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2009/04/14

Marilyn Chambers, 1952-2009: come cambia il costume

È morta Marilyn Chambers, pornostar e fenomeno di costume


Non mi capita spesso di segnalare la dipartita di attori o attrici porno, ma in questo caso faccio un'eccezione.

Il caso di Marilyn Chambers, morta l'altroieri a soli 56 anni, è l'occasione per segnalare una curiosa leggenda metropolitana autentica e per confrontare i costumi e le paranoie politically correct di oggi con la cultura degli anni Settanta, che molti internauti non hanno vissuto, e chiedersi se abbiamo fatto passi avanti o se siamo regrediti sotto la spinta di un nuovo puritanesimo digitalizzato, oggi che la Disney si sente obbligata a ridurre digitalmente il seno coperto di Lindsay Lohan ma non si fa scrupoli con le scene di violenza o di terrore e Facebook censura le areole delle mamme che allattano.

Per tutelare le anime sensibili, l'articolo è sul Disinformatico Not Safe For Work qui. Non ci sono immagini osé, ma l'argomento potrebbe non essere adatto a tutte le situazioni.

25 commenti:

Andrea Sacchini ha detto...

Marilyn Chambers? Mmh... mai sentita.

Vado subito su youporn a vedere se era brava... :-)

Anonimo ha detto...

non sono un esperto di pornografia per cui non mi stupisce più di tanto il fatto di sapere chi sia...

comunque non siamo lontani dall'Inghilterra puritana in cui si vestivano per fino le gambe delle poltrone (perchè sennò eran nude)
e comunque il puritanesimo non impedisce che certe cose vengano fatte nel bene e nel male...

anzi se un "fenomeno" esiste è bene esserne consapevoli per potere educare al meglio i propri figli, fare finta che non esiste e coprirsi gli occhi non risolve il problema...

purtroppo è prassi comune nella nostra società, ignorare quello che ci dà fastidio o tutto ciò che è diverso...
non si cerca di risolvere il problema, si fa finta che non esista e si passa avanti...

puffolottiaccident ha detto...

"Problema"??

Sinceramente credo poco alle leggende sulle povere ragazzine cloroformizzate a tradimento nei parcheggi dei supermercati mentre la loro mamma guarda altrove perchè sta caricando la spesa in macchina.

Anonimo ha detto...

@puffolottiaccident

il mio discorso era a carattere più generale, ovvero che la società moderna tende ad ignorare qualsiasi cosa sia diversa o fastidiosa, da chi si droga, ai barboni etc...

tende più che a risolvere un problema ad ignorarlo, come se l'emarginazione fosse una soluzione...

Elle ha detto...

@Guido
Dissento pacatamente. :)
Drogati, barboni, prostitute ed in genere la parte umana che si può contrassegnare con diciture tipo "carne da macello", "avanzo di..." non è costituita da elementi "ignorati"; per la maggior parte sono individui che "portano pena": sono prodotti dalla società e, ti sembrerà strano, la società ha bisogno della loro esistenza.
Non è un discorso semplice, non c'è un'unica spiegazione, ma di sicuro queste non sono persone ignorate....anzi.
:)

Anonimo ha detto...

@elle
portano pena
ma si fa qualcosa per risolvere il problema? Alla radice intendo.
Si cerca di capire quali siano le cause che portano una persona a drogarsi oppure a vivere per strada? La soluzione non è dare un pasto caldo, o portare una coperta, la soluzione sarebbe capire perchè sono finiti lì

cito l'esempio di un "barbone" (inteso come colui che vive per strada) che pur lavorando non poteva pagarsi una casa, perchè doveva pagare gli alimenti alla moglie, e la parte di stipendio che gli rimaneva gli bastava appena per vivere
tanto per citarne uno...

e gli altri?

Elle ha detto...

@Guido
Non si può.
Nel momento stesso in cui si forma una società, qualunque essa sia, deve necessariamente formarsi un ceto composto da individui "sporchi", "smidollati", "peccatori", "che sbagliano sempre", "da cui non può mai venire niente di buono", "fatti male", su cui riversare tutte le colpe della società stessa.
Un tempo erano i lebbrosi, i poveri, i pubblicani e le prostitute; oggi sono i malati di HIV, i drogati, i barboni e, a seconda della cultura, i neri, gli zingari ecc.
Ripeto, il problema non è così semplice ma sicuramente non si fa abbastanza per risolverlo.....perchè in realtà NON lo si vuole risolvere.
Specie oggi, con quest'ansia che ha molta gente di trovare un "nemico" a tutti i costi.

Rado il Figo ha detto...

"la Disney si sente obbligata a ridurre digitalmente il seno coperto di Lindsay Lohan ma non si fa scrupoli con le scene di violenza".

Uh? Esempio di scene di violenza disneyana?

Paolo Attivissimo ha detto...

Rado,

La fucilata alla mamma di Bambi credo sia rimasta impressa nelle memorie d'infanzia di tanti.

In tempi più recenti, la morte di Mufasa nel Re Leone. Sempre nel Re Leone, Scar sbranato dalle sue iene (guarda le ombre, quello è la sua gola che viene strappata?). Ursula impalata dal veliero ne La Sirenetta. Syndrome risucchiato dal motore d'aereo negli Incredibili.

Elle ha detto...

@Attivissimo:
aggiungerei Cenerentola che viene aggredita fisicamente dalle sorellastre, il gatto Lucifero che cade dalla finestra sempre in Cenerentola; l'ombra nera di Topolino prende ad accettate la scopa incantata (su uno sfondo che pian piano diventa rosso) in Fantasia, il diavolo che gioca con le anime dei defunti ed il dinosauro che muore azzannato sempre in Fantasia.
Alla Disney sono sempre stati abili nel rendere "soft" le scene più dure, nel farle "passare", però non le hanno mai evitate..sono li.
Credevo di essere l'unica a pensarla così.

mogio ha detto...

@ Elle

Alla Disney sono sempre stati abili nel rendere "soft" le scene più dure,Come padre di due bambini piccoli censuro sempre le scene più forti, o cerco almeno di edulclorarle, perchè non le trovo proprio "soft".

Preferisco quando guardano Tom e Jerry, sono più violenti ma li si rendono conto che è una violenza finta, nei film della Disney c'è n'è di meno, ma è molto più reale, li i personaggi muoiono sul serio.

Rado il Figo ha detto...

MI cospargo il capo di cenere, Paolo, di fronte all'evidenzia della mia totale distrazione. Anche se:
- vidi Bambi da piccino al cinema e la scena della morte della madre non mi fece alcuna impressione
- viceversa con Fantasia scappai urlante e piangente dalla sala, spaventato dalla scena del diavolo. Lì, però, l'errore era che Fantasia non era un film a cartoni animati per bambini
- ho visto gli altri film citati in età adulta (tranne la Sirenetta, mai vista), per cui la mia sensibilità era parecchio cambiata nel frattempo

Su "GLi Incredibili" devo però dire che una cosa mi era rimasta comunque impressa, considerando il tono scanzonato e che era chiaramente mirato ad un pubblico di bambini: non tanto i morti presenti, che comunque un qualche "disturbo" mi creano ancora in un cartone animato, quanto il fatto che ad uccidere qualche cattivo siano stati i due super-figli (o almeno il più piccolo). Insomma vedere un frugoletto delle elementari che causa volontariamente la morte di un altra persona, dovrebbe creare qualche serio ripensamento sull'opportunità di tali scene.

Anonimo ha detto...

@elle
Baden Powell diceva che in ogni individuo c'è come minimo il 5% di buono.
A prescindere da quello che la società considera giusto o sbagliato, mi rifiuto di pensare a un drogato o un barbone come ad una persona "da buttare via"

quale che siano le sue scelte rimane sempre un essere umano

ognuno di noi fa' degli sbagli, l'importante è accorgersene ed imparare da essi

Anonimo ha detto...

Se senti che la nostra società stia cercando dei "nemici" comuni, i famosi capri espiatori, sui quali riversare pietà o odio, stiamo tornando al nazismo, anzi al medioevo, se consideriamo anche l'oscurantismo antiscientifico che Straker e Co. propugnano...

Anonimo ha detto...

Eppure un comune nemico da sterminare ci sarebbe ...
E' l'ignoranza che si combatte cal sapere e la ricerca, anche quando sembra solo una spesa.
Pensate a tutto quello che ci è venuto dalla 'corsa allo spazio' o dai laboratori di ricerca sul nucleare ...

N

L'economa domestica ha detto...

Mi ricordo le polemiche quando ne "La Bella e la Bestia" fecero morire Gaston, penso che sia l'unico essere umano morto in un cartone della Disney (in quel cartone erano anche evidenziati i seni delle sue tre spasimanti, con ulteriori storie...).

Rado il Figo ha detto...

Spiace deluderti, ma forse non hai mai visto Atlantis (credo il cartone Disney col maggior numero di morti presente, circa duecento).

Poi, appunto, Gli Incredibili.

L'economa domestica ha detto...

Atlantis mi manca! Devo vederlo o me lo sconsigli? L'ultimo film Disney che mi è piaciuto è stato "Lilo & Stitch" (genitori morti fuori scena).

Rado il Figo ha detto...

A titolo personale, Atlantis rientra nei "filmetti": ovvero si possono come no, o meglio lo vedi e dopo un po' te lo dimentichi anche.

Al di là della tecnica, ormai le storie non (mi) attraggono più di tanto.

Comunque l'ho tirato fuori perché lì vi sono almeno duecento morti, gran parte dei quali in effetti intuiti (ad esempio, quando esplodono i sottomarini e nessuno sopravvive). Certo, non si vede mai uno, che ne so, sparare ad un altro o colpire con una spada, per intenderci.

Sugli Incredibili vedi quanto sopra: le scene dove un pargoletto delle elementari di fatto uccide un uomo non è che le abbia capite molto.

Anonimo ha detto...

L'ultimo film della Disney che abbia visto è stato il Re Leone
gli altri non mi ispiravano proprio... poco spessore... :)

molto meglio 1941 allarme a hollywood ;)

puffolottiaccident ha detto...

Se mi si chiedesse di indicare il film più violento che mi viene in mente nominerei, a torto o a ragione, "The truman show" con Jim carrey.

E in quel film mi pare di ricordare che nessuno produce il benchè minimo danno fisico a chiunque altro.

Dan ha detto...

Personalmente ritengo che se la morte è funzionale alla storia, puoi far vedere morire chi o cosa vuoi. Il bambino non si spaventa davanti al concetto di morte (ci facciamo più problemi noi di loro), si spaventa se ovviamente è un po' troppo truculenta. Alla Disney cercano sempre di evitare morti troppo "graficamente esplicite" senza cioè troppi particolari (il più delle volte anche esagerando in quello) quindi i loro film sono a posto. Mentre chi si lamenta sono i soliti rompiscatole che vorrebbero solo Barbapapà e Puffi perchè "i loro bambini" non siano corrotti dagli orribili film violenti di cinema e TV... gente senza tanto contatto con la realtà e troppo tempo da perdere, un po' come il MOIGE per intendersi.
Invece ho trovato particolarmente piacevole da questo punto di vista "Gli Incredibili" proprio perchè mostravano cattivi vari (e non) che morivano, senza tentare di nasconderlo ma nemmeno indulgere sul sanguinolento; un po' come la Disney insomma, ma più onesti con lo spettatore.

Bambi l'ho visto quando ero piccolo, così come Biancaneve e altri, ma non sono rimasto traumatizzato come dicono tanti; per quanto riguarda Fantasia l'errore di molti genitori fu quello di pensare "è Disney, quindi film da bambini" senza rendersi conto che era molto di più, e rimanendo inevitabilmente spiazzati e delusi (un po' come quelli che andarono a vedere "Heavy Metal"..)
Tale giustificazione non vale per quelli che andarono a vederne la versione restaurata parecchi anni dopo: io ragazzo ovviamente non rimasi terrorizzato da diavoli o che, anzi; fui solo leggermente infastidito dalla famigliola dietro di me, il cui bambino, più o meno di cinque/sei anni, ovviamente chiedeva ogni due secondi "quello chi è?", "quelli cosa fanno?" (finchè approfittando dell'intervallo cambiai posto)
Se hai la minima idea di quello che è Fantasia NON ci porti bambini piccoli a vederlo.

Rado il Figo ha detto...

Dan, l'unico appunto che faccio sugli Incredibili non è tanto la presenza di morti, quanto che sia un bambino delle elementari ad uccidere delle persone con assoluta naturalezza.

L'economa domestica ha detto...

Rado il Figo ha detto...

Dan, l'unico appunto che faccio sugli Incredibili non è tanto la presenza di morti, quanto che sia un bambino delle elementari ad uccidere delle persone con assoluta naturalezza.E senza neanche la sublime crudeltà di Stewie Griffin

Dan ha detto...

Beh, se non altro è certamente legittima difesa... gli Incredible figlio e figlia lo fanno per non essere uccisi dagli sgherri di Sindrome, e poi il tutto è comunque calato nel contesto della lotta del bene contro il male, i buoni contro i cattivi. E' quello che un fa supereroe.
In più, devo dire che preferisco una trama come quella, dove qualcuno muore, a quelle storie o serie dove tutti vengono colpiti o sconfitti ma non muore mai nessuno, al massimo si prendono una botta in testa che li fa comicamente svenire, e la battaglia finisce lì. Sia i buoni che i cattivi sono gli stessi dall'inizio alla fine, anche se volano colpi e proiettili ad ogni puntata... perfino in uno spot dell'esercito americano come erano i G.I.Joe.
E' anche per quello che ho trovato Gli Incredibili piacevole.