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2009/04/19

Liveblogging: in diretta dal raduno delle “scie chimiche”

L'articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/04/25 8:40.
Photo credit: AT = Studio Fotografico Andrea Tedeschi, per gentile concessione.

AGGIORNAMENTO POST EVENTUM: La registrazione audio della presentazione di Pattera e Marcianò è disponibile qui.



Domenica 19 aprile, 10.30 circa. Sono a Milano e grazie al fido netbook (un Acer Aspire One con 3G integrato) vi sto bloggando dalla sala dell'hotel Milton in via Butti, dove si sta tenendo un convegno dedicato, fra le altre cose, alla teoria delle cosiddette "scie chimiche". Dettagli man mano che si evolve la situazione. Se avete voglia di partecipare, l'ingresso è libero e non c'è da accreditarsi.


10:50. Sta parlando Rosario Marcianò. Ospite a sorpresa, Giorgio Pattèra.

Credit: AT.

Pubblico non molto numeroso, considerato anche che almeno una ventina sono miei amici e colleghi. È presente anche l'ormai mitico Vibravito.

Credit: AT.

Riassumo qui per sommi capi oltre tre ore di convegno. Marcianò presenta il fenomeno: sarebbe iniziato verso la metà degli anni 90, perché prima le scie non esistevano proprio, né quelle chimiche né quelle di condensa. L'umidità relativa necessaria per le scie sarebbe tassativamente maggiore del 70% (in barba agli studi di Appleman, che documentano le scie di condensa sin dagli anni Cinquanta, e di tutti i meteorologi passati e moderni).

Gli aerei consumano di più man mano che salgono di quota (sì, ha detto proprio così).

Lo scopo delle scie chimiche è distruggere le perturbazioni dissolvendo i cumuli. Ma servono anche a causare l'Alzheimer e il Parkinson tramite l'alluminio in atmosfera.


10:55. È appena crashato il PC della presentazione. Giuro che non siamo stati noi del Nuovo Ordine Mondiale. Saranno stati i Rettiliani? Saranno i "gigabyte di watt" emessi da HAARP, come ha appena detto testualmente Marcianò?

Credit: AT.

Riparte il PC. A fatica, ma riparte. Parla Pattera (foto qui sotto): sostiene anche lui che l'umidità relativa dell'aria dev'essere superiore al 70%, altrimenti le scie di condensa non si formano, e siccome è raro che l'umidità raggiunga questi valori, le scie di condensa sono rare. Ergo, si sottintende, quelle scie che vediamo sono quasi sempre chimiche.

Non avevo intenzione di interrompere, ma a questo punto Pattera invita esplicitamente il pubblico a contraddire subito eventuali dati errati fra quelli che presenta. Così alzo la mano e gli segnalo educatamente il documento di Appleman The Formation of Exhaust Condensation Trails by Jet Aircraft, che è uno dei testi di base della meteorologia sulle scie di condensazione: qui accanto ne vedete la prima pagina.

Risale agli anni Cinquanta, e già questo contraddice l'asserzione che le scie prima degli anni '90 non esistevano. Cosa ancora più importante, documenta che l'umidità relativa atmosferica può anche essere zero (perché basta l'acqua prodotta nei motori dalla combustione del carburante) e quindi la formazione di scie di condensa non è affatto rara e improbabile come asseriscono i due relatori. Ne ho copia integrale cartacea con me e la mostro, offrendola.

Il documento viene ignorato e rifiutato. Ne prendo atto e li lascio parlare. Questo è l'approccio scientifico di Marcianò e Pattera: rifiutare i dati che non si conformano alla loro tesi.

Pattera presenta un'analisi di acqua piovana: un notevole autogol, perché nelle sue analisi non c'è traccia del bario e dell'alluminio che secondo Marcianò è presente nelle scie chimiche.

Arrivano poi i filamenti misteriosi che piovono dal cielo (che naturalmente non possono, secondo gli sciachimisti, essere prodotti dai ragni migratori, come documentano da anni gli aracnologi come John Jackman, della Texas A&M University, citato qui). Con un "saggio alla fiamma", dice Pattera, da questi filamenti si ottiene un "odore caratteristico di corno bruciato" come quello della cheratina dei capelli (o la tela dei ragni, detto fra noi). Cosa debba significare non è chiaro. Secondo Pattera, i filamenti sono correlati ai passaggi degli aerei e di "oggetti volanti non identificati".

Pattera sostiene che cambiare il tempo meteorologico, come avviene in Cina o in Russia nelle grandi occasioni (Olimpiadi e simili), è uguale a cambiare il clima. Anche a questo servirebbero le scie chimiche. Ma servirebbero anche a riflettere le onde radio per le comunicazioni militari. Decisamente tuttofare, queste scie.

Un concetto nuovo: dice che le scie sospette si distinguono da quelle normali non perché sono persistenti, ma perché si allargano. Il concetto di espansione degli aeriformi gli dev'essere poco familiare.


11:45. Inizia la sessione di domande. Propongo a Marcianò il dibattito faccia a faccia. Rifiuta, perché lui con i "disinformatori" non parla.

Mostro (nelle foto qui sotto, credit AT) immagini d'epoca di scie di condensazione nella seconda guerra mondiale.

Mostro anche un'immagine tratta dagli archivi della rivista Life, datata 20 dicembre 1944 e consultabile qui: è una foto di George Silk, scattata durante la Battaglia delle Ardenne, ed è piena di scie di condensazione. Sbufala totalmente l'asserzione che prima degli anni Novanta le scie non esistevano.

Marcianò risponde che la foto tratta dagli archivi della rivista "è falsa". Dunque anche Life fa parte del Grande Complotto?

Ecco qui sotto la foto di Life, che in originale è a colori (il NWO, purtroppo, non mi ha concesso la stampante a colori per il raduno):

Ecco come la foto viene presentata sul sito della storica rivista:

E non è l'unica immagine di questo genere (ringrazio Simone Angioni, presente ahimè solo via Internet, per aver trovato queste foto e per le consulenze in tempo reale):



Spero che qualcuno nel pubblico si sia posto un paio di semplici domande: perché i relatori non hanno mostrato queste immagini? Ed è davvero credibile che vengano falsificate retroattivamente riviste di più di sessant'anni fa per fingere che le scie esistevano già allora?

Altre domande del pubblico. Alla domanda di una persona su cosa fare per contrastare questo grande avvelenamento, la risposta degli organizzatori è "la democrazia diretta". Già, perché una superorganizzazione che avvelena interi continenti con nonchalance si farebbe intimidire dalla democrazia diretta, invece di tirar fuori il Flit e sbarazzarsi di chi protesta.

Contesto appunto il fatto che parlano tanto di democrazia diretta, ma non lasciano parlare né i tecnici che ci sono in sala né coloro che hanno un'opinione diversa (che in realtà non è opinione, ma serie di fatti): bell'esempio di democrazia. Voci del pubblico rispondono che è inutile, perché i tecnici sono stati pagati. Tutti. Altre voci dei presenti chiedono però che si dia spazio anche alle obiezioni documentate di chi è scettico.

Parla un chimico fra il pubblico, ma Marcianò fa polemica sul fatto che il chimico non vuole dare il proprio nome e cognome. La domanda del chimico è tecnica (a che pro usare filamenti eccetera, quando le sostanze restano in sospensione per anni anche senza aiuto filamentoso, come documentato da episodi come le eruzioni vulcaniche?) e risulta semplicemente incomprensibile ai relatori.

A parte i dettagli tecnici, quello che conta è che emerge chiaro il rifiuto di dialogo coerente. Prevedibile, ma le riprese video fatte dai presenti documentano chiaramente l'atteggiamento degli sciachimisti.

Altre domande tecniche mettono in luce l'assurdità chimica della teoria: le sostanze emesse secondo gli sciachimisti dagli aerei non possono essere sparse in forma gassosa. Non è che lo dicono i debunker: è chimica di base, gente. È un esperimento ripetibile. Provate.


Pattera: "I ragni migratori non esistono". Allora gli entomologi sono tutti scemi?


Ricevo via blog da Simone Angioni la segnalazione che Pattera, in un suo recente rapporto, ha concluso che "i filamenti raccolti nelle diverse località del nord Italia a Novembre sono di origine animale e più precisamente presentano un comportamento molto simile a quello dimostrato dalle ragnatele che quotidianamente incontriamo, anche se rispetto a queste ultime possiedono una maggiore tenacità e una maggiore resistenza alla solubilizzazione nei reattivi specifici". Ossia l'esatto contrario di quello che lui stesso ha appena sostenuto. La tenacità differente è appunto quella del filamento più resistente rispetto alla normale ragnatela, chiamato dragline, che i ragni migratori producono per farsi trasportare dal vento. Cito questo brano a Pattera. Gelo in sala.

Ecco lo scambio (e il relativo contorno di accuse, insulti e attacchi) come lo presentano gli sciachimisti:

Cito Pattera: "Lei sarebbe evidentemente... l'unico scienziato al mondo... avrebbe una cattedra sicura, perché i ragni migratori non esistono". Quando gli chiedo se è disposto a certificare quest'affermazione, Pattera precisa: "Non certamente a 5000 metri di altezza... 7000... quello che è". È una posizione che ha ribadito anche in uno dei suoi documenti di analisi dei filamenti:
"NON SONO sicuramente la produzione (che risulterebbe a livello industriale, fra l'altro, per coprire l'estensione territoriale Vercelli-Milano/Bologna-Ferrara!) delle ghiandole serigene dei cosiddetti "ragni d'alta quota", la cui esistenza (dal punto di vista entomologico) lasciamo appannaggio delle leggende metropolitane, con buona pace del CICAP"

Una persona che si qualifica come biologo nega insomma l'esistenza di un fenomeno naturale che invece è documentatissimo e noto "sin dai tempi di Aristotele" (come segnala l'articolo Aerial Dispersal in a Known Spider Population, Eric Duffey, Journal of Animal Ecology, Vol. 25, No. 1, May, 1956, pp. 85-111; disponibile su JSTOR), citatomi da Angioni.

Basta infatti dare un'occhiata alla letteratura scientifica, e per farlo è sufficiente googlare "ballooning spider" (oltre 1.400.000 risultati) oppure consultare Wikipedia, che offre citazioni di varie pubblicazioni oltre al Journal of Arachnology: una, due, tre. O consultare Microscopy UK, che nota che Darwin li raccolse in mezzo all'Atlantico. O magari sentire un esperto, come l'aracnologo Carlo Pesarini, come ha fatto Angioni. Le specie che hanno questo comportamento sono decine: Tapinocyba praecox, Erigone dentipalpis, E. atra, Bathyphantes gracilis, Meioneta mollis, Stegodyphus dumicola, Stegodyphus mimosarum... giusto per citarne alcune. Hanno nome, cognome e pedigree, insomma: altro che "leggende metropolitane". Questo è il livello di preparazione degli "esperti" sostenitori delle scie chimiche.

E sul fatto che i ragni migratori possano raggiungere i 5000 metri, ossia 15.000 piedi circa:
To reach new locations the spider travels by a means of transportation known as "ballooning". A spiderling or spider throws out streams of silk. These threads form a sort of "flying carpet." It rises on warm currents of ascending air, and spiders and spiderlings are borne aloft and scattered far and wide. Sometimes they go as high as 14,000 to 15,000 feet and travel hundreds or even thousands of miles.
Will Barker, Winter-Sleeping Wildlife (New York: Harper and Row, Pubs., 1958), pp. 94-96, citato qui.

Ballooning spiderlings can ascend over 15,000' and have been sighted landing on ships sailing the mid-Pacific.
Intelligent Controls for Spiders.

Glick (1939), who collected airborne spiders up to 15,000 feet above the ground...
Factors Influencing The Aerial Dispersal of Spiders (Arachnida: Araneida), K.V. Yeargan, Department of Entomology, University of Kentucky, in Journal of the Kansas Entomological Society, Vol. 48, no. 3, July 1975 (immagine qui accanto, tratta da qui).

Ma Pattera nega tutto questo.

Dopo altre domande del pubblico, Pattera mostra una schermata e mi chiede se si tratta del documento che gli ho citato. Gli rispondo che a quella distanza non vedo: "I miei impianti bioplasmatici mi impediscono di vedere fin là, chiedo scusa". Pattera sostiene che ho citato un'indagine del 2002: no, il suo testo che gli ho citato è fresco di produzione e parla del 2008.

Proseguono le domande del pubblico, poi si stacca per pranzare.


Il Pranzo degli Scettici Allegri


Uno dei relatori, Paolo Franceschetti, viene a fare due chiacchiere con noi durante un'allegra pizzata in compagnia (perché siamo scettici, ma siamo scettici allegri) e si sganascia a sentire la storia dei miei presunti "impianti bioplasmatici" e le altre tesi proposte dagli sciachimisti (foto qui sotto).

Mi colpisce molto il tono astioso di una signora che credo faccia parte dell'organizzazione del convegno e che è presente nella stessa pizzeria. Ci vede ridere e si rivolge a me, seccata, dicendo più o meno "Ma voi siete proprio così sicuri di avere ragione?" e si porta via Franceschetti, come se fraternizzare con il nemico fosse proibito.

No, signora, non siamo sicuri di avere ragione: siamo sicuri che le cose che sostengono gli sciachimisti non hanno senso. È diverso. Noi abbiamo dalla nostra duecento anni di chimica, gli esperti dei settori toccati dalle asserzioni sciachimiste, e montagne di documentazione. Voi avete soltanto aria fritta. Per cui ci ridiamo sopra.

Venirvi a sentire, vedervi così seri, compresi e infervorati per la catastrofe imminente (che però non arriva mai), è un passatempo, non è una lotta. Di tutte le teorie strampalate che ci sono in giro, quella delle scie chimiche è la più demenziale, con i suoi milioni di ipotetici partecipanti al complotto, e quindi è anche la più divertente. E noi ci divertiamo. Se nel divertirci riusciamo anche ad evitare che qualcuno si faccia rovinare la vita dalle vostre paranoie, tanto meglio.


Seconda parte: i nanocosi e gli "insetti chimera"


14:35. Rientriamo a sentire il proseguimento del discorso di Marcianò. Ci perdiamo il primo pezzo per qualche foto di gruppo, anche per ricordare una giornata in cui molti di noi finalmente si sono visti di persona per la prima volta.

The Happy Skeptic Society. Credit: AT.

Entriamo in sala tutti con in testa il cappellino della CIA (a fine articolo trovate un paio di video). Visto che rifiutano il dialogo, l'ironia di un'obiezione silenziosa è l'unico approccio possibile: una risata vi seppellirà, direbbe qualcuno. Potete intuire le espressioni dei presenti.

Credit: AT.


Simply irresistible. Credit: AT.

Prima che qualcuno obietti che una silenziosa goliardata come questa è poco seria, provocatoria e fuori luogo, suggerisco di vedere il trattamento riservato a noi dagli organizzatori ancor prima del convegno (immagine qui accanto). E saremmo noi quelli poco seri?

Finora nulla di nuovo: Marcianò sta soltanto presentando immagini satellitari che secondo lui mostrano scie chimiche. La sala mi sembra più piena di stamattina. Marcianò non spiega la cosa fondamentale, come mi fa notare uno degli amici presenti: ma a che diavolo serve, ai militari, prendersela con i cumuli e distruggerli? Cos'avranno fatto i cumuli, poveretti, per meritarsi l'ira del Nuovo Ordine Mondiale?

Marcianò sostiene che i tecnici delle radiosonde (che vengono lanciate periodicamente in aria con piccoli palloni per rilevare le condizioni meteorologiche in quota) hanno iniziato ad alterare i dati pubblici da quando lui ha iniziato a studiare il fenomeno. Il mondo gli ruota intorno, insomma.

La gente, dice, viene obbligata a "chiudere i finestrini" degli aerei di linea per non vedere fuori l'irrorazione in corso (dove ci starà, tutta la roba chimica, se l'aereo è pieno di passeggeri?).

Cita "150 scienziati" (o 650, devo riascoltare la registrazione) che non sposano l'idea dell'effetto serra. Curioso come gli scienziati siano perfettamente affidabili quando fa comodo alla tesi preconcetta, ma siano tutti venduti quando dicono qualunque cosa contraria alla tesi stessa.

Clamoroso: ripete il "gigabyte di watt" emessi da HAARP. Ma allora non è un lapsus.

Adesso anche le scie evanescenti, non solo quelle persistenti, sono chimiche.

Cita il meteorologo Gunther Tiersch come testimone autenticatore delle scie chimiche: peccato che Marcianò traduca "scie chimiche" quando in realtà Tiersch parla di "linee a forma di serpente probabilmente diffuse nel pomeriggio a circa 5-6 km di quota sul Mare del Nord da un paio di aerei, aerei militari, e non hanno niente a che vedere col tempo". Si tratta infatti di chaff (un prodotto antiradar in uso da decenni, che ha la particolarità appunto di creare falsi echi radar che sembrano enormi nuvole sugli schermi dei radaristi). Non solo si ignorano concetti aeronautici militari di base, ma siamo di fronte alla falsificazione della traduzione.

Marcianò sostiene che Tiersch è stato silurato per aver ammesso l'esistenza delle scie chimiche. Ma basta una ricerca in tempo reale su Google per vedere che in realtà è ancora in servizio come meteorologo, sempre alla TV tedesca ZDF, come si può leggere qui e vedere qui sotto.

Viene proiettato un filmato che presenta l'accordo Italia-USA per "manipolazione di ecosistemi terrestri". Ma non viene detto che l'accordo parla di esperimenti su piccoli appezzamenti di terreno, non di cambiamento del clima planetario.

Interviene dal pubblico Franco Scarpa, militare. Dice che non tutto quello che viene fatto dai militari viene divulgato. Ma che novità. Tiene quasi una conferenza personale, e gli organizzatori lo lasciano parlare (ben diversamente da quello che fanno con le varie persone che osano fare obiezioni alle tesi presentate). Il raduno diventa sempre più curioso: un militare viene in sala e viene osannato. Ma i militari non erano tutti cattivi e costretti al silenzio? E se questo militare è al corrente di terribili segreti, perché continua a fare il militare?

Marcianò sostiene che a bordo degli aerei ci sono motori elettrici che emettono gas di scarico e fanno quindi scie. Giuro. Si riferisce alle APU (Auxiliary Power Unit), che sono sì motori ausiliari, ma mica elettrici: sono a turbina.

Racconta che sopra casa sua passa continuamente sempre lo stesso aereo che rilascia scie misteriose a bassa quota. E ci sono addirittura due tipi diversi di aerei chimici: prima passano quelli di un tipo, che "ripulisce" il cielo, poi arriva il secondo che spruzza. Curiosamente, nonostante Marcianò disponga di una telecamera con uno zoom da 40x, le sue immagini degli aerei "a bassa quota" sono sgranatissime e gli aerei sono piccini piccini.

I controllori di volo "hanno una cognizione esatta" di quello che sta succedendo, dice, ma negli aeroporti ci sono aerei che, a suo dire illegalmente, sono senza insegne e senza identificazione. Dunque i controllori sono omertosi complici, presumo. E con loro l'ENAV, i militari italiani, la NATO, i chimici di tutto il mondo, i geologi, i giornalisti delle reti televisive... si fa prima a elencare chi non fa parte del complotto.

"Le scie di condensazione sono un fenomeno raro, rarissimo" che non supera il 3%, dice sempre Marcianò.

Poi fa sentire una registrazione interminabile di una telefonata all'aeroporto Fellini in cui una voce alterata digitalmente lamenta sorvoli di aerei e riceve risposta da una persona imprecisata che parla di aerei scuola o simile. Chi sia questa persona, con che qualifica e con che competenza risponda, non è detto. Ma questa, per lui, è una prova schiacciante.

Marcianò sostiene che ci sono alcuni controllori di volo che hanno confermato le sue tesi, ma non fa nomi. "Questi controllori di volo confermano tutto, ma non possono parlare". Se la prende con Voyager perché per l'80% la trasmissione è stata gestita dall'ENAV e dai militari.

La Russa, dice Marcianò, "mente sapendo di mentire" (testuale) negando l'esistenza di un accordo Italia-USA sulle "sperimentazioni climatiche". Accuse pesantissime. "Quando qualcuno ha la coda di paglia, fa sparire i documenti", aggiunge.


15:40. Si passa alle conseguenze (asserite) delle scie chimiche. Marcianò parla di metalli elettroconduttivi trasportati dai polimeri emessi sotto forma di scia chimica. All'alba le scie sono a est, poi si spostano, perché i polimeri si orientano elettricamente se sottoposti a luce ultravioletta, e vengono integrati con nanopolimeri. Tutto questo funge da vettore per "nanostrutture intelligenti" e la "polvere intelligente". "Questa non è fantasia, è realtà", precisa Marcianò.

Dice che già nel 2003 i militari USA riuscivano a introdurre nanosensori nei corpi dei nemici per poterne monitorare gli spostamenti in Afghanistan e in Iraq. Lo stesso sistema, dice, viene usato per controllare la popolazione civile anche in Occidente "attraverso la dispersione di nanosensori". Ma allora lui come fa a essere immune? Se c'è questa fortissima congiura del silenzio, come mai lui è ancora libero di parlare? Sarà mica in realtà in combutta con i militari USA per screditare il movimento?


15:50. Arriva, finalmente, il Morbo di Morgellons. Siamo in chiusura, gli organizzatori gli hanno già detto che il tempo è scaduto, ma Marcianò non molla. I "nanosensori sono ovunque, nel cibo, nell'acqua, ognuno di noi ne ha respirato a iosa". Ci sarebbero 2500-3500 casi al giorno di Morgellons solo negli Stati Uniti (vale a dire circa un milione di casi l'anno: un'epidemia biblica, una strage, chissà come mai non ce ne siamo ancora accorti). Le nanosonde (o nanosensori che dir si voglia, tanto ormai siamo alla fiera delle parole in libertà) replicano RNA e DNA e creano "insetti chimera" che emergono dalle ferite dei malati.

Come contrastare tutto questo? Eliminare i metalli delle scie chimiche si può tramite i metodi di un medico giapponese (il cui nome non viene detto), che usa l'alga spirulina per purgare i metalli dall'organismo, dice Marcianò. Anche l'Agrobacterium presente negli OGM serve da vettore del Morgellons. Avete capito? Tutto questo supercomplotto planetario che coinvolge i militari di ogni paese (tranne la Bolivia, ha precisato Marcianò a inizio conferenza) e va avanti da più di un decennio con centinaia di voli giornalieri e milioni di tonnellate di robaccia spruzzata si può fregare con la spirulina che si compra in farmacia. Geniale.


15:55. Fine conferenza. Applauso del pubblico.

Applausi. Credit: AT.

Il convegno va avanti, dopo una pausa, con massoneria e signoraggio, argomenti che riempiono maggiormente la sala ma che non c'è tempo di affrontare ora. L'indigestione di antiscienza è stata già pesante così. Io e gli amici ci fermiamo per la durata della pausa a discutere con i presenti. Alcuni sono aperti e hanno dubbi legittimi che derivano dalla non conoscenza dell'aeronautica e della meteorologia. Altri sono convinti di sapere tutto e non gradiscono affrontare la realtà tecnica dei fatti.

Discussione post-relazione. Credit: AT.

C'è un mio faccia a faccia animato con Marcianò, di cui potete vedere qualche eloquente spezzone più sotto. Gli viene consegnato il Perlone di Perle Complottiste e chiesta una foto con il cappellino della CIA.

Il certificato del Perlone. Credit: AT.


Rosario Marcianò. Credit: AT.


18:50. Sono rientrato adesso al Maniero Digitale dopo un'altra allegra chiacchierata con gli amici che erano al raduno. Aggiungerò dettagli man mano che rivedo le riprese, ma volevo chiudere per ora con una riflessione generale sul convegno: che vita interiore grama devono avere quelli che credono a queste immaginarie catastrofi annunciate. Sapere (o credere di sapere) che c'è un piano segreto con migliaia di cospiratori che avvelenano la popolazione al ritmo di 2500 persone al giorno, e che non c'è nulla da fare perché i cospiratori sono decine di migliaia, sono ovunque e sono potentissimi, dev'essere deprimente fino alla disperazione.

Forse è per questo che sono volati insulti nei confronti miei e di altri che osavano proporre dati che smentivano le tesi sciachimiste. Non ci odiano per quello che diciamo. Ci invidiano perché siamo allegri e abbiamo una vita, mentre loro hanno soltanto menagrame profezie di morte. Che tristezza.


Post Eventum


Un utente del forum di sciechimiche.org ha pubblicato un resoconto che (per chi ne dubitasse) conferma le mie descrizioni dell'affluenza di pubblico, degli strafalcioni di Marcianò, e di altri episodi del convegno.

Ecco due video della pacifica incursione silenziosa con i cappellini CIA, seguita dalle parole di Marcianò nei miei confronti, che tolgono ogni speranza a coloro che, in buona fede, pensavano di poter organizzare un dibattito. Grazie a ilpeyote per lo splendido video realizzato a tempo di record:

Nota: il video de ilpeyote non è più disponibile a causa di lamentele infondate dei soliti noti, che molto democraticamente cercano di tappare la bocca a chiunque sveli le loro bugie, inventandosi inesistenti violazioni di copyright e/o della privacy (come documentato più dettagliatamente qui). Fatica censoria inutile data la facilità con cui si possono ricaricare i video:

Ed ecco un paio di foto del faccia a faccia fra me e Marcianò a fine conferenza, quando gli ho mostrato la schermata del sito della ZDF che documenta che Tiersch non è affatto stato silurato come ha detto lui:

Credit: m.agno*****


Credit: AT.

Guardate questo video della discussione, in cui manda via in malo modo una persona che ha osato chiedergli conto dei video in cui dice di mostrare aerei che fanno scie sotto le nuvole quando in realtà si vede bene che stanno sopra. Ecco all'opera la cordialità e la tolleranza degli sciachimisti:

Poi Marcianò si rivolge a me, dicendo che gli unici interlocutori che accetta sono il "colonnello Costante De Simone" e il "maggiore Guido Guidi". Non è dato sapere perché.


2009/04/23 - Altre chicche dal convegno di Milano


Ho messo all'asta su eBay il cappellino indossato da Marcianò: il ricavato andrà interamente in beneficenza per AMREF e RAWA. Il relatore Paolo Franceschetti scherzosamente teorizza una verità inconfessabile: gli sciachimisti sono in combutta con la CIA e con me per fare depistaggio e farsi pubblicità.

Ecco la consegna del Perlone a Marcianò e l'immortale esclamazione di Franceschetti al destinatario dell'ambito riconoscimento: "Basta dire ca**ate!":

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