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2009/06/12

SMS, perché proprio 160 caratteri?

Perché 160 caratteri per un SMS?


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Vi siete mai chiesti da dove deriva il limite di 160 caratteri per un SMS? Perché proprio 160 e non 150, 200 oppure 256? Il Los Angeles Times spiega la curiosa origine di questo limite intervistando uno degli inventori dei messaggini, Friedhelm Hillebrand.

Nel 1985, Hillebrand era presidente del comitato servizi extra-fonia del Groupe Spécial Mobile, il gruppo creato dall'associazione degli operatori di posta e telecomunicazioni europei (CEPT) che all'epoca stava definendo gli standard tecnici della rete cellulare digitale che poi prese appunto il nome di GSM. L'acronimo fu poi riformulato per rappresentare le parole Global System for Mobile communications.

Uno dei compiti di Hillebrand era appunto definire, insieme ai colleghi, le caratteristiche del servizio di brevi messaggi di testo (Short Message Service, da cui SMS) previsto dallo standard della nuova generazione di telefonini (che all'epoca erano poco "ini": erano più che altro radiomobili da installare in auto o valigette da viaggio; i palmari erano più fantasia che realtà).

Fece un primo esperimento alla buona: si mise alla macchina per scrivere e batté frasi e domande a caso su un foglio, contando poi le battute di ciascuna. Erano quasi sempre meno di 160.

Era un dato importante, perché il sistema di messaggistica doveva sfruttare un canale radio secondario della rete cellulare, nel quale di solito non avviene nulla a parte qualche breve scambio di pochi bit per la gestione del traffico telefonico, e lo spazio a disposizione era sì gratuito, ma limitato, per cui la brevità era essenziale. Hillebrand e colleghi riuscirono inizialmente a far stare 128 caratteri nei formati predefiniti di questo spazio, ma 128 sembravano troppo pochi, così optarono per 160 caratteri di sette bit.

L'esperimento informale di Hillebrand fu poi confermato da un'analisi della lunghezza media dei messaggi mandati via Telex e tramite cartoline: si scoprì che nonostante in questi mezzi di comunicazione non vi fossero limitazioni tecniche di lunghezza, gli utenti tendevano comunque a comporre messaggi di meno di 160 caratteri.

Quello che non era previsto era il successo che avrebbero avuto gli SMS, pensati inizialmente come una funzione di nicchia supplementare della rete cellulare, una sorta di cercapersone evoluto per pochi professionisti, tanto che dovevano inizialmente essere gratuiti, visto che erano difficili da comporre sulla tastiera. Poi qualcuno si rese conto che far pagare per un servizio che non costa nulla è un ottimo modo per fare soldi, e il resto è storia.

14 commenti:

Fry Simpson ha detto...

Interessante! Io pensavo che avessero scelto 160 caratteri semplicemente come equivalente di 2 righe della cartella standard che se non ricordo male ha 80 colonne...

psionic ha detto...

Ma qual'e' il motivo tecnico? 160 caratteri di 7 bit non ci stanno comunque in 128 Byte, quindi ti rigiro la domanda che hai fatto tu: perche' 160 e non 150? O a questo punto 147 (che ci stanno in 128 Byte)?

Sono sicuro di aver letto il motivo (o almeno un'ipotesi) da qualche parte ma ora non ricordo

psionic ha detto...

volevo dire 146

Rodri ha detto...

E in finale rimanderei a questo illuminante articolo:

http://attivissimo.blogspot.com/
2008/02/quanto-costa-davvero-un-
sms.html

:-))

Pix ha detto...

Paolo, da quello che risulta a me, riuscirono poi a passare da 128 byte a 140 byte ottenendo i 12 byte "limando" qua e là nel protocollo di comunicazione, e poi ottennero 160 caratteri utilizzando caratteri da 7 bit.

Replicante Cattivo ha detto...

Non so se accada ancora (e non ho voglia di mettermi a controllare)ma alcuni anni fa mi pare che ci fossero dei caratteri che, nel conteggio finale, valevano doppio, probabilmente perchè sono stati aggiunti in seguito.
Uno di questi era il carattere "€", e infatti ai tempi si scherzava -amaramente- sul fatto che l'euro avesse fatto raddoppiare non solo i prezzi.

psionic ha detto...

@Replicante:

Si', piu' avanti sono stati introdotti i caratteri unicode (quindi 16 bit, o giu' di li').

Il che e' abbastanza assurdo, visto che i caratteri aggiuntivi saranno si e no una cinquantina, e un bit in piu' (o al limite due, uno per segnalare il carattere "speciale") sarabbe stato piu' che sufficiente.

Ma come ha detto Paolo, e' solo un modo per fare (ancora piu') soldi

Toyo ha detto...

Io ho studiato che il limite è 140 byte, e essendo stato scelta la codifica a 7 bit per carattere, 140x8:7=160

Leibniz Reloaded ha detto...

Mi associo al quadro osservativo-sperimentale intersoggettivo che accetta la conoscenza condivisa che il tutto derivi da un limite semi-arbitrario (poi verificato a posteriori con alcune statistiche, come ricordava giustamente Paolo) fissato a 1120 bit ovvero 140 "ottetti" sul canale di segnalazione ausiliario SDCCH, che offre una banda nominale di 8 kbps.
Le codifiche PDU possibili oggi sono cinque o sei, in effetti, anche se molte sono state aggiunte a posteriori.

Segnalerei anche uno studio sul costo medio degli SMS per i gestori (praticamente nullo...).

Infine, una pregunta: ma non si era detto che trattavasi di invenzione italiana, o comunque di un italiano ? Chi ne sa di più ?

Julien Buratto ha detto...

L'uso di 7,8 o 16 bit non è legato al voler guadagnare più soldi con gli SMS, ma semplicemente alle volontà di internazionalizzazione della rete GSM.Per poter infatti inviare un sms in cinese o in greco,si devono usare caratteri non presenti nella tabella standard degli SMS GSM 03.38 (che è più o meno identica alla tabella ASCII standard nata all'origine per i computer). Il web sta seguendo lo stesso approccio usando UTF-8 per rendere i siti leggibili da ogni computer e quindi espandere i confini delle singole nazioni anche tra i cellulari del mondo.

Se volete invece una chicca, provate a scrivere la "è" maiuscola e la "é" maiuscola dal vostro cellulare, vedrete che occupano un numero diverso di caratteri (e quindi ne avrete più o meno di liberi). Cioè è dato dal fatto che una lettera (solitamente la prima usando il T9) non è una lettera italiana, la seconda sì.

Per quanto riguarda il simbolo €, questo è stato aggiunto alla tabella dei caratteri ISO-8859-1 che si usava per i siti italiani e la nuova tabella ha preso il nome di ISO-8859-15.
Per gli SMS invece il carattere ha preso il posto di uno in una posizione "vuota" e quindi non costa di più. L'unico difetto di questo approccio è che i vecchi cellulari non sono in grado di ricevere sms con quel simbolo.

Un'altro argomento interessante sono gli "sms lunghi".
Lo sapevate che con 2 sms lunghi non avete a disposizione 160x2=320 caratteri ma meno ?
No ? Allora leggetevi questo:
http://www.thecloud.org/blog/content/view/73/1/

Ciao
Julien

Toyo ha detto...

Tra l'altro ricordo che in estremo oriente la lunghezza massima di un sms, essendo la codifica a 16 bit, è di 140x8:16=70 caratteri.

Paolo, hai postato una bufala? :D

Nick ha detto...

Ehm... che nessuno mi voglia a male, ma già che ci siamo ti segnalo un "refusino" Paolo:
SMS è l'acronimo di Short Message Service (e non System)

Non Pervenuto ha detto...

Avete mai notato che per certi caratteri sono necessari più di un "carattere di 7 bit"? Su un mio vecchio cellulare mi ricordo che succedeva, su quello che ho adesso sembra di no.

Provate anche voi...

Julien Buratto ha detto...

@Non Pervenuto: Coi nuovi telefoni, mentre stai scrivendo un sms, puoi andare nelle opzioni e modificare le impostazioni di "codifica caratteri" da "supporto ridotto" a "supporto completo" ...