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2009/06/26

Cosa chiedereste a un astronauta lunare?

Buzz Aldrin al RomaFictionFest, che cosa gli chiedo?


Il 6 luglio verrà presentato a Roma Moonshot, un docudrama di ITV, History Channel, ProSieben e TF1 dedicato alle missioni lunari, che presenterà immagini originali restaurate in alta definizione dei viaggi spaziali di cui ricorre il quarantennale in queste settimane.

L'anteprima si terrà al RomaFictionFest e sarà presente l'astronauta Buzz Aldrin (foto qui accanto), che insieme a Neil Armstrong effettuò il primo sbarco sulla Luna il 20 luglio 1969. E io sarò lì: è un'occasione che non voglio perdermi assolutamente.

C'è di meglio, e qui mi vengono le farfalle nello stomaco: c'è una ragionevole probabilità che mi capiti di poterlo intervistare come inviato della RSI. Faccia a faccia con un pezzo di Storia, ma anche con un essere umano che ha affrontato prove ancora più difficili nella sua vita personale: leggete questo brano della sua autobiografia, Magnificent Desolation, che racconta la sua lotta contro la depressione, l'alcolismo e "la malinconia delle cose compiute".

E' qui che si pone il problema: che cosa chiedergli, che non gli sia già stato chiesto fino alla nausea in questi quarant'anni e nel suo estenuante tour mondiale? Quali aspetti della missione e della sua vita affrontare? Come sfruttare al meglio, senza balbettare banalità, quei pochi minuti irripetibili che mi potrebbero essere offerti? Se avete idee, scrivetele nei commenti qui sotto.

51 commenti:

Pippo87 ha detto...

Da balbuziente quale sono, io non riuscirei neanche a presentarmi...Esagererò, ma è veramente qualcosa di emozionante...Quanto ti invidio Paolo!!!

Marco Casati ha detto...

Te l'avevo già linkato ma magari ti è sfuggito.

Chiedigli del suo ultimo album Hip Hop

http://gizmodo.com/5301437/buzz-aldrins-new-hip-hop-album-looks-amazing

:D

a_lounge_lizard ha detto...

Grande occasione! Un'uomo che ha fatto un pezzo di storia. Rimarrai nella storia anche tu per averlo intervistato.

Io gli chiederei:
Mentre eri sulla Luna, e vedevi la Terra da lontano, hai mai pensato di poter morire lassu' e se si', quale sarebbe stato l'ultimo pensiero per noi poveri terrestri? Quale messaggio avresti voluto lasciarci? Oppure cosa avresti voluto fare prima di lasciare la Terra per l'ultima volta?

Per me l'idea di poter morire fuori dalla mia Terra potrebbe essere la cosa piu' tremenda e affascinante della mia esistenza. Un po' come far parte del Cosmo in maniera completa...Lassu' puoi diventare la materia delle stelle.

Ok la smetto con il pistolotto poetico.

Paolo Attivissimo ha detto...

Marco,

avevo visto la tua segnalazione, scusami se non ti avevo risposto. Straordinario. Dopo quello che ha passato, sembra aver ritrovato un equilibrio. Go Buzz!

Nico ha detto...

How many more steps for men before the REAL giant leap for mankind towards world peace?

Nico ha detto...

forse un po' pomposa, lo so.. ma io gli chiederei questo.. e solo per far pensare, non per avere una risposta..
siamo riusciti in quell'impresa, ma facciamo fatica a stringerci la mano a vicenda..

Paolo Attivissimo ha detto...

siamo riusciti in quell'impresa, ma facciamo fatica a stringerci la mano a vicenda..

Vero. Ma i problemi tecnologici non devono fare i conti con la natura primitiva e immatura del cervello umano.

E' per questo che siamo andati sulla Luna ma c'è ancora la fame nel mondo: perché andare sulla Luna era un problema puramente tecnologico. Dai un grosso assegno in bianco agli ingegneri, e ti porteranno sulla Luna e ti faranno volare a due volte la velocità del suono servendoti champagne.

Dai loro lo stesso assegno per risolvere la fame nel mondo, e si troveranno impantanati nelle gelosie, nelle ripicche, nei nazionalismi, nelle arroganze, nelle superstizioni e nei pregiudizi che appestano l'umanità come letame di rinoceronte intorno al Taj Mahal.

Nico ha detto...

Rimango dell'idea che sia stato il cuore a farci andare lassù, prima di tutto. E quello mi piacerebbe riuscire a risvegliare.
Notte.

:-)

SuperGiovane ha detto...

Perché non provi a chiederlo proprio a lui? Potresti formulare la domanda tipo "C'è qualcosa che in questi anni avresti voluto proprio avere occasione di dire o raccontare e nessuno ti ha mai chiesto?" Ovvio che non può essere LA domanda, ma se la conversazione prende una piega piacevole, potrebbe gradirla

Hanmar ha detto...

Domandagli, previa risata, se e' vero che ha visto gli alieni sulla luna.
O meglio, cosa ne pensa di chi sostiene lo abbia detto. :D

Link a The Examiner, mica pizza e fichi. :P

Saluti
Michele "Envy" Hanmar

amis ha detto...

Visto che si fanno anche esperimenti medici, ha avuto personalmente giovamento fisico o e' a conoscenza che sono stati sviluppati principi attivi che mai si potrebbero produrre sulla terra, durante le missioni spaziali e lunari in particolare ?

Paolo ha detto...

Cosa pensa delle persone che mettono in dubbio l'esistenza della missione cui ha preso parte?
Cosa direbbe loro per dimostrare che ci è andato veramente?
Appena dopo essere tornato sulla Terra, cosa considerava "casa sua"?
Come spiegare alle persone che non sono andate nello spazio che la Terra è casa nostra e bisogna averne cura?

Rodri ha detto...

Gli chiederei (come accennato da Lizard) se una volta lassù non ha avuto almeno la tentazione di dire "No, non risalgo, sono arrivato sulla Luna, che ci torno a fare sulla Terra?" :-)

E poi se e quanto cambia la percezione della felicità dopo aver fatto una camminata del genere, come si vivono i momenti belli della propria vita dopo che il migliore sai di averlo già fatto.

Ma non credo che siano domande particolarmente originali.

Vincenzo e Laura ha detto...

Aldrin rappresenta per molti, anche per chi non era ancora nato nel 1969, un'avanguardia, un sogno, un'utopia.
Gli chiederei se, ora che appartiene ad una generazione che è più portata al ricordo, ha ancora qualche speranza e che tipo di speranze.
Sarei curiosi, insomma, di capire quanto è ancora giovane quest'uomo. Io penso tanto.
In bocca al lupo per l'intervista
vincenzo

Roberto ha detto...

Gli chiederei di risolvermi qualche integrale triplo!! :D
Lunga vita alla scienza!

archivit ha detto...

Caro Paolo,
Anche io ti avevo segnalato la sua incursione nella musica con il felice sodalizio con Snoop Dogg e Talib Kweli, il pezzo è già su iTunes (qui puoi vedere il suo making of http://bit.ly/sMvKN).
Comunque, visto che la sua visione dell'esplorazione spaziale differisce dai programmi della NASA, potresti chiedergli come aderire al suo movimento "Buzzways to Mars".
Io cercherò di esserci anche per farmi autografare la copia del suo libro.

motogio ha detto...

Io gli chiederei come può un uomo che ha vissuto un esperienza simile ritornare a condurre una vita normale, anche se la sua storia personale, in parte, ha gia risposto per lui (alcolismo-divorzio ecc).

Inoltre gli rivolgerei una parola di stima per aver posato una medaglia in onore ai cosmonauti Sovietici deceduti; un bel gesto di rispetto e di distensione verso il nemico d'allora.

Anonimo ha detto...

e' una stupidata. ma se potessi chiedere a un astronauta che odore ha la Terra, glielo chiederei.

perche'? questa domanda? beh, gli estimatori di Asimov dovrebbero saperlo, in particolare quelli che hanno letto il ciclo della fondazione.

gianni* ha detto...

Sarebbe stato meglio, a suo avviso, investire in una stazione scientifica permanente sulla Luna (anche in alternativa alla ISS), e nel caso, lui si sarebbe prestato volentieri a fare parte di un equipaggio di tale stazione?

Giako ha detto...

Quando penso alla loro missione, e cerco di immedesimarmi, mi sento sempre tanto tanto piccolo. Ecco, vorrei sapere se ha avuto questa sensazione di piccolezza davanti al cosmo, al fatto che casa sua era così lontana. Oppure erano così presi dalle cose da fare in così poco tempo che non c'è stato modo di riflettere troppo su quello che stavano facendo.
Cmq sia, Paolo, stringigli la mano anche da parte nostra!

Fry Simpson ha detto...

Cosa gli chiedo?

Parafrasando Obama: I think that carrying a Bible and asking him to swear on it that he went on the Moon would be the wrong way to go!

XD

(Si accettano correzioni dínglese)

allison ha detto...

Beam me up, Scotty!

Gli chiederei un paragone fra il loro equipaggio e l' equipaggio dell' USS Enterprise...Armstrong si sentiva un po' come J.T. Kirk?...Collins come Scotty? E lui? Un Signor Spock o un Hikaru Sulu? Dopo tutto anche Star Trek ha celebrato poco tempo fa i suoi primi 40 anni...

Marcello A ha detto...

"Come stai?"
mi sembra un buon inizio, e poi "cosa vorresti che scrivessero sulla tua tomba?". Di sicuro glielo hanno glielo hanno già chiesto in passato, ma penso che oggi la sua risposta potrebbe essere diversa da quella di un tempo.

Gian Piero Biancoli ha detto...

Gli chiederei il titolo del miglior libro di fantascienza che ha letto... e poi andrei a comprarlo.

Gian Piero Biancoli ha detto...

Ma anche "Cosa non bisogna assolutamente dimenticarsi a casa, quando si va sulla luna?"... e poi me lo segnerei nella mia checklist per la mia prima missione lunare.

Comunque WIRED di questo mese è dedicato proprio alle missioni spaziali per cui si può prendere spunto. E' interessante soprattutto il "10 motivi per cui si deve abbandonare la luna per puntare su Marte"

Salutoni a tutti

Mike J. Lardelly ha detto...

Io ho sempre avuto un mare di curiosità mai colmate riguardo l'Apollo 11.

Primo, cosa mangiavano e soprattutto se era buono.

Secondo, cosa hanno fatto durante i tre giorni di navigazione verso la Luna, e se era diverso da quello che hanno fatto per tornare sulla Terra. (e senza gravità non avrebbero potuto giocare a scacchi, a risiko, e nemmeno giocare a carte!)

Terzo, se una volta toccata la Luna e ritornato a Terra, ogni tanto gli viene voglia di tornarci.

Claudio ha detto...

dalle foto scattate sul suolo lunare la sensazione che si percepisce è quella di una grande, sconfinata solitudine. anzi, cosa può meglio descrivere il concetto stesso di solitudine che alzare lo sguardo e vedere la Terra da una distanza così grande, sapendo che per tornarci ci si sarebbe impiegato giorni (e solo se fosse andato tutto bene, cosa che con una serie infinita di meccanismi, procedure ed eventi non era proprio da dare per scontata)?

a questa domanda tuttavia già ci risponde nel suo libro, in cui dice che quelle sensazioni non le ha provate tanto lassù quanto quaggiù, per quella che lei stesso definisce "malinconia delle cose fatte". questa è un'importante testimonianza di come il successo, l'eroismo, la fama da sole non diano la felicità e che questa possa essere una sfida ancora più grande di scrivere una fetta di storia.

la mia domanda quindi è: in un mondo in cui viene sempre più data enfasi al successo del momento piuttosto che al proprio equilibrio interiore non crede che sia quasi più importante la testimonianza di quanto non conti far grandi cose per essere felice piuttosto che l'impresa in se?

Einstein diceva che "è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio". lei con la sua vita ci dice che è più facile conquistare la Luna che essere in pace con se stessi. non crede che ciò sia un messaggio molto più importante, che può toccare profondamente tutti noi (e in particolar modo chi è malato della "malinconia delle cose non fatte")?

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scusate se sono stato prolisso, la domanda è un po' pilotata con lo scopo di trasmettere un messaggio di stima che va oltre a ciò che ha fatto un tempo

la cosa che mi chiedo sempre quando vedo i film è: "si, ok, alla fine l'eroe vince, i belli vivono felici e contenti ma... poi?"... mi sono sposato di recente e alla fine l'amore nella vita matrimoniale non lo dimostri con le azioni eclatanti o le dichiarazioni strappabudella che vedi nei film ma nelle piccole cose: ti amo quindi butto via io il sacco della spazzatura. nei film tutto il rovescio, storie da batticuore in cui finalmente loro dopo innumerevoli traversie e/o incomprensioni si baciano e... il film finisce. l'esaltazione massima del momento ma poi? vorrei vedere il Clooney che rapina il casinò più importante del pianeta per riconquistare la Roberts poi come se la cava nella monotonia della vita di tutti i giorni... la tavola la sparecchia? va lui a pagare la bolletta? e la spesa? :D

insomma, ho voluto anche riprendere un messaggio che è uscito in questa discussione: siamo in grado di compiere imprese titaniche ma poi ci perdiamo in un bicchier d'acqua quando si parla delle cose basilari della quotidianità, tra cui la pace, con noi stessi e con gli altri.

scusate di nuovo la lunghezza del post.

Infinity ha detto...

Se si fosse trattato di Armstrong, avrei chiesto notizie del sig. Gorski. :-)
Okkei, scherzi a parte, io chiederei notizie sull'aspetto umano della storia.
Lo sbarco sulla luna del 1969 fu effettuato con una tecnologia che oggi viene superata perfino dalle calcolatrici da fustino di detersivo, e gli astronauti ne erano coscienti, suppongo.
Nessuno aveva mai tentato nulla di simile, e sapevano anche questo.
Quindi: i timori, le paure, l'ansia, ma anche le prospettive, i pensieri durante i primissimi momenti del lancio, per non parlare dei secondi precedenti l'apertura del portello per la discesa sulla luna.
Una curiosita': chi e come decise CHI sarebbe stato IL PRIMO a scendere?
Questioni di questo tipo... l'aspetto umano, insomma. :-)

lucky141 ha detto...

Io più che dalle passeggiate lunari sono sempre stato incuriosito dal viaggio: cosa si prova ad essere in mezzo al nulla, a migliaia di chilometri da tutto, completamente soli... (mi verrebbe da dire nel silenzio, ma immagino che in realtà si sentisse il ronzio dei motori o di qualche apparecchiarura)

Gian Piero Biancoli ha detto...
Ma anche "Cosa non bisogna assolutamente dimenticarsi a casa, quando si va sulla luna?"...
ovviamente l'asciugamano!

Eowyn ha detto...

A proposito dei LUNACOMPLOTTISTI, gli chiederei la disponibilità a partecipare a un Convegno, organizzato da te, con i suoi detrattori, dove lui si impegnerebbe a rispondere a tutte, una per una, le obiezioni che in questi anni hanno apportato a sostegno della loro testi.

mattia ha detto...

Nel mio piccolo: un giorno incontrai un signore che fece la rivoluzione (di velluto).
Gli chiedi: "ciao, come stai?"
:D

La foto è qui sulla mia scrivania.

Sheldon Pax ha detto...

Riprendendo una domanda fatta in trasmissione, una foto di Armstromg abbastanza nitida io L'ho vista e l'ho anche scaricata come sfondo per il cellulare. Avete presente l'archivio delle foto ad alta definizione che Paolo ha linkato un annetto fa? C'è una foto fatta ad Aldrin nella cui visiera si riflette una zampa dell'Eagle e Armstrong (non troppo deformato dalla curvatura della visiera) bastava una croppata di quella foto e risolvevamo il problema

Rudy ha detto...

Beh, potessi esserci anch'io a Roma...

Possibili domande (scusate per l'italiano e l'eventuale stupidità delle domande):

1) Conoscendo bene il rischio della missione nello Spazio, ricorda qualcosa di particolare che provato e fatto salutando i propri cari prima di partire?

2) Ha portato con sé oggetti personali [non forniti dalla NASA per la missione], e se sì, quali?

3) Per eseguire la montagna di procedure studiate nel minimo dettaglio dalla partenza in poi sarà stata necessaria una concentrazione e una tensione altissime, che non consentivano di distrarsi. Ci sono stati momenti in cui ha avuto l'occasione di rilassarsi e di pensare ad altro? Qual era il suo pensiero più ricorrente in queste occasioni?

4) A suo parere, che cosa o chi lei rappresenta per tutti noi [specialmente per noi geek :-P]? In alternativa: che cosa vorrebbe che rappresentasse di più la missione Apollo 11, o il suo aspetto maggiormente rappresentativo?

5) La sua presenza sulla Luna [probabilmente] rimarrà un'esperienza unica: c'è qualcosa che, a missione conclusa, si è pentito di non avere fatto durante la missione/avrebbe fatto se fosse tornato sulla Lunux? Che cosa avrebbe cambiato della missione?

Anonimo ha detto...

In un film a me molto caro (Matrix), la protagonista (Trinity) dice: «It’s the question that drive us, Neo. È la domanda a guidarci, Neo»

Quindi io domanderei a Buzz:
"Qual'è stata la domanda che ti ha spinto ad andare sulla luna? Qual'è la domanda che ti guida ora?"

Comunque, dagli una stretta di mano da parte di tutti.

Gian Piero Biancoli ha detto...

@ lucky141
Mi è venuta in mente quella domanda ispirandomi alla nota barzelletta (da elementari) dei tre astronauti che sono stati scelti per passare due anni in totale isolamento in una stazione spaziale.
Uno sceglie di portare con se quintali di libri di cui non può fare a meno, e al suo ritorno cita i classici a memoria
Il secondo non riesce a rinunciare al buon vino per cui fa caricare sul velivolo un migliaio di bottiglie e ritorna enologo intenditore eccezionale (oltre che alcolista).
Il terzo, fumatore incallito, non sa rinunciare alle sigarette e ne fa caricare 3000 pacchetti a bordo. Al ritorno, visibilmente sconvolto e a pezzi, urla: "I fiammiferi !!!!!!"
:-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Sheldon,

c'è di meglio: foto dirette di Armstrong. Ne parlo su Complotti lunari.

Anonimo ha detto...

Io domande ne avrei tre e mezza:

1) Cosa ritiene sia meglio (più utile/ragionevole/affascinante...) esplorare adesso?

1,5) Quale è la sua opinione sull'esplorazione dell'idrosfera terrestre, che pone problemi ragionevolmente simili a quelli del cosmo ma, si dice, è molto meno conosciuta?

2) Che odore ha "lo spazio"? Cioè le navicelle, lo shuttle, ecc. - ma anche le tute una volta che rientrano dalle EVA.

3) Vorrebbe tornare lassù (di persona) e perché?

Martino ha detto...

spero non sia stata già proposta, ma gli chiederei che frase avrebbe usato se fosse stato lui il primo uomo a mettere il piede sulla luna piuttosto che Armstrong

Giambo ha detto...

Una domanda che mi porto dentro sin da piccolo: Ma con quel casco, non impazzivano nel caso di un forte prurito al naso ? E se avessero starnutito proprio all'interno del casco ?

«¿®=Manoet=®¿» © ha detto...

ho letto un bel po' di domande interessanti a cui non avrei pensato subito.
tanto per citarne qualcuna direi cosa avrebbe detto lui se fosse sceso per primo sul nostro satellite o quali erano i suoi sentimenti durante la missione, subito prima di scendere e durante l'esplorazione lunare, come si sentiva ad essere a centinaia di migliaia di chilometri da noi. ma credo siano un po' banali, sebbene mi interesserebbe ugualmente avere la risposta.
Personalmente gli chiederei come è il silenzio. Qui sulla terra siamo sempre circondati di rumori. Lì potevano sentire solo le trasmissioni audio ed il loro respiro, forse il battito del loro cuore. Direi che è una cosa che non tutti hanno provato

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

Scusa: mi ero incasinato. Volevo dire che le missioni spaziali con gli astronauti costano 100 volte di più e servono (scientificamente) 100 volte di meno di quelle automatiche. Gli chiederei quindi se ha ancora senso spendere così tanti soldi per spedire della gente alla distanza che c'è fra Milano e Napoli una volta che la guerra fredda è finita e non bisogna più dimostrare ai nemici che siamo più bravi di loro.

otello ha detto...

non capisco questa parte:

""spedire della gente alla distanza che c'è fra Milano e Napoli ""

perchè tra 700 km e 380.000 km ci passano giusto due righe di differenza

«¿®=Manoet=®¿» © ha detto...

penso intendesse la stazione spaziale...
da un lato ha ragione, dall'altro, quello è l'unico posto dove si possono fare alcuni esperimenti.
Inoltre, sebbene non si debba dimostrare più ai russi la superiorità della NASA, si deve ancora dimostrare al mondo cosa può fare l'uomo e ogni volta che si fissa un limite lo si deve superare... però non era male come domanda

Paolo ha detto...

"Lei crede negli UFO?"

otello ha detto...

beh si è vero, probabilmente si intende la iss, le distanze sono più concordanti

però la stazione spaziale è un'altra cosa, non tanto una conquista da sbandierare quanto un laboratorio

non fa quasi più molta notizia, quindi evidentemente ha ancora senso se continuano a mandarci gente

dearelbulli ha detto...

Se hai questa fortuna la domanda più importante è se è vero o meno che ha avvistato UFO durante la missione. Questa informazione va unita alla dichiarazione del collega Mitchell e di altri astronauti."Ho letto il suo commento sul blog,guarda che non stava proprio scherzando!!"
Semplicemente un si o un no.
La seconda se è vero o meno che hanno realizzato delle simulazioni di sbarco in modalità reale. Questo per spiegare immagini controverse,senza nulla togliere alla realtà "speriamo bene"della missione. Le altre sono pietanze di contorno...

Anonimo ha detto...

A me sembra che - indiscusso fascino a parte - le missioni umane nello spazio siano quasi inutili.
In ogni caso gli augurerei vita lunga e prospera, rassicurandolo sul fatto che siamo sempre stati, e sempre saremo, suoi amici.

Gwilbor ha detto...

+1 per la prima domanda di Rudy. Infatti pensavo che si sa bene che gli astronauti, un po' per forma mentis un po' per l'addestramento specifico, sono perfettamente abituati a confrontarsi coi rischi. Ma parenti ed amici probabilmente non avevano la stessa freddezza, e inoltre salutare le persone care col pensiero che quella potrebbe essere l'ultima volta che le vedi... beh, non credo ci sia "addestramento" che tenga.

Poi: come diavolo hanno fatto a rompere la leva per l'accensione del motore? E soprattutto, chi dei due è stato? :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

In un'intervista, Aldrin dice che dev'essere stato lui.

Gwilbor ha detto...

Infine una critica: Aldrin si sta spendendo molto per promuovere una missione umana su Marte subito, senza missioni lunari. Ma dato che una tale missione obbligherebbe a mesi di viaggio e ad una lunga permanenza sul pianeta, non sarebbe meglio sfruttare la luna per studiare bene questi problemi prima di imbarcarsi in una missione così rischiosa?