Cerca nel blog

2009/06/28

Ritrovati i nastri lunari? (UPD20090629)

Forse ritrovati i nastri originali dello sbarco sulla Luna


La fonte è il Sunday Express, un tabloid britannico che non brilla per la qualità dei suoi reportage scientifici, per cui segnalo la notizia con estrema cautela. Il giornale ha pubblicato online un articolo dal quale sembra che i nastri di telemetria degli esperimenti lasciati sulla Luna dall'Apollo 11, ritrovati a novembre 2008 in Australia dopo una lunga ricerca negli archivi di mezzo pianeta, contengano anche le registrazioni originali dirette del segnale televisivo proveniente dalla Luna.

Come raccontai nel 2006 in questo articolo, la diretta dello sbarco sulla Luna fu infatti trasmessa in bassissima qualità a causa dei numerosi processi di conversione (analogica, a quei tempi) necessari per adattare il segnale fuori standard della telecamera miniaturizzata presente sul modulo lunare agli standard televisivi statunitensi e da lì a quelli del resto del mondo. Ma la qualità originale proveniente dalla Luna era molto, molto più alta. Purtroppo i nastri sui quali fu registrato il segnale diretto andarono smarriti (archiviati male o persi durante la spedizione, non si sa). Ora sarebbero stati ritrovati. Staremo a vedere.

Intanto qui sotto vedete un confronto fra la qualità trasmessa in TV e quella ricevuta direttamente dalla Luna presso il radiotelescopio di Honeysuckle Creek, in Australia. C'è da farsi venire l'acquolina in bocca.



2009/06/29


Phil Plait di Bad Astronomy ritiene che si tratti di una bufala. Bob Jacobs, vice responsabile per i rapporti con il pubblico della NASA, twittera che "c'è una ricerca che si sta per concludere. Speriamo di pubblicare un aggiornamento nelle prossime settimane. L'articolo britannico è fantasia."

83 commenti:

andreaechorn ha detto...

buongiorno Paolo e lettori del blog.
non ricevendo risposta per mail mi permetto di postare un commento dove ripropongo le poche righe alle quali chiedo un riscontro anche a chi legge questo blog:

"ciao Paolo, leggo spesso e con interesse il tuo blog, tra le ultime notizie trovate mi ha colpito la nuova missione lunare della nasa. molto sensibile al decadimento dello spirito umano in quest'epoca della tecnica, mi risulta difficile guardare con ammirazione ad un tale evento. conoscendo il tuo amore per l'evoluzione scientifica e fidandomi della tua sincera passione, volevo comprendere le ragioni del tuo entusiasmo (tuo e di tanti) per questo esperimento spaziale, probabilmente i risultati che porteranno ad una maggiore conoscenza delle cose o forse semplicemente il superamento dei nostri limiti tecnici; desidero semplicemente scoprire se il mio pensiero contiene delle contraddizioni: sono abbastanza inorridito dall'immagine di questi moduli che si schiantano sul suolo lunare, rappresenta per me lo stato di follia dell'uomo, il quale allunga un dito per toccare la conoscenza delle cose ma resta imprigionato con il resto del corpo nell'incoscienza di se. affermando che queste azioni sono deleterie per l'uomo m'arrischio così controcorrente, sapendo che la tecnologia è sinonimo d'evoluzione per chiunque. naturalmente chi scrive è conscio di vivere nella tecnica e di farne uso, il mio è un disagio.
mi scuso se ciò che scrivo risulta confuso e ti ringrazio per il tempo che dedicherai alla mia e-mail."

cordialmente

andrea echorn

Itwings ha detto...

Molto comodo attingere a piene mani dal progresso della tecnica ma provarne disagio..

Suggerirei vanga, aratro a mano e segnali di fumo.

Paolo Attivissimo ha detto...

Andrea,

scusami se non avevo risposto prima. Troppa posta, troppo poco tempo.


Non vedo questo gran decadimento. Massacri, torture e crudeltà sono triste appannaggio dell'umanità da sempre. Il passato non era certo un'epoca grondante di spiriti elevati. La Santa Inquisizione e gli stermini per motivi religiosi ti dicono nulla? La breve, brutale, appestata esistenza della maggior parte dell'umanità nei secoli scorsi ti suggerisce qualcosa?

Sono entusiasta perché è un esperimento affascinante, promettente, nuovo, coraggioso e delicato che, a differenza del passato, possiamo seguire in diretta senza doverci accontentare dei miseri bocconi allungatici pigramente dai responsabili dei palinsesti TV.

E' un evento nel quale possiamo essere tutti coinvolti, perché l'impatto sarà visibile con un buon telescopio (e si stanno già organizzando gli Star Party per vederlo presso gli osservatori grandi e piccoli, aperti anche al pubblico).

Non c'è nulla di cui inorridire nell'immagine dei moduli che impattano la Luna. Inorridisci forse all'idea che Galileo abbia fatto due buco in terra facendo cadere due oggetti dalla torre di Pisa, come leggenda vuole? Era forse Galileo un decadente simbolo dell'umana incoscienza?

Il tuo disagio forse nasce da una visione troppo drammatizzata di quest'esperimento e della non conoscenza della scienza, che è e rimane il migliore degli strumenti per conoscere il mondo (e anche noi stessi). Non siamo arrivati a conoscere le basi biochimiche del cervello o della memoria grazie alla filosofia. Non curiamo le malattie grazie alla teologia o all'introspezione. Lo facciamo grazie alla scienza.

Certo, ci resta molto lavoro da fare. Ma guarda quanta strada abbiamo fatto. Nessun altro metodo di conoscenza del mondo ci ha dato altrettanto.

Da qui il mio entusiasmo.

archivit ha detto...

Caro Paolo,

Sono proprio queste notizie, che ci fai la cortesia di condividere, che discriminano gli scettici allegri dai complottisti. Pensa a quanta gioia e commozione suscita questa eventuale scoperta ai primi e quanta indifferenza ai secondi sconfortati dalla loro vita triste e senza prospettive. Roba da... ridere, appunto.
Saluti e buon lavoro (anche se non credo ce ne sia bisogno, visto quanto ti diverti a fare il tuo lavoro).

Federico ha detto...

@andreaechorn
Mi piace molto la tua osservazione sull'incoscienza di se, e mi trovo pienamente in accordo con essa.
Mi rendo conto, come te forse, che l'epoca della tecnologia per tutti, porta con gli enormi vantaggi che essa potenzialmente offre, anche giganteschi difetti. Sembra che il mezzo spesso stia superando ed oscurando il fine. Ci sono molti capri espiatori che si possono usare per sottolineare questo fenomeno di totale abolizione del contenuto a favore del contenitore: si può iniziare dall (ab)uso di facebook, passare per la preoccupante isteria da iPhone e terminare con la dipendenza da blog.
Penso anche però che i mezzi che l'uomo usa, non portino colpe intrinseche. Mi spiego: un pistola poggiata su un tavolo non uccide nessuno da sola. L'omicida è chi la impugna. Ciò che voglio dire è che se ti senti turbato, come me, dal mondo della tecnologia, forse sei turbato dall'Uomo, ovviamente generalmente inteso.
Personalmente ciò che mi lascia davvero basito oggi è ciò che forse sta alla base del tuo "disagio", e che preciso ancora, anche io condivido. Penso che quella che tu chiami incoscienza di sè sia un sentimento di smarrimento che forse tutti condividiamo (sto parlando di masse, e nelle masse le opinioni dei singoli e le loro realtà si perdono). Smarrimento perchè credo che oggi manchi in terra (e dico terra perchè chi crede ha sempre il cielo a cui guardare) manca qualcosa che davvero ci accomuni tutti. Lo stato laico, libero e democratico è sicuramente una conquista da apprezzare (e non intendo lamentarmene), ma proprio per garantire diritti a tutti e non imporre niente a nessuno, non è in grado di offrire quella guida, quel punto di riferimento, quel quid, di cui gli uomini hanno davvero bisogno. Libertà totale (ribadisco: ben venga!) significa anche che ognuno è lasciato a sè nel decidere cosa è bene, cosa è male, cosa è giusto, cosa è interessate, cosa merita attenzione cosa no. E in una situazione del genere riesce facile capire come sia facile buttarsi all'inseguimento della nuova moda, del nuovo life-style e del nuovo tormentone.
Riferendomi all'esperimento di cui tratta Paolo io non credo che ci sia da angosciarsi, credo che la scienza, se non è partigiana e segnata da petizioni di principio, sia uno dei prodotti migliori della mente umana. Magari lo scettico, o semplicemente il non-tecnico, proprio non capisce che bisogno ci sia di spendere enormi quantità di denaro per fotografare una palla di roccia, quando il mondo va a rotoli. Ma le cose vanno a volte osservate con più distacco: giustamente Paolo ti parla di galileo. Magari tra 1000 anni l'esperimento in questione sarà considerato un caposaldo dell'esplorazione spaziale.
Concludendo ti consiglio di approfondire più che puoi i motivi che ti spingono a questo sentimento che descrivi. Io credo che riflettere sul mondo che ci circonda, come evidentemente tu fai, sia una delle doti oggi più rare. Il blog di Paolo è un ottimo punto da cui cominciare.
Spero di non essere stato troppo prolisso
saluti

andreaechorn ha detto...

grazie per la risposta.

il decadimento di cui parlo riguarda la nostra epoca, mi riferisco all'uso della tecnologia nel nostro presente: la nostra vita è legata alla tecnica in modo indissolubile, ossia non potremmo vivere senza tutti gli oggetti derivati dalle scoperte scientifiche. è dunque questa una libertà? da qui il mio scetticismo nei confronti di eclatanti esperimenti, come quello di cui si parla, la cui violenza e audacia mi disturba. non credo dunque drammatico solo l'esperimento, ma l'assenza del senso del limite nell'uomo; non so se questa sia una peculiarità umana motrice dell'evolversi della specia, ma abbiamo la prova che ciò ha causato anche molti danni, ultimo è più grave la realizzazione e l'utilizzazione di ordigni atomici. È per questo che sospetto la necessità del limite e volevo capire se questo limite, con un bombardamento lunare, si superasse.
Scrivi che nessun metodo di conoscenza del mondo ci ha dato altrettanto (la scienza), ma visto che tutto è estremamente relativo (come anche la scienza con la fisica quantistica ci propone), nulla è assoluto e la saggezza dell'uomo forse non dipende solo dalla scienza.

andrea echorn

Orsovolante ha detto...

@andrea dici:
"mi riferisco all'uso della tecnologia nel nostro presente: la nostra vita è legata alla tecnica in modo indissolubile,"

Anni fa sono andato con mia figlia a visitare il museo dove è conservata la mummia del similao e la cosa che mi colpì di più fu la tecnologia degli oggetti che erano stati ritrovati con lei.

Certo non si trattava di computer e motori...

Ma accorgermi di come il nodo con cui era allacciato quel cappello di pelo, fosse assolutamente identico a quello che userebbe oggi un astronauta per allacciarsi le scarpe, be per me è stata un intuizione.

Anche l'uomo che era un tempo, quella che oggi è la mummia, aveva una vita indissolubilmente legata alla sua tecnologia.
Arco, frecce, punte di selce, gli stessi calzari imbottiti e i contenitori del tutto simili a certi beauty in cui conservava i suoi strumenti "tecnologici" aghi d'osso, coltelli di selce.. rappresentavano la sua sopravvivenza.
Credo che ogni generazione si veda ad un certo punto superare dalla tecnologia.
In tutti i campi c'è un po' di romanticismo per gli oggetti diventati obsoleti e la sensazione che i loro sostituti siano più freddi e senza anima.
Ma in realtà la tecnica è la scienza non sono mai state ne buone ne cattive. Fanno la loro strada di esplorazione e tocca a noi decidere come usare quello che ci mettono a disposizione.

Personalmente vedo invece una grande "speranza" in questi esperimenti che avvengano sulla Luna o su Marte o in fondo ad un oceano.

Ho sempre sostenuto che si è giovani e vivi fin che abbiamo curiosità per quello che ci circonda indipendentemente dall'età.
Credo che questo valga anche per il genere umano. Fin quando avremo la curiosità di esplorare, provare, sperimentare, avremo una speranza di esserci ancora.

Alessandro ha detto...

x andreaechorn

Caro Andrea,
trascuri colpevolmente il fatto che, come noi dipendiamo dalla corrente elettrica, dal petrolio e dai computer, i nostri bisnonni dipendevano dal carbone, dall'aratro e dalle lampade ad olio, i nostri antenati dall'arco, dalla ruota e dal ferro.
L'uomo è divetato tale quando ha imparato a usare a proprio vantaggio le risorse offerte dall'ambiente circostante, quindi dire che "oggi" dipendiamo dalla tecnologia più di ieri è una vera è propria inesattezza storica. La realtà è che l'uomo ha sempre fatto della tecnologia la sua principale arma evolutiva, e continuerà a farlo sempre. Credi che non fosse assurdamente ardito per un uomo delle caverne tentare di domare il fuoco, cioè un elemento letale? A distanza di millenni noi giochiamo con gli atomi, anche se questo mette a rischio la nostra stessa esistenza. Come vedi l'"uomo" non è mai cambiato. Cambia solo la tecnologia, proprio perchè non abbiamo alcun senso del limite. È una peculiarità della nostra specie.
Scusami quindi se considero il tuo intervento molto superficiale oltre che ipocrita (criticare il senso del limite dell'uomo usando un computer mi sembra davvero paradossale!)

paolo.sqf ha detto...

Quasi OT.
Rubrica 'Fun Facts' del David Letterman Show di oggi (o meglio: quello trasmesso oggi su Sky):

I russi arrivarono per primi sulla luna, ma si erano dimenticati la macchina fotografica.

In attesa che qualche lunacomplottista la prenda sul serio.

theDRaKKaR ha detto...

Certo che la perdita dei nastri ha dell'incredibile.. Neanche fosse un film di Emmerich :-)

andreaechorn ha detto...

buongiorno a tutti, dunque:
io non ho messo a confronto ieri con oggi. non ho mai scritto che "oggi dipendiamo dalla tecnologia più di ieri", non ho parlato del passato. ad ogni modo i prodotti della tecnologia nel corso del tempo hanno perso ogni forma ed ogni controllo, se è possibile costruire una ruota o un coltello con le proprie mani e tali oggetti rivelano ciò che sono non credo si possa dire altrettanto di un televisore o una saldatrice. Dunque per rispondere a ORSOVOLANTE che scrive: "Credo che ogni generazione si veda ad un certo punto superare dalla tecnologia" se per superare si intende qui perdere coscienza del mezzo ho qualche dubbio. ed ALESSANDRO scrive: "Come vedi l'"uomo" non è mai cambiato. Cambia solo la tecnologia", falso, l'uomo cambia in funzione degli oggetti che usa; mi pare di leggere che secondo te giocare con il fuoco il quale può ammazzarti e giocare con una bomba atomica (il cui aspetto non dice assolutamente nulla sul suo potenziale) che può eliminare la specie umana è uguale? scrive ancora ALESSANDRO: "criticare il senso del limite dell'uomo usando un computer mi sembra davvero paradossale", mi pare di aver chiarito che espongo dei dubbi sui limiti, ciò dovrebbe mettermi al riparo dalla tua retorica.

andrea echorn

Pippolillo ha detto...

Tornando all'argomento del post, si vede chiaramente la mano di Stanley Kubrick, il tocco sull'immagine, il formato dell'inquadratura, il gioco con le luci.

Sto scherzando naturalmente ma vedrete che i complottisti diranno questo e chissà quanto altro.
Alziamo le antenne.

Anonimo ha detto...

Mi sembra di leggere una brutta copia di un brutto libro di Emanuele Severino o di Umberto Galimberti. O di Rifkin.

E non si tiri fuori l'argomento della relativismo nella scienza, perché - senza confondersi con la relatività di Einstein , che è un concetto fisico, non filosofico come il relativismo - la scienza non è affatto relativa come può esserlo la filosofia, l'estetica o l'etica. E non si citi a vanvera la fisica quantistica: è un vezzo che spesso denota, in chi la propone, una confusione di idee molto profonda.

Paolo Attivissimo ha detto...

Andrea,

io non ho messo a confronto ieri con oggi

Hai scritto "decadimento dello spirito umano in quest'epoca della tecnica"

A mio avviso, questo è un confronto fra ieri e oggi.


i prodotti della tecnologia nel corso del tempo hanno perso ogni forma ed ogni controllo

No. Il mio frullatore non si ribella ai miei comandi. Il mio Mac neppure. La lampadina sopra la mia testa neanche. Il televisore s'accende quando voglio io. Il controllo è mio.

Se poi tu ritieni di non avere il controllo della tecnologia che ti circonda, questo è un parere personale sul quale non vado a sindacare. Posso soltanto notare che il controllo è possibile, basta studiare.


se è possibile costruire una ruota o un coltello con le proprie mani

Ti suggerisco di abbandonare questa mitologia della tecnologia semplice e dell'epoca di quando i mulini erano bianchi. La realtà è che costruire una ruota non è affatto semplice, men che meno un coltello. Tu lo sai fare? Sapresti da che parte cominciare? Appunto.

andreaechorn ha detto...

DOMENICO, quando parlo di relatività non alludo per niente alla fisica. cercavo di esprimere il dubbio sulla frase di PAOLO "Nessun altro metodo di conoscenza del mondo ci ha dato altrettanto", visto che esistono saggezze estranee allo stadio evolutivo "occidentale". per quanto riguarda la fisica quantistica mi riferisco alle scoperte che hanno portato la scienza più vicina al "caso". e si, ho le idee confuse, come chiunque.

andreaechorn ha detto...

PAOLO ci sono incomprensioni di fondo, le mie parole vanno un po' oltre quello che fanno intendere. ho scritto: "decadimento dello spirito umano in quest'epoca della tecnica": analizzo il presente, con la parola epoca intendo "oggi"; quando parlo di "controllo" e "forma", chiamo in causa l'aspetto della tecnologia, se si vede una ruota si capisce che rotolerà, diversamente l'aspetto della maggior parte degli oggetti con cui viviamo nasconde il proprio perchè. è inoltre ben più possibile costruire una ruota che una chiavetta usb. questa la differenza che volevo sottolineare.

Alessandro ha detto...

x andreachorn

Mi dispiace ma hai una visone della tecnologia piuttosto distorta e allarmante.

"è inoltre ben più possibile costruire una ruota che una chiavetta usb"...MA CHI LO DICE??? Forse era vero un secolo fa, ma adesso è facile fare entrambe le cose. E se ti riferisci al fatto che la chiavetta usb non si può fare a mano, beh, allora nemmeno un coltello d'acciaio si può fare a mano, il tuo pc non si può fare a mano, nemmeno le ruote della tua automobile si possono fare a mano, servono macchinari e tecnologie (forni, stampi, macchine utensili, ecc)...

La storia della "forma" poi è un'inaudita "sega mentale" (scusa l'espressione pessima ma non ne trovo un'altra altrettanto incisiva). Nemmeno un libro rivela la sua essenza. Tu riesci a capire qual è l'utilità di un libro guardandone la forma? Il coltello sai a cosa serve perchè te l'hanno insegnato, un libro sai a cosa serve perchè te l'hanno insegnato, anche un computer sai a cosa serve perchè te l'hanno spiegato, idem per la bomba atomica.

Se dovessi improvvisarmi psicologo direi che solo una profonda paura della tecnologia può far dire cose del genere...

Anonimo ha detto...

Ma basta con questo mito della saggezza orientale e della follia dell'occidente o della pretesa superiorità dell'antica tradizione (lo so che non hai usato queste parole, ma il concetto penso sia quello, a meno che tu non dichiari espressamente di cosa stai parlando, perché è tutto molto indefinito). La fisica moderna ha mostrato che la realtà microscopica è molto complessa e abbastanza lontana dal senso comune. Non tutto ciò che può essere derivato matematicamente dalla teorie fisiche di frontiera (la fisica quantistica è solo una parte della fisica moderna, sia chiaro) è per necessità una realtà fattuale. Ci sono tante interpretazioni, ma non tutte sono equiprobabili. La fisica moderna, in ogni caso, non rappresenta una negazione o una contraddizione del metodo scientifico e della razionalità.
Questa associazione fra fisica moderna e saggezza orientale (visto che parli di occidente moderno, immagino che la controparte sia l'oriente antico) è sostanzialmente una forma ideologica del concepire la fisica, a cui ha contribuito in qualche modo anche un noto fisico, Fritjof Capra con Il Tao della Fisica. Questa associazione è diventata un mantra per quelli che parlano di rinnovamento delle coscienze, di dominio della tecnica sullo spirito e altra roba vagamente esoterico-gnostico-new age. Sostanzialmente costoro dicono quello che dici tu. E le loro argomentazioni si basano su un pregiudizio verso il mondo che cambia (si fa sempre riferimento ad un passato ideale che, di fatto, o non è esistito o non era gradevole nemmeno agli uomini che lo hanno vissuto) e su una equivocazione di concetti scientifici che vengono valutati e interpretati al di fuori dei loro campi di applicabilità.
Insomma, è tutto un garbuglio creato ed alimentato da dilettanti della scienza che pontificano, dall'alto di qualche studio filosofico-antropologico sia pure impeccabile, di cose che non conoscono. Sarebbe ora di finirla e chi ha a cuore il valore della razionalità, della logica e dell'approccio scientifico alla realtà dovrebbe unirsi contro questo rigurgito di irrazionalismo folle e pseudoumanistico che ostacola il progresso e confonde chi si impegna per ottenere risultati effettivi e non mere eiaculazioni cerebrali.

Anonimo ha detto...

...continuate pure...torno subito,vado a prendere i pop corn...

theDRaKKaR ha detto...

e si, ho le idee confuse, come chiunque

anche riguardo la grammatica :-)

Anonimo ha detto...

Devo porgere le mie scuse ad andrea echorn, anche se non so se le mie parole lo hanno offesso o meno. Rileggendomi a mente fredda, mi sono accorto di essermi lasciato andare, infervorato dallo stesso trasporto emotivo che giudico deleterio quando si ha da analizzare una questione. Ho usato toni duri ed ho scaricato su andrea malumori che non posso certo attribuire totalmente alle sue parole. Scusami andrea.

Mi succede che ho a che fare con non poche persone che mostrano un'irritante ostinatezza a voler accusare il mondo di non andare come essi vorrebbero e parimenti non vogliono nemmeno considerare l'idea che forse hanno in mente un mondo e un passato troppo ideali e lontani dal vero perché si possa affermare candidamente che il futuro è apocalittico e ci aspetta lo scatafascio. Talvolta la mia reazione a queste affermazioni è talmente sensibile che scatta alla minima avvisaglia. Ma magari a questa sensibilità non corrisponde la dovuta accuretezza. Andrea, non so se dietro i tuoi discorsi c'è solo una sensazione a pelle o una riflessione documentata o l'appartenenza a qualche gruppo di nostalgici. Se ho generalizzato, ammetto l'errore.

Carino il tuo blog, ha avuto su di me un effetto calmante.

Luigi Rosa ha detto...

Nel rispetto delle idee di "Andrea Echorn", non capisco perché mi debba sentire accusato di avere uno spirito umano decaduto.

Se "Andrea Echorn" presume che la tecnologia sia un fattore negativo, liberissimo, ma non capisco perché debba accusare di presunti decadimenti spirituali chi non la pensa come lui.

Ad "Andrea Echorn" dico: qui negli USA (dove mi trovo temporaneamente per lavoro) ci sono comunità che la pensano come te. Trasferisciti qui in queste comunità, dove troverai i tuoi simili, ma per favore non lanciare strali erga omnes.

otello ha detto...

"" se è possibile costruire una ruota o un coltello con le proprie mani e tali oggetti rivelano ciò che sono non credo si possa dire altrettanto di un televisore o una saldatrice.""

in realtà mi piacerebbe fare un picnic e metterci tutti a costruire una ruota e un coltello con le proprie mani

scommetto quel che volete che il risultato sarà lo stesso, come se dovessimo costruire un televisore

non credere che fare un coltello nel periodo medioevale fosse un gioco da ignoranti...

gli attrezzi della mummia di similaun che si cita poco sopra ne sono un esempio

5000 anni fa, un uomo primitivo in pratica. con i tatuaggi :)

ma guardiamo gli attrezzi che aveva dietro:
aveva un vestito in pelle imbottito e scarpe idem
arco in tasso (vedi i celti... o gli inglesi della guerra dei cent'anni...)
ovviamente frecce nella faretra di pelle cucita, un'ascia in rame (!), corda, contenitori, necessario per il fuoco, portava tutto in uno zaino e aveva mangiato zuppa di farro

in pratica gli mancava internet e un pc, ma tutto il resto non è che fosse poi tanto diverso... o "semplice"
si portava dietro uno zaino di roba
ricordo che parliamo di 5000 anni fa

insomma, l'antichità non è così semplice e diversa :)

andreaechorn ha detto...

grazie DOMENICO.
Ad ogni modo non mi sono offeso, l'e-mail che ho inviato a PAOLO era semplicemente una domanda; volevo sapere quali erano le motivazioni di un'affermato entusiasmo verso le nuove frontiere della tecnica. ciò che provo è puramente personale, mi rendo conto che comunicare in un blog (per mezzo internet e dunque senza volti) obbliga le persone ad identificare chi lancia un messaggio, dunque sono apparso senza volerlo un appartenente a qualche gruppo di nostalgici, un tecnofobico (se esite il termine), un ipocrita. tutto ciò quando ho esposto soltanto i miei dubbi riguardo il prossimo esperimento lunare e la mancanza di un senso del limite. LUIGI ROSA scrive: "non capisco perché mi debba sentire accusato di avere uno spirito umano decaduto", il decadimento di cui parlo è certamente soggettivo ed io lo esprimo, con ciò non è mia intenzione offendere nessuno visto inoltre che mi pongo all'interno della mia stessa analisi. In definitiva non ho trovato, tra le risposte, nessuna dissertazione che potesse sviluppare l'argomento, ma soltanto critiche e barricamenti, una sfiducia collettiva nella comunicazione (questo a mio avviso è causa anche del mezzo internet, ad un tavolo di bar forse ci saremmo potuti spiegar meglio). purtroppo è frustrante per me cadere in continue incomprensioni, cercherò ora di esprimere al meglio il mio punto di vista, ciò che volevo dire parlando di ruota e coltello: da quando l'industria e la tecnica hanno cominciato a modificare la vita dell'uomo gli oggetti che ci accompagnano hanno assunto forme sempre più ingannevoli: un libro, anche se mai visto, si apre, si comprende in esso l'esistenza di segni sulla carta, l'esistenza di più pezzi di carta che si susseguono, il senso dell'oggetto è facilmente comprensibile; così un coltello, lo si prova, se ne fa esperienza. Diversamente la tecnologia ha donato un aspetto estraneo alle cose: immaginandosi di non conoscerne il funzionamento un telecomando o una lavatrice apparirebbero incomprensibili e soltanto donando loro energia elettrica avremmo modo di capirne il senso. Detto questo, visto che viviamo in un mondo dove l'apparenza inganna (un bambino che raccoglie una mina), ho difficoltà a fidarmi di esperimenti che cambiano lo stato delle cose: facendo un buco nella luna ne si modifica per sempre la forma. I miei dubbi riguardano tutto ciò.

ti ringrazio DOMENICO, mi ha fatto molto piacere la tua riflessione e son contento che il blog ti piaccia.

andrea echorn

Paolo Attivissimo ha detto...

Andrea,

se hai raccolto soltanto "critiche e barricamenti" è perché hai fatto affermazioni che non hanno alcuna corrispondenza alla realtà e quindi sono criticabili.


da quando l'industria e la tecnica hanno cominciato a modificare la vita dell'uomo gli oggetti che ci accompagnano hanno assunto forme sempre più ingannevoli: un libro, anche se mai visto, si apre

Dici così perché da bambino ti hanno insegnato che cos'è un libro e come funziona.

Prova ad andare in Giappone e dimmi se ti è intuitivo capire da che parte si legge.


la tecnologia ha donato un aspetto estraneo alle cose: immaginandosi di non conoscerne il funzionamento un telecomando o una lavatrice apparirebbero incomprensibili

Immaginandosi di non sapere il funzionamento di un libro o di un arco e una freccia apparirebbero incomprensibili.



ho difficoltà a fidarmi di esperimenti che cambiano lo stato delle cose: facendo un buco nella luna ne si modifica per sempre la forma.

Sei stati vaccinato da piccolo? Ti hanno mai fatto un'antitetanica? Pensa, ti hanno fatto un buco e hanno modificato per sempre la tua forma.

Ancora più inquietante: prima, quando eri bambino, eri più piccolo, avevi un pomo d'Adamo differente e altre parti del corpo erano ben più minute. Poi è arrivata la pubertà e sei cresciuto. Hai cambiato forma per sempre. E continui a farlo.

Io suggerirei un intervento di plastinazione per fermare quest'inquietante trasformazione finché sei in tempo.

Ma in realtà non lo sei più. Non sei più quello che eri prima e la tua forma è cambiata per sempre.

Se mangi troppi maccheroni al formaggio, la tua pancia s'ingrossa, ed è probabile che cambi forma per sempre. Dunque non mangiare più.

Come vedi, le tue affermazioni sono senza capo né coda, per cui non puoi pretendere che ne nasca una discussione.

Terenzio il Troll ha detto...

Ciao a tutti, passo a fare una visitina da troll.

Beh, immaginatevi questo dialogo.

Due uomini primitivi, una cinquantina di migliaia di anni fa, per comodita' li identificheremo con A e B.

A - Ehh, certo che le cose non sono piu' come una volta. Alle nuove generazioni manca il senso del limite! Prendi questa nuova diavoleria dell'arco: dove andremo a finire, di questo passo?

B (affrettandosi a nascondere le punte di freccia in selce che stava affilando) - Perche', cosa non va con gli archi?

A - Oh, santo cielo! Sembrano diventati tutti matti con questa nuova moda. Non potra' durare, vedrai.
E poi, che vuol dire cosa non va? Tutto non va!
Anzitutto, non ti puoi mai fidare di quei cosi. Una bella lancia con la punta indurita sul fuoco: in mezz'ora e' pronta e dura anche tre o quattro lune. E non si rompe tanto facilmente.
Questi archi, invece...
Se piove, non si tendono. Se c'e' il sole, si spaccano. Ogni pochi tiri, la corda si taglia e te la trovi sul naso proprio quando meno vorresti: con un bue muschiato che ti punta per caricarti.

B - Beh, sono nuovi. Ovvio che non siano ancora tanto affidabili: bisogna ancora studiare, ricercare...
Dopotutto, ci sono voluti 20000 anni per perfezionare il modello delle lance, cosa pretendi in appena un paio di millenni!

A - E' proprio questo il punto: sono troppo complicati! Chiunque, persino mio figlio, riese a farsi una lancia.
Prendi un bastone, gli fai la punta e la indurisci sul fuoco. Basta vederne una per capire tutto: non occorre certo essere molto acuti, capisci il punto?
Questi archi, invece... Troppi pezzi.
Io non sarei mai in grado di costruirne uno. E le frecce? Con quelle punte cosi' piccole: e' miniaturizzazione spinta, occorrono fabbriche specializzate, materiali apposta, personale altamente qualificato.
Stiamo delegando la nostra sicurezza ed il controllo sul nostro destino a degli sconosciuti della valle a fianco, ti rendi conto!

B - Beh, pero' hanno degli innegabili vantaggi: il tuo bue muschiato lo puoi centrare da cento passi, invece di dover aspettare che ti sia cosi' vicino da sentirne la puzza.

Terenzio il Troll ha detto...

A - E me lo chiami un vantaggio!?
Come dicevo prima, stiamo perdendo il senso del limite.
Con una lancia, ci pensi bene a quello che fai prima di usarla.
Lo guardi negli occhi, il tuo bersaglio: che sia un bue od un altro essere umano, valuti, soppesi. Sai che lo vedrai morire e ti sporcherai di sangue, oppure ti fara' fuori lui.
Il suo spirito si fondera' con il tuo.
Con l'arco e le frecce, invece, che controllo hai?
Da cento passi, i freni inibitori vanno a farsi friggere. E poi, dove va a finire il suo spirito, quando lo colpisci con una freccia, eh? Me lo sai dire?

B - Ehm, veramente, non ci avevo mai pensato...

A - Ecco, appunto! Questi nuovi aggeggi ti tolgono il tempo ed il modo di pensare. Tutti a correre dietro alla nuova moda: piu' lontano, piu' veloce, piu' letale. E non ci si prende piu' il tempo di pensare, seduti intorno al fuoco.
I giovani non portano piu' rispetto per gli anziani: loro sanno tutto sugli archi e le frecce quando ancora non hanno cinque anni; le nostre esperienze, la nostra saggezza non li interessa piu'. Non sappiamo usare gli archi bene quanto loro, quindi siamo solo dei pesi morti, dei dinosauri destinati all'estinzione.

B - Sui giovani mi sa che hai ragione. Quando eravamo giovani noi, si andava dietro alle ragazze. Adesso i miei figli passano tutto il tempo libero in quella stramaledetta grotta, a disegnare...
Gli andra' in pappa il cervello, a furia di stare col naso in su a disegnare animali, invece di cacciarli davvero. Questa cosa della realta' virtuale, proprio io non la capisco.

A - Eh, dici bene. Questa faccenda del pensiero astratto ancora non l'ho digerita.
Parte tutto da li', sai?
Prendi gli archi, ad esempio.
Una lancia lo sai subito a cosa serve: si vede benissimo che la punta e' fatta per colpire...

B - guarda che l'hai gia' detto.

A - ... ed il manico per impugnare.
Questi archi invece...
Ma ti pare che ci debba essere un'arma CHE NON E' UN'ARMA?
Voglio dire: un'arco, da solo, non fa un bel niente. Al massimo, posso cercare di infilartelo su per #

B - Hai reso l'idea.

A - Guarda che ci vuole proprio una mente distorta per capire che la freccia da sola non serve, l'arco da solo non serve, ma arco + freccia portano un effetto A DISTANZA.
Non hai propio nulla nella forma che ti preannunci l'effetto: e' magico!

B - Ma no, guarda: il nostro stregone l'ha spiegato abbastanza bene. E' quella cosa dell'impulso, e della velocita', e c'entra anche il tempo, sai?

A - E tu ti sei bevuto tutto, vero?
Sempre a credere a quello che ti dicono gli stregoni ufficiali?
Guarda che io lo so: l'arco ha la stessa forma dell'arcobaleno. E' quello il trucco. Hanno intrappolato la magia della luce in quei cosi, e la usano per far volare le frecce: la stessa magia delle saette.
Non dovremmo immischairci con certe cose, non dovremmo sovvertire ed imbrigliare le forze della natura per i nostri scopi. Qui si e' proprio passato il limite!

yari.davoglio ha detto...

Non viviamo in un mondo in cui uomo e natura si prendono per mano. O, meglio, non viviamo ancora in una società che permetta tale equilibrio. E ciò è indipendente dallo sviluppo tecnologico. Per quello che riguarda la specie umana, va detto che essa è sempre in evoluzione e mai in involuzione (così come qualsiasi essere vivente osservato dal punto di vista biologico): evolve l'organizzazione tra gli uomini e con essa evolve tutto (dal concetto di famiglia, a quello di forma politica di governo, dalle idee filosofiche ai punti di vista sulla sessualità).
Viviamo in un'epoca, quella del capitalismo, dove abbiamo un forte sviluppo delle forze produttive e possiamo potenzialmente entrare in contatto con ogni essere del pianeta che abitiamo. L'enorme sviluppo tecnologico (e quindi scientifico) degli ultimi duecento anni non è avvenuto per caso, ma è stato reso possibile grazie alle basi già fondate in precedenza (fino all''800) e grazie all'enorme sviluppo della forza-lavoro. Ma questo sistema di organizzazione sociale (il capitalismo) non tiene conto dell'essere umano e della natura in quanto tali, ma quasi solamente del profitto. Le contraddizioni generate dalle leggi di movimento del capitalismo (morti di fame, guerre, malattie, ecc...) non sono al passo coi tempi: andiamo sulla luna ma non creiamo mezzi di trasporto a basso (o quasi nullo) inquinamento; creiamo farmaci e psicofarmaci di ogni tipo da vendere nei mercati opulenti, ma chi non ha il denaro da spendere, si ammala e/o muore; abbiamo creato un panino capace di resistere a enormi sbalzi di temperatura e durevole nelle settimane, ma ne forniamo a soldati impegnati in guerre del capitalismo anziché sfamare centinaia di milioni di esseri umani. In tutto questo non c'è cattiveria né buonismo, ma solo leggi intrinseche di questo sistema di produzione, ormai superabile.
E non si tratta nemmeno di voler tornare ad epoche passate (oltre che impossibile sarebbe stupido), come molti vorrebbero, ma, anzi, si tratta di evolversi ancora di più... passare dalla "preistoria umana" alla "storia umana", in cui la tecnologia serve al miglioramento di tutta la specie, senza paletti nazionali o brevettuali. Immaginate se non vi fosse, ad esempio, il denaro quante cose potremmo fare...

P.S.: prima che qualcuno tacci il mio scritto come utopistico, si studi la storia umana da scienziato, come fece "qualcuno" nell''800 e non dia adito a propri impulsi ideologici o religiosi...

O.T.: Cacchio, ho visto "The Sunshine", di Danny Boyle... SPETTACOLARE!!!

yari.davoglio ha detto...

La tecnologia DEVE essere a servizio della specie, altro che balle.

yari.davoglio ha detto...

Terenzio il Troll,

sono piegato in due dalle risate... sei una macchietta! XD

cesco ha detto...

Andreaechorn, cercherò di essere più chiaro possibile. Quale è la ragione che scatena l'entusiasmo per la missione lunare? Quella che da sempre ha permesso all'uomo di conoscere se stesso e ciò che lo circonda: la sete di Sapere. Nessuno ti impedisce di rimanere nell'oblio e nell'ignoranza (non prenderla come un'offesa), ma è la sete di conoscere che permette all'uomo di evolversi.

Un coltello non lo puoi costruire con le tue mani, l'unica cosa che puoi costruire con le tue mani, se ne sei capace, può essere un cestino in vimini o una liana, per un coltello devi prima costruire un forno, se ne sei capace, un martello, se ne sei capace, uno scalpello, se ne sei capace, devi estrarre del ferro, se ne sei capace, devi creare dell'acciaio, se ne sei capace, ed ecco il tuo bel coltello. Il fatto che tu sia convinto di poterlo fare con le tue mani deriva dal fatto che non hai la minima idea di come si costruisca un coltello. Chi ti dice che una persona non sia capace di costruire un PC? Il PC è il frutto dell'evoluzione tecnologica dell'uomo, la tecnologia è un'invenzione dell'uomo, ergo l'uomo è in grado di costruire un PC. Il fatto che tu non ne sia capace deriva dal fatto che il TUO bagaglio di conoscenze non è sufficente a realizzare quanto desideri, ma è un TUO problema. Ci sono manuali, libri, tutto ciò che ti occorre di sapere per realizzare qualcosa, il progresso tecnologico è a portata di mano, devi solo aprirlo, leggerlo, apprenderne il contenuto e costruire il tuo bel PC con le tue stesse mani. Il decadimento vero è quello che porta l'uomo ad ignorare ciò che lo circonda, a vedere dei fantasmi laddove ci sono le stelle, a vedere demoni là dove una supernova è appena esplosa, a spaventarsi in un temporale perchè non si ha la minima idea di cosa siano i fulmini, a vedere scie chimiche dove c'è solo vapore acqueo, a dare retta a dei pazzoidi in tonaca multicolore che profetizzano la fine del mondo e denigrare invece tutto il lavoro costato soldi e vite umane della ricerca spaziale da parte della NASA e degli enti spaziali.

Il decadimento umano è l'ignoranza, non la tecnologia, ricordalo. E' l'ignoranza che uccide, ha sempre ucciso e continuerà a mietere vittime, e non importa se lo fa con una bomba atomica o con un coltello fatto a mano. La tecnologia incontrollabile non esiste, esistono solo gli imbecilli dietro ad un grilletto. Ma se tu impedisci all'imbecille di usare una pistola, quello ti ammazza con le pietre o a mani nude, visto che ti piacciono le cose fatte a mano.

La tecnologia e il progresso scientifico hanno permesso all'essere umano di capire un pò di più l'universo che lo circonda, il decadimento lo vedi solo tu.

Anonimo ha detto...

...paragonare il corpo umano alla Luna mi sembra risibile quanto l'affermazione che questo paragone tenta di confutare.Con questo non voglio difendere le opinioni di Andrea e penso non ce ne sia bisogno visto che per quanto le sue affermazioni siano discutibili si è espresso con rispetto a differenza delle solite reazioni bambinesche che si riscontrano quando qualcuno tocca i vostri giocattoli preferiti...
Aldilà del buco lunare di 20 metri è innegabile che l'essere umano non pago di aver inquinato la terra che lo nutre abbia cominciato a spargere rottami anche attorno e oltre il nostro prezioso pianeta.
Con questo non voglio demonizzare la scienza e lo sviluppo tecnologico che sono cose belle e utili se usate con intelligenza...ma forse messi da parte i nostri sogni infantili e la nostra noia per il quotidiano "l'uomo sulla Luna" ci apparirebbe meno grandioso e un po più sciocco.
Adesso non so se ho fatto errori grammaticali,non controllo così se ho urtato la vostra sensibilità ci sarà qualcuno che potrà sfogarsi deridendomi perché non conosco la grammatica(comportamento infantile che avviene spesso quando non ci si allinea al punto di vista imperante e di cui c'è un esempio anche nei commenti qui sopra).

otello ha detto...

""Con questo non voglio demonizzare la scienza e lo sviluppo tecnologico che sono cose belle e utili se usate con intelligenza...""

appunto

c'è sempre un limite di sostenibilità
il tutto natura 100% non è sostenibile, per come siamo messi noi. c'è una via di mezzo di equilibrio però, prima di radere tutto al suolo a industrie

la ricerca e la scienza ti portano nuove possibilità
poi però arrivano i governi, i politici, gli imprenditori e ci speculano sopra

di solito si va avanti sulle cose più lucrose e si spargono rottami dappertutto... beh dovremmo protestare noi

(già non siamo messi molto bene, vedi i fondi azzerati alla ricerca, il g8 sulla scienza... annulliamolo, ecologia e riscaldamento globale cose inutili)

ma questa non è colpa della scienza :)

usa-free ha detto...

@Terenzio

Ottimo.

Però di A salvo questo passaggio:

"A - E me lo chiami un vantaggio!?
Come dicevo prima, stiamo perdendo il senso del limite.
Con una lancia, ci pensi bene a quello che fai prima di usarla.
Lo guardi negli occhi, il tuo bersaglio: che sia un bue od un altro essere umano, valuti, soppesi. Sai che lo vedrai morire e ti sporcherai di sangue, oppure ti fara' fuori lui.
Il suo spirito si fondera' con il tuo.
Con l'arco e le frecce, invece, che controllo hai?
Da cento passi, i freni inibitori vanno a farsi friggere. E poi, dove va a finire il suo spirito, quando lo colpisci con una freccia, eh? Me lo sai dire?"

Superninjaz ha detto...

@ cesco
e un pò anche @ Attivissimo

Secondo me siete un pò troppo duri e, permettetemi, poco "flessibili".

E' vero che costruire un coltello non è banale, così come costruire un PC.
Ma vi faccio notare che un coltello non necessariamente deve essere fatto di acciaio.
Mentre un PC deve NECESSARIAMENTE essere fatto di silicio, argento, vetro, plastica, ecc...

Raccogliere una selce e scheggiarla credo sia alla portata di (quasi) tutti.

Procurarsi materie prime e realizzare materialmente i processi produttivi per costruire un PC credo non sia alla portata di nessuno (intendo della singola persona) pur con a disposizione tutta la manualistica del caso (come affermato da cesco).

Per la cronaca: non sono un luddista.
So perfettamente che i "tempi antichi" non erano il paradiso che molti vogliono credere.
Sono affascinato dalla scienza e dal progresso scientifico, ed utilizzo abbastanza (abbastanza, eh!) i risultati di tutto ciò, ma anche io ho la strana sensazione che, come disse qualcuno tempo fa, l'uomo "pensa troppo e sente poco".

Luca

Vincenzo e Laura ha detto...

Gentile Domenico, credo che neanche Fritjof Capra abbia eretto un monumento alla saggezza orientale contrapponendola alla follia dell'occidente ed inseguendo il mito della pretesa superiorità dell'antica tradizione.
Nella lettura del suo libro a me è parso di cogliere un interessante parallelismo tra le vedute sul reale proposte in maniera non scientifica dalle religioni orientali e le scoperte più avanzate della fisica moderna. Dove il parallelismo non riduce il tutto ad una equazione.
E ancora più interessante, dal mio punto di vista, è l'invito a considerare i limiti dell'approccio scientifico. Non perché sia bello spegnere gli entusiasmi sulle magnifiche sorti e progressive, ma solo perché la realtà sembra essere più complessa e sfumata di quanto l'osservatore possa comprendere. Poi, magari, domani arriveremo a saperne sempre di più, ma senza invasioni di campo e senza pretese di universalità. Come non ne ho io nello scrivere queste impressioni:-)
Un saluto
vincenzo

otello ha detto...

""Raccogliere una selce e scheggiarla credo sia alla portata di (quasi) tutti.""

a tal proposito mi viene in mente una curiosità

il coltello "preistorico" può essere in ossidiana, cioè un certo tipo di pietra scheggiata
il risultato è fragile ma taglientissimo, più dell'acciaio

infatti oggi alcuni bisturi per oculistica, quindi taglientissimi e precisissimi, sono ancora in ossidiana :)

e c'è ancora chi è capace di fare e usare i coltelli in ossidiana
leggevo di alcuni artigiani che hanno imparato da vecchi popolo, è un lavoro complesso ma di pura tecnica manuale

Anonimo ha detto...

@ Superjanaz
"Procurarsi materie prime e realizzare materialmente i processi produttivi per costruire un PC credo non sia alla portata di nessuno (intendo della singola persona) pur con a disposizione tutta la manualistica del caso (come affermato da cesco)".

Questo lo credi tu, in realtà ci può riuscire chiunque, di certo non ci metti un paio di giorni, ma d'altronde l'umanità non si è evoluta in 5 minuti. Il nodo centrale è che il progresso tecnologico ci permette di usufruire di tali meraviglie senza dovercele per forza costruire da zero, ma non ci impedisce di costruircele, anzi, ci da gli strumenti cognitivi per farlo, partecipando così all'evolversi della tecnologia, ed è a questo che serve la ricerca. Per la precisione un PC puoi costruirlo con altri materiali, i primi calcolatori non erano affatto come quelli di adesso, e in futuro molto probabilmente i materiali continueranno a cambiare. Il motivo della mia presa di posizione dura contro Andreaechorn, così come hanno fatto altri, comunque, non dipende da questo discorso in particolare, ma dal fatto che con il suo discorso mette in dubbio la validità della ricerca scientifica quando esprime il dubbio se è davvero necessario allargare la conoscenza umana verso confini sempre più lontani. Ecco, se a lui non importa di questo, che rimanga nell'oblio e nella superstizione, siccome a molti altri invece interessa eccome scoprire e conoscere il mondo che ci circonda, parlare di decadenza per chi ha un punto di vista progressista mi sembra decisamente fuori luogo, e, anche se espresso in termini pacati, offensivo nei confronti di quanti hanno dato la vita per farci progredire. Se anche a te questi sacrifici sembrano inutili, non so cos'altro dirti.

DaC ha detto...

Non c'è nulla di cui inorridire nell'immagine dei moduli che impattano la Luna.

In effetti mi fa un po' sorridere pensare a chi inorridisce per simili esperimenti.

Giusto per ristabilire un po' di prospettiva, mi è venuto da pensare alle esplosioni nucleari sperimentali degli anni '40 e '50.

E' chiaro che (come con le medicine) si tratta di valutare rischi e benefici. A me pare che ci siano ben altre cose cui concedere la nostra indignazione.

Superninjaz ha detto...

@ cesco

[quote]
Questo lo credi tu, in realtà ci può riuscire chiunque
[/quote]

Certo, come no... :-/

[quote]
Per la precisione un PC puoi costruirlo con altri materiali, i primi calcolatori non erano affatto come quelli di adesso
[/quote]

Ma non facevano nemmeno un miliardesimo di quello che fanno ora.
Ah... e per inciso: per costruirli (anche allora) non bastava scheggiare una selce.

[quote]
con il suo discorso mette in dubbio la validità della ricerca scientifica
[/quote]

Non mi sembra abbia detto questo.

[quote]
esprime il dubbio se è davvero necessario allargare la conoscenza umana verso confini sempre più lontani
[/quote]

Qui non mi trova in completo disaccordo, ma io aggiusterei il tiro.
Non si tratta di quanto lontano vuoi arrivare, ma di che prezzo sei disposto a pagare (sempre ammesso che ad un determinato prezzo corrisponda il risultato voluto) per arrivarvi.

[quote]
Ecco, se a lui non importa di questo, che rimanga nell'oblio e nella superstizione
[/quote]

Superstizione?
Non mi risulta che abbia detto che crede più negli sciamani che negli scienziati.

[quote]
offensivo nei confronti di quanti hanno dato la vita per farci progredire
[/quote]

Non mi risulta neanche che abbia tacciato i "pionieri" di c*****naggine.
Quindi offensivo nei confronti di chi?
Adesso non esiste neanche più la libertà di opinione?

[quote]
siccome a molti altri invece interessa eccome scoprire e conoscere il mondo che ci circonda
[/quote]

Appunto... il mondo che ci circonda...
E che noi stiamo drammaticamente portando allo sfinimento.
Salvo poi uscirsene con delle sparate tipo: la ricerca di pianeti extrasolari da poter colonizzare quando sulla Terra la situazione sarà diventata insostenibile...
Ma per favore!

Luca

Leibniz Reloaded ha detto...

Vedo che la discussione si è sviluppata in modo notevole, forse perché il tema riscalda gli animi più di quanto mi sia dato comprendere.

Mi spiace però, in questo scorcio del nuovo millennio, leggere ancora giudizi antifilosofici generalizzati da parte di persone con una preparazione di orientamento scientifico o tecnologico: segno che l'annoso (e falso) problema delle "due culture" è ben lungi dall'essere risolto.

Mi limito a ricordare che sì, esiste della cattiva e anche della pessima filosofia, e che per giunta una conventicola di fresconi relativisti e antiscientisti in Europa risulta culo e camicia con la casta pseudointellettuale ideologizzata che di fatto domina i media e l'editoria, dunque costoro hanno una visibilità enorme ed una pervasività insopportabile.

Nonostante questo, il XX° secolo ci ha regalato diversi scismi filosofici, ma soprattutto ci ha donato il neopositivismo e la sua figlioccia, la filosofia analitica. Gradirei che nessuno, dopo aver letto queste righe, mettesse di nuovo nello stesso cesto i terrificanti filosofi antiscientisti dal lessico affumicato come Heidegger, Jaspers, Sartre, Bergson, o quei Croce e Gentile che tanta nefasta influenza hanno avuto sullo sviluppo del pensiero e delle politiche scolastiche in Italia, e i tristissimi epigoni contemporanei come Derrida o Deleuze... assieme con colossi della filosofia E della matematica del calibro di Russell, Frege, Peirce, Whitehead, Wittgenstein, Godel, Carnap, Quine, Kripke, Putnam, Hintikka, tutta la scuola cosiddetta analitica fino ai giorni nostri, ma anche Tarski, Lawvere, Church, Haskell e altri grandi logici matematici, l'outsider Chaitin, e naturalmente i precursori Leibniz, Cartesio, Kant, Husserl.

Mi piace inoltre ricordare, tra i tanti, anche il nostrano Nicola Abbagnano, un filosofo che ha compiuto un percorso esemplare, partendo proprio dalla critica dell'esistenzialismo à la Heidegger-Sartre e dell'idealismo crociano ed approdando ad una ben più ampia e complessa visione del ruolo della scienza, che lo portò a lavorare stabilmente anche con Ludovico Geymonat, padre nobile dell'epistemologia in Italia.
E Luciano Floridi, mio quasi coetaneo e già punto di riferimento internazionale per la filosofia e l'ontologia dei new media, con cattedra in logica ad Oxford.

Parlando di epistemologia non si possono non citare anche Popper, Kuhn e Feyerabend, seppure per motivi e con background diversi, che non spiegherò per evitare ulteriori lungaggini.

Dunque quando parliamo seriamente di filosofia ed epistemologia, si parla anche e soprattutto di questo ampio gruppo di nomi. Anzi, se ne parla "grazie" a loro: il linguaggio univoco delle scienze sperimentali, hard o descrittive che siano, è la Matematica, e il linguaggio portante della Matematica è la Logica.
Ambedue stabilizzate, formalizzate e sistematizzate dall'enorme lavoro fondazionale di molti di questi signori, e di altri "minori", negli ultimi centoventi anni circa.

Leibniz Reloaded ha detto...

Mi prendo la libertà di concludere con un secondo commento.
Spero sia a questo punto chiaro, anche agli occhi del fisico o del chimico, che esiste Filosofia e filosofia, che esistono fior di filosofi in grado di manipolare non solo l'armamentario teorico della mereologia o dell'ontologia platonista, ma anche il costruttivismo matematico, il lambda calcolo, i tensori di Ricci o la topologia algebrica con tale naturalezza da mettere in imbarazzo più di un practictioner.

Purtroppo i programmi liceali si fermano di solito a quei bei tomi di Nietzsche e Kierkegaard, o giù di lì, ignorando il più e il meglio. Il resto è un guasto d'immagine prodotto dalla prevalenza editoriale e mediatica della ristretta ma agguerritissima falange ideologica relativista-postmodern di cui sopra.


Per il resto la questione è molto profonda, ma ho già abusato degli spazi del nostro ospite e la metto in un guscio di noce: la valenza etica della tecnologia sta solo nell'occhio di chi la guarda, nel polso più o meno saldo di chi la utilizza, nella capacità di creare l'humus culturale che ne renda "intuitivo" l'utilizzo - e qui dobbiamo fermarci, ché ancora non disponiamo neppure di una definizione soddisfacente di "intelligenza" o "creatività" per poter parlare a ragion veduta di intuitività d'uso in termini razionali, o quantomeno cognitivistico-sperimentali.

L'unico peccato mortale sarebbe voler fermare il flusso creativo che genera la tecnologia.

Anonimo ha detto...

Superjanez, i primi PC facevano un miliardesimo di quello che fanno oggi, certo, questo si chiama progresso tecnologico, i PC non si sono evooluti da soli, ricordatelo sempre, e non ti ho detto che costruirne uno è come scheggiare una selce, ma se hai voglia e tempo di studiare tutte le materie necessarie, dalla geologia alla fisica all'elettronica e all'informatica non ti impedisce nessuno di costruire un PC, ci volessero anche 50 anni di studi puoi farlo. Quanto alla superstizione è la regola esistente in una società dedita all'ignoranza, la superstizione è quella che nasce quando si guarda il cielo e si tira a indovinare. La NASA non tira a indovinare, la NASA va direttamente a verificare cosa ci sia in cielo, ce lo riferisce e noi dobbiamo solo esserne grati, altro che seghe mentali su quale prezzo ci sia da pagare, se la ricompensa è la conoscenza.

Affermare che la ricerca spaziale è sostanzialmente inutile è offensivo sì, anche se non lo dice chiaramente.

La tecnologia che secondo te sta portando allo sfinimento il pianeta sta anche studiando metodi alternativi per rendere sopportabile lo sviluppo tecnologico, che cosa c'entri tutto questo con la ricerca spaziale magari chiariscimelo, perchè sembra quasi che tu gli stia attribuendo tutti i mali del mondo.

Chi ha mai parlato di ricerca di pianeti extrasolari nei quali vivere? Qui non si parla di fantascienza, giacchè una cosa simile è troppo lontana per poterne parlare oggi, ma secondo te il conoscere ugualmente l'Universo è inutile? Quindi Galileo, che studiava il cielo in un'epoca nella quale anche solo sollevarsi con un velivolo era impossibile, per quanto Leonardo ne contemplava la possibilità, era un coglione? Io non credo proprio.

Guarda, non è distruggendo i progetti della NASA e di altri enti spaziali che si risolvono i problemi del mondo, e non è certo disinteressandosi dello spazio che spariranno guerre, fame ingiustizie e inquinamento, quindi per cortesia, mira da qualche altra parte per favore.

Leibniz Reloaded ha detto...

"...anche Tarski, Lawvere, Church, Haskell"

Evidentemente stavo pensando che Haskell (il linguaggio) sta ad Haskell Curry (il logico, e ultimo allievo vivente di Hilbert attivo nelle ultime due decadi del millennio scorso) molto più dignitosamente di quanto Pascal (il linguaggio) stia a Blaise Pascal.
Comunque sia, ho impulsivamente elencato il solo nome proprio senza il cognome, parbleu. Me ne scuso.


Pascal /n./ A programming language named after a famous scientist and mathematician, who would turn over in his grave if only he knew about it. ;)

Mike J. Lardelly ha detto...

La questione per me è molto semplice.
Innanzitutto, il metodo scientifico è quanto di più banale possa esistere. In fondo significa: penso una cosa, guardo se è vera. Se sì bene, se no penso ad un'altra soluzione. Se non lo posso sapere, posso avere un'opinione in merito, ma entra nel campo della fede, dunque ho l'umiltà di ammettere che non ho gli strumenti per dimostrarlo.

Questa banalità ha permesso di conoscere meglio il mondo inteso come la dimensione concreta e misurabile dell'esistente, con il grado di incertezza minore possibile.
Figlia delle scienze è la tecnologia, che ha seguito la rivoluzione scientifica.

Il problema fondamentale è che l'uomo non guarda al di là del suo naso e non c'è stata una rivoluzione etica accanto a quella scientifica.

Mi spiego meglio: il primo concetto si esemplifica con l'invenzione della plastica. Chi avrebbe pensato che a causa della sua nn biodegradabilità sarebbe diventata una piaga ambientale? Quando fu inventata, all'inizio del 1900, tutti erano convinti che la Terra fosse infinita.

Il secondo è pienamente rappresentato dalla polvere da sparo. Con questa si possono costruire i fuochi d'artificio oppure i fucili. Quale delle due ha avuto maggiore diffusione?

Anonimo ha detto...

Lardelly, allo stesso modo però, l'invenzione della plastica permise una drastica riduzione dell'utilizzo di legno e altri materiali che se venissero impiegati con il ritmo con i quali vengono oggi consumati materiali sintetici, avrebbero portato disastri ambientali ben superiori, distruggendo definitivamente le foreste che ancora sopravvivono. La tecnologia trova sempre e solo soluzioni temporanee, che vengono rimpiazzate da nuove scoperte, come la benzina soppiantò il carbone, ben più inquinante e cancerogeno.

tomm ha detto...

Purtroppo i nastri sui quali fu registrato il segnale diretto andarono smarriti (archiviati male o persi durante la spedizione, non si sa)

Caro Attivissimo, leggo a volte con piacere il tuo blog. Spero che non te la prenderai se ti confesso che ti ritengo un grande ingenuotto.
Ma tu davvero ci credi?? forse smarrititi durante la spedizione? i nastri originali girati sulla luna???

Aspetto con ansia il giorno in cui sbufalerai, oltre alle strampalate e inverosimili fantasie di strani gruppi di esaltati e speculatori tipo gli sciachimisti e palle lavabiancheria, le colossali bufale che ci propinano quotidianamente le nostre istituzioni ufficiali, i nostri governi.

Paolo Attivissimo ha detto...

Tomm,

In tal caso, spero che non te la prenderai se ti confesso che ti ritengo stupendamente asinino nella tua ignoranza dei fatti.

I nastri non furono "girati sulla luna".

Non sai neanche di che nastri stai parlando. Mica contengono scene inedite e contenuti speciali.

Dimmi, si vive bene nella paranoia?

otello ha detto...

" i nastri originali girati sulla luna??? "

no, appunto
infatti non si parla di quelli
le pellicole sono conservate in un ambiente controllato per mantenerle

buongiorno eh

Paolo Attivissimo ha detto...

Otello,

per evitare ulteriori equivoci: i nastri lunari di cui si parla sono le registrazioni video su nastro magnetico della trasmissione TV diretta dalla Luna effettuata durante l'escursione sulla superficie.

Le pellicole sono invece le foto scattate con la fotocamera Hasselblad, con la stereocamera Gold e con la cinepresa 16mm.

Terenzio il Troll ha detto...

Paolo (A.): "per evitare ulteriori equivoci:".

Scusa, Paolo, ma allora ha ragione Tomm: sei un ingenuo.

Il tuo articolo era chiarissimo e non lasciava spazio ad interpretazioni di sorta.
Non e' umanamente possibile che Tomm abbia accidentalmente fraiteso "pellicole" per "nastri magnetici": "[...]contengano anche le registrazioni originali dirette del segnale televisivo proveniente dalla Luna."

Questo lascia aperte tre possibili spiegazioni:
1) Tomm non e' umano, e parla con cognizione di causa degli eventi perche' il 20 Luglio 1969 stava prendendo il sole in riva al Mare della Tranquillita' e non ha visto nessun modulo lunare.

2) Tomm non ha frainteso accidentalmente, ma volutamente. Perche' o per come non lo so ne' posso saperlo, ma magari lui e' disposto a spiegarcelo.

3) Tomm non ha propio letto l'articolo, ma si e' fermato al titolo od, al massimo, al primo capoverso. Dovendo scommettere, opterei per questa possibilita'.

Terenzio il Troll ha detto...

Cesco e Superjanez, secondo me avete ragione entrambi, quindi avete torto tutti e due.

C'e' un vecchio detto che recita: "per fare un tornio ci vuole un tornio".
E' letteralmente vero che uno puo' acquisire le conoscenze per replicare da zero qualsiasi realizzazione tecnica, quindi per padroneggiarla.
Non e' affatto scontato che riesca, da solo e nell'arco della propria vita, a realizzare TUTTI gli strumenti necessari per costruire un oggetto qualsiasi.

Tornando ai torni, questo apre l'interessante problema delle origini.

Si puo' risolvere con due approcci filosofici differenti.

1) Se per fare un tornio occorre un tornio, allora questo ci manda dritti in una regressione all'infinito. Quindi, i torni non esistono: si tratta solo di una allucinazione, di un difetto della nostra imperfetta percezione del mondo e della realta', cui abbiamo trovato un nome.

2) I torni si sono evoluti da torni meno perfezionati. Naturalmente, questa linea di pensiero sembrerebbe aprire altri problemi, ad esempio quello della complessita' irriducibile: a cosa mai potrebbe servire un mezzo autotraversing? A fare solo mezzo filetto? Quale tornitore avrebbe mai conservato un tornio siffatto? Ovviamente, un meccanismo come l'autotraversing dovrebbe comparire gia' completo e funzionante in un tornio, con tutta la sua complessita' e fatto con tutti i pezzi che richiedono gia' un tornio con l'autotravesing per essere torniti!
Tutto questo sembrerebbe suggerire la presenza di un intelligent design dietro all'esistenza dei torni.
Visti i precedenti storici, comunque (vedasi il dialogo tra A e B), molti autori non si sentono di sottoscrivere questa ipotesi.

Questi apparenti problemi, in realta', possono essere facilmente spiegati con i due concetti di cambio della destinazione d'uso e di ridondanza funzionale.

Una data funzione puo' essere assolta contemporaneamente da piu' di un particolare meccanico: cambiando gradualmente la funzione di uno di essi, la vecchia funzionalita' non viene persa e quella nuova fa il suo ingresso solo al raggiungimento di una certa soglia critica di cambiamento.

Nel caso del tornio, ad esempio, la scatola di riduzione tra il motore e l'albero era gia' presente, con degli ingranaggi destinati a trasmettere e regolare il moto tra questi due organi. Cosi' pure il vitone guida dello scorrevole.
La presenza di ingranaggi ridondanti nella scatola della riduzione (le velocita' disponibili non vengono usate tutte insieme, ma solo una per volta) rende possibile impiegare uno di essi sia come componente della riduzione, che per trasmettere il moto al vitone guida, e la complessita' irriducibile scompare.

Naturalmete, questo dovrebbe lasciare parecchie tracce di soluzioni sub ottimali negli artefatti, che hanno il loro motivo di esistere in limitazioni storiche e che non trovano alcuna giustificazione all'interno di un corretto processo di progettazione ex novo.

Il bello di questa impostazione filosofica e' che trova parecchi esempi di questi riscontri; i fenomeni piu' eclatanti sono evidenti proprio negli artefatti all'apice della complessita' e della catena evolutiva: i computer.

Non ci credete?

Avete presente le finestre terminale ad 80 o 120 colonne?
Derivata dal numero di colonne delle schede perforate.
La disposizione delle lettere sulla tastiera?
Serviva a non fare incastrare i martelletti nelle prime macchine da scrivere.

Terenzio il Troll ha detto...

A scanso di equivoci.
Leibnitz, non sto prendendo in giro i filosofi.
O per lo meno, non SOLO i filosofi.

Ci sono filosofi fuffari che parlano di aria fritta e che, come dici anche tu, hanno stranamente un'influenza sulla "cultura" corrente sproporzionata alla loro rappresentativita'.
E ci sono i mostri sacri che citavi (io non sarei degno di annodare le superfici chiuse monodimensionali dei calzari a Goedel).

Stesso discorso vale per gli "scienziati": basta scorrere la lista degli ignobel.
Anche questi, stranamente sovrarappresentati.

Io prendevo in giro (bonariamente) i vari rappresentati dei due schieramenti fintamente contrapposti che si sono visti anche su questo thread.

Elena ha detto...

Neanche un coltello di selce permette di fare tutte le cose che si possono fare con un coltello d'acciaio, e sicuramente non in modo cosi` comodo e veloce.

Per non parlare del fatto che scegliere una selce adatta per fare un coltello non e` per niente banale, e sceglierne una buona e tagliarla al meglio richiede anni di pratica.

virgolasei ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
virgolasei ha detto...

suvvia Paolo, l'hai trovato un insulto?

Superninjaz ha detto...

@ Terenzio il Troll

[quote]
C'e' un vecchio detto che recita: "per fare un tornio ci vuole un tornio".
E' letteralmente vero che uno puo' acquisire le conoscenze per replicare da zero qualsiasi realizzazione tecnica, quindi per padroneggiarla.
Non e' affatto scontato che riesca, da solo e nell'arco della propria vita, a realizzare TUTTI gli strumenti necessari per costruire un oggetto qualsiasi.
[/quote]

Bè, non pensavo ci volesse una spiegazione per bambini delle elementari per comprendere ciò che avevo scritto, ma tant'è... :-/

Luca

Superninjaz ha detto...

@ cesco

[quote]
la superstizione è quella che nasce quando si guarda il cielo e si tira a indovinare
[/quote]


Non capisco questa tua perseveranza nel tirare fuori concetti che nessuno ha espresso.
Chi ha parlato di tirare a indovinare?
Si è solo detto che forse si otterrebbero risultati un po' più concreti investendo di più in ciò che ci sta attorno.

L'universo è nato 13 e rotti miliardi di anni fa dall'esplosione di un punto a temperatura e densità infinite (semplifico, eh!).
Fantastico!
Non sto scherzando, è fantastico il salto rispetto alla concezione di "cielo" che aveva la razza umana 10.000 anni fa.

E allora?

La superpotenza che più ha dato alla ricerca spaziale è anche quella che al trattato di Kioto ha detto: F*****O tutti, il nostro tenore di vita non è negoziabile.
E' quella che esporta la democrazia con i missili (poco) intelligenti (guidati con sistemi derivati dalla ricerca spaziale, ma applicati PER PRIMA COSA in campo militare, poi, bontà loro, passati in campo civile).
E' quella le cui multinazionali producono sementi che resisterebbero alla distruzione dell'universo epperò danno un raccolto sterile, per cui anno dopo anno sei costretto, se vuoi mangiare, a sganciare il conquibus.

Ma può anche darsi che abbia una mentalità ristretta io, eh?
Può darsi...

[quote]
La tecnologia che secondo te sta portando allo sfinimento il pianeta sta anche studiando metodi alternativi per rendere sopportabile lo sviluppo tecnologico, che cosa c'entri tutto questo con la ricerca spaziale magari chiariscimelo, perchè sembra quasi che tu gli stia attribuendo tutti i mali del mondo.
[/quote]

Credo che il pippotto che ho scritto sopra chiarisca ANCHE questo punto.
Comunque non si tratta di attribuire dei mali, ma delle priorità.

Luca

Leibniz Reloaded ha detto...

@Terenzio: no problem.
Naturalmente ho inteso mettere in pista la safety car con i lampeggianti accesi e la scritta "Rallentare" un po' per tutti, ma sono stato sollecitato da vari commenti apparsi temporalmente a monte del tuo divertente intervento.

Paolo Attivissimo ha detto...

Virgolasei,

ho cancellato il tuo commento precedente perché era un delirio senza capo né coda e non faceva neppure ridere.

Ritenta, sarai più fortunato.

Superninjaz ha detto...

@ Elena

[quote]
Neanche un coltello di selce permette di fare tutte le cose che si possono fare con un coltello d'acciaio, e sicuramente non in modo cosi` comodo e veloce.

Per non parlare del fatto che scegliere una selce adatta per fare un coltello non e` per niente banale, e sceglierne una buona e tagliarla al meglio richiede anni di pratica.
[/quote]

Cavolo, ogni volta che farò un esempio lo farò precedere da un'avvertenza che spieghi che è, appunto, solo un'esemplificazione.

Ho forse detto di voler preprare uno strumento di precisione per un intervento di microchirurgia oculare?
No, un pezzo di roccia sufficientemente tagliente per tranciare rami e sufficientemente appuntito per uccidere animali.


Eccheccaspita!

Luca

virgolasei ha detto...

Il mio intento era far capire quanto l'intervento di Leibniz Rendering fosse imbarazzante. Almeno per chi alcuni nomi che ha schiaffato in quel modo li conosce. Per gli altri.. beh.. credo valga il detto: se il dito indica il cielo, l'imbecille guarda il dito.

Anonimo ha detto...

Superjanaz, priorità? Tu davvero detieni la verità su quale sia l'idea universale di priorità? Non credo proprio, io personalmente non rinuncerei mai alla ricerca spaziale, se tu sei di diverso avviso contento tu. Per un altro la priorità potrebbe essere scopare allegramente e fottersene di quello che lo circonda. Per altri mangiare fino a scoppiare. Per altri la priorità può essere quella di picchiare i propri figli. Parla con un miliardo di persone e vedrai che ognuna ha delle priorità diverse, e scoprirai che la stragrande maggioranza di esse nonostante sia ben consapevole dei problemi che affliggono l'umanità, non gliene frega letteralmente un c###o, non esiste una priorità universale come ti illudi di pensare. E comunque ti ripeto che eliminare i finanziamenti al programma spaziale non risolverà neanche minimamente nessuno dei problemi che nella tua utopia vorresti risolvere. C'è solo da perderci, ma di riscontri in termini umanistici non ne esistono, perchè i soldi risparmiati si guarderebbero bene dall'utilizzarli per gli scopi di cui parli tu. E in ogni caso ci sono campi (davvero) disumani dove tagliare i fondi, come guerre e altro, sono ancora in attesa di capire quali effetti nefasti porti all'umanità la ricerca spaziale. Quando lo scopri fammi un fischio.

Tra parentesi, continuo a ripeterti che l'affermazione "non riesco a capire tanto entusiasmo per questa missione lunare" e altre considerazioni soggettive della persona che ha iniziato la discussione indicano inequivocabilmente che la ricerca spaziale secondo lui è inutile, ed è inutile che tu continui a ripetermi che non lo ha detto esplicitamente, lo si capisce dal suo pensiero.

Paolo Attivissimo ha detto...

Virgolasei,

se l'intervento di Leibniz è criticabile, criticalo con i fatti, non con giri di parole incomprensibili.

Terenzio il Troll ha detto...

Cesco: "Per un altro la priorità potrebbe essere scopare allegramente..."

Per i Verdi, ad esempio. Ne hanno fatto una bandiera della lotta all'inquinamento: un ambiente pulito e' un ambiente sano!

Terenzio il Troll ha detto...

Parla con un miliardo di persone e vedrai che ognuna ha delle priorità diverse

Ma soprattutto, vedrai esplodere la tua bolletta del telefono.
Questa si' che e' una ricerca che richiederebbe fondi astronomici.

Anonimo ha detto...

Terenzio, meno male che almeno qualcuno smorza i toni e fa un pò di sana ironia.

Una risata ci seppellirà ;-)

Superninjaz ha detto...

@ cesco

[quote]
Superjanaz
[/quote]

A parte che gradirei che riportassi il mio nick correttamente.
Lo so, è una priorità solo mia, ma gradirei.
E comunque...

[quote]
Tu davvero detieni la verità su quale sia l'idea universale di priorità?
[/quote]

Capisco che per te potrà essere una rivelazione sconvolgente, ma... ebbene sì, esistono delle priorità universali.
Ma non mi sono mai arrogato il diritto di affermare quali sono.
Sei di nuovo tu a interpretare a modo tuo ciò che scrivo.

Comunque è vero il proverbio: non c'è peggior sordo di uno sordo veramente. -.-

Luca

Superninjaz ha detto...

@ cesco

[quote]
Parla con un miliardo di persone e vedrai che ognuna ha delle priorità diverse
[/quote]

E probabilmente alla stragrande maggioranza di queste persone non gliene frega un benemerita cippa dell'esplorazione spaziale.

[quote]
Per un altro la priorità potrebbe essere scopare allegramente e fottersene di quello che lo circonda. Per altri mangiare fino a scoppiare. Per altri la priorità può essere quella di picchiare i propri figli.
[/quote]

Appunto.
Che, guarda caso, sono tutte, come tu hai così sublimemente descritto, priorità molto più prosaicamente legate a ciò che ci circonda più da vicino... la nostra cara, vecchia e insostituibile terra.

Luca

Anonimo ha detto...

Superninjaz, stai deviando il discorso, devi ancora dimostrarmi perchè secondo te il programma di ricerca spaziale sia il male che funesta l'umanità. E parlando di priorità, se a te interessa solo quello che materialmente puoi toccare con mano, a me non frega assolutamente nulla, per me è una cosa assolutamente necessaria, per te no. Chi se ne frega. E visto che stai chiedendo alla NASA di indirizzare gli sforzi altrove, tu che cosa stai facendo per migliorare questi problemi che ti funestano, a parte continuare ad inquinare utilizzando il tuo PC e i server di internet?

Leibniz Reloaded ha detto...

@ virgolasei: l'unica cosa realmente "imbarazzante" è mettersi a fare sterili polemiche in casa d'altri.

Nell'elenco delle cose "imbarazzanti" potrebbero poi rientrare il modo in cui hai storpiato il mio screen name, o il fatto che tu non abbia semplicemente espresso le tue obiezioni, in termini chiari e civili, invece di chiuderti in un ridicolo peplo di sdegno da verginella adontata, con espressioni che riescono ad essere offensive solo nei tuoi riguardi.

Per esser chiaro, come a te non pare riesca: le polemiche mi fanno vento agli alluci.
Non me ne frega un accidenti se, nell'esprimere ipertelegraficamente alcune idee non solo mie, ma asseverate nel quadro osservativo-sperimentale intersoggettivo che emerge dalla cultura scritta contemporanea della comunità epistemologica e di molta filosofia analitica (idee che sono frutto di lunghi studi epistemologici e profonda meditazione, dunque meritevoli di grande rispetto), ho accidentalmente demolito qualche tua radicata convinzione errata o spernacchiato qualche tuo mostro sacro.

Son cose che capitano, specialmente in filosofia, specialmente dopo il ventesimo secolo, specialmente a chi si appoggia troppo al pensiero debole. Che appunto, essendo debole, offre ben poco appoggio. Tanto era debole che alla fine è morto, come ebbe a dire il grande Dummett.

Dunque, se le mie conoscenze in filosofia della matematica e dintorni cozzano con quelle che tu ritieni di avere, al punto da titillare l'ipersensibilità del tuo background causandoti un travaso di bile: pazienza. Sei liberissimo di esporre civilmente il tuo punto di vista in merito, opinabile tanto quanto quello altrui, e liberissimo di emarginare ogni mia eventuale ignoranza tecnica, ma senza atteggiarti a possessore di chissà quali verità o sentirti autorizzato a sbeffeggiamenti e ironie di sorta. Anche perché, se poi inizio io su codesto registro, mal te ne incoglie e te la sei cercata.

Se invece ho involontariamente commesso errori materiali o storici gravi (seri, non imputabili alla superficialità dell'esposizione o ai limiti oggettivi della situazione e del mezzo), accetto sempre correzioni documentate.

Grazie, e chiedo scusa per questo puerile siparietto a Paolo ed agli altri amici.

Superninjaz ha detto...

@ cesco

[quote]
Superninjaz, stai deviando il discorso, devi ancora dimostrarmi perchè secondo te il programma di ricerca spaziale sia il male che funesta l'umanità. E parlando di priorità, se a te interessa solo quello che materialmente puoi toccare con mano, a me non frega assolutamente nulla, per me è una cosa assolutamente necessaria, per te no. Chi se ne frega. E visto che stai chiedendo alla NASA di indirizzare gli sforzi altrove, tu che cosa stai facendo per migliorare questi problemi che ti funestano, a parte continuare ad inquinare utilizzando il tuo PC e i server di internet?
[/quote]

Se avessi uno scambio di opinioni con un bambino dell'asilo sarebbe più proficuo.
La diplomazia non è mai stata il mio forte, quindi risponderò solo all'ultimo quesito.
Premesso che non mi considero un virtuoso dell'ecologismo... però intanto: 2 anni fa ho sostituito la vecchissima caldaia e lo scaldabagno (DUE fonti di consumo) con una fiammante caldaia a condensazione più pulita, più efficiente, più sicura.
2 anni fa ho sostituito la mia vecchia auto diesel Euro 1 con un'auto a benzina (usata, così ho "riciclato) prontamente convertita a GPL.
Tengo chiuso il rubinetto del lavandino quando mi lavo i denti (quando mi rado non serve perchè uso un rasoio elettrico ;).
Quando tiro lo sciacquone uso il pulsante del "carico ridotto" (tranne i casi "gravi" ;).
Quando vado a letto la sera spengo tutte le "ciabatte" dei vari televisori, hi-fi, pc, tranne quella del router... il tel di casa funziona col VOIP, quindi...
Non ho il condizionatore: tengo aperte le finestre di notte che entra il fresco e durante il giorno tengo fuori il caldo chiudendo finestre e tapparelle.
Al piano di sotto sembra veramente di avere l'aria condizionata. :P
In inverno non ho 30° in casa... se ho freddo mi metto un maglione in più e ho messo i profilati di gomma isolante alle finestre.
Il 90% dei miei spostamenti in paese li faccio in bicicletta.
Faccio la raccolta differenziata (se poi il mio Comune "differenzi" veramente, non lo so... mi fido).
Uso lampadine a basso consumo.

Sono consapevole che si potrebbe fare di più ma dovrei tirare giù la casa e ricostruirla da cima a fondo e bisogna fare i conti con la realtà di uno stipendio da operaio (ed è già tanto, in questo periodo, avere ancora uno stipendio).
Tu sicuramente, grazie al programma di ricerca spaziale, sarai anni-luce avanti a me per quel che riguarda i comportamenti atti alla salvaguardia e alla conservazione del pianeta che abiti, ma tant'è.
Ognuno nel suo piccolo fa quel che può.

Ah... l'ho già detto che la diplomazia non è il mio forte? :-/

Addio.

Luca

tomm ha detto...

Tomm,

In tal caso, spero che non te la prenderai se ti confesso che ti ritengo stupendamente asinino nella tua ignoranza dei fatti


è un po' offendente ma non fa niente.
Vedo comunque che non hai risposto nel merito.

Anonimo ha detto...

Superninjaz, La diplomazia non è neanche il mio forte, e si capisce benissimo, ma a me, per quanto a te possa sembrare strano, conoscere l'astronomia e le nuove scoperte mi appaga. Se per te non è così, non me ne frega un benemerito... nulla.

Paolo Attivissimo ha detto...

Tomm,

Dopo la tua uscita sui nastri "girati sulla luna" non pensavo servisse una risposta.

Comunque:

Ma tu davvero ci credi??

Sì. Qualunque realtà complessa, con migliaia di oggetti da amministrare, perde qualcosa. Pensa che la RSI (la TV svizzera) non ha neppure i nastri della propria diretta lunare. La BBC s'è persa puntate di Doctor Who e di altre serie TV. La Rai ha perso puntate su puntate di classici della TV.

Tieni conto che quei nastri non erano prioritari. La Nasa vedeva le missioni lunari come impresa scientifica: la TV era per soddisfare i politici e gli elettori. Se leggi i resoconti di Armstrong e Aldrin ti diventa chiaro che a loro, delle foto da turista e della TV, non gliene fregava proprio nulla (tanto che Armstrong non installò la parabola per ritrasmettere meglio il segnale televisivo, in modo da risparmiare 20 minuti di EVA).

Di quel materiale video c'è comunque il telecinema, per cui nei nastri c'è solo dettaglio migliore. Non ci sono scene in più. Hanno un interesse come curiosità, nulla più.

Oltretutto, forse non sai che esiste anche la ripresa a colori in 16 mm dell'EVA.

Basta comperare il DVD, come ho fatto io.


In quanto a sbufalare "le colossali bufale che ci propinano quotidianamente le nostre istituzioni ufficiali, i nostri governi", io non mi occupo di queste cose. Sono un blogger di campagna a cui piace la tecnologia, e di quello mi occupo. La frequentazione dei luoghi di meretricio non m'ha mai attratto.

Terenzio il Troll ha detto...

Ehi, ragazzi: troppi troll in questo thread.

Me ne vado!

Anzi, no: porto degli amici.

Giovanni ha detto...

C'è una arte di questo thread che mi è sempre interessata: la possibilità di costruire un PC.
Giusto per essere chiaro: ho tutte le conoscenze teoriche e pratiche per costruire un PC (l'ultimo mio lavoro è stata la modella zione di una CPU).
Ciò che mi manca è un modo per costruire gli integrati. Questo può farlo solo chi possa disporre di vari milioni (di euro) per acquistare le macchine apposite.
Quindi per costruire il più importante componente di un PC occorre essere un'azienda (e non delle più piccole).
Così il problema è: una degli oggetti più importanti che usiamo può esistere solo se manteniamo in pista un numero sufficiente di grosse aziende.
Questo significa che la nostra civiltà potrebbe essere più 'fragile' di quanto pensiamo. E significa anche che non è banale controllare quel che usiamo (una soluzione parziale è usare CPU basate su FPGA - dipendiamo sempre da un semilavorato fatto da altri ma almeno la struttura la definiamo noi).
Ovviamente non siamo nemmeno in grado di costruirci una radio a valvole ma almeno una valvola richiede solo una pompa a vuoto e molta manualità (ci sono in giro dei bei filmati).
Detto questo va anche detto che tutto ciò non centra un fico secco con le esplorazioni spaziali e con la ricerca. Questo è un problema di 'possesso dei mezzi di produzione' molto complicato (la stessa SGS ora ST fu 'costruita' per fare i transistor necessari all' ELEA 9000 - o erro ?).
Giovanni - che non fermate la ricerca, comunque gli umani sanno farsi del male anche senza.

otello ha detto...

""Sono consapevole che si potrebbe fare di più
...
Tu sicuramente, grazie al programma di ricerca spaziale, sarai anni-luce avanti a me
...""

non so se è ironico questo pezzo, ma di solito è proprio così

anche cose piuttosto banali, che usiamo tutti i giorni, possono derivare dalla ricerca usata per missioni spaziali
i costi scendono e la tecnologia si applica anche sulle cose comuni

che sia anche solo il vetro di una finestra per una casa a basso consumo :)

così come la F1 è/era spesso banco di prova per tecnologie usate poi sull'utilitaria

il computer ad esempio, consuma ed inquina. ma se devo mandare 15 mega di testi ad attivissimo stampandoli su carta e caricandoli su un camioncino, inquino di più.

figuriamoci se devo andare fino in america, invece di usare skype :)

tomm ha detto...

a Paolo:

grazie della risposta.
Cmq per me questo "smarrimento" rimane quanto meno un buon indizio a favore della teoria del complotto

Terenzio il Troll ha detto...

Potenza dei doppi apici...

Comunque, non capisco: come vedi due thread piu' su, se gli scrivi e paghi la spedizione, la NASA ti manda a casa una copia delle pizze da 16mm girate sulla Luna.
Se paghi molto di piu', puoi avere a casa gli stessi filmati, digitalizzati, rimasterizzati e restaurati.

Che razza di senso perverso avrebbe perdersi apposta gli ampex delle trasmissioni televisive a bassa risoluzione (per non scoprire il complotto) e dare a chiunque ne faccia richiesta le riprese filmate?

O perdi tutto, o e' come non avere perso niente; il viceversa invece non e' valido.

Ad ogni modo, potresti sempre postare le TUE foto delle vacanze del 1969 e dimostrarci che non e' successo niente.
Mica sarai stato in topless, no?
E se anche fosse, non ci scandalizziamo certo per un alieno rettiloide in topless.

Superninjaz ha detto...

@ otello

[quote]
non so se è ironico questo pezzo, ma di solito è proprio così
[/quote]

"Di solito" una cippa.
Ironia a parte io ho esposto chiaramente le mie "strategie" per cercare di inquinare meno.
Dubito che anche solo una di queste non si possa (fosse potuta) realizzare senza tirare in ballo la ricerca spaziale.
Poi posso sempre essere smentito, eh!
E con smentito non intendo: "eeeh, ma senza la ricerca spaziale ci sarebbero voluti X anni in più".
Così son capaci tutti.
Adesso mi piacerebbe sapere quali fantasmagoriche strategie anti-inquinamento è (o sarebbe) in grado di mettere in campo, sempre che lo faccia veramente, il mio supponente interlocutore che derivano dalla ricerca spaziale e ALLE QUALI NON SI SAREBBE POTUTI GIUNGERE IN ALTRO MODO.

Grazie

Luca

p.s.: ne avevo dimenticato una: bevo acqua di rubinetto. ;)

ataru1976 ha detto...

Adesso mi piacerebbe sapere quali fantasmagoriche strategie anti-inquinamento è (o sarebbe) in grado di mettere in campo, sempre che lo faccia veramente, il mio supponente interlocutore che derivano dalla ricerca spaziale e ALLE QUALI NON SI SAREBBE POTUTI GIUNGERE IN ALTRO MODO.

Per rispondere alla tua domanda, basta citare tutti i satelliti che controllano quotidianamente lo stato del pianeta.
Inoltre, tutte le ricerche che vengono fatte in microgravità sono impossibili da sviluppare senza ricerca spaziale, e parliamo dello sviluppo di nuovi materiali, fisica dei fluidi e biotecnologie in genere, i cui risultati vengono sfruttati poi in tutti i campi delle moderne tecnologie, comprese quelle anti-inquinamento (ma non solo).


Certo che, leggendo certi ragionamenti, non c'è da stupirsi se alla ricerca vengono tagliati i fondi ogni anno.

Superninjaz ha detto...

@ ataru1976

[quote]
Certo che, leggendo certi ragionamenti, non c'è da stupirsi se alla ricerca vengono tagliati i fondi ogni anno.
[/quote]

Eh già, è proprio colpa di chi fa certi ragionamenti... mica di quei governi che preferiscono dirottare sempre più risorse nella spesa militare. -.-

Ridicolo.

Luca