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2010/04/13

40 anni fa: “Houston, abbiamo avuto un problema”

Apollo 13, l'incidente fu visibile da Terra


Quarant'anni fa, alle 22:08 ora di Houston (le 3:08 del mattino del 14, ora di Greenwich), il mondo iniziò a stare con il fiato sospeso per conoscere il destino di tre astronauti in rotta verso la Luna.

Un incidente aveva squassato il loro fragile veicolo spaziale, l'Apollo 13: la rottura per sovrapressione di un serbatoio d'ossigeno li aveva infatti privati di gran parte delle risorse necessarie per sopravvivere, a oltre trecentomila chilometri da casa.

Ce la fecero, grazie all'improvvisazione esperta e all'instancabile determinazione dei tecnici sulla Terra, che trasformarono il modulo lunare del veicolo in una scialuppa di salvataggio, usandone il motore per correggere la rotta e sfruttandone le batterie, l'acqua e l'ossigeno per sopperire alla perdita delle risorse del veicolo principale. Ma non fu una passeggiata: a causa del razionamento dell'acqua, che scarseggiava a bordo dopo le perdite dovute allo scoppio, e a causa dello stress e del freddo intenso, in tre giorni e mezzo il comandante Jim Lovell perse sette chili e i suoi colleghi Fred Haise e Jack Swigert ne persero in tutto altri otto. Haise ebbe un'infezione alla prostata e 39.4 di febbre.

La frase "Houston, abbiamo un problema" che annunciò al mondo il disastro è passata alla storia, ma non molti sanno che non furono queste le parole esatte e che non fu il comandante Jim Lovell a pronunciarle per primo, ma Jack Swigert, pilota del modulo di comando, che disse "Okay, Houston, we've had a problem here", ossia "OK, Houston, qui abbiamo avuto un problema". Otto stupefatti secondi più tardi, il Controllo Missione a Houston rispose "This is Houston. Say again, please." ("Qui Houston, ripetere prego"). Altri sette secondi. Solo allora il comandante Lovell parlò dell'allarme: "Houston, we've had a problem" ("Houston, abbiamo avuto un problema") e iniziò a spiegare i dettagli tecnici dell'avaria.

Sono ancora meno coloro che sanno che l'incidente dell'Apollo 13 fu visto dalla Terra. Il veicolo si trovava a 321.860 chilometri dal nostro pianeta, e sul tetto dell'edificio 16A del Manned Spacecraft Center, oggi noto come Johnson Space Center, il complesso dal quale venivano diretti i voli spaziali Apollo, c'era un gruppo di dipendenti della NASA che stava guardando il cielo attraverso un telescopio da 40 centimetri, sul quale c'era montata una telecamera al posto dell'oculare. Un monitor mostrava l'immagine ripresa dalla telecamera: due puntini che non erano stelle, ma erano il terzo stadio del veicolo Apollo, in rotta di collisione intenzionale con la Luna, e la capsula Apollo con a bordo i tre astronauti, che da quel terzo stadio s'era separata due giorni prima.

Improvvisamente il puntino più fioco dei due, quello della capsula Apollo, si trasformò in un disco che si espandeva. Al momento nessuno dei presenti si rese conto di aver visto lo scoppio che per poco non condannò a morte i tre astronauti. Il gas perduto dal veicolo si stava espandendo nel vuoto come una nube sferica e in pochi istanti raggiunse un diametro di 40 chilometri, diventando visibile nonostante la grande distanza. E questa è una fotografia di quella nube.


Fonti: Apollo Lunar Surface Journal, Airspacemag.com.

86 commenti:

SicilianoEdivad ha detto...

primo!

SicilianoEdivad ha detto...

XD
Letto l'articolo, veramente nemmeno io sapevo di questa cosa, e questo fa capire che razza di astrofilo sono...

SicilianoEdivad ha detto...

Dimenticavo: grazie come sempre per aver condiviso il tuo sapere e complimenti per il sito!

jcasparschmidt ha detto...

ma giacobbo lo legge questo blog? (temo di no)
eppure ci sono cose molto interessanti.
certo, caro paolo, che voi ologrammi
avete veramente visto cose che noi umani…

;-)

ciao
maurizio

theDRaKKaR ha detto...

corpo di mille impianti bioplasmatici, sei un vero dispensatore di chicche spaziali :)

Maurizio ha detto...

Sono queste le notizie e gli approfondimenti veramente interessanti circa le missioni lunari. Sono queste le discussioni a cui vogliamo assistere!

Maurizio

Vittorio ha detto...

Grazie dello spiegone: la storia di Apollo 13 la sapevo tutta, per filo e per segno, ma che fosse stata visibile da terra, beh proprio no!

cip650 ha detto...

Ma solo io, in quell'immagine, vedo una figura umana con barba, tipo sacra sindone? Quello è solo un furuncolo più grande. ;)

(cit. negazionista medio)

Grezzo ha detto...

Questa poi...

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Ogni tanto le tira fuori...pensate quante frecce ha aqncora nella faretra...ma le dosa con sapiente razionalità, come un mobile dell'Ikea :D

Stupidocane ha detto...

VOV & ZABOV... Domani mi sa che metto su Apollo13 per l'ennesima volta...

Clem ha detto...

OMMIODDIO, HANNO IRRORATO PERSINO LO SPAZIO!!!

L'economa domestica ha detto...

Articolo assolutamente stupendo, grazie.

fabio ha detto...

la storia e' interessante ... ma dalla foto non riesco a capire niente esistono versioni meno corrotte?

Hanmar ha detto...

Riascoltando per l'ennesima volta quella frase, quello che mi da i brividi e' il tono assolutamente calmo e controllato con la quale viene formulata.
Quasi che, invece di essere nello spazio dentro un bussolotto di metallo lanciato a folle velocita' che e' stato appena squassato da un botto inaspettato e si e' messo a girare come una trottola, fosse stato nell'ufficio in parte alle prese con una piantata del pc.

Saluti
Michele

Rodri ha detto...

@ Fabio

http://spaceflight.nasa.gov/gallery/images/apollo/apollo13/lores/as13-59-8500.jpg

No pannello, no buono.

fabio ha detto...

Grazie Rodri bella immagine. Io pero' volevo sapere se esisteva una versione un po' piu' definita della visione da Terra. Il gas che si espande in atmosfera e diventa visibile dalla superficie terrestre e' qualcosa di assai particolare (grazie a Dio incidenti del genere capitano raramente)

Paolo Attivissimo ha detto...

non riesco a capire niente esistono versioni meno corrotte?

Che io sappia, no. Considera che non era una postazione professionale e che quella è una foto tratta da un'immagine video degli anni Sessanta.

fabio ha detto...

Ah peccato!
Probabilmente nel filmato si riesce a capire meglio :(.

Paolo Attivissimo ha detto...

Probabilmente nel filmato si riesce a capire meglio

A quanto mi risulta non c'è nessun filmato, solo questa foto. Come dicevo, era un'osservazione abbastanza improvvisata.

mastrocigliegia ha detto...

Il gas perduto dal veicolo si stava espandendo nel vuoto come una nube sferica e in pochi istanti raggiunse un diametro di 40 chilometri, diventando visibile nonostante la grande distanza.

Francamente la cosa mi lascia perplesso.
Come fa ad essere visibile l'ossigeno gassoso, oltretutto in quelle condizioni di estrema diluizione?
Si tratta forse di ionizzazione per effetto del vento solare? (un po' come le aurore boreali/polari, per capirci)

mc

Paolo Attivissimo ha detto...

Francamente la cosa mi lascia perplesso.
Come fa ad essere visibile l'ossigeno gassoso, oltretutto in quelle condizioni di estrema diluizione?
Si tratta forse di ionizzazione per effetto del vento solare? (un po' come le aurore boreali/polari, per capirci)


È possibile che parte dell'effetto fosse dovuto a ionizzazione, perché un evento gassoso per certi versi analogo (l'impatto dello stadio S-IV B dell'Apollo 13 sulla Luna, che sollevò particelle del suolo fino a 60 km di quota), produsse una ionizzazione misurabile delle particelle, dovuta alla radiazione solare.

Penso però che si trattò più che altro di sublimazione da decompressione improvvisa dell'ossigeno liquido contenuto nei serbatoi, ma non sono un chimico. Lovell, a bordo, disse che vedeva "del gas di qualche genere" che veniva sfiatato nello spazio, 13 minuti dopo lo scoppio: ""We are venting something out into the.. into space...It's a gas of some sort."

fabio ha detto...

non sono esperto di ionizzazione e quindi non posso parlare di questo fenomeno.
Per quanto riguarda l'espansione del gas invece pero' si potrebbe pensare che una espansione cosi repentina abbia raffreddato il gas fino alla condensazione (non sublimazione che e' il processo inverso, Paolo) temporanea del gas. Le particelle, illuminate, avrebbero potuto quindi risultare visibili per pochi istanti

fabio ha detto...

Ovviamente non ho fatto alcun conto per verificare se oltre alla possibilita' teorica le condizioni fisiche permettessero al fenomeno da me descritto di avere luogo.

psionic ha detto...

Visto che si parte da ossigeno liquido, direi che non si tratta ne di sublimazione, ne di condensazione.
Propendo per la vaporizzazione e conseguente ionizzazione...

Paolo Attivissimo ha detto...

non sublimazione che e' il processo inverso, Paolo

Che stupido che sono. Grazie della correzione.

fabio ha detto...

Sono stato un po' impreciso (condensazione e' solo gas->liquido).

Direi che appena uscito il liquido potrebbe vaporizzarsi (cosa che avverrebbe immediatamente dopo la fuoriuscita) ma l'espansione troppo repentina lo farebbe condensare ed eventualmetne solidifcare (o "depositare" immediatamente) in micro-cristalli. Questi cristalli illuminati potrebbero essere visibili.
Tutto cio' anche senza ionizzazione.

Andreas.B.Grogan ha detto...

Semi OT del cavolo, tanto per sorridere:

Dopo l'uscita del film Apollo 13, su diverse riviste statunitensi apparve la pubblicitá di un nuovo modello della Cadillac che consisteva in una foto della terra presa dallo spazio, sopra Detroit si poteva vedere una "navicella spaziale" a forma di logo Mercedes.

Didascalia: STUTTGART, WIR HABEN EIN PROBLEM.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Mirafiori,abbiamo un problema! :D

Hanmar ha detto...

Forse Obama ci ha ripensato, sui tagli alla Orion:

Link a Repubblica.it

Saluti
Michele

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Raro footage dei collaudi pre-lancio a Cape Canaveral

Gwilbor ha detto...

In generale i vapori o certi gas si possono vedere nello spazio, ovviamente dipende da diversi fattori, natura del fluido, concentrazione, illuminazione... A titolo di esempio c'è questo video dello shuttle in manovra ripreso dalla ISS: http://www.youtube.com/watch?v=jn8phSM6A3k

mastrocigliegia ha detto...

Paolo Attivissimo ha commentato:
non sublimazione che e' il processo inverso, Paolo

Che stupido che sono. Grazie della correzione.


Ehmmm...
Si chiama sublimazione sia il passaggio diretto solido->gas sia il viceversa.

Comunque se l'ossigeno era liquido, non c'era decompressione (salvo per quella parte che, evaporando, aveva provocato lo scoppio) nè sublimazione. Eventualmente sarebbe stata l'evaporazione del liquido nel vuoto a solidificare la rimanente parte di ossigeno.
Non credo che sia facile verificarlo almeno teoricamente. Manca, come minimo, la dimensione delle gocce espulse dalla esplosione.

James Lovell has commented
We are venting something out into the.. into space...It's a gas of some sort.


In queste condizioni la ionizzazione è improbabile, ma facilmente sono goccioline.
Al limite, forse, (ma dopo 13 minuti la quantità era ridotta al minimo) poteva esserci la rifrazione in un gas, comunque più denso del vuoto.

Ma aspettarsi che in quei momenti, anche ammettendo tutta la freddezza possibile, l'equipaggio si attardasse a fare una descrizione esatta dei fenomeni visti, sarebbe una cosa folle.

Gwilbor ha commentato:
In generale i vapori o certi gas si possono vedere nello spazio


Se l' "oggetto" non emette luce propria, per vedersi deve poter riflettere la luce ambiente, quindi deve avere dimensioni superiori alla lunghezza d'onda della luce (cioè dell'ordine di più un micron). Questo si può avere con particelle liquide o solide, ma non con gas o vapori (a meno che non si parli di gas colorati che si vedono per contasto su uno sfondo luminoso).

mc

Edoloz ha detto...

Potresti approfondire la storia dell'orologio Speedmaster che secondo Omega (ovviamente!!:-) fu determinante per la riuscita del salvataggio, ovvero per cronometrare il tempo esatto di accensione dei razzi per la correzione della rotta?

fabio ha detto...

@ MastroCiliegia
a cosa serve la dimensione delle gocce espulse?
Se simulare il fenomeno dettagliatamente puo essere complesso, vedere se il liquido si e' solidificato dovrebbe essere molto piu semplice.

Parlando di trasformazione aeriforme<->liquido si parla di evaporazione e condensazione
Per il solido<->aeriforme si parla di sublimazione e brinamento

Non capisco perche dici che un liquido non puo (de)comprimersi ... cosa intendi?

markogts ha detto...

Si sa abbastanza bene cosa succede quando un liquido si trova nel vuoto cosmico. Voilà la costellazione di Urione.

markogts ha detto...

Per chi se lo fosse perso... la scena secondo Ron Howard.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Per chi se lo fosse perso... la scena secondo Ron Howard."

Con tanto di sottotitoli in usafree-ese! :D

dani1967 ha detto...

Voi ultrageek consocerete già questo video.
Io ne sono stato estasiato per la grafica.
Certo, fatto da una società che fa sw per missioni spaziali ...

dani1967 ha detto...

Il testo del video (col mio scarso inglese mi sono aiutato con la funzione di sottotitolatura in inglese di youtube) lo trovo ancora più entusiasmante.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Bellissimo video dani1967. Purtroppo non ho molta dimestichezza con l'inglese parlato e non ho capito esattaente i dettagli della simulazione. Intanto vedo di informarmi un po' su Apollo13 :)

dani1967 ha detto...

Se usi la funzione sottotitolatura di youtube è chiaro. Da quello che ho capito (sto lavorando nel mentre ...) hanno scoperto che se non avessero fatto nulla gli astronauti non si sarebbero persi nello spazio, ma dopo un certo numero di orbite sarebbero riprecipitati sulla terra

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Sì, credo di aver capito tutto,fantastica la funzione di sottotitolazione, non la conoscevo! :D

In pratica, se Apollo13 al rientro avesse mancato la Terra di sole 2500 miglia, sarebbe stato rifiondato nello spazio,allontanandosi di ben 350000 miglia dalla Terra.

Immagino che al secondo passaggio avrebbe mancato ancora la Terra di 2500 miglia, ma non ne sono sicuro.

Quindi avrebbe percorso una seconda orbita, ma al momento di incrociare quella della Luna, le si sarebbe avvicinato troppo, a circa 30000 miglia, cosicchè il campo gravitazionale della Luna avrebbe modificato l'orbita dell'Apollo, mettendolo in rotta di collisione con la Terra.

La disintegrazione in atmosfera sarebbe dunque avvenuta cinque settimane dopo l'incidente, con gli astronauti a bordo morti.

Sarebbe stato terribile, sotto tutti i punti di vista, per l'umanità intera.

Per fortuna (e capacità di equipaggio e uomini a terra), le cose sono andate diversamente :)

mastrocigliegia ha detto...

Non capisco perche dici che un liquido non puo (de)comprimersi ... cosa intendi?

INGEGNEEEEREEEE!

Scusami, fabio.
E' una citazione da un altro blog, e non ho saputo resistere.
Torniamo a noi.

Forse, è vero, sono stato poco chiaro.
I liquidi (e i solidi) sono pochissimo comprimibili, cioè sono necessarie pressioni molto elevate per modificarne il volume.
Si parlava di raffreddamento per decompressione, ciè espansione. E l'espansione praticamente non esiste per i liquidi, perché nelle condizioni "normali" la variazione di volume è trascurabile.
Se il serbatoio avesse avuto una perdita, il liquido sarebbe uscito senza alcuna espansione, come vuotando una bottiglia.
Solo una volta fuori, evaporando, si sarebbe raffreddato.
Un gas compresso, invece, si raffredda nel momento in cui si espande (almeno in certe condizioni che si hanno quasi sempre).

Facendo un esempio terra-terra: quando si lava la macchina con l'acqua sotto pressione, l'acqua non si raffredda quando esce.
Quando invece soffi via la polvere con l'aria compressa, l'aria si raffredda.

Si trattava di precisare quello che poteva essere accaduto. Credo sia pignoleria.

a cosa serve la dimensione delle gocce espulse?
Se simulare il fenomeno dettagliatamente puo essere complesso, vedere se il liquido si e' solidificato dovrebbe essere molto piu semplice.


Stavo prendendo in considerazione la possibilità di fare qualche calcolo, ma credo che non ne valga la pena.
Penso che le dimensioni abbiano una qualche importanza.
Giocano alcuni fattori: i calori specifici di ebollizione e di solidificazione della sostanza e le quantità di calore effettivamente coinvole. Queste ultime dipendono dalla massa, e quindi dalle dimensioni.
Però è anche possibile che la massa si elida, e il risultato non dipenda da essa. Bisognerebbe fare i conti.

Per il solido<->aeriforme si parla di sublimazione e brinamento
I termini sono correttissimi, però nell'uso corrente il termine "sublimazione" è usato per entrambi i processi. Ed è usato anche per il ciclo solido->gas->solido; una specie di "distillazione solida" (es. "sublimare lo iodio").
In anni che bazzico laboratori di chimica, il "brinamento" l'ho sentito solo in casi molto particolari (e quasi sempre riferito a situazioni negative, come l'intasamento dei tubi percorsi da gas).
Visto che l'uso di "sublimazione" è così radicato (anche tra gli "addetti ai lavori"), non si può criticare troppo chi lo usa, specie se non particolarmente esperto.

mc

marcov ha detto...

Decisamente OT.
Sono uscite le motivazioni della sentenza della sentenza Vividown Google.
Mi interesserebbe leggere un tuo commento

Paolo Attivissimo ha detto...

Si trattava di precisare quello che poteva essere accaduto. Credo sia pignoleria.

Il nerd che è dentro di me adora la pignoleria.

[...] Bisognerebbe fare i conti.

Ho girato la tua domanda agli esperti che lavorarono ad Apollo, con i quali sono in contatto.

Intanto vedo di reperire le masse e le pressioni del serbatoio di O2.

fabio ha detto...

@mastrociliegia
Perfetto stiamo parlando la stessa lingua più o meno.
Se il serbatoio avesse avuto una perdita, il liquido sarebbe uscito senza alcuna espansione, come vuotando una bottiglia.
Solo una volta fuori, evaporando, si sarebbe raffreddato.

Si e no dipende da temperatura e pressione all'interno e all'esterno. Al momento non riesco a trovare nessun diagramma di stato decente da postare ma l'ossigeno presenta un punto triplo a 54.3 K. Ipotizzo una temperatura fra Terra e Luna di circa 3K immagino quindi che la "bottiglia" si versi (mi piace questo paragone che hai fatto) in un ambiente cosi freddo da far solidificare il liquido o da farlo evaporare immediatamente (ma cmq non liquido). Ciò dipende anche dalla pressione (moooolto bassa) Ora da questo link http://tinyurl.com/yyee485 sembra che per pressioni e temperature spaziali l'ossigeno sia solido!! Devo procurarmi un diagramma di stato più dettagliato per poter dare un giudizio più serio ma micro gocce o micro cristalli direi che la ionizzazione non sia necessaria.
Credo inoltre che se fosse stato per ionizzazione la luminosità sarebbe quasi monocromatica ... forse l'austronauta avrebbe riportato il colore

fred84 ha detto...

mi permetto di segnalare questa notizia correlata

http://ottawa.ctv.ca/servlet/an/local/CTVNews/20100410/Canadians_Apollo13_100410/20100410?hub=OttawaHome

Paolo Attivissimo ha detto...

Allora, gli esperti mi dicono che i dati sui serbatoi di ossigeno sono nell'Apollo Operations Handbook.

link

In particolare in questa sezione, a pag. 5 del PDF.

Il serbatoio di ossigeno conteneva 145 kg di O2 con una pressione operativa di 6,2 MPa.

fred84 ha detto...

mi sono letto ora la discussione.

suggerisco di non far confusione tra "piccole variazioni di volume" e "quasi incomprimibilità"

- i liquidi li potete comprimere poco, ma la pressione può essere parecchio elevata

- rispetto al vuoto, qualsiasi cosa è "compressa"

mastrocigliegia ha detto...

Al momento non riesco a trovare nessun diagramma di stato decente da postare ma l'ossigeno presenta un punto triplo a 54.3 K. Ipotizzo una temperatura fra Terra e Luna di circa 3K

Qui siamo in condizioni lontanissime dall'equilibrio (tipiche del punto triplo), e credo che non sia un buon punto di partenza per altri ragionamenti.
Continuo a sospettare che i calori specifici e quelli effettivi siano i parametri importanti, e che la "temperatura esterna" di 3°K sia irrilevante. Di fatto ci troviamo nel vuoto (quasi) assoluto, e la radiazione di fondo è elettromagnetica, senza una agitazione molecolare corrispondente perché nel vuoto non ci sono molecole (approssimiamo, visto che un po' di atmosfera c'è comunque) con cui il gas in espansione interagisce.

Comunque ora vado di fretta, non riesco riflettere bene su quanto hai detto, e sarò "out" per un paio di giorni, in tutt'altre faccende affaccendato.

Se hai qualche idea, e se ne hai voglia, magari contattami a
mastrocigliegia
molluscoterrestreconconchiglia
yahoo
punto
it


mc

Anonimo ha detto...

Per marcov

Decisamente OT.
Sono uscite le motivazioni della sentenza della sentenza Vividown Google.
Mi interesserebbe leggere un tuo commento


Anche a me :-)
Veramente lo avevo già segnalato due giorni fa su un articolo leggermente più in tema (parlava di Youtube). Ma repetita iuvant.
Mi son letto QUASI tutte le 111 pagine.

Anonimo ha detto...

Per il solido<->aeriforme si parla di sublimazione e brinamento

I termini sono correttissimi, però nell'uso corrente il termine "sublimazione" è usato per entrambi i processi. Ed è usato anche per il ciclo solido->gas->solido; una specie di "distillazione solida" (es. "sublimare lo iodio").
In anni che bazzico laboratori di chimica, il "brinamento" l'ho sentito solo in casi molto particolari (e quasi sempre riferito a situazioni negative, come l'intasamento dei tubi percorsi da gas).


In effetti è così: non so perché, in italiano i termini non sono stati fissati. Quando studiavo chimica alle superiori il nostro libro di testo usava solo sublimazione, altri libri di testo distinguevano fra sublimazione e brinamento. E del resto, secondo quell'insegnante, il passaggio da aeriforme a liquido non si chiama condensazione, ma liquefazione. O forse c'è una differenza fra i due processi, che mi sfugge?
Un bel guazzabuglio terminologico, insomma.

markogts ha detto...

Bene, visto che facciamo a gara di pignoleria, vengo anch'io :-)

Difficilmente l'astronave sta a 3K, anche nelle parti non riscaldate. C'è pur sempre il Sole (assolutamente non trascurabile), tanto che l'astronave ruota su se stessa per bilanciare le temperature (il famoso Apollo allo spiedo :-). Quindi la temperatura dipende dal rapporto tra emissività della carlinga alle lunghezze d'onda del lontano infrarosso e il coefficiente di assorbimento sulle lunghezze d'onda del Sole (l'approssimazione di corpo grigio non è applicabile). Le temperature di equilibrio sono fortemente dipendenti dalla forma e dal materiale. Vi consiglio questo pdf, a pagina 32 ci sono alcuni esempi di temperature di equilibrio. Oltre a questo, naturalmente, ci sono tutte le fonti di calore interne come elettronica, celle a combustibile, pompe, ventilatori e last but not least, i passeggeri.

PS Secondo me liquefazione è il passaggio da solido a liquido.

PPS Non ci metteremo a discutere sul nome delle scie di condensazione, no? Scie di brinamento! No, Scie di liquefazione! E per fortuna che non sono chimiche :-P

PPPS Una volta avevo trovato un lunacomplottista che diceva che la storia dell'Apollo 13 era falsa perché era impossibile morire di freddo nello spazio e che anzi gli astronauti sarebbero dovuti morire di caldo per via del Sole.

pgc ha detto...

Grazie per questa chicca Paolo A., che evidentemente pochi conoscevano. In compenso ti racconto un'episodio buffo. Anni fa, nel 2000 mi pare, ero a South Pole, e Lovell venne in visita. Era un tipo brillante, come quasi tutti gli astronauti, e simpatico. Fece una visita della stazione e ci venne a trovare in un piccolo laboratorio poco lontano dove lavoravamo e uno di noi gli chiese chi fosse. Lui rispose "sono Jim Lovell". Questo collega si scuso' di non averlo riconosciuto, dato che sapevano tutti che doveva arrivare in stazione. Lui rispose "non ti preoccupare, non mi riconosce mai nessuno. Pensano tutti che abbia la faccia di Tom Hanks".

Anonimo ha detto...

Per markogts


PS Secondo me liquefazione è il passaggio da solido a liquido.

Nel linguaggio familiare sì. Qui parliamo di termini scientifici, che come è noto spesso sono lontani dall'uso generale: su queste pagine più volte è stato necessario ricordare che teoria, per la scienza, non è la stessa cosa che teoria nel linguaggio familiare.
Detto questo, su brinamento e sublimazione anche nella terminologia scientifica c'è una gran confusione.

fabio ha detto...

@ AdP

c'e' un bel gauzzabuglio e' vero ma credo che sia dovuto al fatto che l'importante sia che il nome dia l'idea del fenomeno e che alla fine un nome univoco non porti alcun specifico vantaggio (cioe' tutto e' gia' chiaro cosi'). (OT) Mi viene in mente ora la definizione di "strozzato" e "critico" che molte volte a seconda dela campo di applicazione genera un po' di confusione (OT) Devo ammettere pero' che per la trasformazione aeriforme->solido non ho mai sentio sublimazione ma solo brinamento (che tra l'altro e' immediatamente esplicativo).

@ mastrociliegia
I calori specifici sono sicuramente importanti ma a mio avviso svolgono la funzione di correlare l'energia spesa per ottenere un cambio di temperatura. Se da un lato abbiamo un recipiente e dall'altro lo spazio direi che quest'ultimo puo' assorbire tutta l'energia che vuole.
Con un diagramma di stato sappiamo sicuramente la risposta dopo un tempo sufficientemente lungo. Il problema e' nel transitorio dove abbiamo cambiamento di fase e flussi a Kn diversi. Forse basta applicare Fourier ...
ti aspetto per riparlarne ... non ho fretta

fabio ha detto...

@markogts
L'astronave non sta a 3K questo e' sicuro, parlavo infatti della "temperatura" presunta dello spazio e alla quale si troverebbe il liquido appena fuoriuscito.
In questo caso non va considerata la temperatura dell'elettronica etc etc.
Voglio precisare che se cmq da un lato l'astronave e' calda per irraggiamento dall'altro e' fredda. Questa differenza di temperatura e' una grana abbastanza conosciuta anche nel campo satellitare.

Ma forse stiamo (sto) sparando alla mosca con un cannone. C'e' una foto a testimonianza di una ripresa amatoriale di un fenomeno, speriamo, irripetibile. Probabilmente dovrei godermela e tacere :D

markogts ha detto...

Beh, è chiaro che quando il liquido si ritrova a pressione nulla, comincia a bollire. Questo asporta calore fino a provocare la solidificazione del resto del liquido. quindi ci sarà un mix di solido e gas. In quali proporzioni? In quali dimensioni caratterstiche? Il vero prof, di solito, in questi frangenti se la cava con un "lo lasciamo come esercizio agli studenti" :-)

fred84 ha detto...

è chiaro che quando il liquido si ritrova a pressione nulla, comincia a bollire

mica vero, dipende dalla temperatura.

markogts ha detto...

In che senso, fred? Da quel che ne so, C'è una curva p-T per ogni sostanza. O la temperatura è tanto bassa da renderla solida, o bollirà quando la pressione scende a zero. Non riesco a immaginarmi un liquido che non bolla a pressione nulla. E nei serbatoi l'ossigeno era liquido, non solido. A dire il vero, anche i solidi evaporano a pressione nulla. Solo che ad esempio il tungsteno ha una tensione di vapore che basta un atomo in tutto l'universo per garantire l'equilibrio (almeno così ce l'hanno spacciata all'università)

fred84 ha detto...

chiedo perdono, ho fatto casino.

farmabat ha detto...

Eccolo l'annuncio storico numero 2:"Astronauti su un asteroide e una missione con uomini a bordo verso Marte entro la meta' del decennio 203O: lo ha annunciato il presidente Barack Obama presentando, dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral il suo piano avvenire per l'agenzia spaziale statunitense (Nasa). Obama ha cosi' risposto alle critiche suscitate dall'annuncio di aver posto fine al progetto 'Constellation' che prevedeva di far tornare l'uomo sulla Luna entro il 2020. Il presidente Usa ha reagito alle critiche, dicendo che 'l'esplorazione spaziale e' una parte imprescindibile del futuro' e si e' detto 'impegnato al cento per cento con la missione della Nasa e del suo futuro'

fabio ha detto...

Maaaarteee Arriviamoooo

Sarebbe bello l'esa partecipasse!! Altrimenti mi tocca trasferirmi in USA per partecipare :D

Turz ha detto...

Non so cosa disse poi Lovell, ma quel "we've had a problem" non potrebbe essere l'equivalente di "stiamo avendo un problema"? Ovvero: abbiamo avuto un problema ma ce l'abbiamo ancora.

Se dici "I've lived in Switzerland for 5 years" significa che in Svizzera ci abiti ancora, non che te ne sei andato.

Quindi la domanda è: il problema se n'era già andato oppure no?

Orsovolante ha detto...

Mi piacerebbe sapere qualcosa di più sull'annuncio del presidente USA.

Ovvero. Quanto c'è di realmente concreto in questa dichiarazione e quanto è solo propaganda contingente?

Anonimo ha detto...

Per Orsovolante

Mi piacerebbe sapere qualcosa di più sull'annuncio del presidente USA.

Ovvero. Quanto c'è di realmente concreto in questa dichiarazione e quanto è solo propaganda contingente?


Io propenderei per la seconda ipotesi. Dopo due anni di crisi innescata da titoli e altre schifezze tossiche provenienti dagli Usa, è comprensibile un "Obama, facci sognare!" da parte di cittadini americani, e non solo. E come si fa a dire di no?
Comunque, se Obama farà sul serio "lo scopriremo solo vivendo", come cantava Lucio Battisti. :-)

markogts ha detto...

Più che altro dire "Andiamo su Marte ma non torniamo sulla Luna" mi sembra irrealistico. La Luna (e/o i punti Lagrangiani) dovrebbe essere il trampolino di lancio per Marte.

fabio ha detto...

@ Turz

nel senso che dici tu non dovrebbe essere
"I have been living in Switzerland for 5 years" ?
I madrelingua battano un colpo per favore ...

Orsovolante ha detto...

@Markogts

Pensi che occorra una base intermedia?

Forse se si pensa ad un singolo volo è più semplice, anche se meno efficiente, farlo direttamente dalla terra.
Anche perché il ritorno da Marte non vedrebbe nessun vantaggio nell'avere una base sulla luna...

O forse non ho capito :-)

In ogni caso già portare su Marte sonde delle dimensioni del rover lunare, o come avevo visto, una specie di aereomodello in grado di mappare la superficie da bassissima quota, sarebbe molto interessante.

markogts ha detto...

La Luna dovrebbe essere usata come stazione di assemblaggio (puoi lanciare astronavi senza vincoli aerodinamici) e rifornimento (il carburante, se ottenuto direttamente dalla superficie lunare, pesa un sesto) prima della partenza.

Orsovolante ha detto...

Markogts

Ok ma cosi devi spedire sulla luna tutto quello che ti serve per creare una base e un eventuale fabbrica..
Se vuoi mandare molti razzi conviene... ma se pensi solo a poche navi c'è ugualmente questa convenienza?

Credo qualche ipotesi sul sito della NASA si trovi già

Sarebbe bello se Paolo, che sa dove cercare, facesse un pezzo su questa cosa.

Orsovolante ha detto...

Ho trovato questo documento sul sito della NASA.
Una serie di scenari possibili.

http://www.nasa.gov/pdf/382362main_40%20-%2020090801.1.mars2019.pdf

E anche questa pagina di Wiki è piuttosto interessante.

http://en.wikipedia.org/wiki/Manned_mission_to_Mars#NASA_Design_Reference_Mission_Architecture_5.0_.282009.29

luigi ha detto...

sarà di parte, ma a me sembra che qualche spunto lo dia la riflessione seguente http://www.spacex.com/press.php?page=20100415

markogts ha detto...

Orso, ovviamente il discorso ha senso se troviamo materiali direttamente sulla Luna, in primis idrogeno/acqua.

pgc ha detto...

Assemblare sulla luna non mi sembra presenti grandi vantaggi rispetto all'assemblaggio orbitale. In ogni caso decollo e atterraggio richiedono una struttura molto piu' solida di quelle in orbita. E poi le infrastrutture sarebbero comunque di provenienza terrestre in gran parte, il che quasi duplicherebbe gli sforzi. E sarebbe complicato creare un hangar sufficientemente grande per poter lavorare senza tuta, data la quantita' di O2 necessario.

Scusate se mi dilungo, ma faccio notare che a causa della mancanza di atmosfera non c'e' bisogno di utilizzare decolli e atterraggi verticali sulla luna. Si puo' tranquillamente accelerare un razzo fino alla velocita' di fuga (2.4 km/s) su un binario per esempio a superconduttore. Il decollo verticale serve solo a minimizzare l'energia dispersa nell'attrito con l'atmosfera, ma non ha nessun altro grande vantaggio rispetto a *qualsiasi* altra traiettoria. Un binario lungo una quarantina di km (meno di quello Tokio/Kyoto), si puo' raggiungere la velocita' di fuga (2.4 km/s) con una accelerazione di soli 8 g in una trentina di secondi (se non ho sbagliato i conti :) ). In tal caso non c'e' quasi bisogno di carburante, salvo per le correzioni di rotta dopo il decollo e per vincere il poco attrito residuo. L'energia necessaria al "decollo" sarebbe in tal caso fornita da pannelli solari a terra. Per l'atterraggio la cosa non sarebbe poi tanto diversa se questo avvenisse "agganciandosi" in qualche modo al binario, un sistema simile in qualche modo all'ammaraggio su una portaerei.

Questo per dire che ogni volta che si abbandona la Terra bisogna ripensare sempre tutto daccapo...

ciao a tutti

Orsovolante ha detto...

Si ma tutte queste cose sulla luna andrebbero portate...
Quindi alla fin fine, a meno che non si pensi ad un elevato numero di voli, probabilmente costa meno fatica portarle direttamente dalla terra.

Nel caso ci sta che si assembli in orbita un certo numero di moduli.
Giusto per non dovere far decollare qualche cosa di eccessivamente mastodontico.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Sarà che sono della generazione immediatamente successiva a coloro che erano bambini/adolescenti/giovani uomini all'epoca dell'impresa lunare ma...io ho una visione diversa.

Andare su Marte non sarebbe un'impresa paragonabile a quella di andare sulla Luna.

A che servirebbe?

Pensiamo a cosa siamo stati capaci di osservare e di capire attraverso l'osservazione e il progresso nel XX secolo.

Ora noi sappiamo. Abbiamo un'idea di quanto sia incommensurabilmente vasto e complesso l'Universo.

A questo punto, l'idea portante non dovrebbe essere andare su Marte, bensì trovare il modo di affrontare viaggi cosmici bypassando le ENORMI energie che, dati alla mano, servirebbero per farli!

Più osservazione, meno missione! :)

Oggettivamente: sarebbe più interessante trovare pianeti extrasolari similterrestri, identificarli con certezza. Fatto questo, concentrare tutti gli sforzi per raggiungerli in tempi umani.Ammesso che sia possibile.

pgc ha detto...

La convenienza di una base sulla Luna per lanci di altre missioni e' praticamente nulla se si pensa ad una piccola serie di missioni. Potrebbe rappresentare qualche vantaggio invece per progetti molto piu' complessi. La differenza e' se si considera il medio o il lungo periodo. Per missioni sperimentali e' chiaro che non ha senso ne installare una base sulla Luna, ne l'esplorazione su Marte, ne il costo e il rischio associati alla ISS, che infatti e' maledetta da tutti gli astronomi per le energie che ha drenato da altri progetti di sonde automatiche. Ricordiamoci che il budget della NASA e' dedicato mi pare per 3/4 a missioni umane, e di questo la gran parte va a finire nel garantire la mera sopravvivenza di chi e' a bordo.

Ma per progetti a lungo termine di esplorazione spaziale si tratta di passaggi indispensabili. E io credo che come sostiene il paradosso di Fermi, non c'e' niente da fare: prima o poi questa e' una strada che dovremo percorrere.

pgc ha detto...

il problema e' capire se e' giunto il momento o no...

Verzasoft ha detto...

Niente motori a curvatura, niente esplorazione a lungo raggio.
Purtroppo l'uomo è condizionato da un corpo non troppo longevo, rispetto all'universo. A meno di non costruire delle astronavi generazionali, mi viene da dire che non riusciremo mai ad andare da nessuna parte. Manco fuori dal sistema solare.

pgc ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
markogts ha detto...

Ricordo che qualcuno diceva che i treni non potevano superare i 30 km/h e che oggetti più pesanti dell'aria non potevano volare.

Un'astronave relativistica potrebbe, col rallentamento del tempo, trasportare astronauti "ancora giovani" su un'altra stella. Certo, quando tornano, dovranno pagare la pensione ai loro nipoti, ma chissene... Il promblema principale, come per ogni cosa, è trovare una fonte di energia adatta. Peti nucleari a là Orion? Propulsione ionica? Boh... sono comunque tecnologie abbastanza "credibili", per non dire "fattibili".

Turz ha detto...

@markogts:
Certo, quando tornano, dovranno pagare la pensione ai loro nipoti, ma chissene...

Considerando che c'è già chi paga la pensione ai figli, senza aver dovuto viaggiare a velocità prossime a quelle della luce...

ha detto...

pgc ha detto:
"Lui rispose "non ti preoccupare, non mi riconosce mai nessuno. Pensano tutti che abbia la faccia di Tom Hanks"."

ROTFL!

a chi ha postato il video del film di Ron Howard: ma in che lingua sono i sottotitoli? usa-free, tu ne sai qualcosa? :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Spiegone ricevuto dagli esperti:

"The oxygen was stored in the tanks as a "supercritical fluid", at a temperature and pressure where it's not quite liquid and not quite gas. When it suddenly vented, what probably happened is that some of it turned into ordinary gas, taking away enough heat to freeze part of it to solid crystals. Those crystals would then have sublimated to gas.

Because of the intense solar ultraviolet, some of it would have ionized to plasma, and this was probably what made it visible from the ground. Think of a comet.

The excess propellants in the S-IVB upper stage were routinely vented after translunar injection and these gas clouds (hydrogen and oxygen) were also visible from earth."