l'atmosfera terrestre non avverrebbe "piano piano", ma tutta insieme e l'energia di moto verrebbe convertita in calore.

Tanto calore.

Tanto da causare incendi su vasta scala nelle foreste. Immaginati i roghi della siccità di Los Angeles, ma su un continente intero.

Guardati il video della conferenza di DeGrasse Tyson, astrofisico, è divertente ma molto istruttivo.

Gli asteroidi non si fanno saltare in aria: si spostano. La tecnologia c'è, basta volerla usare.

ma il mio punto era, tralasciando tutte le balle da cinema e dei ciarlatani, che non me ne resterei passivo ad aspettare

Giustissimo. Ma devi sapere anche cosa fare, perché altrimenti quello che fai potrebbe avere conseguenze peggiori rispetto a non fare nulla.

Fabio ha detto...

Cosa hai contro Bruce Willis? :D

mattia ha detto...

Mah, proprio un ora e mezza fa è suonata la sirena. A mezzogiorno in punto. Così come anche l'ultimo vernerdì del mese.
Ora, lo so che è un segnale per testare il sistema, e non devo scappare...
... ma oh, speriamo che l'asteroide non arrivi a mezzogiorno del primo mercoledì o dell'ultimo venerdì del mese!

theDRaKKaR ha detto...

a proposito di egoismo durante le calamità.. in realtà pare che in situazioni di estremo e VERO pericolo le persone non vadano poi così nel panico

inoltre dipende anche dalla nazionalità.. per es. uno studio ha suggerito che in occasione della tragedia del titanic gli americani hanno avuto meno mortalità degli inglesi perché più individualisti (e quindi meno propensi a far passare prima donne e bambini)

a voi la scelta: morire da persone civili o vivere da viscidi esseri :)


http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_15/titanic_superstiti_galateo_buona_educazione_51914e86-fb7c-11dd-aeff-00144f02aabc.shtml

Alessandro ha detto...

a-haa! touché :p

ho visto il video della conferenza di deGrasse Tyson. non c'è che dire, è veramente un personaggio.

ma lo ammiro tantissimo, non solo perché è simpatico, ma soprattutto perché ha quella motivazione che speravo io: non subire, AGIRE sfruttando le conoscenze che abbiamo.

oltretutto, ora son conscio del rischio di avere più frammenti, seppure più piccoli, sparsi nell'atmosfera: è più facile "controllare" un'unica massa, che monitorarne centinaia.

tra l'altro, Neil cita l'asteroide Apophis, quale lontanamente possibile di impatto con la Terra nel giorno venerdì 13 Aprile 2029 (una bella data, non c'è che dire), ma se non ricordo male, questo asteroide è stato già declassato a livello di rischio ZERO. o sbaglio? O__o


devo leggermi il suo libro, ohibò, dev'essere interessantissimo.

Luca ha detto...

@Nino:
"Piu' che giusto!
Aggiungerei pero' anche la clausola di tagliare i fili elettrici a chi non le vuole, che si arrangino con bastoncini da sfregare e candele...
Ah dimenticavo, olio di gomito e sudore per fare il lavoro delle macchine elettriche!!!"


Per me li possono tranquillamente tagliare perchè mi arrangerei molto volentieri con l'energia solare o eolica senza sprecare olio di gomito.

theDRaKKaR ha detto...

vi ricordare il racconto La cometa di E. A. Poe?

la cometa punta dritta verso la terra, ma l'umanità non vedrà la morte per l'impatto, ma perché la cometa innescherà un "incendio" che brucerà in un grandioso lampo tutto l'ossigeno dell'atmosfera :)

è prorio il caso di dire "fantascienza ante litteram"

(Poe è stato ispiratore di tante persone, tra le quali ci sono grandi scrittori di fantascienza, per esempio Verne)

Claudio ha detto...

@Luca
Ti toccherà comunque lavorare di olio di gomito: se la pala eolica ti produce energia per 3 mesi all'anno, negli altri 9 ti devi arrangiare. A meno che non quadruplichi il numero di pale.
Niente fantasie: prendi i dati della Danimarca.

@Luca,Nino
Comunque siamo completamente OT, quindi piantamola di parlare di centrali nucleari, di energia elettrica e altre amenità.

Hytok ha detto...

@Luigi Rosa: fare piani d'evacuazione è dispendioso, e allora? Le vite umane non hanno prezzo.

danut ha detto...

ci sono dei piani, almeno in Canada hanno un po' di esperienza

http://www.vancouversun.com/Business/Calgary+dodges+space+junk+after+Norad+alert/1291199/story.html

vyger ha detto...

potete fare tutti i piani di evacuazione che volete, ma non serve a molto, perche' un piano valido il 3 marzo non lo e' il 15 agosto o il 25 dicembre un piano che vale lunedì non vale la domenica o il sabato.
non puoi fare piani per tutto, dall'incidente nucleare al meteorite all'invasione ufo, ne fai di massima, e poi lavori sul momento.
Si abbiamo anche in Italia testate all'idrogeno, ma contro gli asteroidi ci fai poco

le centrali nucleari se mi fanno uno sconto sulla luce e sul riscaldamento possono anche farmela dietro casa, tanto molti di noi abitano in case radioattive senza saperlo.

in caso di calamita e' dimostrato che passato il momento di panico iniziale che toglie la ragione le persone tendono ad aiutarsi molto, e noi italiani non siamo individualisti viste le innumerevoli persone occupate ne volontariato a piu' livelli.

Luca ha detto...

@Claudio
io la penso diversamente, comunque hai ragione, chiudiamo l'OT. Avevo citato le centrali nucleari solo in merito ad un potenziale rischio di evacuazione.

theDRaKKaR ha detto...

@vyger

a parte il fatto che anche e sei divenuto senziente ti abbiamo creato noi terrestri :) è vero che non si può prevedere tutto... infatti un piano di evacuazione non funziona se non c'è collaborazione da parte degli.. evacuati, che devono seguire le direttive degli evacuatori che possono essere decise in tempo reale

io non sono veramente convinto che l'italiano sia migliore (o peggiore!) di altri.. veramente non so cosa pensare riguardo l'effettivo successo di una evacuazione: se penso a quella vesuviana mi vengono i capelli ritti in testa, ma è solo una sensazione mia e non c'è niente di ragionato sotto: insomma non so cosa pensare

Alfred Borden ha detto...

theDRaKKaR ha detto...

(Poe è stato ispiratore di tante persone, tra le quali ci sono grandi scrittori di fantascienza, per esempio Verne)

Oppure Doyle che per il suo Sherlock si ispirò a Monsieur Dupin.

OperationOne ha detto...

io invece sono convintissimo (per esperienza vissuta in diverse emergenze reali) che siamo un popolo ridicolo, indisciplinato, indisciplinabile ed ignorante, ed il 95% dei piani di protezione civile che ho visto sono pura fantasia irrealizzabile, fatta solo per accontentare la parte politica degli enti locali e farli andare ai convegni ed alle presentazioni.

le critiche a questa mia convinzione sono legittime e sacrosante, ma tenete presente che io in un ente locale ci lavoro, e (purtroppo) le cose le vedo da dentro, non come le raccontano in televisione, e ci sarebbe da scriverci un libro (tragicomico), ve l'assicuro.

Slowly ha detto...

Grazie Vyger

battistad ha detto...

Paolo Attivissimo:
Non so per un asteroide, ma un piano di evacuazione, abbastanza rapido, esiste. L'evacuazione della zona di Napoli in caso di eruzione. Almeno così spero, visto le informazioni di esercitazione che, ogni tanto si svolgono.

per maggiori informazioni:

http://www.vesuvionline.net/vesuvioemergenza.htm

Marcello A. ha detto...

Secondo me l'unica cosa da fare se sta arrivando un asteoride nelle prossime 24 ore è... niente!
Prima di convincere le autorità, i politici, la stampa, e mettere in moto tutta la macchina organizzativa l'asteoroide è già bello che arrivato.
Senza contare che milioni di persone private di tutto possono essere un problema peggiore della distruzione.
Al massimo si potrebbe organizzare un evento mediatico nella città che stà per essere colpita, in modo da attirare personalità della politica e dello spettacolo sul luogo del disastro ed evitare cosi che si possa sospettare che qualcuno sapesse di quello che stava per accadere.
La classica "Madonna che piange" penso che andrebbe bene...

theDRaKKaR ha detto...

@marcello a.

in modo da attirare personalità della politica e dello spettacolo sul luogo del disastro

pensavo la frase finisse con e farli perire tutti

:-P

Falco Stellare ha detto...

Io penso che tutti i danni derivanti dalle calamità siano meritati: l'umanità ha i mezzi per affrontare e risolvere molte situazioni ad altissimo potenziale di letalità, anche eventi come l'esplosione definitiva di un vulcano come il Vesuvio. Invece se ne frega di tutto.

L'uomo è un animale godereccio, se si estinguerà se lo sarà sonoramente meritato. Definire "matrigna" la natura è solo spostare lo sguardo dalla luna al dito.

So di avere una posizione estremista, ma su certe questioni non esistono sfumature, esiste solo fare o non fare.

Noi pensiamo di essere fuori delle caverne. Non è così, dai dinosauri ci separa solo un po' di tecnologia, globalmente messa in mani sbagliate, immeritevoli.

Giuseppe D'Angelo ha detto...

Piani per evacuare la popolazione civile probabilmente esistono; sono grossomodo gli stessi da attuare in caso di attentato / incidente nucleare / eccetera: protezione civile e forze armate dispiegate, popolazione presa a forza e trasportata in un posto sicuro dove si allestiscono campi base (non ci si può aspettare che la popolazione civile collabori o mantenga la calma e si comporti in modo razionale in una situazione del genere).

Questi stessi piani però non credo proprio prevedano l'evacuazione delle opere d'arte. Non ce ne sarebbe il tempo e/o le energie (che è meglio concentrare su altri fronti).

Un evento che mette a rischio le cose o avviene così rapidamente che non c'è il tempo di salvarle (es. terremoto) oppure avviene con un certo preavviso (es. uragano / eruzione vulcanica) che invece permette, una volta messa in sicurezza la zona per quanto riguarda la popolazione, di evacuare anche musei, biblioteche e così via. Gli asteroidi, a seconda dell'avvistamento, possono ricadere in entrambe le categorie :-)

Marcello A. ha detto...

@ theDRaKKaR

come si dice: "non tutto il male viene per nuocere"

Se non puoi salvare degli innocenti...

theDRaKKaR ha detto...

@Marcello A.

aaaaaaa scusa solo ora mi rendo conto che.. avevo capito bene :)

amis ha detto...

Per il Vesuvio che portavo ad esempio sono ben consapevole che esistono dei piani di evacuazione ma giustamente fanno abbondante uso del condizionale e chi li ha redatti e continua a migliorarli, puo' solo simularli e speriamo non abbia mai bisogno di usarli. Qui siamo di fronte pero' ad un caso eccezionale; quanti treni, quanto lunga la colonna di autobus o auto per 600.000 persone, provate ad immaginare i tempi di caricamento degli stessi, ma non dimenticate mai che sono persone e non container, che si emozionano e con effetti personali da cui difficilmente si staccano.
Pensate poi alla conformazione delle strade, delle ferrovie dei traghetti, senza contare che poi forse ci si deve spostare di centinaia di chilometri con relativi tempi di trasferimento, altro che tempi rapidi giocoforza.
Noi italiani non siamo inferiori a nessun altra nazione, non denigriamoci, si tratta in questo caso di essere solamente realisti, credo non ci riuscirebbe nemmeno un esercito di soldati a spostarsi da un teatro di operazione con questa velocita'.

Giovanni Getto ha detto...

se cade un asteroide sul louvre o su una biblioteca o su un museo (una volta evacuata la gente) vuol dire che è arrivata l'ora di liberarsi di un po' di chincaglieria.

martinobri ha detto...

Volete una evacuazione il più possibile veloce ed efficace? Mettetevi all'uscita della scuola e guardate quello che fanno i miei alunni al suono dell'ultima campana :-)

Dan ha detto...

"Basta la pressione solare o una piccola massa adiacente che alteri la traiettoria."
Non ricordo dove, ho letto che una possibile soluzione era dirigere potenti laser contro l'asteroide (o cometa? non so) in arrivo. Non per cercare di distruggerlo, ma perchè l'emissione di gas e materiale vaporizzato eserciterebbe una forza sul corpo che la rilascia, deviando la sua traiettoria. Così a orecchio sembra plausibile, poi non so se è fattibile o se è roba da pagina scientifica di Panorama...

"Gli asteroidi non si fanno saltare in aria: si spostano. La tecnologia c'è, basta volerla usare."
Beh, in effetti là fuori c'è tanto spazio, perchè non usarlo? Se qualcosa per estrema sfortuna rischia di beccarci, mandiamolo da un'altra parte (magari non su un altro pianeta tipo Marte, già è ridotto abbastanza male, poverino...)

Tra l'altro, ricordo di Edgar Allan Poe il racconto in cui un uomo dice di essere arrivato sulla Luna... in mongolfiera! Racconto di fantascienza in piena regola, perchè c'era anche la doverosa pseudo-scienza per spiegare varie cose.

"So di avere una posizione estremista, ma su certe questioni non esistono sfumature, esiste solo fare o non fare."
...non c'è 'provare'.

Scusate, non ho resistito.

"Se cade un asteroide sul louvre o su una biblioteca o su un museo (una volta evacuata la gente) vuol dire che è arrivata l'ora di liberarsi di un po' di chincaglieria."
Se definisci il Louvre e simili "chincaglieria" l'asteroide te lo meriti sulla testa. Sono i luoghi dov'è raccolta la parte migliore delle cose prodotte dall'uomo, e cioè la cultura, e tu parli di liberartene per svecchiare come a svuotare una soffitta? Rifletti bene su quel che hai detto.

Giovanni Getto ha detto...

>Se definisci il Louvre e simili
>"chincaglieria" l'asteroide te lo
> meriti sulla testa. Sono i luoghi dov'è
> raccolta la parte migliore
>delle cose prodotte dall'uomo, e cioè la
>cultura, e tu parli di
>liberartene per svecchiare come a
>svuotare una soffitta?


> Rifletti bene su quel che hai detto.
...
..
.
.
.
.
.
fatto!

MaTTiA ha detto...

Scusatemi, in un forum dove si parla di UFO, in un post riguardante l'asteroide, oltre ad offendere la prof.ssa Hak, qualcuno ha postato un video in cui oltre all'asteroide si vede un puntino bianco che si muove a zig zag. Loro sostengono senza ombra di dubbio che si tratti di un velivolo alieno, a me invece sembra un video contraffato.
Per favore, potreste dare un'occhiata e dire cosa ne pensate?
l'indirizzo del forum è questo
http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8389315

Grazie

theDRaKKaR ha detto...

@dan
Rifletti bene su quel che hai detto

era un evidente trollaggio!

theDRaKKaR ha detto...

@mattia

più che contraffatto.. mal fatto! nel senso che è di una qualità immonda e ci sono decine di UFO che vagano nello schermo.. no, direi che come documento è inutile

Giovanni Getto ha detto...

@drakkar
>era un evidente trollaggio!

sono colpito dalla tua ottusità! sei talmente convinto delle tue idee, da pensare che idee diverse siano automaticamente 'trollaggio'? complimentoni, pensa invece quanta santa pazienza devo avere io per sopportare questa sciocca ma diffusa adorazione del passato che taluni danno addirittura per scontata?
ragiona sul fatto che un quadro di 500 anni fa sta in una teca con file di scimmie adoranti che pagano per vederlo, mentre di quelle pale eoliche che ci salverebbero il futuro, quelle stesse scimmie dicono che deturpano il paesaggio. infastiditi dalle torri d'energia, si inginocchiano a bocca spalancata di fronte ad un mucchio di sassi accatastati solo perché una volta erano il colosseo, e a nessuno gli passa l'idea di dare una ripulita? non è ora di spalancare gli occhi? mannò, è un troll che vi parla... vabbuo'
drakkar, buona veranda, buona pipa, buona copertina, buona sedia a dondolo.

theDRaKKaR ha detto...

bla bla bla

Dan ha detto...

"era un evidente trollaggio!"
Beh, l'invito a riflettere è comunque valido e benefico. Se medita molto a lungo, magari riesce a fare qualcosa di meglio con la sua vita, invece di trollare...