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2009/06/04

Dopo i gigabyte di watt, le ore di miglia

Incidente aereo Air France, giornalisti allo sbando


Grazie a Marco_gu****** e a Luigi Rosa per le segnalazioni. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il giornalismo sta dando il peggio di sé nella copertura mediatica del terribile incidente dell'Airbus della Air France. Sto leggendo castronerie a badilate: pazienza per l'ELT che, secondo il Corriere, "segnala su tutte le frequenze la presenza dell'aeromobile" (se così fosse, intaserebbe l'intero spettro radio; in realtà bastano il buon senso e un giretto su Wikipedia inglese per sapere che non è affatto così).

Ma ADNkronos pubblica questa scempiaggine:


Dire che un pilota d'aereo ha alle spalle "11 mila miglia di volo" è come dire che un tassista ha alle spalle "11 chilometri di strada". Naturalmente, siccome la scemenza l'ha scritta ADNkronos, mica una gazzetta di provincia, pochi si prendono la briga di accendere il cervello e controllare se quello che stanno copiaincollando ha vagamente senso: inciampa anche Il Tempo via Sole24Ore.com.

Ma la perla più straordinaria è quella del Salvagente:


"11 mila miglia di ore"? È una nuova unità di misura, come i gigabyte di watt?

Queste sono le persone che vengono pagate per darci le notizie.

93 commenti:

Marco ha detto...

io sono uno di quelli che da notizie senza essere pagato (il mio giornale vive di volontariato), e mi piange sempre il cuore leggere queste ed altre cialtronerie. Mi pare che siamo rimasti in pochi a fare una cosetta piccola piccola: la verifica.

Francesco ha detto...

A proposito di unità di misure sbagliate ed altre castronerie mi permetto di segnalare una parodia di Voyager sui cerchi nel grano:

http://www.youtube.com/watch?v=kD0MhdTYdKI

Ciao!

Julius ha detto...

Personalmente non trovo così grave la frase "11 mila miglia di volo". Anzi, non è proprio sbagliata.
È sbagliato interpretarla come una unità di misura del tempo.

Andrea ha detto...

Julius: dall'italia al brasile ci sono circa 10000 km, 11000 miglia sono circa 17000 km non puoi dire che è una "grande esperienza di volo"

mattia ha detto...

Paolo... questi post sono fantasci!
Grazie di esistere!

Hanmar ha detto...

Tra l'altro, anche se NON ci fosse stato il comandante ai comandi ma il primo o il secondo ufficiale...

Non e' che stanno li a far la calza o per rubare il mestiere.

E' gente qualificata ESATTAMENTE come il comandante, solo con meno anzianita' di servizio.
E nemmeno in senso assoluto, ma di compagnia.

Saluti
Michele

grAz ha detto...

@Julius:

Non si riferisce all'errore di unità di misura, ma di ordine di grandezza. 11mila miglia, cioè poco meno di 20000 km (a spanne), sono ben poca cosa per un pilota di aerei. Infatti Paolo fa l'esempio del tassista che ha alle spalle "11 km di strada"...
Quindi, o il comandante volava per la seconda o terza volta in vita sua (e non credo), oppure hanno trascritto un dato palesemente sbagliato. E tutti l'hanno copiaincollato...

brain_use ha detto...

E tutti l'hanno copiaincollato...

è così che nascono le leggende metropolitane.
Fortunatamente c'è ancora chi sa fare uno+uno.

Pape ha detto...

ROTFL, quando ho letto la notizia sono sbottato a ridere. Come passeggero, ho oltre 300.000 miglia alle spalle... le "tantissime" 11.000 miglia alla fine sono un volo A/R in USA

Pape

Anonimo ha detto...

Magari volevano dire 11 mila migliaia di ore di volo (che sarebbe pure peggio...)

Comunque il fatto che il primo pilota non fosse ai comandi non mi pare poi così grave, non mi risulta che durante il volo di crociera si piloti "a mano"...
il pilota automatico che ci sta a fare?

motogio ha detto...

Ieri il Tgcom riportava la seguente notizia:
" Le Point non esclude che il fulmine abbia invece prodotto un incendio a bordo come successo nel 1998 all'aereo Swissair in volo tra New York e Ginevra"

Il volo Swissair menzionato nell'articolo era questo Volo SR111:

Come potete vedere i fulmini non erano stati la causa dell'incidente (non vengono nemmeno menzionati) ma, grazie a queste notizie, non vi auguro di volare in compagnia di persone che hanno letto l'articolo, se vi trovate nelle vicinanze di un temporale :(

Smart Null ha detto...

ROTFL! :-D
Tra i due aeroporti la distanza è di c.a 5.600,00 miglia...
Ciao! pac

CMT ha detto...

Per la serie "non ci sforziamo neanche a leggere quello che abbiamo scritto"... passi non avere le idee chiare su quanto pesino 11000 miglia sul curriculum di un pilota (anche se...), ma le "miglia di ore" sono una perla!

barbagianni ha detto...

Probabilmente la maggior parte dei lettori di questo blog già lo sa, se volete comunque avere delle fonti più attendibili sui questo gli altri incidenti aerei della storia potete consultare www.airdisaster.com.

MFH ha detto...

A me ha fatto rabbia sentir parlare di fulmini che abbattono aerei. Ha ben poco senso, l'aereo è una gabbia di Faraday, il fulmine lo attraversa, si propaga sulla superficie e sicuramente non danneggia il velivolo. (Per il danneggiamento dei motori, di cui ho anche sentito parlare, mi sembra molto poco probabile, ma non avendo bene in mente la struttura dell'aereo preferisco non esprimermi)

miqele peev agliato ha detto...

la definizione "primo pilota" già non significa nulla: A bordo c'e un comandante ed un copilota o primo ufficiale, dipende dall' anzianita di compagnia (2 striscie il copilota 3 il primo ufficiale) Nei voli lungo raggio l'equipaggio può essere rinforzato con un ulteriore copilota o primo ufficiale

m.p.a.

usa-free ha detto...

Con riferimento a questo articolo, mi chiedevo: ma la presenza di carburante incombusto in mare è una condizione sufficiente per dire che non vi è stata un'esplosione?

Vihai Varlog ha detto...

> l'aereo è una gabbia di Faraday,

Considerare l'aereo una gabbia di Faraday è una approssimazione non accettabile quando si parla di scariche atmosferiche..

Un fulmine può generare tensioni tra punti lontani della fusoliera di diverse centinaia di Volt che sono in grado di danneggiare gli impianti elettrici anche se sono protetti.

Il passaggio da danno all'impianto elettrico all'incidente è ovviamente tutto fuorché normale.

Ma quella della gabbia di Faraday è, se non una leggenda, una eccessiva approssimazione.

brain_use ha detto...

No, credo che lo sia la presenza di chiazze uniformi.

Presumo che in caso di esplosione quel che resta del carburante si disperda molto di più.

Olsen ha detto...

delle 11mila miglia me ne ero accorto anche io, avevo pure fatto un rapido conto, era come fare circa 3 volte la traversata Parigi / NY

Ne ho fatte più io, di miglia, in macchina da che ho la patente :P

Viggen ha detto...

Io sono un appassionato di aeronautica molto dilettante e le castronerie erano evidenti anche per me, in tutta questa storia: fa piacere che vengano segnalate tanto erano eclatanti.

La domanda fondamentale però è: se mi rendo conto che scrivono stupidaggini su cose che conosco, quante altre stupidaggini scriveranno ed io le assumerò per vere su cose che non conosco?

D'accordo, se vengono dei dubbi uno cerca di informarsi più approfonditamente senza rimanere alla superficie delle cose, ma essere dei tuttologi come qualcuno ama defirsi è impossibile.

Nico ha detto...

Purtroppo queste saltano agli occhi perchè la tragedia ha un "ascolto" maggiore.
Non ho mai pensato di farlo ma ho sparsi in giro nei miei archivi un sacco di castronerie aeronautiche scritte da persone che non ne sapevano assolutamente nulla e che scambiano termini per altri.

Per dire, lo sapevate che gli aerei stanno su grazie alla "portante"?

markogts ha detto...

@ Vihai, e un po' a tutti.

Questa dei fulmini l'ho approfondita un po', e come dici giustamente, la struttura dell'aereo non può approssimarsi a una gabbia di Faraday nelle condizioni tipiche di una scarica atmosferica. Sono storicamente segnalati alcuni aerei caduti per colpa di fulmini.

Perché non è una gabbia di Faraday?

-Alcune parti della carlinga DEVONO essere non conduttive (es. i radome e tutte le coperture delle antenne)
-ci sono fessure, finestrini ecc.
-Se anche l'efficacia della gabbia è del 99%, sui milioni di volt in gioco con una scarica di fulmine, anche i residui 100V possono creare grossi problemi all'elettronica di bordo. Un DC-3 forse sotto questo aspetto era più sicuro :-)

Aggiungo un dubbio sulle gabbie di Faraday che mi attanaglia: l'ascensore dove lavoro è completamente rivestito di pannelli metallici, almeno fin dove posso vedere. Eppure col cellulare ci prendo senza difficoltà. Idee?

MFH ha detto...

@Vihai: Ok, così ha già più senso, alla luce della tua spiegazione la mia è un'approssimazione un po' brutale (la classica "sfera di massa uniforme"...) e devo ammettere che non ho idea di quanto delicate possano essere alcune componenti in forti campi elettrici, anche se non dovrebbe durare più di qualche attimo.

Quello che però traspariva dai notiziari era piuttosto un fulmine che colpisce l'aereo e lo manda in pezzi. Questo è sicuramente impossibile, proprio perché l'aereo è un conduttore e le cariche rimangono limitate alla sola superficie esterna, per effetto della repulsione tra cariche uguali.

MFH ha detto...

@Markogts: una gabbia di Faraday può essere costruita anche da un semplice reticolo, non deve necessariamente essere sigillata. Anche se ci sono i buchi dei finestrini, ecc, l'effetto è sempre quello: il potenziale interno rimane costante, e le cariche si distribuiscono sulla superficie. Nel caso del reticolo però sono escluse le onde abbastanza "piccole" da passare tra i buchi.

Per quanto riguarda l'ascensore, cosa intendi con "col cellulare ci prendo senza difficoltà"? Significa che riesci a telefonare o che vedi il segnale dell'antenna? Nel primo caso direi che si tratta di pareti non sufficientemente spesse (le onde elettromagnetiche hanno la capacità di attraversare i conduttori, se non sono troppo spessi, anche se vengono smorzate abbastanza in fretta), nel secondo caso invece dovrebbe essere solo un ritardo nell'aggiornamento, il cellulare non fa una ricerca continua del segnale, altrimenti la batteria si consumerebbe molto più velocemente.

markogts ha detto...

Una gabbia di Faraday forata fa passare le onde EM sotto una certa lunghezza d'onda. Adesso, pensando a un fulmine, mi viene in mente il concetto di impulso=somma infinita di frequenze... Mi fermo qua che non è il mio campo.

Il cellulare ci prende proprio. Avevo pensato anch'io a problemi di aggiornamento, ma dopo che mi è squillato dentro, mi sono ricreduto. Lo spessore è un'ipotesi. Ho pensato anche al fatto che forse l'ascensore non è collegato a terra, e dunque sia TUTTO l'ascensore a funzionare come antenna.

Viggen ha detto...

Adesso è pure uscita una teoria circa l'eccessiva velocità dell'aereo... Mha, che l'abbia tirato giù un vigile per fargli una multa?

Paolo ha detto...

"e queste sono le persone pagate per darci le notizie"

Mi viene da ridere a leggere questa considerazione finale!!
E sto parlando di risate amare...

Lo stato del giornalismo italiano non e' al massimo splendore di questi tempi.
Tutto sommato queste sarebbero soltanto delle imprecisioni magari frutto di semplici sviste, non per questo perdonabili, ma certamente meno gravi delle informazioni volutamente distorte che ci arrivano quotidianamente dagli organi di informazione nostrani.

Lo so che e' facile buttarla in politica, ma se penso che Studio Aperto ha confezionato un servizio in cui e' stato detto che il nostro premier e' stato assolto dal processo Mills, altro che ridere...
Viene piuttosto da piangere!!

Saluti

MFH ha detto...

Aspetta Markogts, stai facendo confusione: l'onda elettromagnetica è un "semplice" campo elettromagnetico, c'è solo un trasporto di energia. Il fulmine invece trasporta cariche, l'effetto finale è ben diverso.
Inoltre l'ascensore non fluttua, è attaccato a dei cavi d'acciaio (quindi un conduttore) a terra. E anche se l'ascensore funzionasse come antenna, questo non significa nulla per la propagazione delle onde em al suo interno.
Direi che la spiegazione più logica sia che le pareti non sono abbastanza spesse, probabilmente se rimani chiuso nell'ascensore abbastanza a lungo potrai comunque notare che il segnale è visibilmente più debole rispetto all'esterno.

mastrocigliegia ha detto...

Domanda da incompetente (e un po' OT)

Non è che a danneggiare l'aereo sia la corrente e non la tensione di un fulmine?

Immagino che se un aereo viene colpito da un fulmine, questo "entri" da una parte (es un'ala) ed "esca" da un'altra (es. la coda).
La corrente di un fulmine è dell'ordine delle migliaia (e forse in qualche caso raggiunge gigabite) di ampere.
Non è che per semplice effetto Joule questa corrente possa danneggiare e magari fondere l'alluminio della fusoliera almeno nel punto di incontro?

mc

Danilo Salvadori ha detto...

OT: Chiedo scusa per l'Off Topic Paolo, ma immagino possa interessarti questo video. All'E3 di quest'anno è stato presentato un progetto estremamente interessante...
http://www.youtube.com/watch?v=KWZjb46uzbk

giovanni ha detto...

Nessuno ha ancora ipotizzato che l'aereo si sia schiantato contro il muro del suono? (I giornali e le TV sono capaci di questo e altro.)

MetalloUrlante ha detto...

ciao a tutti,
con gusto beffardo ;>) mi prendo la briga di correggere il tiro di Paolo:

in questo articolo lui segnala che "anche il sole 24 ore ha sbagliato" e questa è un'inesattezza.

il link citato (
http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDkwNjAzMTIzMzM0LnhtbCI7fQ )

si riferisce a Il tempo, un giornale laziale.

Credo che il sole 24 ore fornisca dei servizi a quotidiani regionali, come il secolo xix, giornale ligure.

saluti!

Paolo ha detto...

@giovanni
> Nessuno ha ancora ipotizzato che l'aereo si sia schiantato contro il muro del suono? (I giornali e le TV sono capaci di questo e altro.)

Direi che ci stiano arrivando... :(
http://tinyurl.com/pekjwu

otello ha detto...

beh, paolo beccati allora questa segnalazione:


Incidente Air France,Le Monde: Airbus volava "troppo lentamente"
it.reuters.com

E' inoltre fortemente probabile - sempre secondo quanto riferisce Le Monde.fr - che, a causa dell'eccessiva velocità,
ansa.it


volava troppo lento, e a causa della velocità eccessiva si è disintegrato
non fa una piega, no?

MFH ha detto...

Mah, non so quanto l'effetto Joule sia influente in questo caso. C'è da ricordare che, essendo un conduttore, le cariche si ridistribuiscono velocemente e la resistenza data non è particolarmente alta. Sicuramente una parte dell'energia del fulmine viene dissipata in calore dalla fusoliera, però stiamo parlando dell'intera superficie, non solo del punto di incontro. (Basti pensare alle lampadine ad incandescenza: il filetto si illumina interamente, non solo alle estremità)
Non nego di aver trascurato il problema (oramai sono abituato a ragionare per approssimazioni, quindi ho considerato l'aereo un conduttore ideale), però non so di quanto la temperatura possa essere innalzata.

Turz ha detto...

Grande Paolo che riesce a trovare le falle anche nel giornalismo cosiddetto "professionale".

Mi permetto di dissentire con gli altri commenti sull'ascensore come gabbia di Faraday: lo spessore *non* può essere un problema, perché le microonde (cellulare GSM o UMTS) hanno una profondità di penetrazione di pochi micron nei metalli.

Anche la messa a terra non conta se l'ascensore è completamente chiuso.

Penso che invece il problema sia nella presenza di aperture: ad esempio, siamo sicuri che non ci siano fessure di almeno 1 cm? Siamo sicuri che pavimento e soffitto dell'ascensore siano di metallo?

marcopete87 ha detto...

adesso scommetto che:
- i sciachimisti diranno "l'aereo è esploso per le sostanze tossiche trasportate". (probabile)
- i vari ambientalisti fanatisti si lamenteranno degli aerei. (poco probabile)
- i giornalisti, in assenza di informazioni, inizieranno a inventare le notizie. (certezza?)

OrboVeggente ha detto...

a me ha danno un po' fastidio gli "esperti" che in tv ESCLUDONO in modo più assoluto che un aereo di quel tipo possa cadere a causa di un fulmine.

1) dipende dal fulmine.
2) se non è uno, magari sono stati 2 fulmini.
3) quando un aereo sull'atlantico viene colpito da un piccolo fulmine, lo segnala e prosegue il volo. Quando viene colpito da DUE fulmini nello stesso "viaggio" allora deve programmare subito un atterraggio d'emergenza.
Al terzo fulmine (non nella stessa tratta, ma a distanza ravvicinata di tempo anche 15 giorni) l'aereo sta a terra e ci rimane un bel bel bel po' per controllare e testare un sacco di cose.


Dire che "un fulmine non abbatte un aereo" è come "Un sasso non distrugge un'auto".
Dipende dal sasso, cavoli!!!!
Se il sasso è delle dimensioni del monte Toc...

Da piccolo ho "ricevuto" un fulmine a un metro di distanza da me, al mare durante un temporale. Sono stato sbalzato di qualche metro indietro, sono svenuto, ho sentito un grande fischio nelle orecchie per mezz'ora dopo sveglio.
Sull'albero era rimasta una piccola chiazza scura.

Un mio amico da casa sua ha visto cadere un GROSSO fulmine che ha fatto ESPLODERE un grande vecchio albero a 30 metri di distanza dalle sue finestre.
DENTRO camera sua, DENTRO il caminetto, DENTRO le tegole del tetto sono finiti pezzi di tronco di quell'albero dai 5 ai 20 cm!!!!

Nico ha detto...

Il fulmine dal mio punto di vista ha la maggior probabilità. Sono pienamente d'accordo con orboveggente.

Paolo Attivissimo ha detto...

MetalloUrlante,

correggimi pure, per carità!

Ho sistemato l'errore, grazie della segnalazione.

Guru ha detto...

@ OrboVeggente
Purtroppo i paragoni non possono essere utili, le cose sono diverse, l'albero contiene acqua, evapora, ecc, insomma l'aereo è diverso.
Io ho studiato gli impianti di un aeromobile e un poco l'ho imparato sull'aeronautica.
Un fulmine da solo non può spiegare quello che è successo, una serie di concause in cui c'è anche lui forse. Vogliamo andare per ipotesi? una forte turbolenza può danneggiare le strutture dell'aeromobile. Il fenomeno del flutter anche.
http://ingegneria.forumcommunity.net/?t=4823049
Unisci le 2 cose, e magari una scarica elettrica e puoi avere questo:
http://en.wikipedia.org/wiki/Explosive_decompression

Ma con una certa sicurezza mi sentirei di dire che non è stata *una* sola causa.

laura ha detto...

Viggen scrive:
La domanda fondamentale però è: se mi rendo conto che scrivono stupidaggini su cose che conosco, quante altre stupidaggini scriveranno ed io le assumerò per vere su cose che non conosco?

Noto regolarmente l'approssimazione (e a volte proprio l'incongruenza) degli articoli relativi a campi che conosco, per questo diffido per principio di tutto ciò che leggo, a meno che non conosca e ritenga attendibile il giornalista per vari motivi. Ma in effetti ogni volta che incontro divulgazioni in ambiti a me vicini inorridisco nuovamente, incredula (tranne rare eccezioni).
Mi stupisco meno della cosa quando penso che l'incompetenza e la superficialità approssimativa la riscontro anche in molti "esperti del settore" ;-).

Nico ha detto...

Giusto per rendere un po' l'idea di cosa significhi..

http://www.youtube.com/watch?v=fyC_YMJmaSo

http://www.youtube.com/watch?v=Vvf7-7tzeOw

RB211 ha detto...

Spesso mi è capitato di leggere sui giornali degli articoli di cronaca relativi ad argomenti inerenti la propria competenza professionale e quasi sempre ho trovato gravi inesattezze o cavolate analoghe a questa.
Una volta, prima di internet, i giornalisti lavoravano una giornata per un articolo veloce e una settimana per un articolo complesso, avevano accesso a poche fonti che però erano abbastanza valide e infine i giornalisti avevano tutto il tempo per verificare bene quello che scrivevano.
Inoltre spesso ogni testata aveva giornalisti specializzati sull'argomento che difficilmente facevano passare cavolate.
Ora invece con la frenesia dell'informazione spicciola molti giornalisti sono diventati dei tuttologi, "tante notizie, non importa cosa, però subito", in un giorno possono realizzare più di 20 articoli complessi perché è diventato semplice trovare qualsiasi notizia, compresa la spazzatura, e copiaincollare tutto quello che "sembra" interessante.
In conclusione: leggere comunque quello che scrivono ma prima di fare qualsiasi valutazione meglio ricontrollare tutto su internet.

usa-free ha detto...

Orboveggente:

"Da piccolo ho "ricevuto" un fulmine a un metro di distanza da me, al mare durante un temporale. "

Aaaah...adesso mi spiego molte cose :D

Guru ha detto...

Adesso qualcuno avanza l'ipotesi di un chicco di grandine che a 1000 Km/h distrugge la cabina di pilotaggio.

http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=60813&sez=MONDO

Supermas ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Supermas ha detto...

A proposito della gabbia di Faraday...Ho messo il cellulare nella pentola a pressione, bordo circa 0,8cm, ho chiuso il coperchio. Non ho acceso il gas...però riuscivo a telefonare al cell...qualcosa sulle gabbie di faraday non mi è proprio chiaro chiaro...

Hanmar ha detto...

@ Supermas:
ma avevi messo l'acqua nella pentola? :D

Cmq, seriamente, la pentola a pressione ha dei "fori" di diametro notevole se paragonati alla lunghezza d'onda usata dai cellulari, quali lo sfiato di sicurezza.

Saluti
Michele

Slowly ha detto...

Orbo scusami, non ho capito che intendi dire e sono in totale disaccordo.
Non esistono fulmini piccoli o grandi, esistono i fulmini, punto.

Dovresti sapere che un fulmine colpisce un aereo (parlo dello stesso esemplare) almeno una volta all'anno. Se un fulmine può tirare giù un aereo come un 330 da solo, senza concause, allora dovrebbe venir giù un transoceanico al giorno.

No, un fulmine non può tirar giù un aereo come il 330.
Non da solo.

A parte che non capisco chi ha tirato fuori la questione del fulmine, mi chiedo: ma secondo voi sono tutti così scemi da fare un aereo (che vive in aria) che viene giù per un fulmine???

Faccio un esempio anch'io: vi si è mai smontata la macchina per una buca?
No. Alla peggio si rompe il cerchio. Ma non si smonta. E anche se sballottando continuate con un cerchio ovalizzato. Con il vantaggio che l'aereo non ha cerchi ed è neutro rispetto alla carica.

Dai su, UN fulmine. Ma per piacere.

Come giustamente menzionato invece, lo sfortunato volo degli amici svizzeri andò storto per un errato cablaggio degli utilizzatori elettrici (nella fattispecie quelli dell'intrattinimento). NOn un solo fulmine colpì lo sventurato aereo, e se anche accadde, fu totalmente irrisorio.

Slowly ha detto...

"Per dire, lo sapevate che gli aerei stanno su grazie alla "portante"?"

Bé, se è riferito nel contesto ad una "superficie", è corretto.

;)

Il volo è possibile grazie alla superficie portante alare, fissa o rotante poco importa.

federico ha detto...

dicasi lapsus... probabilmente intendeva dire 11000 ore di volo.

Slowly ha detto...

"a definizione "primo pilota" già non significa nulla: A bordo c'e un comandante ed un copilota o primo ufficiale, dipende dall' anzianita di compagnia (2 striscie il copilota 3 il primo ufficiale) Nei voli lungo raggio l'equipaggio può essere rinforzato con un ulteriore copilota o primo ufficiale"

GIà che ci sono, (lo so, stasera sono antipatico).

Le "striscie" identificano virtualmente l'esperienza. Virtualmente poiché può benissimo capitare che il copilota, volgare definizione di Primo Ufficiale, abbia anche molte ore in più del Comandante su quella macchina.
La doppia striscia è molto poco usata all'estero, si parte da tre e buonanotte.
La terza striscia identifica un Primo Ufficiale, la quarta il COmandante. La stella identifica una carriera pari a 5 anni di comando.
Il concetto di "primo" pilota non ha senso. Ha senso invece il concetto di responsabilità. Il COmandante, fatti salvi casi di Incapacitation, è responsabile della condotta dell'aeromobile. Non intesa come "pilotaggio", ma come condotta.
I comandi effettivi del velivolo possono essere nelle mani di uno qualunque dei piloti che compongono l'equipaggio di condotta, si parla di Pilot Flyng e PNT. La decisione di solito è già bella che presa: una tratta a testa, lì ci vado io e tu ti fai quello, o come gli pare.

Nei confronti dei "comandi" i piloti sono tutti uguali e egualmente addestrati.

Un primo ufficiale può anche decidere di restarlo a vita poiché non gli interessa affrontare il corso comando, e può avere 10mila ore di volo sull'80 con un comandante da 7mila.
Il Comandante ne terrà conto e gli farà piacere, ma cambia poco.

Il discorso è di Human Factor, coordinazione tra piloti, che è ben più inportante delle striscie sulla camicia.

Coilota e primo ufficiale sono la stessa cosa. Ma come detto possono essere benissimo coloro i quali stanno conducendo effettivamente il volo, sotto la supervisione del Pilot Not Flyng, che può benissimo essere appunto il Comandante.

;)

souffle ha detto...

Fulmini, chicci di grandine... ma sono fenomeni che si possono presentare a 11.000-12.000 m che più o meno dovrebbe essere la quota di crociera di un aereo così? La mia è una domanda seria, rivolta a chi (sempre che ci sia qui in mezzo) conosce la meteorologia delle alte quote. Io, sinceramente, lassù le nuvole le ho viste sempre e solo sotto di me. Qualcuno m'illumina?

OrboVeggente ha detto...

usa-free:
Orboveggente:

"Da piccolo ho "ricevuto" un fulmine a un metro di distanza da me, al mare durante un temporale. "

Aaaah...adesso mi spiego molte cose :D

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Ehm... l'incidente più grave comunque è stato quando sono caduto dal biberon con il seggiolone in bocca.

OrboVeggente ha detto...

Slowly:
Non esistono fulmini piccoli o grandi, esistono i fulmini, punto.
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Esistono diversi tipi di fulmine, e diversi tipi di intensità elettrica.
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Dovresti sapere che un fulmine colpisce un aereo (parlo dello stesso esemplare) almeno una volta all'anno. Se un fulmine può tirare giù un aereo come un 330 da solo, senza concause, allora dovrebbe venir giù un transoceanico al giorno.
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Beh... si e no. Non è tanto normale avere le tempeste di fulmini a quote elevate, però succede.
Non è nemmeno normale che lo SPOSTAMENTO D'ARIA del fulmine (non la mera carica elettrica) laceri la struttura dell'aereo o faccia saltare qualche rivetto che non dovrebbe, però succede.
Stiamo già discutendo di concause infatti, ma secondo me non è così improbabile il fulmine da solo. Dipende dal fulmine (parlo per esperienza: oltre al già narrato, ricordo nel 1985 in alto adige una signora in vetta di un monte colpita da TRE fulmini in meno di un minuto, uno all'orologio uno alla cintura e uno agli scarponi. Successo niente tranne la paura.
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No, un fulmine non può tirar giù un aereo come il 330.
Non da solo.

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Dipende dal fulmine! Comunque comprendo benissimo il tuo ragionamento, e almeno a livello statistico hai pienamente ragione: se fosse così probabile come prospetto io, ne cadrebbe uno ogni 6 ore credo...
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A parte che non capisco chi ha tirato fuori la questione del fulmine, mi chiedo: ma secondo voi sono tutti così scemi da fare un aereo (che vive in aria) che viene giù per un fulmine???
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Beh, la mia auto nel 2000 è stata "affondata" da una grandinata (vetri bucati compresi) e nel 2007 senza apparente motivo è volato via il copertone in autostrada.
Eppure è stata progettata per andare in strada, appunto, e per resistere ai fenomeni atmosferici!
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Faccio un esempio anch'io: vi si è mai smontata la macchina per una buca?
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Dipende dalla buca! Prova a percorrere ai 90 all'ora una qualsiasi grande strada di Roma, e poi rielabora il concetto! (non è solo Roma, è che là ho visto delle buche che parevano pozzi di petrolio, e tombini che avanzavano anche di 15 centimetri dal manto stradale!
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E.... un piccolo meteorite invece?

Anonimo ha detto...

@Orboveggente:
In realtà pensavo che l'incidente più grave fosse stato quando sei caduto nel pentolone (d'allumino e titanio) del solfato di bario da piccolo, cossiché l'influenza dell'NWO su di te ha avuto effetto permanente...
;)

Guru ha detto...

@ Souffle
Alle quote di volo generalmente le nuvole non arrivano, tranne i cumulonembi, cb per gli amici. In rete puoi trovare millemila informazioni sui cb.
Raggiungono quote anche di 14000 - 16000, e non so con certezza se han mai raggiunto altre quote maggiori, sono formazioni spinte da forti correnti ascensionali, e gli oceani nelle zone calde sono degli ottimi motori di queste correnti.
In pratica non è impossibile, ovviamente la struttura e la dinamica di quelle nubi a quelle quote è diversa dalle quote basse, ma di certo è caotica e presenta alti fattori di rischio nell'attraversarle.
Mi pare la quota del AF447 fosse di 12000 metri, circa, e sembra non sia insolito in quelle rotte incontrare perturbazioni pericolose che obbligano a cambi di rotta e ritardi nell'arrivo degli aerei.

I fulmini ci sono anche a quelle quote, sono fulmini tra nuvola e nuvola come trovi anche qui:
http://www.sicurinsieme.it/fulmini.asp
non sono per nulla rari, anzi! E non ci sono caratterizzazioni di fulmini in base alla potenza, se anche è ammissibile che questa vari, difficile ne è la misurazione e probabilmente le differenze sono piccole rispetto all'ordine di grandezza.

Anche la grandine è possibile, contando che il suo modo di formazione prevede nella maggior parte dei casi che i chicchi vengano spinti dall'aria a quote molto alte, spesso fino alla sommità dei cb stessi.

Per ora resta da vedere quali che siano le cause dell'incidente, e a quanto ne sappiamo per ora si possono fare solo ipotesi, per quanto plausibili o corroborate da precedenti o logica.
Ma è anche nostro dovere segnalare le castronerie che non sono sostenute da null'altro che la spasmodica voglia di certi giornalisti di scrivere.

motogio ha detto...

@Slowy

A parte che non capisco chi ha tirato fuori la questione del fulmine,


Il TGcom TGcom da una notizia del "Le Point"

"La stampa francese sta sondando diverse cause della tragedia aerea. Le Point segue l'ipotesi del fulmine indicata dal direttore generale della compagnia aerea, Pierre-Henri Gourgeon. Il fulmine avrebbe distrutto il radar rendendo l'aereo cieco. In questo modo il velivolo non avrebbe potuto evitare di entrare in un cumulo nembo, nuvola a grande espansione verticale, dentro la quale l'aereo sarebbe stato colpito dalle correnti ascendenti e discendenti e tornadi. Le Point non esclude che il fulmine abbia invece prodotto un incendio a bordo come successo nel 1998 all'aereo Swissair in volo tra New York e Ginevra."

Ps solo perché l'hai chiesto, per il resto concordo con te, anche se il post di Markogts delle 14:36 mi lascia qualche dubbio.

Orsovolante ha detto...

Masticando un po' di aeronautica mi sono sempre chiesto:
O gli incidenti aerei sono il tipo di notizia prediletta per sparare cavolate da parte dei giornalisti... oppure le sparano sempre e nelle altre materie non me ne accorgo perché non ho una conoscenza abbastanza approfondita...

Secondo voi?

Claudio Casonato ha detto...

Orso,
i giornalisti che non sparano ca..stronerie sono meno dei politici onesti.

nubia ha detto...

Confermo quanto dice Claudio.
Anche su giornali seri come Corriere e Repubblica mi e' capitato di leggere certi sfondoni che in altri settori comporterebbero la totale perdita di reputazione.
In questi casi mi piacerebbe poter scrivere all'autore, ma sempre piu' spesso i giornalisti (specie online) si trincerano dietro l'anonimato.

martinobri ha detto...

O gli incidenti aerei sono il tipo di notizia prediletta per sparare cavolate da parte dei giornalisti... oppure le sparano sempre e nelle altre materie non me ne accorgo perché non ho una conoscenza abbastanza approfondita...
Secondo voi?
-

La seconda senza dubbio. Gli unici lati negativi dell'aver studiato e dell'essere diventato competente in un certo settore del sapere sono 1) guadagni molto meno del tuo piastrellista/idraulico/elettricista/imbianchino 2)ti intristisci quando i giornali ne parlano.

Anonimo ha detto...

Tra le perle giornalistiche
ricordo un articolo di cronaca di molti anni fa comparso sul giornale locale (firmato solo con le iniziali), relativo ad un incidente durante un'escursione in grotta che coinvolse, nelle operazioni di soccorso, persone di mia conoscenza (io stesso sono stato speleologo per parecchio tempo, quindi almeno un po' di competenza ne ho per accorgermi delle cavolate raccontate da chi ne è al di fuori).
In tale articolo, dal taglio "moralista" che riconduceva la causa del fatto esclusivamente alla classicissima e sempre facile inesperienza ed imprudenza di quegli "sciagurati" (non ci si domanda mai quale sia la loro reale preparazione, né quale sia stata l'eccezionalità ed imprevedibilità dell'evento), si raggiunse l'apice con un'affermazione sensazionalistica tipo: "le operazioni di soccorso sono poi state ulteriormente ostacolate dall'essere state svolte in piena notte".
...In PIENA NOTTE? Disagi del buio NOTTURNO nelle profondità di una GROTTA?
Ah, certo, fosse capitato a mezzogiorno sarebbe stata tutt'altra cosa, magari un po' d'ombra avrebbe fatto anzi piacere!

souffle ha detto...

@Guru:
Ti ringrazio per i chiarimenti. Conosco la fisica dei cumolonembi ma non sapevo che potessero arrivare anche a 14.000 m ed oltre. Ascendenze e discendenze mi sono familiari perché sono molti anni che vado a caccia di termiche con gli alianti radiocomandati, ma le quote di volo sono per forza di cose molto più terra-terra: non più di 7-800 m con un aliante da 5-6 metri. Volando in aereo, invece, mi è capitato abbastanza spesso che i piloti facessero marcate deviazioni di rotta per evitare qualche cumulonembo che si ci si parava davanti, ma sempre volando a quote inferiori, non oltre i 7-8000 m. A meno che non sia accaduto anche durante qualche volo intercontinentale mentre dormivo...

@Orsovolante:
quando ci sono incidenti aerei la stampa generalista riesce a dare sempre il peggio di sé. Nella hit-parade degli strafalcioni direi che al primo posto potremmo mettere i "vuoti d'aria", seguiti a brevissima distanza dai flaps scambiati con gli alettoni. Al momento non me ne vengono altri, ma ce ne sono in quantità industriale. Ma un consulente no, eh? Io, di solito, quando devo scrivere di cose che non conosco bene, o delego o chiedo lumi. So' strano io?

AteaMente ha detto...

Purtroppo la cartastraccia che ci spacciano per giornale contiene vieppiù solo fiumi inutili d'inchiostro. Se si guarda alla sostanza, spesso e volentieri manca.

Vihai Varlog ha detto...

> Non è che a danneggiare l'aereo sia
> la corrente e non la tensione di
> un fulmine?

Le due cose sono collegate (non dalla legge di Ohm, troppo facile :))

Il danno da riscaldamento è fortunatamente improbabile visto che la grande superficie e conduttività della fusoliera fa in modo che la densità di corrente rimanga a valori sufficientemente contenuti.

Per quanto riguarda il cellulare in ascensore, a 900 MHz e ancor di più a 1800 MHz, bastano fessure di dimensioni modeste perché il campo si propaghi all'interno.

L'attenuazione nel metallo, invece, è molto grande e non permette il passaggio attraverso le pareti, anche se fossero sottili.

Quanto ai giornalai, l'unico vero messaggio che deve passare è che non si possono fare ipotesi, esistono dei professionisti che indagheranno, e forse si avrà una verità tra molto tempo.

Nel frattempo ci si DEVE limitare a riportare solo ed esclusivamente i fatti.

@Slowly, esistono fulmini grossi e fulmini piccoli, cambia eccome l'energia in gioco, cambia la corrente di picco, la quantità di carica e la forma dell'impulso.

@souffle, dove voli con gli alianti RC?

Spero di non averti mai dato fastidio con l'aliante non-RC :)

Ciao,

otello ha detto...

dopo un paio di giorni di notizie di questi resti, ritrovamenti e certezze / opinioni sulle cause derivate da questi pezzi ritrovati, tipo può essere esploso perchè sono sparsi...

...ecco oggi si legge:

DISASTRO AEREO: RESTI IN MARE NON SONO DELL'AIRBUS

ivan.paduano@uniroma1.it ha detto...

Senza entrare troppo nel merito, un fulmine con una serie di concause può sicuramente abbattere un aereo, da eventuali parti che entrate in contatto con l'elettricità potrebbero saltare al contatto (difficile ma possibile) con il carburante. Tuttavia anche nella peggiore delle ipotesi (a meno dell'esplosione subitanea in volo) i piloti almeno l'SOS avrebbe fatto in tempo a lanciarlo. Due anni fa il mio aereo Ryanair tornando da Parigi fu colpito da un fulmine in atterraggio a Ciampino, non successe nulla ma vi assicuro lo spavento ci fu.

dani1967 ha detto...
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dani1967 ha detto...

Dei fulmini se ne parla qui
Dove mi sembra siano dette un po' meno di castronerie, o almeno vengono bilanciate ...

markogts ha detto...

Mi pare la quota del AF447 fosse di 12000 metri, circa-

Hmmmm... Si vedeva a occhio che era molto più basso.

Gli unici lati negativi dell'aver studiato e dell'essere diventato competente in un certo settore del sapere sono 1) guadagni molto meno del tuo piastrellista/idraulico/elettricista/imbianchino 2)ti intristisci quando i giornali ne parlano.-

Ahem... Straquoto. Dunque, studiando si diventa tristi e poveri. Ora restano da stabilire i lati positivi... :'(

souffle ha detto...

@Vihai Varlog:
In pianura abitualmente volo a Fiano Romano. In pendio (raramente): Vettore, Subasio, Cucco. Non ho mai avuto problemi con gli alianti full-size. Coi para, invece, bisogna stare con cento occhi.

souffle ha detto...

Fresca fresca da Repubblica:

"....Cardoso ha poi precisato che anche la macchia d'olio estesa per circa 20 chilometri in mare non può appartenere all'aereo, "che ha una capacità massima di 50 litri per ciascun motore", una quantità minima rispetto all'estensione della chiazza."
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Quindi, se capisco bene, un A-330 ha serbatoi di carburante per una capacità complessiva di 100 litri che gli permettono di andare da Rio a Parigi no-stop?!?!
Scusate, ma vado di corsa dal concessionario che mi ha venduto la macchina. Quattro sputi in faccia non glieli leva nessuno!

Jusepé ha detto...
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Jusepé ha detto...

@Supermas & @Hnamar & @Vihai Varlog:

non vorrei dire castronerie, quindi correggetemi se sbaglio.
Ma una gabbia di Faraday funziona in regime di campi statici. Per campi oscillanti come quelli di un segnale di un telefono mobile, a mio avviso, la ricezione nella pentola non é limitata dal fatto che le onde siano assorbite nel metallo. Infatti la carica indotta (quella che rende possibile l'effetto Faraday) non é più statica, ma oscilla (se la sua velocità di re-distribuzione sulla superficie del conduttore é sufficiente a seguire il campo variabile, cosa che penso sia ragionevole assumere in un conduttore metallico) rendendo la pentola una specie di antenna. Mi sbaglio?

C. ha detto...

RaiNews24 ci ha regalato un meraviglioso " Scomparso l'Airfrance" e se ben ricordo (non trovo i video...)ha proseguito con un'altra perla del tipo "228 passeggeri sull'Airfrance". Va bene sintetizzare il concetto airbus dell'Airfrance...ma così mi pare troppo...

Barze ha detto...

Sul corriere online di oggi:

http://tinyurl.com/pbsn32

riporto il pezzo incriminato:

<<...e che la macchia d'olio estesa per circa 20 chilometri in mare non può appartenere all'aereo, «che ha una capacità massima di 50 litri per ciascun motore», una quantità minima rispetto all'estensione della chiazza.>>

50 litri per ciascun motore???
Mi pare quanto meno sospetto, non ho tempo di cercare info dettagliate sull'airbus A330 ma penso che imbarchi migliaia di litri di carburante.

ciao.

markogts ha detto...

@ Jusepe: è quello che sospetto anch'io. La gabbia di Faraday funziona perché il mare di elettroni si sposta tanto rapidamente da mantenere sempre il campo elettrico ortogonale alla superficie: appena ce ne fosse una componente parallela (alla superficie), questa spingerebbe gli elettroni a muoversi in (contro) quella direzione. Se però queste cariche oscillano continuamente perché il campo elettrico oscilla di suo, a loro volta le cariche emettono onde em e la gabbia diventa un'antenna. A quel punto penso che conti lo spessore del materiale e se è messo a terra o no. Di sicuro esistono delle gabbie di Faraday che riescono anche ad annullare i campi oscillanti. Però evidentemente la pentola a presione non ci riesce. La spiegazione di Hanmar non mi convince.

Il mistero continua...

Alberto Franchi ha detto...
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Giuliano47 ha detto...

@Barze.

In effetti si parla di macchia di olio, non di carburante.

Orsovolante ha detto...

Credo che i 50 litri per motore vadano intesi come quantità di olio lubrificante... ci sta.

Per quanto riguarda il fulmine (teoria a cui credo poco per altri motivi)..
La storia della gabbia di Faraday vale fino ad un certo punto.

Intanto la fusoliera, anche quando è metallica non è un assieme del tutto uniforme. Nei punti in cui si accoppiano i suoi componenti (es semiali con la fusoliera) la continuità elettrica non è cosi sicuro che sia garantita.Questo perché per accoppiare ad esempio una parte d'acciaio su una in alluminio devo prendere delle precauzioni per evitare corrosioni galvaniche. Quindi verniciature e prodotti antiossidanti interposti tra le parti. Per garantire comunque la conducibilità vengono realizzati dei "percorsi" lungo cui far passare le cariche elettriche fino agli appositi dissipatori. Solitamente si tratta di ponticelli fatti con trecce metalliche o bandelle di rame.
Teoricamente tra un estremità di una semiala e quella opposta mi pare non dovrebbe esserci più di un ohm di resistenza.
Ma non è solo la struttura esterna a condurre, ma anche tutti quegli impianti metallici vincolati direttamente ad essa. Ora basta che in un punto del percorso, la scarica trovi una zona di resistenza (bullone ossidato, treccia di massa rotta ecc..) perché essa si scarichi su un altro punto vicino con una scintilla.
Sugli aerei che fanno largo uso di compositi il problema è ancora più complicato.
Comunque ritengo improbabile un esplosione devastante in volo a causa di un fulmine. Personalmente ritengo più probabile l'incontro con una turbolenza molto forte. Non che l'eventuale raffica abbia di per se rotto l'aereo. Ma che ne abbia compromesso l'assetto portandolo cosi rapidamente oltre l'inviluppo.
Credo comunque che ci vorranno settimane per sapere qualche cosa di attendibile.

Dan ha detto...

A costo di ripetermi, questa è una delle ragioni per cui non guardo più il telegiornale... e passi la RAI, dove si può ipotizzare semplice incompetenza: su Mediaset ti prende anche il sospetto delle manipolazioni od omissioni fatte ad hoc.
Noto anch'io le gravi carenze dimostrate dai giornalisti quando parlano di settori che conosco bene: per dirne una, quando ci sono notizie relative a internet o ai computer, o articoli sull'ultimo film d'animazione nei cinema... c'è sempre qualche errore grossolano, o nome sbagliato, o discorso senza senso. Per un certo periodo avevo addirittura cominciato a mettere da parte i rari articoli che parlavano con proprietà e senza errori di questi argomenti. RB211 ha ragione, dove sono finite le redazioni in cui ogni giornalista aveva uno specifico campo d'azione relativo alle sue competenze, come ad esempio cronaca nera, moda, tecnologia, affari esteri eccetera?

Quanto all'aereo, in effetti è tutto un disgustorama delle ipotesi più disparate buttate lì da ogni giornalista che abbia a disposizione una tastiera per scrivere. Andava troppo veloce, potrebbe essere esploso in volo, e la depressurizzazione, e questo e quell'altro... ma come fanno a saperlo? Se e quando recupererano le scatole nere potremo sapere di preciso cos'è successo, altrimenti è inutile blaterare solo per riempire le colonne.

"Adesso qualcuno avanza l'ipotesi di un chicco di grandine che a 1000 Km/h distrugge la cabina di pilotaggio."

Se non sapessi che è impossibile, direi che qui qualcuno si è guardato un po' troppo Evangelion.

""....Cardoso ha poi precisato che anche la macchia d'olio estesa per circa 20 chilometri in mare non può appartenere all'aereo, "che ha una capacità massima di 50 litri per ciascun motore""

Ok, adesso è ufficiale: Repubblica (e i suoi giornalisti) valgono quanto carta igienica. Buono a sapersi.
Proporrei sostituzione chirurgica del cervello, o un bel controllo audiometrico...

joesc ha detto...

da ex pilota, mi imbatto in stupidaggini ogni volta che un giornalista parla di aereoplani. Dai "vuoti d'aria" al jet rimasto senza "benzina", dagli aerei che cascano per i fulmini ai passeggeri "eroi" scampati alla "mancata collisione" o al guasto a bordo. penso che per ogni settore dell'informazione ci debba essere qualcuno che, se non competente, almeno sia in grado di fare una telefonata ad un pilota per accertarsi di non scrivere stupidaggini prima di pubblicarle.

ruggio81 ha detto...

Su wikipedia si parla di una capacità complessiva dei serbatoi di 97170 Litri.

http://it.wikipedia.org/wiki/Airbus_A330

Quindi probabilmente i 50 CHILI in realta sono 50 TONNELLATE di combustibile per motore.

Hanno confuso i chili con le tonnellate. Confondere i chili con le tonnellate.... Alcune settimane fa al milionario c'era una concorrente che ha avuto difficoltà ad associare 1 quintale a 100kg: forse ha scritto lei l'articolo? :D

theDRaKKaR ha detto...

anche in questo video del corriere blaterano dei 50 litri per motore

video

chi è stato il primo? :-)

Mauro ha detto...

""....Cardoso ha poi precisato che anche la macchia d'olio estesa per circa 20 chilometri in mare non può appartenere all'aereo, "che ha una capacità massima di 50 litri per ciascun motore"

Attenzione a non fare confusione tra olio e carburante, 50 litri per motore di lubrificante anche se mi sembrano pochi sono comunque plausibili.

luigi ha detto...

» 2009-06-07 18:16
Disastro aereo: trovate parti ala, proseguono ricerche
I controlli si svolgono su di una superficie di 200mila Kmq

ANSA

Ma.....

Lampo13 ha detto...

Scusate se intervengo in modo che non vorei sembrasse "brusco", ma smettiamo di fare ipotesi o si finisce per fare come i giornalisti! Anche qui di castronerie ne sono state scritte tante...

1- In un volo di lungo raggio l'equipaggio è in genere composto (ci sono eccezioni in caso ci sia qualcuno in addestramneto) da un comandante e da uno a tre primi ufficiali.
2- Nella fase di volo di crociera, con equipaggi composti da più di due membri, ci sono dei turni di riposo e ai comandi sono sempre presenti due piloti, un comandante ed un primo ufficiale o due primi ufficiali. Gli altri sono a riposo in un "bulk" fornito di letti o su poltrone risrvate.
3- Ci sono stati dei casi, pochi, in cui si è IPOTIZZATO che la causa dell'incidente possa essere stato un fulmine.
Non mi seno di escluderli, anche se nei miei 31 anni di carriera come pilota sono stato "colpito" in volo da almeno una ventina di fulmini... senza nessuna conseguenza che fosse più che dei piccoli segni sulla vernice nel punto di "ingresso" del fulmine e della perdita di alcuni appositi "scaricatori" nel punto di "uscita.
4- In caso di un impatto con UN fulmine, si DEVE fare una segnalazione sul quaderno tecnico di bordo in modo che vengano fatti i controlli previsti ed obbligatori non appena si atterra, in un caso successivo, si ripeterà tale procedura. In più è obbligatoria la compilazione di una scheda informativa diretta all'opposito ufficio della Sicurezza Volo.
5- Senza entrare nel particolare, le spiegazioni sono molto specifiche e lunghe, un aeromobile che voli ad alte quote ed alti pesi, come in genere fanno gli aeromobili di lungo raggio, hanno una "range" di velocità ammesse molto limitato, in casi limiti si può arrivare ad una distanza di una 50ina di nodi (93 km/h)tra la lo stallo di alta e di bassa velocità.

Insomma, ancora non si sà quasi nulla, quando si avranno notizie CERTE verranno immediatamente comunicate ai piloti di tutto il mondo e alla fine delle indagini i risultati saranno resi disponibili a tutti. Non facciamo i complottisti anche qui per favore!

squalo ha detto...

quotone a Lampo13,
segnalo inoltre un articolo sul sito di Rainews24 intitolato: "Air France cambia i sensori di velocità sugli Airbus"

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=120787

ed'è proprio sui sensori(e il tubo di Pitot non è propriamente un sensore) che l'articolista sbanda:
"Servono a calcolare la pressione dell'aria che attraversano e quindi la velocità rispetto al terreno."

naturalmente il tubo di Pitot è utile per calcolare la velocità del velivolo rispetto all'aria, ma non quella rispetto al terreno, che è tutt'altra cosa.

Alb ha detto...

Le castronerie dei giornalisti, anche in campo ambientale, non mancano mai!!!
Io sono un biologo e quindi ho probabilmente occhi e orecchie più attente di altri su certi termini e vi giuro che rabbrividisco ogni volta che sento o vedo servizi che parlano delle abilità del POLIPO o dell'ultimo POLIPO gigante ritrovato!!! Quelli sono POLPI, molluschi cefalopodi!!!!!!! I POLIPI invece sono notoriamente i piccolissimi celenterati che, per esempio, costruiscono gli scheletri dei coralli: insomma tutt'altra cosa!!!
Alberto

Lampo13 ha detto...

Ogni volta che parlo con una persona che eserciti una qualsiasi professione, mi dice che per quanto riguarda il suo campo legge spesso sui giornali delle enormi castronerie; medici, avvocati, sportivi, piloti, commercialisti, insomma tutti trovano che il giornalismo italiano sia estremamente approssimativo. Mi capitò di essere invitato dal TG di TMC per commentare un tragico incidente appena accaduto alle Canarie, anni fa; la preoccupazione maggiore della redazione, ricordo che lo speaker era Tiberio Timperi, era quella di riuscire a farmi dire qualcosa di eclatante con cui sparare un titolone nella prima edizione. Naturalmente non ci riuscirono e il mio intervento fu estremamente prudente, come d'obbligo in un caso appena accaduto, e si stupirono alla mia richiesta di carte dell'aeroporto, riporti meteo etc... Insomma, non erano interessati a raccontare un fatto ma solo a ottenere share!