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2009/06/05

Informatica riciclata, grandezza mancata

Avete recuperato un computer? Provate con uno del 1959


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il recupero è una delle forme migliori di riciclaggio, e gli informatici spesso recuperano vecchi PC per convertirli in server o firewall o altri aggeggi. Ma c'è un caso nel quale si va ben oltre il semplice recupero e ci si addentra nel mondo affascinante dell'archeologia informatica.

E' il caso del lavoro incredibile dell'Istituto Tecnico "Enrico Fermi" di Bibbiena (Arezzo), che ha recuperato un intero computer Olivetti ELEA 9003: il primo calcolatore elettronico al mondo ad essere interamente transistorizzato, classe 1959. Un bestione capace di gestire 500 megabyte di memoria di massa (non RAM) e senza monitor: tutta la comunicazione avveniva tramite telescrivente.

Non si trattava di una gigantesca curiosità da laboratorio: l'ELEA lavorò commercialmente (alla Marzotto di Valdagno, per esempio) e per gli enti pubblici (un esemplare fu donato al Ministero del Tesoro; un altro lavorò alla Banca Monte dei Paschi di Siena).

Un ricordo forte di un'epoca nella quale la tecnologia italiana era all'avanguardia e un duro termine di paragone rispetto alla situazione attuale. Quale fu il quinto paese al mondo a mettere in orbita un satellite artificiale? Il nome San Marco, classe 1964, vi dice nulla?

Quello dell'Istituto Fermi di Bibbiena è probabilmente l'unico esemplare funzionante di ELEA 9003 esistente (quello al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano è solo parzialmente conservato) e sono disponibili visite guidate. Se volete vedere le immagini di questo colosso elegantissimo (design di Ettore Sottsass) e prenotarvi per una visita, date un'occhiata al sito del progetto. Trovate altre informazioni online presso Ciaomilano.it, in questi appunti di Luigi Logrippo, che spiegano come si programmava una macchina del genere, e in questo articolo a pagamento di Giuditta Parolini.

Una chicca: nel sito dell'Istituto e su Wikipedia in italiano si dice che l'ELEA 9003 fu usato nella progettazione del missile lunare Saturno V (la frase è identica in entrambi i siti: "il 9003 della NASA fu destinato alla progettazione del Saturn V"). Lo stesso dicono altri siti, ma nessuno cita una fonte. Visto che il quarantennale del primo sbarco umano sulla Luna s'avvicina a grandi passi, ho chiesto conferme di quest'aneddoto, ma finora non ne sono arrivate. Anzi, l'istituto Fermi stesso mi ha scritto (nella persona del professor Stefano Del Furia) che non ha fonti dirette di questa notizia ma soltanto notizie "di seconda e terza mano, e per sentito dire", senza conferme ufficiali. Inoltre uno dei principali collaboratori al progetto, Franco Filippazzi, contattato al volo tramite amici comuni, non ne sa nulla.

Logrippo mi ha scritto dicendo che dubita della notizia, perché l'ELEA non aveva istruzioni floating point, la NASA aveva computer made in USA piuttosto potenti, e non c'è menzione di quest'utilizzo spaziale nei libri scritti da Piol, Bellisario e Bolognani.

La notizia sembra dunque poco plausibile, ma se qualcuno ne sa di più, mi contatti: sarebbe una bella storia da raccontare.


Italia quinta ad avere un satellite in orbita?


Nei commenti inviati dopo la pubblicazione iniziale di quest'articolo c'è un po' di discussione sull'esatta posizione dell'Italia nella cronologia satellitare. Secondo le mie ricerche, i paesi che hanno collocato in orbita terrestre un satellite artificiale a proprio nome, usando un vettore proprio o altrui, furono nell'ordine l'Unione Sovietica (Sputnik 1, 4 ottobre 1957), gli Stati Uniti (Explorer 1, 1958), il Canada (Alouette 1, 1962), il Regno Unito (Ariel 1, 1962) e l'Italia (San Marco 1, 1964).

L'Italia sarebbe dunque quinta: ma Ariel 1 fu costruito negli USA per conto del Regno Unito, per cui formalmente non è un satellite britannico. Se si tratta di valutare la competenza tecnologica raggiunta da un paese, farsi costruire un satellite all'estero non vale. Il primo satellite britannico autocostruito fu l'Ariel 3, lanciato nel 1967, tre anni dopo il San Marco 1 italiano. Secondo questo criterio, quindi, l'Italia sarebbe quarta.

59 commenti:

OrboVeggente ha detto...

Quale fu il quinto paese al mondo a mettere in orbita un satellite artificiale? Il nome San Marco, classe 1964, vi dice nulla?
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Il Vaticano!!
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Ehm... sorry eh!
Ottimo articolo, come l'onda nostalgica di retrocomputing che mi ha suscitato!

mfisk ha detto...

A puro lume di naso quel 500megabyte mi sembra fare a pugni con il 1959; anche trattando di memorie di massa.

souffle ha detto...

Commovente, direi. In quell'istituto tecnico mi sono diplomato in Elettronica industriale nel lontano 1972. L'Elea arrivò lì uno o due anni prima, ma, per quanto ricordi, nessuno di noi studenti dell'epoca lo vide mai in funzione.

souffle ha detto...

Sono andato sul sito dell'ITIS, ma a giudicare dalla velocità (ho una buona ADSL) con cui scarico le pagine, sembrerebbe proprio che l'ELEA lo stiano usando come server.

Rado il Figo ha detto...

"Una chicca: nel sito dell'Istituto e su Wikipedia in italiano si dice che l'ELEA 9003 fu usato nella progettazione del missile lunare Saturno V ("il 9003 della NASA fu destinato alla progettazione del Saturn V"). Visto che il quarantennale del primo sbarco umano sulla Luna s'avvicina a grandi passi, ho chiesto conferme di quest'aneddoto, ma finora non ne sono arrivate; anzi, l'istituto stesso mi ha scritto che non ha fonti dirette, e uno dei principali collaboratori al progetto, Franco Filippazzi, non ne sa nulla."

Ho letto bene?

Marie Quillouch ha detto...

Modestamente, vero, noi del 1959 abbiamo un tocco in più... ;))
Il primo computer che ho usato era un Olivetti M20, aveva nientepopodimeno che 20 Mega di disco fisso!!!

souffle ha detto...

@Marie:
Sei una ragazzina. Il mio è stato un Mac 512 con un drive interno per floppy da 400 Kb. Purtroppo non era mio, ma ho recuparato il successivo Mac Plus con due drive da 800 Kb e ora ce l'ho in bella mostra sulla libreria. Prima o poi lo accendo...

Marie Quillouch ha detto...

@souffle
quanti anni che nessuno mi chiamava più ragazzina! Mi hai commossa... ;)

Leibniz Reloaded ha detto...

Vado quasi completamente a memoria, ma credo ci siano altri fatti collegati degni di menzione e chiarimento:

1) Il Politecnico di Milano (sotto la lungimirante guida del professor Cassinis, credo) acquistò in USA una "CRC 102 A" che fu consegnata nel 1954, a quanto ne so. Credo quindi che questo sia stato in assoluto il primo calcolatore elettronico operativo in Italia. CRC era una società poi ricomprata da NCR, marchio tutt'ora operativo nel settore dei POS e non solo... nello stesso periodo, pochi mesi dopo, a Roma veniva installato addirittura un Mark I Ferranti (ah, nostalgia !). Chi avesse ulteriori informazioni è pregato di condividerle... :)

2) Olivetti lanciò la costruzione dell'ELEA 9003 nei laboratori di Ivrea a metà degli anni '50 (qualcuno sa esattamente quando ?), ma in parallelo collaborava anche alla costruzione del primo calcolatore a progetto interamente italiano, che mi risulta essere la Calcolatrice Elettronica Pisana (CEP) del trio Conversi-Faedo-Tiberio. Pare che fosse proprio Enrico Fermi, interpellato in proposito, a consigliare la costruzione di un calcolatore elettronico al glorioso ateneo pisano, che al momento disponeva di una cospicua somma di denaro. Anche qui, mi risulta che il progetto sia partito nel 1954, ma non dispongo di riscontri attendibili in materia (la storia circola oralmente a Pisa da sempre, in diverse varianti).

3) Non sarebbe male avere i dati tecnici di tutte queste macchine, che adottavano soluzioni per nulla scontate. Ad esempio, non tutte adottavano acriticamente l'architettura Von Neumann...

4) A proposito di riciclaggio, i Veri Programmatori non buttano via praticamente nulla - funzionante o meno che sia... :D

UomoColMegafono ha detto...

Caro Paolo, ieri mattina Dario Laruffa, autore del libro "Lo spazio tricolore - Storie di uomini che hanno visto le stelle" (Ed. UTET) ha detto, durante la presentazione del libro, che siamo stati i terzi a mandare in orbita un satellite (e non i quinti come dici tu). E probabilmente c'è scritto nel suo libro (che se già non conosci... ti segnalo).

Credo che sarà uno dei prossimi acquisti in libreria.

max1971 ha detto...

E' la prima volta che scrivo sul tuo blog ma ti seguo da anni e ti faccio i miei complimenti!
Uno dei professori che lavora al progetto ELEA è un caro amico e socio... Sono mesi che mi parla di quanto sia stato difficile farlo ripartire ed ogni foto che fà è uno spettacolo. A breve organizzerà una visita per la nostra azienda e non vedo l'ora... C'è poi da tenere in considerazione che quella del progetto era LA SECONDA macchina Elea prodotta ed assegnata al Monte dei Paschi di Siena. Praticamente è un PROTOTIPO con tante di quelle patch hardware che tenerne le fila è stato per loro un dramma. Fili che si addentrano all'interno dei rack senza sapere da che parte vanno...

max1971 ha detto...

souffle ha detto...

"Sono andato sul sito dell'ITIS, ma a giudicare dalla velocità (ho una buona ADSL) con cui scarico le pagine, sembrerebbe proprio che l'ELEA lo stiano usando come server."

Purtroppo il sito è stato preso d'assalto da tanti curiosi e non ha molta banda a disposizione. Ecco perchè è lentino ;-)
Oltre all'articolo di Paolo ne hanno parlato anche su Appunti Digitali e sul sito del CNR, che tra l'altro è andato pochi giorni fa con una troupe a fare un servizio...

UomoColMegafono ha detto...

Anche "uichipedia" dice la stessa cosa.

http://it.wikipedia.org/wiki/San_Marco_(satelliti_artificiali)

vale56 ha detto...

Da "vecchio" informatico, mi ricordo che al corso da superperito fatto all'assunzione in olivetti (1976), ci parlarono di un grande successo/fallimento di Olivetti, quello ritenuto il primo personal computer al mondo Olivetti Programma 101

ulteriori informazioni QUI

Souffle, forse tu mi batti, ma il mio primo microprocessore fu il Rockwell PPs4 un processore con "ben" 4K di ram e 4K di ROM

usa-free ha detto...

Il mio primo computer è stato un "IBM compatibile" 8086, 640k di RAM e hard disk da 20 MB.

Una cannonata, e ancora oggi è un ottimo piedistallo per statue e/o vasi di fiori :D

juhan ha detto...

Concordo con il dubbio di mfisk sui 500MB.
Poi mi è venuto un lacrimone ricordando il Prime, anzi Pr1me 550/II e il suo sistema operativo PrimOS e i suoi comandi che per un paio di decenni ho rifatto su Unix e DOS. Sigh! E poi Apollo, risigh!!
Ma questo è il passato, il presente è Ubuntu e in futuro il sistema operativo sarà completamente invisibile. Un ultimo sigh: Alan Kay.

Sembra che Rado il Figo stia riscaldando i motori contro Wikipedia, Marie Quillouch a me l'M20 non piaceva e sei sicura che avesse l'HD da 20MB, credo sia stato sostituito dall'M24.
Leibniz Reloaded (bel nick!) ho sentito anch'io storie simili, qui a Torino, purtroppo da gente che non può più confermare. E per il punto 4 c'è l'adagio del programmatore FORTRAN che riesce a scrivere in fortran usando qualsiasi linguaggio, SIGH!!!

Adriano F. ha detto...

mfisk e juhan:
I 500Mb si potevano raggiungere mettendo in serie delle unità a nastro (fino a 20 se non erro).

ilpeyote ha detto...

OT: ciao Paolo, vorrei segnalarti questa castroneria in un articolo sul sito dell'ANSA, a proposito della tragedia del 330AF.
"i serbatoi del 330 hanno una capacita' di 50lt per ciascun motore"
:S

http://tinyurl.com/qj2tnp

Cloish ha detto...

Ciao a tutti vedendo su wikipedia alla voce "Progetto San Marco" riporta..

Il progetto segnò l'inizio dell'era spaziale italiana che, con il lancio del San Marco 1 il 15 dicembre 1964, portò l'Italia ad essere la terza nazione a inviare un satellite artificiale in orbita dopo Unione Sovietica e Stati Uniti[1].

nell'articolo c'è scritto "quinto paese al mondo a mettere in orbita un satellite artificiale" non so' chi abbia ragione

Saluti Andrea

ilpeyote ha detto...

ops.. forse ho fatto le cose troppo di corsa.. probabilmente parlavano dei serbatoi dell'olio.. non del carburante :S

chiedo venia

Cloish ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
OrboVeggente ha detto...

usa-free:
Il mio primo computer è stato un "IBM compatibile" 8086, 640k di RAM e hard disk da 20 MB.
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Quisquilie, lazzi, pinzillacchere...
Posso considerare "primo pc" il mio mitico Vic20 commodore del natale 1981?
Avendo poi il genitore appassionato d'elettronica, nel 1975 mi trovai in casa uno dei primissimi videogiochi per tv, con conseguente fila chilometrica di persone fuori casa a "veder la meraviglia" hehehehe.
Ancora oggi mi appassiona da matti il retrocomputing, oltre alle récleme d'epoca che colleziono.

delfo ha detto...

Salve,
i MB disponibili per le memorie di massa erano al massimo 20 x 13 = 260.
Cioè 20 unità x 13MB a nastro.
Nell'ELEA dell'ISIS le unità a nastro erano 8

francoM ha detto...

io mi accontento di un retro-computer:
Performa 5400 Powerpc 603e da 160 Mhz che utilizzo come televisione analogica !

OrboVeggente ha detto...

io uso da 2 anni un sistema operativo che trasforma ogni pc in un retro-pc!!
Grazie MS, da parte di noi appassionati.
Ogni volta accendo il computer, è come tornare negli anni '80.

Mauro Borgarello ha detto...

Io, nel mio piccolo, ho ricilato così un "vecchio" pentium IV che rischiava di finire in discarica! ;-)

http://www.youtube.com/watch?v=6CedTwxxc8g&feature=channel_page

niente a che vedere con questi pazzi qua, chiaramente ;-)

Rado il Figo ha detto...

NO, semplicemente mi pare molto "all'italiana" la situazione del sito dell'Istituto Fermi. :-)

Mi piace l'osservazione dell'Uomo col Megafono: nell'articolo c'è scritto che la notizia è riportato in Uicchipedia e lui come commenta? "lo sapete che c'è anche in Uicchipedia"
:-)

CMT ha detto...

@OrboVeggente: che bei ricordi, anche io sono partito con i vecchi videogiochi da TV (il primo aveva pong e squash, il secondo ben otto giochi diversi incluso uno con tanto di pistola con cui sparare al puntino sullo schermo, fantascienza all'epoca), per poi passare al Vic20, ma il primo "vero" PC l'ho usato sui banchi di scuola, un Olivetti senza hard disk di sorta, col sistema operativo (DOS ovviamente) caricato da Floppy. ^__^

I 500Mb suonano strani anche a me, ma bisogna vedere di che genere di memoria stiamo parlando.

ivm ha detto...

Allora vi batto tutti. ;-)
Possiedo ancora in cantina uno dei primi apple II (non eoroplus giunto successivamente) arrivati in Italia. Lo commercializzava IRET di RE, un negozio di elettrodomestici.
L'hard disk giunse successivamente, aveva 5 MB e si usava condiviso tra vari apple e aveva un costo spropositato per le tasche del singolo utente, tanté che l'unico che ho visto in funzione realmente fu ad una fiera di elettronica a MI.
Ho ancora da qualche parte (almeno credo) il manuale originale (quello grosso e rosso) firmato da Wozniak contenente tutto il codice mnemonico del firmware.
Era un capolavoro di ottimizzazione del singolo bit.
Erano i tempi in cui i programmatori avevano la coda...
:-)

Riccardo ha detto...

@tutti

Siete tutti dei ragazzini (sob!)

Confermo la faccenda del CRC: il Prof. Cassinis (mio nonno, che invano ho tentato di emulare) spinse per l'acquisizione, che fu fisicamente effettuata dal Prof. Dadda.
Il CRC è ancora lì, in bella mostra al piano terra del Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano. Se qualcuno lo va a vedere, lo prego di osservare la ventola di raffreddamento, che è grande quasi come quella di un turbofan... già, perché il CRC era a valvole.

Personalmente, il primo calcolatore su cuì ho messo le zampe era l'Univac 1108 del Poli, seguito a ruota dal PDP8 (4 + 4 K di memoria centrale, mi pare 128 K di disco alimentato con linea privilegiata perché se si fermava si appoggiava sulle testine e si distruggeva)...

Nella mia storia c'è anche un Intel 8008 (sì, 8008, non 8080) (credo il primo arrivato in Italia), un Laben 70 (gloriosa realizzazione italiana) e diverse altre primizie.

Personalmente, il primo che ho avuto (1977, credo) era un microcalcolatore basato sull'Intel 8048 (ne avevo una piccola rete in casa, messa fuori servizio l'anno scorso!), seguito dall'inevitabile Sinclair ZX81, per approdare infine al Mac 256K che ho ancora ma che ha l'alimentatore bruciato.

Che ne dite, ho le credenziali in regola per essere considerato un archeoinformatico?

usa-free ha detto...

"Che ne dite, ho le credenziali in regola per essere considerato un archeoinformatico?"

Non lo so, le hai sicuramente per farmi un bel pò di invidia :D

usa-free ha detto...

A proposito: sto scaricando la gallery delle foto dell'ELEA da 6 ore e me ne mancano ancora 2, annamo bene! :D

ShadowRider ha detto...

Improvvisamente mi sento un neonato...il mio primo oggetto informatico è stato un Commodore C16, clone a basso costo del C64 (però aveva il case nero...vuoi mettere lo stile?!), con registratore a cassette e manuale per fare semplici programmi di grafica. Durò parecchio, poi si bruciò l'alimentatore. Poi passai direttamente al 486 DX...

Gwilbor ha detto...

Sulla questione del terzo/quinto paese a lanciare un proprio satellite... la risposta è complicata.

In effetti il terzo posto dell'Italia non sembra confermato da nessuna parte, anzi, è più probabile che l'Italia sia quarta in quanto il Canada ci ha preceduti con il lancio del satellite Alouette nel 1962.

L'Italia potrebbe ancora pretendere il terzo posto nel caso il satellite canadese non fosse in realtà canadese al 100%, ma notizie in tal senso non se ne trovano.

In entrambi i casi si tratta comunque di lanci avvenuti in USA e con razzi statunitensi. La terza nazione ad avere un accesso autonomo nello spazio fu la Francia, nel '67, col satellite Asterix lanciato dal vettore Diamant.

Quindi anche se ci si limita ai lanci avvenuti da basi "proprie" l'italia è al quarto o quinto posto, dopo URSS, USA, Francia e (forse) Canada.

Slowly ha detto...

Paolo, bellissima puntata.

RB211 ha detto...

Ma nessuno ha mai avuto un Sinclair Spectrum da 16K solo con lettore di musicassette?

Leibniz Reloaded ha detto...

@juhan: grazie per i complimenti, ogni merito è ovviamente del colossale Leibniz, un filosofo e matematico al quale ogni informatico dovrebbe guardare col tremebondo riverente rispetto che di norma riserviamo ad Alan Matison Turing, John Von Neumann, Donald Knuth, Haskell Curry, C.A.R. Hoare, Edsger Dijkstra, Hendrik Lenstra, Dana Scott, Alonso Church, "mettete qui il vostro nume logico e/o informatico preferito"...

Analogicamente: l'interesse costantemente manifestato dal grande Gregory Chaitin nei confronti di Leibniz dovrebbe essere sufficiente
a suscitare curiosità e approfondimenti.
Ma ora basta con la pubblicità pro Leibniz, non vorrei che qualcuno pensasse agli omonimi biscotti al cioccolato... :D

I filmoni dei fratelli Wachowski, invece, per me sono dei polpettoni alquanto banali - oh, de gustibus, io preferisco di gran lunga i fratelli Chudnowsky - ma almeno ho fatto un "calco" linguistico del titolo col reloaded... ;)

I miei complimenti anche al nipote di Cassinis, e ancora grazie per aver confermato questo piccolo ma importante pezzo di storia.

Arrivo a sperare che il padrone di casa voglia mettere insieme un articolo o due sui primi calcolatori attivi in Italia in quegli anni, i.e. 1955-1959.

alcor191 ha detto...

Ma nessuno ha mai avuto un Sinclair Spectrum da 16K solo con lettore di musicassette?

Io, io, io.
Beh, quasi. Il mio, comprato a Firenze, perché a Siena nessun negozio ce l'aveva (se chiedevi uno Spectrum, qualcuno ti guardava come se avessi chiesto un fantasma), in realtà aveva 48k.
Lo comprai così perché in quello a 16k non girava il simulatore di volo.

Altro che Saronni o Moser, Juve o Inter: all'epoca, mi ricordo, il mondo si divideva tra commodoriani e sinclaristi, ciascuno convinto che il suo partito fosse molto migliore dell'altro.

Ah, il mio vecchio Spectrum, ce l'ho sempre in un cassetto, insieme al suo registratore e ad un ambaradan che si collegava alla porta posteriore e che simulava un joystick: un giorno o l'altro provo a riaccenderlo.

alcor

Paolo Attivissimo ha detto...

Mfisk,

ho controllato gli appunti: i 500 megabyte erano quelli gestibili, non quelli fisicamente disponibili. Ho corretto di conseguenza.


Rado,

sì, hai letto bene. Il "Citazione necessaria" nella voce di Wikipedia l'ho aggiunto io proprio perché è senza fonte.


Ilpeyote,

credo sia riferito all'olio nei motori, non al carburante.


Leibniz Reloaded,

mi piacerebbe, ma un lavoro del genere richiederebbe una settimana almeno di studio. Non ho speranze :-(


Per la questione dei satelliti, aggiorno a breve l'articolo.

toto ha detto...

Quando sottometto job a centinaia sulla GRID mondiale mi viene da pensare che il mio capo programmava con le schede perforate. E allora penso a mio figlio, che probabilmente avrà un'interfaccia neurale...

joker ha detto...

ciao paolo!..volevo chiederti se potevi fare una ricerca sulla veridicità sulle catastrofi del famoso anno 2012.In particolare sulla tempesta magnetica solare ke si dovrebbe verificare, non capisco se è una bufala o meno. Ti ringrazio.
cordiali saluti...

Paolo Attivissimo ha detto...

Joker,

2012? Già fatto. La tempesta magnetica è una storiella inventata da incompetenti partendo da dati Nasa interpretati malissimo.

Tranquillo, non ci saranno catastrofi nel 2012 se non ce le cerchiamo da soli.

joker ha detto...

palo ti ringrazio moltissimo per la prontezza della risposta!...mi sapresti dire l'archivio cn l'eventuale ricerca se c'è ancora?
ti ringrazo nuovamente per la tua immensa disponibilità!
cordiali saluti.

joker ha detto...

comunque è scandaloso come la notizia sta spopolando come veritiera su giornali scentifici e non. Sono scandalizzato da questo genere di informazione/terrorismo psicologico, come gia credevo ke fosse.

joker ha detto...

ti ringrazio ma ho gia trovato il tuo articolo a riguardo. Ma da quel che dici tu e da quel che dice la nasa non sembrano proprio notizie campate in aria...sbaglio?...
ringrazio in anteprima per la futura risposta. Se preferisci ne parliamo via mail xkè sn curioso a riguardo, se no puoi dare informazioni a riguardo anche qua, come preferisci.
grazie mille.
cordiali saluti.

Paolo Attivissimo ha detto...

Joker,

Prova qui: parla del 2012 in generale, non della presunta tempesta magnetica.

joker ha detto...

grazie per la tempestiva risposta...
ho letto, ma ho trovato proprio il tuo articolo relativo alla tempesta magnetica attenendodi alle informazioni pubblicate dalla nasa, e anche tu hai detto che è un problema non inventato dal nulla, anzi il rischio c'è ed è reale, o sbaglio?
cordiali saluti

OperationOne ha detto...

lo ZX81 è archeoinformatica? se si, ci sono nel mezzo anch'io :D

poi Spectrum 48k, poi C64 (perchè c'era software per radioamatori), poi Mac Performa 6200 (i miei primi lavori CAD 3D... che nostalgia)... non so se è roba "vecchia", ma a me faceva veramente tanto piacere lavorarci.

Paolo Attivissimo ha detto...

Joker,

i siti menagramo sul 2012 di solito citano un articolo della Nasa del 2006 (questo) che parla di una previsione ipotetica fatta da un ricercatore, secondo la quale potrebbe esserci un picco forte di attività solare intorno al 2011 o 2012.

Ma non si tratta di un evento catastrofico: la previsione dice che potrebbe essere intenso come quello del 1958 (al quale siamo sopravvissuti egregiamente).

Potranno esserci problemi di telecomunicazione (cellulari, GPS) e delle splendide aurore boreali anche a basse latitudini, ma niente di catastrofico.

Gwilbor ha detto...

Grazie Paolo per l'approfondimento sui satelliti. A questo punto sarebbe interessante sapere quali sono le fonti di Dario Laruffa, anche se immagino si tratti di una svista, magari influenzata da articoli di giornale dell'epoca che si erano convenientemente "dimenticati" del lancio canadese. Dopotutto si sa, il Canada è proprio appiccicato agli USA quindi non conta! :-P

Sulla questione del massimo solare, da notare che le ultime previsioni si discostano sempre di più da quelle del 2006, e c'è un buon consenso sulla previsione di un ciclo solare sotto la media. Tra l'altro, adesso il massimo è previsto non più per il 2012 ma per il 2013. Maggiori info qui

juhan ha detto...

@ Leibniz Reloaded
Posso aggiungere qualche nome? Ken Thompson, Brian Kernighan, Dennis Ritchie e tutta la squadra di Unix, Linus Torvalds, Richard Stallman, Niklaus Wirth, John McCarthy, Guido van Rossum e Bill Podulska. (chi non conosce Bill --in realtà John William-- non sa quello che si è perso, sigh!).
Ma la lista potrebbe presto tendere all'infinito, si potrebbero anche aggiungere Bill Gates, Steve Wozniak (Woz) e quell'altro Steve di Apple di cui mi sfugge il nome ;-)

joker ha detto...

paolo,
grazie mille per le risposte che mi hai dato, ti ringrazio per la tua disponibilità e per il lavoro che fai per mantenere questo blog, seguo da tempo le tue indagini (se solo le facessero anche i giornalisti edato che dovrebbe essere il loro lavoro)veramente interessanti.
grazie mille
cordiali saluti.

NemoIV ha detto...

Posso segnalare che l'italia è stato il 3° paese a mettere in orbita un satellite, come ofnte vi posso citare wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/San_Marco_(satelliti_artificiali)

ovviamente ha la pecca di essere scritto da utenti che possono sbagliare. Quindi cito anche il libro del Professore Renato Barboni dell'università di Roma La Sapienza della facoltà di Ingegneria Aerospaziale.
Il libro si intitola Fondamenti di Aerospaziale edito da Scione.
Adesso lo cerco, se lo trovo scannerizzo la pagine che trattano l'argomento

Paolo Attivissimo ha detto...

NemoIV,

Wikipedia non è una fonte. Per sua stessa definizione.

Aspettiamo di vedere il libro di Barboni per conoscere la sua elencazione cronologia dei lanci.

Qquadro ha detto...

Commodore 128!
Un intreccio di fili per collegarlo alla tv del salotto con relative bestemmie di chi entrava e doveva saltare tutti i fili.
E dulcis in fundo un bel lettore di floppy, dal 5 e 1/4 ovviamente.
Al lavoro, invece, un bel po' di JCL su un ibm 380.

:)

UomoColMegafono ha detto...

@rado: mi riferivo alla storia dei satelliti citando anche wikipedia fra le "fonti" che citano l'italia come terzo paese (oltre ovviamente al libro di Laruffa).

Rado il Figo ha detto...

"Rado,

sì, hai letto bene. Il "Citazione necessaria" nella voce di Wikipedia l'ho aggiunto io proprio perché è senza fonte."

Ripeto (mi pare che non si sia compreso bene il mio pensiero): più che a Uicchipedia, a me facevano ridere le risposte ricevute dal Fermi, che presumo istituto serio ma che nell'occasione è parso veramente dare una vita ad una gag all'italiana: "gheto scrito ti 'sta roba?" "ah, mi non so gnente!"
"ma ze vera?" "la gò sentia dalla portinara de me mare che la gà sentia dal fruttarolo".

Paolo Attivissimo ha detto...

Rado,

adesso ho capito il tuo pensiero. La storia dell'informatica è piena di leggende, talvolta credute vere dagli stessi protagonisti.

Cose che capitano: l'importante è sapersi correggere quando arriva la rettifica.

delfo ha detto...

In effetti, soprattutto quanto si parla di robe che risalgono a "millemila anni fa" l'errore è sempre in agguato.
Anche per la storia dell'ELEA e la NASA le cose storie possono modificarsi in quanto, spesso, non c'è più nessun documento o persone in grado di confermarle o smentirle.
Appena abbiamo "dedotto" che la notizia non era più confermabile e/o verificabile la abbiamo cancellata.
Be serious, Be smart !!!