Cerca nel blog

2010/04/01

Rastrellati i dati di 210 milioni di utenti, Facebook interviene

Quanto è facile censire gli utenti di Facebook? Tanto da scatenare gli avvocati


Pete Warden, un esperto in ricerche online, è riuscito da solo a raccogliere e analizzare i dati pubblici di 210 milioni di utenti di Facebook, correlandoli per far emergere relazioni statistiche nascoste fra utenti: nomi, indirizzi, amicizie e interessi, tutti pubblicati dagli utenti del social network, hanno permesso di ricavare una mappa delle relazioni interpersonali online degli Stati Uniti molto illuminante dal punto di vista demografico e sociale, scoprendo per esempio città lontane iperconnesse fra loro e altre località vicine che invece non si parlano affatto e rivelando una ripartizione del paese in grandi aree dai comportamenti sociali fortemente differenti.

Warden aveva intenzione di pubblicare il proprio archivio, dopo averlo debitamente anonimizzato, perché sarebbe stato uno strumento prezioso per molti ricercatori interessati a studiare le interazioni sociali moderne, ma gli avvocati di Facebook gli hanno intimato di non pubblicarlo e gli hanno anzi chiesto di distruggerlo. Cosa che Warden, non avendo soldi per sostenere una lite legale, ha fatto.

Secondo l'ufficio legale di Facebook, la raccolta di dati violava le condizioni di servizio del social network ("Non raccogliere contenuti o informazioni degli utenti, né accedere in altro modo a Facebook, usando strumenti automatizzati (come bot di raccolta, robot, spider o scraper) senza la nostra autorizzazione"). Warden, però, si difende dicendo che non ha mai sottoscritto quelle condizioni, perché ha raccolto soltanto dati che erano accessibili senza fare login a Facebook e che sono tuttora accessibili anche tramite la cache di Google.

L'attività di Pete Warden non è un caso isolato: altri ricercatori, nota New Scientist, hanno già utilizzato tecniche analoghe per analizzare i dati pubblici di Facebook e altri social network per estrarre correlazioni poco evidenti a prima vista ma molto interessanti da studiare. E da sfruttare commercialmente: il fatto che un singolo ricercatore, con le proprie risorse private, sia riuscito ad acquisire quest'enorme numero di dati personali dimostra quanto sia facile questo censimento di massa, che permette per esempio a un'azienda di acquisire informazioni dettagliate sui propri clienti tramite correlazioni con altri database pubblici (quelli dei censimenti governativi, per esempio) e magari rivendere queste informazioni senza avere la correttezza di anonimizzarle.

Le tecniche descritte da Warden e dai suoi colleghi permettono anche a uno spammer senza scrupoli di usare le informazioni raccolte per bombardare gli utenti con campagne pubblicitarie mirate. La norma sociale in fatto di privacy sarà anche cambiata, secondo Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ma l'irritazione prodotta dallo spam no.

Soprattutto, casi come questo dimostrano che anche nei social network il tutto è più della somma delle sue parti, per dirla con Aristotele: il singolo dato pubblicato può sembrare innocuo e anonimo, ma la massa dei dati può essere analizzata e incrociata con altre fonti per estrarne profili personali tutt'altro che anonimi, come si è visto di recente in un paio di casi emblematici.

Prudenza, dunque, anche perché ogni tanto Facebook inciampa e alle falle strutturali aggiunge quelle momentanee. Per esempio, il 30 marzo scorso gli indirizzi di e-mail degli utenti Facebook che erano stati impostati come privati sono diventati tutti pubblici per circa mezz'ora; poi sono ridiventati privati. Gli spammer ringraziano.

18 commenti:

IceMat "Magelykun" ha detto...

Non voglio essere frainteso..ma se i mafiosi più importanti (Provenzano ad esempio) stavano e stanno ben alla larga da internet un motivo ci sarà...

L'economa domestica ha detto...

Non solo da internet, anche da onde radio, telefoni, cellulari...
Da brava YL di un radioamatore ho aperto gli occhi su cose...

M42 ha detto...

Scusa Paolo...

...dimostra quanto sia facile...

tripponzio ha detto...

a proposito: questa mattina nel loggarmi a facebook, ho premuto invio invece di tab e quindi ho cercato di loggare senza inserire la password. il sistema mi ha richiesto la password, mostrandomi quale profilo era associato alla mail con cui avevo tentato di accedere.

SicilianoEdivad ha detto...

tripponzio:
segnala la cosa a FacciaLibro, magari la correggono prima di di attacchi di spammer.

Sottoscrivo l'articolo: su Facebook acchiappare i dati privati, se non si usa un'infinità di precauzioni è una sciocchezza, ecco perchè mi rifiuto di iscrivermi.
E poi, parliamoci chiaro: a che cappero serve Facebook, oltre a perdere tempo?

Domenico_T ha detto...

E poi, parliamoci chiaro: a che cappero serve Facebook, oltre a perdere tempo?

In questo momento sto organizzando una cena. Senza spendere soldi per sms a raffica.

lufo88 ha detto...

Ennesimo esempio di quanto la gente sia, mediamente, irresponsabile. Non pensa che mattoncino su mattoncino si può fare di tutto.

Il solo andare in giro per internet provoca questo, però tra uscire e fare 4 passi e camminare sul ciglio di un burrone ce ne passa...

SicilianoEdivad ha detto...

Domenico,
però per organizzare una cena non c'è bisogno di pubblicare foto a destra e a manca. Facebook vorrebbe essere tutto, dalla carta igienica allo spazzolino ma l'utilità di pubblicare foto qua e la mi sfugge...
Poi uno quello che voule pubblicare pubblica, ci mancherebbe altro...

Domenico_T ha detto...

SicilianoEdivad,

però per organizzare una cena non c'è bisogno di pubblicare foto a destra e a manca.

Sicuramente.

Facebook vorrebbe essere tutto, dalla carta igienica allo spazzolino ma l'utilità di pubblicare foto qua e la mi sfugge...

Anche io sono un filino perplesso circa la pubblicazione a go-go. Ho amici di FB che hanno centinaia di foto divise in diversi album. Credo che per alcuni sia l'equivalente dell'album di fotografie cartaceo ma pongono poca attenzione al fatto che esse siano molto più accessibili.

Per rispondere più ampiamente alla tua domanda riguardo a cosa serva FB ti posso dire i miei utilizzi.

1) mi tengo in contatto con amici e conoscenti lontani

2) condivisione di link. Tramite FB ho conosciuto molte cose che sarebbe stato un peccato perdersi, una fra tutte Randy Pausch

3) comunicazione gratis per organizzare partite di calcio o cene

4) giochini

Turz ha detto...

Condivido gli scopi di Domenico_T riguardo a Facebook (anche se lui è un professionista).

Per esempio, il 30 marzo scorso gli indirizzi di e-mail degli utenti Facebook che erano stati impostati come privati sono diventati tutti pubblici per circa mezz'ora; poi sono ridiventati privati. Gli spammer ringraziano.

Ribadisco il consiglio di usare un indirizzo "sacrificabile" per Facebook. Ovviamente con redirezione al proprio indirizzo principale. Indirizzi del tipo pincopal.lino@googlemail.com (al posto dell'indirizzo principale pinco.pallino@gmail.com) oppure gli indirizzi AddressGuard di Yahoo hanno già senso.

SicilianoEdivad ha detto...

Domenico,
Certamente anche facebook ha degli utilizzi costruttivi che quindi non necessitano la pubblicazione a manetta.
Difatti prima con la mia frase "a che cappero serve facebook" intendevo non tanto gli utilizzi "normali" di un social network ma la pubblicazione a go-go, non solo di foto, che contraddistingue facebook da altri siti simili.
Comunque quando si criticano i contenuti di un sito, (o come nel caso di facebook questo eccesso nel pubblicare ogni singola cosa) si deve tenere conto che, se un determinato tipo di contenuti o di comportamento esiste, vuol dire che, evidentemente, qualcuno quei contenuti (comportamenti) li pubblica (adotta).
Insomma quello che voglio dire che non va demonizzata la rete o il sito di turno, ma chi ne fa uso.

Domenico_T ha detto...

Turz,

Condivido gli scopi di Domenico_T riguardo a Facebook (anche se lui è un professionista)

Che intendi per professionista? :D

SicilianoEdivad,
Difatti prima con la mia frase "a che cappero serve facebook" intendevo non tanto gli utilizzi "normali" di un social network ma la pubblicazione a go-go, non solo di foto, che contraddistingue facebook da altri siti simili.

Uhm, ti credo ovviamente ma non è che fosse così chiaro nel tuo precedente commento in cui avevi detto "E poi, parliamoci chiaro: a che cappero serve Facebook, oltre a perdere tempo?".
Qui mi sembri abbastanza lapidario, bolli FB in toto come inutile.

Insomma quello che voglio dire che non va demonizzata la rete o il sito di turno, ma chi ne fa uso.

Quoto in pieno. Netlog non crea ragazzine disinibite, Badoo non crea palestrati vogliosi e YouTube non crea bulli ed idioti che attraversano l'autostrada a piedi.

Internet non crea stupidità, la rende solo più visibile.

SicilianoEdivad ha detto...

Qui mi sembri abbastanza lapidario, bolli FB in toto come inutile.
ewww effettivamente... :P

Turz ha detto...

@Domenico_T:
Che intendi per professionista? :D

Che lo conosci in tutti i suoi meandri :-)

Internet non crea stupidità, la rende solo più visibile.

Parole sante.

Domenico_T ha detto...

Turz,
Che lo conosci in tutti i suoi meandri :-)

Diciamo che ne faccio, a mio avviso, un buon uso :)

Internet non crea stupidità, la rende solo più visibile.

Trovai questa frase in un demotivational poster, ma non lo trovo più @_@

Camicius ha detto...

@SicilianoEdivad

segnala la cosa a FacciaLibro, magari la correggono prima di di attacchi di spammer.


Se hanno il tuo indirizzo mail, cosa se ne fanno del tuo nome e cognome?

SicilianoEdivad ha detto...

Camicius,

Cederli a terzi per fare campagne pubblicitarie, per esempio.

Turz ha detto...

@Camicius:
Non sottovalutare la potenza di un nome e cognome associato a un indirizzo e-mail.

Dal phisher che ti dice "Buongiorno Sig. A***** O****" ed è più credibile di quello che ti dice "Buongiorno Sig. Camicius", fino allo spammer che fa marketing mirato per zone geografiche, fasce d'età e chissà che altro.