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2010/04/02

Francia: legge antipirateria fa aumentare la pirateria

L'illusione delle leggi antipirateria: Hadopi fa aumentare il numero dei pirati online, riduce gli acquirenti legittimi


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

A fine 2009 in Francia è entrata in vigore la severissima legge denominata Hadopi, che prevede la disconnessione da Internet degli utenti che vengono colti ripetutamente a scaricare materiale vincolato dal diritto d'autore. Un deterrente apparentemente molto forte e persuasivo.

Ma uno studio condotto sotto l'egida dell'Università di Rennes e basato su un campione di 2000 utenti indica "un leggero aumento del numero di pirati su Internet", pari al 3%, dopo l'introduzione di Hadopi. Come mai? Semplice: gli utenti hanno cambiato modo di procurarsi materiale pirata (film, musica, telefilm), scegliendo fonti non coperte dalla legge.

L'uso dei circuiti peer-to-peer, quelli presi di mira da Hadopi, è sceso del 15%, ma quello di siti di streaming (come Allostreaming e Megavideo), di siti di download (come Megaupload o Rapidshare), di VPN (reti private virtuali) e di forum chiusi, tutti non coperti dalla legge Hadopi, è aumentato nel contempo del 27%, più che compensando il calo del numero di utenti dei circuiti peer-to-peer.

Un altro dato ironico e interessante dello studio è che "la metà degli acquirenti di video/audio sulle piattaforme legali appartiene alla categoria dei pirati... la legge Hadopi, concepita per sostenere le industrie culturali, paradossalmente potrebbe eliminare il 27% degli acquirenti di video e musica su Internet tagliando la connessione Internet degli utenti peer-to-peer". In altre parole, questi risultati sono un'ulteriore dimostrazione dell'abisso che c'è fra legislatore e realtà della Rete.

Aggiornamento: come segnalato da Tom's Hardware, la legge Hadopi è in vigore ma non è ancora operativa all'atto pratico, perché "l'agenzia istituita dalla legge non ha ancora iniziato l'attività sul campo... non vi sono state ancora disconnessioni e nemmeno sono state inviate delle diffide" (FIMI). Vero, ma la percezione nell'opinione pubblica è che la legge c'è ed è in funzione.

18 commenti:

Luigi Rosa ha detto...

«The more you tighten your grip, Tarkin, the more star systems will slip through your fingers.»

L'economa domestica ha detto...

Sono indecisa. Se sia più assurda la Hadopi o la Toubon.

Ora prendo l'espressione del gatto in foto e ci rifletto.

.:TDA:. ha detto...

Paolo, guarda che su TOMSHW hanno fatto una precisazione quando avevano postato un articolo che trattava questo argomento(risale al 30.03.10), dove la FIMI gli ha fatto presente che tale legge non e' ancora operativa.
(fonte articolo: http://www.tomshw.it/cont/news/la-legge-francese-anti-p2p-fa-bene-alla-pirateria/24652/1.html)

Fabio ha detto...

"Un altro dato ironico e interessante dello studio è che "la metà degli acquirenti di video/audio sulle piattaforme legali appartiene alla categoria dei pirati... la legge Hadopi, concepita per sostenere le industrie culturali, paradossalmente potrebbe eliminare il 27% degli acquirenti di video e musica su Internet tagliando la connessione Internet degli utenti peer-to-peer"

Oh, poverine le major. Meno male che c'è chi si preoccupa per loro...
Questa storia di fare i conti in tasca a chi vuole le leggi anti-pirateria è una roba ridicola.
Questi studi e questi articoli, ormai a cadenza regolare, cadono nell'errore (ma non è un errore...) di considerare il mondo immutabile, così come immutabile è l'idea mitologica, carbonara, retrograda (leggi bene) che hanno della rete e che hanno fatto assurgere a vangelo, sempre pronti a snocciolare frasi come "tu non capisci la rete", "il legislatore è lontano dalla rete".

Cari miei, la legge mira a reprimere, a modificare un comportamento. La rete la si è capita benissimo e la si vuole cambiare.
Quelle che si tenta di spacciare per previsioni (questa dei pirati disconnessi che fanno calare il mercato legale) è un'inutile fotografia di un transitorio.

Qui si vuole semplicemente conservare la comodità di un comportamento disonesto (ma molto molto conveniente) e non si sa più a cosa appigliarsi. Ancora sentiamo giustificazioni come quelle dello scambio privato o della mancata sottrazione del bene: e questo sarebbe "capire la rete"? Qui l'unica cosa che capite è il portafogli.

(PS: sto lavorando con una piccola software house ad un videogame, come artista. La nostra unica entrata saranno le vendite del titolo.
Se la gente si mette a piratare pure per non spendere 5 euro noi andiamo tutti falliti.

Ma siccome siamo imprenditori di noi stessi e non sfigati precari piagnoni non ci si in**** nessuno.)

SirEdward ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
SirEdward ha detto...

Qui si vuole semplicemente conservare la comodità di un comportamento disonesto (ma molto molto conveniente) e non si sa più a cosa appigliarsi. Ancora sentiamo giustificazioni come quelle dello scambio privato o della mancata sottrazione del bene: e questo sarebbe "capire la rete"? Qui l'unica cosa che capite è il portafogli.

Se guardo alla mia esperienza personale, devo assolutamente dissentire.

Ricordo che ero molto più pirata quando le mie possibilità di scaricare materiale erano basse (dieci-quindici anni fa internet era un po' meno diffusa di ora...). Ora compro originale quanto più materiale posso. Quello non originale è perché in Italia non è in vendita... e come già detto a commento di un altro articolo, non esiste solo il diritto (legittimo) di chi crea l'opera, ma anche quello di chi ne fruisce. Ad ogni modo, la facilità di usare la rete o di trovare materiale non è determinante. I VG pirati, ad esempio, circolavano benissimo anche su cd con le (per me) celeberrime twilights collections. Bloccare los cambio in rete non fermerà chi VUOLE piratare e chi NON VUOLE acquistare. Così come non fermerà la pirateria bloccare l'accesso a Pirate Bay, ad esempio. Bloccare per modo di dire, poi; blocchi solo i deficienti e mi rendi solo un po' più complicato scaricarmi le puntate di Top Gear (che in Italia non è trasmesso... un celebre caso di "lo pagherei, ma il detentore dei diritti non me lo vende")

Un'altra prova? Questione portafoglio: Sempre quando ero ragazzino, non avrei mai, -mai-, MAI, -MAI-, speso dei soldi per certi VG o musica o film originali, perché semplicemente non li avevo.

Che facciamo? Giochiamo alla major che si accanisce contro gli adolescenti studentelli spiantati? Ti darei ragione se fosse vero che spendono tutti un sacco di soldi per telefonini ultimo grido e vestiti stupidi, ma non è affatto così, a meno che il mondo non abbia improvvisamente smesso di girare in tondo.

A parte i ragazzetti, comunque, ci sono categorie di persone che, semplicemente, non faranno MAI parte di chi acquista il prodotto originale, c'è poco da fare. Se anche blocchi la pirateria, l'unico scopo che otterrai sarà che essi non avranno una copia della tua opera, non che l'acquisteranno originale. Magari anzi ci rimetterai lo stesso tu in notorietà e diffusione.

SirEdward ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
SirEdward ha detto...

Terzo punto: tornando alla mia esperienza persoale, ho avuto -molti- più problemi con il materiale originale che con il materiale pirata. Lucchetti anticopia, farraginosità stupide (deboli anticopia), foglietti con codici da inserire a ogni avvio, necessità di inserire cd a ogni avvio, qualità scadente a prezzi esorbitanti (chi ha detto bitrate basso o variabile?), DRM, attivazioni on-line, aggiornamenti automatici che ti incasinano tutto. Se compro qualcosa di originale, soprattutto con i prezzi mostruosi che certi prodotti hanno ora, non voglio m***a, voglio che tutto funzioni perfettamente, altrimenti mi devo anche mangiare la bile per aver buttato i miei soldi.

Per finire, c'è il discorso del rapporto qualità/prezzo. Certo materiale costa troppo. Punto. Fa comodo, per una serie di motivi, che il prezzo sia alto, ma la verità è che se quello fosse il prezzo giusto, molta dell'industria che ha questi problemi di pirateria dovrebbe semplicemente chiudere perché non è in grado di offrire un prodotto che vale il prezzo richiesto.

Invece, piuttosto che pensare nuovi modi per vendere o per distribuire, per essere concorrenziali o, in alcuni casi, per ridurre un margine di guadagno troppo alto, si preferisce usare lo spauracchio del pirata che fa del male a tutti e uccide il mondo dei produttori.

Quello che dico io è: è vero, la pirateria fa danni, allo stesso modo in cui porta dei vantaggi di diffusione e visibilità che nessun produttore si ricorda mai di menzionare. Ma per ridurre l'impatto negativo è sbagliato voler chiudere in galera tutti, comprese le persone di buona volontà, è necessario trovare altre strade.

Un esempio? L'anno scorso ho acquistato due cd di musica (tra gli altri) che sono buoni esempi. Uno dall'inghilterra, che ho pagato, comprese le spese di spedizione aeree, MENO del prezzo dello stesso cd in negozio in Italia (arrivato in 5 gg. Ho già detto tutto, mi pare) e uno dal Canada. Questo era incredibile. A parte la qualità della musica contenuta al suo interno, ho acquistato l'album in MP3 a una cifra davvero bassa. Scaricandolo ho scoperto che era a bitrate variabile e ho mandato una mail chiedendo quanto dovevo aggiungere per farmi spedire il cd a casa (la musica l'avevo già pagata...). Nulla. La casa mi ha inviato -GRATIS- il cd (in qualità superiore).direttamente a casa.

Vuoi un esempio sui VG? FX interactive. 20 euro a titolo. Quando il titolo è bello, lo acquisto, non mi passa nemmeno per la testa di scaricarlo pirata.

Per gli altri, anni fa li avrei scaricati, oggi, se un titolo costa troppo per quello che mi interessa, semplicemente resta sullo scaffale.

Anonimo ha detto...

Per Fabio

Questi studi e questi articoli, ormai a cadenza regolare, cadono nell'errore (ma non è un errore...) di considerare il mondo immutabile, così come immutabile è l'idea mitologica, carbonara, retrograda (leggi bene) che hanno della rete e che hanno fatto assurgere a vangelo, sempre pronti a snocciolare frasi come "tu non capisci la rete", "il legislatore è lontano dalla rete".

Non dimenticare che lo studio è stato effettuato dall'università di Rennes 1. Non lo dico per sostenere che questo o quello studio siano infallibili, ma in quanto università statale francese direi che è al di sopra di sospetti di partigianeria.

Qui si vuole semplicemente conservare la comodità di un comportamento disonesto (ma molto molto conveniente) e non si sa più a cosa appigliarsi.

Come no: i cosiddetti "pirati" oggi sanno benissimo a cosa appigliarsi: ai servizi di file hosting, di streaming e di reti private virtuali, che la legge francese non contempla. E l'articolo lo dice.

markogts ha detto...

Io vieterei le station wagon piene di hd portatili...

SicilianoEdivad ha detto...

Non posso che concordare con SirEdward: i-pirati-quelli-con-la-testa-dura non compreranno mai nulla, anche se l'originale non costa nulla e il bitrate è più alto. Combattere questo tipo di pirati è una guerra contro i mulini a vento. Piuttosto si dovrebbe convincere sta gente ad usare soluzioni alternative, come Linux, che nella maggior parte dei casi è di gran lunga superiore (powered by Pardus Linux 2009.1 tradotto in ita by me), o come Jamendo per la musica. Anche se molti dicono che su Jamendo c'è solo monnezza con il CC lasciate stare un attimo che è gratuito ed ascoltate qualcosa come questo per esempio:
http://www.jamendo.com/it/album/3620 (che è quello che sto ascoltando ora) e ditemi cosa ne pensate
o questo:
http://www.jamendo.com/it/album/37883
riditemi voi cosa ne pensate.
Senza voler nulla togliere alla musica a pagamento ovviamente.

Franci ha detto...

Per Fabio.

Per anni abbiamo visto sugli scaffali musica di merda di artistucoli da 4 soldi allo stesso prezzo di musica di valore assoluto. Lo stesso per i film, lo stesso per dvd di vario genere.
Quando invece vai a comprare una macchina ti accorgi che la 127 non è mai costata quanto una Ferrari.
Il mercato su cui la pirateria ha spopolato è sempre stato un mercato drogato e truffaldino.
Pirata BBBBBrutto, come direbbe Guzzanti ma a questa situazione ci si è arrivati perchè un cd/dvd non ha mai avuto un costo proporziale alla sua qualità. Le cose sono migliorato lentamente negli ultimi tempi, proprio grazie a nuovi sistemi di distribuzione su internet ma ormai il danno era già stato fatto.

Verzasoft ha detto...

Fabio,

Cari miei, la legge mira a reprimere, a modificare un comportamento. La rete la si è capita benissimo e la si vuole cambiare.

Ma sei sicuro? Per come è scritta (l'hai letta?) non mira a reprimere la pirateria: mira a reprimere l'utilizzo di internet.

Per il fatto che non serve essere in torto: basta essere sospettati di aver scaricato materiale "pirata" (ti ho già chiesto se l'hai letta?). Sospettati. Nessuna certezza. Nessun processo, nessuna infrazione dimostrata (potrei non aver fatto un bel niente, potrei avere un virus che fa da proxy per qualcuno, potrebbe essere stato mio figlio e non io) e... voilà: da oggi niente più linea.

Linea che HO PAGATO (ho il bollettino che lo dimostra per certo, se qualcuno aveva dei sospetti che non avessi pagato...).

Io, nel mio piccolo, non ho MAI acquistato un gioco o un brano coperto da DRM o con sistemi di protezione eccessivamente irritanti.
Questo perchè sono tutti strumenti che fanno venir meno la fruibilità di un prodotto.

Nessuno contesta che la pirateria sia una brutta cosa oltre che illegale. Sono io utente legale che contesto che mi si renda difficile la vita con sistemi del menga (DRM, STEAM, Hadopi). Sistemi di cui il pirata paradossalmente se ne strafrega perchè li supera a più pari (il programma te lo cracca), e che quindi non sono serviti a una beata mazza se non a infastidire me utente legale.

Ti consiglio, a questo proposito, di leggere questa interessante riflessione di Davide Bianchi.

E' stato questo articolo che mi ha spinto a togliere del tutto la protezione anticopia all'unico software degno di nota che ho fatto (poca roba, comunque).

marco ha detto...

Per Fabio
Piantiamola una buona volta. Major o "minor" che siano le case produttrici di software (inclusi musica, giochi, programmi, film etc.) ed hardware fanno quello che vogliono: programmi malfunzionanti, giochi pieni di bug venduti a prezzi demenziali, musica comprata da me e gestita da regole del venditore (come dire, io pago il mio panino ed il fornaio mi dice come dove quando e "se" posso mangiarlo ...). Non basta. Se acquisto cd, dvd, lettori e chissà cos'altro devo pagare una tassa aggiuntiva perché potrei usare i supporti per eseguire copie pirata. In pratica: intanto paghi la multa, visto che magari potresti anche parcheggiare in divieto, in futuro... Vogliamo parlare dei siti perfettamente legali dai quali compri software che non vedrai mai (i soldi però dalla carta sono stati prelevati)?
Qualcuno prima citava FX; ottimo esempio: prezzi ragionevoli per prodotti di qualità. Lasciamo stare leggi balzane, drm, e tasse assurde, proponendo prodotti seri a prezzi realistici la maggior parte degli utenti compra, non ruba.
Piantiamola, una buona volta. Ho scoperto che il mio iphone non mi lascia gestire i suoi costosissimi 32 giga per i miei file via usb perché - suppongo - questo mi sgancerebbe da itunes (OT: se qualcuno volesse illuminarmi lo ringrazio fin d'ora...). Ovvio che se trovassi un programma che mi permette di aggirare la "politica Apple" avrei proprio la tentazione di scaricarlo al volo, da qualsiasi parte provenisse...
Io i film li noleggio o li compro, ma, Fabio, ricorda che senza un po' di pirateria probabilmente anche windows non avrebbe la diffusione che ha. Molti dei frequentatori di questo blog ti sapranno spiegare questo concetto molto meglio di me.

SirEdward ha detto...

ricorda che senza un po' di pirateria probabilmente anche windows non avrebbe la diffusione che ha. Molti dei frequentatori di questo blog ti sapranno spiegare questo concetto molto meglio di me.

Assolutamente sì. Torno nuovamente sulla mia esperienza personale. Lo ammetto: ho posseduto Windows pirata per anni; poi ho avuto modo di comprare una copia di XP a un prezzo allettante e l'ho presa. E sono contento di averlo comprato. Ma se non avessi potuto usare mai windows pirata... oggi userei Linux senza problemi... Visto che Fabio lavora nel campo dei VG, tra l'altro, giova anche ricordare che senza windows pirata non avrei mai acquistato molti dei titoli di cui invece ho una copia originale sullo scaffale, per non parlare delle riviste e di un sacco di hardware (qualcuno pensa alle schede video? Ma anche i processori...). Ecco, questi sono solo alcuni scherzi che la pirateria combina a chi si limita ostinatamente a guardare solo il primo strato della questione.

SirEdward ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
SicilianoEdivad ha detto...

Verzasoft,
Sei lo stesso di soft-land, vero? :)

crespo ha detto...

Io so che se non avessi visto in versione pirata tutta una serie di film, oggi non avrei la passione per il cinema, risparmierei i soldi dei biglietti, non comprerei i dvd originali dei titoli che ritengo interessanti ed in definitiva mi sarei trovato un altro hobby.